13 Novembre 2010

Quinto turno. Arrivo stranamente puntuale come uno orologio svizzero, trovo Nuvola a parlare con la signora della cassa del parcheggio, con i capelli ritti, anzi con il ciuffo blu, ora biondo, ritto. Mentre ci avviamo verso gli armadietti ne capisco il motivo… iniziamo subito male, un saluto disinvolto come se nulla fosse successo e quindi non gradito da parte di una persona poco meritevole,anzi per niente. Con l’umore alterato ci avviamo verso la sala prelievi, stranamente poco affollata, qualche chiacchiera qua e là e poi vado subito da tre fratellini (2 femmine e 1 maschio) con genitori annessi tutti in fila per fare le analisi di sabato mattina. Vivono in una fattoria lì vicino con 20 cani ognuno con il proprio nome, una 20ina di gatti ( di cui una si chiama “Pallina”), galline, criceti, cavalli, pappagalli, quaglie, fagiano dorato… io e Nuvola ce ne spieghiamo il motivo solo più tardi quando capiamo che il padre è veterinario… I genitori dicono che hanno tutti questi animali perché ai loro bimbi piacciono e così “fanno loro compagnia”…. Ci avviamo in dialisi, turno fiacco di pazienti, molti dormono o riposano, parlo con la signora G. poi con un altro signore esperto di parole crociate e grande lettore, di giochi da tavola, arriva Nuvola ed insieme cercano di spiegarmi come funziona Backgammon… Andiamo poi in pediatria, praticamente vuota, due chiacchiere con due neo-mamme e salutiamo.

Turno poco pieno di emozioni, arrivo a casa non stanca morta, priva di ogni forza ma piena di emozioni come al solito… ma lo stesso molto contenta di aver fatto lavorare il clown dentro di me, in modo da tenerlo sveglio e non farlo addormentare…


Pallina

Nov 24, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

08 Novembre 2010

Carissimi clauni e amici, intanto mi scuso per il ritardo dell’invio del report ma l’ho tenuto due giorni a “posare” ed il motivo è che volevo aggiungere delle cose ma fino a che non le avevo fatte come facevo ad aggiungerle? Turno strano, abbastanza strano, prima leggete il report di Pan e dopo la mia aggiunta

Nuvola

Amore…ecco cosa mi viene in mente pensando all’ultimo turno…l’amore. Ento in sala prelievi e guardo tutte queste persone li…sedute…in attesa che il numero le chiami..come dietro un bancone di una gastronomia…Tra tutti ci sono due signori…lei alta, capelli corti bianchi. Lui alto, magro, con pochi denti e il viso segnato da un tumore…si..quel tumore che porta via una madre, quello che ti ruba gli amici, quello che fà partire un nonno..quel tumore che ti ruba la vita…quel tumore che spesso te l’abbona…ma fà parlare di lui…quel tumore che gli ha rubato i denti…Lo guardo, ha gli occhi lucidi…ci dice che prima di morire vorrebbe solo una cosa “voglio poter riavere i miei denti per mangiare come quando ero ragazzo”…la moglie lo accarezza, lui piange e la ringrazia perchè dopo 52 anni lei è sempre li….presente…lei piange.AMORE PURO…Accanto una donna sola, piange anche lei..ma lei lo fà perchè è sola..sua figlia non vuole sentirla, non le parla, gli nega di vedere i nipotini…piange…è distrutta…gli spieghiamo che a chi fà del male tutto gli torna indietro…a sorpresa ci risponde “no no vi prego, non voglio che succeda del male a mia figlia”…ecco cos’è una mamma….rimango senza parole.AMORE MALATO
Potrei andare avnti ma penso che oggi il turno per le emozioni e gli insegnamenti che mi ha dato puo’ finire qui. Il male che gli uomini compiono si prolunga oltre la loro vita, mentre il bene viene spesso sepolto insieme alle loro ossa.
Un abbraccio

Pan

Aggiunta di Nuvola: La seconda signora di cui parla Pan si chiama Sara, mentre parlavamo in sala prelievi davanti a tutti (per lei non deve essere stato facile ma penso ne avesse bisogno, così bisogno che sembravamo io e lei soli in un bosco, gli altri ascoltavano ma nessuno ha interotto, nessuno guardava i numeri per capire se era il suo turno, insomma particolare come atmosfera per una sala affollata) mi dice che nessuno va mai a trovarla, ci penso un attimo, penso prima di parlare se avrò le forze di mantenere perchè non mi va di dire delle cose e poi non farle, e poi dico: “Vengo io a trovarla”, di solito le persone a questo punto chiudono e si ritraggono Sara invece inizia a dirmi il suo numero di telefono e lo fa come lanciasse un sos, me lo apunto, poi segno l’indirizzo, lo metto in tasca e gli dico che andrò venerdì, la settimana passa, giovedì la chiamo e fissiamo per venerdì mattina alle 10.30 (ecco il ritardo del report…il turno di lunedì finisce venrdì mattina alle 11.30 in realtà quando lascio Sara a casa sua), venerdì mattina vado a casa sua, le porto dei cioccolatini, passiamo un ora insieme, a volte piange, a volte mi canta pezzi d’opera che ama molto, insomma la lascio tranquilla a fare le faccende, le lascio il mio telefono se avese un bisogno e le prometto che la richiamerò, la cosa che mi ha colpito di più è che quando sono arrivato lei non c’era perchè ero in anticipo, vado al bar vicino a fare colazione e dopo 10 minuti la vedo arrivare, era stata a prendere delle cose, spesa, medicine etc, incontra una signora che conosce e lei le chiede se poi quello che gli aveva promeso di andare a trovarla era poi andato, a quel punto le dico buongiorno e mi avvicino e la signora che glielo ha chiesto mi dice: C’ero anche io lunedì in sala prelievi….perchè mi colpisce? Perchè le persone si ricordano le cose che promettiamo loro e perchè sono contento di essere riuscito a mantenere una promessa, penso che quella persona volese capire se dicevamo le cose seriamente e dubitava che una promessa fatta in un momento del fgenere poi si potesse anche avverare, come se le persone promettesero di occuparsi degli altri e poi non lo facessero, riflettendo mi sa che ha ragione, non molti lo fanno ma noi clauni abbiamo la fortuna di comprendere quanto sia una cosa importante, non è essere bravi, è distinguere l’importante dal futile, sembra facile ma il mondo oggi ti macina il cervello e non sempre prestiamo attenzione ai bisogni delle persone, ecco, il grupo clauno a questo serve, è una specie di palestra in cui ci alleniamo a ricordarsi i bisogni delle persone, e questo mi piace molto.
P.S: io invece penso che sia il bene che il male che compiamo si protrae alla nostra vita, noi dobbiamo solo scegliere quale sensazione vogliamo ci sopravviva…io scelgo l’attenzione, dopo morto vorrei riuscire a lasciare tante persone che, grazie alle nostre avventure insieme nel mondo delle persone, possano continuare ad occuoparsi dei bisogni di chi incontreranno.

Con affetto Nuvola

Nov 13, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

06 Novembre 2010

Un vero è proprio salto nel buio ieri pomeriggio…non conoscevo l’ospedale, non ero mai stata in una sala di dialisi, non conoscevo in che modo mi sarei sentita clown e tanto meno come dovevo interagire da clown con le persone che avrei incontrato…non immaginavo come la sofferenza dei pazienti mi avrebbe incontrato-scontrato, fino a che punto si sarebbe presentata e mi avrebbe coinvolto (consapevole che un camice da studente aspirante dottore spesso induce un comportamento e un’apertura emotiva da parte del paziente di tipo diverso da un camice aspirante clown) e di conseguenza ero terribilmente preoccupata che, dopo ormai tre anni di medicina, il mio essere aspirante dottore potesse aver inaridito il mio essere aspirante clown….con questi dubbi ho affrontato la prima sala !
Ho conosciuto Viola, una ragazza un po’ più piccola di me…è stato molto più facile rompere il ghiaccio con lei e mi ha “sintonizzato sulle mie frequenze”, non sono stata né aspirante dottore né aspirante clown, solo Adriana. Ed è così che ho affrontato il resto delle sale…
Quando Zuppi, che si è trattenuto a parlare con Viola, mi ha detto che potevo, se volevo, tranquillamente andare nelle altre stanze, credo di essermi esattamente sentita come una bambina al primo giorno di scuola che si aggrappa alla caviglia della mamma piagnucolando “non mi lasciareeeeee!!!!!” e avrei tanto desiderato che il corridoio che separa una stanza dall’altra fosse stato almeno due-tre miglia più lungo….ma è stato meglio cosi, anche solo due-tre metri più lungo mi avrebbe paralizzato e Zuppi mi avrebbe trovato mimetizzata con gli armadietti del corridoio!

Parlando con qualche vecchietto mi sono chiesta come sarebbe stato se io mi fossi avvicinata a loro vestita normalmente e non da clown, anche perché io avrei detto le stesse cose anche senza camice colorato…ma loro?

Il pomeriggio si è concluso davvero bene con il signor Pasquale, che ci ha raccontato tutta la sua vita e ci ha salutato con tanta gioia e tanta simpatia!
Però mi ha fatto pensare che è molto più semplice interagire con le persone come Pasquale che riescono, nonostante tutto, a essere sorridenti mentre ti parlano, che con le persone come il Signor Galliano della stanza precedente che mi ha esternato tutta la sua sofferenza e solitudine…davvero ti senti una cacca….

Bilancio? Positivo…soprattutto per me stessa…e grazie a Zuppi perché il passo in avanti che ho fatto è stato un pochettino più lungo di quello che avrei fatto se non mi avesse lasciato da sola!

Propositi? Ancora tanti timori ma tanta energia e voglia da investire!

A presto
Clementina

Nov 9, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

01 Novembre 2010

Il mio primo turno, la mia prima esperienza. La sera precedente e prima di arrivare all’ospedale avevo un pò di ansia e paura; anche se tutti voi e Nuvola mi avevate tranquilizzato dicendomi che tutto viene molto spontaneo,temevo di non essere capace o quantomeno di non riuscire a “buttarmi”. Ed invece avevate perfettamente ragione!! Sicuramente per me è stato un inizio, diciamo, “soft”; essendo giorno di festa non c’erano i prelievi ed i corridoi erano piuttosto vuoti ma ho comunque avuto modo di rendermi conto abbastanza bene della situazione, di come le persone (sia personale che pazienti)vi conoscano e si fidino di voi!!! Questo è veramente bello!
La dialisi è veramente una fonte completa; si ha l’occasione di scherzare, di parlare del più e del meno (come di ricette di cucina, sagre e passeggiate alla ricerca di castagne, noci e funghi!!) e di poter ascoltare chi ha bisogno di sfogarsi perchè non sopporta più la propria condizione di salute che può essere accompagnata da problemi familiari.
La pediatria mi ha dato la sensazione, invece, di essere il luogo dove far divertire i bambini scherzando e giocando ma anche dove si sostiene i genitori o perlomeno li si intrattiene interessandosi a loro.
Sono uscita dall’ospedale contenta ed ottimista!! Sono felice di essere riuscita ad aprirmi ed a vincere paure e timori; è veramente tutto spontaneo, dici e fai quello che ti senti senza forzature nè per te nè per gli altri, cerchi di comunicare con chi vuoi e chi te lo permette senza rammaricarsi troppo se qualcuno non ha voglia di parlare.
Quindi un messaggio per i nuovi come me: inevitabilmente si ha paura e si teme di non essere in grado di sostenere il turno, ma questo stato d’animo svanisce non appena entri nella prima sala ed hai il primo contatto!! E comunque c’è sempre il tutor che può aiutarti in ogni situazione.
Sono contenta di essere entrata a far parte di questo gruppo, credo che imparerò tanto!!
Un saluto a tutti
Puffetta

Nov 4, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

30 Ottobre 2010

Oggi il mio Tutor mi ha gentilmente obbligato a scrivere il Report.Brutta cosa le gerarchie sociali. Ma, per assecondare il sistema, Obbedisco!Scherzo, ovviamente!!

Comunque vi narro quello che è stato un turno di cui ho, ahimè, ben poco da dire. Poco poco.In primis, non ero in vena.Mai stata così poco in vena dai tempi dei tempi della mia breve vita da clown.Sarà un momento. Sarà. Dicono che capiti. Lasciamolo capitare.Attendo in macchina, presa dal freddo, Zuppi che sfiora quasi la puntualità, senza riuscirci. Dopo aver perso il mio segnalibro viola e aver,per questo, maledetto tutti gli Dei, posso iniziare.Quindi in un attimo, un attimo, per così dire, siamo pronti. Chiedo umilmente perdono per la mia lentezza cronica.Ho serie difficoltà nel dipingermi il naso, brutta storia.Dopo aver accantonato l’esilarante idea di Zuppi di ballare un valzer e di trasformare la sala d’attesa in una sala da ballo, si procede tra la gente in attesa. Non dolce.Ci si imbatte in un vecchietto nostalgico del Fascio, di Mussolini e di “quando le cose andavano bene”, frenato dalla moglie nei suoi impeti di esaltazione.Io ascolto stupita, forse tradendomi con lo sguardo. Zuppi accenna una provocazione tirando in ballo le leggi razziali. Ed è come se il vecchietto non ci sentisse.Continua il suo monologo, la sua vecchia storia. Gli occhi stufi della moglie svelano la noia di averla già sentita troppe volte.Questo è quello che ci ho visto io. Poi, chissà.Per il resto quasi niente. Saremo stati noi, sarà stata la casualità, tanto è vero che non c’è stato nessun incontro folgorante, nessun altro che avesse voglia di raccontare.Da lì dialisi. Ci arrivo convintissima di non conoscere la gente di quel turno. La mia memoria ha fatto fiasco. Menomale.C’è Mario con il thè, tanti spicchi di limone e il solito Zampa tra i pensieri.Maria mi parla di quando faceva la cuoca e mi racconta un episodio di cronaca nera che deve esserle rimasto fisso in testa per anni: due ragazze erano state investite dalla furia del traffico proprio vicino a dove lavorava lei.Pediatria. Sono in panne. Un maggiolino in panne.Mi dimentico di fare palloncini. Non li faccio e basta.Non mi va. E’come se questa volta gli occhietti furbi dei bambini mi mettessero più a disagio del solito.Meglio con le mamme, questo sempre.E’ stato un turno strano. Un quasi non turno.Dopo due turni nella stessa settimana, uno più strano dell’altro, ce ne vuole un altro ancora, e ancora.

Clorofilla, gialla. Sarà l’autunno.

Nov 4, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments
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