19 gennaio 2019

Fin da bambina mi sono spesso ritrovata in alcuni contesti di feste, ritrovi, grandi compagnie dove credevo di volermi isolare perché gli altri me lo facevano credere… da grande ho capito che il mio non era un isolamento ma la ricerca, al contrario, di creare il contatto con la persona che più si isolava per poi insieme vivere quel determinato contesto. Forse perché attraverso mie esperienze di bambina e ragazzina ho ben chiaro dentro di me il sapore della solitudine, la conosco, la percepisco e per me rappresenta un sentimento fondamentale, senza esagerare, per la nostra crescita personale, a tutte le età… 
Ho fatto questa premessa perché mi rendo sempre più conto che durante i turni in ospedale è quello che cerco di fare ma ci rifletto dopo averlo fatto, non è mai premeditato, arriva spontaneo e naturale, ecco che in pediatria, mentre Pasticca animava una stanza con bambini piuttosto grandi, mi sono a lungo soffermata con mamme e coppie con bambini molto piccoli, non per bisogno dei bimbi ma per grande difficoltà delle mamme, silenziose, impaurite, con mille brutti pensieri in testa. È bello vedere quel sorriso con la bocca e con gli occhi, misto alle lacrime quando loro percepiscono che tu hai compreso il loro stato d’animo, è come se ti dicessero: ok, ce la posso fare… Dialisi molto assonnata per cui ci siamo soffermati con poche persone, giusto per un saluto o poco più….l’infermiera A. ci ha nuovamente ringraziato per M. il quale sembra aver iniziato un contatto quasi giornaliero con Pape. In psichiatria i troppi ragazzi giovani mi disarmano un po’ sul momento e mi chiedo sempre il perché di tutto ciò con sentimenti contrastanti.D. è subito attratto dalla chitarra di Pasticca e andiamo nella saletta, da lì in poi mi sembra quasi di non sapere come possa essere avvenuta tale situazione magica e calda.Faccio il giro delle stanze per vedere chi c’è e trovo A. che si solleva un po’, ha i cancellini e soprassiedo per paura di agitarla, incontro S., V., R., che riesco a portare in saletta, Pasticca suona, canta con alcuni di loro e riesce a formare un piccolo concertino con piccole maracas coinvolgendoli, io dalla terrazzina osservo mentre parlo con gli altri, più chiusi ma con la percezione che dentro sono un fiume in piena….pian piano arrivano qualche disagio e qualche amara confessione…non so come ma ci ritroviamo tutti, compresa A., la signora con i cancellini, accompagnata dalla figlia, in un cerchio di balli, canti, commozioni e abbracci tra pazienti, con il personale molto coinvolto e contento.Arriva il pranzo ma ci permettono di rimanere ancora un po’ per non interrompere bruscamente tale attimo prezioso….sarebbe bello, in certi momenti poter continuare un lavoro iniziato così condiviso da tutti….Oggi, a questa tenera età, sono grata alla mia compagna solitudine che mi permette, qualche volta, di creare un po’ di empatia a favore degli altri.
Mio Pasticca, grazie per essere così, semplicemente mio Pasticca….
GRAZIE a tutti voi, cari clowni…
Caramella

Feb 12, 2019 | Posted by in Blog | 0 comments

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