12 gennaio 2019

Pubblicato da Dott.ssa Onda il

Buon turno, fatto di confidenze inaspettate e argomenti importanti. 
Grazie per la fiducia. Dora 


Turno partito come di consueto al bar, ci mettiamo a chiaccherare con le ragazze del bar e, dopo risate e qualche confidenza, io e Dora ci dirigiamo in pediatra: molti bambini appena nati, nella stanza Arcobaleno 3 ragazzini con i rispettivi genitori. Qualche indovinello per grandi e piccini, qualche burla e tra una cosa e l’altra si fanno le dieci: con un po’ di dispiacere, visto che ci stavamo divertendo e che si era creato un bel clima, saliamo in dialisi dove ci aspetta P. per incontrare M. ; mentre attendiamo il suo arrivo, nell’ultima stanza facciamo due chiacchere con un signore: preferisci mare o montagna? carne bianca o rossa? Insomma, soliti argomenti. Ci spostiamo da M. , P.  è arrivato, ringrazia M’Illumino per averlo messo a conoscenza della situazione, scambio di numeri di cellulare per M. e P. – con la certezza che questo porterà a qualcosa di bello. Stessa stanza, incontro J. che mi racconta del marito, del fatto che è rimasta chiusa fuori di casa e di tutte le vicissitudini con i vigili che volevano romperle il vetro perché non c’era verso entrare; Dora nel frattempo parla con M. e io sono felice finalmente di riuscire ad intrattenere una conversazione con un paziente di dialisi senza troppo imbarazzo e senza arrivare a non avere più temi di conversazione (anche se con la signora J. è facile, è particolarmente simpatica e anche un po’ logorroica, quindi non ci si annoia mai). Il nostro giro in dialisi finisce, perché molti dormivano e in una stanza il dottore visitava , quindi non siamo entrate.

Suoniamo in psichiatria, inizialmente l’infermiera è restia a farci entrare, ma lo fa comunque chiedendoci di aspettare in sala pranzo, se qualcuno ha voglia di parlare: difatti, in pochi minuti, la sala da pranzo si riempie di persone e di argomenti interessanti: Frida Kahlo, Asimov e la robotica, insomma argomenti di un certo spessore, misti ad esperienze di vita; sia io che Dora, confrontandoci post turno, ci meravigliamo dello spessore delle conversazioni che abbiamo avuto in psichiatria, e della lucidità con cui molti dei pazienti hanno affrontato queste. Molto soddisfatte del turno, scendiamo a cambiarci e incontriamo Spadino, che è venuto a consegnare il calendario il centralino.  Ci dirigiamo insieme alla macchina, e finisce così questo turno pieno di sorprese, di chiacchere interessanti e di sintonia, oserei dire.  Grazie a Dora, che si migliora sempre più come tutor – e come persona, e che mi permette di fare altrettanto.
Ps: come vedete, l’unica logorroica non è la signora J. Passo e chiudo,  Colorina


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