27 Giugno 2009

Quando mi sono svegliata,quel giorno,per prepararmi per andare all’ospedale,non vi potete immaginare quanto voglia avevo di restare ancora un po’ sotto le coperte…(colpa del brutto tempo).Ma il dovere mi chiamava!!!Mi aspettava anche Nuvola,alle 8 e mezzo,al parcheggio davanti all’ospedale. Così mi sono detta:”Su Genta che i tuoi pazienti ti aspettano”…(A volte mi piace di pensare che sono già una dottoressa….)
Una volta arrivata, ho incontrato Nuvola e insieme ci siamo rivolti verso l’ospedale. Ci siamo fermati molto alla sala di attesa. C’era tanta gente…Mi sono divertita a seguire (spero bene) il gioco di Nuvola. Volevo percepire bene,soprattutto gli emozioni delle signore che stavano aspettando un bimbo o una bambina e che erano felicissime quando ci raccontavano i loro nomi ecc. Ho avuto la possibilità di parlare anche con una signora molto gentile.
Poi ,a dialisi ho visto persone che avevo conosciuto il mio primo turno:il signore che mi aveva stretto la mano,la signore che Entiola conosceva già…C’erano anche un ragazzo e una ragazza della mia età. La ragazza,Viola, festeggiava il suo compleanno ed io insieme ad una specializzante le abbiamo cantato “tanti auguri a te” in albanese….
A pediatria,tutto era tranquillo…abbiamo trovato soltanto genitori emozionati con i loro figli appena nati. Erano così teneri…C’era anche una coppia albanese…Così ho avuto il modo di parlare un po’ anche nella mia lingua…
Quando siamo usciti dall’ospedale,ci siamo fermati un po’ a parlare. Questa conversazione era la cosa giusta per concludere nel miglior modo possibile il mio secondo turno all’ospedale. Grazie di cuore Nuvola,perché mi hai fatto sentire veramente molto bene con le tue parole…E mi sono sentita veramente felice che ho avuto la possibilità di conoscere persone cosi speciali…(grazie a Entiola che mi ha parlato di voi).
Ciao.

Vjeshta

Giu 30, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

24 Giugno 2009

Buona sera a tutti! Ieri ho condiviso il mio secondo turno con la dolcissima Coccinella! E’ stata una mattinata tranquilla; come al solito avevo un po’ di strizza mentre arrivavo a Ponte a Niccheri, ma tutto è svanito perché oltre a confidarmi con cocci, abbiamo fatto il gioco dello specchio e non mi sono sentita più sola…alla fine sembrava proprio che fossimo una persona sola! Così abbiamo incontrato la ragazza che chiede l’elemosina che oggi avrebbe dovuto abortire; aveva paura e l’abbiamo un po’ tranquillizzata;cocci le ha dato un piccolo portafortuna…chissà se oggi quegli abbracci l’hanno sorretta… Dopo che il cane all’entrata ha tentato di mandar via cocci a causa del suo caschetto, siamo arrivati in sala prelievi…atmosfera serena, avevano anche messo uno schermo per i fuochi della sera (bah), qualche palloncino e trucco ai più grandi e siamo passati in pediatria dove abbiamo trovato un quartetto agguerritissimo e molto unito; ci siamo divertite, abbiamo fatto foto qua e là;i ragazzi erano i clown, non noi… In dialisi ho finalmente conosciuto quasi tutti i presenti, abbiamo chiaccherato a lungo con le persone più varie, da uno dei due Gini, a Francesco (si chiama così quello della scorpacciata col cinghiale?), e a tutti gli altri e le altre…è stato bello perché ognuno aveva una propria storia da raccontare e nonostante fossero tutti molto stanchi poiché erano ormai a fine sono stati molto, molto gentili. Mi è piaciuto questo turno, ho parlato molto con cocci (che mi ha insegnato a fare il cagnolino col palloncino!!!) che come molti di voi non conoscevo e non vedo l’ora di sperimentare tutti i suoi giochi e le sue gag alle riunioni! Diciamo che il turno è stato il momento più sereno della giornata, dove forse il mio clown non si è rivelato granché…perché dal momento in cui sono salita in macchina fino a quando non sono andata a letto è stato tutto un susseguirsi di bravate: Cominciamo col rimanere un’ora e mezzo ferma al casello (prima del casello!!!) dell’autostrada perché mi ero scordata tutti i soldi a casa e non avevo nemmeno 40 cents per pagare il biglietto (e prima di entrare in autostrada avevo la testa troppo fra le nuvole per pensarci…) e ovviamente il cell non aveva più soldi, se non per 2 salvifici messaggi!Di cui uno mandato a mia madre che ovviamente non ha visto…se non fosse stato per il mio povero ragazzo a quest’ora sarei ancora lì… Poi ho passsato un pomeriggio relativamente tranquillo fino a che non ho rovesciato il vino sui pantaloni bianchi appena comprati e messi con tanto orgoglio di un mio amico… Oggi ho concluso col quasi accecare il mio ragazzo… Insomma, cosa dicevi Nuvola che io funzionavo come IMBRANATA????si, è proprio il mio!
Filo d’erba
Giu 29, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

19 Giugno 2009

Buongiorno a tutti vi chiedo scusa per il ritardo del report ma non ho avuto tempo di farlo prima, inizio col dire che è stato un turno molto bello ma parecchio strano, Gomitolo non mi ha potuto accompagnare per cui ero solo, ma questo sarebbe niente, appena arrivo al parcheggio sembrava tutto normale, entro e vedo che c’è un poco di confusione alla sala prelievi, praticamente si erano bloccati i computer nella nottata e alle otto e mezzo dovevano ancora iniziare a fare le accettazioni, era tutto fermo e la gente stava aspettando dalle sei e mezzo, parecchi erano già stati mandati via e quelli che c’erano erano abbastanza inquieti, ho deciso quindi di dare una mano e ho iniziato a stemperare l’atmosfera, stranamente tutti hanno risposto molto bene, si sono calmati e hanno iniziato a scherzare con me aspettando che tutto ripartisse, dopo un poco sembrava che niente sarebbe ripartito e ho iniziato allora a cercare di capire le emergenze, sono riuscito a far fare comunque un prelievo a un signore che ne aveva davvero bisogno per una malattia grave (e di questo devo ringraziare il personale che è straordinario in quanto a dedizione), alla fine siamo riusciti a ripartire e a fare una ventina di prelievi, io gestivo a quel punto i numeri (che si erano scombinati), le priorità e facevo entrare e uscire le persone in base alla gravità e al tempo a loro disposizione, tutti sono stati carini, hanno fatto addirittura passare avanti chi aveva da lavorare, in ogni caso sono stato in sala prelievi fino alle dieci e mezzo, sono uscito stremato ma felice, le persone avevano percepito l’unità mia e del personale e si rivolgevano a me non come a un clown ma come a uno che sta dando un servizio e non è poco. Sono arrivato in dialisi sperando che qualcuno dormisse poiché ero stanco….erano tutti sveglissimi e non aspettavano altro che me per parlare, anche chi di solito non mi rivolge la parola stavolta mi ha degnato e quindi alla fine (quasi a mezzogiorno) ho deciso di passare dalla pediatria per dirgli che quel giorno non avrei fatto quel reparto perché oramai stanco ogni oltre limite accettabile per dare un servizio decente, appena arrivo mi viene incontro Rosa e mi dice”:Meno male sei arrivato, abbiamo un day hospital che ha bisogno”, mi dico faccio questo e poi basta, la bimba era tranquilla, giochiamo e parliamo un poco e poi lei se ne va, vado dalle infermiere per salutare e mi dicono che ci sono due dodicenni in stanza arcobaleno che devono essere portati in sala operatorie per operarli ai piedi e mi chiedono di andare a trovarli…….va bene, arrivo in camera per starci dieci minuti ma poi arrivano genitori, nonni, parenti, due bimbi vispissimi e per niente spaventati dall’operazione, i parenti erano simpaticissimi, scherzosi e con tanta voglia di ridere………la faccio breve, ci sono stato un ora abbondante senza neanche accorgermene, sono uscito alle 13.00, sono arrivato a casa, ho mangiato un boccone e sono morto a letto fino all’ora di cena, ciao a presto.
Nuvola
Giu 29, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

16 Giugno 2009

Ciao a tutti eccomi finalmente a scrivere il report del turno del 16 giugno con Giraffina..è stato molto particolare era una giornata strana nella quale sembrava che tutto non ci facesse entrare in ospedale…mi spiego meglio…ci siamo trovate al parcheggio abbiamo imparato insieme un piccolo lazzo clown da usare quando ci sembra utile, abbiamo fatto il gioco dello specchio e siamo partite…dal parcheggio al mettere piede in ospedale è passata un po’ più di un ora…troviamo prima maria la ragazza rumena che sta a fare l’elemosina alla cassa che viene da noi e ci dice che aspetta un figlio così ci guardiamo ed iniziamo piano piano a capire la situazione.giovedi prossimo quindi il 26 ha l’appuntamento per abortire…sta male tutto il giorno con nausea..e poi ci possiamo immaginare che vita fa nel campo rom all’osmannoro…cerchiamo di tranquillizarla e consolarla un po’…faccio due chiacchere con la signora heidi del casottino di legno e mi dice che legge sempre i nostri report è molto carina mi ha raccontato che non sono bei momenti per lei e vorrei mandarle un abbraccio grande da parte di tutti noi e ringraziarla per il grande favore che ci fanno…poi stiamo quasi per entrare e proprio sulla porta dopo aver parlato un po’ con una signora volontaria dell’ant che vendeva le pesche all’entrata…giraffina si ferma mi guarda ed esclama”Cocci ci sarebbe un problema!” alchè la guardo e chiedo cosa succedesse….” mi sento di svenire”…io sono rimasta sbalordita dalle parole tranquille di giraffina che sembrava mi stesse raccontando cosa a mangiato ieri a colazione..così la prendo e la faccio accomodare su di una sedia a rotelle zampette alte acqua dolcetto e via allora ancora l’entrata non è stata possibile perchè arriva silvano un signore che ci racconta che gli è esplosa la tv e che deve abitare per qualche mese in ospizio per aspettare la ricostruzione di casa….in questo turno molto lavoro si è svolto molta all’esterno delle mura dell’ospedale… abbiamo varcato il confine che erano già le dieci a qual punto siamo andate dirette in dialisi, dove abbiamo trovato un aria strana e un po’ scontrosa che poteva sembrare di dare fastidio..un’infermiera ci aveva detto che era una brutta giornata…abbiamo chiesto spiegazioni ma non sono arrivate solo nella ultima stanza, vedo giraffina che si ferma a parlare con gli infermieri e poi mi dice che è morto giorgio, ma non il giorgio che si copre la testa l’altro… quindi siamo state un po’ ferme a digerire questa notizia…ci siamo spiegate il perchè dell’aria strana che sentivamo…giraffina si domandava se dover fare qualcosa come telefonare ai parenti o qualcosa e poi abbiamo pensato che come sempre è bene fare quello che ci sembra più spontaneo fare il base ai rapporti che ognuno di noi ha con lepersone che si incontrano in ospedale….poi in pediatria il dottore lungo lungo ci ha fatto un perfette resoconto di quelli che erano i casi clinici presenti in corsia…e abbiamo strizzato un po’ le energie e abbiamo salutato i bambini…è sempre un piacere fare il turno con giraffina che porta con se un sacco di armonia…anche mentre sta per svenire… grazie
un abbracciccio a tutti voi
Cocci Nella
Giu 29, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

Report Abruzzo di Prillo

Ciao Nuvola, non ho mai scritto nulla, ma visto che me lo chiedi, ci provo. Il mio turno va dal 9-6, e questa VOLTA LAVORO CON NUVOLA al campo di Pianola. E’ la seconda volta che vengo qua, e benché la prima volta è stata dura, sono tornata più fiduciosa che mai, più viva che mai. Nuvola è un personaggio molto alternativo, ma straordinariamente magico. E’ in missione con la consapevolezza che grazie al suo naso rosso (benché tanto lungo) ha modo di entrare nel cuore della gente. Niente palline, niente magie, nessuna esibizione, ma tanta voglia di lavorare bene insieme. Questo ha creato una perfetta sintonia.
La gente si ricordava bene di noi, chi di lui e chi di me, e questo ci ha dato l’occasione di vedere che ci accoglievano nelle proprie tende come fossimo di casa. Non c’era più la paura dell’abbandono, 5 giorni e via, ma la serenità che noi ci saremo comunque e più a lungo possibile. E’ bello rivederli (da un lato), molti di loro non sono nelle tende, cercano di lavorare sulle proprie case, ma c’è una ragazza molto speciale che si ricorda di Nuvola e mentre facciamo colazione, si avvicina a noi. Si vede subito che è una ragazza fragile, che ha bisogno di attenzioni ma già da prima del brutto evento. Ci racconta che da lì a poco dovrà rientrare nella sua casa perché agibile (classe A). E’ spaventata. Anche la sua famiglia è molto agitata. Già, dopo tutto, adesso c’è anche da fare i conti con questo, la paura che tutto si ripeta. Nella condivisione chiediamo consiglio a Serena, che ci rassicura dicendo: PERCHE’ NON L’ACCOMPAGNATE VOI A CASA? !!! Presto detto, la mattina successiva non avevamo altro pensiero. La ragazza, sentita la proposta era felicissima, e in men che non si dica eravamo eravamo sulla strada di casa, i genitori erano già là a sistemare qualcosa. Io e Nuvola ci si prendeva in giro tirando in mezzo la ragazza, ma Nuvola è TROPPO BRUTTO e lei non ne voleva sapere. Ahi me, gli è andata di nuovo a buca. Quasi arrivati a casa, Nuvola ruba un paio di rose per noi (ma com’è carino), e lei tanto è contenta. E finalmente a casa; che bella, una vista meravigliosa, ci accoglie la madre a braccia aperte, ci fa entrare a casa e la ragazza con noi. Stanno imbiancando, e ci fanno vedere tutte le stanze, una più panoramica dell’altra, e lei sempre vicino a noi. Ci fermiamo a fare due chiacchiere con i genitori, scopriamo che hanno già vissuto un’altro terremoto nel 74, ma Nuvola con il suo magico tatto, chiede se per cortesia, la prossima volta che cambieranno residenza, cercassero di avvisarlo prima in modo che ci si sposti per tempo…….. CHE MITO!!!! Poi si va a fare altre due chiacchiere in giardino. E’ veramente un posto incantevole, questa ragazza è molto fortunata. Ci si avvia verso il campo con la ragazza, e per strada cominciamo ad intonare canzoni di De Andre, ossia io intono perchè Nuvola è veramente stonato, però siccome sa a mò di Bibbia tutto il repertorio, lui mi dice le parole e io gli faccio la melodia MA CHE STORIA, per tutta la strada a cantare tutti e tre, era così bello sentirla cantare, la ragazza del giorno prima spaventata, era riuscita ad entrare a casa e ora cantava con noi!!!! BRAVA!!!! Poi ci confessa che a lei piace “Sparagli Piero”, e allora giù a cantare la sua canzone preferita, fino al campo.
Sappiamo benissimo che non è l’unico caso, ma tutti insieme ci rendono più grandi e migliori. Ho finito il mio turno, e come sempre mi dispiace andar via, ma sono stata così bene con Nuvola sempre attento alle qualità del suo collaboratore e alle difficoltà,e con tutta la squadra coordinata da Serena, tutti..tutti davvero speciali e, come dice Leonardo, CON TANTA UMILTA’, CORAGGIO E IL NASO ROSSO SEMPRE CON NOI.
PS.: mi metto in coda a ciò che ha già detto Nuvola, non possiamo far finire la nostra missine adesso, mi sembra tanto di lasciarla a metà. E’ adesso che c’è bisogno di noi non tra 2 o forse 3 mesi………
UN GRAZIE A TUTTI PER QUELLO CHE SIETE

PRILLO

Giu 17, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

Verità Abruzzesi

Buogniorno a tutti voi, stamani ho deciso di pubblicare sul nostro blog un poco di verità sull’Abruzzo che avevo censurato ad Aprile perchè pensavo che magari era una cosa transitoria ma siccome la situazione non è molto cambiata, le casette se le stanno pagando loro di tasca propria etc. ho deciso di pubblicare anche queste due o tre storie, le ho inoltre inviate al blog di Beppe Grillo sperando lui le pubblichi e se dovessero arrestarmi portatemi qualcosa da mangiare in carcere, ciao a tutti.

Nuvola

Vi racconto due o tre piccole storie che rendono bene l’idea dell’atteggiamento politico, l’ultimo giorno che ho lavorato a Piànola (un piccolo campo proprio sotto il Gran Sasso)è venuto in visita Berlusconi, appena siamo arrivati al mattino il campo era blindato, pieno di polizia e forze dell’ordine ma fino a qui tutto normale, alcune persone anziane e meno che vivono in quel campo la mattina vanno con la macchina a dare da mangiare agli animali rimasti nelle stalle tipo mucche, maiali, galline etc. e poi tornano prima di pranzo, quella mattina quando sono tornate hanno trovato il campo sbarrato, divieto di accesso alle macchine e un chilometro a piedi perché veniva Berlusconi (tanto il terremoto non gli bastava), poi appena si entrava nel campo avevano messo tre o quattro pancali di frutta e verdura (mele, patate, arance) in bella mostra, vi assicuro che l’unica cosa che non manca mai è il cibo e che normalmente sta nelle tende magazzino ma siccome veniva lui….tutto fuori per le telecamere e poi appena riparte tutto dentro i magazzini di nuovo, m’è parso di essere dentro uno dei filmati dell’istituto luce quando si vede Mussolini a giro per il paese o quando andava a mietere il grano. Inoltre la grande idea di Silviuccio è stata quella di arrivare all’ora di pranzo (quando il pranzo era già stato consegnato alla metà degli abitanti del campo) e di fare la conferenza stampa nella tenda refettorio passando vicino alle file per il pasto per cui chi lo aveva avuto bene e gli altri……interruzione della distribuzione per una mezz’ora (tanto non hanno da fare altro tutto il giorno). Fatta la conferenza ha preso in braccio una bimba, salutato un clown e poi è ripartito….che bello eh? Per non parlare degli aiuti umanitari, potremmo farci un bestiario, sono arrivate scarpe nuove col tacco del 12 (ideali per una campo di tende con la ghiaia a terra e il fango), è arrivato un pancale di scatolette senza etichetta né data di scadenza per cui faranno il toto-scatoletta, apri e non sai che ti tocca e poi annusi sperando che non sia andato a male, l’arma dei carabinieri ha mandato come aiuto ai terremotati quattro scatoloni di mouse (senza computer beninteso) per cui adesso volendo ognuno ha un mouse, basta che compri un gatto ed è a posto per il cibo (e poi si lamentano delle barzellette), sono arrivate sponde copriletto per gli anziani allettati (solo che là non ci sono più i letti ma le brande e le sponde ovviamente non ci stanno). Ovviamente le telecamere riprendono solo quello che vogliono e assistiamo a scene orribili come giornalisti che dicono :”Ci serve una mamma con bambino per l’intervista chi c’è?” nessuno risponde e allora aggiungono indicando due persone a caso :”Tu fai la mamma, tu il bambino” oppure dialoghi tra giornalisti e terremotati tipo:”Scusi può rimettersi la maglietta di ieri che dobbiamo rifare la scena perché non è venuta bene?” oppure tu sei vestito da clown che passeggi dopo una giornata di lavoro e senti alle tue spalle un rumore, ti giri e c’è una fotografa che ti sta fotografando….così……inutilmente e allora da bravo clown (che risponde sempre in maniera comica e mai offensiva pur dicendo tutto ciò che pensa) gli urlo:”vuole che mi sdraio su quel mucchio di macerie? Secondo me clown e macerie sono una bella foto” lei se ne va col capo basso.

Giu 16, 2009 | Posted by in Blog | 3 comments

report missione in Abruzzo 9/13 Giugno 2009

Carissimi clauni e non buongiorno a tutti voi, sono tornato sabato sera dalla mia seconda missione clown in Abruzzo e vi mando questa mail per raccontarvi come è andata, a quelli che c’erano ieri alla riunione l’ho raccontato a voce e a voi con questa mail. Anche questa volta quando ho deciso di partire mi sono venuti mille dubbi, come sarà la situazione rispetto all’altra volta? Come troverò le persone? Sinceramente pensavo di trovare una brutta situazione poiché mi avevano detto che da Aprile era cambiato poco e che le persone stavano via via perdendo la fiducia di avere delle casette in legno per i primi di Settembre quando là inizierà a fare freddo e così ho preparato la mia borsa e attrezzatura clown pensando proprio a questo e a cosa poter fare per loro. Questa volta, visto che l’altra avevo patito un freddo cane, mi sono organizzato meglio, ho comprato un materassino visto che l’altra volta abbiamo dormito per terra, ho messo la felpa nello zaino , un paio di cambi “civili” e tre da clown visto che là si sta molto più vestiti da clown. Appena arrivato in Abruzzo al campo di Coppito mi hanno assegnato la responsabilità per 5 giorni del campo di Pianola visto che già avevo lavorato là e mi hanno messo in coppia con Prillo (una dottoressa clown di ridere per vivere che arrivava da Bologna), rispetto all’altra volta la situazione era diversa, innanzitutto abbiamo completamente sospeso il servizio clown nel campo di piazza d’armi per varie situazioni che non sto a raccontarvi, vi basti sapere che è tutto merito delle famose litigate tra associazioni clown, l’associazione di Tudisco ha tolto il camper appoggio in quel campo e la nostra presenza è così andata a puttane. Serviamo però ancora 4 campi ossia Pianola, Coppito alto e Coppito basso e Palombaia di Sassa. Con Prillo ci siamo subito trovati in ottima sintonia, tra l’altro adesso i clown vengono accreditati in un campo e possono lavorare solo là per cui non giriamo più come prima, da una parte serviamo magari meno campi ma con questa modalità nuova praticamente viviamo nel campo quasi tutta la giornata e stabiliamo veramente legami molto forti e belli con tutte le persone presenti per cui secondo me è quasi meglio. Ci hanno assegnato una tenda da otto solo per noi due con aria condizionata e riscaldamento come tutte le altre tende e stavolta c’erano perfino le brande per cui la situazione è molto più vivibile e meno stancante visto che almeno la notte adesso riposiamo bene. Il giorno fa un caldo infernale ed il campo è sotto al sole totale dalle 09 del mattino alle 18 la sera ma meglio il sole della pioggia. Le persone francamente sono arrabbiate e preoccupate ma a noi clown vogliono bene e si aprono molto, grazie anche al lavoro degli altri clown che ci sono stati prima di noi, ci permettono di entrare nelle tende e ci offrono continuamente da bere, da mangiare, il caffè e mille altre cose. Non vi posso raccontare tutte le persone poiché ci vorrebbe troppo ma vi assicuro che sono state tutte belle esperienze e in qualche caso abbiamo anche risolto cose importanti. In questo turno poi avevamo qua scout straordinari e due psicologhe militari stupende e abbiamo lavorato come un unico team, con unità di intenti e di lavoro, veramente una esperienza importante. La cosa che mi ha subito colpito è che le persone si ricordavano perfettamente di me e che gli avevo promesso che sarei tornato e apprezzano veramente molto che abbia mantenuto la promessa (che ho ovviamente rinnovato anche stavolta), il fatto di dirgli che ritorniamo e farlo davvero smuove in loro fiducia nei nostri confronti e aiuta il lavoro che svolgiamo. Stavolta la cosa più difficile è stata partire e non lavorare, vi giuro che sarei rimasto volentieri e spero anche presto di poter rivedere tutti. Il problema maggiore è che adesso ci sono pochi clown e la missione rischia di fermarsi, ieri ho spiegato molto bene questa cosa alla riunione e sia Ola che Schiettina hanno deciso di partire, grazie a loro la missione è coperta fino al 25 Giugno (c’era un solo buco dal 17 al 21), il problema è che dal 26 Giugno per adesso è vuoto e non vorrei proprio che questa cosa finisse in questa maniera, prima o poi dovrà finire è ovvio ma l’ideale sarebbe concludere col cambio di stagione, adesso il lavoro è molto cambiato, i clown cercano di far rientrare le persone nelle case che sono agibili poiché loro non si fidano, hanno paura e non vogliono dormirci, tra qualche giorno rientreranno nelle tende tutte le persone che erano sulla costa negli alberghi e qualcuno sarà forzato al rientro, sarebbe molto bello poterli aiutare in questo. La situazione delle casette in legno è orribile poiché lo stato ancora non fa niente e loro se le stanno costruendo a spese loro, una casetta di legno costa 40.000 euro, un container 6.500 euro e chi non ha soldi si attacca per adesso, quando arriverà settembre ci saranno tante persone a tremare nelle tende e con loro anche gli anziani e anche quelli allettati, inoltre a 100 metri da Coppito faranno il G8 e tante case là sono agibili, le persone stranamente vorrebbero rientrare ma siccome è zona rossa per sicurezza stanno ritardando la cosa e potranno rientrare solo a G8 finito, non dicono questo ovviamente, dicono dobbiamo ancora fare verifiche ma se una casa è agibile ormai lo rimane per cui l’unica spiegazione è quella del G8, tutti lo sanno ma nessuno lo dice ufficialmente (tra l’altro hanno fatto una specie di legge per cui durante il G8 saranno tolti dai campi il vino, il caffè e la cioccolata per i bimbi poiché dicono che queste sostanze eccitano le persone e poi per non eccitarle troppo stanno costruendo un albergo per ospitare il G8 perché loro non possono stare nelle tende, fanno un albergo che costa miliardi, paghiamo le spese del G8 organizzato prima e oramai cambiato e loro si devono comprare i container e le casette di legno, bello vero?) vorrei che i clown ci fossero a portare conforto e che almeno noi non ce ne fregassimo, ma per farlo non possiamo essere in 10 ma tanti, tanti davvero, io invito ognuno di voi a decidere di partire, prima di tutto dal 25 Giugno in poi poiché se non partiamo adesso e non continua la missione i clown saranno tagliati fuori e non avremo la possibilità di esserci dopo, come dire se emergenza è non potete aspettare di avere tempo, voglia, la famiglia a posto, tutto in ordine e magari anche la spesa fatta sennò non partite più e tutto salta, io spero di poter partire nuovamente tra l’ultima settimana di Luglio e la prima di Agosto ma per farlo bisognerà che la missione sia ancora in piedi, vorrei proprio che tra tante grandi associazioni che litigano fra di loro avendo a disposizione centinaia di clown sparsi sul territorio italiano la missione continuasse grazie anche alla nostra piccola associazione che conta si e no 15 persone attive, invito tutti voi a dimostrare coi fatti le cose, a prendere esempio da Ola e Schiettina e muoversi senza aspettare chissà cosa, non sarete mai a posto per partire e se aspettate questo addio alla missione, dopo tante parole fatte nelle riunioni dicendo che noi eravamo diversi, non litigavamo, volevamo agire insieme agli altri, a tutte le altre associazioni vogliamo fare così? Vi sembra normale? A me no.

Ciao a tutti

Nuvola

Giu 15, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

13 Giugno 2009

Bello questo turno.
Veloce, dolce, ovattato.
Gomitolo è stata leggera e luminosa e le persone che abbiamo incontrato hanno tutte percepito questa umiltà e disponibilità di fondo.Non avevo mai vissuto un turno così spontaneo, così familiare. Briciola era Briciola fin dalle 6 del mattino. Vestita di tutto punto e assonnata. Ha aspettato sotto il sole mentre pensava alla paura del sabato, al fatto che c’era tanta gente e che non si sentiva molto in sè. Invece è andata bene. Tutti ci hanno accolto e hanno condiviso molto del loro essere lì. Grazie a Gomitolo ho avuto il coraggio di parlare con una ragazza della dialisi con cui non ero mai riuscita a parlare. Ho rivisto Pietro e parlato di musica con Franco che mi sembrava un po’ più su del solito.

Da Briciola vi dico che per oggi sento che possono sfamare un pochetto anche le briciole e che delle volte, quando uno si sente piccolo, inadeguato, sfiduciato, questa sua piccolezza può diventare forza se addomesticata e vinta e resa ascolto e sorriso. So che divago, che non è un report “ortodosso”. Ma vi scrivo con il cuore aperto quello che sento e che voglio condividere.
Nuvola oggi torna dall’Abruzzo. Avrete sicuramente letto che se nessuno si muove il sipario si chiuderà inclemente su quella gente. Ma non è quanto nè come nè se si chiuderà. prima o poi succederà purtroppo. Ma è il perchè. se si chiuderà perchè avremo dato tutto, perchè ci saremo sfiniti, perchè avremo lottato, perchè avremo rinunciato e donato noi stessi allora avrà un senso. Se finirà per la nostra inedia, per la nostra pigrizia, per le mille scusanti che ci creiamo per non buttarci e per non fare davvero allora quella gente avrà tutto il diritto di sentirsi anche abbandonata. Non è un discorso per salvare il mondo, non c’entra niente, c’entra solo se abbiamo e vogliamo fare qualcosa davvero per gli altri. E questo qualcosa non sempre è facile, spontaneo, vicino. delle volte è una persona anziana che non fa che piangersi addosso, è una mamma che ha perso tutto, è una tenda scomoda, è il freddo dell’inverno senza un tetto. Se avete voglia di cambiare, di fare qualcosa per gli altri ma soprattutto di fare qualcosa per voi, non lasciate che tutto muoia così. Vi voglio bene, tanto, credo nel progetto fino in fondo, credo che tutti noi ci stiamo dando da fare, ma credo anche che chiedere a noi stessi di più sia importante, che fare qualche sacrificio sia necessario per assaporare davvero la vita con gusto, per non sentirsi mai sazi. Nuvola su questo ci insegna. Io l’ho visto stanco, abbattuto, sfinito, arrabbiato in Abruzzo. Eppure non ha esitato a tornare, nonostante tutto. Ed è questo che credo ci manchi, il coraggio di affrontare anche ciò che può spaventare, che può comportare fatica.
Scusate se ho scritto così ma lo avevo nel cuore.
A domani
un abbraccio

Giu 15, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

09 giugno 2009

Cari tesori nostri, ecco a voi il report di Briachella. Naturalmente non concordo sulla mia supposta saggezza (anche se a volte, una sana supposta può rappresentare il rimedio più saggio…), ma devo riconoscere a questa ragazza una maturità ed un’intelligenza a prova di etilometro!
Brava Briachella! Nessun ostacolo fermerà il tuo progresso umano. E tutti coloro che ti vogliono bene saranno fieri di te.

Formag

Stamattina mi sono alzata veramente felice.
Finalmente sono riuscita a trovare il tempo e le forze per fare un turno con il mitico e saggio Formaggino.
Prima di varcare le porte dell’ospedale ero molto preoccupata. Infatti erano passati molti mesi dal mio ultimo turno in ospedale e mi sentivo un po’ come se fosse la prima volta.
Formaggino come al solito molto gentile mi ha sostenuta e aiutata a riprendere il via.
Il primo reparto che abbiamo visitato è stato pediatria dove c’erano tre ragazzi che dovevano operarsi a breve, due bimbi piccolissimi (stupendi) ed una bambina con la febbre alta di nome Chiara. Quest’ultima mi ha colpito molto. Quando siamo arrivati dormiva profondamente e abbiamo evitato di svegliarla. Andando via dal reparto abbiamo visto che si era svegliata e che piangeva e abbiamo cercato di tirarla su con una canzoncina. Mentre suonavamo ci fissava sbalordita con i suoi occhioni azzurri e dolcissimi.

Dopo la pediatria siamo passati in dialisi. Ho conosciuto un sacco di persone e rivisto vecchie conoscenze che speravo con tutto il cuore di rincontrare. Sono stata felice di conoscere Franco (che mi ha raccontato delle conquiste fatte e dei cuori spezzati “da giovanotto”) Eleonora (mi sembra che il nome sia giusto… stasera son proprio di fuori) con la quale abbiamo parlato del famoso orto che Maria e Sandro hanno coltivato seguendo i suoi preziosi consigli.
Sento di essermi arricchita molto con questa esperienza specialmente di sguardi, sorrisi, parole (per non parlare dei saggissimi consigli di Formag).

Dott.ssa Briachella

Giu 11, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

05 giugno 2009

Ciao a tutti. Oggi vi scrivo di un giorno in cui mi sono sentita più Spugna che Stellina, in cui le persone mi hanno dato tanto. Intanto vi dico della Pediatria, a parte cose normali con due bimbi, c’è stato una bella prova a mio avviso di come il clown aiuti la diagnosi. C’era una bimba di 10 anni, Chiara, molto spaventata: con “i clown” la dottoressa è riuscita a capire meglio il modo in cui era in grado di camminare (seguendomi oppure avvicinandosi alla porta della camera per vedere un bimbo appena nato che passava di lì con mamma e nonna) e fare tranquillamente un tampone faringeo, oltre che la respirazione eccetera. E’ stata la prima volta che mi è capitata una cosa del genere e credo che dovrebbe diventare la quotidianità, il nostro scopo ed il nostro essere clown. Naturalmente a questo aggiungo il sostegno, il supporto, mentale ed affettivo che invece si dà, o meglio si cerca di dare, (e riceve sempre almeno così sento nel mio caso) in dialisi. Sono stata un po’ nipotina, un po’ portafortuna e un po’ “cara” in questa giornata…
E ora voglio parlarvi di Pietro di cui vi invito a vistare il sito:

www.pietrocipollaro.it

Ecco, oggi ho parlato solo con 3 persone in dialisi, soprattutto per il tempo in cui ho ascoltato lui. Non so se ho fatto bene o se avrei dovuto dedicarmi a più persone… ma ormai oggi è andata così. Pietro mi ha raccontato tutta la sua meravigliosa ed intensa vita: gli anni del fascismo, suo padre, i viaggi in nave in tutto il mondo, i musei, l’amore, le tragedie… Con tutto questo e la sua cultura mi ha insegnato molto e spero di aver l’occasione di parlare ancora con lui.
Infine vi saluto e colgo l’occasione per ringraziare un Formaggino sempre presente e d’aiuto, anche lui carico di lezioni di vita che spero di aver assorbito come una spugna.

Stellina

Be’… grazie Stellina per la tua umiltà. In realtà, come ti ho detto personalmente, non credo di essere un gran tutor, in questo periodo. Penso che senza persone come voi al mio fianco, i miei interventi a Ponte a Niccheri sarebbero ben poca cosa.
Riguardo a oggi, penso che Stellina abbia fatto bene a dedicarsi intensamente a quelle poche persone, come io ho fatto con pazienti come Gino 2, con cui non mi vedevo dal giorno della festa di compleanno dei suoi bimbi. Ah, tra l’altro, Gino mi ha dato una notizia molto bella: sua moglie, da tempo disoccupata, ha trovato lavoro. Non immaginate il sollievo che ho provato. Poi ho saputo che nelle settimane scorse se n’è andata la mia amica Stella, una paziente di quelle un po’ più anziane. La mia intesa con lei era dettata da varie cose in comune: ambedue terroni (io di Catania, lei di Palermo), ambedue particolarmente snelli, ambedue diabetici e… chissà quanto altro.
Ciao Stella, vieni a trovarmi in sogno e raccontami di dove sei adesso.
E poi devo dirvi di Chiara, quella bambina di pediatria. Ho sentito molta tenerezza per suo padre, che con occhi amorevoli assiste quel suo cucciolo che va un po’ più piano degli altri, che aveva paura e che io e Stellina abbiamo avvolto di carezze. E’ stata una visita che mi ha lasciato una traccia nel cuore.

Un pensiero speciale a quel pazzo di Nuvola, che torna in Abruzzo.

Non credo esistano persone paragonabili a questo strano scherzo della natura, a questo irripetibile miscuglio di bile e amore, a questo incomprensibile ibrido tra un angelo e un aratro arrugginito.

Vi voglio bene.

Formag.

Giu 5, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

28 maggio 2009

Mamma mia, quanta tenerezza trasuda dalle parole di Gentiana, la nostra dottoressa Vjeshta! Io e Ola abbiamo “battezzato” il suo primo turno ed è stato un profondo onore. Soprattutto per me, quasi apolide tra due meravigliose e coraggiose aquile d’Albania.

Un affettuoso abbraccio a tutti voi.

Formag.

Era li mio primo turno all’ospedale. Ed e’ stato infatti un po’ breve, ma anche abbastanza lungo da farmi abituare all’ambiente. Mi sono svegliata molto presto (non volevo in nessun modo essere in ritardo) per prendere l’autobus e alle 7 e 20 essere alla stazione S.M.N. dove mi aspettava Ola (Dott.ssa Farfallina). Questo turno si sarebbe fatto in tre: Io,lei e Formaggino. Io dentro di me sentivo un pizzico di paura per questa mia prima esperienza, ma il fatto che con me c’era anche Ola mi faceva sentire più sicura… In caso che io avrei dimenticato o sbagliato una parola in italiano (la mia più grande paura) lei mi avrebbe aiutata.
La sala d’attesa era piena di gente. Lì sono rimasta quasi completamente zitta e seguivo i movimenti di Dott.ssa Farfallina e di Dott. Formaggino…
Poi siamo andati a pediatria. Mi è sembrato di entrare nel mondo delle favole, con tutti quei bei disegni sui muri… abbiamo incontrato soltanto due bambini: Sasha, con i suoi occhi un po’ tristi, ma intelligentissimo e Matteo, tutto sorridente.
Poi, a dialisi, la comunicazione mi è resa molto più facile. Io non ero mai stata in dialisi e tutte quelle apparecchiature e la gente legata a quelle mi hanno fatto una forte impressione.
Ci siamo divisi in due “gruppi”: io e la Farfallina in una stanza e Formaggino in un’altra.
Tutti erano molto gentili e con tanta voglia di parlarci. Un momento che non dimenticherò mai riguarda un signore che io e Ola (non so come) abbiamo dimenticato di salutare. Lui ci vedeva e quando mi sono avvicinata mi ha stretto la mano molto forte. Gli infermieri ci hanno detto che parlava poco e che poteva rispondere solo alle domande dirette. Stringendogli la mano mi sono sentita più vicina a lui…
E così è finito il mio primo turno. Avevo tante cose su cui riflettere. E l’ho fatto aspettando l’autobus per ritornare a Firenze. Non l’ho aspettato neanche poco, ma 2 lunghe ore… Quel giorno c’era lo sciopero….

Dott.ssa Vjeshta

Giu 4, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

01 Giugno 2009

E’ la prima volta che aspetto così tanto prima di scrivere un report. Di solito lo scrivo subito per avere ancora fresche le mie emozioni, ma stavolta non ce l’ho fatta perché quello che ho vissuto mi ha travolta e ho preferito passare un paio di giorni immersa in quella moltitudine di sentimenti prima di metterli per scritto. Comincio con il dire che lunedì mattina ero a dir poco terrorizzata. Tra una cosa e l’ altra era passato molto tempo dal mio ultimo turno e avevo paura di non saper fare più nulla. Il secondo fattore di stress era il fatto che il pomeriggio avevo una visita medica molto importante che avrebbe deciso del mio stile di vita dei prossimi mesi e che, nel peggiore dei casi, avrebbe riportato anche me in un letto d’ospedale. In sala prelievi non sapevo davvero che fare..arrancavo dietro Nuvola e mi sentivo molto inutile. Fortunatamente c’era molta gente ed erano tutti ben disposti verso di noi e sono finita a chiacchiera con una ragazza e sua madre e ci siamo messe a parlare di fotografia,di New York,della scuola d’ arte, mi ha fatto rispolverare una parte di me. In dialisi erano in pochi perché molti hanno deciso di aderire alla gita al mare. Ecco, lì me ne sono stata davvero impalata..ero a disagio e non sapevo da dove cominciare, guardavo quei letti e riuscivo solo a pensare alla mia paura, alle mie preoccupazioni per la visita del pomeriggio. Nuvola mi ha incoraggiata ad andare a parlare con un paziente da sola ma non me la sono sentita, gli ho detto che preferivo continuare a seguirlo. Stava parlando con la signora Sara quando ad un tratto ho sentito i discorsi familiari: lei non voleva stare lì, è una donna abituata a girare il mondo, a conoscere, a vedere posti nuovi e un letto d’ospedale non le si addiceva proprio. E a quel punto ho parlato: Le visualizzazioni. Io mi sono abituata a fare questo quelle in queste situazioni. A quel punto Nuvola, attento e sensibile come al solito, ha deciso di lasciarci da sole.. e io e Sara abbiamo cominciato il nostro viaggio, siamo partite dal mare,il mare agitato dell’ inverno che però ci trasmette un’incomprensibile calma interiore, forse perché è un po’ come noi, libero e indomabile. Poi abbiamo visitato la Polonia, la Svezia e alla fine la meravigliosa Parigi. Alla fine della visualizzazione la signora aveva gli occhi che le brillavano e sembrava rivedesse ancora tutti quei posti e rivivesse quelle avventure e, guardandomi con aria seria mi ha ricordato di vivere fino in fondo la mia vita, di non lasciar scappare nulla. A quel punto mi sentivo forte, mi sentivo ricaricata e pronta a parlare con qualsiasi paziente perché in fondo: chi poteva capire meglio un malato di un altro malato? O, ancora meglio: chi poteva capire meglio una persona di un’altra persona? Perché, come ho potuto bene aver modo di ricordare, le paure sono le stesse, le gioie le stesse e anche i bisogni sono uguali per tutti. Ho raggiunto Nuvola nell’ altra stanza e mi sono diretta con aria sicura dalla paziente che più mi ha sempre spaventata: Margherita. Come al solito lei mi ha detto di quanto stesse male, di quanto tutto fosse ormai brutto e senza senso. Nulla di nuovo in questo. Ma a questo punto ho fatto io qualcosa di diverso: le sono rimasta accanto e ho continuato ad ascoltare. E mi sono accorta che forse era questa la chiave, lei non voleva allontanarmi con quei discorsi,voleva semplicemente che ascoltassi la sua sofferenza. E l’ho fatto, mi sono esposta, ho condiviso. Ed è a quel punto che l’anziana signora mi ha fatto il regalo più bello: mi ha sorriso e mi ha detto grazie. il ringraziamento è stato importante non perché io avessi bisogno di una ricompensa ma perché mi ha dato conferma del fatto che davvero siamo riuscite a stabilire una connessione, un qualcosa che ha arricchito entrambe e questo è stato impagabile. Ci sarebbero tante altre cose da raccontare, la complicità creata con Valentina, la bambina di 10 anni più sveglia che abbia mai conosciuto, il 16enne che si era ingoiato il pearcing alla lingua (immaginatevi i commenti di Nuvola) e i gemellini Emma e Raffaele. E’ stato un turno intenso, il più difficile che abbia mai affrontato ma anche quello che mi ha lasciato e insegnato di più. Un’esperienza davvero unica, soprattutto grazie alla guida di Nuvola che è riuscito di nuovo a far convertire il mio dolore e in gioia e comunicazione. Il pomeriggio sono andata alla visita medica portando il turno con me, sentendomi ancora Sole, lo psichiatra l’ha visto ed è andato tutto bene.

Grazie Nuvola, grazie a tutti, davvero, ora più che mai.
Un abbraccio a tutti

Sole

Giu 4, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments
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