23 Febbraio 2008

Ciao a tutti…dopo tanto, sono tornata!
Sicuramente non in splendida forma per l’influenza appena passata (più o meno) e per altri piccoli e grandi problemi che in questo periodo non mi permettono di essere molto serena..
Oggi è stato un turno molto particolare, forse ero io il paziente a beneficiarne in questo caso…e Nuvola con i piccoli e grandi ospiti dell’ospedale erano i miei clown!
Vorrei essere più oggettiva e raccontare quello che abbiamo fatto, visto, detto,.. nel turno di oggi, ma non riesco a dissociare il mio stato d’animo dal racconto, dopotutto non si può sempre essere al top giusto?!
Infatti ero molto passiva soprattutto all’inizio, e devo ringraziare Nuvola per non aver cercato di stimolarmi, perchè poi credo di essermi sciolta piano piano da sola, in modo del tutto naturale, ma sinceramente restando molto distante dalla figura del clown che ho cercato di interpretare fino ad ora…oggi sentivo di essere priva del mio costume da clown malgrado l’avessi, dei miei trucchi colorati che nascondono un po’ il mio viso….non è che non volessi indossare tutto ciò, anzi, avrei voluto che ci fossero e che fossero più ingombranti del solito, che mi permettessero di avere una maschera, ….e invece, indossavo i miei soliti vestiti e le mie solite mollette supercolorate eppure mi vedevo smorta, avevo il sorriso un po’ spento, più mi truccavo e più i miei occhi sembravano tristi.
E quello che voglio comunicare, più che intristire tutti, è che non importava, che comunque non mi sentivo a disagio, che nessuno ti chiede di essere allegro per forza, che vai bene anche così, anzi, che forse a qualcuno vai meglio così in certi momenti. Oggi in dialisi sento di aver avuto un approccio più “umano” con le persone che ho incontrato, parlando di cose comuni, non so, dell’università, della festa di 18° di (aiutami Nuvola, non mi ricordo il nome) (Nota di Nuvola: i nomi non sono il mio forte ma d’altra parte c’è solo un diciottenne e tuti avranno capito da soli chi è) e della sua sbronza, di Fidel Castro, abbiamo provato (senza successo ) a risolvere qualche parola crociata, niente di particolarmente impegnativo dopotutto.
Ci sono stati momenti divertenti come quando Nuvola ha fatto un po’ il Dott Stranamore, e momenti un po’ più complicati da gestire, come quando abbiamo parlato dei vari modi delle persone di affrontare le prove della vita, ed è stata la prima volta che ho avuto la sensazione di vedere un uomo che cercava di aggrapparsi ad una maschera che con fatica si era costruito di se stesso..la maschera di una persona forte, che riesce ad affrontare le prove della vita nel modo migliore, che non si abbatte, e che riesce sempre a rispondere a chi glielo chiede, che sta bene…anche se magari non è così…perchè lui dice che ci sono persone forti e persone deboli, è quello il punto…in realtà, secondo me, non si dà la possibilità di soffrire per il suo male, non vuole apparire fragile forse, non so bene come interpretare le sue parole, posso solo dire quello che io ho potuto percepire..e quindi posso anche sbagliarmi!

Ma passiamo alla pediatria ora…
Oggi c’erano tanti fagottini…c’era un bimbo buonissimo che doveva fare un prelievo e secondo me l’avrebbe affrontato nel più tranquillo dei modi se solo la mamma l’avesse rassicurato un po’..ma aveva più paura di lui!
Poi c’erano tanti piccoli mimmini appena nati tutti da stropicciare e le loro mamme erano di una dolcezza incredibile, il mio pensiero va soprattutto alle mamme per la prima volta…che hanno innata la capacità di assumersi quel ruolo di enorme responsabilità, ma che allo stesso tempo sembrano talmente spaventate da tornare un po’ bambine, con la necessità di essere rassicurate, perchè effettivamente nella loro vita è arrivato qualcuno che dipende completamente da loro e dalle loro decisioni (almeno per ora)……l’istinto materno e il legame tra mamma e figlio rappresentano qualcosa di misterioso davvero… è inspiegabile altrimenti il fatto che un bimbo che dorme beato si svegli nel momento esatto in cui la mamma sta versando qualche piccola lacrima, o vedere la frequenza cardiaca di Sofia che da 200 nel lettino passa a 160 in un momento, solo perchè la mamma l’ha presa in braccio….

Ora invece un pensiero per voi, mi congratulo con coloro che sono riusciti ad arrivare in fondo, mi scuso per aver fatto un report un po’ inusuale…Nuvola aggiungi pure tutto ciò che ritieni importante, penso di aver fatto un resoconto un po’ vago in effetti…

Dott.ssa Pennellina

Nota di Nuvola: vorrei aggiungere un paio di cose che mi sembrano molto molto importanti leggendo il report di Pennellina, e che, almeno per me, è stato uno dei turni più intensi che abbia mai avuto, la prima è il fatto che in dialisi abbiamo veramente parlato con tutti a cuore aperto e non è facile che accada sempre, anzi mi pare sia la prima volta per quello che mi riguarda che esco da lì e ho la sensazione forte che un muro è caduto dopo molti mesi di duro lavoro, mi sento molto più in grado di affrontarla da ieri e la seconda è che Pennellina, nonostante lei dica che era giù, mi è sembrata splendida davvero, l’importante non è ridere ma affrontare le cose e lei lo sta facendo alla massima potenza, sta affrontando cose molto impegnative e in una maniera molto bella e commovente, io ho cercato di incoraggiarla con tutto il cuore, non so se ci sono riuscito ma a me è rimasto addosso per tutta la giornata una sensazione di strano benessere e di gioia, di felicità per aver fatto il turno con lei che tanto ha fatto, per tutti e non è vero che non era incoraggiante, incoraggiante non è chi ride e cazzeggia ma chi affronta le proprie cose e nonostante questo e la febbre viene in ospedale e si sfida, è la sfida che conta non il risultato e in ogni caso quello di ieri è stato il turno migliore che abbia mai fatto per cui c’è stato anche il risultato, veramente, non me ne vogliano gli altri clauni, gli voglio bene ma Stella ieri ha toccato corde profonde con una leggerezza inaudita e mentre lo scrivo ancora oggi mi commuovo, penso che tutti voi siate straordinari e lo penso con tutto il cuore e, almeno per me, siete stati l’avvenimento più bello dell’anno scorso e siete in classifica anche per quest’anno (che d’altra parte è iniziato con un tre coliche renali e un paio di cateteri e quindi avete avuto gioco facile).

Con enorme stima e grande affetto

Nuvola

Feb 24, 2008 | Posted by in Blog | 1 comment

09 Febbraio 2008

Cari clown,
prima di tutto scusate l’immenso ritardo ma le febbre mia, di mio marito e della Diletta mi hanno impedito di fare anche le cose più elementari… Spero che questa influenza non mi abbia annebbiato la mente, il cervello ma soprattutto i ricordi di una giornata molto particolare e importante……in più questa simpatica influenza mi ha lasciato un ricordino ancora più simpatico… un dolce ronzio che ora mi occupa la mente e l’orecchio sinistro con conseguente perdita momentanea dell’udito speriamo che passi presto.. per ora mi limito ad andare all’ospedale 1 volta al giorno per fare delle flebo non ben precisate che dovrebbero togliermi il ronzio e la sordità… speriamo bene… io ho qualche dubbio ma mi hanno già detto che si tratta di una cosa un pò lunga….Ma ora basta con i miei casini di salute e veniamo al report… Ci troviamo al solito posto nel parcheggio con Nuvola e dopo i saluti partiamo alla volta del centro prelievi… Decidiamo di iniziare da lì e devo dire che mai scelta è stata più azzeccata.. Siamo entrati e subito con il nostro vociare (o meglio con il mio visto che Nuvola dice che sembra che mi sia ingoiata un megafono a colazione) cominciamo a fare un pò di confusione e portiamo un pò di allegria alle persone che sono lì ad aspettare il proprio turno… ( alcuni non lo sanno o non se ne rendono conto ma staranno lì tutta la mattinata); distribuiamo i portafoto dell’Alcas, qualche poesia stramba, strappiamo qualche risata con lo scambio di qualche numero e poi decidiamo di entrare nelle stanze dove effettuano i prelievi… lì troviamo un bambino che piangeva perchè gli avevano bucato il braccino due volte perchè non gli trovavano la vena… arriviamo noi ma ormai il più è già fatto… ritorniamo fuori e troviamo una ragazzina che doveva fare il prelievo ed era la prima volta….. così rientriamo con lei e riusciamo in qualche modo a distrarla con le bolle e parlandole con calma.. Dopo ci dirigiamo in pediatria che come mercoledì scorso è piena come un uovo… di bambini soprattutto ammalati di broncopolmonite… la situazione in pediatria non è delle migliori soprattutto perchè i ricoverati sono veramente piccoli… ( al massimo 3 anni) e vedere questi piccoli corpicini che si contorcono tutti per la tosse è veramente penoso… portiamo conforto sia alle mamme che ai babbi ma soprattutto portiamo allegria, palloncini e bolle ai piccoli ricoverati che anche se sono molti piccoli apprezzano parecchio… Ci fermiamo molto in pediatria anche perchè le mamme quest’oggi hanno veramente bisogno di sfogarsi o semplicemente di fare due chiacchiere con persone nuove…… ci sfruttano nel vero senso della parola.. nel senso che già che ci siamo ci fanno assistere alle punture dei bambini… le aiutiamo con la somministrazione degli antibiotici e gli portiamo conforto semplicemente con il nostro stare lì… Alla fine mentre stiamo andando via troviamo il Dott. Rapisardi con il quale Nuvola si intrattiene a parlare del progetto e della sua evoluzione… si tratta di una persona veramente speciale che si è presa a cuore con tanto entusiasmo il nostro lavoro… grazie! Ci dirigiamo verso la dialisi con il cuore pieno di tante emozioni e tante speranze… La giornata in dialisi scorre molto bene tutte le persone erano veramente animate da un buono spirito è stato veramente piacevole lavorare in dialisi quest’oggi…. Abbiamo fatto un pò di chiacchiere sia con i pazienti che con le infermiere… abbiamo giocato con la magia, abbiamo parlato e soprattutto abbiamo portato il nostro entusiasmo e la nostra voglia di fare con tutti (sia i pazienti che gli infermieri che gli operatori sanitari). Dopo il lavoro in dialisi ci siamo diretti verso l’uscita dell’ospedale e ci siamo fermati in macchina due minuti per uno scambio di vedute, opinioni e per semplicemente confrontarci per la giornata appena passata… Sono veramente contenta del lavoro svolto oggi… anche la dialisi è stata più “leggera” sono sempre più contenta del mio rapporto con i malati con l’ospedale con il progetto… sicuramente devo limare un pò di più il mio carattere e il mio modo di pormi …sono piccoli passi che devo compiere per essere ancora di più completa e migliore…. Ora vi saluto perchè il ronzio all’orecchio non mi da pace e spero che quando ci vedremo (ovvero alla prossima riunione) io non avrò bisogno del corno acustico…

un abbraccio

Gomitolo

p.s. la giornata di oggi è stata ampiamente documentata tramite delle bellissime foto che sono in mano al nostro caro amico/dottore Nuvola… ahahahahahahahaha

Nota di Nuvola: spero anche io che Gomitolo guarisca presto anche perché, non sentendosi, urla ancora di più, infatti il report non mi è arrivato per e-mail ma semplicemente mi sono affacciato alla mia finestra a Empoli e lei me l’ha dettato da casa sua a Firenze.

Nuvola

Feb 24, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

20 febbraio 2008

Che emozioni può suscitare uno sguardo, un gesto… un sorriso, quanti muri abbatte senza il bisogno di spiegazioni? A parole non so come dire ma so che ogni volta che torno da un turno c’è un turbinio di emozioni dentro me che mi fanno sentire felice e carica, e altre volte mi scuotono l’anima e la rivoltano come un calzino. C’è da dire che comunque ogni sensazione, forte o meno, mi arriva sempre in positivo, mi apre orizzonti inesplorati…
Il turno di mercoledì è stato per me particolarmente intenso. La scorsa volta sono tornata entusiasta, con una scarica di energia da pensare di poter rivoluzionare il mio modo di vivere, in modo da affrontare le sofferenze in profondità e con umorismo. Questa volta mi sono resa conto che se tenti di rivoluzionare la tua vita, oltre a nuove gioie devi anche mettere anche in conto sofferenze nuove… (cmq ci resta la chiave giusta per affrontarle!) Ma bando alle ciance, passiamo ai fatti: mercoledì arrivo un po’ in ritardo all’incontro dove mi aspettano Formaggino, Lucilla e Tamara (una ragazza americana, studentessa di medicina, che sarà ospite del nostro progetto per qualche tempo). Con Tamara ci presentiamo e le presto il mio naso rosso. Con il prezioso aiuto linguistico della Fede-Lucilla scambiamo qualche chiacchiera, mentre Formaggino prepara il suo “culo sonoro” (attrezzatura ormai nota, consistente in: amplificatore portatile legato in vita e collegato tramite cavo e jack ad un lettore MP3 il tutto occultato sotto il camice, sul lato posteriore… – n.d.F.). Ah che spettacolo il “culo sonoro”, Formaggino! Un’invenzione divertentissima! Vai, siamo pronti. ci avviamo alla volta dell’ospedale accompagnati da musiche popolari, una colonna sonora perfetta. La gente ci guarda e sorride, ci dà il buongiorno e così iniziamo già felici… Entriamo, nel corridoio non c’è ancora tantissima gente. Incontriamo subito una bella bimba che si nasconde dietro le gambe della mamma e si affaccia solo per prendere il palloncino che le regala Formaggino, poi… zup!… ritorna a nascondersi. Proseguiamo fino in pediatria. La mattinata è per fortuna tranquilla, ci informano le infermiere, non ci sono tanti bambini.. ci fermiamo in una stanza dove c’è una bambina di 17 mesi e un bambino più grande che, appena entriamo, si nasconde sotto il lenzuolo. Le rispettive mamme sorridono. Io mi avvicino alla bambina e tento di rapire la sua attenzione con i miei pupazzi da mano. Con Formaggino cerchiamo di rifare lo sketch della volta scorsa con le bolle di sapone (il pupazzo Temistocle doveva mangiarle). Le bolle di sapone sono davvero una distrazione forte per i piccoli, infatti lei viene subito incantata e tenta di scoppiarle. Io rimetto a posto i pupazzi, che a ‘sta girata non hanno riscosso grande successo, e voltandomi vedo il bambino di fronte in piedi sul letto a scalmanarsi con Lucilla e Tamara! Be’, ha proprio vinto la timidezza! Continuiamo così tra le bolle di sapone in cui anche Tamara si cimenta e la guerra delle spade tra noi tre fanciulle e il bambino. Formaggino passa in un’altra stanza e noi rimaniamo lì, la piccola è stanca e si mette a sonnecchiare, l’altro invece è sempre più eccitato dal gioco e, quando è l’ora per noi di spostarci, ci fa promettere di passare a salutarlo dopo. Intanto gli lasciamo un ultimo palloncino gonfiato e il “compito” di costruire un’altra spada. Passiamo in dialisi, lì troviamo invece tanta gente, infatti ci dividiamo: Formaggino ed io nella prima stanza, Lucilla e Tamara nell’ultima. Il clima è pesante ma si riesce comunque a fare qualche chiacchiera. C’è la signora Bruna che parla volentieri, Margherita che ci dice invece chiaramente di non averne voglia e la lasciamo riposare, Rosa che tra un dolore e l’altro scambia qualche parola… c’è il Gino più anziano che ha gli occhi chiusi, li apre per sorriderci e poi li richiude lentamente, è stanco… una signora nuova, Rita, anziana, mi dice che forse ha fatto uno sbaglio a venire in ospedale e che vorrebbe alzarsi, tornare a casa. Tento di rassicurarla e sembra un po’ risollevarsi. Intanto Formaggino gira da una stanza all’altra con il suo rassicurante buonumore. Vengono Lucilla e Tamara dove sono io e dopo un po’ insieme ci rispostiamo nell’ultima. Camminando Lucilla mi fa notare quanto sono più socievoli e meno affranti gli anziani che hanno dei nipoti… nell’ultima stanza il clima sembra notevolmente più leggero, sarà che sono più giovani, o che c’è già Formaggino che li fa ridere… c’è Gino2 che ci accoglie festoso, oh delle fanciulle! Una signora dietro di lui sorride… c’è altra gente e un ragazzo, forse sulla trentina, lo avevo già visto la volta scorsa ma non ricordo il nome. Anche lui con un bel sorriso. Mi metto a chiacchierare con lui, è contento di parlare con qualcuno perché, dice, si è annoiato molto oggi. Mi racconta che fa il fisioterapista mi chiede se sono a medicina, e come mi chiamo. Allora ne approfitto per richiederglielo anch’io. Inaspettatamente mi rendo conto che fa fatica a pronunciare il suo nome, gli esce solo fiato, indugia sulla effe di Francesco come se balbettasse mentre fino a un attimo prima parlava fluentemente, alla fine con grande sforzo me lo dice: “Francesco”. mi sembra di essere uscita, come lui, da una fatica immensa. Qualcosa mi serra la gola, sorrido, ma mi viene da piangere. parliamo ancora, e continuo a sentirmi molto scossa. Poco dopo è ora di andare, tra le calorose proteste di tutti che vorrebbero rimanessimo… Ripassiamo in pediatria a raccogliere le nostre cose e a salutare il bambino delle spade che invece di costruirne una nuova le ha scoppiate tutte! Che sagoma… ce ne andiamo, sono dispiaciuta che sia già finita la mattinata e allo stesso tempo un po’ sollevata. Mi sento anch’io stanca… Prima di ripartire, quando sono sola nella mia macchina, mi tornano su tutti i particolari delle ore precedenti, gli sguardi, le risate dei bambini, le espressioni doloranti e quella fatica di Francesco nel pronunciare il suo nome. Non so cosa abbia smosso questo fatto in me sicuramente qualcosa di forte perché adesso, come nell’abitacolo dell’auto quella mattina, ogni volta che mi viene da pensarci piango. Ma sappiate che sono contenta! Il mio stato d’animo non è chiaramente passato inosservato all’attento claun Formaggino che inizia la mail del giorno dopo così “ciao, rapa. Assorbita la botta di ieri mattina?..” a cui rispondo “è stata una mattinata bellissima ma è tuttora in via di assorbimento…”
Raperonzolo
* * *
Pensare a Rapa, in questo momento, mi dà la sensazione di un confortevole abbraccio. Chi vede il futuro con pessimismo, ha qualche ragione di farlo, ma soltanto se non ha mai incontrato i giovani di “m’illumino d’immenso”, perché basta qualche mozzicone di giornata trascorso con questa gente, per ringraziare la vita, per ballare una felice taranta, come degli idioti, nel mezzo di un parcheggio… Non so se tutto ciò che di inutile, nella mia vita, ho fatto fin qui, possa essere nobilitato da questa esperienza pazzesca. Magari sì. Anzi… certamente. Perché non mi era mai successo che un Giorgio – incazzato con la vita – mi avesse sorriso e stretto la mano, dopo tanti bendati silenzi. Non mi era mai successo di non crollare, sotto il peso dello sguardo disperato di una vecchia stanca. Non mi era mai successo di essere capace di offrirle semplicemente la mia faccia come misero quadretto buffo (dinanzi al quale lei – nobile – non ha mostrato un legittimo disgusto!). Questa cosa, ragazzi, è pura poesia. Mi comincia a stare stretto il fatto di chiamarlo “progetto”, una parola che, a poco a poco, sta entrando a far parte della semantica dell’attimino, del brand, del trend… Facciamo così: per adesso, giusto per farsi capire dalla civiltà contemporanea, continuiamo a chiamarlo “progetto”, ma io (almeno nella mia mente) lo chiamerò solo “’sta cosa pazzesca”.
Un grato abbraccio a tutti i clauni e a tutti gli amici che ci leggono.
Formag
Feb 24, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

16 Febbraio

Che bello, trovarsi di nuovo dopo un turno in ospedale a scrivere le proprie riflessioni su una pagina bianca!!
La prima cosa che voglio dire è quanto sia bella questa sensazione che c’ho ora addosso, perché ogni volta che torno a fare il clown in ospedale cambiano le persone che sono ricoverate e cambio io, però quando quelle 4 ore finiscono è sempre lo stesso: mi sento carica! Camminando per la strada per tornare a casa sono pronta ad affrontare problemi con una forza nuova, mi scopro a sorridere e salutare tutti quelli che incrociano il mio sguardo, divertendomi quando gli occhi di queste persone all’inizio formano un piccolo punto di domanda (Starà sorridendo a me, ‘sta qui? Che vuole? La conosco?) e poi si illuminano. Ed anche se non sono vestita da clown (o meglio, lo sono ma sopra c’ho la tuta e quindi non si vede!) ed anche se loro non sanno come ho passato la mattinata, percepiscono un po’ di questa mia energia e sono un pochino più contenti anche loro (o almeno così mi piace pensare)…

Vabbè, detto ciò partiamo da me e Nuvola nel parcheggio che ci congeliamo un po’ prima di entrare in ospedale mentre lui effettua uno dei suoi interminabili cambi di camice… Giusto il tempo di riscaldarsi un po’ camminando verso la pediatria e… via! Si comincia!

Anche oggi il reparto era pieno, a quanto pare le broncopolmoniti sono proprio di moda in questo periodo dell’anno! Il primo bimbo che abbiamo incontrato era un bellissimo ometto proveniente dalle filippine di circa sei mesi, ricoverato per broncopolmonite (o bronchite, non ricordo, cmq giù di lì…). Questo bimbo era calmissimo ed ha sfoderato numerosissimi sorrisoni sia a Nuvola che a me mentre chiacchieravamo con la sua mamma. Abbiamo regalato a lui un palloncino-cane e a lei un porta-foto dell’ Alcas e poi via, verso la prossima stanza!
Qui c’era il pienone: quattro mamme e ben cinque bebè!! (cinque perché c’erano due gemelline nate a 34 settimane che erano due esserini veramente minuscoli). Più il medico ed un paio di infermiere. Mentre questi ultimi facevano le loro visite io e Nuvola abbiamo cominciato a fare conoscenza con le mamme e i picciottelli, e tutti erano più o meno tranquilli. Distribuiti anche qui palloncini-fiori a tutte le mamme e porta-foto dei nostri fantastici sponsor a tutti i bimbi siamo passati oltre.
Nel corridoio abbiamo incontrato un’altra coppia di genitori con un piccolino di una ventina di giorni che aveva la bronchite (ma stava rispondendo bene ai medicinali) ed un fratellino geloso che lo aspettava a casa. Lasciato un palloncino per questo fratellino geloso ed un porta foto per tutti e due, siamo passati alla camera successiva, dove c’erano una famiglia con la mamma un po’ demoralizzata perché il suo bimbo non voleva prendere il latte quindi loro erano obbligati a farglielo bere, spruzzandoglielo in gola, e con un babbo molto disponibile che si è prestato felicemente alle chiacchiere e ai giochi di magia di Nuvola, più un’altra signora con la sua bambina appena nata. Abbiamo ritrovato anche qui il medico e le infermiere, sembrava ci perseguitassimo a vicenda!
Quando il dottore ha finto di rapirmi e mi ha scherzosamente portata fuori dalla stanza dicendo a Nuvola che andava ad insegnarmi un po’ di pediatria (io non mi sarei affatto lamentata!) ho visto che nella stanza davanti a quella dove eravamo c’era una bimba di più o meno 5 anni che piangeva disperata. Allora sono andata a vedere che cosa stesse succedendo e le stavano facendo una specie di esame con uno di quei cosini che si mettono al dito e lei era molto spaventata. Allora mi sono avvicinata e le ho fatto un palloncino, lei si è rasserenata per un po’ di tempo, ma poi ha ripreso a piangere, interrompendosi ogni tanto per vedere che cosa facevo io (il palloncino). Avrei voluto fare qualcosa di più per questa bambina, però non penso che sarebbe stato possibile: l’esame era già incominciato male e quasi finito, la mamma era infastidita (non so da cosa, ma anche con la figlia era un po’ brusca e poco disponibile) e la bambina ormai terrorizzata… Io non ho quasi fatto in tempo a darle il palloncino che l’esame era finito ed i suoi genitori (il babbo è apparso magicamente appena la mamma ha trascinato la bimba in corridoio) la portavano nella sala d’attesa. Insomma, sparita questa piccolina ho ritrovato Nuvola e ci siamo avviati verso l’ultima stanza di pediatria, dove abbiamo trovato due genitori e un’altra coppia di gemelli ricoverati per bronchite, questi però avevano 6 mesi ed erano tutt’altro che esserini minuscoli! Abbiamo parlato soprattutto con la madre, che è un’infermiera lì all’ospedale nel reparto di rianimazione, mentre il padre provava a far calmare il più agitato dei due bambini. Lui mi è sembrato leggermente distaccato, ha fatto diversi commenti sul fatto che avrebbe preferito un figlio solo piuttosto che due (contando che hanno già un’altra bambina di 6 anni) però alla fine può darsi fosse solo il fatto che era stanchissimo e forse un po’ sfavato! (Nota di Nuvola: penso che non dormisse da svariati giorni e doveva anche andare a lavoro per cui aveva ragione d’essere stanco) la mamma invece ci ha espresso le sue preoccupazioni sull’avere due gemelli: il fatto che la presenza di un’altra persona che ti è identica possa essere strano, insomma, avere qualcuno di UGUALE a te sempre in giro.. per non parlare degli scherzi che i suoi due ometti le giocheranno sicuramente. già si disperava, povera donna, pensando quando uno dei due gemelli avrà la fidanzata, immaginandosi che se la scambieranno sicuramente, oppure ragionando sugli sgami che i due potranno mettere in atto con i professori a scuola per scampare le interrogazioni invertendosi di posto… insomma, noi l’abbiamo rincuorata, perché alla fine anche se i suoi due gemelli sono identici nell’aspetto non vuol dire che lo siano di carattere, e una volta che cresceranno (basta pochissimo) sarà facile distinguerli. Inoltre è da riportare la proposta della loro figlia maggiore, di 6 anni, che per renderli diversi si è offerta di fare un taglio di capelli a spazzola ad uno dei due mentre l’altro avrebbe portato i capelli lunghi… ora, dico io, questi bimbi hanno 6 mesi, eh! aaaah che tipa dev’essere ‘sta bambina! (Nota di Nuvola: io ho invece suggerito di tagliare un pezzetto di orecchio a uno dei due, almeno non ricresce come i capelli che bisogna sempre stargli dietro….ovviamente scherzo!) A questo abbiamo deciso di dirigerci in dialisi perché era già metà mattinata. Usciti dalla pediatria ci troviamo davanti ad un uomo (con sua moglie) che aveva il padre in rianimazione; Nuvola lo ha un po’ rincuorato con parole toccanti, che io spero lui abbia ascoltato. Alla fine in queste situazioni c’è poco da dire perché se una persona è in bilico tra la vita e la morte, senza dubbio chi le vuole bene sta male.. però io spero comunque che questo signore abbia ascoltato quello che Nuvola gli ha detto senza sottovalutarlo perché aveva un naso rosso in faccia (anche se non credo sia questo il caso)… Io non lo so se le parole di Nuvola gli sono servite a qualcosa, a me sono servite a capire quanto è importante sapersi relazionare giustamente a chi ti sta davanti. Ovvero, se uno da questo ragazzo, che potrebbe perdere il padre da un momento all’altro, ci fosse andato saltellando e ridendo sarebbe stato mandato a cagare e ciao, se invece ci fosse andato facendo il serioso e mettendosi a sparare frasi a caso probabilmente lui si sarebbe chiuso in se stesso e non si otteneva niente. Invece così, con la coscienza che c’è qualcosa di estremamente doloroso che questo signore sta provando, senza provare a nasconderlo perché sarebbe sciocco, forse abbiamo (o meglio, Nuvola ha) potuto aiutare questa persone che soffriva per il padre, semplicemente con un buon consiglio su come poter affrontare la cosa.
Mentre ascoltavo quello che Nuvola diceva mi è tornato alla mente un libro di Pennac, dove il protagonista, Kamo, entra in coma ed i suoi amici per tenerlo in vita non smettono mai di pensare a lui. Fanno i turni per pensare a Kamo giorno e notte e appena uno si addormenta durante il suo turno, Kamo peggiora improvvisamente perché l’amore degli altri, in particolar modo di genitori-figli-amici, è una forza sconvolgente che può essere avvertita e che come diceva Nuvola può passare attraverso una porta di ferro anche quando a noi non è permesso.
Insomma, a questo punto ci siamo diretti in dialisi e sulle scale un bambino simpaticissimo ci ha intravisti e… “PAGLIACCI!” ha urlato, chiamandoci.. ahahah! Insomma, questo bimbo era veramente buffissimo, tutto serioso e compiaciuto, accompagnava mamma e babbo ad una visita per la sorellina che dovrebbe nascere tra una decina di giorni ed ha volenterosamente offerto il suo aiuto per cambiare, in futuro, i pannolini alla sorella e per altre faccende in casa (e sarà stato alto come un puffo!).
Anche in dialisi è andato tutto bene, abbiamo chiacchierato un po’ con tutti. Nella prima stanza c’è stata una discussione sul rito (con citazione dell’adorato piccolo principe che addomestica la volpe), nelle altre invece abbiamo scoperto che domani il ragazzo di 17 anni che non mi ricordo come si chiama non sarà più un ragazzo di 17 anni ma sarà un ragazzo di 18 anni quindi era, ovviamente, contentissimo all’idea di essere finalmente maggiorenne. Poi una parola qui con qualcuno e là con qualcun altro si è fatta l’ora di andare via… In dialisi c’è un clima bello, quasi tutti sono contenti se ci vedono arrivare (e le battute sulle mille ragazze di Nuvola, che ne cambia una a volta, non mancano mai). Nota di Nuvola: detto fra noi io non cambio ragazze ogni volta ma sono loro che sopportandomi poco fanno a turno tipo assistenza sociale. L’unica cosa che mi è un po’ dispiaciuta di oggi, ripensandoci adesso, è che non sono riuscita a chiacchierare con tutti; l’altra volta avevo dedicato un po’ del mio tempo ad ognuno dei pazienti mentre oggi no. Comunque sono contenta lo stesso perché anche se non ho parlato individualmente con ciascuno, anche chi non interagiva attivamente ascoltava e si divertiva…

Insomma, ora basta, sono stanchissima (ma caricaaaa!) e c’ho messo un’ora a scrivere questo report e mi pare che sia già troppo lungo quindi la faccio finita. Però le cose da dire erano tante… anzi, ce n’è ancora una: GRAZIE a Nuvola e Formaggino che hanno reso possibile tutto questo, e grazie a tutti i clown, che rendono questo progetto così bello e pieno di vita!

Lucilla

Nota conclusiva di Nuvola: non aggiungo niente poiché i vostri report son già belli di suo e io non potrei che peggiorarli anche se in qua e in la ci provo lo stesso. Ciao a tutti.

Nuvola

Feb 16, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

13 febbraio 2008

Stamattina mi sono svegliata proprio male… Appena ho aperto gli occhi e me ne sono accorta,ho sperato di cambiare umore una volta arrivata in ospedale!! Non appena siamo arrivati in pediatria, io e Formaggino abbiamo cominciato il nostro tour nelle stanze, cercando come al solito di alleviare la degenza dei bimbi e l’attesa dei genitori. E’ stato grazie ai sorrisi inizialmente timidi di Tommaso (un bambino di 10 mesi) che il mio umore è cominciato a migliorare. E’ buffo.. io ero là per far sorridere lui.. e lui ha fatto stare meglio me! E’ una cosa talmente bella!! Abbiamo poi parlato con due neo-mamme e fatto un po’ di compagnia ad una bambina di 4 anni che aveva una bruttissima tosse asmatica! Siamo corsi in dialisi perché Formaggino doveva andare via alle 11 ed erano già le 10 passate! abbiamo fatto un breve giro dei letti e, mentre in pediatria non ci siamo mai divisi, in dialisi abbiamo preso “strade” diverse. La prima persona con cui ho parlato è stata la signora Margherita. Con lei ho intrapreso un discorso davvero difficile e forse ho anche sbagliato ad insistere su certe cose. Come molti di voi sapranno, Margherita è stanca di vivere. Ha perso il marito quattro mesi fa e da allora ha deciso che vuole lasciarsi andare pure lei. Io ho voluto provare a farle capire che ci sono tante cose belle che può ancora vivere: i figli, i nipoti, i ricordi. Lei mi ha giustamente detto che noi giovani certe cose non le possiamo capire, che lei questa malattia senza la forza del marito non la può affrontare. Ho insistito dicendole che comunque lei è stata fortunata perché ha avuto accanto a sé il marito per ben 53 anni, i ricordi potrebbero ora darle la forza necessaria per andare avanti. Questa forse me la potevo risparmiare, in fondo lei ha ragione, io sono giovane e certe cose non le posso capire. Avevo paura di averla ferita, invece mi ha salutata con affetto quando mi sono allontanata dal suo letto. Mi sono quindi avvicinata a Bruna con la quale non ho parlato molto perché dovevamo andare nell’altra stanza. Qui ho trovato Maria che mi ha salutato con gioia e ha scambiato volentieri due chiacchiere con me. Ho infine parlato con uno dei due Gino che mi ha praticamente fatto una lezione sulla dialisi.. Ho scoperto un sacco di cose che non sapevo, è stato davvero interessante! Purtroppo la nostra visita era terminata, Formaggino doveva andare, così abbiamo salutato e siamo tornati al parcheggio. Tirando le somme, questa è stata una giornata memorabile… non sono svenuta!!!:) direi che sto facendo un sacco di passi avanti!! Scherzi a parte, a fine turno mi sono resa conto che il mio umore era tornato in splendida forma e questo grazie alle splendide persone e ai meravigliosi bambini che ho incontrato durante il turno! Grazie a tutti voi e grazie ai pazienti dell’ospedale, sto crescendo molto e mi sto arricchendo. Noi siamo sicuramente di aiuto quando scambiamo due parole con loro, ma loro sono altrettanto “utili” a noi e forse dovremmo dirglielo prima o poi.. Non smetterò mai di dirvi quanto io vi sia grata per tutto questo!! Un bacio a tutti quanti.
Rimba

Postilla di Formaggino
Questa volta avrei tanto da scrivere, ma cercherò di risparmiare a tutti voi quel canto alla luna da pastore errante dell’Asia che mi prorompe dal cuore. Insomma, cercherò di essere conciso… Innanzitutto, una notazione sulla puntualità – mia e di Rimba – al nostro appuntamento: partenza in scioltezza e inizio turno effettiva alle 8.30 o poco più. Il viaggio insieme (fare il viaggio da Prato a Ponte a Niccheri in due nella stessa automobile, oltre che giovare all’aria, fa bene anche al nostro affiatamento, ci aiuta a conoscerci meglio) ha permesso a me e a Rimba di confidarci i rispettivi stati d’animo, tutt’altro che splendenti: lei faceva addirittura il compleanno (ancora auguri, Rimba nostra!), ma come spesso accade a quelli come noi – un po’ “estrosi” – il genetliaco è poco idilliaco… Per quanto riguarda me, sto lottando con la mia salute, che mi presenta certi “conticini” arretrati, e con certi impegni del mio lavoro teatrale, in cui sento che non sto dando il meglio di me. Avessi viaggiato da solo, avrei potuto solo rimuginare, mentre il fatto di avere accanto Margherita mi ha permesso di ammorbare lei con il mio piagnisteo da vecchio babbione poco realizzato… Insomma, un viaggio d’andata pieno di energia “very positive”!
Come spiegato da Rimba, la parte pediatria si è svolta comunque piuttosto bene: non solo abbiamo fatto amicizia con Giuditta, la sua mamma e la sua nonna, ma la permanenza nella camera di Tommaso è stata davvero un bel momento. I genitori del bimbo si sono rivelati persone davvero belle e ci hanno fatto sentire …adeguati. Ho potuto apprezzare la buona disinvoltura di Rimba, nel rapportarsi al bambino, mentre io relazionavo con i genitori. Lo stesso è accaduto in altri frangenti, nel corso della mattinata e la bravura e l’umanità di Margherita mi hanno permesso di “rilassarmi”.
Altro sapore mi è rimasto i bocca dopo la visita in dialisi. Ho trovato Anselmo assai triste per la perdita della vista a un occhio (trombosi) e con tutta sincerità gli ho detto: “Questa storia non è bella, ma c’è di buono che adesso ti basterà chiudere un solo occhio per non vedere la mia brutta faccia”. Gli ho strappato un timido sorriso, ma intanto i mio cuore gridava di dolore, frustrazione e paura. Ho confidato ad Anselmo la mia sensibilità verso l’argomento “occhi”, perché il mio amico diabete ha già fatto qualche dispetto alle mie retine. Ma che potevo fare, mettermi a piagnucolare? No. Ho cercato nelle mie tasche quel po’ d’ironia… La cosa è andata avanti tra strette e carezze alle mani di quelle persone e un occhio a Rimba, che però teneva duro e non sveniva. Non so che faccia avevo, quando sono uscito da dialisi. Non so che faccia avevo quando sono uscito dall’ospedale. Meno male che c’era Rimba con me e tutti guardavano lei.
Grazie, Rimba.

Formag

Feb 16, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

5 febbraio 2008

Domani mattina il mio primo turno, zuppa di quella strana e piacevole sensazione che appartiene a chi sta per mettersi alla prova, penso a qualche dettaglio per il mio camice, metto insieme qualche matitina, trovo dei pennarelli per stoffa e una minuscola valigetta di pelle in cui incastro pallonicni, pompetta, qualche giochino e una nappa rossa.. l’unica che sono riuscita a trovare dopo aver girato una decina di cartolerie.. ok siamo a fine carnevale ma possibile che non esista più un naso decente da clown?? tutti finiti…che dire.. mi aspetto di vedere almeno la metà dei bimbi del mio quartiere col nasetto rosso!Ci vediamo alle 8.15 all’ospedale – siamo sconvolti dalla nostra puntualità! – e ci trasformiamo in Dottor Formaggino e Dottoressa Pennarello! p.s. la mia nappa è stata disapprovata – troppo grossa per me! – e barattata con un nasINO decisamente più sobrio.Cominciano i primi sorrisi, chi ti guarda divertito, chi ti dice “bravo!”, chi continua a camminare con gli occhi bassi.Per me anche un sorriso, uno dico, uno solo, ha il suo significato. Qualcosa si muove.Partono parole con tutti, battute, strette di mano .. in questi primi 5 minuti cerco di capire, di ambientarmi.E arriviamo in pediatria. In realtà prima facciamo un pò di strada con una signora in sedia a rotelle, hai ragione formaggino, il “turno” non comincia in pediatria.Comincia quando mettiamo il camice. O forse dovrebbe appartenerci sempre.Tengo il respiro, l’emozione la sento davvero..Sinceramente i bambini, il loro mondo che sento ancora così vicino(!), mi restituiscono il respiro..Non è difficile entrare in contatto con loro, credo sia sufficiente esporsi, buttarsi.Ci affacciamo preceduti dalle note soavi del culetto* di formaggino.. Come dire, un biglietto da visita.A parte gli scherzi la scelta di Ludovico Einaudi è stata geniale – bravo formaggio! – sono fermamentissimamente convinta che la musica classica sia un toccasana e una medicina, indicata in bambini, neonati ed esserini minuscoli.. l’unica che agendo sulle sensazioni, sull’irrazionale e l’istinto possa essere assunta in grandi quantità senza creare danni, anzi…. in una delle colorate stanze del reparto troviamo due ‘ragazzi’ che hanno avuto fretta di venire al mondo e due giovanissime mamme che si consumano gli occhi a guardarli.Una delle due culle è un ‘esplosione di lenzuolini, spunta una tutina e in mezzo un corpicino, un corpicino di 4 giorni che dimostra di apprezzare la musica di formaggino, ragazzi questo si che significa essere intenditori!!Passiamo adesso ai più grandicelli, a quelli che possiamo chiamare pesti, che ci mettono a volte in difficoltà, che ci fanno ridere e capire tante cose della vita e che riescono sempre a coinvolgermi alla grande.. quando siamo usciti dalla stanza Arcobaleno c’erano sui letti distese di spade, topolini, moto,cagnolini e il mio camice aveva acquistato due disegni, un goku e un supersaian ( ma si scrive così??) oltre alla firma di Manfredi – che non vuole essere chiamato Nino! C’è poco da fare, io a giocare mi diverto ancora.Formaggino mi tira via, è tardi.Impossibile citarli tutti, alcuni di loro rimangono solo per me..Per quanto riguarda il reparto dialisi, quello è diverso, lì deve venir fuori la voglia di instaurare rapporti, di comunicare, e non è scontato.Purtoppo non c’è stato molto tempo, già si sfiora mezzogiorno, ma in fondo a volte bastano poche parole per entrare in sintonia.Ho trovato persone che avevano voglia di mettersi in gioco con la loro simpatia e la loro dolcezza, altre chiuse nel dolore, nella noia, credo sia giusto rispettare anche il loro silenzio. Io mi porto dietro la mano calda e morbida di una signora con gli occhiali neri, che nonostante la debolezza ha voluto stringermi e farmi sentire che in fondo, ero lì anche per lei.un abbraccio alla prossima!Dottoressa Pennarello
(*) Si tratta sempre del mio piccolo amplificatore portatile (n.d.F.)

Pennarello è stata un’esordiente quasi accettabile. Ha denotato, per la verità, solo alcune modeste qualità: freschezza, slancio, padronanza, inventiva, sensibilità ed equilibrio. Peccato che non sapesse anche camminare sulle mani suonando il violino. Ma cosa ci volete fare, questo è un gruppo di persone assai limitate…
Brava, piccola Viola (nome secolare di Pennarello – n.d.F.)!
Devo aggiungere che il turno è stato lunghissimo (8.30 – 12.10) e se non avessimo guardato l’orologio, avremmo finito per farci merenda, in ospedale. C’è da fare, ragazzi!
Un abbraccio fraterno a tutti.
Formag

Feb 6, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

02 Febbraio 2008

Cari Clauni buongiorno!
Sabato mattina mi sono ritrovata con Nuvola nel parcheggio dell’ospedale, come al solito. La mattinata è iniziata subito in modo più che comico, visto che Gomitolo, che doveva ritirare alcune cose lasciate a Nuvola a Rimini, si è presentata in motorino… In pratica doveva prendere una scatolone ed altre cose sparse, ma ha detto che ce l’avrebbe fatta ad arrivare a casa…Dopo alcuni tentativi è riuscita a partire, peccato che si fosse scordata il casco nella macchina di nuvola! Ce la siamo quindi vista accapare in reparto, che risate!
Contrariamente al solito la pediatria era affollatissima, soprattutto di bambini con la broncopolmonite, quindi ci siamo rimboccati le maniche e siamo partiti. Abbiamo intrattenuto per un po’ i bambini e i genitori (che forse ne avevano anche più bisogno, dopo esser stati rinchiusi in ospedale per giorni) con la micromagia, suscitando soprattutto la curiosità di due giovani genitori e restando stupiti da Christian, un bimbo di sette anni molto acuto, che scopriva regolarmente tutti i trucchi!
In seguito ci siamo spostati verso una delle camerette, dove abbiamo trovato una simpaticissima chirurga di Mosca che di ha raccontato un po’ della sua vita e della sua cultura (soprattutto culinaria!). Prima di spostarci in dialisi abbiamo fatto una visitina al centro prelievi, stranamente tranquillo (secondo me eran tutti a casa con l’influenza!), scherzando come al solito con tutti e scambiando un po’ di numerini alle persone.
Siamo saliti in dialisi, dove Nuvola ha concordato con il caposala la data per la riunione, e ci siamo intrattenuti brevemente con tutti, leggendo storielle e poesiole e regalando qualche palloncino, qua e là. Visto che quel turno è quello che ho trovato la prima volta che sono stata in dialisi, ho potuto notare che la resistenze sono notevolmente diminuite, direi quasi nulle! (A parte una signora che ci ha chiesto di lasciarla in pace, ma in modo molto educato, non per rifiutare la nostra compagnia, ma perchè stava male, più che comprensibile!)
Tornati in pediatria abbiamo fatto visita ad una stanza in cui erano le neo- mamme, tutte felici e circondate dai parenti…la nostra presenza era praticamente inutile. Dopo aver salutato tutti siamo tornati verso il parcheggio appagati e felici come sempre……ormai mi sento quasi vecchia in quest’esperienza, ma rimane ancora molto ricca e stimolante, l’unica differenza è che non sono più tesa come agli inizi e mi sento a mio agio in questo ruolo…CHE BELLO!!!
Baci a tutti e alla prossima!
Melina
P.S. Domenica mattina non ho sentito la sveglia e mi ha svegliato la campana della chiesa alle 10:30…ho mandato subito un sms a Formaggino perchè non vi preoccupaste e non mi aspettaste, ma mi sa che l’ho inviato a qualcun altro, visto che non è arrivato…scusate!

P.P.S. Ah, dimenticavo, ho deciso di uscire dal progetto, ciao!
Scherzo ovviamente!

Feb 6, 2008 | Posted by in Blog | 2 comments

Fotografie S.I.G.E.P. a Rimini

Cari lettori dal 26 al 30 Gennaio 2008 una buona parte del gruppo del progetto “M’illumino d’immenso”
ha partecipato, per lo sponsor, al S.I.G.E.P.
(Salone Internazionale del Gelato E Pasticceria) a Rimini,
allora, se siete pronti a fare un tour fotografico siete pregati di salire sul nostro taxy………………
Allacciato le cinture? Sii?…..E allora si parte….via….destinazione…..il paese dei gelati!!!!!!!!!!!
I burattini lirici

Bollicina e Panzanella…….nature!!!
Pungolo che entra nel taxy……lui ci entra così!!!

E tra un naso e una….”pompetta” ci rilassiamo
(forse meno quello con la “pompetta” che poi mi risulta l’abbia usata nei bagni della fiera)

Le meravigliose coppette da gelato Joyoso Circus dell’Alcas
Le mitiche coppette Super Joyoso sempre dell’Alcas
(il nostro bellissimo sponsor)
Gomitolo e Giraffina (Giraffina è quella alta…ovviamente)

Anche i clown……mangiano…..ogni tanto……
……..ma pochino pochino!!!!
Un gesso si trasforma in clown………….
La splendida Lumachina “esce dal guscio” al mattino presto
Bomboloncammello e le sue 4 mani
Il taxy inglese e quel “bischero” di Nuvola

Pan detto “Lo slavo” o il “Kusturica di Montale”
……..lievemente appoggiato al taxy inglese
Da sinistra Gomitolo, Lumachina, Melina, Coccinella e Campanellina…..
Da destra invece Campanellina, Coccinella, Melina, Lumachina e Gomitolo
Dal centro….va bene basta!!!!!
Formaggino, la sua pancia e la bolla di sapone fluttuante

Campanellina, la sua arpa e…….
la sua bella chioma biondo platino, yahoooo!!!!!!!
E….per finire in bellezza il tour ecco alcuni clowni
del progetto con lo sponsor
P.S. Quello “serio” col naso rosso al centro è il boss
Feb 2, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

Fiera a Rimini 26/30 Gennaio 2008

Meglio tardi che mai.. scusate. Quello che è successo è stato tanto forte che mi ha devastato fisicamente, ho vomitato l’anima e per due giorni ho creduto di avere lo stomaco al posto dell’esofago e l’esofago al posto del culo..ma yuppi!!ora sto bene. eccomi qua.
Si parte con la paura, come sempre, di non essere nel posto giusto o con la gente giusta. Poi si arriva ci si lascia andare, e ci si sente liberi. davvero mi son sentita così, non è facile per me,ma chi era con me spero lo abbia visto e sicuramente ha avuto il suo merito in questo. Ci siamo inseriti in un sistema, lo abbiamo un po’sconvolto, un po’ fatto ridere, forse anche un po’ infastidito. Credo che l’importante sia dire alle persone che esisti e che siamo al mondo anche per loro (e vi prego di togliere quel buonismo spicciolo che esce da questa ultima frase, andate oltre..e vogliate scusarmi, non sapevo esprimerlo nel modo migliore).
Ops..SERGENTE NUVOLA CREDO DI AVER SFORATO IL RIGO A MIA DISPOSIZIONE!
Panzanella

Palloncini, storie, professionalità(vostra!!!). Decisione, spettacolo, emozione, fatica, stanchezza, abbracci, risate, sorrisi, carezze, preoccupazioni, poesia, amore, sguardi, voci, nasi….mezzi….mezzi….. per la costruzione di qualcosa di bello. Grazie.
Giraffina

Entrato assonnato e pieno della cena della sera prima, uscito stanco e sudato. Giornata tranquilla tranne circa un’oretta ad inizio mattinata. nel complesso buona giornata, anche solo per averla passata diversa da altre.
Se riuscirò ad aprire
un angolo nuovo
nel cuore di un uomo
per lui non sarò vissuto invano.
K.Gibran-
Pan

Beh che dire?
Le cose sono tante come tante sono state le sensazioni che hanno pervaso il mio cuore… Ho fatto veramente tanti sacrifici per essere a Rimini ma ne è valso la pena mi sono divertita, mi sono arricchita e ora ho una carica in più per affrontare le cose in modo diverso. Grazie a tutti per avermi fatto sentire speciale come Rachele ( gomitolo)………. un abbraccio a tutti
Mi sono aricchita, ho donato allegria e ho ricevuto dolcezza, grazie a tutti… ora respiro meglio.
Gomitolo

Dopo le emozioni di Rimini (per rispondere a bomboloncammello) sicuramente vi spierò ancora di più , un grazie di cuore da Fabrizio (detto bri o bizio) mi avete caricato di dolcezza alla grande.
Fabrizio dell’ Alcas
[…]E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te.
[…]E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!
-L’Isola che non c’è- Edoardo Bennato
Grazie alle mille persone che ho incontrato in questo fermo-immagine di vita, che in un momento un po’ cupo mi hanno fatto comprendere di essere unica…proprio come ognuno di loro!
Melina

Io ho perso la voce e – si trattasse di parlare, avrei la scusa per stare zitto. Invece devo scrivere e non posso tacere la commovente bellezza che mi addolcisce un momento di tristezza, che provo oggi, sotto una pioggia di piccole difficoltà. Ma il pensiero del vostro abbraccio mi dà il coraggio di crederci ancora… ancora un po’ di più.
Grazie, sorelline. Scusate Bombo e Pan , ma ormai chiamo sorelline anche voi. Nuvola non fa testo… è il nonno.
P.S. per Andrea: mi fa effetto pensare che – giusto di ritorno dalla terra del tanto amato Marco – il nostro Pungolo va in fuga… in salita.
Formaggino

Mia prima fiera da animatrice: tanti genitori invitano i figli a giocare, pochi lo fanno anche loro.
Lumachina

A Rimini, una sera a cena ho scambiato due chiacchiere con un gruppo di francesi al nostro tavolo, mi hanno lasciato in dono una poesia famosa in Francia di A. Rimbaud “Il dormiente nella valle”.

C’est un trou de verdure où chante une rivière
Accrochant follement aux herbes des haillons
D’argent; où le soleil, de la montagne fière,
Luit: c’est un petit val qui mousse de rayons.
Un soldat jeune, bouche ouverte, tête nue,
Et la nuque baignant dans le frais cresson bleu,
Dort; il est étendu dans l’herbe, sous la nue,
Pâle dans son lit vert ou la lumière pleut.
Les pieds dans les glaïeuls, il dort. Souriant comme
Sourirait un enfant malade, il fait un somme:
Nature, berce-le chaudement: il a froid.
Les parfums ne font pas frissonner sa narine;
Il dort dans le soleil, la main sur sa poitrine
Tranquille. Il a deux trous rouge au côté droit.
Octobre 1870
Non voglio fare il guasta feste, ma già da tempo pensavo di uscire dal progetto, adesso più che mai ho bisogno di staccare, ho bisogno di dedicarmi al progetto Andrea a tempo pieno, adesso sento questo, ho lasciato Pungolo a Rimini ruzzolare ancora una volta con le sue scatole, grazie di cuore per avermi accolto fra voi splendide persone.
Pungolo
Nota di Nuvola: la poesia l’ho aggiunta io almeno la potete leggere e mi pare un bel modo poetico di salutare, spero temporaneamente, Pungolo, volevo metterla in italiano ma le traduzioni trovate erano molte e molto diverse tra loro, così l’ho messa in francese , proprio come l’ha scritta Rimbaud.
Ciao nuvola…allora ti mando la frasettina che mi hai richiesto..spero vada bene:”i sorrisi dei bambini,la stretta di mano e i ringraziamenti delle persone che hanno apprezzato la nostra presenza alla fiera…queste le cose che mi hanno reso veramente felice!”ci sentiamo presto Nuvola..
Rimba
Mi sono sentito felice
e la causa è l’aver lavorato insieme a voi,
l’aver parlato con voi
in fiera in albergo in macchina,
la chiamano mutua dipendenza,
collaborazione,
amicizia,
come vi pare
ma questa è la cosa che più mi ha dato:
fare insieme a voi qualcosa di importante per la mia vita.
E inoltre
il gelato gratis è più buono che non gratis.
Fabrizio invece che lavorare ci spia e viene a vedere lo spettacolo delle marionette canterine,
Stefano dice le bugie che tipo non è lui il capo, ma invece lo è lui,
Formaggino mugola nel sonno e biascica.
Ed è un panzone.
Bomboloncammello
Ciao Nuvola, ho rimesso i piedi per terra da circa 5 minuti dopo aver volato con voi questi 3 giorni speciali..prima di partire non me li sapevo immaginare e ora che son tornata li riesco difficilmente a raccontare.. ma li sento un monte..e quando fa così vuol dire che sono stati speciali davvero.. Mentre si tornava ieri sera che ci hai chiamato e c’hai chiesto un report di un rigo ho pensato “cavoli che ci sbatto in un rigo”.. ma invece la cosa che mi ha colpito di più….conoscendo pochino voi e per niente i ragazzi dell’Alcas.. é stata “LAVORARE INSIEME CON UN SORRISO PER REGALARE SORRISI” ….perchè c’era un bel gruppo.. ed eravamo noi col naso rosso e loro in giacca e cravatta….o comunque vestiti eleganti apparentemente con poco in comune ma tutti con lo stesso sorriso.. vicini di stand.. e, anche se te eri a riposarti, a camminare e scherzare insieme camminando sulla spiaggia a gennaio, che con i piedi scalzi, che con le scarpe da ginnastica , chi con i tacchi a spillo…. ETEROGENEITA’ e COMPLICITA’… bon.. mentre stai impazzendo per capire come rendere in un rigo le cose sconquassate che ti ho detto io ti saluto e vado a studiare, ti auguro un buon riposo e ed una buona giornata.
ciao a tutti!!!!!!!!!!!!! anche agli ALCaSSINI..se ci stanno spiando.. W il boss che é venuto a passeggiare sulla spiaggia di notte con noi!!!
Maddi

Io ho poco da aggiungere ai vostri report, dico solo che sono stato bene, Timmy era felice ed ha suonato con gioia e questo per me è il miglior risultato della fiera, grazie di cuore a tutti voi. Un grazie particolare a tutti quelli dell’Alcas che sono stati veramente una compagnia speciale, delicata e molto collaborativi, spero vivamente che tutti loro abbiano vite splendide come meritano, nessuno escluso. Un ringraziamento particolare a Diana e Chiara che tanto hanno fatto per tutti noi.

Nuvola
Ciao a tutti ragazzi!!! sono stata molto contenta di aver lavorato con tutti voi, siete persone splendide come lo sono stati questi giorni passati insieme. Mi sono divertita moltissimo sono stati 5 giorni molto intensi ed emozionanti. Grazie veramente a tutti voi e soprattutto allo staff dell’ Alcas. Vi abbraccio forte forte.
Campanellina

Ciao ragazzi, sono Jacopo, ho letto i vostri commenti e a questo punto volevo dire anch’io qualcosa……siete semplicememnte fantastici e per me è stato veramente un onore conoscere persone come voi, che fanno di tutto per far stare bene gli altri……un abbraccio speciale a tutti voi, nessuno escluso!!! Buona vita ragazzi. Ciao.
Jacopo
E’ arrivato il momento…. è che non trovavo le parole giuste per esprimermi, tutt’ora non penso che quello che dirò corrisponde a quello che ho vissuto..strano…intenso,tanto intenso..sono riuscita a tirare fuori una parte di me che non pensavo di avere,mi sono riscoperta…e ho scoperto altre persone..in ultimo chiedo una cosa al boss:se non riesco a diventare medico posso venire a lavorare con voi? 🙂
Coccinella
Feb 1, 2008 | Posted by in Blog | 1 comment
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