26 marzo 2008

Curioso. Io e Coccinella ci siamo incamminati verso Ponte a Niccheri con un interrogativo che faceva ping – pong tra le nostre menti (per l’occasione, non particolarmente brillanti, un po’ per l’ora mattutina, un po’ per quella strana fiacca che annuncia la primavera): quali sarebbero stati gli sviluppi, rispetto alla settimana scorsa? Ovvero, avremmo di nuovo dovuto aspettare degli acuti da cantanti “heavy metal”, per capire che (prima) c’era bisogno di noi per un prelievo o per una prova delle allergie? Io, devo dire, mi sentivo abbastanza tranquillo. Avevo con me Coccinella, che ha una personalità profumata di gelsomino: è una fragranza che dispone al rilassamento, alla gentilezza, al dialogo. Ci siamo accordati su una linea d’ascolto, libera dal pregiudizio nato da due turni non semplici e dai risvolti surreali: non avremmo pensato a nient’altro che al nostro ruolo, indipendentemente dalla considerazione e dalla capacità di accorgersene, da parte di chi dovrebbe giovarsi del nostro aiuto. Siamo arrivati puntualissimi, abbiamo trovato nel gabbiotto del parcheggio una faccia nuova (penso che non tarderemo a stabilire un dialogo umano e amichevole anche con lei… ma il pensiero va a Lorenza, che per tanti mesi non ci ha mai fatto mancare il suo sorriso, carico di complicità e ammirazione), abbiamo scambiato due chiacchiere scoppiettanti con le signore delle relazioni con il pubblico. Poi, dritti in pediatria, dove è andata come segue…
Cominciamo con le azioni “ordinarie”: una visita a Riccardo, 7 anni, bambino caratterialmente aperto, dalla mente svelta e sottile. I suoi genitori, due facce d’artisti. Abbiamo parlato della passione per Petra Magoni (da parte di Riccardo, ovviamente…) e per la sua voce così unica. Abbiamo parlato della salute, di quanto è bella e preziosa. Della scuola, di quanto può non essere banale. Abbiamo anche giocato un po’. In reparto, oltre a poche mamme con neonati (che non abbiamo nemmeno fatto in tempo a vedere), era ricoverato un bimbo di circa due anni che dimostrava preferenze chiare e del tutto condivisibili: io gli facevo ribrezzo, mentre Coccinella riscuoteva una certa simpatia… come dargli torto? Poi abbiamo fatto amicizia con Sofia, 11 anni e una gran tranquillità nell’affrontare le prove allergiche, così come Lorenzo, 4 anni e una personalità da grande. Intrecciato a tutto quanto detto sin qui, una coincidenza “fortunata”: il ritorno di Diego, che la settimana scorsa aveva affrontato le prove allergiche con difficoltà. Ha solo 2 anni e mezzo e sta vivendo delle settimane tremende, visite a raffica e una serie di “novità” di cui certamente avrebbe fatto a meno.
Parentesi: vogliamo parlare di problemi? Diego e i suoi splendidi genitori vengono da Volterra. A Volterra non hanno un reparto di pediatria. Diego è stato ricoverato per 3 giorni in MEDICINA, in una stanzetta da condividere con un’altra bimba, niente posto per le mamme, costrette a coricarsi nel letto con il proprio figlio. Qualcuno sa dirci se questo è accettabile? Qualcuno pensa sia normale? Per i controlli, Diego deve venire a Firenze. Sì, lo so che molti obietteranno che non si tratta di una tragedia: costoro provino ad andare su e giù, per quattro giorni, fino a Cracovia, per farsi cavare ogni mattina un premolare, senza anestesia. Questo potrebbe essere equiparabile a quello che sta passando Diego. Forse.
Insomma, abbiamo passato tutto il tempo con Diego e genitori. Abbiamo fatto il prelievo del sangue, una visita e ancora prove allergiche. Siamo usciti dal reparto assieme a loro e ci siamo fermati anche al bar, dove ci hanno offerto da bere. Ci siamo abbracciati da amici, scambiandoci l’augurio di non incontrarci più in ospedale, ma magari in una piazza di Volterra.
Gli amici di dialisi li abbiamo potuti solo chiamare per telefono, per salutarli e chiedergli scusa della nostra mancata visita: ci rifaremo la prossima settimana.
Un fraterno saluto a tutti.
Formag e Coccinella
Mar 29, 2008 | Posted by in Blog | 1 comment

22 Marzo 2008

E venne il sabato. Dopo un periodaccio mi tuffo in un nuovo turno, ne ho bisogno, un po’ ho paura di non esserci con la testa, infatti a volte mi distraggo. Varchiamo la soglia della pediatria e c’è sempre quell’aria per me strana, tanti disegni ma non è ambiente giocoso. Entriamo nella stanza delle infermiere,due parole e presentazioni con la caposala, cerchiamo di fissare una riunione e poi si rimanda tutto a dopo Pasqua. Tanti tanti piccini piccini picciò..in attesa di essere liberati, mi sembra strano vederli lì, a volte penso a quanto l’ambiente ospedaliero carichi di ansia qualcosa che dovrebbe essere del tutto naturale ed umano (o animale?), allora davvero mi verrebbe voglia di liberarli. Arriva Evelina tutta contrariata, ha mal d’orecchi e il collo come un torello, Nuvola si stende a terra , mi fa impazzire chi si abbassa all’altezza dei piccoli, io potrei dire di non averne bisogno.. ma non è così. Deve farsi visitare ed entriamo tutti nella stanza, la pediatra sgrana gli occhi: “Ah ci siete anche voi” e Nuvola “Sì, si può restare vero?”. Così mi son sentita un po’ fuori luogo, non sapevo bene come muovermi, Evelina inseguiva con lo sguardo le mie bolle, nel suo silenzio. Nuvola esce, lascia me. La pediatra non è stata accogliente e non le do tutti i torti; in una stanzina minuscola eravamo io, lei, il padre e due infermiere a fare il tampone alla piccina. Mi metto in un angolo e mi concentro sulle bolle. Alla fine della visita, per me infinita, Evelina non ha pianto e anche la pediatra si è un po’ sciolta e ha “giocato” sulle nostre bolle…Operazione-distrazione riuscita. Dialisi. Mi diverto sempre un sacco. Nuvola ne tira sempre fuori una, sabato racconta dell’assiolo (nota di Nuvola: dicesi assiolo una specie di uccello rapace simile alla civetta ma più piccolo, io l’ho imparato dopo averne trovato e raccolto uno parecchio piccolo) , io lo spalleggio, lo prendo in giro lui risponde, mi sembra di conoscerlo da una vita. Altri grossi argomenti di discussione son stati il menù di Pasqua e naturalmente la ricerca della mia anima gemella. Son stati tutti molto carini, chi mi offriva figli, chi nipoti…. fantastico.
C’è solo la solita signora che proprio non si fa avvicinare, un po’ ci provo, un po’ non ho voglia di essere pesante, qualcosa, rimbalzando da un letto all’altro le arriva lo stesso. Mi sento sempre a mio agio, grazie anche all’amichevole appoggio di dottori e infermieri che sono splendidi.
Dulcis in fundo: Nuvola ha recuperato il libro o meglio l’auto-biografia di Ernestina, aspetto con ansia la lettura….come non sentirsi partecipi di tutto questo?L’ultima visita veloce spetta al pronto soccorso. Arriviamo fino alla sala d’attesa dove Nuvola offre la sua ombra, io lo osservo, non so bene come muovermi, preferisco non forzarmi dove non mi sento spontanea, credo che prima o poi troverò il mio ruolo..vi lascio inebetita (più del solito eh..) dal turno, con quella spinta che ti accompagna per un po’, almeno fino al prossimo turno, spero.
Vostra Panzanella, che a volte fatica e si agita per le cose a cui tiene ma alla fine ne esce contenta, piena.
Mar 25, 2008 | Posted by in Blog | 1 comment

19 marzo 2008

Intanto un pensiero così un po’ vago: finalmente sono a mio agio la sera prima di un turno, il nervosismo non c’è più, solo tanta voglia di fare e tanta eccitazione!
Oggi quando io e Formaggino siamo arrivati in ospedale (con 2 sacconi di giocattoli donati da Pan!!) abbiamo incontrato subito all’entrata una bimba abbastanza grandicella che ci ha sorriso timidamente, noi ci siamo trattenuti con lei un paio di minuti e le abbiamo regalato un palloncino. Siamo stati ringraziati da un sorrisone che le ha veramente illuminato il viso e da un’esclamazione di sorpresa (“che bello!!!”) e felicità che ci sono rimasti dentro per tutta la giornata. Che bel modo di incominciare un turno!
In pediatria oggi c’è stato abbastanza da fare. Innanzitutto siamo andati a vedere com’era la situazione dalla caposala. Lei era momentaneamente fuori ufficio e mentre la stavamo aspettando io sono stata rapita da un bimbo di 2 anni e mezzo ricoverato per broncopolmonite che mi ha mostrato tutto contento la sua cameretta. Mentre io ero impegnata a fare un duello con spade-palloncino con questo dolcissimo ometto, Formaggino ha parlato con Giovanna (la caposala, che nel frattempo era rientrata in reparto – n.d.F.) ed ha poi cominciato il giro delle camere. Quando l’ho raggiunto stava chiacchierando con un giovanotto di 13-14 anni che era stato operato ad entrambi i piedi ed era un po’ stanco. Abbiamo parlato con lui e la mamma e mi è parso di avergli almeno un po’ risollevato l’umore, menomale! Ad un certo punto Formaggino ha sentito un bambino piangere (dalla stanza di questo ragazzo, eh! A più di metà reparto di distanza dalla stanza delle prove allergiche!!!!) ed è andato a vedere che cosa succedeva mentre io sono rimasta ancora un po’ con il ragazzo ingessato ai piedi… Ritrovato Little Cheese in corridoio, con il povero bimbo di circa 2 anni a cui avevano fatto le prove allergiche e che prima piangeva disperato, abbiamo passato un po’ di tempo a fargli le bolle di sapone, poi il piccolo è stato richiamato nella stanzetta e Formaggino è andato con lui mentre io sono rimasta con un altro bambino fuori. Da quello che mi ha raccontato Le Petit Fromage, al piccolo è bastato solo rientrare nella stanza per rimettersi ad urlare e piangere, anche se le prove comunque erano finite!
Finito il primo dramma del bambino urlante, ecco che dopo poco un altro pianto giunge alle nostre orecchie. Nella stanza medicazioni ad un bambino di circa 4 anni stavano facendo un prelievo, la mamma lo teneva in braccio e le infermiere gli immobilizzavano il braccino, mentre un’altra provava a distrarlo con le bolle di sapone. Ovviamente il piccolo era terrorizzato, sebbene i suoi genitori provassero in ogni modo a farlo calmare… Entrati per la seconda volta in una stanza in cui ci si presentava una situazione del genere abbiamo provato a fare del nostro meglio, Formaggino ha fatto due bellissimi palloncini a questo bambino mentre lui continuava a piangere. Finito il prelievo, il piccolo cominciava giusto giusto a sorriderci un pochino, ignaro di quello che gli si prospettava: il sangue che avevano preso era troppo poco e dovevano fare un altro prelievo dall’altro braccio! E di nuovo tutto da capo, lui ha ricominciato a piangere e urlare mentre noi si faceva del nostro meglio per distrarlo un pochino.
Insomma, da quanto potete leggere, e da quanto anticipato da Formaggino, ci siamo un po’ sentiti frustrati dal fatto che nessuno ha pensato di chiamarci e dirci “ehi, c’è un bambino che deve fare un prelievo, perché non ci pensate voi a tranquillizzarlo un po’, visto che siete qua apposta?”. Noi due ci siamo resi conto della loro presenza solo quando ci sono arrivate le urla dei piccoli, quando ormai era troppo tardi per tentare di fare qualcosa di più se non consolarli dopo le prove/il prelievo…
Arrivato il momento di andare in dialisi siamo scesi velocemente e ci siamo intrattenuti prima con Gino1 e Gino2. Qui uno dei due Gini mi ha chiesto di togliermi il naso da clown e io l’ho fatto, lasciandolo appeso al collo per il resto della visita in dialisi. Ho percepito quello che diceva Formaggino, come in un ambiente come quello forse il naso non è necessario, anzi è quasi di troppo… insomma, due chiacchiere con Gino e Gino, poi siamo passati ad un’altra stanza, in cui io mi sono fermata a parlare con Francesco di noi, del seminario di Arf dell’anno scorso, di quanto bisogno c’è di giovani che si interessino di più all’aspetto umano della medicina…
Poi siamo passati nella terza e nella quarta stanza. In quest’ultima c’era Margherita, io sono andata subito da lei a salutarla e poi ho raggiunto Formaggino a chiacchierare con altri dializzati ed alla fine, insieme, siamo tornati a scambiare due parole anche con Margherita. E qui è stato proprio bello vedere come questa donna sia cambiata completamente da quando ero andata io sola a salutarla. Con Formagginus infatti l’ho vista sorridere, aprirsi un po’ di più e magari anche dimenticarsi per un paio di secondi dei suoi mali. È stato bellissimo, ho proprio visto una donna diversa. Sto provando a rielaborare questa cosa, mi verrebbe da pensare che l’interesse che Formaggio ha riposto in questa vecchina tutte le settimane ha “fatto colpo” su di lei, le ha fatto capire che almeno quando c’è lui non è sola e importa qualcosa a qualcuno che lei ci sia mercoledì prossimo in quel letto! (e con questo non voglio dire che non importi effettivamente a nessuno, ma che mi ha dato l’impressione di essersene convinta lei, di questa cosa!).
Oggi sono stata bene, vorrei però trovare un modo per riuscire a collaborare un po’ più efficacemente con le infermiere della pediatria, in modo da non dover più essere chiamati dalle urla di qualche bambino invece che da loro!
Vi mando un bacione grossissimo a tutti!!!!!!
Lucilla

Da parte mia, ben poco da aggiungere, se non alcune note a margine Ad esempio, voglio dirvi del rapporto con le signore addette alle relazioni con il pubblico, che ci accolgono con sempre più calore e gioia. Voglio informarvi che oggi o domani, Lorenzo e Lorenza, gli addetti al parcheggio, dovrebbero sapere se la ditta che subentra li tiene lì a lavorare. Io la chiamerò per sapere e vi informerò.
Un’altra cosa: Francesca, la donna che tiene pulito il reparto di pediatria, fa insistenti commenti negativi sulle musiche emanate dal mio “cool-box” (le giudica “tristi”) e la cosa m’infastidisce alquanto. Devo trovare il modo di spiegarle che un clown non deve necessariamente andare in giro con lo “zumpa – zumpa – parappappero”, ma che in certi contesti, una musica piena di fascino e di poesia è semplicemente più adatta. Voglio spiegarglielo perché considero importante che anche lei capisca un po’ di più quello che stiamo cercando di fare.
Un abbraccio a tutti e un grazie a Lucilla, che è davvero un serto ambulante di fiori di campo e raggi di sole.
Formag

Mar 20, 2008 | Posted by in Blog | 1 comment

12 marzo 2008

Esiste il turno anomalo? Certo che esiste. Esiste, in quanto OGNI turno di questo eterogeneo gruppo di clauni è anomalo. Se poi aggiungiamo l’abbinamento a uno come me (o come Nuvola: la differenza tra i due “anziani” non toglie nulla al codeficiente, ovvero al coefficiente di deficienza…) di quel curioso additivo che è Sandrino, alias Pitoncavallo, alias Bomboloncammello, l’anomalia raggiunge punte imprevedibili.
Mercoledì scorso siamo partiti e arrivati con buona puntualità. Subito in pediatria, dove ad una situazione ricoveri relativamente normalizzata, faceva da contrappunto il nostro approccio con Giovanna, la nuova caposala. Mi è sembrato di tornare a qualche anno fa, quando dovevamo spiegare a interlocutori un po’ meravigliati, l’importanza che per noi riveste il fatto di raccogliere quante più informazioni possibili – prima di andare a bussare alle porte delle camere – sulla situazione del reparto e dei degenti. Inizialmente, a molti appariva curioso che dei pagliacci manifestassero tanto interesse “serio” e avessero un approccio così professionale a quello che era interpretato (e purtroppo, da parte di qualcuno continua ad esserlo) un servizio “bellino” svolto da ragazzi “simpatici” e poco altro. Giovanna, con un alone di stupore sul viso, ci ha dato sommarie indicazioni e appariva quasi infastidita dalle mie domande un po’ incalzanti. Qualche minuto dopo, abbiamo scoperto – grazie alla stessa Giovanna, che ha avuto la gentilezza e l’umiltà di avvicinarci per chiederci “Scusate, ma voi CHI SIETE?” – che la nuova caposala non era stata informata da nessuno dell’esistenza di “M’illumino d’immenso”. A parte la mia sorpresa da persona poco sveglia, ho dovuto riconoscere che avevo dato per scontato che certe cose “si sanno”. No, non sempre si sanno. Soprattutto molte cose buone, si sanno poco… forse noi siamo tra queste. Ma stiamo rimediando. Niente… poi ci siamo spiegati e ieri le ho inviato per posta elettronica un po’ di materiale sul progetto.
Per la cronaca, in pediatria abbiamo incontrato Giuditta, che settimane fa era lì per dei controlli e mercoledì idem: lei, la mamma, la nonna ci hanno rivisti con gioia (il fratellino minore, di circa 2 anni, che ci vedeva per la prima volta, ci ha guardati con sospetto per parecchi minuti, ma alla fine ci ha quasi sorriso). Poi c’erano un certo numero di neonati con mamme annesse, quasi tutti in situazioni buone o discrete. Nella stanza “arcobaleno” abbiamo ritrovato Mattia (che l’altra volta, per sbaglio, avevo chiamato Matteo), ormai rimessosi e prossimo alla dimissione. Nella stessa stanza, Russel, bimbo filippino che non parla la nostra lingua: abbiamo comunicato con la mamma in italiano, con il padre mediante mozziconi d‘inglese e con il bambino a gesti. E’ stato divertente e stimolante. Mentre io familiarizzavo con la famiglia di Russel, Sandrino era fortemente impegnato nel sostenere una ragazza quindicenne, ricoverata per frattura alla gamba, che stava passando un momento un po’ così a causa di vari dolori. Mi sono avvicinato e la mamma della ragazza ha chiacchierato abbastanza a lungo con noi: è stato un bel dialogo, non privo di ilarità.
Ancora una volta, la nostra presenza non ha coinciso con gli orari delle prove allergiche (la cosa comincia a dispiacermi…): dovevamo spostarci in dialisi al più presto.
In dialisi è stato ancora una volta bello fermarsi con quasi tutti i pazienti, scherzare con loro e con gli infermieri, darsi appuntamento alla prossima settimana. Anselmo è ancora prostrato, ma ho intravisto in lui una reazione. Mercoledì prossimo voglio soffermarmi un po’ più a lungo con lui. Ho trovato Giorgio più vivace, anche se lui sostiene sempre di stare male: è arrabbiato con il mondo, ma con noi riesce a ridacchiare. Ernestina non lesina i suoi sorrisi: provate a chiederle “Come va?”, vi sentirete sempre rispondere “Bene!!”. E’ davvero una nonna deliziosa. Come sarà stata la vita di questa donna dagli occhi che brillano sempre?
Gino e Gino, constatata l’assenza di claune, ci hanno concesso di cantargli “Il gorilla” di De Andrè, ma poi si sono raccomandati per mercoledì prossimo (“Solo ragazze, grazie”…). Alvaro – mi pare si chiami così – sta male ormai da settimane e il suo sguardo è davvero sofferente. Sto pensando ogni giorno a cosa inventare per essere un po’ utile anche a lui.
L’aspetto notevole di queste quasi tre ore? Sandrino è stato perfetto: di slancio ma equilibrato, vivace ma non debordante. Come mai? Era stanco a causa di una serata lunga e di una nottata breve. Che ragazzo baciato dal mistico raggio del genio!
Un abbraccio a tutti.
Formag
Sono molto felice di quello che hai scritto nei miei confronti, sono stato molto bene con te mercoledì scorso… e pensare che è stata davvero una mattinata improvvisata avendo all’ultimo momento fatto un cambio con Federica, che ci doveva essere lei…Che aggiungere ancora?Davvero solo qualche riga: in pediatria i momenti scambiati con Martina sono stati molto importanti, c’era una certa affinità e ho usato quanta più dolcezza potevo ogni volta (e non sono state poche) che l’infermiera sbagliava a prenderle l’arteria. Al momento del saluto ci siamo detti, in sincerità, che era stato un piacere conoscerci. Credo ancora che sia stato importante. Poi c’era Mattia, col quale ho scambiato molte poche parole (ho l’impressione che non di frequente egli scambi molte parole con qualcuno…) ma è successo comunque un fatto che mi ha dato la sensazione di aver raggiunto la pienezza nel rapporto che potevo avere con lui, una cosa molto semplice: non ho fatto un bel niente, se non capire l’ovvietà che il dinosauro di gomma che gli avevo lasciato in custodia durante il viaggio in dialisi era diventato inequivocabilmente e inoppugnabilmente suo: averlo visto giocare col dinosauro e chiamarlo per nome e carezzarlo e montarci sopra, da fermo e con il volto spento e seduto sul letto con il gioco elettronico in mano che era, è stato il chiaro segno che quel dinosauro non era più mio, e che da sempre aspettava quel momento per cambiare di proprietario, che anzi è stato chiaramente Mattia fin dal momento in cui è stato creato. Poi forse importa nulla a nessuno, ma il padre di Mark mi ha parlato per 10 minuti in inglese e non ci ho capito un beneamato c….. Ma aveva una faccia molto pacioccona.Il resto sono state emozioni e incontri con persone, personali e speciali…Grazie Mirko e a tutti voi.
Bomboloncammello (Sandrino)
Mar 15, 2008 | Posted by in Blog | 2 comments

08 Marzo 2008

Cari clowni veniamo al report della giornata dell’08 Marzo, questo sarà un report particolare, molto lungo e pieno di cose ma d’altra parte questa volta non possiamo fare diversamente, ci sono state troppe persone che hanno partecipato, è stato un turno che io personalmente ho iniziato a preparare più di un mese fa e sono successe tante cose belle che voglio condividere con voi, e poi eravamo in tre e tirare a sorte chi di noi dovesse dire le sue impressioni non ci pareva giusto e così stavolta vi beccate tre report al prezzo di uno. Io sarò breve col mio report, farò solo i ringraziamenti e poi passerò la parola alle ragazze (Gomitolo e Pennarello). Inizio subito col ringraziare le persone che hanno permesso che tutto ciò accadesse e cioè l’Alcas (http://www.alcas.it/ ) per il suo grande sostegno ampiamente dimostrato in tutti questi mesi e uno sponsor “occasionale” e speciale, la Cooperativa di Legnaia (http://www.legnaia.it/ ) che ha gentilmente offerto ben 150 piantine di begonie in vasi da 10 cm., delle piante veramente molto belle e donate col cuore. Spiego l’antefatto, mi sono alzato un mese e mezzo fa con la voglia di fare un regalo alle signore ricoverate, alle infermiere, alle dottoresse, alla parcheggiatrice, alle ragazze del bar e alle donne che avrei incontrato a giro per l’ospedale, insomma a tutti volevo donare qualcosa per il semplice fatto di donare, per stupire le persone che oggi ai regali fatti col cuore e senza uno scopo economico dietro non sono più abituati e far capire che se ci credi c’è ancora a giro qualcuno che ti regala qualcosa solo per regalartelo, per dirti buona festa della donna o solo auguri, stai bene. Ho contattato il Dottor Tofani della Cooperativa di Legnaia ed ero un poco scettico poiché non ci conosceva affatto ma l’ho chiamato ugualmente e dall’altra parte ho subito trovato una persona molto sensibile e disponibile che mi ha detto va bene dopo soli 2 minuti, l’ho ringraziato e abbiamo fissato il giorno per prendere le piantine, sono andato il giovedì 06 marzo a prenderle e ho trovato delle ragazze molto carine ed accoglienti che mi hanno consegnato le piantine con un bel sorriso, io ho lasciato a loro 160 poesie stampate con i nostri ringraziamenti per tutte le dipendenti e poi via, carica, scarica e ricarica la macchina, il bagagliaio trasformato in un prato, arrivo all’ospedale sabato mattina alle 7.30, scarico le piante e ben 450 poesie tutte arrotolate in una settimana di lavoro “dopo cena” da me e da quella santa donna di mia moglie che non finirò mai di ringraziare per la disponibilità e la pazienza, non solo deve sopportare me ma anche aiutarmi nelle mie idee balzane, vabbè andiamo avanti, consegno le prime piantine, poi arrivano le splendide ragazze, Gomitolo e Pennarello e partiamo, quello che è successo lo racconteranno loro ma di una cosa sono certo, tutte e due sono state brave davvero, hanno fatto una faticaccia infame e hanno corso dalle 08.30 alle 12.30 per cu tanto di cappello e grazie, grazie, ma grazie davvero di cuore a tutte e due che tanto si sono sforzate e col sorriso sulle labbra, riescono sempre a stupirmi le persone di questo progetto, penso a Gomitolo che è stata anche male ma ha preparato il cestino, ha fatto le foto, ha portato le piantine , ha fatto il report, ha inviato le foto a me subito dopo il turno e non solo è moglie ma anche mamma e tante altre cose, tutto ciò è veramente commovente, grazie, grazie davvero di cuore.
Dott. Nuvola
La macchina del Dottor Nuvola si trasforma magicamente….
…….in un prato
Vai Dott.ssa Gomitolo…inizia tu….
Cari clown,il mio report comincia molto prima di sabato e precisamente il pomeriggio di venerdì quando mi metto a decorare il cestino che poi ci servirà per distribuire le poesie l’indomani all’ospedale… E’ una sensazione strana quella che mi pervade… sono successe tante cose dall’ultimo mio turno all’ospedale; soprattutto sono stata male di salute e sono stata mio malgrado tanto tempo in ospedale e ho avuto modo di riflettere molto e solo io so quanto, in quelle interminabili mattinate passate sopra un lettino con la flebo attaccata la braccio, avrei avuto bisogno di voi o meglio di qualcuno che venisse lì e semplicemente mi chiedesse come stavo… che cosa avevo e come mi sentivo… e invece niente ero solo io, i miei pensieri e quelle flebo che per altro mi facevano stare veramente male… Sono in questi momenti che ti rendi veramente conto di quello che facciamo…. e di quanto veramente siamo di aiuto per le persone… così a volte semplicemente con il nostro sorriso mentre passiamo da una camera all’altra, oppure con il nostro “Buongiorno” detto ad alta voce con il cuore… oppure più semplicemente con il nostro passare per i corridoi vestiti con i nostri buffi camici colorati…. Ed è con questo spirito e con una maggiore consapevolezza dell’importanza del nostro servizio che ho affrontato la giornata di sabato… Iniziamo subito a caricare il carrello con le piantine gentilmente offerte dalla Cooperativa di Legnaia e il cestino con le poesie di Baudelaire (splendida!!!!!!!!!!!!!!) A tutte le donne ( malate, infermiere, dottoresse, o semplicemente donne che troviamo in ospedale) doniamo la piantina con la poesia… ai maschietti doniamo solo la poesia da portare a casa e da regalare ad una donna (sia essa mamma, moglie, figlia, fidanzata, amante). Iniziamo da pediatria dove troviamo (suo malgrado) un bambino che era stato ricoverato sabato scorso… era molto triste e siamo riusciti a malapena a parlare un pò con lui speriamo che riesca a tornare a casa presto.. accanto di letto troviamo una ragazzina, Martina, di 15 anni con il femore rotto con la quale ci intratteniamo a parlare, un pò sofferente ma con accanto una mamma molto combattiva e molto presente …. Dopo continuiamo il giro delle camere donando le piantine ed un pò di serenità ed una parola di conforto per tutti… Degno di nota è il fatto che ci siamo trovati davanti ad un bambino molto problematico che era appena arrivato in ospedale e che oltre ai problemi evidenti c’era anche un discorso di lingua essendo la famiglia filippina e non parlando una parola di italiano… Nuvola comincia un approccio fatto di piccoli gesti molto semplici io e Pennarello lo guardiamo poi Pennarello prende le bolle e inizia a giocare con lui in modo molto semplice, il bambino risponde bene e comincia a giocare con le bolle con una spada fatta da Nuvola ; è un momento molto bello e toccante non è molto facile interagire con questi bambini e io da brava caciarona in un momento come questo mi sono tirata da una parte rapita dalla dolcezza del suo sguardo e mi sono limitata ad osservare. Dopo siamo andati in dialisi per il nostro giro e devo dire che il clima è sempre più disteso e dopo le mie titubanze iniziali sono sempre più contenta di andare in questo reparto …Abbiamo portato le piantine sia al personale sia ai malati e tutti non finivano di ringraziarci; tutti i malati erano di buonumore (chi più chi meno) e il clima era veramente positivo… (Volevo fare una piccola riflessione… quando sono stata all’ospedale mi sono ritrovata pressapoco nella stessa situazione delle persone della dialisi…dovevo stare tante ore su un letto ad aspettare che finissero le flebo e quante volte ho pensato a loro.. io in fin dei conti ci sono stata solo 6 giorni ma loro che ci devono stare tanti anni…. però questo mio status mi ha fatto riflettere sul nostro servizio e dopo tanto riflettere sono venuta alla conclusione che……. siamo fantastici !!!!!!!!!!!! Il nostro servizio è veramente utile e dobbiamo continuare a crederci perchè siamo veramente utili…) Dopo siamo andati al centro prelievi e abbiamo distribuito le piantine sia al personale che alle persone in attesa del prelievo e devo dire che hanno ampiamente gradito, dopo un brevissimo salto in pediatria per finire il giro delle camere e poi ci siamo diretti in direzione (scusate il giro di parole) qui abbiamo incontrato il Direttore Sanitario Dott. Gemmi che è stato veramente carino con noi; ci siamo intrattenuti con lui, abbiamo parlato, abbiamo fatto delle foto e dopo siamo tornati in ospedale e siamo andati al pronto soccorso… L’accoglienza che ci hanno fatto è stata veramente grande … erano tutti entusiasti sia gli infermieri che i dottori che i malati…anche qui abbiamo portato le piantine, le poesie, e tutta la nostra allegria… Dopo stanchi morti ci siamo riposati 5 minuti fuori dell’ospedale tirando un pò le conclusioni e le nostre impressioni.. Beh, che dire? Turno faticoso dal punto di vista fisico ma estremamente positivo, sono contenta del mio operato, del NOSTRO OPERATO, ho preso coscienza che ciò che facciamo è veramente utile e importante …. Questa cosa fantastica mi prende sempre più e ringrazio veramente Nuvola e Formaggino che hanno creduto in me e ogni giorno mi rinnovano la loro stima e il loro affetto …..un abbraccio.
Dott.ssa Gomitolo
L’arrivo all’ospedale, le piantine e il fantastico…..
…….cesto poetico di Gomitolo
E adesso la poesia data alle persone e poi…..il report della Dott.ssa Pennarello
L’ETRANGER

Qui aimes-tu le mieux, homme énigmatique, dis ? Ton père, ta mère, ta soeur ou ton frère ?
– Je n’ai ni père, ni mère, ni soeur, ni frère.
– Tes amis ?
– Vous vous servez là d’une parole dont le sens m’est restée jusqu’à ce jour inconnu.
– Ta patrie ?
– J’ignore sous quelle latitude elle est située.
– La beauté ?
– Je l’aimerais volontiers, déesse et immortelle.
– L’or ?
– Je le hais comme vous haïssez Dieu.
– Eh ! qu’aimes-tu donc, extraordinaire étranger ?

– J’aime les nuages… les nuages qui passent… là-bas… là-bas… les merveilleux nuages !
Charles Baudelaire
LO STRANIERO
“Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? Tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello? Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.
-I tuoi amici?
Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.
-La patria?
-Non so sotto quale latitudine si trovi.
-La bellezza?
-L’amerei volentieri, ma dea e immortale.
-L’oro?
-Lo odio come voi odiate Dio.
-Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero?
-Amo le nuvole…le nuvole che passano…laggiù…le meravigliose nuvole”
Charles Baudelaire
Le piantine sono state gentilmente offerte
in occasione della festa della donna dalla
“Cooperativa di Legnaia”
Tutti i clown del progetto “M’illumino d’immenso” ringraziano di cuore

Vai Dott.ssa Pennarello concludi tu questo lungo report della giornata………..

Mi alzo nel grigio di questo sabato, e la forza per rotolare dal letto è la curiosità per le alchimie che ogni volta si creano, in fondo ogni turno è diverso, sei diverso tu e le situazioni che nascono, oggi sono con Nuvola e Gomitolo, effettivamente sei mani erano fondamentali per la grande distribuzione di150 begonie e del bidone di poesie che Nuvola aveva stampato!! I bambini in pediatria erano pochi, il reparto silenzioso, anche i neonati sembravano adattarsi al clima ovattato, mi ha fatto molto piacere riuscire a interagire con un bimbo straniero,altrimenti chiuso in sé un soldino per i suoi pensieri lucciconi per tre bolle di sapone e un saluto a mano aperta. Ci muoviamo tra Tanti sorrisi e qualche smorfia. Qualcuno non è pronto per una battuta o per accettare un regalo, purtroppo incontriamo anche la diffidenza, persone difficili da avvicinare, con loro un tentativo di ridurre le distanze ma la maggior parte sono incoraggiamenti, mi piace chi è pronto a mettersi in gioco e penso a noi come a una pausa nella routine di un turno di lavoro, di un ricovero e se lavorassi in un ospedale,vorrei avervi tra i piedi, la vostra poesia, la musica, il chiasso, i colori, un turno faticoso fisicamente : pediatria, dialisi, direzione, pronto soccorso, prelievi.. oh Nuvola!!! Ma quanto ci hai fatto correre!!!! ma piacevole, ero a mio agio, questa volta ho sentito meno il bisogno di magie e palloncini, due chiacchiere andavano bene.
Grazie
Dott.ssa Pennarello

Il direttore sanitario, la sua collaboratrice e………..

…….tre poveri pazzi (soprattutto io)

Finalmente il Dottor Gemmi può scegliere
con chi preferisce fare la fotografia

Mar 9, 2008 | Posted by in Blog | 2 comments

5 marzo 2008

Il turno di questo mercoledì è stato molto intenso. Me l’aspettavo e ne sono stato contento. Come spiritelli gelatinosi, s’agitavano in me sensazioni diverse: pregustavo la soddisfazione di consegnare – a nome di tutto il nostro gruppo – due belle targhe con foto a Lorenzo e Lorenza, i due adorabili addetti al parcheggio dell’ospedale (da molti mesi ci accolgono come veri amici e un piccolo pensiero era il minimo che meritassero!), avvertivo un po’ il peso della responsabilità di “tutorare” degnamente Tamara, la nostra ospite statunitense, che parla assai pochino la nostra lingua (addirittura meno di quanto io parli la sua!), mi pungolava la curiosità di conoscere la persona incaricata di sostituire Chiara, la caposala che lunedì scorso è andata in pensione (per la cronaca, per qualche mese ci sarà Giovanna, una faccia nuova, per noi… carina e gentile). Per inciso, a Chiara va il più affettuoso e carezzevole saluto, da parte mia, di Formaggina, di Nuvola e Campanellina, oltre che di tutti i ragazzi che in questi mesi l’hanno conosciuta.
La pediatria presentava una situazione pressoché regolare: alcuni neonati vicini ad essere dimessi, un bimbo di una quindicina di mesi con una noiosa dissenteria, ma forte e giocoso, come i suoi bei genitori (che hanno giocato volentieri con me e Melina). Mi è spiaciuto un po’ il fatto di rivedere Matteo, 13 anni, che a Ponte a Niccheri ci sta quasi facendo il viottolo: lo abbiamo trovato scocciato e ingobbito sulla sua PSP. Mi inquieta l’idea di ragazzini che passano ore davanti a uno schermo di pochi cm quadri… mi dà l’idea che ottunda la mente. O forse sono io tanto ottuso da non capirne la bellezza e l’utilità? Voi cosa pensate di queste cose?
Nella stessa camera di Matteo, due bambine davvero splendide: una di poco più di un anno, l’altra di cinque, ambedue molto vivaci e comunicative, altrettanto le loro mamme, ben disposte al sorriso e allo scambio d’umanità.
C’è di nuovo che adesso, il mercoledì è anche giorno di prove allergiche. Ma non siamo stati utili alla causa, perché non si sono incastrati a dovere gli orari: in coincidenza con gli appuntamenti, noi eravamo diretti in dialisi. Non voglio annoiarvi con la solita riflessione sulla necessità di essere in due posti contemporaneamente…
In dialisi è stato bello. Io sono entrato nella prima camera, mentre Melina e Tamara si sono dirette nell’ultima: avevamo pianificato un’azione “a tenaglia” che si è rivelata efficace. Gino & Gino sono stati contenti di vedere i bei sorrisi delle due ragazze, anziché la mia faccia. Anche Francesco ha dimostrato di apprezzare la “novità”. Io, peraltro, sono felice di aver stretto la mano di Stella (diabetica come me… amo farle coraggio… mi fa sentire coraggioso), sono felice di aver fatto sorridere Giorgina e Margherita, sono felice di aver salutato cordialmente Giorgio e di aver ricevuto da lui (che alle nostre prime visite, si faceva trovare sempre con la mascherina sugli occhi e a malapena ci rispondeva) una risposta ancor più cordiale. Mi ha riempito di gioia!
Verso le 11, Tamara doveva andare perché l’attendeva una lezione, allora Melina l’ha accompagnata in pediatria a riprendere la borsa ecc. Io mi sono attardato un po’ in dialisi, poi mi sono incamminato verso pediatria, ma mentre camminavo “suonante” (ormai tutti conoscono le prodigiose qualità musicali delle mie terga!), sono stato abbordato da un’infermiera di medicina, la quale mi ha invitato a far visita al loro reparto. Ho accettato di buon grado e Melina – che ho successivamente raggiunto in pediatria – ha concordato con me. Così… eccoci impegnati in un “fuori programma” di un certo impatto: MEDICINA… Cosa avremmo detto? Cosa avremmo fatto? Io sapevo cosa ci attendeva e avevo un po’ di nodo alla gola. Abbiamo visitato un buon numero di pazienti, ne abbiamo visti alcuni in condizioni gravi. Quelli messi meglio ci hanno sorriso e ringraziato con grande calore. Le infermiere ci hanno chiesto di includere anche il loro reparto nel nostro progetto. Melina era tranquilla e se l’è cavata da grande. Io… non lo so, ma ho sentito come incoraggiante quell’invito e come un incitamento a crescere ancora, le spontanee risate di quelle persone sofferenti.
Un abbraccio a tutti.

Formag

Mar 9, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

01 Marzo 2008

CIAO A TUUUUTTI!
Stamani ho fatto il mio terzo turno e, per la prima volta, con il Dottor Nuvola!
Questa cosa meravigliosa, come la chiama Formaggino, è un’esperienza fortissima che tutte le volte si rivela, nel suo grande piccolo, imprevedibile. sono infatti partita oggi da casa un pò impensierita dall’idea di tornare in dialisi dopo che l’ultima volta, per me, era stata bella ma particolarmente d’impatto. Invece mi sono sorpresa a non sentirmi quasi per niente a disagio in dialisi oggi e capace di chiacchierare con serenità anche davanti a persone che chiaramente vivevano situazioni dolorose. Forse è anche lo stato d’animo del momento che incide, o la sensazione di pace che ti può dare il sorriso di una persona che, seppur sofferente, mantiene il buon umore e la voglia di vivere..( come spesso accade sono i ricoverati ad avere un ‘azione terapeutica su di noi!)
Comunque andiamo per ordine!
In primis l’azzurro Nuvola ed io ci troviamo al parcheggio e incamminandoci chiacchieriamo un pò, facciamo una piccola sosta a salutare il giornalaio dell’ospedale (testimone della rincoglionaggine di Nuvola che lo scorso sabato aveva pagato il giornale, poi dimenticandoselo! ) e via in pediatria. Arriviamo, salutiamo le infermiere e ci dirigiamo verso le prime stanze. Troviamo Mattia, un bambino di tredici anni, con due occhi grandi malinconici e molto magro, aveva la febbre alta da un mese e sembrava triste, non è stato facile far dischiudere le sue labbra in un sorriso, ma devo dire che la forte energia di Nuvola fa dei piccoli miracoli e così tra una magia fatta da Nuvola e il reciproco prendersi in giro di noi due clauni forse Mattia ha passato qualche momento di leggerezza.. vorrei tanto fare per Mattia quello che i ragazzi del racconto di Pennac hanno fatto per il loro amico malato (vedi report Lucilla), cioè vorrei pensare a lui e vorrei che fosse anche nei vostri pensieri e sperare che questo chissà.. lo possa aiutare a rimettersi in fretta perché, nonostante le parole di Nuvola e la tranquillità dei genitori mi abbiano rincuorato, mi è dispiaciuto veramente tanto vedere il piccolo faccino di Mattia così provato.. dopo un pò siamo passati alle altre stanze, sembrava di essere nel nido della cicogna da quanto ad ogni porta in cui ci si affacciava c’era una mamma o un babbo con relativa prole appena nata o di pochi mesi. Abbiamo trovato una mammina giovane giovane con un bimbo nato prematuro, minuscolo. poi una ragazza africana con gemelline ricoverate per tosse, grazie alla quale Nuvola ha imparato “uno, due e tre” in un dialetto dell’Eritrea ed io il nome della zucca Keniota decorata che mi porto dietro da suonare come maracas (“kalabasch”). Altre stanze, altri pargoli, dei tentativi di palloncini mal riusciti da parte mia e le divertenti prese in giro di Nuvola (che giustamente non se ne risparmia una!). In sala d’attesa c’era Matilde, una bimba con la varicella e lo sguardo attento. Mentre Nuvola era a recuperare un pò di cose per andare in dialisi ho tentato con lei di riproporre il pupazzo Temistocle ma con poca energia (mi sentivo un pò spompa in effetti..) e così ho riscosso poco successo ma per fortuna è arrivato Nuvola che ha fatto dei palloncini a Matilde e le ha dato dei portachiavi di cui la bimba si è dimostrata entusiasta, salutiamo Matilde e via verso la dialisi. Non ero mai stata al turno del sabato sicché ho conosciuto molte persone che non avevo ancora visto, con qualcuno è stato da subito facile parlare, altri erano un pò meno loquaci ma quando, andandomene, ho visto che anche questi cercavano il nostro sguardo per salutarci, mi sono resa conto che in qualche modo hanno sentito positivamente la nostra presenza..ed è una sensazione bella, che riempie di gioia.. quando siamo arrivati in dialisi c’era un signore della prima stanza che urlava per dei dolori lancinanti alla testa, e ho visto il ragazzo neodiciottenne (neanch’io ricordo il nome!) che, con un’occhiata tra l’impaurito e il sorpreso, accorgendosi di noi che stavamo passando per andare nell’ultima stanza, ci ha salutato con la mano..sembrava contento di vederci.. abbiamo parlato un pò con ognuno, con quelli che sembravano volerlo e con chi non era addormentato.. Nuvola ha raccontato e ascoltato barzellette (credo alcune anche sconce, ma non sono sicura perché mi hanno appositamente allontanato, i furbetti!) con il ragazzo di diciotto anni e l’infermiere, abbiamo chiacchierato con un signore appassionato di De André e Guccini e firmato il gesso di Sabrina che, nonostante fosse costretta a letto da questo e dalla dialisi, era sorridente e parlava volentieri. Ho parlato con una signora , Tatiana, che non sembrava interessata a noi e che, si vedeva, era molto depressa dalla sua situazione e te lo faceva capire piuttosto brutalmente, ho pensato che fosse il caso lasciarla in pace e così dopo poco mi sono spostata credendo di non esserle stata d’aiuto ed invece, mi ha detto poi Nuvola, è stata la prima volta che lei rivolgeva la parola a qualcuno e quindi, in questo senso, è stato un progresso. Mi è venuto da pensare che in effetti ho valutato dal mio punto di vista la situazione, senza conoscere Tatiana e senza rendermi quindi conto dello sforzo che probabilmente stava facendo per parlarmi. Abbiamo poi salutato tutti e, passati in pediatria a riprendere le nostre cose, ci siamo diretti ai prelievi, lì abbiamo trovato un pò di bambini in fila ad aspettare il proprio turno o quello dei genitori, ci siamo trattenuti un pò con loro e infine siamo andati verso casa.. è stato un bel turno, ogni volta è diverso e importante anche se non sempre si ha la carica per dare il meglio di sè.. è un’esperienza che cambia i miei punti di vista e mi apre mondi nuovi, i mondi di altre persone che vivono una condizione diversa dalla mia, e proprio per questo a volte può toccare delle corde nascoste e stravolgere i pensieri.. grazie mille Nuvola e Formaggino perché se penso a voi sento che si può mantenere il buon umore in tante situazioni che per natura mi intristirebbero e grazie a tutti perché è bello sapere che non siamo in pochi sulle orme di questi due matti!

Raperonzolo

Mar 2, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

27 febbraio 2008

Giorno dopo del mio esame, un gran mal di testa e tanta caffeina in circolo… finalmente di nuovo in servizio! Era una giornata grigia, io e formaggino eravamo tutti e 2 un po’ abbacchiati, era brutto tempo ed eravamo stanchi per una settimana di stress… Ci siamo subito messi al lavoro, con lo spirito di sempre, Formaggio la stessa passione, i giorni possono non essere tutti uguali, ma la volontà e le sensazioni sempre le stesse… e, come dice Panza (Panzanella, ovvero Donata – n.d.F.)… pure la musica sotto il culo!!!!l La prima bambina era piccina, aveva due occhi e delle guancione stupende, molto giocosa, Formi ha giocato con le bolle, come a Rimini, poi un cigno, un’atmosfera rilassata anche se all’inizio era difficile farla staccare dalla mamma, andava bene.. ad un certo punto ci siamo messi ad inseguire la musica che usciva dal deretano, la mamma e la bimba erano contente… La mamma era molto positiva, e la bambina di questo risentiva molto, anche se praticamente doveva stare solo nella camera fucsia non perdeva il sorriso, ci guardava e guardava e ci siamo fatti pure una fotina! I sorrisi fanno tanto….e quella bambina mi ha messo davvero di buon umore! Un’altra bambina che era in corridoio mi ha colpito perché aveva il nasino arrossato a forma di naso da clown.. è stata una cosa troppo comica!!!! Si è avvicinata a Formaggino e ha iniziato a giocare con il suo!!! Siamo stati un po’ con lei, è stata una mattinata piena di bambini “osservatori”. Mi ha fatto riflettere una mamma, aveva gli occhi umidi, molto probabilmente la depress. post-partum, non dev’essere semplice affrontare una gravidanza, ma anche i controlli del bambino ecc… Il suo aveva l’ittero, e anch’io l’ho avuto:-))) ma anche se sapeva che non era grave, lo sguardo era davvero perso.. Formaggino le conosceva già, ha parlato con loro, anch’io ho fatto due chiacchiere con quella che era un po’ giù.. vorrei imparare a comprendere la situazione, ovvero capire quando c’è da parlare, cosa c’è da dire, e soprattutto se c’è da dire, cosa che mi sembra Nuvola e Formaggino abbiano come grande qualità!!!!! Bene, dopo questo discorso contorto volevo parlarvi della dialisi!! Dopo aver seminato un po’ di scompiglio in sala d’aspetto siamo entrati in Gino e Gino’s House! E…non siamo più usciti!! Formaggino giustamente aveva notato che il più delle volte ci dedicavamo solo alla fine a loro e allora siamo stati un bel po’ a parlare. Erano davvero molto entusiasti, io mi sono messa a parlare con il primo Gino, appena entrata avevo notato che aveva davvero un’espressione sofferente, dolori continui al braccio per giorni, mi ha raccontato un po’ la sua situazione di salute, poi s’è parlato di politica, di famiglia, un po’ di tutto.. parlando l’ho visto molto meglio, attivo come al solito, credo che il rapporto che stiamo costruendo riesca a dare molto loro come un rapporto di amicizia!!! Formaggino parlava con l’altro Gino, dalle loro espressioni sembrava che avessero affrontato argomenti molto personali, a parte sfottere me sul fatto che secondo Gino in borghese chissà come “ll’ero bellina”!! Parlando delle cose magari diventano più leggere e penso che sia bello proprio questo in dialisi!! Mi sento utile a dare un orecchio che ascolta, ci vuole pazienza però credo che sia importante…evviva gli orecchi….e evviva noiiiiiiiiiii!!!!!!
Ringrazio il dott.Formaggio, evviva la pazienza che hai!

Grazie a te, Giraffa… che migliori la media (sia estetica, sia di estensione verticale)

Tanto per cambiare, non avrei tanto da aggiungere a ciò che dice Giraffa. Solo due considerazioni brevissime. La prima riguarda la pediatria, dove è bastato trascorrere un quarto d’ora con una bimba e la sua mamma – con tanta attenzione ad ambedue e tutto il carico di poesia e aspetto fiabesco che Giraffa si porta dietro – per scatenare nella giovane donna uno slancio di gratitudine che per noi non smetterà mai di essere sorprendente. La sua mail con tanto di foto è una piccola ma significativa risposta al nostro lavoro. La seconda notazione si riferisce a dialisi, dove siamo arrivati abbastanza in orario, ma dove è accaduto qualcosa di insolito: abbiamo dovuto iniziare dall’ultima camera, dove stanno Gino & Gino (perché nelle prime due c’erano attività di medici e infermieri intorno ad alcuni letti, che avremmo involontariamente disturbato). Ebbene, io da un Gino, Laura dall’altro… non so come sia potuto succedere, ma siamo rimasti per più di un’ora con loro. Avevano bisogno di parlare… Non so bene cosa Gino 1 abbia detto a Laura, tanto ero concentrato ad ascoltare Gino 2, che mi raccontava la sua vita (un romanzo, come la vita di quasi ogni essere umano!). La sensazione di fraterno calore me la sento ancora addosso e spero sia lo stesso per lui. Grazie, Gino.
Formag

Mar 2, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments
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