19 Luglio 2014

Ciao a tutti!!! La cosa bella è che ogni volta che scrivo ho in mente sempre più nuovi volti che illuminano ciò che era sconosciuto..sono contenta di questo perché conservo pian piano il ricordo di ognuno di voi, tramite un turno o le riunioni, credo sia importante conoscerci sempre meglio per poter condividere. Sabato sono arrivata in anticipo e mi sono seduta qualche minuto al giardino pensando di essere un paziente dell’ospedale che scende a svagarsi un po’..direi che l’effetto è notevole..siete stati bravi!!!
Ho conosciuto Arancina con la quale mi sono sentita in buona sintonia..grazie!!!
In sala prelievi abbiamo parlato a lungo con una coppia, la quale signora aspettava lo stimolino per fare pipì e quindi giocando su quello il tempo è passato e infine ci hanno fatto i complimenti per ciò che facciamo in ospedale e hanno voluto il nome dell’associazione..nel frattempo c’era un bambino di un anno, in braccio alla mamma e abbiamo giocato con il naso rosso che lui toglieva e rideva, rideva..bellissimo!!!
In psichiatria siamo rimaste abbastanza perché abbiamo fatto un bel salotto con M.principalmente poi sono arrivate le tre ragazze giovani, compresa F.che conosco e speravo nn ci fosse.. M.ha confidato che sta meglio in ospedale che nella struttura dove abita perché si diverte di più, ha detto: questo è un porto di mare, mi diverto, vado giù al bar, poi ci siete voi a farci compagnia..mi ha lasciata a bocca aperta, senza parole.. Comunque lui tiene banco con noi e gli altri pazienti. Abbiamo cantato !!!!
In dialisi siamo state poco perché era quasi ora di staccare le macchine e molti dormivano..comunque la signora di 89 anni con il pollice verde..fantastica!!! A questo giro ero molto più tranquilla.. Meno ansia e più me stessa..
Grazie e bacione a tutti voi…
A presto

Caramella 
Lug 23, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments

14 Luglio 2014

Oggi era con me Erika, una nuova clauna al suo primo turno, ragazza splendida, la cosa che ho notato a fine turno è che m’illumino comunica ancora parecchio bene ai nuovi arrivi lo spirito corretto, e di questo ne sono felice, Erika mi ha insegnato a guardare un poco più questa cosa che, facendo da qualche tempo solo turni con clauni che son con noi da un poco e non al primo turno, tendo a dimenticare, grazie Erika. Vi lascio al suo report, un gramn bel report a mio avviso
Nuvola
Eccomi qua.. intanto vi saluto, io sono una new-entry, sono Erika e spero -prima o poi- di riuscire a conoscervi tutti.
Oggi è stato il mio primo turno e l’ho fatto in compagnia dell’istituzione Nuvola.
Mi ero già incontrata con lui e qualche altro clown per l’occasione di “incontrabilmente” al parco dell’Anconella, in quell’incontro Nuvola mi ha spiegato un sacco di cose sul progetto, mi ha subito ripresa sull’utilizzo della parola “volontariato” facendomela immediatamente sostituire con “la-vo-ro” e mi ha illustrato le differenze (fino a quel momento a me sconosciute) fra clown-terapia e clown-care.
Insomma, quell’incontro ha illuminato d’immenso anche me e adesso eccomi qua, a scrivere il mio primo report.
La preparazione al mio primo turno è stata una non-preparazione: non mi sono voluta creare aspettative, non mi sono preparata camice, nome o nasetto rosso proprio perché non avevo la minima idea di cosa avrei fatto e sentivo la necessità, prima di tutto, di conoscere.
Fisso con Nuvola alle 8,15 al bar dentro l’ospedale, tappa armadietti per lui e compilazione anagrafica per me, si parte.
<>, bene ora sì, partiamo.
Sala prelievi: mi lascio trasportare dalla forza di Nuvola che parte con i saluti ai pazienti in attesa, sento gli occhi delle persone addosso e mi emoziono, ascolto Nuvola che fa ridere e rido anch’io.
Sfiliamo lungo il corridoio passando da un paziente all’altro, Nuvola interagisce verbalmente, io ci sono e interagisco senza aprir bocca.
Ad un certo punto sento una vocina: <>; è un’anziana signora, minuta e fragile, seduta ad aspettare il suo turno.
<>, rispondo.
La guardo e noto subito il suo bisogno di avermi lì, anche solo per pochi minuti. Lascio Nuvola che continua il giro, io mi fermo con Anna Maria e parliamo un po’, questa piccola signora ha davvero bisogno di esprimere tutto il suo dolore, inizia a raccontarmi un frullato di esperienze devastanti della sua vita, io faccio da contenitore, le sorrido con delicatezza e cerco di estrapolare da quei racconti qualcosa di positivo, il fatto che fosse ancora viva nonostante tutto, per esempio. Ci salutiamo con un abbraccio, raggiungo Nuvola e poco dopo usciamo dalla sala.
waw.. sarà passata mezz’ora ma io mi sento già piena!
Poi capisco che la sensazione di pienezza è estemporanea, come abbuffarsi di sushi.. il riso appesantisce lì per lì, poi torni leggera e affamata! (boh è il primo paragone che m’è venuto in mente).
Tappa dialisi: entriamo nelle stanze assicurandoci di non dare fastidio né al lavoro degli infermieri né ai pazienti stanchi che riposano, Nuvola conosce molti pazienti, mi presenta e inizia a chiacchierare, il modo d’interagire in questo reparto è diverso, Nuvola propone un discorso all’intera stanza e piano piano chi ha da dire la sua prende parola;
l’argomento in questione è: cani e gatti come figli.
Uscita da questo reparto mi travolge un altro pensiero, che stavolta riguarda me stessa e il mio modo di pormi: alle volte mi accorgo che tendo a chiudermi di fronte a persone ostili o poco predisposte a parlare, perché leggo in questa distanza un rifiuto da parte dell’altro, o comunque un disinteresse nel comunicare. Questa prima esperienza invece mi ha fatto capire che l’ostilità e la chiusura dell’altro non sempre corrispondono al disinteresse, ma possono avere molte sfumature di significato; possono voler dire “ho paura”, “sono triste”, “mi girano le balle”, “vorrei essere da tutt’altra parte”, “non so cosa dire”, “sono timido” e perché no, possono anche voler dire “non ho voglia di parlare con te”, ma questa è solo una delle tante possibilità, per cui il mio impegno più grande sarà quello di evitare di chiudermi davanti alla chiusura altrui, cercando di comprenderla meglio, perché molti dei pazienti con cui Nuvola ha interagito oggi, erano inizialmente silenziosi e cupi ma grazie a qualche parola in più detta nel modo giusto al momento giusto si sono aperti ed hanno trascorso qualche minuto in spensieratezza pensando ai gatti psicopatici e al cane indomabile di Nuvola.
Dopo la dialisi abbiamo fatto una breve pausa passando per il giardino in cui Nuvola ha pianto la defunta (?!) ninfea, mi è piaciuto molto quel triangolino di verde, dà una sensazione di allegria e leggerezza, è solo molto triste il fatto che ogni pianta debba essere recintata per evitarne furti o uso pattumiera, se fra inciviltà e rallentamenti burocratici è venuto così carino chissà come verrebbe se solo tutto fosse un po’ più semplice.
Ultima tappa SPDC: un bel reparto con pareti color pastello mi accoglie, anche il personale è molto gradevole, c’è un clima rilassato e tranquillo; i degenti non sono molti, ci sono due giovani ragazzi che mi colpiscono; mi colpiscono gli occhi tristi di un ragazzo annoiato che non sa cosa fare per impiegare il suo tempo in quelle quattro mura e la delicatezza di un abbraccio datomi da Francesca, una ragazza visibilmente appesantita dagli psicofarmaci ma estremamente sensibile e forte, che chiede a Nuvola consigli su un libro, vuole leggere un libro “che abbia un senso” come dice lei, anche questo mi tocca.
Qui si rafforza la mia idea che la maggior parte dei pazienti psichiatrici siano persone straordinariamente ricche di risorse e così sensibili da non riuscire a trovare un equilibrio sopra la follia (per dirla con Vasco)!
Starei ore dentro a quel reparto ma è tardi e abbiamo chiacchierato abbastanza, salutiamo e ce ne andiamo.
Si torna agli armadietti e si conclude così il mio primo turno di “care”, ho una bella sensazione addosso che condivido subito con Nuvola, la sensazione di aver raccolto oggi ciò che qualcun’altro ha seminato ieri.
Oggi ho raccolto esperienze, storie condivise, sguardi, abbracci e sorrisi di pazienti che hanno bisogno di dare e di ricevere proprio perché c’è qualcuno che costantemente da e riceve da loro.
Quel “qualcuno” siete voi, ognuno di voi ogni volta che fa un turno è come se raccogliesse i frutti del clown precedente e piantasse semi per il clown successivo, così l’impressione che ho avuto oggi è stata quella di camminare su un bel terreno vivo e fertile, ho avuto l’opportunità di raccogliere qualche frutto e spero anche di essere riuscita a spargere qualche seme.
Nonostante tutti i sacrifici, gli impedimenti burocratici, le porte in faccia e l’inciviltà umana che imbratta e rompe qualsiasi cosa, se il lavoro è fatto con passione da i suoi frutti malgrado tutto, ed io oggi li ho visti.
Ciao!
Erika 🙂

Lug 23, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments

12 Luglio 2014

il turno del trio del brie!
finalmente siamo riusciti a fare il famoso turno a tre: io, spadino e dora!!!
ci troviamo all’ingresso dell’ospedale, con nuvola giardiniere (con tanto di ciabatta e calzino…) e si inizia subito con una lauta coolaction offerta dal generoso spada. armadietti, cambio e via… comodamente arriviamo in sala prelievi, che nel mentre si era mezza svuotata. si sono trovati dei signori fantastici del coumadin (di sabato perché il giorno prima avevano avuto problemi con il pc) che non invecchiano mai. un tipo di 80 anni che ci ha raccontato della sua operazione al bronco negli anni ’60 e di come sia rimasto “devoto” al chirurgo… un altro arzillo di 89 che ancora guida…
saluti e strinte di mani e su in dialisi. Agostino purtroppo è sempre scoglionato, ma questo non ci ha impedito di fargli un saluto. abbiamo poi conosciuto Nicola/Naimay (qualcosa del genere), che di solito è nel turno di pomeriggio, hare krisna… e lì siamo stati piantonati al suo letto a farci raccontare la sua religione e filosofia. mantra, vestiti, cibo, sesso… abbiamo parlato di tutto.
saluti e un attimo fuori prima di proseguire in psichiatria. un attimo che invece si è trasformato in un’ora di conversazione con nuvola, parlando del ruolo di ognuno all’interno della onlus e della necessità di prendersi le proprie responsabilità, argomenti che tratteremo poi anche alla prossima riunione/festa ai vivai.
avendo fatto mezzogiorno a confrontarci, siamo stati in psichiatria ma giustamente non ci hanno neppure aperto, poiché ormai era iniziato il pranzo.
un saluto a tutti, belli e brutti
ft

Turno in tre, io Spadino e Fiorella Toppa! per questo mio rientro dopo veramente tanto tempo. Mi sentivo un po’ spaesata, ma appena arrivata trovo Spadino che fa da supporto a Nuvola, intento a mettere la rete alle piante di ingresso per i soliti maleducati e sorrido….mi sento meglio….
Poi arriva Fiorella, colazione (grazie Spadino!!!) e sala prelievi….mattinata tranquilla, ci siamo fermati a chiacchierare con i “signori del Cumadin”,a cui fa piacere la nostra presenza e ci raccontano le loro vite…dal 1925 fino ai giorni nostri…..
Andiamo in dialisi, ma tanti dormivano… Spadino ha provato a fare due chiacchere con il ragazzo albanese, di cui non mi ricordo il nome, ma è stato difficile, mentre in un’altra stanza c’era un signore Hare Krishna (si scrive così?) molto molto loquace!…. Siamo usciti fuori a prendere un po’ d’aria, e abbiamo rincontrato Nuvola, e abbiamo un po’ parlato del progetto… Sono venuti fuori dei bei argomenti, di cui parleremo domenica 20…e per questo spero ci siano tante persone….ma questo ci ha fatto perdere un po’ di tempo….e abbiamo fatto tardi, e in psichiatria stavano già mangiando e non siamo potuti entrati…
Un abbraccio a tutti,
Dora
Lug 23, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments

11 Luglio 2014

Inizio a dirvi che purtroppo la ninfea piu grande delle tre che avevamo nel laghetto in ospedale è stata rubata, restano le altre due adesso, solo che dispiace che la gente non comprenda l’importanza del giardino, che dovrebbe essere cosa comune e non un posto dove rubarsi le piante, vabbé, speriamo almeno non l’ammazzino e la mettano in un posto adeguato, vi lascio al report di Giuggiola
Nuvola
Ma che bel turno!!!! Aspetto un Po nuvola agli armadietti e questo mi permette di prepararmi un Po..si parte subito con la dialisi…una gran bella dialisi…ci siamo fermati yn sacco dal quel distinto signore(cn i nomi cone aempre sobo una tragedia..)meraviglioso ascoltarlo..sa tante cose ..sa più che altro trasmettere xio che sa…e per me e una dote meravigliosa..parliamo molto con lui di come funzionano le cose da noi ecc..e ognuno chiaramente dice la sua…salutiamo patrizia….bella e solare come sempre..e partitamo per la,psichiatria…una gran bella psichiatria..belle le donne che abbiamo trovato..bella la ragazza F.(mi ricordo anche miracolosamente il nome)con cui ho condiviso un ora a parer mio intensissima…forse perché nel parlare ho scoperto che abitiamo molto vicine..che ci piace un Po lo stesso genere di libri o non so perché m ci siamo trovate subito in sintonia…nel parlare nella camera molti come sempre si avvicinano piano piano e ascoktano volentieri nuvola e le,sue parole..io e la F.siamo state un Po in terrazza insieme un Po sole”tra donne “e tra argomenti più o meno leggeri da shopping a uomini ci siamo un Po “rilassate”!!e,per mw rimane sempre uno dei regali migliori quando uscendo da un reparto ,qualsiasi esso sia ,qualcuno riesce a dirti”ciao…GRaZIe”…ho già comunicato a nuvola…ma non riesco a scrivervwlo e trasmetterlo forse perché so bona a poco…ma un mega turno che mi ha lasciata piacevolmente scossa tutto il giorno…vi abbraccio.
Giuggiola!

Lug 23, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments

5 Luglio 2014

Troppo buono Pan con me… che bello lavorare con lui… perché ha un grande “ascolto” e ancor più che nella vota questa è la prima e più grande dote che deve avere un clauno.
Qualche parola in più e un approfondimento la merita il passaggio in psichiatria. Alessandra mi aveva avvertita che ci sarebbe stata una ragazza giovane che aveva tentato più volte il suicidio e che era andata in coma… mi aveva chiesto di passare, di avere un occhio di riguardo e di chiedere se avrebbe potuto passare a trovarla extra turno. Così ho fatto. Sull’ultimo punto parliamone anche con Nuvola, per condividere l’opportunità o meno di una nostra presenza extra turno. Per quanto concerne il reparto hanno detto che avvertendo non ci sono problemi.
Nel merito però, nel caso di G., qualche problema c’è.
Partiamo dalla parte positiva. Come ha accennato Pan, quando siamo arrivati, a parte la stanza chiusa per i degenti che non avevano dormito la notte, ci siamo trovati a toccare con mano la sua situazione: era a pancia sotto con la testa affogata nel cucino che singhiozzava…. Ho chiesto agli infermieri di darle un pacchetto regalo se vedevo che era il caso e loro mi hanno detto di sì. Le avevo preso un libro di Rodari (le favole del sorriso, un moleskine di carta riciclata e una penna rossa per scrivere i suoi pensieri…. alla fine mi dirà che legge tantissimo e che scrive tanto….. )
Per diversi minuti non è facile nemmeno entrare in contatto…. le singhiozza e dice qualcosa sul non voler vivere, perché a lei questo dolore doveva toccare… le colleghe di stanza la guardano abbattute e preoccupate, in particolare la signora vicino alla finestra…
Il primo passo è prenderle la mano, accarezzarla, lei non “partecipa” ma non rifiuta la mia, poi qualche lacrima asciugata e qualche carezza. Il cambiamento è che inizia a parlare di più, è sempre difficile ascoltarla, ma se le dicevo non ho capito, iniziava ad alzare la testa dal cuscino inzuppato e ripeteva in modo più chiaro…
Piano, piano, dico qualcosa anche io, ascolta poco, ma si sente ascoltata…. Il suo ascolto parte quando le propongo di spiegarle una cosa con una gioco, una piccola magia, in cui le dimostrerà che lei ha più energia di quella che crede, che le cose si possono curare una volte rotte, che si possono raggiungere risultati inaspettati se ci crediamo…. funziona, G partecipa (vuole sapere i trucchi, .. “ma il trucco è crederci!…”), sorride, scherza con le altre persone….
Poi inizia di sua iniziativa a parlare della sua situazione, della separazione dei suoi, dell’essere stata sballottata da una casa all’altra, della richiesta di testimoniare contro l’uno o l’altro genitore, del non farcela più a essere sballottata dall’ospedale di Figline a questo…. parla accorata, ma senza piangere….
Questo penso potevamo fare noi, strappare un sorriso, fare cambiare il pensiero a positivo, fare aprire la scatola delle parole e dei pensieri, regalare una carezza… bello quando G. sorride perché le canto con dedica “Un giorno credi” e in particolare guardandola negli occhi “a questo punto non devi lasciare…” …. le piace la musica mi dice…. apprezza la dedica….
Poi l’infermiera ci inviata a uscire, e pensavamo fosse perché dovevano cambiare i letti… o qualche altra paziente… aspetto che G. finisca il suo discorso e anche lei accetta di alzarsi e andare assieme agli altri in terrazza … (!!!!!…)
A questo punto mi chiama un infermiere e mi spiega perché ci aveva invitato a uscire dalla stanza senza però riuscire a spiegare il vero motivo.
Mi spiegano che proprio la mattina hanno analizzato la situazione di G., ritenendo che uno dei problemi principali suoi è che si comporta come una bottiglia senza fondo, l’affetto, l’attenzione che riceve le passano attraverso senza restarle addosso, senza restare in lei e questo, a loro avviso le provoca ogni volta un vuoto maggiore e, di conseguenza, un dolore ogni volta più grande. Non ha caso mi aveva raccontato che quando si è svegliata dal coma ed ha visto la mamma accanto a lei che piangeva ha “capito che le voleva bene”…. come se ogni volta lei dovesse fare un gesto ancora più violento e distruttivo nei propri confronti per attirare l’attenzione e l’affetto.
Per cui l’avvertimento e la richiesta del reparto è, come per altri casi simili, di non eccedere in attenzioni perché questo non è detto che sia positivo per lei, almeno in questa fase in cui deve scontrarsi anche con questo vuoto. Diversa è l’importanza del far cambiare pensiero, del sorriso, dello svagare la mente che avevano apprezzato e che aveva funzionato molto con lei.
A partire da questo caso ci confrontiamo sul fatto che in un reparto come questo è fondamentale una integrazione di quel poco o tanto che possiamo fare noi con il loro lavoro, per sfruttarlo al meglio e per non fare al contrario cose dannose. parliamo anche di cosa succede quando lei si è scontrata con il proprio vuoto, magari migliora e torna a casa? Chi la segue? Come fa a fare cose che la fanno stare meglio?….. per esperienza personale so che non è affatto facile…….
Una nota finale extra report! il giardino deve essere tenuto ancora meglio!… forse deve essere un impegno per tutti, perché deve dare il senso della cura, dei colori, dell’accoglienza quando le persone ci passano accanto o si fermano….
Un abbraccio a tutti
Vostro, onorato di stare con voi, Pasticca
Alle 8.40 ci troviamo nel parcheggio, ed ovviamente alle 8.15 senza fissare eravamo io e Pasticca nel parcheggio vicino l’ospedale…Vabbé…camminando verso l’ingresso passo dal giardino e noto che una casina per gli uccellini ha il tetto rotto! Uhmm….c’avrà avuto il capo grosso il passerotto e l’ha sfondato? Boh…
E’ sabato e prima delle 9 giù negli uffici non troviamo nessuno…. Si parla, si chiacchiera ed ecco la signora delle Nove!
Sala prelievi…due passi ed eccola li! Tra il babbo con la testa lucida e la mamma con il pancione ripieno di vita…lei è li, seduta nel mezzo…una peperina di nome Petra, una bimba che sa il fatto suo… infatti non serve molto per far si che con la sua formula magica per fermare il vento, diventa la nostra assistente mago! Bravissima….moltiplica palline, leva caccole dai nasi, costruisce cappelli o “capelli” per il babbo con la testa spaziosa… un vero fenomeno!!! Con molto piacere ad un certo punto troviamo anche “CAVALLO” in diretta dalla psichiatria, che ci fa visita in sala prelievi…non passa molto tempo che anche li Petra da dimostrazione delle sue doti magiche.
Tra Jhonny il furetto che spaventa le persone, Petra che mi sfida ad una gara di acchiappa bolle e reggiseni che magicamente si sfilano alle infermiere passa quasi un’ora.
Un bacione e saltiamo su in psichiatria.
Chiediamo agli infermieri com’é la situazione…ci rispondono che in una camera era meglio non entrar per il semplice motivo che le due persone avevano avuto una notte un po’ insonne e si erano calmati da poco…
Ci affacciamo avanti e nel letto di mezzo a due signore di una certa età.. notiamo una “Principessa” in lacrime… con passi silenziosi ci avviciniamo.
La saluto, le mando abbracci…ma decido di lasciarla sola con Pasticca.
Vado in terrazza e li ti ritrovo Cavallo. Iniziamo a parlare di scarpe, fragole, piccoli teppisti (che eravamo), gioventù, musica e…. Pasticca che mi chiede uno stuzzicadenti !! Uno stuzzicadenti???!
Mi affaccio in camera della “Principessa” e trovo una situazione decisamente diversa…. Con il suo letto ricoperto di giochi di magia, i suoi sorrisi… Io corro immediatamente a cercar uno stuzzicadenti… ritorno su e da li è stato un susseguirsi di sorrisi, qualche lacrima, esplosioni di fiducia e di parole a cuore aperto…canzoni, morsi e solletico…. Ah… ovviamente abbiamo fatto un certificato medico che “CERTIFICA” che la principessa c’ha bisogno di una sovraddose di MORSI E SOLLETICO da parte di ogni naso rosso!
Dobbiamo andare…saluto Cavallo…saluto gli infermieri come sempre gentilissimi… e scendiamo verso dialisi..ma è già tardi…son mezzogiorno passate.
Andiamo agli armadietti..un abbraccio a Pasticca…due gavettoni in bagno e via verso casa.
Un abbraccio fraterno e sorellerno ( per le donne) a tutti!
Pan!

Lug 23, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments

28 Giugno 2014

Volevo aggiungere 2 righe al report di pan. Prima di tutto volevo dire che è stato un piacere fare un turno con pan. È stato un bellissimo turno, per me caratterizzato da 2 incontri importanti, 1 l’infermiera che non avevo mai visto prima, di cui parlava pan, che si è aperta a 360 gradi, questo per dire che oltre i pazienti esistono esseri umani con delle storie personali incredibili. L’altro incontro importante è anna della dialisi che conosco ormai da molto tempo e mi ha fatto piacere. Rivederla abbiamo scambiato solo 2 minuti perchè era stanca e voleva dormire. É stata un bella mattinata. Un abbraccio a tutti
Spadino

Mi alzo carico questa mattina…colazione e parto per l’ospedale. Stranamente arrivo puntuale..forse anche in anticipo.

Andiamo giu’ agli armadietti con Spadino..ma…eccoci, il sabato la signora arriva alle 9 e quindi ne approfittiamo per andar a prender un caffeino. Ci cambiamo e voliamo in sala prelievi…BUOOOOONGIORNO a tutti e ci dividiamo, io trovo Tessa, una bimba che credo abbia avuto sui 5 anni..era li ad accompagnare la mamma a fare il prelievo…le accompagno dentro…gli regalo un fiore e lei mi regala un bacino che mi carica tutta la giornata.
Scambiamo due chiacchiere fuori e saliamo in DIALISI…rimaniamo un po’ fuori con Spadino a parlar del piu’ e del meno e decidiamo di entrare…sfiliamo sull’ultima camera e li troviamo un signore albanese da qualche mese in dialisi…ma soprattutto troviamo un infermiera che si apre a noi…ci racconta la sua esperienza, quello che stava e che stà passando..ci da forza ed energia..si apre a noi parlandoci della sua vita….questo mi ha aiutato a capire che quando ho quel naso roso, quando entro in ospedale..non devo..non dobbiamo guardare soltanto chi è sul letto, chi è in pigiama o chi ha un numerino in mano per un prelievo…guardiamoci anche intorno..dietro un sorriso ed un buongiorno che diamo per scontato. Le camere scorrono…Bruno ed i suoi sorrisi…altre signore e dopo aver rimpizzato un po’ di libri andiamo in psichiatria….Li trovo “il pianista” ad attenderci sulla porta di camera sua…un signorone..alto…apparentemente un po’ nel suo mondo..quel mondo che per due volte ha tentato di lasciare…andiam in terazza e ci raggiunge con enorme gioia ” cantante”..bellissimo…si canta! e come ovvio che fosse lui debutta con L’AVVELENATA di Guccini…ANCHE PER TE di Battisti..Vecchioni ed altri accompagnano i momenti tra discorsi di rabbia e qualche barzelletta…salutiamo su 10 RAGAZZE PER ME e andiamo via..verso gli armadietti…Felice..per una bella mattinata, per il turno con Spadino che non rivedevo da un po’, per le nuove emozioni.
Buona giornata a tutti.

PAN
Lug 4, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments

27 Giugno 2014

Ciao a tutti clown!!! Il turno di oggi mi ha lasciato una scia di colori, odori, suoni perché mi sono veramente immersa senza pensare, guidata dal mio istinto.. Fragola, la piccola Fragola è una chicca di dolcezza .. Siamo entrate per mano in sala prelievi, abbastanza affollata.. Ho parlato con due signore anziane, una delle quali ben 93 anni, che mi hanno raccontato la loro vita e la loro solitudine, bellissime!! Un signore un po’ restio, alla fine ha fatto una risata dicendomi: visto che son riuscito a ridere? In psichiatria l’infermiera ci ha detto che C era agitato per il percorso di recupero che dovrà affrontare..dormiva. Ho conosciuto 6 persone molto disponibili con 4 delle quali nel terrazzino abbiamo cantato canzoni di Vasco e Battisti battendo le mani..avevo le lacrime in pelle per l’emozione e la gratitudine verso queste persone.. Grazie!! Parlando con una ragazza molto giovane ho scoperto essere la sorella di un amico di mio figlio..incredibile!!! In dialisi era tutto tranquillo e piuttosto sereno.. Parlato a lungo con G…e un signore anziano stanco del tour de force al quale sono sottoposti coloro che fanno dialisi ma alla fine ha concluso sorridendo: però, caramella, se si vole campare l’è così.. Molto ricca e soddisfatta sono uscita con Fragola e abbiamo incontrato , credo la direttrice, contenta del lavoro svolto dai clown soprattutto un psichiatria.. Che dire e coda volere di più? Sono soddisfatta e di nuovo grazie a tutti voi clown..

Bacioni da Caramella !!! 
Lug 4, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments

21 Giugno 2014

Questo è il report di Farfallina, con le sue emozioni e tutto il suo cuore.
Come racconterà lei, non era una giornata facile, ognuno con il suo “retroterra” di lacci più o meno pesanti della settimana, le difficoltà ambientali incontrate nei reparti (soprattutto del personale…)…eppure…. con impegno e semplicità la magia arriva anche stavolta….
Siamo arrivati molto presto, ma ci siamo trovati la porta del centralino chiusa. Allora visto che avevo dormito vestito e truccato da Dott. Pasticca abbiamo deciso che io salissi direttamente in sala prelievi, mentre lei si preparava, imbattendomi immediatamente in quell’aria pesa che si respirava, non usuale in sala prelievi, dove al massimo trovi un po’ di indifferenza e pensieri per i fatti loro: la tensione ovviamente si trasferiva dagli operatori anche ai pazienti.
Ecco che vedo un bel pancione con un’altra bambina bellissima, dolce e un po’ scontrosa nella carrozzina…. Ci vogliono un po’ palloncini e, soprattutto, di bolle per sciogliere il ghiaccio e far arrivare i primi sorrisi che si gonfieranno il cuore ancora di più non appena arriva Farfallina con la sua dolcezza e un po’di stick adesivi. Allora mi allontano e posso dedicarmi ad altre persone che sembravano chiuse nel loro mondo ma che poi al primo contatto si gettavano negli abbracci e nei sorrisi. Una ragazzina in particolare, accompagnata dalla madre, sembrava tutta chiusa nel suo mondo ed invece, …… al primo contatto con i pupazzetti dispettosi, ha allargato il suo sorriso e dichiarata la sua profonda paura per quell’ago che doveva affrontare. Con Dott.sa Farfallina allora procediamo con la misurazione della pressione “ridanciosa” e lo strumento in effetti ci indica un po’ di problemi emotivcolicisticopensierosi, convincendoci subito a intervenire con una una cura intensiva di “solletico dell’anima”…. Nonostante il clima un po’ “da trincea”,e qualche mugugno”, la accompagniamo dentro cercando la giusta misura fra la distrazione della ragazza e non forzare troppo la mano con il reparto. Missione compiuta… riusciamo a strappare qualche sorriso anche agli operatori.

Qualche altra mamma da distrarre, qualche signore di una certa età che viene attratto dai giochi, … poi un signore anziano mi rimbrotta per non averlo stordito con qualche magia le settimane prima e dopo essere ripassate dalla nostra bambina dagli occhi dolci che nel frattempo ha cominciato a buttarci baci, procediamo verso la dialisi….Ancora di più delle altre volte ci capita di intrattenerci per i corridoi con piccole deviazioni laddove ascoltavamo una richiesta o un bisogno in tal senso, dal bar, alle sale di aspetto, fino a trovarci invitati dentro cardiologia…. Pur rimanendo concentrati sui reparti da coprire col turno, quando il tempo lo permette e la situazione lo richiede, credo che questa sia una buona cosa, ci permetta nuovi incontri e, soprattutto, di seminare il nostro messaggio, dare il nostro abbraccio affinché possa allargarsi il più possibile nell’ospedale… chissà un giorno questi piccoli semi arriveranno di nuovo anche in pediatria….. chissà…
Di psichiatria dirà molto Farfallina, ma vi assicuro che non riuscire a venir via, dopo che si sono contagiati anche gli infermieri è bella cosa… ci siamo ritrovati ad accompagnare il pranzo, con un po’ di note, senza che questo“destrutturasse” quel momento ma, anzi, lo rendesse più umano, più gioioso, più partecipe…. Qualcuno ci chiedeva anche di mangiare con loro…. La musica, come la Pet Terapy sono un buon mezzo per abbattere dei muri… Questa volta non solo Dott. Cavallo ha partecipato con le sue doti canore e con Farfallina ci siamo integrati con ruoli e approcci diversi di ascolto e dialogo diversi….. Un po’di commozione da parte dei pazienti quando siamo andati via (e non solo da parte loro…) qualche sorriso in più da parte degli infermieri accompagnati da qualche nota…. Usciamo senza uscire del tutto, portando il reparto e questa atmosfera con noi per tutto il giorno…

Vostro, onorato, Pasticca. Ecco a voi il “volteggio” delle ali di Farfallina…..

Ciao a tutti! Bellissimo e ricco di emozioni questo turno con Pasticca! …… Si fa presto a dire turno…..dalle 8:30 ad oltre le immersi in una miriade di emozioni….dalla gioia alla paura, dalla commozione alla voglia di dare speranza e incoraggiamento!
Piccolo ostacolo appena arrivati perché il centralino ha aperto alle ore 9 quindi ho dovuto aspettare per truccarmi (ero già vestita e Pasticca già pronto).
Sala prelievi piuttosto piena, si respira tensione che arriva soprattutto dagli operatori e che a catena si riversa sugli utenti…..ho sentito non facile attraversare la barriera della loro rabbia, impazienza nell’attesa, la loro insofferenza e lamentela. Mi giro e una bellissima bambina di due anni mi guarda seduta nel suo passeggino. Mi chiama con gli occhi e …..figurati! Mi tuffo da lei! Aveva già i palloncini di Pasticca, io le ho regalato le mie pine con le farfalle gli adesivi. Che bei sorrisi mi ha regalato! L’abbiamo intrattenuta diverse volte per tenerla serena nell’attesa che la mamma facesse la curva glicemica. Piano piano si svuota la sala e ci avviamo verso la dialisi. Musica e interazione nei corridoi….molto utile e divertente!
In dialisi molti dormono e una brutta notizia ci arriva: U. ha avuto un’encefalite e non ce l’ha fatta. Non so dire come sono rimasta ma posso dire che mi ero affezionata e non dimentico il suo modo gentile e rispettoso degli uomini di una volta. Qualche parola con chi è sveglio e il Furetto che fa colpo sulle infermiere! 🙂 In dialisi l’atmosfera è sempre strana, si avverte spegnimento….non so….pesante!

Direzione psichiatria, ogni volta non vedo l’ora che arrivi il momento di andar li! Ancora Musica e bolle di sapone nei corridoi, ci fermiamo davanti cardiologia, una signora è in attesa di una visita. Molto bella, sorridente, sembra che aspetti il suo turno dal parrucchiere anziché per una visita cardiologia! Sorride, sorride….e si coccolare dal furetto, poi Pasticca entra nell’ingresso di cardiologia e io resto con lei…..subito tanta confidenza da donna a donna e poi mi dice che è li perché soffre di attacchi di panico e come al solito controllano anche il cuore. La tranquillizzo, le racconto che anche io ne ho sofferto e lei si meraviglia dicendomi: tu sei stata male? con quel sorriso? …… 🙂 la incoraggio con tutto il cuore, poi arriva il suo turno e mi saluta….splendente come il sole!Arriviamo in psichiatria accompagnati dalle bolle di sapone che sembrano indicarci la strada…..ignara che una meravigliosa esperienza mi attendeva! Subito davanti l’ingresso troviamo il Dott. Cavallo che ci accoglie felice! Ancora C. presente, ancora A. presente…..che percorso di sofferenza lungo stanno facendo, lo rispetto e ricordo il mio e nel mio ricordo apro il cuore e mi apro a loro. Ci sono diverse persone nuove, andiamo in terrazza e una signora ci accoglie osservando con la gioia e la curiosità di una bambina i nostri camici e tutti gli oggetti che ci abbiamo messo! Li vorrebbe tutti, allora decido di darle gli adesivi, Pasticca mi ricorda di non dare niente quindi chiedo alle infermiere il permesso che mi concedono. Cosi si riempie la maglietta di adesivi! Buffissima 🙂 Subito Pasticca con la chitarra e il Dott. Cavallo intonano bellissime canzoni e l’emozione mi arriva alle lacrime. In terrazza c’è anche C., ancora spento, chiuso nel suo mondo, non partecipa, mi siedo accanto a lui. A un certo punto decide di andare a dormire. Lo lasciamo andare ma sentivo che il mio compito non poteva essere finito con due parole di conforto che forse non aveva neanche sentito. Cosi prendo coraggio e decido di raggiungerlo in stanza. Mi alzo e vado! Lo trovo disteso in posizione fetale, abbracciato al suo cuscino, quanta solitudine!!!!! Mi avvicino a lui nel rispetto di quel momento e gli sussurro all’orecchio: hai sonno? mentre con una mano cli coccolo la schiena. Mi fa cenno di si. Resto in silenzio con lui. Gli dico sempre sussurrando in silenzio che vorrei cantargli una ninna nanna, gli chiedo il permesso e mi risponde di si……il ghiaccio si sta sciogliendo e al suo cuore stava arrivando calore. Gli sussurro all’orecchio Buonanotte Fiorellino e un piccolo sorriso si accende, cosi flebile, una fiammella…. quanta gioia per me, quanto onore e fortuna assistere alla sua apertura. Dopo la ninna nanna gli ricordo che è quasi ora del pranzo e gli chiedo quali sono i suoi gusti: dal cinghiale alle torte nuziali, vien fuori di tutto e poi io gli dico i miei. Si gira e mi guarda sorridente…..a quel punto gli chiedo con un tono di voce più deciso se posso fargli un giochino …..si mette seduto e sveglio come un grillo mi dice: che giochino mi fai? ECCOCI!!!! CI SIAMO! E’ L’ORA CHE IO FACCIA UNA MAGIA! 🙂 Con totale naturalezza gli faccio vedere il libro incantato e poi giochiamo con gli elastici 🙂 EVVIVA SI E’ RIACCESO!!!!! 🙂 La mia gioia è alle stelle! Gli chiedo e gli va di tornare a cantare e mi dice di si! Allora si alza e come nuovo torniamo in terrazza :)La mia esperienza era questa, mi aspettava tutto questo miracolo! Sono grata alla vita a M’illumino! Il mio senso materno, la mia dolcezza, il mio sentire le persone, la mia esperienza di sofferenza, il mio coraggio…..era tutto venuto fuori senza alcuna difficoltà!

Il turno in psichiatria continua in terrazza e oltrepassa le ore 12…..fino alle 13 a cantare con tutti loro……stupende persone da cui ho tantissimo da imparare!
Ringrazio sempre il mio tutor Pasticca, sempre incoraggiante e “tranquillizzante”!!!!!

manca il finale ovviamente con saluti e abbracci ……

da Farfallina!
Lug 4, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments

14 Giugno 2014

Ciao a tutti quanti, scusate tanto per il ritardo, fra l’inizio del tirocinio e i vari controlli in ospedale mi ero completamente dimenticata del report!! Piacevolissimo questo turno con Arancina, da mesi puntavo a lei come tutor, ma non ero mai riuscita a prenotarmi in tempo! 8.30 davanti all’entrata, ci cambiamo e nel frattempo io le racconto del mio recente ricovero, e poi via in sala prelievi, particolarmente affollata. Un signore ci aggancia subito con la sua simpatia e le sue battute sagaci; ci fermiamo a parlare un po’ con lui, e
scopriamo che è un giornalista e scrittore, in procinto di pubblicare una raccolta di suoi scritti e aforismi. Gli lasciamo anche l’indirizzo della nostra pagina facebook, così che possa mandarci qualcosa di suo. Mentre parliamo con lui, intrecciamo il discorso anche con due signore davanti (ecco la vera bellezza dell’essere clown, non solo entrare noi in contatto con le persone, ma spesso essere anche un tramite per invogliare le persone a parlare fra loro), la Signora R. e sua figlia. La signora parla con noi apertamente, senza timore di svelarsi, e la vediamo sotto diverse sfaccettature del suo carattere, dolce, forte, testarda, e con tante cose belle dentro, sicuramente una signora con delle esperienze di vita particolari. Ci dice di essere una maestra, e parliamo di come in questi tempi, anche nelle professioni che si basano sull’interazione con l’altro e sul prendersi cura, dominano
l’indifferenza e la rabbia, che talvolta si trasformano in violenza. Nell’uscire dalla sala prelievi vediamo una signora che legge un libro: è il libro che da settimane sta sul comodino di Arancina, senza essere mai letto! (Memorie di Adriano era il titolo? non mi ricordo) Lo prendiamo come un segno: Arancina deve leggere quel libro! Andiamo in psichiatria, che mai mi era capitato di vedere così ronfante. Ce ne andiamo ai tavolini, aspettando che si alzi qualcuno, nel frattempo scambiamo due parole con un’infermiera
tirocinante. Vediamo arrivare una signora che si siede in terrazza e andiamo subito da lei. La signora N. non vuole parlare di sé, lo si vede subito, addirittura non vorrebbe nemmeno dirci il suo nome. Quando le chiediamo perché si trova lì ci risponde “perché sono troppo buona” e per quanto fosse un modo per sviare il discorso, penso che ci sia un fondo di verità. Sarebbe stato interessante scoprire di più su di lei, ma non insistiamo, e teniamo il
discorso sul generico. Ci dice di aver lavorato alla vendita di scarpe, e di avere una passione per le ciabatte; ci fa vedere delle ciabatte arabe, di quelle con il ricciolino sulla punta. Sembra molto interessata ai vari orpelli sulle nostre divise clown, quindi le regaliamo qualcosa: io la foca di peluche, e Arancina una spilla. Solo dopo ci ricordiamo che non si dovrebbe fare regali a chi sta in psichiatria perché possono essere pericolosi, quindi lo diciamo all’infermiera e lei li tiene da parte: li restituirà alla signora al momento delle dimissioni. Infine andiamo in dialisi: anche qui dormono tutti, ma noi andiamo dall’infermiera Letizia che ci da i bulbi di zafferano da piantare in agosto sul vialetto che va verso il pronto soccorso. Ci fermiamo un po’ a parlare con lei e con E. di piante e giardinaggio, e Arancina ci racconta l’aneddoto dell’oleandro annaffiato con la varichina. In definitiva, forse uno dei turni migliori che abbia fatto finora, sia perché mi sento più sicura rispetto all’inizio, ma anche e soprattutto perché mi sono trovata molto bene con Arancina, e sono contenta di aver avuto l’occasione di passare una mattinata con lei!

Onigiri.
Lug 4, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments
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