19 Febbraio 2010

Carissimi clauni buongiorno, scusate il ritardo nell’invio di questo report maho avuto un sacco di roba da fare in questi giorni.Siccome Varechina non stava ancora bene ho fatto il turno con Gorkji, o megliocon la Dottoressa Oliviona. Ho iniziato da solo in sala prelievi e poi versole nove e mezzo è arrivato Gorkji, abbiamo iniziato dalla dialisi, Olivionaera in vena di fare diagnosi e questi sono stati i suoi consigli ai pazienti:
La domanda che gli facevo era sempre la stessa per ogni paziente: “Che cosadeve fare per stare bene o per guarire?”
Ha detto a Gino giovane che quest’anno dovrebbe essere PIU’ sposato…….

All’altro Gino ha detto invece che siccome non è ancora sposato magari sarebbel’ora di iniziare a pensarci

Si è poi avvicinato a Giorgio, l’ha salutato e gli ha detto: Tra poco vieneAprile e arriverà la primavera….esci e annusa i fiori….ti farà bene

E’ arrivato poi il turno di Francesco al quale ha consigliato di fidanzarsi…e di trovare una brava ragazza

A Patrizia invece ha detto che lei dovrebbe sforzarsi di più

Secondo me, se conoscete le persone, non ne ha buttato di fuori nemmeno uno…ma lo stupore mi è venuto quando abbiamo parlato con Pietro, che penso non lo avesse mai visto prima, gli ho chiesto:” E a Pietro che cosa gli diciamo?” e Gorkji ha risposto tranquillamente:”A lui diciamo solo auguri….lui fa da sé”….non so come abbia fatto ma è perfettamente vero che Pietro fa da sé e non
gli si deve dare consigli……..
Siamo poi passati in pediatria, non c’erano tanti bimbi e abbiamo parlato con una bimba e un bimbo che però non avevano niente di importante e Gorkji ha parlato con loro, gli ha dato qualche consiglio ma non molti…..era stanco e secondo me avere azzeccato tutta quella roba deve stancare davvero molto…..abbiamo poi parlato con le neo mamme e una si è fatta la fotografia
con Oliviona poiché quando si sono presentati è successo questo:”Piacere….Oliviona….piacere Olivia…e chiamandosi quasi uguale hanno fatto una bella foto ricordo. Il turno è stato bello e piacevole….vi saluto tutti…alla prossima

Nuvola

Feb 25, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

15 febbraio 2010

Mi sveglio nel silenzio di questa casa dove c’è molto da rattoppare, molto da restaurare. C’è anche della muffa in qualche angolo. Disordine in quasi tutte le zone di quello che è il mio territorio. Mi chiedo se sto parlando della mia casa o della mia vita.
Mi sorrido dentro per la gratitudine ai termosifoni, che da bravi si sono svegliati un paio d’ore prima di me, che preparo il caffè. E poi lo bevo calmo.
Per la strada penso che oggi farò il turno da solo. E penso che forse dovrei uscire al primo casello e tornare indietro, perché non so se ce la faccio.
Poi ricordo che ho un impegno (devo consegnare a Gomitolo del materiale per Nuvola) e – porcazzozza! – mi tocca andare. Ma posso sempre starmene fuori a fumare e ad ingannare il tempo.
Ma poi ricordo un’altra cosa, più tassativa della prima: lunedì scorso avevo promesso ai pazienti di Dialisi che al prossimo turno (ovvero quello di oggi) mi sarei fermato a lungo da loro.
E allora vado.
E sento come uno sperone di roccia a cui aggrapparmi anche Maria (la nostra affezionata rom) che come al solito mi chiede i soldi per la brioche. Afferro con la fiducia di un bambino anche lo sguardo amichevole di Cinzia, che mi saluta dal casottino-cassa del parcheggio. Non dò più di tanto peso all’espressione di circostanza di persone che per mesi ci avevano espresso solidarietà, ma che proprio adesso che ci possono aiutare concretamente… si sono un po’ “irrigidite”. E’ la vita.
Entro in ospedale e mi sento un fantasma. Quasi spero di passare inosservato. Ho bisogno di arrivare in fretta in Dialisi.
E allora quasi corro, non so con quale faccia tra cappello e collo (avrei voluto sdoppiarmi e vedermi…)
Sono a metà del lungo corridoio e sto per mettere il silenziatore al telefono, quando mi chiama mia mamma: ieri è morto per infarto Alberto, mio coetaneo e mio datore di lavoro per qualche anno, un po’ di tempo fa. Un rapporto di stima e di rispetto ci legava e io ingoio questo rospo spinoso e amaro e vado avanti per il corridoio, mentre lo xilofono dell’anima mia suona note che potrebbero essere di Berio (ascoltare per comprendere… insomma non è Mozart… ma nemmeno Wagner…).
Chiamo Pediatria e avverto che oggi non mi vedranno, ma in caso di urgenza mi possono trovare lì, in Dialisi… E poi mi lascio andare ad un abbraccio di quasi tre ore. Accolgo a mani aperte l’affetto di persone che mostrano di capire il mio stato d’animo.
Stanza dopo stanza mi sento sempre più sereno e penso che ormai ce l’ho fatta.
Tutto qua? Sembrava chiedermi la mia coscienza clauna… Certo! Gli rispondevo io… che cacchio vuoi di più?! Dai, l’ultima camera e poi hai fatto il tuo buon lavoro!
E nell’ultima camera mi aspettava Pietro. Non sono andato subito da lui, perché intorno gli stava armeggiando un’infermiera con cuffia e mascherina. Anche Pietro aveva cuffia e mascherina: e intuivo che il carnevale non c’entrava una mazza…
Allora mi fermo a parlare con altri pazienti e ogni tanto butto un occhio e un orecchio verso il letto di Pietro: l’infermiera sta ingobbita sul suo braccio destro e Pietro si lamenta per il dolore. Io ho il magone… che diavolo faccio?! Pietro si lamenta ancora e non mi sfuggono i suoi occhi che sbucano sopra la mascherina: ma io sono quasi di sasso e me la sto facendo sotto (davvero un bel tutor! ci sarebbe da girare un video e mostrarlo ai congressi tra un lucido e un brainstorming!).
Poi è quasi come se mi ricordassi del perché sono lì e decido che non me ne frega niente se sverrò o se vomiterò. Qualsiasi cosa farò, la farò con il cuore.
E con lo stomaco.
E allora chiedo a Pietro: posso fare qualcosa per te? Posso farti un balletto? Una ruota? Cantare “Strangers in the night”?
Mi sono precipitato accanto a lui e piantato i miei dannati occhi su quel martoriato braccio. E gli ho stretto la mano. E le nostre mani sudavano.
E abbiamo parlato di mogli, di figli, di amore e di solitudine. Di forza di andare avanti. E di 15 anni di sofferenze.
Pietro mi ha ringraziato.
Ma io non lo ringrazierò mai abbastanza.

Vi voglio bene.

Formag

Feb 15, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

12 Febbraio 2010

Buongiorno cari clauni, devo dire che vewnerdì è stato un bel turno…intanto dico che ho deciso di lasciare Stekllina a lavorared a sola con Gorki per quasi tutto il tempo perchè da adesso in poi qualche volta farò così con chi fa parte del mondo clauno dca qualche tempo….siete tutti molto bravi e quindi vorrei che iniziaste a appoggiarvi su voi stessi….non che non lo fate ma se a volte sarete soli allora ci crederete ancora di più….il progetto deve necessariamente migliorare costantemente e voi siete talmente splendide persone che non potrà non farlo….Stellina se l’è cavata egregiamente e ha condotto un buon turno…io ho stabilito invece dei legami con l’assistente sociale poiché abbiamo fatto un lavoro congiunto su un paziente che era un poco depresso….ho lasciato Stellina e Gorki e sono andato in chirurgia d’urgenza…abbiamo fatto alzare questo paziente dal letto che era una settimana che non lo faceva, l’ho aiutato a pettinarsi, farsi la barba e poi siamo andati a prenderci un caffè al bar con la sua carrozzina….mi è parso rilassato e felice di lasciare il suo letto dopo una settimana di noia…..non abbiamo fatto molto ma mi è sembrato importante per lui….di ciò che abbiamo poi parlato con l’assistente sociale ve lo dirò alla riunione prossima….insomma un turno costruttivo, inovativo e molto divertente grazie anche alla prersenza di Gorki che è sempre bravissimo ad interagire con chiunque…..adesso vi lascio ai report di Gorki e di Stellina….
Nuvola

Report di Gorki:
primo punto sono stato benissimo,
secondo punto ho lavorato bene,
terzo punto ho parlato con medici e infermieri.

Devo dire che fare un turno con Gorki è stata una bella sorpresa, è stato indipendente, mi ha aiutata dove io ho più problemi, in Pediatria per esempio con i medici e le infermiere ha fatto da tramite e tutti, vi dico tutti, diventano di buon umore con Gorki. Anche Giorgio si è calmato, lo ha ascoltato.
Penso sia così perchè la gente percepisce che lui non ha filtri, che ha sincerità e purezzad’animo. E poi vuoi mettere quando uno ti si presenta come dottoressaOliviona?
Ci siamo divertiti molto. Passo al mio report. Oggi Nuvola mi ha accolta con un bel da oggi si cambia (che fortuna) …insomma in poche parole, ma penso che vi spiegherà tutto Nuvolicchio, ho condotto il turno da sola (con Gorki però che mi ha aiutata davvero tanto) . Nel frattempo Nuvola è andato a cuocere le patate a casa per la Timmi e a fare a testate con Humphrey…no via, ha fatto invece una cosa molto bella in chirurgia,con la collaborazione delle assistenti sociali ha fatto visita ad una persona con depressione, e vorrei tanto che lui ci raccontasse un po’ del suo turno di oggi.
In Dialisi siamo stati diverso tempo, tornando a fine turno a salutare di nuovo tutti. C’è stato un clima allegro e un coinvolgimento maggiore delle infermiere. Come al solito quel reparto e quelle persone sono un intreccio di vite, che ti si presentano davanti con tutta la loro forza, drammaticità, valori semplici e fondamentali, difficoltà e speranze. In Pediatria non è successo niente di particolare, salvo il mio trambusto interiore dovutoall’essere lì da sola. A parte la cartellina dimenticata in dialisi, credo che come prova quella di Nuvola nel farmi condurre il turno non sia andata tragicamente, anche se non so se sono pronta addirittura a formare un nuovo come chiederebbe lui. Lo ringrazio infinitamente per la fiducia. Saluti a tutti, soprattutto alla nostra Rachele (Gomitolo!), che abbiamo incontrato bella e solare in quel di Ponte a Niccheri.
Voglio infine dirvi che abbiamo venduto tantissime delle cosine fatte da Gomitolo, che in effetti sono proprio belline (e voglio sottolinerare che io e Giraffina ci abbiamo creduto findall’inizio e siamo state tra le prime acquirenti!)
Ciao!!!

Stellina

Feb 15, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

8 Febbraio 2010

Stamattina, appena svegliata, mi sentivo come prima di uno spettacolo: panico puro, ti chiedi chi te l’ha fatto fare di metterti in questa situazione. Ma la cosa che mi preoccupava di più era che, mentre a teatro hai provato e riprovato la parte, in ospedale non avevo assolutamente idea di cosa mi aspettasse.

E così è iniziato il “primo atto” in pediatria. Mi aspettavo giochi di magia e palloncini, ma invece abbiamo passato molto tempo in chiacchere sciocche e serie, anche perchè i ragazzi non erano piccoli. Formaggino mi ha affascinato con la sua parlantina e mi ha anche fatto capire che bastano argomenti semplice per distrarre o strappare un sorriso a chi è in ospedale.

E poi il “secondo atto”… la dialisi.

Vedere tutte quelle persone nei lettini attaccate alle macchine, col sangue che scorreva, mi ha fatto una certa impressione. Ma mi ha stupito trovare tante persone vogliose di chiaccherare, di raccontare di sè ma anche di sapere qualcosa sul tuo conto. Mi sono lasciata trasportare e mi sono sentita davvero a mio agio parlando e ascoltando tanto che mi è dispiaciuto quando è arrivato il momento di venire via… la cosa che mi è rimasta più nel cuore è stato il sorriso della signora Margherita… la prossima volta vorrei conoscerla meglio…

Sono uscita dall’ospedale sentendo il cuore un po’ più grande dentro il petto.

Ricciolina

Feb 9, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments
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