24 febbraio 2009

Trovare le parole…
com’è difficile.
Un cigno strabico. Penso a quella rosa fragile, Virginia, uccellino caduto dal nido, con gli occhi spenti di vita, gli occhi tristi in quindici anni che dovrebbero gioire per il solo esserci, Virginia dai capelli bellissimi, dalle dita lunghe, dal cuore ovattato, Virginia che è bella ma non si ama. Virginia che non ama la sua unicità. Penso a come sia difficile descrivere i suoi occhi, difficile parlare di quel vuoto, di quel senso di annientamento, di quella voglia di scomparire, di autoannientarsi. Vorrei trovare le parole giuste, soffiarle sorrisi dentro le orecchie, farle vedere il sole, riuscire ad entrare dentro quel muro….non riesco a smettere di pensarla, di pensare a sua madre e alla sua gemella che lotta contro la morte da mesi.
Mi chiedo cos’è? Cos’è questo nuovo male? Da dove nasce? Come curarlo? Mi chiedo cos’è che a un certo punto si rompe.

Carissimi, il turno di ieri è stato molto impegnativo. Formaggino mi è stato vicino molto e lo ringrazio di cuore. Ha avuto gesti delicati verso tutti, a partire da me. Mi ha “aggiustato” il naso, mi ha dato forza, ha sorriso e si è fatto serio quando era il momento.
“Per anni abbiamo fatto con le briciole” Mi dice Formaggino mentre ci
avviamo all’ingresso… e mi sento una volta di più coinvolta, una volta di più capisco quanto anche il poco possa sfamare.
Abbiamo cominciato subito con la dialisi. Era presto e stavano ancora finendo di fare colazione. Il clima era abbastanza teso. Il primo incontro è stato con Matteo alle prese con 16 fette biscottate. Matteo mi ha dato la grinta per affrontare la mattina; di nuovo è stato lui a dare forza a me. Dina invece mi ha insegnato a fare un vero ragù e mi ha proposto perfino un lavoro. Mi sento in famiglia, non faccio altro che pensare questo mentre esco dalle stanze. Mi sento accolta, attesa, coccolata. Poi saliamo in pediatria. Conosciamo una bambina di otto anni dal sorriso contagioso che non sa se il naso di Formaggino è davvero lungo in quel modo e con lei Virginia con sua mamma. Non so descrivervi i brividi che ho provato, sentivo nell’aria il dolore della madre che vede la figlia smettere di nutrirsi. Formaggino ha regalato a Virginia un cigno strabico. Piccolo anatroccolo strabico. Ti senti diverso, inadeguato. non riesci a vederti riflesso bello come sei. Solo difetti, quell’occhio ballerino, quelle piume poco bianche. ma sei unico e tu questo non lo noti. dentro te un abisso profondo, una ricchezza che custodisci te solo. Perché non ti apri alla vita? Perché non vedi quanto sei bello, quanti voli nel cielo limpido potresti ancora fare?
Questo report non ha capo né coda, vorrei scrivere molto ma le parole vengono a mancare…

Briciola

Feb 25, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

13 Febbraio 2009

Carissimi clauni e amici oggi abbiamo un report particolare, ho fatto il turno con Sole e devo dire che lei è veramente brava e si fa coinvolgere tanto nelle cose e questo secondo me è un bene prezioso, non tutti quelli che fanno questo mestiere la pensano così ma io si, penso fortemente che condividere la propria vita e utilizzarla per lavorare in ospedale sia un bel modo di svolgere questo mestiere, o “arte” (nel senso che avevano i mestieri nel rinascimento, ossia arti). Sole ha deciso di condividere con tutti noi una sua esperienza di vita per cui lascio la parola a lei ma prima di farlo ci tengo veramente tanto a ringraziarla di cuore per quello che da al progetto poichè, personalmente almeno, mi sta insegnando tanto, ciao a tutti voi splendide persone.
Nuvola
Vorrei iniziare con il dire che ultimamente mi sento diversa quando esco dall’ospedale dopo aver fatto il turno. Quando ieri sono tornata a casa mi sentivo come se non avessi mai lasciato i reparti. È stato strano, mi sono guardata allo specchio, controllando se per caso mi fossi dimenticata di togliere il naso rosso, ma non lo avevo addosso. Ho controllato se avessi ancora le codine in testa, ma così non era. Mi sono controllata da capo a piedi, controllando persino che odore avessi. Apparentemente ero la stessa persona di sempre,ma internamente c’era qualcosa di diverso….avevo l’ospedale dentro di me….avevo il clown dentro di me e soprattutto avevo i pazienti..…eccoli lì, legami stretti e impressi nel cuore, il gioco dell’oca con i bimbi di pediatria, la foto fatta da Cinzia (che mi chiama candy candy) in sala prelievi, le risate di una sfegatata fan di Nuvola che lo ha soprannominato “Benigni”, Francesco e le sue disavventure sentimentali. Loro e quello che mi dà stare con loro mi stanno cambiando, arricchendo, sono ormai parte di me ed è stato bellissimo realizzare che anche io, nel mio piccolo, sto diventando un po’ parte di loro e ciò non ha prezzo. Detto questo, vorrei esporvi un problema che ho avuto. In sala prelievi c’era una signora che ha rifiutato di interagire con noi. Fin qui niente da dire, può capitare, ma poi lei ha aggiunto che non crede nel fare le cose per gli altri, che quando ne avremo passate quante ne ha passate lei ci renderemo conto che ognuno dovrebbe agire solo per sé, che nulla serve a nulla, che è tutto inutile. Nuvola ha cercato di sdrammatizzare con una battuta ma io ci sono rimasta malissimo, anzi peggio. Non ero dispiaciuta,ero proprio arrabbiata! Sarò arrogante a pensarla così, ma le avrei voluto rispondere che era il contrario, era lei che dopo aver passato quello che ho passato io si sarebbe ricreduta! Lo so, lo so, è presuntuoso da dirsi, ma per me non c’è nulla di più importante della vita (sia in senso biologico che in senso più profondo). Purtroppo ho affrontato la “morte” già molte volte, e l’ho vista in tutti i suoi significati. quando ero più piccola l’ho conosciuta nel senso biologico: la ragazza di 15 anni che viene a mancare per una leucemia. ma quando sono cresciuta ho conosciuto l’altro tipo di morte, quello che forse fa ancora più paura, quello di quando il vuoto ti prende e tu non riesci più a sentir nulla, che sia gioia o disperazione, fame o sete, sonno o entusiasmo, e ti ritrovi in una clinica con la tua famiglia in lacrime mentre i medici ti medicano i polsi che tu stessa hai squarciato per cercare di sentire qualcosa, di provare una minima semplice emozione…questo è quello che so e che avrei tanto desiderato poter condividere con quella signora, almeno per cercare di scrollarla, di provocare una reazione. Credo che quello che mi ha irritato di più non fosse il fatto che lei si trovasse in quella situazione, ma che intenzionalmente ci volesse restare, che rifiutasse la “vita” per rimanere nella “morte”. Bisogna combattere per la vita, sempre e in ogni caso, nonostante tutto. O almeno questo è il mio pensiero.Baci
Sole

Feb 16, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

10 Febbraio 2009

Ciao a tutti carissimi,scusatemi per il sempre puntuale ritardo….martedì è stata per me una giornata molto importante! Doveva essere il primo giorno in cui mi sarei trovata in ospedale senza Nuvola o Formaggino, senza nessuno da seguire in alcuni momenti di disagio che si incontrano durante il percorso…poi la telefonata di Gomitolo che mi annunciava che non ci poteva essere per ovvi motivi come anche voi sapete…poi un po’di panico dopo due minuti mi telefona Formaggino dicendomi di decidere prima possibile se andare o no, perché per correttezza se non ci siamo è bene avvertire i reparti ospedalieri…poi penso che posso provare male che vada torno a casa. Parto…quando arrivo al parcheggio mi salta il corasan in gola e la mente attacca la sirena “sei arrivata e ora???…sei arrivata e ora???? ” ok….sono arrivata…scendo dalla macchina mi sale addosso il mio caschetto rosso da coccinella. VADO! Già per la strada dal parcheggio al portone entro nel mio essere coccinella…c’è poco da fare se hai un naso rosso la vita è diversa!!!!Gli occhi degli altri ti sorridono, anche da lontano non puoi non sentirli quanto calore ti danno… Entro in ospedale decisa di saltare a “piè pari” (visto che ne ho solo due, mi viene bene!) sala prelievi perché mi metteva ansia solo a pensarci…MA…mi giro…e da dentro sala prelievi un vecchietto mi sorride con gli occhi è come una calamita non posso fare a meno che andare a stringergli la mano e dirgli “oh finalmente…è tanto che mi aspettavi?” e lui sorridendo risponde: “si ! e guarda quanta gente ti aspetta” indicandomi con la mano la sala e aprendomi la strada verso gli altri…così ho pensato :”ci sono non posso uscire”, 1 respiro e sono partita. È stato molto divertente e ho usato il fatto di essere da sola per giocare con le persone. Poi sono salita su in dialisi e li si è aperto un mondo con alcune persone…con Matteo che improvvisamente mi ha emozionato tantissimo tanto da dirgli GRAZIE prima di lasciarlo…con Giancarlo…una accesa discussione con due infermieri sull’essere vegetariani o meno…molto molto piacevole. Poi in pediatria appena entro la caposala mi dice che mi avevano cercato dalla portineria perché c’erano due bambini che avevano il padre in psichiatria e la madre doveva fare un colloquio così volevano sapere se potevo stare con loro…ma era già passato mezz’ora. Così dopo aver fatto pediatria scendo giù e chiedo dei bimbi, vado a cercarli e mi sento importante per l’aiuto che potevo dargli in quel momento. Erano ad aspettare la mamma con una volontaria dell’avo, risorsa fondamentale e così abbiamo giocato un po’ con due magie poi è arrivata la mamma e siamo usciti insieme…sorridendo almeno un po’. Scusate per la lunghezza ma volevo dirvi tutto… Un abbraccio di cuore e tanti coriandoli ballerini per tutti…che ci facciano volare con loro!!!!!!Ciai belliNella Cocci
Feb 16, 2009 | Posted by in Blog | 3 comments

06 Febbraio 2009

E dopo un report poetico ecco a voi un report surreal-culinario che ci ha proposto Gino giovane della dialisi l’altro giorno a me e a Gomitolo, per favore non fate queste ricette, ma se proprio le volete provare non portatele alla riunione, grazie, vai Gomitolo con le ricette di Gino.

Nuvola
CORSO ACCELERATO PER CUOCHI PROVETTI
SCOIATTOLO ALLA PIZZAIOLA
Prendi uno scoiattolo (meglio piccolo perché più tenero), lo spelli, gli levi le interiora, lo lasci macerare nelle spezie e poi il giorno dopo lo condisci con gli ingredienti della pizzaiola e poi lo fai cuocere.
TASSO ALLO SPIEDO
Arroti con la macchina un tasso, lo prendi lo pulisci delle interiora, ci passi sopra le spezie e poi lo cucini allo spiedo magari accompagnato da un bel tegame di patate alla ghiotta.
SALSICCE DI FEGATO DI MAIALE
Prendi il fegato di maiale lo unisci alle spezie: sale, pepe finocchio, lo lavori come si fa con le salsicce e poi lo mangi rigorosamente crudo.
Lo chef GINO
Non sono matta ne tanto meno una sadica, queste ricette ce ha date veramente Gino della dialisi… è stato un turno da voltastomaco….( e non pensate perché ero con Nuvola) ma perché Gino si è messo a elargire consigli culinari di prima mattina e poi tutti su animali molto strani… (e pensate che tutto è nato da Nuvola che gli fa vedere una foto carinissima ed innocente di uno scoiattolino che spunta da un tronco di albero… e lui che esclama…”Bono.. si .. alla pizzaiola!!!!!!!!!!!!!”) Turno impegnativo, strano, ma soprattutto un turno dove cominci a prendere coscienza che soprattutto per le persone della dialisi non sei più soltanto una persona estranea con cui magari scambiare due chiacchiere di circostanza ma persone con cui poter andare in profondità, con cui entrare in sintonia…… In pediatria c’è stato un’invasione di bronchiti, una tempesta di bacilli così forte… io mi sono appassionata così tanto alla causa della pediatria che ho pensato bene di tornarci domenica 8 con la Diletta… Ho rivisto le solite facce di venerdì e mi hanno chiesto di salutarvi tutti molto calorosamente e io obbedisco…. un abbraccio
Gomitolo
Feb 13, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

3 febbraio 2009

Mi sono incontrata con Formag. alle 7.55 davanti al solito luogo di partenza. Durante la strada abbiamo parlato a lungo e questa è una delle belle cose nei turni fatti con Formaggino. Ci tenevamo tantissimo ad essere puntuali, non solo per correttezza ma di più per andar ad incoraggiare la nostra giovanissima paziente (“Jennifer Wayndesweysvrs” o qualcosa del genere, come l’ha ribattezzata Formag.) che avrebbe dovuto subire l’intervento per togliere una cisti. Sfortunatamente siamo rimasti più di mezz’ora fermi in autostrada per via del traffico. La cosa buona è che però alla bambina l’intervento non gliel’avevano fatto e non gliela faranno perché i dottori non lo ritenevano necessario. In pediatria, oltre alla “Jennifer” ormai piuttosto tranquilla e serena c’erano anche “Menelao”, “Zucchino buono buono” ed il “calciatore in pensione”… bei nomi no? Infatti sono i nomi messi lì per lì da Formag. però a dire il vero si vedeva chiaramente che tali nomi sono piaciuti davvero tanto. Abbiamo scherzato e giocato parecchio con tutti, e tutti (a parte il “calciatore” che si vedeva un po’ stanco perché domenica si era fatto operare dall’ appendicite) bellini e scherzosi si sono messi in gioco con tanta voglia; gli abbiamo “letto” pure delle bellissime poesie (da un nuovo libretto con le pagine tute vuote) che venivano scelte da loro stessi. Dopo la pediatria siamo andati in dialisi dove abbiamo incontrato ed abbiamo parlato in po’ con tutti coloro che non stavano dormendo: con la sig.ra Rina, con Matteo, io ho avuto il piacere di conoscere Riccardo, un nuovo arrivato in dialisi, una persona veramente troppo carina; abbiamo incontrato Franco che ci ha fatto sentire un po’ la sua bella musica, non stava tanto bene, si lamentava continuamente della gamba che gli faceva male. Alla fine siamo andati a salutare Lionello, il signore di quasi 90 anni che sta davanti a Franco e l’abbiamo trovato in una condizione veramente pessima, ci diceva continuamente che voleva soltanto morire e questa sua frase mi è rimasta in mente per tutta la giornata… non so che dire è stata una situazione veramente troppo difficile e commovente, più che altro io me lo ricordavo come una persona abbastanza serena, tranquilla e piuttosto forte, che pur avendo sofferto molto ci parlava sempre con piacere del suo passato e della sua vita… auguro soltanto che qualsiasi cosa che gli succeda non lo faccia più soffrire così .
Con affetto,
Farfallina.

Nota di Formaggino…

Da parte mia, voglio solo aggiungere poche parole. Sono dei versi dedicati a Lionello e Matteo, pazienti dializzati.

oggi ho visto
un vecchio fenicottero
stanco e trafitto
ho accarezzato la sua mano guantata
e lui non poteva sorridermi
e la mia mano tremava
impotente
inerme
sconsolata

oggi ho visto
un giovane gabbiano
infilzato e prigioniero
ho abbracciato la sua testa
e le sue lacrime di rabbia
chiamavano tutta la dolcezza che potevo
e il suo sangue parlava al mio
chiedeva aiuto
chiedeva rispetto
chiedeva di esserci.

Feb 4, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments
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