16 Maggio 2009

Vi racconto la bella esperienza che ho vissuto sabato. Era la prima volta che vestivo i panni del clown! Mi sono trovata sin da subito a mio agio grazie alla presenza di Nuvola e Briciola. Nuvola ha rotto il ghiaccio per me e dopo nuotare è stato molto più facile del previsto. Mi hanno aiutata molto le persone stesse, che sono esortate dal vestito del clown a gettare le basi per un rapporto confidenziale. In sala prelievi l’ambiente è più allegro, ma quello che ho preferito è la dialisi. Lì mi è capitato, parlando specialmente con un ragazzo della mia età, di provare desiderio di conoscere maggiormente i pensieri dell’altro e perfino di raccontarmi!
E’ stato bello vedere che le persone ti aspettano, e sono state pronte a mettermi a mio agio quando hanno saputo che ero nuova.
Quando sono tornata a casa mi sentivo diversa dal solito, non appesantita però. E’ la sensazione che si prova quando si è stabilito un vero contatto con qualcuno, non saprei come definirla. La mia mente era rilassata, svuotata dai pensieri di ogni giorno. Questo mi ha confermato chiaramente che si fa il clown non solo per gli altri ma anche per se stessi.
Un grazie sentitissimo a Nuvola e Briciola che mi hanno incoraggiata.
Ciao a tutti.

Giallo d’uovo

Qualche impressione:
Alzarsi al mattino alle 6.20 quando nemmeno più mi ricordavo come fossere fatte le 6. Mi preparo con Schiettina che assiste e mi dà il buon giorno. Comincio dunque piena di carica. Arrivo presto e faccio un’incursione al bar come Briciola (facendo cadere nuovamente la tazzina del caffè e con la gente che rideva e mi diceva brava!? ma vi giuro che non era previsto…Di nuovo perchè anche in abruzzo mi è successo qualcosa di simile, ma questa è un’altra storia). Sono felice che ci sia Giallo d’uovo. la conosco poco ma a pelle mi piace un sacco. Il trio si compone: Nuvola, Giallo d’uovo e Briciola entrano in azione. Va tutto bene. Giallo è come se facesse il clown da una vita. Ci dilettiamo a cercare il nome per una mamma che aspetta un maschio ma che odia i nomi da maschio (?), conosciamo una signora che ha partorito 11 figli e movimentiamo un po’ la situazione.
La sala prelievi passa in un soffio.
In dialisi continuo a raccogliere briciole preziosissime. POi conosciamo qualche mamma che ha appena partorito e una ragazza con la tibia rotta. Ma non è solo questo che vi voglio raccontare. Sento che Briciola finalmente è tornata. oggi era lei. E’ stato importante questo turno. Mi ha dato per la prima volta come la sensazione di riuscire a stare ben salda sui piedi. non so se vi capita mai che in certi momenti è come se non aveste un baricentro solido e oscillate come pendoli intorno a precari centri di gravità fuori da voi?! Ecco oggi finalmente il baricentro stava dentro. Non so come dirvelo, era come se mi sentissi Briciola e basta. Un Briciola che stava a fare quello che le veniva più naturale. Sono sicura che questa accoppiata Nuvola e Giallo ha saputo darmi molta forza.
un abbraccio

Briciola

Mag 18, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

12 maggio 2009

Martedì 12 Maggio: e’ arrivato anche il mio primo turno!. Mi sveglio di prima mattina, mi sento letteralmente giù di morale, svuotata, e mi domando come possa fare nel pomeriggio a dare qualcosa a persone che ne hanno davvero bisogno. Poi parto, mi metto in macchina, ma ancora guardo il camice colorato, il mio vestito pieno di fiori e mi appare come una maschera estranea…sento una gran fatica nel dover sorridere, confido in tutta l’esperienza di Formaggino e decido quando arrivo di dirgli tutto (tra parentesi..ero così assorta in tutti i miei pensieri che a metà strada mi rendo conto di aver preso la direzione sbagliata!!).
Vedo Formggino e leggo in lui un’ espressione amica, mi apro con i miei dubbi e ricevo quelle dritte che cercavo, quella sicurezza di avere lui accanto a me, di non essere sola. Mi sono avvicinata ad ogni paziente in punta di piedi senza azzardare troppo, osservando e seguendo i passi di Formaggino che non ha smentito le mie aspettative e, attento, in ogni situazione è riuscito a coinvolgermi. In pediatria mi sono sentita a mio agio, complice di Formaggino, compagna di gioco dei bambini.. Entrata in dialisi ho avvertito un’atmosfera calda e pronta ad accoglierci con grandi sorrisi, (soprattutto per quanto riguarda l’ultima stanza) ,ma a quel punto le parole sono venute meno e sentendomi in un luogo ancor più delicato mi sono fatta piccola sorridendo come da lontano.
Sono contenta, ma c’è tanto da imparare!
Grazie Formagginoooooo

Dottoressa Cherìda

Mag 16, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

08 Maggio 2009

La mattinata è iniziata con Coccinella e io che abbiamo fatto il gioco dello specchio nel parcheggio..è stato rilassante e “caricante”,ci voleva,soprattutto quando il turno capita in un periodo non troppo roseo dove si sente l’insicurezza prima di partire! In sala prelievi è andata bene,siamo entrate a fare compagnia ad una bambina che doveva fare le analisi,e non le trovavano la vena,che situazione,non è stato facile,ma lei ci ha aiutato molto,rideva a qualunque cosa e a qualunque gioco facevamo,è stato facile farla sorridere…è sorprendente come a volte basta poco e per paura neanche ci si prova! La Pediatria era gremita di gente, e lì abbiamo trovato la bimba di un’infermiera della dialisi…solo dopo mezz’ora che ci parlavo mi sono accorta che era lei…si ricordava di Nuvola quando era stata ricoverata un’altra volta da piccola! Con gli altri è stato fluido…è bello accompagnare Coccinella,siamo entrate in sintonia sempre di più durante il turno,e ho trovato il suo spirito scoppiettante e sempre pacato ed esuberante nei momenti giusti,mi sono unita anche io a questo piacere,vivendolo insieme a lei. In Dialisi è stato difficile,la prima volta che mi capitava di voler piangere, ma non poterlo fare.Ho salutato Gino, mi ha raccontato della ricerca del suo lavoro..l’ho ascoltato,e gli ho dato coraggio per i suoi propositi. Francesco l’ho visto carico,ero felice di rivederlo, si è riso..ècontento del passo che dovrà fare, ansioso,è bene così. nell’altra stanza ho trovato Giorgio che mi guardava.mi sono avvicinata a lui,come faccio sempre,è un’abitudine trovarlo ogni mese…mi voleva parlare ma non riusciva meccanicamente a farlo,la fatica che aveva, le cose che mi diceva,vedevo che stava male. Ho annuito e fatto segni di ascolto anche se non riuscivo perfettamente a capire ciò che diceva anche se pervcepivo il suo stato d’animo,come si è poi detto con Cocci nel viaggio di ritorno in macchina, tutto varia e nella naturalità è il cambiamento,ma lì…non è stato semplice,anche se lo conoscevo solo per qualche spazio di relazione creataci ogni turno,l’ho sentito come qualcuno di vicino…Mi sono avvicinata a Cocci e dopo un po’ è passata… Ho chiesto all’infermiere cosa aveva,mi ha detto che dopo l’operazione che ha avuto è rimasto scosso psicologicamente,è passato ancora poco tempo…Spero lo stesso di avergli fatto passare un po’ il tempo,mi ha detto che era contento di vedermi ma non sono sicura di quanto mi avesse riconosciuto! Ci tengo a dire che Cocci è stata una compagna fantastica, a parte quel momento,sento che la giornata è andata bene,vi abbraccio stretti a tutti !!! Giraffina
Mag 11, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

09 Maggio 2009

Eccomi col report!!(mi spiace che vi dobbiate sorbire tutto ‘sto poema!scusatemi, è la prima volta!)

E’ difficile dire quello che penso; in realtà il complicato è raccogliere i pensieri, smembrarli e appiccicarci su’ un’ etichetta. Innanzi tutto vi presento l ‘Angoscia!ho passato settimane a girare le pagine dell’agenda per arrivare sempre a sabato nove e chiedermi regolarmente: cosa mi metto , come mi chiamo?che tipo di clown sono?avrò un nome!dove trovo un naso che mi si addica?e poi il più importante, sarò in grado di portare tanta gioia?che ansia!
Peggio di così mi ha fatto sentire la mail di Nuvola, quella in cui chiedeva nome e carattere del clown!Panico!come faccio a capire che clown sono se non lo sono mai stata?Questo lo dico per tranquillizzare i novellini che come me di sicuro si appanicano per questo! Mi sono quindi accinta a scrivere una mail a Nuvola in cui ho buttato giù le mie insicurezze…il succo della sua risposta è stato : tu porta te stessa, magari più “colorata” del solito, affidati a me e vedrai che il clown uscirà fuori da solo. E arriviamo quindi davanti alla sala prelievi. Ho spiegato a Nuvola che per me è problematico intrattenere tante persone insieme, non so prendere l’iniziativa; la sua risposta è stata: “tu stammi accanto, se ti senti di fare, fallo, sennò non farlo”.semplice e chiaro…
Sala Prelievi: Ho l’impressione di essere un po’ un palo, magari spero che le persone vedendomi inesperta facciano loro il primo passo;ma Nuvola è geniale e ci fa ridere tutti; appena vede che nasce un certo “feeling” con una persona, mi porge la situazione e scivola via…così ho accompagnato una signora a farsi il prelievo (ho trovato anche un tizio che conoscevo!!!) che mi ha raccontato di tutto e di più sulla vita di sua figlia, oppure ho condiviso la sorte comune del test di ammissione con una ragazza di farmacia, che vorrebbe fare infermieristica…e così via…

Emodialisi: mi sento subito a mio agio; l’atmosfera è più tranquilla e Nuvola mi presenta le persone…non tutte perché sono rimasta a parlare a lungo con Francesco e Matteo. Francesco proprio mi ha chiamato per sapere cosa facevo,cosa studiavo, abbiamo parlato a lungo di Medicina, delle mie scelte future…mi ha dato anche consigli per fare esperienza: studiare il cervello di Nuvola, “se lo trovi ” testuali parole!!!!!!hahaha! Ho chiacchierato tanto con Matteo; è stato più semplice forse perché abbiamo pochi anni di differenza. Era al PC con un gioco di strategie sui Romani (molto bello…) e me lo sono fatto spiegare tutto nei minimi particolari…E’ stato bello perché è stato spontaneo trovare argomenti comuni, fare osservazioni che anche lui aveva notato, o di cui era stupito…
Mentre a Francesco avrei voluto chiedere qualcosa su di lui, parlavamo solo di me!, ma non so come, non l’ho fatto, perché ho avuto l’impressione che non volesse ricordarsi della sua esperienza, che volesse solo chiacchierare e interessarsi a altro fuori da lui…non so…è stata una sensazione…

E’ bello come tutto si basi su alchimie volanti (!!m’è venuta così!)mi muovo secondo le mie sensazioni, e impressioni che mi da la persona che mi sa di fronte.bisogna stare attenti, essere ipersensibili, sennò perdi il contatto che è stupendo.

Pediatria: i bambini sono semplicemente stupendi…anche se fossi medico sarebbe difficile non mettersi a saltare con loro per i corridoi!A Vedere quel piccoletto, Valentino, sbuffare nell’aerosol, come un draghetto, verrebbe voglia di stringerlo forte!I piccini nelle incubatrici…quello che prima era timido timido mentre quando ci vede andare via ci chiama “perché andate via?” Sempre pronti a farti vedere le loro cosine, quanto sono bravi…

qualche ultima riflessione…

-essere un clown è comodo. Ho parlato anche con l’ubriaco extracomunitario fuori dall’ospedale…non credo che l’avrei fatto così di buon cuore se fossi stata solo anna…ho sempre un po’ paura, perché so di essere troppo ingenua. mi sono sentita protetta dal mio camice a colori, e quando il tizio mi ha chiesto se c’era lì un reparto di alcologia ho avuto anche la vana speranza che volesse riprendere in mano la sua vita…
-Ci sono pensieri che arrivano a ciel sereno a mo’ di fulmini…e’ successo quando ero in emodialisi, davanti alla signora…non mi ricordo il nome: ho pensato che per un medico è difficile fare il dottore clown; è un impiego di tempo fatica e di cuore, conoscere una persona, parlarci e capirla. scappare di fronte a tutto ciò, chiudersi nel tipico “signora allora, oggi come si sente??….si???…hum,vediamo un po’….” e proseguire con la cura, è una forma di difesa. E’ brutto ma per un attimo è come se avessi scusato e capito quei medici…ma mi sono proposta di non diventare così! Come l’infermiera che non voleva sapere come stavano i pazienti che si erano trasferiti dal reparto…l’ho conosciuta solo oggi, quindi posso sbagliarmi, ma secondo me è solo perché non voleva affezionarsi a quelle persone, o almeno, siccome non è possibile, non voleva avere un modo in più perché succedesse….

Mag 9, 2009 | Posted by in Blog | 1 comment

5 maggio 2009

Cari amichi vichini e lontani,
sono su una panchina e vedo, sulla sponda del fiume, l’ontano. Che mi è vicino e per questo lo vedo bene, perché vedo bene da vicino ma non da lontano, soprattutto l’ontano. Ora, prima che il giorno del turno fatto con Schiettina sia troppo lontano, sarà bene che mi sbrighi a buttar giù questo reporto: perché da lontano non solo ci vedo male, ma RICORDO male!
E allora, ecco a voi un soffice resoconto di Schiettina…

Ciao clauni e non!!!
era la prima volta che facevo un turno di pomeriggio e mi ha stupito trovare l’ospedale così tranquillo, forse era solo una mia sensazione ma vedevo un alone di tranquillità su tutto. In pediatria non c’era quasi nessuno, dovevano esserci le prove allergiche ma non c’erano, oppure si erano nascosti tutti perché in realtà Formaggino non è molto simpatico!!! Anche in dialisi ho continuato a sentire la sensazione di tranquillità… mi sentivo una nipote o un’amica in visita… forse è stata la prima volta che mi sono sentita così a mio agio nei panni di Schiettina… senza farmi venire l’ansia di essere utile a qualcuno o a qualcosa ma semplicemente con la voglia di trovare il modo di sorridere insieme alle persone che incontravo.

Tanti sorrisi e abbracci,
Schiettina

Mag 7, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments
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