27 Dicembre 2010

Ieri è stato un bel turno e Puffetta è stata davvero brava, infatti è riuscita a lavorare con una bimba con la quale io non riuscivo ad interagire, capita spesso che i piccoli si fidino più delle ragazze ed avervi con me mi aiuta molto, grazie Puffetta. Siccome poi questo è l’ultimo report dell’anno, infatti il prossimo turno sarà il 03 Gennaio, vorrei fare il punto della situazione sul nostro progetto clauno con tutti voi, solo poche cose ma che vorrei condividere con tutti voi. Inizio col dire che ieri ci hanno consegnato in pediatria un biglietto di auguri e di ringraziamento per la nostra attività da parte del direttore sanitario, il Dottor Gemmi, e mi ha fatto piacere, abbiamo poi in questo anno aumentato e solidificato i rapporti con le persone che lavorano in direzione sanitaria, sono belle persone e poter lavorare con loro mi rende felice, per quello che invece riguarda il nostro progetto abbiamo come sapete già avuto il rinnovo con il nostro sponsor, l’Alcas, per l’anno 2011 e di questo gliene sono enormemente grato perché ci permette di continuare il nostro lavoro in tutta serenità e con sempre maggior entusiasmo, questo secondo me è parecchio merito vostro che lavorate con coscienza, amore e passione e questa cosa si avverte anche a distanza e le persone lo apprezzano molto, grazie ancora di cuore a tutti voi, l’anno prossimo vorrei pensare ad allargare sempre più la cerchia di contatti, collaborazioni e amicizie con altre associazioni e con le persone che ci incontrano sulla loro strada, vorrei anche far sì di divulgare il manifesto dello schifo-clown attraverso il nostro sito e sul nostro gruppo facebook perché secondo me siamo adesso abbastanza forti, come riflettevamo con Stellina l’ultima volta che abbiamo lavorato insieme, per dire che essere clauni è importante ma che è anche importante esserlo senza barriere e aprendo il cuore e la porta a tutti coloro che vogliono sperimentare questa cosa senza selezionare, provinare, chiedere soldi o decidere chi ha o no la possibilità di farlo e di esserlo, questa vorrei fosse una delle cose importanti dell’anno prossimo perché troppo spesso ci troviamo di fronte al “clowning” come lo chiamo io, ossia la commistione di clown e marketing che sinceramente mi fa rivoltare parecchio lo stomaco, ma di questo parleremo alla prossima riunione tutti insieme e sempre tutti insieme troveremo la strategia d’amore da attuare per far si che questo messaggio possa volare lontano e accompagnare le nostre azioni per tutto l’anno prossimo senza offendere o contestare nessuno, senza mettere cause di odio intorno a noi, usando solo l’amore, che poi è la cosa che ci muove e che ci ha sempre aiutato in tutti questi anni di lavoro comune.
Adesso vi lascio al report di Puffetta e vi auguro di nuovo uno splendido 2011.

Nuvola

Questo era il mio secondo turno; in realtà si è rivelato essere uno “pseudo” primo turno avendo avuto la mia prima esperienza in un giorno di festa, quindi quando non c’erano i prelievi e in ospedale regnava una grande calma!!! Ho quindi avuto il mio primo incontro con la sala prelievi che sinceramente un po’ temevo. “L’entrata in scena” è un po’ difficile (ma seguendo Nuvola tutto si semplifica), comunque sono riuscita a rompere il ghiaccio ed ho sostenuto anche una lunga conversazione con una signora segnata dall’ incontro con un chirurgo privo di tatto, ed anche di competenze, che ha reso molto più duro e sofferente l’ultimo periodo di vita di suo marito. In dialisi ho trovato grande disponibilità al dialogo, soprattutto a proposito di argomenti “leggeri” che hanno così portato alla possibilità di offrire più sorrisi!! In pediatria c’erano tanti nuovi arrivati che “hanno un po’ rotto le scatole” a nascere nel periodo di Natale (non si è potuto fare le grandi abbuffate!!!) ed ho avuto la possibilità di lavorare da sola con una bambina di circa un anno e mezzo che mi ha dato tanta soddisfazione!!! Mi ha subito dato confidenza e dimostrato fiducia permettendomi di giocare e scherzare con lei ma anche di rendere meno paurosa la visita di una dottoressa; è stato molto bello!!! Sono uscita più serena e soprattutto contenta di aver potuto dare qualcosa, anche se poco!!!
Bello il mio VERO primo turno!!

Puffetta

Dic 28, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

24 Dicembre 2010

Carissimi clauni ecco a voi intanto il report di Arancina, che stavolta l’ha scritto in tempo record, a breve vi invierò anche quello di Stellina. Quando Arancina dice che è stata interrotta da noi sinceramente ha ragione mentre stava parlando è stata interrotta una volta da Stellina, poi è stato il mio turno di dargli fastidio, ma siccome io non sbaglio mai una volta sola a breve distanza non solo l’ho interrotta un altra volta ma senza pensarci l’ho addirittura trascinata via da Patrizia per chiederle un consiglio su un altra paziente, onestamente si poteva fare meglio stavolta e credete quando dico che nè io nè Stellina lo abbiamo fatto apposta, sinceramente non ce ne siamo proprio accorti, mi dispiace, dopo le abbiamo chiesto scusa ma dovremo starci più attenti, l’ascolto fra di noi è molto importante e ovviamente è concesso di sbagliare, in un turno a tre dove si consegnano anche circa trecento regali di natale è parecchio facile fare questo errore perchè distratti da tante cose, in ogni caso chiedo ancora venia a Arancina e prometto più attenzione ai miei colleghi da ora in avanti,
buon Natale a tutti voi

Nuvola

Son partita alle 06.40 che ll’era ancora dimorto buio… Arrivo strategicamente puntuale ore 8.00. Chiamo Nuvola per avvertirlo e mi riponde :”Si’ ci sono anch vdvmndv..aspettami alla reception..”Stamani un po’ d’emozione sotto la festa un po’ di sfregolio nell’aria… Vedo sfrecciare Nuvola all’interno della reception stessa…Lo raggiungo. All’interno della famosa ormai reception Nuvola, l’avevo detto che c’era sfregolio, ed io prepariamo i sacchi , no le scatole sòn brutte , nò mettiamo i biglietti in questo sacchetto , nò meglio in questo ..insomma Nuvola mostra un gioco di pretidigitazione con buste e scatole in preda all’agitazione mentre ad un certo punto gli comunico che stò ‘n coma e non connetto…. Lasciamo il carrello ed andiamo a vestirsi dove troviamo Stellina. Ci prepariamo e partiamo dalla sala prelievi. Bello poter offrire questi pensieri e vedere sti sorrisi ai quali digiamocelo non siamo proprio abituati ne’ a vederli ne’ ad offrirli, parlo per me…Si va’ ai’bbar doni piazzati ad evribady ..piuttosto sorpresi i piu’, piacevolmente sorpresi. Dialisi – I Gini e il signore dopo i gini col volto dolcissimo sono stati i primi incontrati. E’ stato trattato nuovament il dramma dell’invasione degli scoiattolini voraci… Il venerdi’ 17 e’ stata occasione per poter chiacchierare un po’ e sfogarsi un po’ oltre al tema che pare andare per la maggiore inequivocabilmente e cioe’ “il Natale” quindi con chi lo passavamo cosa avremmo mangiato..e via e via… In ogni stanza abbiamo consegnato il pensiero..Ho parlato con la maria che m’e’ riuscito distrarre dal forte dolore che ha al braccio sinistro e cosi’ mi ha racontato della sua grande casa, del marito generoso che ha desiderato offrire la casa a tutti e due i figli ed ha realizzato questo suo desiderio e che purtroppo se ne e’ andato sette anni fa’….Insomma chiacchieriamo un po’ con tutti. ho chiesto a Carlo , visto che mi era rimasto impresso di un analisi che doveva fare fuori Firenze per poter rientrare in lista d’attesa per il trapianto a Torino e mi ha detto che sta’ aspettando la risposta dell’analisi.POco prima Nuvola aveva fatto una battuta che ho trovato fuori luogo e me la sto’
ricordando adesso ma niente di insormontabile. Stamani sentivo intorno agitazione. Poi ho provato a parlare a Patrizia una serie di volte ma venivo interrotta dai miei compagni, lo so’ che puo’ succedere ma sinceramente perdevo il senso di cio’ che stavamo facendo. Mi sono resa conto che tanto vuol dire l’ascolto della persona ma anche l’ascolto, l’attenzione di cio’ che sta’ avvenendo.Una cosa e’ essere efficienti un’altra e’ essere efficaci. Nuvola mi ha detto che devo essere piu’ sciolta quando la cosa avviene e imparare a gestirmi queste dinamiche. Imparero’. Dopo una sosta ai’bbarre siamo andati in amministrazione e poi in pediatria. Erano presenti alcuni piccinissimi. Nuvola Stellina e d io ci siam fermati da due genitori ed un piccino stupendo e da una mamma con la piccina dolcissima che aveva avuto la febbre. Ho dimenticato di scriver dell’azione concreta costruttiva di cambiamento nei confronti degli edicolanti. Con Nuvola abbiamo consegnato il regalino, era presente solo uno dei due che purtroppo non riusciva neppure ad alzare lo sguardo, comunque sia azione effettuata! Un saluto un augurio di buona festa a tutti!

Arancina

Ciao e Buon Natale a tutti voi.
Il turno del 24 Dicembre, è un turno strano, perché in effetti nell’aria si respira un’atmosfera diversa e tutti lo percepiscono chi più, chi meno.La sala prelievi vuotina, le persone stupite del regalo, tanti sorrisi.La dialisi con le sue emozioni, cerco di tuffarmi nella vita di tutti.Probabilmente presa un po’ dall’entusiasmo, dalla voglia di raccontare cose rimaste in sospeso ho anche interrotto, senza accorgermene per altro, Arancina, a cui chiedo ancora scusa.La pediatria con genitori pieni d’entusiasmo per i nuovi arrivati, nonostante il giorno prima di Natale siano lì…pace, è festa comunque!Con Fernando della dialisi parlavamo appunto del modo in cui si può vivere la vita con la propria malattia, quando essa non può distruggerla, ma ne diventa una parte ineliminabile e allora va rivisto tutto, ci si rimette in gioco, si cambia, si prova e si scopre qualcosa di nuovo.Il turno però non è finito qua, si è protratto nel pomeriggio con la visita a casa di Mario. Per me Mario è una persona fantastica, l’amore per Zampa, per gli animali in genere, il rispetto verso la vita, l’umiltà di quell’uomo mi sono entrati nell’anima fin dalla prima volta in cui l’ho conosciuto. Lui è stato davvero molto contento della nostra visita, non ci sperava e questo è indice probabilmente di quante volte promettiamo senza mantenere. Ci ha fatto conoscere il mitico Zampa, che è un canino pieno d’amore; ci ha mostrato la tomba che realizzato per il cane che aveva prima…è bellissima, io e Nuvola la vorremo così…nel giardino di casa, decorata con sassi grigi e colorati a formare dei disegni, con la lapide ed il nome. Chi conosce Mario può capire la forza e la bellezza di questo gesto. Parliamo tanto, conosciamo la sua bella famiglia, mangiamo un buonissimo panino con la soprassata artigianale, che mi sono proprio gustata.Ci lasciamo con una nuova promessa, con una fotografia (di Zampa ovviamente!) e con tutto l’effetto e gli auguri più sinceri.Siamo talmente contenti che sbagliamo strada al ritorno, ma questo ci permette di riflettere insieme un po’ più a lungo sul nostro progetto, sul futuro e sui risultati che può avere…io sono convinta che saremo medici diversi e che porteremo qualcosa di nuovo. Voglio che sia così e ci credo. Sia io che Nuvola, abbiamo fatto tardi ed eravamo molto stanchi, ma pieni e soddisfatti, spero che di visite a casa possano essercene sempre di più, credo che siano indispensabili anzi e che non solo rendano più facile il lavoro in ospedale come dice Nuvola, ma anche che riescano a dare un senso ed un significato maggiori a tutto quanto.
Fiducia, legami, “corrispondenza d’amorosi sensi”.Di nuovo auguri,

Francesca.

Dic 25, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

23 Dicembre 2010

Oggi turno in solitaria, sono curioso.consegnati i regali ai vari reparti mi dedico esclusivamente alla dialisi, dove tutti sono un po’ assopiti.in particolare:-1 ora e mezzo ascolto Mario: mi faccio raccontare più o meno tutta la sua vita: la guerra, suo padre, le ragazzine che gli piacevano(mi prendo una sedia e lo interrogo e vengono fuori dei racconti bellissimi e mi domando perché spesso non sappiamo trovare le domande giuste, per aprire le miniere personali degli altri, mi compiaccio di aver trovato una chiave e Mario ride e si illumina mentre racconta e ogni tanto si ferma preoccupato di farmi perdere tempo)-un’altra mezz’ora parlo con un signore che spesso aveva la mascherina, che infatti non riconosco, e mi racconta della sua storia con una peruviana con cui parla e parla e si divertono. -infine Umberto, il mio argentiere acculturato con cui ci foghiamo a ribadire le nostre comuni credenze e poi mi parla di una cosa e si mette a piangere e gli manca la voce, poi mi promette un film di Kurosawa, me lo porterà, se gli dico quando torno. nei seminterrati: -buongiorno!-No, così mi commuovi. Ma voi siete bravi? perché se siete bravi vi cacceranno da quest’opedale prima o poi.-Posso darle un regalo?-No, così però tù mi fai piagere, già è un miracolo che qualcuno mi saluti in quest’ospedale…Il signore delle pulizie mi sorride con la sua bella faccia, lo saluto.
bel turno, nuovo, diverso, intenso.

Zuppi

Dic 25, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

Venerdì 17 Dicembre 2010…report di Sbirulina

Turno di VENERDI’ 17 dicembre… e da buon venerdì 17 non si è smentito!
Parto da Firenze alle 7:40 e vedo qualche fiocco di neve… chiamo Nuvola, nel dubbio, e gli chiedo “ma lì com’è la situazione?”.. Risposta “Qui, tutto bene, non nevica, situazione tranquilla, vai ci si vede dopo!”
Arrivo all’ospedale (con un po’ di ritardo perché l’autostrada era trafficatissima), mi cambio e alle 9:15 partiamo col turno in sala prelievi.
In sala prelievi troviamo gli “aficionados” (… gli affezionati!  Ovviamente non ricordo i nomi… in particolare c’era il caro amico ex marinaio e il suo amico con i loro racconti sulle navi… bellissimi come sempre… e lì vicino a loro un signore che raccontava che il figlio adesso è su una nave di cui stava parlando uno di loro) ma non c’era nessuno per il prelievo… mi metto sotto il braccio di una signora (che era lì col marito) e le dico “Allora? Come va? Che si fa a Natale?” Da lì “si aprono le porte del Paradiso” e inizia un turno un po’ speciale 
Mi racconta di essere sposata da 60 anni (in attesa quindi delle nozze di diamante), di essere una bravissima cuoca… è lì parte un interessantissimo dialogo culinario tra lei e Nuvola. Ci racconta che il marito era un carbonaio e così continuano i discorsi nei dettagli… di com’era la vita di un carbonaio… la baita d’appoggio nei boschi… le pile di legno sovrapposte fatte ardere a fuoco lento… e il tutto si sussegue finchè iniziano addirittura ad avvicinarsi alcuni paziente incuriositi dai nostri discorsi… il tutto si allarga, dal gruppo di sedie dopo la colonna (in cui eravamo a parlare) al gruppo prima, vicino alla porta d’ingresso! Con racconti di dolci, uova (se siete curiosi di sapere cos’è un uovo per la gallina chiedetelo a Nuvola.. Ahahahah! Io non lo dimenticherò mai più!)  e galline! Ad una signora scappa di dire “a me un giorno capitò un uovo che puzzava di naftalina! Di sicuro la gallina ne aveva beccata una pallina per terra!” Ribatte Nuvola (o io? Non ricordo..) e fa “Buono signora! Ci poteva fare una bella frittatina da mette’ nell’armadio!”… Al che tutta la sala scoppia in una fragorosa e infinita risata (tanto da far dire al dottore nella stanza, al cambio di visita, di abbassare un po’ i toni!).
Alle 10 saliamo su in dialisi… Nella prima stanza quasi tutti dormivano… nella seconda: Nuvola si mette a parlare con un signore, io con Pia che era un po’ “provata” (aveva anche voglia di rigettare ma poi l’ho distratta)… Ha anche pianto con me raccontandomi di sentirsi sola… Ma ho provato a farle capire, con molti dialoghi, che se si prende il buono delle cose, se si apprezza di più quello che si ha invece di concentrarsi su quel che si vorrebbe, automaticamente la vita assume un altro colore e diventa più bella! Mi ha detto “grazie signorina… le sue parole mi fanno sentire meglio”… E per me quel “grazie” è stato il grazie più ‘pieno’, più dolce… più sentito di un qualsiasi altro grazie potessi ricevere!
A un certo punto (non ricordo come) mi accorgo che era il compleanno dell’infermiera di turno in quella sala!!!  Nuvola voleva farle un palloncino in regalo… e lei, felice al sol pensiero, gli ha chiesto di insegnarle a fare un cagnolino!  E quindi trascorriamo insieme qualche minuto “arrotolando plastica gonfia d’aria”… che ha dato vita ad uno splendido cagnolino per l’infermiera (il suo però alla fine è scoppiato!)  eheheh…
Nella terza stanza troviamo la mitica Patrizia con cui parliamo di balli, di pesci, delle festività natalizie… E’ sempre un piacere trovare il suo sguardo pieno di forza e dolcezza! 
Nell’ultima… “Gino e Gino show”! E (per l’appunto!) Gino ci racconta di aver avuto un’invasione di scoiattoli in casa!!! Con grande stupore di Nuvola (“mica aveva un’invasione di api… o cavallette.., o di tarme! … DI SCOIATTOLI!”) Ahahahah  Bellissimiiii!!! Gli scoiattoliiii in casaaa che sgranano tuttoooo  ahahahah
Non so come, né perché… ma è stato un turno talmente carico di energia e si son fatte le 12 senza che nemmeno ce ne accorgessimo!!! Pausa caffè… e ci troviamo a parlare giù io e Nuvola, tra un cicchino e un altro, di discorsi generali su alcune ‘dimensioni’ importanti della vita… il tempo… l’organizzazione… le relazioni interpersonali… le priorità… insomma… un discorso molto ampio e interessante… Ragazzi (forse lo dico a voi per dirlo a me, e scusate questa piccola parentesi che sto per fare) non sembra… ma a volte, nel correre troppo, ci sfugge di mano LA VITA e le cose più importanti ad essa collegate!
Alle 12:30 inizia a nevicare e io e Nuvola pensiamo bene di iniziare a cambiarci per andare via prima che attacchi (quindi non siamo passati dalla pediatria). Usciamo in mezzo a una tormenta di neve… prendiamo le macchine… ma c’erano già 5 cm di neve ben attaccati! Proviamo a dirigerci verso la rotonda grande per prendere poi il raccordo autostradale… ma era tutto bloccato! Mi viene l’idea di girare a destra al bivio per Ponte a Ema e coinvolgo Nuvola in questo tentativo di sfuggire al caos… fortunatamente le nostre macchine camminano ancora in direzione Firenze ma… la Chiantigiana era chiusa… la mia macchina si impantana nella neve… la accostiamo (per fortuna io e Nuvola non ci siamo separati! Eravamo insieme… e sono così potuta salire in macchina sua –e fortunatamente lui aveva le gomme nuovissime di 1 settimana- al caldo… altrimenti, da sola, in quella situazione… boh… non avrei davvero saputo che fare) e proviamo ad andare avanti… finchè riusciamo ad arrivare al Q8 prima della rotonda… di nuovo blocco totale del traffico… Mi viene di nuovo l’idea di dire a Nuvola “aspettiamo a imbucarci nella coda, vediamo quanto scorre… così almeno qui abbiamo il Q8 vicino e, in emergenza acqua o cibo, qualcosa da sgranare troviamo” (ore 14… tutto fermo)… Scendo a vedere ma è chiuso. Fortunatamente Nuvola decide di portare la macchina nel Q8 e di aspettare… vediamo che ci sono altre persone intorno a noi.
Una signora, Francesca, mi chiede aiuto per montare le catene… vado da lei e provo ad aiutarla. Sono andata bene fino agli agganci finali… lì non ricordavo bene come si faceva. Accanto a noi c’era un ragazzo, Gabriele, che stava facendo la stessa cosa con la macchina di un’altra signora. Francesca va a chiedergli se gentilmente poteva aiutare anche noi… così… dopo il turno clown tra prelievi e dialisi… iniziamo a fare “i benzinai”!!! Ahahahah  Gabriele era riuscito ad arrivare a piedi lì dopo essere caduto (e fortunatamente senza farsi niente) dallo scooter, tornando a casa anche lui dal turno di lavoro al Niccheri. E così io, Nuvola e Gabriele diventiamo una squadra.
Alle 15 arrivano i proprietari del Q8 e scoppia un’applauso di tutte le persone (che nell’ora si erano accumulate lì davanti in attesa di un posto al caldo, di una bevanda calda, di cibo.. o di catene!).
Ferma con noi al Q8 prima dell’apertura c’era anche un’infermiera di Ponte a Niccheri che doveva urgentemente arrivare a casa per prendere dei farmaci salvavita! Così Nuvola ha cercato di aiutare lei e l’ambulanza che si è fermata anch’essa in attesa di poter riportare a casa un paziente che aveva fatto una visita all’ospedale. Un pandemonio!
La neve che continuava a venire giù forte e incessante, come una bufera… Non restava che aspettare… socializzare… e sostenere tutti i presenti, chi più chi meno disperato.
Conosciamo una bimba piccola (e i suoi genitori), con cui mi metto anche a fare a pallate di neve per distrarla dalla situazione  … cerchiamo di far desistere due signori dall’idea di andare a casa A PIEDI da Ponte a Ema fino a Scandicci ma purtroppo non ci riusciamo… Nuvola regala loro il suo ombrello ‘dell’Ikea’ con tanti auguri e, tra lo stupore di tutti, loro partono davvero! Il paziente dell’ambulanza viene portato al caldo, nel Q8, accanto al bancone della cassa… chiedo se è tutt’ok, se aveva mangiato (e non aveva mangiato, come tutti noi d’altronde…). La signora del Q8 gli offre un tè caldo e lui lo gradisce, avendo in quel momento molto freddo. Nuvola va in macchina, prende la coperta del suo cane e gliela regala (non sapevano in quale altro modo tenere il paziente un po’ più caldo). Tra il panico generale trovo anche un ragazzo che mi chiede se vado mai al Luxury (disco-pub vicino a Scandicci)… mah! Dico… fosse stato “il giorno del Giudizio”, il giorno de “l’Era Glaciale”… chiamatelo come vi pare… io l’avrei mai fatta questa domanda a una delle ultime facce che avessi visto? Credo proprio di no! Ari-mah… Comunque il mondo è bello perché è vario! 
Ok… siamo giunti alle 17 circa… bagno della Q8 guasto… ovviamente no problem per gli uomini che hanno giustamente “seminato” i loro bisogni sul retro del benzinaio… ehm… Ma inizio a sentire anche io l’esigenza del bagno. E ora? Che si fa? Nuvola non si perde d’animo… andiamo insieme a cercare qualche anima pia di Ponte a Ema che ci ospiti a casa per usufruire del bagno… e fortunatamente troviamo un gruppetto di ragazze colombiane sotto casa a far foto e giocare con la neve! Noi, faccia come il “di-dietro”, chiediamo loro di poterci ospitare e di farci usare il loro wc, e fortunatamente loro, carinissime, ci fanno entrare… Sono state davvero gentilissime!
Tutto questo a distanza di 5 minuti a piedi dal benzinaio, camminando sulla neve e sprofondando di 20 cm circa! E io con le scarpe più inadatte alla neve!!!
Torniamo al benzinaio e “la processione” continua… noi riusciamo a decidere di ripartire verso le 18-18:30, dopo aver cercato mille soluzioni alternative (raggiungere amici vicini con la macchina o a piedi e chiedere ospitalità per la notte, mille telefonate a/da parenti preoccupati… e tutte le linee erano intasate). La strada si era un po’ sbloccata. Quindi la squadra Nuvola, Gabriele, Sbirulina parte scegliendo di passare dalle Cinque Vie miracolosamente sgombre dal traffico ma piene di neve e, dopo molti altri aiuti dati per strada (a spostare macchine, a dare passaggi), riusciamo finalmente a raggiungere la casa di Gabriele (che gentilmente ci offre la cena per ringraziarci del pomeriggio insieme) e la casa della nonna di Nuvola.
Il mattino seguente Nuvola e Timmy (che fortunatamente era riuscita a raggiungere a piedi dalla tramvia casa della nonna di Federico) aiutano me. Mi accompagnano gentilmente a prendere le catene a casa (non so perché ma non erano in macchina mia!)… ci scambiamo un pensiero che io avevo preso loro al Paradiso delle Sorprese, per strada, prima di arrivare a casa,… e al ritorno trovo che anche loro avevano preso un pensiero per me a un negozio vicino alla macchina nell’attesa che tornassi (abbiamo avuto lo stesso pensiero! … Ma come potevo non farlo? Sono due persone STRAORDINARIE!)… e mi riportano a Ponte a Ema a recuperare la macchina! Mi aiutano a togliere la neve, ad alzare la macchina col cric… e a montare le catene alle ruote… Giuro che non avevo più forze, nemmeno per piangere, ma avrei pianto davvero, dalla gioia di aver passato 2 giorni incredibili, assurdi, quanto indimenticabili insieme a loro due e a tutte le persone straordinarie che ho incontrato in questi 2 giorni… Ancora avrei voglia di piangere dalla gioia (sono riuscita a tornare a casa alle 16 di oggi, sabato 18 dicembre); ora sono le 21… ma da quando ho messo piede in casa ho avuto solo la forza di farmi una doccia calda, mangiare qualcosa, scrivere tutto quello che mi sono ricordata fin’ora nel report (prima di dimenticarlo) e infilarmi a letto. Ancora non ci credo che tutto questo sia solo un ricordo di venerdì 17 e sabato 18 dicembre… ma è proprio così.
Mi sento davvero fortunata ad aver beccato questo turno. Sono stanca morta fisicamente, ma talmente felice e piena di gioia dentro… che rifarei altri 3 giorni pieni così! Mi hanno arricchita dentro di tante cose che avevo bisogno di ritrovare… e di scoprire di me…
Vi abbraccio tutti virtualmente e vi auguro un Felice e sereno Natale… e Buone Feste.
Sbirulina.
Dic 19, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

Venerdì 17 Dicembre 2010..report di Nuvola

Ecco intanto il mio report, a breve quello della mia compagna clauna Sbirulina

Carissimi clauni e amici, questo è un report abbastanza particolare, ne scriveremo due, uno io e uno Sbirulina, probabilmente diremo e racconteremo le stesse cose ma ognuno9 di noi ha la voglia di condividere con tutti voi la giornata di venerdì che è stata davvero particolare, vedrete la giornata da due punti di vista, a noi è servita molto e abbiamo imparato tanto, è diffcile scrivere questo report e vi avviso subito…sarà parecchio lungo, andiamo ad iniziare allora.
Mi sveglio la mattina di Venerdì alle 6 circa, mi alzo, porto fuori il cane e vedo i primi fiocchi di neve che però dopo 5 minuti cessano di scendere, per sicurezza metto le catene nuove nuove e mai aperte prima in macchina e parto, arrivo benissimo e senza problemi di traffico, alle 08.10 sono già in ospedale, mi chiama Sbirulina per sapere come è la situazione strade e le dico:”Tranquilla parti…non c’è neve e strade libere, ci vediamo in ospedale”. Iniziamo così il turno, sala prelievi poco affollata ma con bella gente, chiccchieriamo con tutti e stiamo bene, caffè e dialisi, anche là tutto bene, mfinita la dialisi ci mettiamo a parlare perchè Sbirulina voleva chiedermi delle cose e confrontarsi su altre, parliamo, parliamo, a un certyo punto guardiamo fuori dalla finestra e vediamo scendere un sacco di neve, decidiamo così di saltare la pediatria e di avviarci verso casa…sennò si rischia di non tornare…ahahahah…ora ci rido ripensandoci…si rischia di non tornare…come se poi fossimo tornati davvero…
Prendiamo le macchine e ci avviamo verso l’autostrada, dopo duecento metri capiamo che la scelta dell’autostrada forse non è intelligente, Sbirulina ha un lampo di genio (grazie ancora) e ci dirigiamo verso le strade interne che sembrano più libere, dopo trecento metri la macchina di Sbirulina è infognata nella neve e non si muove, non ha le catene, la mia macchina invece viaggia ancora senza le catene, parcheggiamo la sua macchina…parcheggiamo…insomma la buttiamo a destra..ovvero ci va da sola scivolando e sgommando, lei prende la sua roba, sale sulla mia e ce ne andiamo…ce ne andiamo…insomma facciamo 500 metri e qua Sbirulina ha un altro colpo di genio (se un c’era lei io ero ancora sotto la neve secondo me)…vede un Q8 e dice:”Proviamo avfermarci là e vediamo il traffico come scorre..male che vada si piglia un caffè”…ci fermiamo…porto la macchina al coperto al Q8 e vediamo che è pieno di persone in attesa, qualcuno lo conosciamo essedno dipendente dell’ospedale, troviamo un’ambulanza ferma senza catene e col malato a bordo che non sa come muoversi e tante altre persone, un ragazzo molto gentile sta montando le catene a tutti quelli che non sanno farlo…cioè tutti quelli fermi al Q8…il ragazzo si chiama Gabriele e fa il tirocinio al Niccheri come medico di emergenza, è caduto dal motorino, per fortuna non si è fatto niente ma sta là ad aspettare che qualcuno lo raccatti…ci guardiamo negli occhi tutti e tre e decidiamo che la giornata la vivremo insieme, che saremo noi a raccattarlo…non sappiamo quando ma ce ne abdremo insieme da là, in auto a piedi oppure saltellando su un alluce ma comnunque insieme, dopo mezz’ora apre il benzinaio, entrimao dentro, fa caldo, hanno la macchinetta del caffè e le patatine, decidiamo di prendere un caffè e mangiare qualcosa, intanto prolunghiamo il turno calmando le persone ferme e facendole ridere, analizziamo a voce alta la situazione e cerchiamo di far capire a tutti quanto siamo fortunati…abbiamo un medico di emergenza, poi arriva anche un cardiochirurgo impantanato con l’auto, abbiamo del caffè, cioccolata calda, tè, patatine, un posto caldo in cui stare senza dover tenere le auto accese per forza col rischio di finire la benzina…poi abbiamo la benzina essendo da un benzinaio e possiamo fare il pieno, il benzinaio ha le catene per quasi tutti in vendita, abbiamo un’ambulanza e tre militi pronti ad aiutare tutti, abbiamo il capo coperto stando sotto le pompe della benzina,. Le auto sono libere dalla neve, chi no sa emttere le catene ha a disposizione chi lo può aiutare e anche un cric professionale del benzinaio, unica cosa manca il bagno perchè hanno i tubi rotti ma davanti è pieno di case e qualcuno ciu farà entrare in caso di bisogno, il benzinaio vende anche scarponi da montagna…che vogliamo di più…siamo i più fortunati di tutti in quel venerdì 17…già è anche venerdì 17…io metto i soldi nella macchinetta del caffè e offro bevenade calde a tutti, le persone soridono, si calmano, Sbirulina raccatta una bambina e si mette a fare a pallate di neve, tuti restano là compatti…qualcuno inizia a riconoscermi come Dottor Nuvola, la moglie del benzinaio mi riconosce, ho lavorato con sua figlia ricoverata al Niccheri in pediatria appena due settimane fa, le ho regalato un bicchiere dell’alcas che si illlumina e la bimba da allora beve solo nel bicchiere del Dottor Nuvola, ci accolgono a bracdcia aperte, non solo me ma tutti noi, il benzinaio, sua figlia grande e la moglie, ci sentiamo a casa. Dopo tre ore siamo ancora là, oramai sono le 16.30 passate e le auto in fila davantio al benzinaio sono le stesse dell 13.30 …nessuno si muove, noi restiamo là…i primi due grulli decidono di andare a piedi da là a soffiano, gli regalo il mio ombrello perchè nevica e gli dico di no andare, loro vogliono andare, via l’ombrello e via loro due amici…spero siano arrivati a casa…uno col furgone piantato vuole cyhe lo accompagni in Viale Europa con l’auto a comprare le catene del furgone che il benzinaio non ha…io gli faccio noatre che sono disponibile ma non imbecile…da là io non mi muovo, gli offro di venire con noi, a cena e dormire….lui dice che il furgone non lo vuole lasciare…io gli dico che tanto chi vuoi glielo prenda…una volta chiuso…ma lui è attaccato al furgone come alla su mamma…non lo lascerà solo, intanto il malato nell’ambulanza riwschia di morire di freddo, lo scendiamo emettiamo la barella al caldo nell’ufficio del Q8, l’ambulanza non ha coperte e io gli regalo quella di Humnphrey…il mio cane, che ho in macchina, lo copriamo e sta meglio…dopo un ora l’ambulanza decide di provare a partire, va via col malato, ci lasciail telefono per sapere come andranno le cose e partono con la copertina del cagnolone sopra il malato…parecchio igienico si…ma almeno un more di freddo…per informazione…l’ambulanza non ha le catene in dotazione e partono senza catene…speriamo a bene diciamo noi…
alle 18 Sbirulina deve andare in bagno…non c’è il bagno e allora decidiamo di suonare qualche campanello alle case davanti e chiedere il favore di usare il loro bagno, troviamo una sudamericana gentilissima che ci fa entrare a casa sua…alla fine se vogliamo e proprio rimanoamo là possiamo anche andare a cena e a dormire da lei, decidiamo di non approfittarsene ma fa bene sapere che qualunque cosa accada non dormiremo in auto…la gente al benzinaio si stupisce che qualcuno ci abbia aperto la casa, gli spieghiamo in breve che è normale, che loro magari non sono abituati ma io penso che la gente sia solidale…e vediamo che è una cosa alla quale neanche avevano pensato, siamo messi talmente male che qualcuno è addirittura sicuro che gli altri lo lascerebbero morire congelato in strada invece di aprire la porta, qualcuno dice…io no aprirei…io dico che aprirei…alla fine tutti aprirebbero, anche quelli che non erano convinti….speriamo se ne rammentino quando saranno loro a casa e qualcuno busserà alla loro porta…quello di Empoli col furgone intanto è disperato per il furgone…noi alle 19 decidiamo di partire, il benzinaio presta un cappello di lana a Sbirulina e insieme a Gabriele decidiamo di partire e provare ad arrivare a Scandicci dalla mia nonna e a casa sua per passare la notte al caldo almeno…invito a salire quello del furgone ma lui non lo lascerà quel cazzo di gurgone…gli vole bene come a un figliolo…che furgone fortunato…e che essere umano poco saggio….
Decidiamo di fare strade alternative, le 5 vie, galluzzo, la strada dove c’è il ristorante Bibe, tuta curve e salite sperando che nessuno ci si sia avventurato senza catene e di trfovare perciò la strada libera, la mia Punto con gomme e catene nove pare un gatto delle nevi…a tratti percepiamo anche che miagola da quanto gode a vedere i suv fermi e lei andare avanti, andare avanti…e i suv con 4 ruote motrici da 60.000 euri fermi agli angoli…pare dica….miaoooooooooooo…quest’altra volta vu spenderete meno e vu viaggerete meglio…ma tanto la prossima volta spenderano di più…perchè l’altra volta siamo rimasti fermi con quello da 60.000 euro…quest’anno compro quello da 100.000 e vedrai come vo…alla fine impantaneranno solo 40.000 euro in più…
la strada non solo è libera ma è meravigliosamente bella…intanto Sbirulina è due ore che ci fracassa i coglioni a tutti con il fare le fotografie…farà un report fotografico…ahahaha…dopo vi spiegherò perchè adesso rido…arriviamo bene al galluzzo, raccattiamo qualcuno per strada rimasto fermo, continuiamo, al galluzzo traffico tremendo, due ore per fare 100 metri, alla fine ariviamo sulla strada per scandicci, libera, viagiamo bene e continuiamo a raccattare gente per strada, arriviamo a casa della mia nona, ci scaldiamo, trovo Timmy che, grazie alla tramvia e ai suoi piedini è arrivata là sotto la neve da lavoro, decidiamo che ceneremo insieme a casa di Gabriele (tra l’altyro poi scopriamo che Gabriele è coinquilino di Panzanella, una ragazza clauna che era con noi qualche tempo fa)…mangiamo insieme e Sbirulina si accorge che tutte le fotografie fatte nel pomeriggio si sono magicamente cancellate dalla memoria della sua macchina fotografica…non le ritroverà mai più…ahahaha…dovrà ricordarsi la giornata a memoria…
andiamo a letto, io e Timy dalla nona e Sbirulina da Gabriele, la mattina dopo recuperiamo Sbirulina, troviamo le catene per la sua auto, torniamo a prendere la macchina e andiamo a casa, piano piano a 20 all’ora e continuando a raccattare gente per la strada fino a 1 chilometro da casa mia, l’emergenza è quasi passata e la gente è di nuovo tutta incazzata, suona, opffende, urla, strepita, tutta la solidarietà del giorno prima è andata a farsi fottere, la mia no sia chiaro, quando impareremo a stare normalemnte insieme come in emergenza senza l’emergenza?
A proposito…manca l’ltimo compito rimasto indietro perchè abbiamo trovato il benzinaio chiuso ieri è andare a portargli un regalo di Natale che gli ho comprato ieri mattina, cosa che farò il 24 subito dopo il turno in ospedale….così l’emozione durerà ancora per una settimana per me…mentre la gente tornerà a urlare io terrò nel cuore fino alla notte di Natale un regalo da dare a chi mi ha aiutato….
ciao a tutti voi

Nuvola
Dic 19, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

04 Dicembre 2010

Per me è stato il primo turno con Adriana, Clementina da adesso, devo dire che è stata molto brava, ha una buona energia, abbiamo rotto dei muri che erano alti da tanto tempo con alcune persone e questo mi ha fatto piacere, Clementina è carina, solare e gentile con le persone e tutte le volte che faccio il primo turno con un clauno nuovo vi assicuro che è una bella esperienza perchè si mischia una energia un pochetto ammuffita e quasi sempre simile a una nuova e curiosa ed escono cose straordinarie, lascio il turno con una idea da realizzare, un regalo da portare a un barista bravo anche se un poco provato dal lavoro e dal mal di schiena, nonostante questo con noi sorridente e aperto, non è poco davvero, una sola riflessione, ogni volta mi stupisco di quanto voi siate in grado di aprirvi con me senza nenache conoscermi come al rpimo turno, questo per me è un onore, un rpivilegio e una grande occasione, ringrazio davvero Clementina dal profondo del cuore e gli faccio un applauso con due mani rattrappite dall’artrosi, che però si muovono veloci grazie soprattutto a tutti voi.

Nuvola

Turno appena finito. Secondo turno. Guardo l’ospedale da fuori mentre aspetto l’autobus e penso a tutti i volti che ho incontrato oggi, le persone che ho conosciuto, le vite delle persone di cui ho fatto parte anche solo per un minuto. Donne e uomini con le proprie storie, le proprie emozioni e stati d’animo…le stesse persone che poi incontro per strada, al supermercato, in università, o proprio in ospedale. Ma pare proprio che il naso da clown “ti giustifichi” nel gridare buongiorno a tutti, nello scambiare sorrisi generosi e affatto timidi a qualsiasi sguardo incroci il tuo, nello scherzare e poco dopo nel parlare di argomenti profondi, di sentimenti, di pezzi di vita con persone che probabilmente non incontrerai mai più. E mi chiedo, quanto sia difficile fare ciò senza il naso da clown, viviamo tra le persone ma non viviamo le persone. Perché nella nostra quotidianità è cosi difficile instaurare relazioni, contatti umani?
Con queste riflessioni affronto e lascio la sala prelievi.

Dialisi: si comincia con un “non me ne può fregar di meno di voi” di un’infermiera. La schiettezza che ha piuttosto sorpreso e spiazzato me, invece è stata una palla da cogliere al balzo per Nuvola. Mi ha spiegato, dopo, che da tanto tempo questa signora manifestava la sua antipatia per noi clauni ma senza affermarlo esplicitamente, e proprio questa è stata un’ottima occasione per cercare di spiegare lo spirito con cui lavoriamo, con la ferma convinzione che può esserci sempre qualcuno che accoglie e che necessita della nostra attenzione e del nostro ascolto, con la capacità di capire e rispettare chi non vuol essere imposta la nostra presenza. Non credo che ora questa infermiera ci ami, ma ci ha ascoltato e forse questo è già tanto.
Altri mondi si aprono nelle varie sale della dialisi…carpisco, grazie a Nuvola, frammenti di questi mondi e non posso che sentirmi piccola, ma così piccola, di fronte a sofferenza, serenità, coraggio, energia, debolezza, reattività e rassegnazione. Che sono io di fronte a tutto ciò?

Pediatria. Continuerò sempre a pensare che non c’è nulla di più perfetto, più straordinario, più potente di un bambino….ed è stato cosi dolce vedere un piccolo esserino rannicchiato sulla pancia del proprio padre. Ne ho visti tanti di papà oggi….e tutti erano cosi fieri e felici delle proprie creature! Mi è piaciuto.

È stato un turno di riflessione…questo bagno di umanità è capace di smuoverti e rimescolarti dentro. Sono stanca ma felice.

Un ultima cosa…non c’entra molto col turno, ma è stato un episodio che mi ha tolto un pochetto della pienezza che mi ha lasciato la mattinata. Scesa dall’autobus in centro sono andata in cartoleria…non poteva accogliermi una signora più ostile di cosi. Mi ha trattato malissimo, solo perché non avevo già in mente il colore del cartoncino che le avevo chiesto e quindi le ho fatto perdere tempo (testuali parole) e perchè non voleva darmi un sacchetto per portarlo via….sono uscita arrabbiata, amareggiata, triste. Basta cosi poco per farti derubare dell’ottimismo e del buon umore che hai faticosamente conquistato. Per cercare di recuperare il danno al mio umore, ho pensato al ragazzo del bar dell’ospedale col mal di schiena, il lavoro che non gli piace e tutta la sua insoddisfazione e rabbia interiore…eppure non mi ha negato un sorriso e parole gentili. Meno triste, ma un po’ di amarezza mi è ancora rimasta…

Buona notte a tutti clauni!

Clementina

Dic 4, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

29 Novembre 2010

Oggi è stato il mio secondo turno da clown (potrei dire che è stato come se fosse il primo dato che l’altro è stato mesi fa). Sono una ragazza abbastanza timida per cui la prima volta è sempre un po’,come dire.. silenziosa, però è stata davvero carica di emozioni. Sono arrivata in ospedale con mezz’ora di anticipo e così ho avuto il tempo per agitarmi un po’ mentre riflettevo e mi chiedevo come sarebbe andato questo turno. Quando sono arrivati nuvola e arancina e così abbiamo cominciato il turno.
In sala prelievi abbiamo incontrato una nonna di 88 anni che leggeva “La casta” e era colma di una saggezza e una cultura che mi ha lasciato senza parole, e poi alcune donne ci hanno confidato i loro problemi. In dialisi sono rimasta molto toccata da una signora che stava soffrendo davvero tanto, era così avvilita e aveva perso la speranza.. continuava a dire che non ne poteva più, non con rabbia, ma con gli occhi tristi e rassegnati. Vedere qualcuno soffrire così mi ha fatto sentire quanto sono minuscole le mie sofferenze, e ho pensato a quante volte mi lamento per niente. Mi ha commosso profondamente, così l’ho salutata, ma non sono riuscita a parlare, così ci siamo guardate e le ho sorriso. Ho cercato di trasmetterle un po’ di forza, un po’ di speranza, non è tanto, non è niente in confronto a quanto stava soffrendo, ma mi sono sentita utile, mi ha dato tanta gioia poter fare qualcosa per lei. Siamo andati anche in pediatria dove c’erano diversi bambini, tra cui una bimba che sgridava la sua mamma perchè si preoccupava troppo per lei. Poi ci siamo fermati da una coppia di giovani diventati genitori di due gemelline da cinque giorni, due bimbe veramente splendide. Erano talmente felici di essere diventati genitori che trasmettevano gioia con ogni loro gesto, erano davvero una coppia meravigliosa. Una cosa che in generale mi faceva sorridere ogni volta che succedeva era notare gli sguardi incuriositi, stupiti, nonchè i sorrisi e a volte le “bocche aperte” che c’erano quando passavamo nei corridoi o nelle sale..forse dopo un po’ ci si fa l’abitudine..ma mi è sembrato così bello poter far sorridere le persone anche solo per un istante..a volte può davvero cambiare la giornata.
Bilancio: direi che è stata un’esperienza molto positiva, mi ha fatto sentire viva e sono tornata a casa con un grande sorriso sulle labbra, ma soprattutto nel cuore.

Rolli

Dic 3, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

27 Novembre 2010

sala prelievi
bimba assai spaventata>somministrati 1 Nuvola + 1 buon infermiere>il dramma del primo prelievo si risolve per il meglio

dialisi
MIRACOLO! incauto, l’iroso amico della seconda stanza principia una discussione civile col nemico clown(noi), argomento ‘quando gioca la fiorentina?'(io e Nuvola ci guardiamo ignoranti)prestamente accortosi del cedimento alle infiltrazioni avversarie ritratta e ci congeda con mansueta rudezza
eppure, ci ha parlato
non solo, ci ha manifestato il suo disagio, la sua volontà di cambiare ospedale
chiedere aiuto, non esiste cosa più difficile
Nuvola annosamente consapevole delle resistenze dell’uomo avverte l’esponenzialità del miracolo, io sorrido e annuisco

pediatria
mamma con bimbetto, altri due a casa, sorride: io ne farei anche un quarto!
Nuvola stretto spalle al muro da tanto fulgido amore della vita e della numerosità della stessa si difende:
‘voi donne avete una marcia in più, e lei signora c’ha una forza, che a trovarla!’
tessiamo duplici lodi alla mamma dai saldi valori affettuosi, se le merita, a giro si stanno estinguendo persone di umana foggia
la sana bella norma diviene eccezione e il mondo va allegramente a puttane
l’egoismo cresce figli unici sotto il tetto di claustrofobici-paranoici affetti genitoriali e la follia dilaga mentre l’uomo si incammina lontano da ogni cosa naturale e bella
verso il baratro dell’autodistruzione!
amen.
(oggi mi sentivo in vena di morali)
baciotti clauni

Zuppi

Dic 3, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments

20 Novembre 2010

Ho un quadernino e una penna.
Sto aspettando Margherita all’ingresso dell’ospedale. Al caldo.
Oggi andata così cerco in borsa il libro e trovo carta e penna. Che fare? Scrivo.
Faccio il Report in itinere.

E’ presto, stranamente, in anticipo.
Mi sono svegliata e pioveva.
Ho messo in moto la macchina e non lo faceva già più
Bene così
Decidiamo a tavolino, io e il mio pensiero positivo di stamani, di colorare questa giornata grigia.
Oggi mi voglio dare al turno.
Voglio ricevere l’energia che avrà con sè
Ci vado spoglia e spero di tornare con un vestito colorato.
Sono una tela bianca.
Speriamo che funzioni.
Così mi affido a lui, al turno, alla sua forza e allo spirito della gente.
La gente sfila, io li guardo.

Fine del Report in itinere!!

Così, arrivata Margherita e ho interrotto per continuare adesso, una volta a casa, a pomeriggio quasi finito.
Davvero bei colori sul quadro che prima era bianco.
Ho ritrovato il clown che riposava da un po’ .Il trucco è stato partire senza aspettarsi niente, senza voler troppo da se stessi, dal turno, da chi si incontra e da quelli con cui ci si scontra.

Torniamo ai nasi disegnati male e alle scale, quelle giuste.

Si parte con la sala prelievi. Ed è come fare un bagno al mare: prima si entra, l’acqua è fredda. Poi dopo un po’ ci si ambienta . E’ un piacere stare in acqua. Il mare non è più freddo, ma è freddo fuori dall’acqua.

Sensazione condivisa con Margherita.
Si chiacchiera di medicina con una bella signora. Una ragazza boliviana ci parla di parchi, di coccodrilli allo stato brado e di laghi di sale.

Un signore ci decica tanti versi. Ma grazie!

La sala da piena si fa vuota. Peccato. Si stava bene.

Caffè¨ e dialisi.

Il solito amalgama di emozioni e di visi che insieme fanno un bel puzzle che mi stupisco di saper rimettere insieme, almeno oggi.

Conosco Eleonora, con cui non avevo mai parlato. Poi Maria. Poi Franco. La prossima volta sarò preparatissima sui Rolling Stone.

Poi Sabrina di buonissimo umore.Mi chiede un palloncino a fiorellino. Mi si rompono 2 palloncini in un nanosecondo. Mi tocca ripiegare su un cagnolino causa fine riserve di palloncini in tasca Sigh.
Digressione sulla frutta acerba con Bruno. Ci piacciono parecchio le mandorle. Buone le mandorle!

Armate di palloncini, di cui ci siamo rifornite dall’armadietto, possiamo affrontare i bimbi.
C’è un bimbo bello con le lacrimucce a fior di pelle, a cui portiamo libri. Non sembra apprezzare. Ma magari cambierà idea.

Poi saluti alle mamme e un “bambino” che era il doppio di me.

E così è andato. Molto bene. E così si ritrova il senso. Il senso dello scambio costruttivo di parolequanto più semplici, e del contatto.

Sta a noi star bene nell’abito del personaggio che per qualche ora diventiamo.
Un giorno qualcuno mi disse:”Io sto bene ovunque, il luogo non conta”. Sul momento mi colpì e adesso mi torna in mente.
Oggi da Clorofilla sarei potuta essere da qualsiasi parte.

Un grazie a Marghe

Vi abbraccio forte, forte

Clorofilla

Dic 3, 2010 | Posted by in Blog | 0 comments
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