11 Marzo

Pubblicato da Dottor Nuvola il

Ovvero il turno della danza di zorba sirtaki. Si parte un po’ in ritardo e cantando saliamo in sala prelievi: molte persone oggi, un bacio alla signora anziana accompagnata sempre dalla figlia, una coppia cattura la nostra attenzione o viene sequestrata da noi, dipende dai punti di vista. Le parole, il gioco, la musica ci permettono di cambiare il posto e coinvolgere le persone attorno. Ma a parte qualche gioco, qualche canzone  e magia il clou è certamente dato dalla esibizione “volontaria” da parte di Arancina della danza di Zorba, un grande successo che dura fino allo stramazzamento al suolo con ossigeno….

Un breve pausa al bar per permettere a Arancina di riprendere le forze e ci dirigiamo verso dialisi interagendo con le persone che incontriamo nelle sale e nei corridoi. Giuseppe ci sequestra subito per un rinnovato repertorio canoro. Anna inizialmente dimostra un po’ di sofferenza data una noiosa emicrania ma poi non può non farsi travolgere dalla seconda esibizione variamente ritmata della danza di zorba da parte di Arancina. Alla fine applausi e sorrisi a scena aperta.  Arancina ringrazia affettuosamente Pasticca per gli esercizi ginnici gratuiti senza pagamento della quota mensile della palestra e ci soffermiamo per un breve saluto e qualche abbraccio con gli altri pazienti di dialisi.

All’arrivo in psichiatria chiediamo se sussistono ancora problemi per la persona in situazione di fermo e una volta confermata questa situazione ci dirigiamo verso le altre stanze dove però i pazienti sono tutti rannicchiati a dormire. Ci dirigiamo verso la terrazza dove un ragazzo e una ragazza sono a fumare una sigaretta e catturare qualche raggio di sole. Ci soffermiamo a parlare soprattutto con il ragazzo e poi Serena ci inviata a tornare verso le stanze dove ritroviamo G. che purtroppo è stata nuovamente ricoverata e ci racconta dei suoi problemi alimentari, dell’abuso del cibo intervallato da digiuni forzati. I miei ricordi degli scorsi ricoveri mi portano a ripercorrere i suoi racconti sempre diversi.

Poi Serena ci presenta M. una ragazza giovane dalla bella voce. Prima ci soffermiamo a convincerla delle doti magiche in suo possesso, per poter dire “se ci credo posso” e il gioco ci permette di coinvolgere anche l’altra persona più anziana. Poi però, anche se il pranzo stava per avvicinarsi, mettiamo alla prova le doti canore di M. e la sua memoria dei testi, soprattutto di De Andrè. Grande partecipazione e sorrisi della compagna di stanza e continuando a cantare un po’ sommessamente le accompagniamo verso la sala pranzo.

Un altra volta è stato evidente come il personale del reparto può essere di grande aiuto nell’indirizzamento e nel coinvolgimento verso i pazienti.

Andiamo a cambiarci, Arancina, un po’ in ritardo per il suo impegno, si prepara per la continuazione del turno fuori dai reparti di Ponte a Niccheri.

Pasticca

 

 

 

Categorie: Blog

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