22 Novembre 2014

Reputo che questo sia stato un buon turno.

E’ piacevole avere una pasticca che sa’ suonare, per cui si puo’ entrare in sala prelievi ..danzando , non bene , non pretendo di dire questo , ma danzando….

Una coppia, ma lui era un po’ in ansia e stava per essere chiamato non si e’ abbandonato ad abbozzare un tango con me….che peccato…. pero’…l’ho cfonsigliato di riprendersi la fisarmonica eriprendere a suonare.

Ho agganciato la g. ela r. cheavevano piacere a scambiare qualche parola e la g. era stata operata alla tiroide dallo stesso mio professore….. della serie le nostre vite si uniscono in sala operatoria, ci siamo confrontate la cicatrice…ed e’ stata rassicurata dal fatto che dopo anni non si ved3e quasi piu’ nulla…. s’e’ salutato anche all’interno della sala e l’infermiere…portento..quello degli attestati ai bimbi……lo abbiamo attorniato, anche se per poco toglieva il sangue, ma non tutto…., alla g.

Poi dopo un agognato cicchino si va’ in dialisi.

s’e’ conosciuto la m. vicina di letto di el. che aveva proprio voglia…di conversa’….carina molto.

o chi dormiva o chi ci diceva che non era aria, ma dopo che la pasticca ha parlato e si e’ confrontato con gli infermieri…non so’ di che….se’ fatto un giro…. e ci siamo diretti ad uscire…..

molto preziosi ee ricchi, sono gli incontri extra reparto, tipo la coppia che aveva agganciato la pasticca, che non ha evitato di mettermi alla berlina….ma si sa’ i clauni dovrebbero esse pronti a tutto…

una coppia che arrivava da frosinone, che ha girato l’italia ma che ha trovato interlocutori preziosi in questo ospedale, e piu’ che preziosi che accolgono e spiegano e soddisfano i cittadini che si trovano in situazioni non difficili, di piu’…….

belle persone, ho avuto modo di spiegare chi siamo, intervallata dai giochi del maestro pasticca..col quale mi diverto sempre a fare da vallettona velona.

in psichiatria abbiamo intrattenuto un trio di deliziose infermiere, a parte una di esse che era la replica di san tommaso e pretendeva di aver svelati i trucchi di pasticca……che un gli tornava nulla…ecc.ecc..ma se’ anche riso di questo..  poi andando a vedere chi c’era….cavallo e’ stato spostato, s’e’ accennato con pasticca di andarlo a trovare indolle’….ora….

c’era una ragazza giovanissima ma …irraggiungiobile con la quale mi e’ riuscito solo di farmi accendere la sigaretta e poi l’ho riportata dentro , era sulla carrozzina, per il pranzo…

c’era un ragazzo tedesco ma nonostante abbia tentato di parlarci , di scambiarci qualche parola ,  sfuggiva.

con gli altri due ci siamo solo scambiato per brevi minuti, e pasticca ha dato adito di dimostrare che e’ un portatore di curegge sano.

altre donne sono sortite , ma direi in sordina al momento del pasto durante il quale siamo rimastri un poco.

grazie pasticca malefica.

grazie per questo prezioso turno.

arancina

Nov 25, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments

17 Novembre 2014

Ciao a tutti, è difficile esprimere le sensazioni provate alla prima esperienza, eppure son qualcosa di apparentemente semplice. Sensazioni bellissime: felicità, complicità, piacevole empatia, tristezza, paura.. Ognuna di queste, vissuta durante il primo turno, ottiene una potenza emotiva incredibilmente più grande. Prima che tutto iniziasse avevo il terrore di poter fare qualsiasi tipo di errore, di non riuscire a percepire il mio ruolo nella storia della mattinata in tempo per dare anche un piccolo contributo. Ecco che entra in gioco la paura. Un’attesa interminabile, fino al momento in cui Nuvola è comparso.. e tutto si è fatto molto più veloce! Tra il cambio di abito, le due chiacchiere per tranquillizzarmi prima dell’iniziazione, la conoscenza di Francesca, venuta per visualizzarsi mentalmente gli scatti per un futuro concept fotografico del progetto. Fin troppo veloce. Nemmeno me ne sono reso conto che già stavamo iniziando. E là entra il panico. Vedo Nuvola agire con naturalezza, come se nemmeno ragionasse troppo sul come e sul quando. Mi sentivo spaesato, ero triste, mi rendevo conto di non riuscire a sentirmi veramente presente. Poi qualcosa mi si attiva dentro. Prendo fiato.. parlo. E da quel momento in poi è stata tutta discesa. Una discesa in cui non ho dovuto nemmeno per un attimo cercare una spinta. La felicità di riuscire ad interagire con le persone, come in realtà si fa (o si dovrebbe fare) nella vita di tutti i giorni. Ma là aveva una valenza ben diversa, un potere particolare. In un’altra situazione non avrei proferito parola con nessuno, non volendo privare l’ambiente del suo naturale silenzio. Nello spostamento in dialisi mi sentivo molto più sicuro di me. Sono riuscito ad entrare in un contatto molto profondo con alcuni dei pazienti, sentendomi triste per loro e con loro. E anche felice, ovviamente, quando per fortuna ce n’era l’occasione. In psichiatria invece è ricomparso il terrore. Quel terrore di far danni che avevo abbandonato all’inizio della mattinata. Ha giustamente deciso di tornare a farmi visita. Cerco di rilassarmi, di fare come avevo fatto poco prima: osservare Nuvola ed ispirarmi a lui. Con un pochina più di difficoltà, anche là riesco a sbloccarmi, ad interagire con qualche paziente. E’ stato un momento di forte orgoglio per me, mai avrei creduto di essere in grado di sostenere situazioni del genere con quella particolare, anche se traballante, tranquillità. E la mattinata è finita. Volata veramente forse troppo in fretta, con la sensazione di aver imparato tanto e di non aver imparato niente. Solo ai turni successivi potrà capire veramente quanto ho assimilato e quanto no, per ora rimango con una piacevole sensazione. Come quella che provi quando assaggi una nuova pietanza che ti colpisce e ti piace, della quale però ancora qualche dettaglio ignoto non ti convince, ma che sai già perfettamente che in futuro finirà per piacerti di più ed ancora di più. Una prima esperienza magnifica, pensata come una tragedia, vissuta in un lampo e finita con un bagaglio emotivo arricchito. Ringrazio tutti per la possibilità che mi è stata data. Un saluto ed un abbraccio.

Pisolo

Nov 25, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments

15 Novembre 2014

Ciao a tutti e scusate il ritardo nel fare il report ma questi giorni le emozioni sono state un turbine da dover pian piano abbassare….

Mio primo turno con Nuvola!!!!

Arrivo agli armadietti e lo trovo già pronto, mi cambio e partiamo confidando la mia perenne paura iniziale, la quale alla fine credo sia importante che ci sia all’inizio del turno.

La sala prelievi é affollata e troviamo persone disposte a dialogare con noi: Mi intrattengo con una ragazza di 26 anni, accompagnata dalla mamma, che faceva prelievo per il controllo di farmaci ( presumo antidepressivi)…ragazza molto dolce e aperta, ma, confessa, in difficoltà ad affrontare il mondo del lavoro per la sua troppa sensibilità nel vedere tante persone rigide e chiuse nell’accogliere gli altri…ho cercato di farle notare che se lei avverte questo é perché la sua sensibilità la porterà dalla parte giusta, quindi non mollare e credi in te… Mentre le saluto sento una vocina bassa, bassa che dice: Caramella!! Mi volto e vedo il mio, ormai amico Brunetto che aspettava il suo turno, anche lui per controllo farmaci…mi dice, con gioia, che il palloncino che gli avevo fatto tempo fa ce l’ha ancora in macchina, un po’ sgonfio ma lo conserva ancora…piccola cosa che mi ha emozionato tanto. Nel frattempo non vedo più Nuvola ma la sua voce risuona piacevolmente nella sala. Ultima chiacchierata con una coppia anziana, la quale signora racconta che faceva la sarta per cui è nato un piacevole scambio tra lei e Nuvola, raccontando, dolcemente, il lavoro e la dedizione della nonna nei confronti di quel lavoro❤.

Dialisi tranquilla, molto dormono…parlo con P. della nipote e poi arriva anche Nuvola e il discorso verte, cm sempre fa P., sullo scempio che é diventata Firenze e che secondo lui ci vorrebbero regole severe. La dialisi si conclude con un sempre piacevole dialogo con l’infermiera Ilaria….molto accogliente e felice di vederci…

Arrivati in psichiatria ci comunicano che il ns amico Cavallo é tornato a casa….molto dispiaciuti…era diventato un nostro punto di riferimento in quel reparto per l’affetto, la simpatia, le canzoni, la Sardegna, le varie storie di vita, la sua gioia nel vederci arrivare….ma è  così che deve andare, giusto che sia stato dimesso e gli auguro tutto il bene del mondo.. Incontriamo la sig. P. con una notevole depressione  e andiamo nel terrazzino a parlare…..vive sola e probabilmente uscendo dall’ospedale verrà messa in una struttura perché non é in grado di badare a se stessa…altra storia di vita che mi coinvolge tanto….ci chiede se abbiamo fede e Nuvola gli fornisce una bellissima spiegazione di quanto sia importante avere, ognuno la propria fede vivendola nel proprio modo…la riaccompagno a letto mentre Nuvola parla con un’altra signora… P. mi aveva un po’ rapita….mu chiede se posso rimanere accanto a lei finché non prende sonno; Nuvola ha percepito questo e si é avvicinato, distraendoci e siamo usciti….per me non è semplice, ancora, mantenere quel minimo distacco che ci consente di non farsi sopraffare dalla piena emozione…ci riuscirò….anche perché non é positivo, non solo per noi, ma anche per i pazienti…..grazie Nuvola per i tuoi preziosi consigli ricchi di esperienza…vi dico un’ultima cosa: In media, chi più chi meno, andiamo in ospedale una/due volte al mese e la cosa sensazionale é che le persone, pazienti o personale, su ricordano di noi e di cosa abbiamo fatto o detto insieme!!! Quindi non molliamo e andiamo tutti insieme avanti cosi…o anche meglio….concedendo, come dice Nuvola, cinque minuti in più alla nostra fatica❤

Grazie dell’ascolto...

Un abbraccissimo da Caramella

Nov 25, 2014 | Posted by in Blog, Sensazioni | 0 comments

07 Novembre 2014


Inizio questo report ringraziando in particolar modo Tarantella che è stata di grande aiuto nel turno di venerdì scorso. Lei ha fatto pochi turni eppure è stata perfettamente in grado di gestire un turno complicato e spesso anche in solitaria, questo dimostra ampiamente il fatto che non servono particolarità straordinarie per fare il nostro mestiere, non serve per forza saper far girare tre elefanti su una palla in bilico sul naso mentre ci laviamo i denti, a volte basta saper ascoltare, ma ascoltare davvero, cercando di capire, non giudicare e accogliere a prescindere, il punto focale di questo turno è proprio questo, a prescindere. Vi lascio al resoconto di Tarantella che l’ha spiegato benissimo e non serve aggiungere altro da parte mia se non che son sempre piu felice di coordinare un progetto del genere, con persone straordinarie che riescono ad aprirsi e far aprire come se fosse naturale, cosa che oggi non sempre è. Un abbraccio

Nuvola

Turno improvvisato quello di venerdì 7 novembre con Nuvola! Ancora non avevo un mio turno di novembre, la sera prima leggo l’ e-mail di Fede che cerca un clown per il turno ed eccomi!

Facciamo due chiacchiere prima del turno e rimango turbata dal racconto di Nuvola della sua esperienza di lavoro all’estero e delle modalità con cui era chiamato ad uccidere il pesce poco prima di doverlo cucinare D:

comunque..

E’ la vigilia di Ospedale Aperto di domenica 9, arriviamo in sala prelievi carichi di volantini dell’evento, inizio a distribuire e a sponsorizzare l’evento, al solito c’è chi prende il volantino per cortesia, chi è interessato a sapere di cosa si tratta e chi ti risponde no grazie. Nuvola viene rapito da un signore in attesa e iniziano a parlare (parlare.. parlare.. parlare..) io a mia volta vengo agganciata da un arzillo signore sull’ottantina, Giovanni, che inizia a parlarmi delle sue esperienze come volontario della misericordia, ha più di trent’anni di servizio alle spalle, è veramente in gamba! Parliamo tanto anche noi, è più lui che parla, io ascolto e poi, non so come, mi ritrovo a fine conversazione con un foglio di carta in mano e un numero di telefono da contattare. Giovanni mi aveva ingaggiata! dovevo diventare volontaria anch’io, avevo già il turno e gli orari, insomma, ero sistemata.

Usciamo dalla sala prelievi, tappa all’angolo dei libri, lo rifocilliamo e ripartiamo.

L’idea era quella di fare prima la Psichiatria, perché i degenti pranzano presto e dopo sarebbe rimasto poco tempo.

Le cose però sono andate diversamente:

lungo il corridoio iniziamo dapprima a sentire delle urla, poi vediamo una signora che accompagna una ragazza che piange e si dimena. Dice che se non la ascoltano si ammazza, che sta male, è depressa, non vuole tornare in Istituto perché la picchiano, tutte cose di questo genere.

Nuvola la conosce già, io no. E’ una ragazza rom che era già stata ricoverata in psichiatria.

Il problema per cui si dimenava fondamentalmente riguardava il fatto che psichiatria l’aveva dimessa dal regime di ricovero, o comunque insomma non era più degente in psichiatria, e aveva passato la notte in pronto soccorso perché non sapeva dove andare.

Nuvola mi ha spiegato che la sua situazione è molto complessa, è una ragazza che ha bisogno di cure e di affetto e che è fondamentalmente sola.

Cerchiamo di calmarla, le diciamo che andrà tutto bene, che se si agita rende tutto più difficile e che ci siamo noi con lei.

Restiamo con la giovane ragazza tutta la mattinata, Nuvola prova a contattare la Psichiatriaper far scendere la dottoressa e provare a risolvere la situazione, ma è impegnato anche in altre attività che riguardano l’evento di domenica, per cui è costretto ad andare in su e in giù per l’ospedale.

Rimango io con lei, ci sediamo beviamo un po’ di acqua e parliamo un po’.

Da quello che mi dice capisco molte cose, è una situazione molto complessa e lei è una ragazza sola e maltrattata che vorrebbe cambiare vita, ma che si trova imprigionata nella gabbia del suo malessere, e delle sue scarse risorse.

Mi rattrista molto vederla così, ma oltre che augurarle il meglio ed aspettare con lei la dottoressa, non so davvero cosa fare.

La dottoressa finalmente arriva, io riesco a salutare la ragazza, ci diamo un forte abbraccio e vado via.

Nuvola è ancora impegnato in direzione sanitaria, io posso ancora scegliere se concludere il turno con psichiatria o con dialisi.

Scelgo la psichiatria, perché al turno precedente non avevo avuto il tempo di farla.

Sono un po’ in ansia perché è solo il mio 4° turno e sono sola!! D:

Ma vabé, penso che male che vada faccio una giratina ed esco.

Entro e saluto tutti, c’è un ragazzo che non avevo mai visto, ci presentiamo e poi lui mi invita sul balcone per fumarsi una sigaretta, accetto volentieri.

Abbiamo fatto proprio una bella chiacchierata lunga e piacevole – a parte quando ci ha interrotti un signore anche lui ricoverato, per dirmi che sono troppo bassa e che quindi devo stare attenta alla linea – ma insomma, mi sono trovata molto bene con tutti, poi c’era Cavallo che mi ha espressamente chiesto se posso chiamarlo Diabolik invece di Cavallo, perché lui giustamente si sente più Diabolik!

E’ arrivato anche Nuvola, abbiamo continuato ancora un po’ a parlare e poi via!

Il turno è finito con un’ ultima tappa in direzione sanitaria, lì scopro che manca un giudice per la votazione dei disegni più belli del concorso di disegno del “Giardino dell’Ospedale”.

Che problema c’è.. mi offro volontaria!

Così sabato mattina sono tornata in ospedale per votare tre i disegni più belli, anche quella è stata una piacevolissima esperienza.

Prima di concludere ci tengo a scrivere una nota: la cosa che mi ha colpito di più di questo turno, è stato vedere da vicino e sentire forte il pregiudizio che molte persone (operatori sanitari e non) hanno nei confronti delle popolazioni rom, ed è veramente fastidioso vedere con quale facilità possano permettersi di togliere la dignità a una persona che, indipendentemente da etnia, razza o cultura, è una persona che soffre.

Io clown seduta vicino a questa giovane ragazza, a tenerle la mano nella sala d’attesa del pronto soccorso, sotto gli occhi della gente che si posavano su di noi, e gli sbeffeggiamenti di infermiere poco carine, mi sono sentita ORGOGLIOSA di ciò che stavo facendo.

GRAZIE DI ESSERCI CLOWN.

A presto, Tarantella 🙂

Nov 25, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments

01 Novembre 2014

Turno iniziato tardi e finito tardi. L’argomento del turno è stato la morte, in tutte le sue forme. Pesantissimo.
La sala prelievi ovviamente era chiusa. Abbiamo attaccato i volantini e distribuito un po’ di brochures di ospedale aperto.
Dialisi: siamo stati tanto a parlare con p., un’infermiera che conosco anche fuori dall’ospedale, ha avuto un grosso problema di salute e ha perso recentemente la madre. Ci ha raccontato di come in famiglia abbiano deciso di donare gli organi della signora…Abbiamo trovato un frate francescano ex insegnante, che alla fine ci ha regalato un santino per uno (io e spada becchiamo sempre religiosi…).Altro incontro è stato con un omone enorme di Perth, quindi ovviamente l’argomento è caduto su l’Australia e sui nostri reciproci viaggi di nozze!Infine una signora cordiale e molto socievole, con tanta voglia di vivere, nonostante la chemioterapia le abbia rovinato i reni.
Psichiatria: eccoci al dunque. In poco più di mezz’ora abbiamo rivisto C/M., che ancora è in ospedale, D. che stavolta non voleva dare fuoco a nessun camice… Anzi è stato prezioso con i consigli sul giardinaggio e M., una new entry, che in realtà conoscevo già perché abitiamo vicini. Due assenze importanti: F. non c’è più perché ha deciso di uscire dal programma di recupero, mentre L., il bel giovane che aveva avuto l’attacco di panico, non c’è più perché la settimana scorsa si è suicidato.(gli altri ricoverati non lo sanno)
A questa notizia ho reagito in maniera fisica, mi girava la testa… Avevo instaurato da sola (ero da sola in turno… Vedi scorso report) una sorta di dialogo, parlando con lui di tante cose… Perfino del libro che stava leggendo “come migliorarsi e trovare fiducia in se stessi in 21 giorni”, roba del genere. Mi sembrava il meno peggio… Quello che viene ricoverato qualche giorno e che poi si riprende, grazie anche alle attenzioni della famiglia “per bene”. Invece non ho capito nulla in quell’incontro, di quanto potesse solo lontanamente stare male per poter pensare e decidere di compiere un atto così estremo. Sono venuta via dal reparto ancora frastornata…
Abbiamo poi coperto tutte le piante del giardino, per evitare che morissero pure loro.
Il turno è finito tardi, erano quasi le 2, in realtà non è ancora finito perché mi sento da dentro di dover accompagnare L. in questo passaggio…
FT
Ciao a tutti, praticamente ha detto tutto fiorella.
E’ stato un turno significativo e profondo perché quando il filo conduttore del turno è la morte, automaticamente scattano delle riflessioni dentro di te. La vita terrena può durare veramente un soffio, se dura veramente poco tanto vale vivere ogni attimo della nostra vita con passione ed entusiasmo, e ve ne parla uno che questo argomento è stato una costante nella sua vita, e grazie a questa ho capito la grandezza della vita. Ricevere di botto la notizia della morte suicida di un ragazzo giovane fa rimanere male, soprattutto se,come fiorella, l’ha conosciuto e ci ha parlato. Si pensa di non aver fatto il massimo per salvare quella persona, ma in realtà non è così, noi possiamo influenzare positivamente le persone, dagli forza speranza ma non possiamo cambiare il destino delle persone. E poi la vita non finisce con la morte e L. Se non è stato felice in questa vita lo può essere nella prossima.
Dopo queste mie riflessioni scusate se vi ho annoiato, ritornando al turno devo dire che il reparto di psichiatria sta funzionando a meraviglia, gli infermieri hanno capito veramente il nostro lavoro, e collaboriamo insieme, addirittura ci ha detto un’ infermiera che la caposala è andata a distribuire i volantini di ospedale aperto, e questa infermiera verrà alla prossima riunione per parlarci.
un abbraccio a tutti
Spadino

 

Nov 25, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments

25 Ottobre 2014

Arrivo, parcheggio e mi avvio per il sentierino boschivo che mi conduce l’ospedale chiamando disperata FARFALLINA per coinvolgerla del fatto che mi sentivo sperduta nel bosco come la piccola fiammiferaia, soprattutto infreddolita…per farvela breve ci troviamo agli armadietti e ci prepariamo, arrivate in sala prelievi abbiam fatto due palloncini ad una bimba e abbiamo parlato con diversa gente! Ho avuto come sempre uno dei miei momenti clown casuali e naturali non preventivati dove ho creato un po’ di risate ed un momento imbarazzante ahahahahaha! poi mi son messa a legger l’oroscopo cosa molto gradita dalla sala d’aspetto, la gentilissima Farfallina ha seguito un paziente pauroso degli aghi in sala prelievi e lo ho tranquillizzato da brava pacifista quale è! 

In dialisi purtroppo la situazione era molto sonnolenta e non ci è stato possibile interagire con nessuno. 

In psichiatria abbiam cantato con Cavallo, con molto piacere ho ritrovato cavallo, sta un po’ meglio e scorrazza sulla sua sedia a rotelle, e poi il signore che recita le poesie e spesso sta sulle sue ha interagito con noi e ci ha ringraziato volontariamente della nostra visita!(mi sembran progressi poiché appunto il signore in questione sta moooolto sulle sue e non parla quasi mai)e poi ho parlato molto con un signore nuovo che arriva da svariati anni di carcere e esperienze devastanti. è stato interessante davvero poter capire come si muove la mente di un delinquente, fa riflettere che non siamo poi così diversi quindi c’è da pensarci…su come agiamo! 
però l’ho coinvolto e siccome tutto quello che dicevamo io e farfallina lo smontava con una battuta noir, tipo satirico…esempio io esclamo: FORZA VIOLA ALé! 

e lui risponde: il viola è il colore dei morti!ahahahhahaah e rideva! gli abbiamo dato dei soprannomi buffi ecc… 

poi sempre in quel reparto è arrivato anche un ragazzo giovane e abbiam parlato del fatto che fa il giardiniere ecc…insomma che dire è stato un turno favoloso in compagnia di una fantastica partner FARFALLINA! lei è molto calma e diligente e poi lo sappiamo tutti che è dolcissima e io sono un terremoto! 😉 

Bellissimo turno! felicissima di aver sostituito Pan per caso e aver fatto proprio un bel turno! 

UN BACIOTTO! 

Red.

Nov 25, 2014 | Posted by in Blog | 0 comments
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