REPORT DI UNA MISSIONE CLAUNA IN RUSSIA CON PATCH

REPORT LUNGO MA LO CONSIGLIO UGUALMENTE, IL TEMPO A VOLTE PREMIA, IO CE LA SPENDEREI UNA VENTINA DI MINUTI DI VITA A LEGGERE QUESTO, GRAZIE ALBERTO, DI CUORE E DI NASO

Cari clauni e amici questo è un report molto molto lungo e molto molto particolare ma vi prego di avere la pazienza di leggerlo, è il racconto di Alberto, un amico clown di facebook, che è appena tornato da una missione clown con Patch in Russia e ha fatto, su mia richiesta specifica, un racconto molto bello, particolareggiato e ben fatto della missione, insomma un diario prezioso davvero, questo è un bel regalo inaspettato che ci è piovuto dal cielo e io ho preso la palla al balzo

un abbraccio

Nuvola

Ciao Federico,
innanzitutto ti ringrazio di cuore per la richiesta e soprattutto per l’interesse e spero, ma ne sono sicuro dato il semplice “pensare che possa essere utile”, che anche solo una piccola emozione o un piccolo aneddoto venga custodito da qualcuno. 
Penso che la presentazione sia d’obbligo per capire che, chi sta aprendo la porta dei ricordi della sua esperienza appena passata, non è ne un clown professionista ne tantomeno un clown dottore datato.
Il mio ingresso in Vip Italia, associazione nazionale molto nota ed ampia (ne parlerò in seguito), risale solo a novembre 2012. Questo non vuol dire che il mio interesse in materia è così acerbo, ma la “scesa in campo” vera e propria ha poco più di un anno di vita.
Premetto che il motivo per cui ho deciso di entrare nelle stanze degli ospedali tentando di sovvertire gli schemi classici di terapia è duplice ; il primo è un motivo personale, il secondo ha un nome : Patch Adams.
Entrando in associazione, dopo alcuni mesi di euforia dettata dalla novità, ho iniziato a sentire la mancanza di un qualcosa che non era ben definito. Eravamo tutte persone molto dedite a ciò che facevamo…prepariamo il camice, naso e poco altro, mettiamo tutto in uno zainetto e varchiamo la soglia delle strutture settimanalmente. Dopo poco ho sentito che gli schemi e l’abitudine per molti avevano preso il sopravvento. Intendo, si entra in una stanza , si esordisce con una frase del tipo “siamo venuti per donare un sorriso”, si copiano ed incollano alcune gag e si saluta con un palloncino. “Mio Dio” ho iniziato a pensare, “ma era questo il fuoco che andavo cercando?Se fossi io il paziente come reagirei a queste visite?I pazienti sono tutti uguali?Come mai non possiamo abbracciare e avere un contatto più intimo, se è il paziente a richiederlo?” Beh mi rendevo conto sempre più che lo schema e la formazione, necessaria peraltro, aveva però prodotti tanti clownini tutti uguali e poco inclini ai cambiamenti e agli “azzardi”.
Allora ho preso la palla al balzo e ho guardato dentro me per cercare il tassello mancante di questa mia nuova esperienza.
Cercato e cercato ho voluto osare. Ho sentito il bisogno di conoscere ciò che ancora non si conosce (cosa che consiglio vivamente a chiunque) per migliorarmi e per tentare di migliorare. Patch era la risposta.
Quante volte ho visto il film e quante volte ho pianto (penso di non essere stato l’unico) per quella passione, quel fuoco appunto che percepivo dal suo messaggio. Ma per capire dov’era il limite della Hollywood patinata e la realtà ho voluto toccare con mano.
Quindi sono andato sul sito del Gesundheit, ho controllato quali fossero le missioni clown umanitarie in programma e ho mandato la mail di richiesta. Tutto molto semplice ragazzi, le uniche incognite e forse ostacoli sono il prezzo (ma il volo, il vitto e l’alloggio si pagherebbero in ogni caso e in ogni missione) e le ferie. Per fortuna ho rinunciato alle “ferie” estive e ciò mi ha permesso di poter realizzare questo sogno.
Non mi dilungo più in questa premessa, però doverosa, e passo al dunque.
Email dal Gesundheit : cari clown, non ci sono e non ci devono essere “regole” per fare quello che faremo, l’unica cosa che vogliamo consigliarvi è di indossare i vostri vestiti clown da quando lascerete casa vostra per l’aeroporto a quando sarete di ritorno. Wow!
Curioso passare dalla dogana con naso, chitarra e giubbotto colorato … Passi una volta e suona.. Dicono “magari qualche moneta”… Mmm no! “Togliti la giacca” … Di nuovo quel tintinnio!! Ahahahah “il sorrisetto di doganieri in combutta quasi infantile che ti fa capire ” pirla togliti le bretelle”
Occhi che ti guardano , non sei abituato … Ti ritrovi , dopo una via lattea di discorsi e di visi che mi piacerebbe ascoltare e conoscere uno ad uno, sul pulmino che ti porta all’aereo…e taaaac… Primo contatto !! Giochi di sguardi con un piccolino che ho pensato si chiamasse Alan …chissà … che Figo .. Avrei potuto impiegare il tempo a pensare ai ritardi, alle coincidenze di voli, alla crisi economica…e invece gioco …
Arrivato a destino.
Morrighan … arriva lei prima degli altri… Il suo sorriso catalizza subito gli sguardi ed inizia a clownare un pò con tutti. Forse da subito non ha capito che sono dei “loro” ma, come darle torto, non sono un clown! Ho solo il naso rosso!
Poi arrivano tutti gli altri… Mi giro e vedo Bowen, un omone tipico americano, ma di una taglia superiore…si gira e vedo un sedere finto e sporgentissimo…!!!! Wow!!!!!! Glielo tocco subito !!!! Come potrei fare altrimenti?? Poi arrivano Guillaume e Alex!!Giovani, splendenti, in un secondo capisco che tra loro c’è intesa… Forse amici?? Sono una spanna avanti agli altri e lo si percepisce..due secondi e siamo per terra .. Come mio solito, ma in fondo solo per difendermi da ciò che non conosco, sto al gioco e anzi tento di attirare l’attenzione della gente… Si va in pullman… Mille pensieri, tutto corre così veloce, le immagini della città che scorrono, le parole (non ho ancora pigiato il pulsante dello switch, non mi rendo conto ancora che per due settimane parlerò solo inglese ) …
Dinner time!!! Scendiamo ed è un’esplosione di colori… Vestiti bellissimi, gente sorridente…sembra una famiglia… Arrivò e c’è lui..Patch ..
Cavoli…decine di volte ho visto la sua vita in tv grazie al film che tanto mi ha cambiato e fatto piangere e me lo trovo lì… Di primo acchito mi guarda e , non conoscendomi, continua a scherzare con altri…mi siedo al tavolo…mi siedo vicino ad Alex che mi ha tenuto il posto! Iniziamo a parlare anglo francese quebequois … ..mi siedo e da dietro mi sento toccare…”Alberrrto…is it this Seat free?” Era Patch! Noooooo, no che non è occupato pirla di un Patch…c’mon siediti!!!! Arriva Ginevra e gli da delle foto… Il suo ultimo viaggio tra i rifugiati in Giordania.., inizia a parlarne, scorgo i suoi occhi lucidi…parla di un bambino in special modo…Lo fa vedere a tutti con tutto l’amore di un padre, cercando nei nostri occhi compassione. Questo bambino ha perso tutta la famiglia e se ne sta prendendo cura un uomo.. Il quale lo ha affidato a Patch per tutta la settimana.. Al rientro lo riconsegna al tutore… In quell’esatto momento capisce dallo sguardo del piccolo che non l’ha lasciato in buone mani..piange all’idea di non poterselo portare a casa con sè…
Beh.. Capisco subito due cose… Ho davanti non un’icona da copertina , ma uno che è al suo 178esimo viaggio umanitario…ha visto ogni cosa..eccome se lo percepisci. Sono stranito perchè è trattato esattamente come uno di noi.. Non ci sono foto o video ricordo da postare su facebook…bisogna vivere le emozioni..
Si alza Morrighan e fa il suo annuncio…”domani sveglia tardi .Alle 11 si parte per l’istituto oncologico infantile, bambini in fin di vita…”per chi non ha ancora avuto la varicella si consiglia di non venire..possibilità di contagio”
O mio dio .. Subito così… Partenza a mille ??? Ma si cavolo! Siam qui per ballare e si balla!!!!
Si alza Patch e annuncia “Ragazzi, dopo cena facciamo una piccola condivisione per chi non ha mai fatto clown in ospedale, per chi ha dubbi, per chi non ne ha!!”
Ci penso un attimo e mi dico…si, sono già stato in ospedale ma… Quando mi ricapita l’occasione di sentire Patch parlare di tutto questo??
Intanto parlo un sacco con Larry e Bowen…
Inizia la condivisione…Patch dice che Quando metti avanti a tutto il cuore , non sbaglierai mai… Non siamo qui per mettere una stelletta e dire…sono stato in oncologia… Quando siamo clown tutto è concesso ma, a dispetto di quanto pensano molti, lui dice che bisogna “sentire” l’altro..magari avolte in silenzio.. A volte ballando, a volte giocando sui propri difetti…a volte scoreggiando ahahahah… Iniziano le domande e tutto è molto interessante … Guillaume, più esperto di tutti … Dice… Se uno di noi sta creando un contatto con un bambino…non intromettersi… Non disturbare…e vai !!!!
Poi arriva il mio turno… Patch , cosa mi dici in merito al contatto con il paziente?? Lui mi guarda stranito e mi dice… Beh se sei andato prima in bagno , il paziente non vorrà toccarti di certo …se non ti sei lavato bene !!
Patch 1 Alberto 0
So che gliene devo riparlare dopo
Gli chiedo … Può capitare che rimaniamo soli in una stanza ?
Lui mi dice, beh quando sei in bagno si!! È tutti a ridere
Non la capiva proprio
È poi aggiunge… Entri in una stanza con una decina di letti .. Non sarai mai solo..
Io intendevo altro ma secondo me ha capito…
Provo a spiegargli il problema del contatto col paziente nella mia associazione e lui in modo molto semplice mi risponde che quello è un mondo che non gli appartiene …
Mi alzo. Il primo breafing è concluso.

Sveglia nr. 1 :
Ci si sveglia tardi e pare non esserci agitazione e così decido di metterla in un taschino. Mi sveglio e la prima cosa che vedo è il mio costume da mucca.
Si parte per l’ospedale di oncologia pediatrica. cavoli, non sono spaventato ma semplicemente curioso ! È normale? Non dovrebbe essere così, dovrei essere terrorizzato. Beh arriviamo nella struttura. Come mai cosi lussuosa?In fondo la Russia é pienadi contrasti. Nella hall ci cambiamo, io rimango in mutande senza pudore. Mi vesto da mucca. si fanno i gruppi per i reparti e noi , intendo io Alex e Omer, si parte alla grande.
Appena arriviamo in reparto, dopo diversi passaggi quasi simili ad un labirinto, mi rendo conto di essere entrato in un reparto mai visto. bambini con un bavaglio? Bambini con delle cicatrici in testa o attaccati ad un tubo ? Mio dio e che faccio? Beh , entra Alberto! entra e ascolta .Si inizia con delle facce buffe, si riesce a dare il primo abbraccio fino ad arrivare a Prendere la chitarra… Primo consiglio. Non portare cose dentro che non vorresti perdere al tuo ritorno. Alexi, questo è il suo nome, forse sará il nome dell’intero giorno. Piccolina, fragile , indubbiamente tanto malata. Ha bisogno di noi eppure è così aggressivo. Tenta di rubarmi sempre qualcosa, cavolo. Prende la mia pompa, mi fa coricare, sembra calma, fa arrivare un suo amico che mi ferma così lei può tentare di colpirmi. Cavoli se mi fa male!!
Indimenticabili gli occhi dei miei compagni, uno canadese ed uno americano, chiaramente mai visti prima. Nonostante questo sanno che mi devono soccorrere, o meglio lo spero. iniziano a distrarlo, mi libero ma non mi do per vinto. Nel frattempo per tranquillizzarlo mi faccio insegnare dalla madre la parola adatta , che è acurate. Provo e sembra funzionare. Al rientro prendo la chitarra e cantiamo, senza troppi fronzoli “paca paca” (arrivederci) sulle note di Bob Dylan. Figata unica.
Sveglia nr. 2 :
Il terzo giorno si visita un istituto per senzatetto ed un orfanotrofio..
Tra le esperienze fatte forse per me è la meno interessante, forse per il reparto un po’ ostico e distaccato, forse perché mi è parso comunque di essere in un istituto simile ad una casa Di riposo.
La cosa divertente invece è stato l’arrivo a questo istituto. In ritardo atomico, in mezzo al traffico di Mosca, l’organizzazione decide di far scendere 30 clown compreso Patch per strada, in mezzo alle macchine , alla gente..pura vita. Questo è il primo assaggio di Patch, omone di due metri con i pantaloni giganti tirati su fino a metà coscia, scarpe da clown immense, una gallina in testa, un pesce finto in mano e un paio di mutande giganti da “offrire” ai passanti come casa sicura in cui entrare. Non tanti fronzoli, semplicemente un bambinone cresciuto ancora molto infantile : questo è il suo clown.
Puro divertimento improvvisato senza limiti.
Si gira per le strade col traffico .. Lui con quel pesce..
Io e Alex, il mio amico canadese, si sale in una macchina a caso e si fa almeno un km con i due omoni che la guidavano. Mio Dio , che adrenalina! ..grande incontro..
È ora di andare al nostro primo orfanotrofio … Prime raccomandazioni..non portate questo, quello .. Ma giusto perché, anche se negli ultimi anni hanno fatto pulizia di persone violente , è possibile entrare con una borsa e uscirne senza ..
Ci aspettano in una grande palestra e iniziamo a giocare a basket …prima diffondenti , poi curiosi ed infine … È festa… Forse mi immaginavo di entrare in camerate chilometriche ma… Meglio così …
Alcuni aggressivi in cerca di regali e altri incredibilmente bisognosi di tanto affetto.. Senza nessun filtro ti abbracciano più forte che possono …senti un calore forse mai provato.. Senti che ora, questo momento, tu lo DEVI dedicare a lui…lo devi per lui è per te stesso
La cena è fantastica perché iniziamo a cantare “perché è un bravo ragazzo…ecc. “
Che Teneri i miei amici italiani … Scimmiottano le parole giusto per far capire agli altri che ci provano ,.. Parlo con Case e Marleen.. Due pazzi olandesi che già amo.. Voglio rubargli l’idea del pollo ma solo loro mi potranno dare il pollo certificato , mi possono chickenizzare solo loro!
La sera è passata nella lobby dell’albergo a chiacchierare e dare lezioni di italiano. Al mio amico Alexander.
Sveglia nr. 3 :
si parte per un centro di disabili che è la prima volta , anche per patch, in cui si va..
Inizia lo show..mai avrei immaginato di entrare in una stanza con almeno 100 persone ad aspettarci.. La maggior parte di loro mi accorgo sia o affetti dalla sindrome di Down.. Più o meno so come comportarmi …
È un ballare frenetico … È uno scambio di sguardi, di contatto e affetto… Gelosie istantanee e di nuovo affetto.. Incredibile come non esista n linguaggio per la compassione se non … Il cuore…
Si va a pranzo e riconosco si stia entrando in centro di Mosca … Mi accorgo che non interessa a nessuno.. No foto, solo concentrati ad essere felici..sempre
Foto stupide, di gruppo e non, cori, altro… Mi piace sedermi a parlare e  conoscere sempre una persona diversa…non posso permettermi di dimenticare qualcuno …
Esco e subito vengo chiamato da Marina, la clown di San Pietroburgo, e mi dice “sei invitato a casa di due miei grandi amici, stasera..sarete in pochi, ci sarà anche Patch”… come dire di no…grazie, grazie di cuore..
Beh … Serata I N D I M E N T I C A B I L E, abbiamo parlato di noi, di filosofia, abbiamo riso, pianto, sentito il calore nei confronti di Maria, bevuto Vodka e salutato Nils, parlato di filosofia e della mia prima scoreggia involontaria in reparto, del cancro sconfitto da una persona presente e suonato e cantato canzoni svizzere e italiane, sentito Patch recitare il suo poema sull’amore a memoria…insomma, ero con la mia icona e pareva fossimo amici da una vita..beh proprio la vita è una cosa stupenda anche per questi incontri…

Sveglia nr. 4 :
Entrato in autobus ho solo voglia di dormire ma…non posso, non voglio sprecare tempo… Arriviamo in un ospedale infantile e come al solito ci dividono in gruppi … Subito L’impressione è che qui le patologie siano davvero gravi… Malformazioni molto dure per bambini così piccoli…mi rendo però subito conto anche del fatto che non li guardo in maniera diversa ….sono tutti uguali.. Il mio compito è davvero far sentire che ci prendiamo cura di loro, anche solo per un minuto, cinque o mezz’ora.. Alex è Guillaume partono subito a improvvisare come dei pazzi… Tutti e due sono due clown sbadati … Inciampano su finte banane, urtano porte …c’è feeling tra di loro.. Non parlano ma mimano solamente i gesti che fanno o quello che voglio cercare di esprimere con vocettine stupide…sono grandi..ci facciamo penso 6 reparti…io mi riscopro avere qualcosa di mio , di personale … Che la gente, i clown, e i bambini riconoscono, non sono di sicuro timido, non parlo ma fisicamente ci sono tanto, mi muovo e guardo, guardo e abbraccio e bacio… Il nome del mio bambino qui è Nikita…verso il pranzo, che sarà nella mensa dell’ospedale, Guillaume mi dice, abbracciandomi “hey, hai detto che non sei n clown ma ti ho guardato e sei fantastico !!”… Li mi rendo conto che i servizi in Italia fatti mi hanno insegnato qualcosa …
Finito lo spettacolo veniamo presi io è Susana e portati da Bella, la ragazza russa che vive in Italia col suo fidanzato, a casa di una sua amica..la serata parte i. Sordina, forse perché stanchi… Ma mi rendo conto che la lingua non mi ferma e voglio parlare , far ridere , insomma …
Mi rendo Conto che c’è feeling tra noi clown.. Vedo Susana andare in bagno e tornare con gli occhi lucidi.. Capisco subito che è un momento Mikantino…
La serata prende il volo e si parla di cibo, di viaggi, di speranze. È paure, infine le regaliamo, oltre al piccolo pupazzino comprato prima … Anche 3 canzoni…suonate da me e cantate da Susana..imagine, let it be e knockin on heaven’s door.
Ci salutiamo e al ritorno io Susana abbiamo capito che anche quello che abbiamo fatto in quella casa è stato “clowning”
Che bella giornata

Sveglia nr. 5 :
Entriamo in una sala n cui ci dobbiamo cambiare, come al solito ci dividono in gruppi.. Stavolta capitiamo io Alex e Guillaume..è una classe, si entra e tutti sono li seduti…ad aspettarci.. Immediatamente , fingendo semplicemente di sbattere contro la porta, iniziano a ridere tutti.. Le loro emozioni sembrano moltiplicarsi ed avere un’enfasi enorme… Bisogna gestire il tutto con calma..inizialmente si prova a fare gli stupidi , a fare gag e un pallone. Enorme ma subito le infermiere ci riprendono , perché i computer costosi si possono rompere… Mah… Si punta di più su giochi propedeutici, e questo funziona, si calmano… Finché 3 scalmanati mi aggirano e cominciano a chiedermi di fare cose che ovviamente non capisco…l dopo è fatto di abbracci, si vera riconoscenza…

Sveglia nr. 6 :
Oggi è una giornata speciale, primo perché la sveglia è alle 7.00 , secondo perché andremo in un orfanotrofio di bambini ciechi e sordi..
Sono 4 aspetti che non possono collimare tra loro..
bus mezzo vuoto, che succede? Molti hanno gettato la spugna..
Dormiamo tutti e arrivati capisco la fortuna del saper suonare la chitarra…
Prima stanza io è Alex … Il suo nome é Gyma…punto
Il nome della giornata é Gyma. È lui perché appena entrato probabilmente il cuore non mi avrebbe permesso di continuare, vedere quei piccoli scriccioli muoversi con movimenti che non avevo mai visto. Piccole creature destinate a arrangiarsi tutta la vita, a chiedere aiuto, a non vedere, a tentare di capire e di essere capiti. Vedo Alex che nel silenzio più assoluto si siede in una palla di gomma e prende in braccio il suo bambino, Anton. È un abbraccio mai visto, un bisogno di affetto immediato non descrivibile , una canzone già scritta da tempo ma mai ascoltata prima. Io capisco che non posso non calarmi in questa situazione, non posso rimanere all’angolo, non posso non diventare loro. Provo a prendere la chitarra e fare due accordi…Gyma, piccolo mio, sta giocando con la sua manina con la griglia del termosifone e immediatamente si ferma. Si ferma perché sente, ha sentito e vuole avvicinarsi. Senza dir nulla ci sediamo , appoggio la chitarra orizzontale sulle mie ginocchia e iniziò solo a cambiare. Gli accordi. Lui, accovacciato prova prova e riprova fino a quando non trova il modo di suonare con me.. Con tutta la sua forza si da slancio con le nicchie per suonare e io , senza prepararlo prima , iniziò a cantare il suo nome… È uno dei momenti più toccanti della mia. Vita, io lo so ma Alex pure… Non ti dimenticherò mai Gyma…mai

Sveglia nr. 7 :

L’ultimo giorno mia cara Mosca.. So già che mi mancherai , so già che ti penserò tanto . Piena di contrasti, così crudele ma così viva. Tu sei due passi indietro, non puoi entrare , strillare e pensare che ti cosca già bene..non è così che vuoi. Vuoi che si entri in punta di piedi, vuoi che ti rispetti prima e ti coccoli dopo, così rigida in apparenza ma così generosa ed intima. Così come sei tu lo è la tua gente. Così facile farti ridere, così facile entrare nel tuo cuore.
Oggi ci dividono a gruppi per la home visit. Vivo due emozioni contrastanti per la scelta di mettere tutti gli italiani insieme. Da una parte stranito perché sembra ci vogliano emarginare, da una parte contento e felice perché oggi è l’ultimo giorno che posso passare con questa splendida famiglia … Loro non ci seguiranno a San Pietroburgo .
Inizio ad avere i primi sentori di stanchezza ma non tali da farmi piegare.
Andremo in una famiglia Di rifugiati Afghani. Padre , madre e 9 figli. Penso subito che sarà difficile…più che altro perché sono l’unico clown..tutti gli altri vestiti in borghese, porteranno il loro sorriso sincero. Non la loro tecnica…
Valentin ci accompagnerà, è una persona molto aperta, sempre sorridente .
Ci addentriamo nel traffico del sabato di Mosca, incredibile. arriviamo già stanchi e non so sul serio se ce la faremo a portare a casa la giornata , in Fondo gestire 9 bambini non penso sia così facile.
Appena entrati in questo appartamento… (Edificio fatiscente ma immenso e immerso in un complesso infinito di edifici identici,Immagine postatomica) ci rendiamo subito conto che NON hanno mobili, ma la cosa che ci rapisce di più è il sorriso di tutti. I bambini appaiono subito educatissimi, non rifiutano mai un abbraccio o un bacio, sono obbedienti ed affettuosi, persino i più grandi.
Giochiamo e mi rendo conto subito che Vincenzo ha un modo di fare splendido…canta Girotondo a bambini afghani rifugiati in Russia (dovuto al l’uccisione del nonno dai talebani) e loro impazziscono.
Io mi fermò un po a parlare con il padre e capisco veramente che è un padre d’oro, lavora dalle 4 del mattino alle 22 tutti i giorni.
Ci offrono da mangiare e continuano a giocare… Come non averli nel cuore, come essere come siamo noi, come volere di più di quello che abbiamo..
S ritorna in hotel, passando prima allo studio di Maria a salutare tutti. Io non mangio nulla, sono disturbato di stomaco.
In hotel si deve portare giù i bagagli perché alle 00 si parte, ma prima ci sta il meeting. È una condivisione collettiva e splendida, ognuno parla della sua settimana, ci sono anche i ragazzi russi che vengono aiutati da un traduttore.
Il più toccante di tutti come al solito è Vincenzo, prova a parlare poverino in inglese , si sforza e c’è la fa. Non dice mai frasi ad effetto ma tocca tutti, parla emozionandosi che stamattina ha pensato per un momento, a casa della famiglia che ci ha ospitato, di ballare con la figlia che ha perso.
È tutto molto toccante, ognuno abbraccia l’altro, ci si massaggia , c’è molto contatto … Io sono con Marleen, ho legato molto con lei, é una brava ragazza…penso il clown più divertente e credibile in questo viaggio ..
Il mio turno è molto presto , decido di partire subito con il mettere le mani avanti , dicendo “sorry for my english” … La risposta, immediata , di Morrighan è “thanks for your english”.. Parlo di me, del fatto che non avevo aspettative e che invece ho trovato amici ed emozioni..

Sveglia nr. 9 (ho saltato volutamente i giorni di passaggio tra Mosca e San Pietroburgo, days off)

Oggi sono stanco, fiacco, capisco che devo portare a casa la giornata e non aggredirla come finora…
Sento che sarà dura ma sicuramente non mi farò piegare!!
Il primo ospedale è una scoperta , nel senso che iniziò davvero a non dire parole ma a fare solo gemiti, come i clown che ricordavo da bambino…se faccio così mi calò in un personaggio che pare la gente ami, un po’ distratto e goffo.. Uso molto la chitarra e lasciò che gli altri suonino per me…
Con Masha è una gran scoperta.. C’è feeling ed è estremamente divertente, ci si capisce al volo… Fingiamo il nostro matrimonio, poi finge di essere gelosa, beh mi sto facendo massaggiare da una paziente …!!
Però un sacco di mamme con il telefonino per riprenderci, provo a coinvolgere anche loro ma vogliono solo foto e non contatto…
Dopo il pranzo vegetariano il gruppo si divide in due, io andrò nell’ospedale di bambini che hanno la tubercolosi alle ossa..
Qui succede che io , nonostante la stanchezza, decido di sperimentare il mio clown e funziona… Sono più naturale e per questo più goffo, mi credono sempre più … Iniziò con Isabelle e mi diverto un sacco, dopo ci sarà lo spettacolo del balletto, improvvisato con Marleen poi è intesa e anche quello fa ridere. Come farà ridere il finto matrimonio fra Case e una bambina…
Qui le emozioni, sia in ospedale che tra di noi, sono una bomba ad orologeria..
C’è tanto in poco tempo, tutto molto intenso… Mi sale un po di. Malinconia… Fra poco. Finisce tutto…
Decido di stare solo, di camminare e non sentire nessuno…
È così che andrà …

Sveglia nr. 10

Stamattina mi alzo un po più rilassato, forse perché ne avevo bisogno di stare un po’ solo.
Dobbiamo andare all’ospedale infantile psico neurologico.
Credo che non mi sarei mai aspettato tanto amore, forse perché avevo bisogno di ricaricare le batterie. Stare qui 24 ore al giorno portando una maschera è difficile, fisicamente e mentalmente…ora capisco Rich quando mi ha detto “ritornerai a casa emotivamente esausto” ..
Ci dividono in gruppi, uno per i reparti con situazioni più gravi, io andrò in questo con Patch. Appena entrato mi rendo conto che le disabilità di questi scriccioli sono veramente gravi. La stanza è molto ampia, è il luogo adibito agli esercizi fisici. quindi molti tappeti , attrezzi, sedie a rotelle, piscine con palle colorate , puff…
Le disabilità sono tra le più varie, ma fondamentalmente sono tutti disabili sia mentalmente che fisicamente. Sono per forza di cose seguiti uno per uno da splendidi e giovani volontari. Sono tutti orfani , mio dio tutti ! M se non ci fossero delle persone così splendide cosa succederebbe a loro, cosa ne sarebbe delle loro vite? Inizialmente prendo la mia chitarra ma subito dopo vedo Tusha. Sento subito un’energia che mi attrae verso di lui. Ha dei capelli biondi e il viso dolcissimo…il momento in cui lo vedo è aiutato da una splendida e sorridente ragazza che mi apre subito a prendere confidenza con lui. Poggio la chitarra ed iniziò a guardarlo, ad osservare i suoi movimenti. Iniziamo a fare qualche bolla e “tac” il contatto è raggiunto. Capisco che ha bisogno di abbracci e baci, che non disdegna ma anzi cerca. Lo abbraccio e lo porto con me cullandomelo. Intanto Rich sta suonando le sue canzoni e attrae l’attenzione dei bambini, io mi avvicinò e iniziò a ballare con Tusha nelle mie braccia, sembra essere felice. Noto subito che ha le mano messe male e capisco il perché di li a poco. Usa mettersi tutta la mano in bocca e mordersela.stiamo un sacco di tempo insieme .
Dopo circa un’ora di abbracci ci sediamo ed arriva Case, iniziamo a suonare prima del blues e lui con il suo strumentino a fiato mi segue, poi iniziò Halleluja e la cantiamo tutti, io Case, Susana e le volontarie.
È un momento splendido.
Il pomeriggio si svolge nell’ospedale di bambini che hanno subito amputazioni o hanno malformazioni parecchio gravi.
Prima stanza primo rifiuto. In questa stanzona molto fatiscente vedo nel primo letto una bambina di chiare origini asiatiche con sua madre.
Appena si alza vedo che è senza una gamba. O mio dio non capisco nulla, non so come gestire la situazione . Lasciò la camera e Marleen mi riprende dicendo i che non è giusto abbandonare così presto la nave.
Io comunque lasciò e vado nella senza principale dove i centrerò il mio amore Veronika. Questa bimba bellissima, in sedia a rotelle, incapace di parlare, ha delle gambe minuscole, il busto e un braccio monco.
I miei compagni stanno suonando imagine e all’improvviso iniziò a cantarla.
C guardiamo negli occhi per tutta la canzone e a me sembra che solo con questo sguardo ci stia o dicendo le cose più intime del mondo.
Ad un certo punto tenta di pronunciare poverina la parola imagine, in quel momento non ce l’ho più fatta e il. Mio cuore ha iniziato a piangere.
Oggi è stata una giornata piena si incontri e di amore..

Ultimo giorno  : (ne ho saltati alcuni per non fare un romanzo)

Oggi è il giorno dell’addio… Ho aspettato tanto questo viaggio ed ho voluto talmente intensamente tutto questo che in realtà non ho mai pensato ad un addio…in fondo ci stiamo divertendo e stiamo facendo divertire, perché dovremmo smetterla. Ecco questo è un punto, una filosofia, che mi è entrata dentro e difficilmente la farò fuggire al mio ritorno. Voglio vivere sempre al massimo, e cercare di perseguire la felicità . Voglio eliminare dalla mia vita ciò che non mi rende felice e riempire quel vuoto di tutto ciò che mi rende tale.. Semplice ma allo stesso tempo complesso… Ma ci proverò …
L’inizio della giornata sarà dedicata alla condivisione di gruppo, il resto del pomeriggio sarà libero fino alle 18, ora in cui partiremo per il Chaplin Club, locale che sarà completamente abitato da noi, in cui mangeremo è seguiremo lo spettacolo di veri clown.
La condivisione è molto intensa ma la mia impressione è che si abbia già dato tutto a Mosca. Tutte le parole ulteriori saranno superflue.
L’unica menzione degna di nota è che Pinion dichiara che questo sarà il suo ultimo viaggio. Lui è troppo solitario per poter ancora condividere con altri questi momenti per lui fondamentali..
Si va a pranzo e subito dopo si va in giro per gli ultimi negozi per shopping.
La sera al Chaplin sarà splendida. Il locale è piccolo ma proprio per questo si respira un’aria intima, confortevole … Inizia lo spettacolo e , o mio Dio, le due clown mi puntano subito e io sto al gioco. Tutte e due fingono di conquistarmi, mi regalano una un fiore e l’altra (che nel baciarmi sulla guancia mi fa male) un vaso. Subito dopo verro di nuovo preso di mira e salirò sul palco. Mi rendo conto di non essere una comparsa ma di trovarmi a mio agio.
Il resto della serata è riempito di ballo, il nostro (honour your partner) .
Mi siedo e per la prima volta in vita mia vedo la vera felicità , amici, momenti…energia che si percepisce … Mi rendo conto che devo vivere quel momento è non devo cercare di perdere tempo immortalandolo con l’iPhone …
Partendo da questo penso che in fondo la vita è fatta di tanti piccoli momenti e abbiamo il dovere di succhiare il più possibile il succo della vita, non possiamo fare altrimenti ….
Mi commuovo molto ma. Sento per la prima volta che non mi sto lasciando andare alla malinconia di ciò che ho vissuto, ma al l’allegria di ciò devo ancora vivere….

La partenza
Oggi mi piace scrivere questa parola e non l’addio, la fine.
La prospettiva cambia il mondo, i piccoli dettagli , i secondi spesi a vivere e non a sognare di farlo. Partenza… Ma per dove Alberto? Che bello rispondersi “non ne ho la minima idea”. Che bello non sapere, che bello è inseguire quello che si vuole fare , non da domani ma da oggi . Cosa ti rende felice ? Giocare a calcio? Prendi un pallone e gioca il più possibile. Scrivere libri? E forza prendi la tua penna preferita e inizia a buttar giù delle idee per il libro del tua vita.
Io non so, so solo che amo stare in mezzo ai bambini, mi piace suonare e prendermi cura degli altri, sono sensibile e mi piace il contatto , mi piace viaggiare ma anche sapere che in fondo una casa ce l’ho…devo solo mettere insieme queste cose da subito! Voglio però in questo momento farlo con la persona che mi rende più felice ….
Se mi ha lasciato una cosa questo viaggio è stato proprio questo … Vivi e ama, senza limiti
Ci voleva questo per capirlo ? Beh forse si, e poi chissenefrega.
Chissenefrega di chi ti vuole far star male, non stargli più accanto , chissenefrega se dovrai lasciare delle strade, ne aprirai delle altre…
Chissenefrega Alberto, vivi e acchiappa la vita.

E’ un vero e proprio diario Federico, prolisso e pieno di lungaggini forse inutili, ma è uno spunto….taglia ricuci e leggi, scegli quello che pensi sia interessante o quello che secondo te non lo è . Se vuoi scrivi ed io risponderò senza problema !

Ciao e un abbraccio!

Dic 11, 2013 | Posted by in Blog | 0 comments

06 Dicembre

Zuppi’s back

Strano, tornare dopo tanto tempo.
Certe cose cambiate (es: i capelli di Nuvola sono migrati attorno alla sua bocca), altre uguali (es: è sempre un cretino).
I Gini sono sempre lì immortali e fulgidi, con le loro espressioni tipiche.

Psichiatria: una bella novità.
Una lunga chiacchierata con una signora che ha problemi di depressione da tanto tempo e non ha mai parlato con nessun psicoterapeuta, solo farmaci le sono stati prescritti.
Che risposta di aiuto è una risposta che quando viene meno perpetua la domanda.
Credo se ne possano trovare di migliori, credo si debba.
Dare strumenti affinché le risposte siano internamente tascabili, eternamente accessibili: accompagnare le persone in un’indagine nel loro cuore, aiutarle a chiedersi da dove vengono e perché hanno trovato quella soluzione che li fa stare male, aprire altre possibilità quando si credono in un vicolo cieco.

Non riesco a dir di no dice la signora.
è difficile per tutti credo, ma importante.
Ma poi mi dice che agli psichiatri quando i farmaci la inebetiscono glielo dice che non li prende più, che vuole dormire in maniera naturale e sentirsi sveglia quando è sveglia, e gli psichiatri dicono va bene.
Un no alla volta, ma che fatica non avere nessuno che ascolti la tua storia.
Io sto bene, ma credo mi deprimerei a stare là senza che nessuno mi parli.

Un saluto squadra!

 Rispondi Rispondi a tutti Inoltra

Dic 10, 2013 | Posted by in Blog | 0 comments

29 Novembre

Arrivare davanti il giardino dell’Ospedale e non aver il coraggio di scender per aiutare Nuvola e sistemare le piante, coprirle, finire il totem…fa frrrrrreddo!
Scendo…cerchiamo senza sensibilità nelle dita di montar il pannello al totem…copriamo tutte le piante e le prepariamo all’inverno…parcheggiamo le auto e ci infiliamo in ospedale.
Cololazione, camice, naso…e via…verso dialisi.
Ormai è una casa, una famiglia…Gino sempre in forma…sempre con la battuta pronta, Patrizia serena e sorridente come sempre… ma la gioia piu’ grande è stata veder Bruno star mooolto meglio dell’altra volta.
La porta si chiude dietro di noi…e andiamo in psichiatria.
una barba bianca mi accoglie all’ingresso…. sorride, si presenta…lo vedo bene.
Molto meglio di “cappellino”, a pelle gli avrei dato almeno 20 anni di piu’…. si perde…con Nuvola iniziamo un gioco…Descriviamoci in 5 aggettivi… la cosa che mi colpisce di lui son le …” TROPPE PAROLE”…così dice lui… ci parla di cerchi chiusi, triangoli chiusi…con l’aiuto di Nuvola gli facciamo capire che da un cerchio chiuso si puo’ uscire..dipende dai punti di vista.
Quindi gonfiamo un pallonciono e lo chiudiamo a cerchio…lo mettiamo a terra. Gli chiediamo di entrar dentro e di uscirne….
Poi prendiamo il palloncino e glielo infiliamo intorno al corpo…gli facciamo capire che da solo non puo levarselo ma con l’aiuto , in questo caso, mio e di Nuvola puo’ uscirne…basta aver un aiuto giusto.
Con noi abbiamo ” il giovane”, e “l’affettuosa”…non so’ lei quanti anni potesse avere…ma era agitata, mi voleva tener li con se, tenta di baciare “barbabianca” e l’allontaniamo…non era serena.
Scendiamo e ci fermiamo davanti alla sala gessi a parlar con una coppia di allegri sposi sulla cinquantina.
Due parole e torniamo ad essere Andrea e Federico

Un abbraccio a tutti

Pan

Dic 10, 2013 | Posted by in Blog | 0 comments

23 Novembre

era tanto che non facevo un turno.
sono arrivata agli armadietti e d’improvviso mi è sembrato che non fosse passato così tanto tempo, e che fossi stata lì anche ieri. mi sono cambiata velocemente e con nuvola ci siamo diretti subito in sala prelievi. abbastanza piena. abbiamo parlato con una signora incinta che stava facendo la curva glicemica e nonostante ciò non vedeva l’ora di mangiare una brioscia… del freddo che farà tra qualche giorno, della maratona di domani a Firenze con due volontari della protezione civile.. abbiamo poi incontrato due ragazzi giovani, lei incinta di un maschietto… e lì è iniziato il toto nomi. nuvola si è messo a raccontare delle sue esperienze con la fecondazione assistita e da quella coppia di ragazzi siamo passati ad un’altra coppia, molto più anziani ma pur sempre interessati all’argomento. la signora era orfana di guerra e appassionata di giardinaggio (aveva con sè il librino di sesto cajo baccelli…). saluti a destra e a manca e pausa al bar.
dialisi. abbiamo subito parlato con un’infermiera di quanto sia famoso nuvola in tv… prima della parte nel telefilm su sky ambientato in un ospedale all’isola d’elba, e poi delle glorie giovanili e del jet set degli anni novanta (con Gerry Scotti & co… alla ribalta a la sai l’ultima). roba da  farsi tatuare l’autografo!!!! un saluto ad un signore che non avevo mai visto prima, che ora fa dialisi a figline e che era lì perché di recente ha subìto un intervento di bypass. molto tranquillo a parlare della decisione di non rinnovare più la patente.
un signore ottantenne new entry, alla sua seconda volta in dialisi, atteggiamento super positivo e sorpreso per la nostra presenza.
Ugo, che mi ha attaccato una cialda assurda sui suoi lavoretti con il legno di quando era giovane… mitico. prima che venga il freddo birbone, dobbiamo pensare anche alle piante grasse… e dai di giardinaggio!!! ma il mio pollice verde (anzi nero… visto che ho l’unghia schiacciata…) è rimasto sempre lo stesso, inesistente!
infine psichiatria. per me era la prima volta in turno. siamo stati davvero poco, perchè ormai era tardi e stavano già iniziando a dare il pranzo. abbiamo parlato di amleto e dei film in bianco e nero con un signore che soffre di insonnia. l’aspetto che mi ha colpito maggiormente è stato vedere 2 ragazzi giovani completamente annientati sul loro letto. non si alzavano neppure per il pranzo.
spero che possano migliorare e riuscire il prima possibile a trovare la forza e la volontà di potersi alzare dal quel letto.
con questa speranza nel cuore, siamo venuti via.
Fiorella Toppa

Dic 10, 2013 | Posted by in Blog | 0 comments

15 Novembre

Finalmente dopo troppo tempo riscrivo un report…eccomi tornata in super forma dopo un periodo di super studi. La  mattinata inizia presto…parto da casa con un tempo tremendo…arrivata agli armadietti rivedo dopo tanto nuvola…baci e abbracci e si parte…sala prelievi tranquilla…signore in attesa di una visita mi hanno tenuto compagnia mentre nuvola si dedicava ad altre persone..caffe…e via in dialisi…con grandissimo piacere ho rivisto gino…sempre un gran pezzo di uomo,siamo stati con lui ci ha spiegato un Po tutte le problematiche che la sua famiglia,sta attraversando…saluti e baci a gino e via dalla super patrizia…e là prima  volta che abbiamo scambiato due chiacchere in più…anche lei un gran pezzo di donna!!!e poi…poi psichiatria…e stata la prima volta in assoluto per me e non vi nascondo che era un po’ “preoccupata”,ma avere accanto nuvola a me  tranquillizza sempre un po’ quindi aperte le porte eccoli tutti…D….una ragazza che sarebbe stata dimessa oggi stesso…dolce come un kg di nutella…poi camminando tra le camere abbiamo incontrato G….un babbo natale in psichiatria..un barbone bianco e pancione a seguito che ci ha illustrato piacevolmente tutta la cultura italiana…che ha seguito un po’ nuvola perché io non me intendo in granché…!mi sono sentita felice o perlomeno una sensazione molto simile quando da tre persone che eravamo in terrazza in pochissimo tempo eravamo raddoppiati…na meraviglia!!!vi strizzo tutti..
Giuggiola!!!
Dic 10, 2013 | Posted by in Blog | 0 comments

09 Novembre

Oggi è stato un turno di riavvicinamento dopo un pò di tempo che non vestivo i panni pifferi.Forte anche dell’incontro di un mesetto fa con Patch Adams,ho cercato di trasmettere quello che avevo ricevuto in quell’occasione.
La sala prelievi era bella piena,dopo qualche chiacchiera a giro siamo andati dritti dritti in dialisi dove qualcuno dormiva,qualcun’altro invece era ben disposto alla chiacchiera.Ugo  e la sua voce tranquilla come sempre sono un’isola di pace.Emozionata entro per la prima volta in Psichiatria(c’ero già stata ad ospedale aperto ma vabbè!) dove ci sono stati dei bellissimi scambi e qualche strana interazione,in particolare la lunga chiacchierata con una donna poco più grande di me sulla sua storia e il suo bimbo mi hanno toccata molto,oltre a farmi desiderare una scimmietta che lanci la cacca sul soffitto.Siamo passati anche in pediatria(ebbene si!) per salutare un’amica di Gomitolo e la sua bella bimba soprannominata Rospo,dove c’è stata occasione di conoscere anche una mamma e figlia egiziane e imparare un altro numero in arabo e di ciarlare a lungo di mercati,cani e gatti,anticorpi e olio al limone.
Stancamacarica.
Piffero
Dic 10, 2013 | Posted by in Blog | 0 comments

04 Novembre

Stamani io e Gomitolo abbiamo iniziato il nostro giro partendo come sempre dalla sala prelievi, abbiamo salutato le varie persone che erano li al momento e scambiato due chiacchiere con una signora in gravidanza, la cosa bella è stata che al momento che siamo venute via la madre della signora si è complimentata con noi per il lavoro che facciamo perché un sorriso vale tantissimo, da lì siamo passate in dialisi, le persone erano un po’ più socievoli, abbiamo parlato di calcio con un signore molto carino, di punti dell’esselinga con una signora per la nipote e altre chiacchiere , da qui sono entrata per la prima volta in psichiatria, mi ha fatto uno strano effetto, avevo quasi timore a stare lì ma erano tutti credo sedati perché dormivano, ho lasciato un pezzo di cuore lì, poi abbiamo concluso la nostra giornata
Sbubbotta
Dic 10, 2013 | Posted by in Blog | 0 comments
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