24 Luglio 2009

Inizio questo report di Stellina rispondendo alle sue domande, io non penso che il nostro modo di lavorare sia limitato, in realtà non è neanche proprio spontaneo poiché io personalmente ci ho messo anni per riuscire a fare ciò che volevo, probabilmente sembra spontaneo ma io penso molto prima di dire o fare qualcosa, poi cerco di buttarlo come se fosse una improvvisazione ma molto poco di ciò che faccio è davvero improvvisato, parecchie cose e situazioni che creo sono già state fatte molte altre volte e so precisamente dove andremo a parare e dove arriveremo con il discorso, ovviamente siccome cambiano le persone con le quali interagisco non sempre è proprio uguale ma più o meno viene fuori ciò che desidero esca, e non penso sia limitato poiché le persone si aprono davvero e se uno lo fa con me che neanche mi conosce io penso di averlo superato il limite e non di averlo creato, per quello che riguarda il pianto invece ho una mia teoria personale, ossia se io riesco a far tirare fuori delle sensazioni dolorose alle persone queste sensazioni escono e poi dentro fanno meno male di prima, per me è un onore quando qualcuno si fida a piangere con me e sento che quella volta è andata davvero bene, penso sia cretino che il clown debba far solo ridere e penso anche che se in una situazione non c’è niente da ridere io non devo forzare il riso e sentirmi realizzato solo se ho fatto ridere, io personalmente tengo al pianto e alla risata nella stessa maniera ed entrambe mi dicono che il turno è riuscito bene e comunque per me fare questo lavoro vuol dire proprio condividere insieme delle sensazioni, qualsiasi esse siano, quando ti trovi davanti a una madre che ha perso un figlio da poco meno di due ore che cazzo c’è da ridere? Se io trovassi un clown che mi vuol far ridere gli tirerei un comodino sulla schiena….se invece trovassi un essere umano col naso rosso che magari lo abbassa un attimo come se fosse un rito fatto apposta per me e mi permettesse di parlare o di non parlare se non voglio ecco, là mi sentirei compreso….io raramente mi tolgo il naso ma quando lo faccio ha un senso profondo e penso proprio che si avverta, magari poi abbraccio una persona e sto là, fermo e zitto per 5 minuti, poi gli accarezzo la testa e me ne vado in silenzio, ogni volta che ho fatto questo le persone mi hanno ritrovato dopo anni, si sono ricordate di me e mi hanno ringraziato….ecco per questo non lo sento affatto limitato ma se qualcuno di voi lo sentisse limitato allora trovi qualcos’altro da fare che vada bene per lui o per lei, io però sono a posto così e non penso di cambiare il mio metodo che finora ha funzionato bene e senza darmi sensazioni di errore ma voi siete libere di sperimentare ciò che volete. Poi per quello che riguarda il discorso che questo lo potrebbe fare chiunque ho i miei dubbi, se per chiunque si intende un parente è ovvio che se uno sta male si sfoga con un parente ma ricordatevi sempre che sfogarsi con un parente non sempre è possibile e comunque è diverso che sfogarsi con un perfetto sconosciuto che poi non rimane coinvolto nel proprio dolore e che poi non va consolato a sua volta come si farebbe con uno zio o con un fratello, inoltre non penso che qualunque sconosciuto possa far sì che le persone parlino con lui, a me molto spesso le persone raccontano la loro vita e non penso lo farebbero con chiunque. Stellina poi si chiede come si fa a tirare fuori un sorriso quando la sofferenza e i problemi sono tanti, io rispondo invece con una domanda…..in queste situazioni siete assolutamente sicuri che un sorriso aiuti? Io lascio a voi la risposta, la mia la conosco bene.

Per finire questo lungo inciso devo dire che nell’ultimo turno fatto con Cherida abbiamo trovato una signora, Ione, che stava molto male, non camminava bene e si era fatta una operazione a proprie spese per la bellezza di 42.000 euro e che non ha nessuno che la aiuta per fare le commissioni, le ho dato il mio telefono e quello di Formaggino dicendole che se ad agosto aveva un problema poteva chiamare e che noi l’avremmo aiutata, per cui fino al sette agosto io ci sono ma dall’08 al 22 se chiama per favore aiutatela perché ha davvero bisogno, detto fra noi la signora Ione è molto orgogliosa e dubito chiamerà ma almeno sa che qualcuno c’è e pareva molto più tranquilla dopo la nostra chiacchierata, basta ciao a tutti.

Nuvola

Ho fatto il turno con Cocci Nella, devo dire che è stato un turno piacevole e rilassato. Abbiamo fatto un esercizio molto bello di Cocci per entrare in sintonia tra di noi (che potremmo fare anche alle riunioni tra l’altro), poi abbiamo saltato la sala prelievi e ci siamo dirette in pediatria dove però c’erano soltanto i piccolissimi Riccardo e Matteo con le loro mamme e le lampade per diventare abbronzati (in realtà per l’ittero ovviamente). Dunque è stato un turno praticamente dedicato per intero alla dialisi: stranamente non ha pianto nessuno con me!!! Incredibile! Questa cosa del “piangere” mi divide un po’….cioè: è una cosa positiva che le persone piangano col clown? Il clown in ospedale in fondo a cosa serve? Mi sto chiedendo un po’ questo: se si limitasse a far ridere e a tirare su il morale non sarebbe la filosofia di Patch Adams che stiamo seguendo, il clown-dottore deve sicuramente creare una empatia con il malato e caricarsi un po’ della sofferenza che grava su questo. Se si sfoga tramite il pianto, probabilmente non ha importanza e significa che era il bisogno di quella persona in quel momento, perché non sempre si ha voglia e necessità di ridere. Ma qual’è allora il senso? Se vado per portare un sorriso, un sollievo e si ha invece solo un pianto, una confidenza sincera sui propri dolori legati non solo alla malattia, ma alla vita in generale…ecco, in quel turno ho svolto il mio dovere? Perché è questo che mi capita spesso. Forse dopo il pianto ci dovrei riuscire a tirar fuori un sorriso! Ma come si fa a trovarlo quando la sofferenza ed i problemi sono tanti? Come si può fare a portargli qualcosa che sia di più del sentire, del condividere insieme? Perché a volte sento che questo non basta e lo potrebbe fare chiunque. Abbiamo parlato un po’ con Cocci e lei ha qualche idea, forse una piccola soluzione che sta nell’integrare il nostro modo di essere clown, spontaneo e sincero ma a volte limitato, con quello che è la sua esperienza precedente di clown in ospedale. Credo davvero che questa possa essere una ottima occasione e che mi, forse ci, potrebbe far migliorare. Un grazie e tanti complimenti a Cocci Nella, oltre ad un “Bentornata!!!” alla stoica Schiettina Saluti a tutti.

Stellina
Una piccola nota sulla festa da Francesco: grazie a tutti per questa meravigliosa giornata di cui avevo immensamente bisogno. E scusate se ho accidentalmente dimenticato il tappa-naso a casa!
Lug 28, 2009 | Posted by in Blog | 1 comment

18 luglio 2009

Eeeeeeeeeh…
Pituffo è davvero in gamba! Si vede che Briciola l’ha tirata su bene!* Il turno con questa neofita sui generis (visto quante parole di un certo livello una dopo l’altra?!) è stato una vera passeggiata. Nella mia valigetta, ieri, ho riportato a casa una bella e profonda chiacchierata con un’infermiera della dialisi: le parole che ci siamo detti erano come una serenata a “M’illumino”, un sussurro d’amore a tutti noi.

(*) per chi non lo sapesse, Pituffo è Rossella, la mamma di Briciola…

Bachi e abbacchi a tutti.

Formag

Ed ecco il reporto di Pituffo…

E’ stato – in assoluto – il mio primo turno: mi ha tenuto a “battesimo” Formaggino che ha la capacità di farti sentire subito a tuo agio, trasmettendoti tranquillità e leggerezza. Così tutti le mie domande, cosa avrei detto, cosa avrei fatto, chi mi sarei trovata di fronte …. non avevano senso: dovevo essere solo me stessa. Punto.
Niente sala prelivi. Siamo subito andati in Pediatria: lì abbiamo incontrato Giulia. Formaggino ha preso la situazione in mano e fra un discorso no-sense e l’altro ha cercato di alleggerire l’attesa della dimissione. Poi un tuffo fra i piccolissimi: indescrivibile la tenerezza provata.. Le infermiere poi mi hanno messo a mio agio sentendo che ero una new entry.
E poi in dialisi. Vi confesso che l’impatto è stato da pugno nello stomaco: chi dormiva, chi sonnecchiava, chi con gli occhi mandava messaggi. Tutti attaccati a quelle macchine che non ho volutamente guardato, mi sono concentrata su quegli occhi e così senza sapere neppure per quale strana alchimia mi sono ritrovata a parlare con Mario di carte, bocce e muri di pietra, o con Elisabetta, dei suoi nipoti che con il suo sorriso mi ha trasemsso tutta la saggezza di una vita passata nei campi. E ancora con Franco, con Leonardo, con Marcella. E ho incrociato gli occhi di Viola, una ragazza che potrebbe essere mia figlia: i suoi occhi di una profondità e di una luce che non ti dimentichi, e che mi hanno detto più di quanto – da sotto la maschera dell’ossigeno – ho potuto capire. A tutti ho lasciato un fiorellino di carta che sorride, pensavo fosse banale e un po’ infantile e invece ho visto che nel reparto alla fine spuntavano dai taschini delle uniformi tutti questi sorrisi.
Sono uscita “ubriaca di umanità”, profondamente onorata di aver ricevuto sguardi, sorrisi, strette di mano. Spero di tornare presto a trovarli.
Grazie a Formaggino per l’incoraggiamento e la disponibilità
Pituffo

Lug 19, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

17 Luglio 2009

Erano passati quasi due mesi dal mio ultimo turno ad ospedale…ed ero continuamente un po’ in ansia di come mi sarei trovata e come avrei trovato il mio essere clown dopo l’abruzzo… Ultimamente mi stanno succedendo tante cose tutte insieme e un po’ velocemente e cosi che personalmente mi sentivo stanca ed anche un po’ giù quella mattinata.Nonostante tutto è stato un turno veramente molto interessante, incontrando diversa gente,parlando della loro e della nostra vità,ognuno con le proprie cose,il proprio lavoro ed i propri problemi…parlandone ti convinci ogni volta di più di come il tuo naso rosso ti aiuta nel entrare in diversi mondi in altretanti diversi modi e quantità… Capisci di come è strana la vita,com’è ingiusto di solito qst mondo…cerchi di capire il perché,cerchi di qua e di la ma non la trovi in nessun modo,da nessuna parte…Una signora ne spendeva ieri 88 candeline,un altra mi parlava di com ‘era brutta la vecchiaia,stava sola con nessuno chè l’aiutava,aveveva un solo figliolo ma lui con il suo lavoro ed i sui problemi …un altro signore di 80 anni ne viveva con la sua moglie anche lei anziana e con tanti disturbi,le ossa che lì regevanno di poco e lui in carrozzina…O dio ti senti veramente una piccolissima gocciolina inutile in questo enorme universo pieno di problemi… In dialisi abbiamo incontrato Gino&Gino,gino che giustamente ne era stuffo di tutti quelli esami che ne fa in continuo e di continuo li manda a pisa con la speranza che un giornio o l’altro entri anche lui in lista ..xrò…,il discorso poi è precipitato in Albania, nel mio paese, del quale gli stavo dicendo di come lì tutte queste apparecchiatture non esistono nemmeno,la dialisi c’è soltanto a Tirana.,di come fa schiffo la sanità lì…., Francesco l’ho trovato abbastanza bene,come sempre molto gentile, ci ha di nuovo invitati tutti nella sua casa,in piscina …purtroppo non ci siamo fermati tanto perchè dovevamo parlare con il direttore della direzione sanitaria… Dell’ incontro con lui ci voglio parlare,mi voglio fermare un attimo qui perché è stato veramente impressionante e…non lo so quando sentivo Nuvola ché lì parlava con tutto il cuore,io sinceramente tremavo … “why all good things go to the end??????????????’ Dio buono quando mai arriverà il momento che dirà basta alle ingiustizie,basta a tutte le cose che funzionano veramente al inontrario ,basta che tutta la gente disonnesta manda avanti questo mondo nel verso più sbagliato,chè quelli forti e potenti diventino sempre più forti,più potenti e sempre più crudeli calpestando chì è onesto,chì è piccolo e chi vive con il giusto,chi fa le cose col cuore e chi cerca di cambiare questo schiffo di mondo per bene… Nuvola stava cercando di spiegarli il perchè nessuno ci aiuta,di perchè tutti ci dicono ” che belli,che belli ,che bella cosa “,,perchè tutti parlano cosi tanto e in realtà non fanno niente,in realtà non lì interessa niente se ci siamo oppure no,non gli interessa niente della gente che sta lì,di come una sofferenza può ridursi ,di come la giornata di una persona ad ospedale ,una persona in dialisi,un attesa può rendersi menno brutta,chissà magari anche un po’ interessante,diversa…per lo meno si puo regalare un sorriso,una parola in più…perchè,perchèèèèèèèèèèèèèèèèèè????????????????????????????????nessuno fa qualcosa che questo proggetto non muoia????????????????? ma vi sembra giusto che Nuvola e Formaggino che stanno veramente dando il cuore a questa cosa,che stanno facendo un bellissimo lavoro ad ospedale,che stanno formando i “futuri medici senza chiederci niente,neanche un centesimo,anzì dandoci delle rimborse spese”,quando in tutt’Italia questi futuri medici si formano pagando chissà qunto milla euro??? …stanno dando tanto ad ospedale e stanno dando tantissimo pure a noi (gli studenti di medicina ed infiremeristica,il futuro del ospedale),ma non conta proprio niente di bello in questo mondo?????? Ringrazio tantissimo Nuvola e che sappiano sia lui che Formag.che noi siamo tutti con voi e che abbiamo tanta fiducia che questa cosa la troverà la soluzione che ne merita,che fino a poi lo capiranno che è proprio delle vere cose ,fatte onnestamente e col cuore che qst realtà ne ha bisogno. Un abbraccio fortissimo:
dott.ssa Kotelka.
Lug 18, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

11 luglio 2009

Carissima congrega claunesca, ecco a voi il report di Vjeshta. Io dico solo che con lei mi sono trovato ancora una volta molto bene: ho potuto apprezzare la sua maturità e il suo carattere davvero brillante. Aggiungo solo che a dialisi abbiamo trovato un paziente nuovo, un ragazzo di circa 20 anni. Era al suo primo ciclo e appariva un po’ “sbattuto”. Ho fatto appena in tempo a scambiare con lui poche parole, perché lo stavano già staccando. Comunque, gli ho dato il mio “arrivederci” a sabato prossimo, spero che ci rivedrà volentieri…
Un affettuoso saluto a tutte e a tutti.

Formag.

Il mio terzo turno all’ospedale… Il numero 3 mi ha sempre portato fortuna… Sull’autobus, andando all’ospedale stavo pensando come sarebbe stato questo sabato… Mi sentivo un po’ stanca e con la voglia di dormire ma poi tutto è passato molto presto perché seguivo il cammino per scendere alla fermata giusta.
Sono arrivata in anticipo ed ho aspettato Formaggino. Una volta arrivato, ci siamo preparati e siamo entrati all’ospedale…
Siamo andati prima in pediatria… Lì abbiamo incontrato Alessio, un bambino molto simpatico, che era insieme alla sua mamma… Ah,si… c’era anche il babbo, praticamente tutta la famiglia. Loro dovevano scendere alla sala prelievi perché il bambino doveva fare le analisi al sangue e noi abbiamo deciso di accompagnarli. Ecco, il nostro primo compito per quel giorno: distrarre un po’ Alessio, cosi l’ago non gli avrebbe fatto troppa paura…
La sala di prelievi me è sembrata piu’ tranquilla delle altre volte…. Abbiamo salutato la gente che stava aspettando il proprio turno e siamo entrati ad accompagnare Alessio e la sua mamma… Devo dire che Alessio si è dimostrato un bambino coraggioso… E anche noi, perché non e’ svenuto nessuno (Nuvola ne sa qualcosa…).
Dopo abbiamo lasciato la sala prelievi per andare a dialisi, dove ci siamo fermati piu’ a lungo. Ho incontrato la gente che sta li’ ogni sabato: la signora molto gentile (non so il suo nome), il signore che nel mio primo turno mi ha stretto la mano, i piu’ giovani, tra i quali anche la Viola. Lei stava leggendo il sesto libro della serie di Harry Potter, cosi come due vere fans di quel personaggio,ci siamo messe a ricordare i più bei momenti della sua storia.
E dopo aver salutato tutti, abbiamo lasciato l’ospedale per continuare ciascuno le sue attivita’ di ogni giorno.
Ciao.
Dott.ssa Vjeshta

Lug 14, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments

03 Luglio 2009

Ciao a tutti, vi parlo del mio secondo turno all’ospedale. E’ stato un piacere lavorare con Nuvola, anche se purtroppo non era sereno a causa dei recenti fatti, di cui io ho appreso sul posto direttamente da lui. Mi sono resa conto di quanto sia importante la collaborazione tra i due clown, il sostegno che essi devono darsi a vicenda. E’ stato un turno molto intenso, non facile, ma che ricorderò con affetto. In sala prelievi c’era un bambino di soli quattro anni, accompagnato dalla nonna, al quale non trovavano la vena. Era un piccoletto con un bel sorriso, che aveva preso a chiamare Nuvola “Pinocchio”!! Mi hanno chiesto di portarlo a fare un giretto e abbiamo comprato un set giocattolo costituito da scudo e spade per affrontare la battaglia. Poiché aveva comunque paura per il prelievo ho provato a insegnargli una formula da ripetere, ma non è servito perché al momento del prelievo si è agitato piangendo. Che sorpresa però vederlo sorridere di sollievo alla fine! (Nota di Nuvola: Giallo d’uovo non l’ha scritto ma io ovviamente dopo dieci minuti sono uscito e sono svenuto a giro per l’ospedale, questa volta ho provato la comodissima poltrona dell’accettazione all’ingresso dell’ospedale e la povera Giallo d’uovo ha dovuto aspettare dieci minuti perchè potessi riprendermi, il resto è andato tutto bene). In dialisi abbiamo visitato tutte le persone che c’erano ed è stato molto divertente, perché erano quasi tutti di buon umore e felici di lasciarsi contagiare. Dico “quasi tutti” perché c’era il signore che ripete sempre di voler morire e al quale con Nuvola abbiamo applicato una “terapia d’urto”… Sulla strada per la pediatria ci siamo fermati da quelli che si erano infortunati a una gamba o a un piede e abbiamo eletto il caso di frattura più assurdo. Infine in pediatria ci siamo ritrovati in una camera con tre famiglie e si è discusso dei vari lavori assai particolari da loro svolti. Mi ha colpito come Nuvola sia stato in grado di coinvolgere più persone contemporaneAmente, il che è positivo perché ciascuno può dare il proprio contributo all’atmosfera e fare come da spalla al clown.
Io devo ancora lavorare sulla mia modalità di approccio alle persone, capire quella a me più congeniale. Ma mi sa che la cosa migliore è lasciarsi andare e buttarsi.
Un grazie a Nuvola, che lotta per non lasciarsi abbattere dalle avversità e cerca di reagire il più positivamente possibile alle difficoltà quando si tratta di aiutare le altre persone.

Dott.ssa Giallo d’uovo


Lug 8, 2009 | Posted by in Blog | 0 comments
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