24 Maggio 2010

Lunedì mattina: aria fresca che entra dal finestrino e ‘vIrgin rAdio'(chi l’ascolta sa il perché delle maiuscole) che strimpella qualche pezzo roc.
solita coda; corsetta a raggiungere Nuvola dentro l’ospedale.
sala prelievi: si parla di ‘nasi'(costoro che, in possesso di nasi assoluti, dosano le fragranze dei profumi), si parla di tessuti.
si parla anche di immigrazione(Il signore anzianotto in questione mi punta l’indice addosso con intenzione ammonitrice e mi fa l’occhiolino con aria complice, tipo ‘senti me’, i due gesti mescolati risultano stranissimi): “e poi tutti questi immigrati, non va mica bene……ma mica per loro! è che vengono sfruttati, in un paese civile non si dovrebbe permettere una hosa d’ì genere, e invece tutti sanno…e tutti muti”(indice puntato, annuisce con la testa)
dialisi: gino(il primo a sinistra, il più basso di 2 cm, il più robusto) VS gino(l’altro), il duello è a colpi di sciagure prospettate dal primo e di toccatine e vaffanculi di rimando dal secondo.
per esempio:te tanto Gino tù sei già con tutt’e’due i piedi nella fossa> toccatina+oh stai zitto, scemo! son più tosto di te
oppure: Gino un ci vole andà in Sardegna colla dialisi perché se more fori da’ì comune di bagno a ripoli gli tocca pagare pe’ì rimpatrio del corpo.> sorriso di stoico distacco(‘parla pure oh stolto, ciuò che dici non mi tange’)……..+toccatina(‘un si sa mai’)
pediatria:un bambinone con gli occhi spalancati e un ciuffo biondo ed una ragazzina che non parla molto. palloncini, due chiacchiere con i genitori.

PS
durante questo turno c’è stato un episodio che mi ha fatto pensare a come spesso la paura che abbiamo di non piacere a tutti, di non essere accettati, di prenderci qualche infamata, ci freni proprio nei confronti di quelle persone per cui un’interazione con noi potrebbe essere più importante.
non ci avevo mai pensato, ma alle volte anche essere fastidiosi puo’ essere terapeutico, e con il giusto tatto si puo’ riuscire a suscitare emozioni nuove e costruttive proprio perché siamo gli unici ad avere il coraggio di non evitare, assecondare, compiangere gli altri.
la forza di immaginare nuovi modi di relazionarsi apre nuovi orizzonti di scambio emotivo.
provare a smettere di pensare che solo la gentilezza, la cura, il comportamento socialmente corretto siano leciti.
a tal proposito(non so se c’entri niente, ma mi è partita questa libera associazione):
“Poi chiese se era vero che ogni tanto si sentiva come un solletico, come se ci fosse ancora la gamba vera. Alla segretaria vennero le lacrime agli occhi. Erano tre anni che incrociava gente con la voglia di farle quella domanda, e adesso qualcuno, finalmente, aveva avuto il coraggio di fargliela. Fu come una liberazione.
-No. Sono tute bale.
risero.
-Tutte balle- ripeté Ultimo, perché quelle parole avevano aspettato tanto tempo, e adesso si meritavano tutte le doppie che ci volevano”
(‘Questa storia’, Baricco)

PPS
colgo l’occasione del report per invitare chi volesse allo spettacolo teatrale a cui parteciperemo io e Laura(Giraffina).
il 22 Giugno alle 21:00 al parco dell’Anconella (sul lungarno, vicino all’impianto di depurazione di publiacqua). Lo spettacolo è gratuito, credo ci sarà anche qualcosa da mangiare e da bere prima o dopo.
siamo un gruppo di 9 ragazzi universitari con relativo appassionato insegnante(Giovanni Micoli)
si tratterà di circa 12 pezzi indipendenti (dialoghi e monologhi, comici e tragici) scritti e recitati da noi.
secondo me sarà un bello spettacolo (non di quei mattoni che tipicamente si vedono ai saggi di fine anno), ma io sono di parte.

Zuppi

Mag 27, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

17 Maggio 2010

Scusate se ho lasciato passare un pò di giorni prima di condividere con tutti voi le mie impressioni ma il buon umore questa settimana ha proprio stentato nel farmi visita.Ma più i giorni passano e più la mia memoria si svuota quindi credo sia giunto il momento di imprimere su carta quello che è successo. E’ una mattina diversa dalle altre quella di Lunedi.Mi sento più sicura rispetto agli altri turni che ho fatto,sarà forse merito degli influssi clauneschi della riunione del giorno prima o dell’arcobaleno che ho finalmente dipinto sul camice; solo la stanchezza mi butta un pò giù ma non voglio pensarci, oggi voglio fare bene, oggi voglio lasciarmi andare. In sala prelievi all’inizio è stato difficile.Ho iniziato a distribuire un pò a tutti le coordinate per donarci il 5 per mille e ho percepito di star erigendo un muro tra me e tutti gli altri, ero in imbarazzo e mi stavo irrigidendo.Così ho guardato Nuvola e ho trovato conforto nella sua silenziosa complicità.Mi sono appoggiata a lui fino a che non abbiamo trovato Lei, una signora che sembrava avesse avuto la storia d’amore che tutte sogniamo di avere da bambine ma che nonostante tutto sembrava disillusa dagli uomini e dall’amore stesso.E dato che tutti noi abbiamo bisogno di un caprio espiatorio alle volte, chi meglio di uno scemo vestito da clown, per di più uomo?! E’ iniziato così lo scontro epicale donne contro uomini a suon di maledizioni matrimoniali!! Ecco arrivato il momento di dialisi.Saliamo le scale ancora ridendo per il caos creato in sala prelievi ed entriamo.La prima stanza è gioiosa e si respira un clima piacevole.Rido così forte che un’infermiera mi suggerisce di fare meno rumore, ma come si fa a non ridere quando hai davanti Gino&Gino che battibeccano facendo a gara a chi è più alto?!Li salutiamo ed andiamo avanti e troviamo Francesco e Bruno con cui ci mettiamo un pò a chiacchierare del più e del meno e poi più in là c’è Patrizia e i suoi film.Sono leggermente più silenziosa rispetto alla prima stanza, mi limito a guardare gli occhi di quelle persone e a sorridere.E mi rendo conto, dal brillio con cui mi rispondono i loro occhi, che può bastare così, che basta poco, avvolte anche solo un sorriso.Nell’ultima stanza sono tutti mezzi addormentati e non mi sento di disturbare nessuno di loro così mi avvicino a Nuvola che sta parlando con Pietro e ascolto.E’ la prima volta che sento la voce di Pietro e la trovo così suadente e calma che mi incanta.Resto lì immobile a guardarlo ed ascoltare perdendomi nelle sue parole.Anche quando Nuvola si allontana un pò lui continua a parlare, da solo, guarda davanti e muove le labbra.Cerco di tendere l’orecchio per sentirne il sibilo ma le parole restano mute.Esco e crollo in un pianto.Non so spiegare esattamente il perchè abbia sentito questa esigenza, forse è stata la consapevolezza che esistano ancora uomini così grandi a farmi commuovere.Uomini che nonostante la vita sia stata ingiusta con loro non hanno mai mollato, o per lo meno ci provano.Uomini che continuano ad allenare la mente, ad arricchirsi dentro.Ed io invece, come moltissimi altri, mi piango addosso da una vita per problemi molto molto minori rispetto a quelli di coloro che stanno lì dentro.Tutto questo mi ha fatto sentire così piccola e misera. Bhè, il tempo di un caffè al bar e riesco a calmarmi.Siamo pronti per andare in pediatria dove purtroppo però ci sono solo un paio di mamme con i loro piccoli tesori.Facciamo qualche chiacchiera dopodichè ritorniamo ai nostri armadietti e ai nostri abiti civili.
Ho preso l’autobus sapendo di dover combattere da ora in avanti.Per me e per tutti quelli che ne hanno bisogno.
Un sorriso da Arcobaleno
Mag 23, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

22 Maggio 2010

Cari clauni e amici oggi il dottor pandoro ha fatto il suo primo turno e c’era anche la dottoressa oliviona, ossia gorkji, pandoro è davvero bravo, ha parlato con tante persone e la prima volta non è proprio facile ma lui ha affrontato tutto con naturalezza, ovviamente non sempre ma penso proprio che sia davvero bravo. Oliviona neanche ve lo dico, lui è meraviglioso sempre e quindi va bene così, nota delle cose che noi neanche vediamo. Vi lascio alla lettura del report di pandoro, oliviona dice che vuol far sapere a tutti che è stato bene e che i pazienti sono bravi….e io ve lo scrivo pari pari

Nuvola

Eilà! Ecco il report del mio primo turno!
se dovessi pensare ad una parola che possa riassumere tutte le sensazioni che ho provato credo che ne uscirei pazzo. E’ stata un esperienza tanto particolare che mi resta difficile descriverla… Vabbè, facciamoci da una parte e proviamoci!
Quando stamattina sono entrato con Nuvola all’ospedale ho provato sia un pò di imbarazzo (poco, ma c’era) sia uno strano senso di libertà. Quando all’università ti mandano dai pazienti per parlare e visitarli devi avere un certo tipo di decoro, un “etichetta” che serve a mantenere le giuste distanze da loro e a non lasciarsi coinvolgere eccessivamente. Vedere Nuvola che stuzzicava le persone in coda per fare le analisi con disinvoltura, scambiando i loro numerini e facendogli ogni tipo di domanda, mi ha dato la giusta spinta per rompere il ghiaccio e mandarla al diavolo, l’ “etichetta”! Dopo averlo seguito, ho cominciato a sfruttare i minimi pretesti per attaccare bottone con i pazienti. Ed è stato naturale, bello e divertente! L’unico momento che mi ha fatto vacillare è stato quando una signora mi ha raccontato che oggi era il suo onomastico ed io le ho augurato di trovare una bella torta per festeggiarlo a casa. Lei mi ha risposto che a casa l’unica cosa che avrebbe trovato sarebbe stata il marito con un tumore al cervello senza speranza. Credo che dopo affermazioni del genere la voglia di scherzare passi un pò a tutti…
La dialisi lì per lì mi ha messo in difficoltà. Ho seguito nuvola che chiacchierava coi pazienti del più e del meno e pian piano ho preso un pò di coraggio. Parlare con una persona per distrarla da quei macchinari è un compito non da poco, ma quando si comincia ci si meraviglia di come le storie di quei pazienti, tutti distesi nello stesso reparto e attaccati alle stesse macchine, siano in realtà completamente diverse. Anche il modo con cui viene affrontata una malattia cronica che ti costringe a letto 3 giorni alla settimana varia da persona a persona in maniera sconvolgente.
Infine sono stato contento che in pediatria i bambini fossero pochi, perchè questo mi ha dato l’opportunità di gironzolare con la Dott.sa Olivona per il reparto e di conoscerla un pò meglio. E’ una vera forza della natura!
Questo primo turno è stato proprio eccezionale, mi lascia una gran voglia di tornare di nuovo!

Ciao a tutti i clauni, ci vediamo presto!

Dott. Pandoro

Mag 22, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

17 Maggio 2010

Carissimi clauni e amici, intanto vi invio il mio report dell’ultimo turno in ospedale mentre attendo le impressioni di Arcobaleno, mia compagna di turno lunedì scorso. Siccome questo report andrà anche sul gruppo di m’illumino d’immenso su facebook inizio a ringraziare tutti i membri del gruppo poiché in sole due settimane abbiamo raggiunto la ragguardevole cifra di 763 membri, vi invito ad andare sulla pagina del gruppo e a ciccare su invita amici e mandare l’invito ai vostri amici in maniera da crescere insieme e trasmettervi sempre più la forza che il nostro lavoro ci dono e che serve solo se condivisa, altrimenti muore e resta dov’è.
Inizio col dire che era per me una giornata difficile, mi sono alzato di cattivo umore, capita raramente ma quando capita nel giorno del turno in ospedale è davvero complicato poiché nel nostro lavoro non puoi permetterti di essere scontroso, preoccupato o triste dal momento che dovresti aiutare qualcuno a stare meglio, ma oramai dopo 16 anni di lavoro ho capito che l’importante è esserci e andare avanti, per magia trovi sempre qualcuno che fa sì che la tua giornata cambi, il tuo umore migliori e tu diventi in grado di lavorare. Infatti appena arrivato mi si para davanti maria, la rom che sta sempre all’ingresso, che chiede aggiornamenti sulla nostra promessa di aiutarla con la sua bimba che è in Romania malata e non riesce a curarla a dovere, le prometto di nuovo che mi informerò tramite le associazioni che stiamo coinvolgendo in questa situazione e continuo a fare le scale per entrare in ospedale, faccio tre passi e arriva davanti a me Leonardo, che è un ragazzo che conosco da qualche tempo poiché sta spesso in ospedale per vari problemi di salute, che mi dice che da due o tre giorni ha pure perso il lavoro e non sa più come fare, mi fermo, respiro, lo guardo negli occhi, è sincero, tiro fuori un foglio, una penna, mi segno il suo cellulare e gli prometto che farò il possibile per provare ad aiutarlo, guardo Arcobaleno e mi rendo conto che ancora non siamo neanche vestiti da clown e già due persone si sono fidate di noi, mi sento rincuorato e capisco che non importa ridere come dei beoti ma semplicemente esserci, anche girati di scatole, l’importante è essere disponibili, la gente percepisce la verità nei nostri occhi e io mi sento quasi a disagio, spero di non deludere nessuno, poi mi dico che se non riuscirò ad aiutarli potrò sempre dirglielo chiaramente e spiegargli che ci ho provato….ho la sensazione che questo è l’atteggiamento giusto per fare un turno e allora ci cambiamo e partiamo, sala prelievi…dove una signora mi dice che secondo lei io mi separerò dalla moglie, tanto noi uomini siamo tutti uguali….basta aspettare e vedrai che tutto andrà male….mi fa troppo ridere il fatto che da lì a due minuti tutte o quasi le donne intorno a lei iniziano a dire: E’ vero…anche io sono separata, io sono divorziata…insomma io e un pover’uomo che è lì per sbaglio e sta parlando con me veniamo attaccati da una folla inferocita…Arcobaleno si coalizza con le sue colleghe donne e io piglio di bischero da tutti….insomma ve la faccio corta, il nostro scopo principale in sala prelievi è fargli passare meglio e senza ansia le ore che devono aspettare per togliersi il sangue e siccome la signora che mi infama poi si accorge che il suo numero è già stato chiamato e lei non se ne è neanche accorta allora penso che prendere di bischero va anche bene…missione compiuta…andiamo in dialisi. Qua troviamo il solito ambiente familiare, Gino e Gino alla fine mi costringono a misurarli col metro perché stanno facendo a gara a chi dei due è più alto e Gino giovane perde per soli 2 centimetri…usciamo lasciando il Gino più anziano che sghignazzando e guardando il Gino giovane dice: “Anche dù centimetri fanno.…buttali via, l’importante è essere più alto”
Il resto delle camere troviamo gente assonnata e la lasciamo stare, poi arriviamo da Pietro che parla a lungo con noi e Arcobaleno si commuove pure davanti alla sua forza di spirito.
Passiamo in pediatria ma non c’è quasi nessuno, qualche neo mamma ma tutto abbastanza tranquillo, chiudo il turno iniziato male con un senso di leggerezza, non sto proprio bene ma mi sento sicuramente meglio….anche stavolta i pazienti mi hanno aiutato….alla faccia di chi dice che i clown sono “per far rider i bambini”…..

Nuvola

Mag 20, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

15 Maggio 2010

Oggi ho fatto il mio primo turno!!
Devo dire che ne sono rimasta molto contenta anche se non ho fatto grandi cose,più che altro ho osservato Nuvola in azione e ho iniziato ad ambientarmi.
è stata proprio una bella lezione pratica e ho imparato che basta veramente poco per iniziare un dialogo con le presone, basta che tu dia un innesco ,giusto la scintilla e il resto viene da sè naturalmente!alle persone piace raccontarsi spontaneamente e hanno sempre qualcosa da insegnarti.
In sala prelievi sono venuta a contatto con quella saggezza tipica dei vecchietti e uno di loro ci ha raccontato che la sua filosofia di vita è l”avere uno scopo e che senza quello non si può vivere.
Io ho cercato di interagire e di seguire i discorsi di Nuvola ma principalmente ho comunicato col sorriso, poi mi aprirò pian piano. In dialisi, mi ha colpito l’atmosfera di tranquillità e lentezza e la forza vitale di alcuni pazienti che affrontano la loro quotidianità col sorriso. Ho sperimentato una comunicazione non verbale, stringendo e accarezzando la mano a Tito che aveva fretta e se ne voleva scappare! In pediatria,ho visto che non ci vuole niente di ‘spettacolare’ o
propriamente clownesco per regalare un pò di felicità! Abbiamo chiaccherato con dei ragazzi con una mamma e un accompagnatore e anche loro hanno deciso di condividere con noi le loro idee.sogni,progetti… La scena era un po’ ribaltata perchè i due ragazzi erano a sedere mentre la
mamma e l’accompagnatore erano sul letto, e a ridere erano sopratutto loro, anzi addirittura un ragazzo non poteva ridere perchè si era operato di appendicite!
La prossima volta voglio buttarmi di più dato che ora so un po’ come muovermi!
alla prossima.
Margherita Dolcevita
Mag 17, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

10 Maggio 2010

Oggi i report li ho stravolti un poco, eravamo in tre e ho deciso di fare un piccolo gioco, abbiamo messo nel mio cappello i numeri da 1 a 10 e poi pallina e ricciolina hanno estrato a sorte ognuna un numero, pallina ha preso il 10 e ricciolina l’1, bene queste erano le righe loro concesse per il report, pallina ne ha così scrfite 10 e ricciolina 1, per questo ha scritto poco, non perchè magari volesse ma perchè è stata al gioco, via via inventerò altri giochi, ma non sempre, insomma cerco di dare un movimento e un ritmo ai report, chi avesse idee nuove è ben accetto, me le mandi e vedremo di farle. Oggi per me turno difficilissimo e molto stancante, devo dire che tutto è partito normale, abbiamo fatto sala prelievi, dialisi, pediatria, le ragazze sono state bravissime e tutto bene, usciamo dalla pediatria e trovo due persone, un uomo e una dona giovani, sui 40/45 anni davanti alla pediatria a sedere (davanti alla pediatria per chi non lo sapesse c’è la rianimazione), la rianimazione è un reparto che noi non facciamo ma se troviamo qualcuno davanti a me, se l’energia è quella giusta, se guardandoli sento qualcosa, insomma se…se….se e solo SE tutti questi se stanno insieme bene fra loro mi avvicino e parlo, bene oggi era una giornata in cui i miei se tornavano e così mi sono avvicinato, avevano la figlia ventenne in rianimazione per l’anoressia, allora mi sono preso il tempo necessario, le ragazze hanno deciso di aspettarmi poco lontano, ho tolto il cappello e iniziato a parlare, a parlare del senso di colpa, della morte, della crescita e della sofferenza, ho tolto anche il naso, li ho abbracciati e probabilmente visti da fuori sembravamo una piccola squadra di rugby fuori posto, in ogni caso ci sarò stato del tempo, non so quanto, a me è sembrato molto, ho sentito i cuori unirsi, consolarsi, insomma ho sentito le motivazioni principali per cui faccio questo lavoro, quella cosa che mi fa apprezzare il non arrivare sempre bene a fine mese, ho curato anche me stesso visto che c’ero, ho lasciato loro tutti i recapiti telefonici, tutto ciò che potevo, ho regalato loro il mio turno, gli ho passato l’energia che accumulavo dalle otto di mattina, senza saperlo facevo il pieno per loro…poi mi sono allontanato col cuore leggero e le gambe tremanti, sono tornato a casa, ho fatto finta di fare pranzo, e sono andato a letto a trovare la forza che ora serviva a me, non so se sabato li troverò ancora, non so se potrò visitare la loro figlia, oggi me l’hanno chiesto loro ma c’erano le visite mediche e non si poteva, insomma sospendo tutto fino a sabato….anche quel poco fiato che rimane, la cosa straordinaria è che le ragazze a un metro di distanza non sentivano probabilmente l’intensità, di solito si sente ma oggi quei due genitori assorbivano e l’energia non poteva uscire dal cerchio…insoma mi sono dilungato forse troppo nella descrizione ma momenti così sono rari e descriverli è doveroso per capire che cosa si può insegnare di questo mestiere a chi sta iniziando….nulla secondo me….ma tutti voi imparate lo stesso molto bene….o è sintonia o siamo tutti folli…in ognuno dei due casi siamo fortunati davvero………

Nuvola

Buonasera ai clown tutti.. Stamattina primo turno in ospedale, solita preoccupazione del “non sapere che fare”, del non saper come comportarsi, paura di non essere adatta.. Ore 9 puntuali Nuvola,Ricciolina ed io ci avviamo verso una giornata di cui ben poco possiamo prevedere, ma credo sia proprio questo il “bello”, cercare di affrontare le situazioni che si presenteranno nel modo più sereno possibile seguendo una sola regola: essere se stessi, non voler cercare un personaggio. Ho sempre associato la figura del clown a quella di un pagliaccio, di un buffone, di uno che insomma deve far ridere per forza la gente..invece stamani mi sono resa conto che a questa parte (che io avevo sempre creduto la sola), l’unica che si può apprendere con corsi, lezioni, slides pallosissime,quella che tutti possono imparare, va aggiunta quella ben più importante: il lato “umano” dietro a quel naso rosso, dietro a tutta quell’apparenza che serve a far sorridere, il clown che ascolta, che si ferma a salutare i pazienti, che deve saper capire a quale poter avvicinarsi e a quale invece è meglio girare lontano.. (cosa difficilissima credo) Fare trucchetti, palloncini, scenette (di cui non conosco nulla) credo sia la parte più divertente, quella più facile, quella che con qualche dritta pratica tutti sanno realizzare.. ma allo stesso tempo nè Nuvola nè nessuno può stilare una serie di regole da seguire per fare un “buon clown umano”. Spero di riuscire a tirar fuori quel clown che è in me (se c’è). Quello che meglio ricordo di stamani mattina e a cui ho ripensato per tutto il giorno è una signora che in dialisi mi ha ringraziato due o tre volte per averle fatto compagnia per una decina di minuti…
Pallina

Essere esposta alla piazza e poi venir cullata in un ambiente familiare.

Ricciolina

Mag 10, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

03 Maggio 2010

Svegliato da mia madre che mi fa notare come la mia sveglia vada indietro di un quarto d’ora e fatta fuori una buona tazza di cereali, monto in punto e parto verso ponte a niccheri.
incontro un’insolito ingorgo.
Z:”sono bloccato in coda all’uscita del raccordo, tu entra pure dentro se vuoi”
N:”allora siamo in due, ci vediamo nel parcheggio”

saltiamo la sala prelievi (per darci alle pulizie) e cominciamo con la dialisi dove odo un interessante monologo di Gino (il secondo a sinistra) che se fosse una versione latina si chiamerebbe il “De Gini elogius sur picciones, gallinas, vaccas et porcelli ruspanti boni versus carnis allevamentis COOPis”, sottotitolato: a me la harne della hop un’mi garba, e ‘un è la stessa hosa, quando c’avevo il campo io e tutti gli animali s’arrostiva 12 piccioni su uno spiedo ecc ecc.
formativo e divertente, testimonianza di una realtà che molti di noi gggiovani non hanno mai visto e che si vedrà sempre meno: l’autarchia ed il vivere in armonia campagnola colle bestie che poi ci si pappa.
In pediatria troviamo un bambino (con mamma di origini Marrakescine) con dei begli occhi spalancati di curiosità.

io mi ripropongo di offrire a Nuvola un caffè (con i soldi suoi che spero si sia dimenticato di avermi dato) e prendendomi in giro ci avviamo verso le rispettive macchine allegrotti e stanchetti.

Zuppi.

Mag 5, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

28 Aprile 2010

Ciao cari clauni,
ovviamente, per non smentirmi, non ho seguito l’indicazione che mi ero data l’altra volta, ovvero di scrivere subito a caldo il report, ma sto migliorando!

Ieri mattina mi sono svegliata con il sorriso, in vista di 4 ore in ospedale al posto delle 4 ore di lezione giornaliere. Sono arrivata molto presto e la mi ricerca di volti conosciuti si è conclusa, dopo pochissimo, quando tra la folla di gente di fretta ho incrociato Maria, la ragazza rom. Il parlare con lei, il suo parlare con noi, il suo fidarsi, anche di me, perché poi ero con Coccinella, mi ha molto colpito. Ho visto in lei ricerca di qualcuno che le parlava per quello che è: una madre preoccupata per la figlia. Poi abbiamo iniziato dalla sala prelievi, dove è iniziata magnificamente con persone che stavano al nostro gioco. Poi Iole, l’infermiera della sala prelievi, ci ha mostrato il nostro nuovo armadietto, molto gentile. Prese dalla contentezza del momento ci ha fatto entrare dove fanno i prelievi, dove Cocci ci ha intrattenuto, con una melodia, diciamo”nasale”.
Purtroppo però non ci siamo accorte che a una signora non era gradita la nostra presenza, per cui abbiamo avuto un bel colpo, per le parole che ha detto. Ci ha detto che stavamo disturbando le infermiere che le stavano facendo il prelievo. Io ho reagito in maniera molto diversa da Cocci Nella. Lei ha pensato di regalarle un fiore, mentre io ero pronta ad uscire con la coda tra le gambe. E’stato lì che ho capito che ancora mi ce ne vorrà per trovare il mio clown.
Io ho accusato il colpo: è stato come se si rompesse qualcosa, come se il gioco finisse e gli occhi si riaprissero sul grigiore quotidiano. Poi c’è stata la dialisi, dove mi sento a casa, pur essendo solo la terza volta che metto piede là. C’erano le solite persone, qualcuno mi ha anche riconosciuta e ho capito quanto sia bello stabilire con queste belle persone un rapporto di continuità.
Infine la Pediatria dove una bambina che ci aspettava da ore, facendo la guardia alle nostre cose ha giocato con noi, non facendoci sentire, però la sua, immagino bella, vocina. C’era anche un bel bambino paffutello che non parlava, era piccolo, ma attentissimo e divertito dalla magia di Cocci.
La sua mamma conosceva poco l’italiano, ma per far funzionare e nascere certi momenti, parlare la stessa lingua è l’ultima cosa che serve.

Grazie, anche questa mattinata mi ha regalato un po’ di umanità, come sempre.

Clorofilla
Mag 2, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments
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