13 Giugno 2015

Ciao a tutti,
la giornata di sabato aveva con se un qualcosa di surreale ..giornata in cui la vita e la morte si intrecciavano l’un con l’altra…
Mio primo turno con la meravigliosa Caramella!!!
Ritrovo al bar, cambio e via, in sala prelievi…non mi vorrei soffermare molto su tutti i dettagli, sappiate solo che abbiamo parlato con persone che avevano tanti figli…tre  o quattro…dalla sala prelievi e lungo i corridoi…non so come ma abbiamo parlato con tanta gente lungo il tragitto che ci portava ai reparti…abbiamo fatto anche un selfie!…stiamo diventando famosi!
Comunque, il filone della giornata sono state le famiglie numerose, italiane e non….da come sta cambiando la società,le persone che ricominciano a dare la priorità alla famiglia, alle relazioni, di quanta bella è la gente, di quanto,aprendo il po’ il cuore anche sulle nostre paure, persone che non conosci ti spronano a non aver paura e a credere che siamo più forti di quello che si pensa (loro a noi!…buffa la vita a volte, no?!)
C’era un’aria di festa nell’aria…lo so che è una mia sensazione,ma sembrava quasi che la gente ci aspettasse lungo i corridoi,per parlare o semplicemente per ringraziarci del lavoro che svolgiamo.
Arriviamo in psichiatria…ci fanno entrare, ma ci anticipano che c’era stata un po’ di tensione tra due pazienti, e quindi di stare a vedere un po’….Devo ammettere che ero un po’intimorita, soprattutto ricordandomi  di B., ma Caramella ha avuto un modo così incredibile di entrare, che alla fine siamo state lì un’ora, nella tranquillità più incredibile.
Ho incontrato A….avevo una gran voglia di abbracciarla!!!!!ma vedevo che non era il caso…e anche se alla prima prova di chiacchierata non ha funzionato, Caramella ci ha riprovato prima di andare via e qualcosa è cambiato.
In quel reparto l’ho guardata affascinata, per come si avvicinava alle persone con discrezione…alla fine abbiamo parlato con M. e L., due ragazzi giovani…e la cosa che mi ha inorgoglito, come associazione, è stato quando in dialisi si è avvicinato un dottore di psichiatria chiedendoci come era andato il turno, visto la giornata un po’ complicata…e dicendogli che siamo stati li un’oretta, mi è sembrato piacevolmente colpito ….grazie Caramella!
In dialisi ci siamo poi divise, e abbiamo chiacchierato con i pazienti svegli, ed io ,anche se era un po’ che non rifacevo un turno, ho ritrovato e parlato di argomenti interrotti tempo fa, chiacchierando con loro come vecchie conoscenze dopo un periodo di stacco, e ripreso vecchie discorsi o solo un saluto tra persone che si conoscono!

Che bella cosa!!lo so che è merito di voi clowni più presenti ai turni, ma nonostante questo, non ho potuto fare a meno di provare orgoglio.

 In sala prelievi abbiamo conosciuto una signora che pratica lo yoga del sorriso. Abbiamo preso il suo numero e ci ha invitati, da settembre perché ora vanno in ferie, a partecipare a qualche riunione, gratuita, per vedere di cosa si tratta.Poi vi dirà meglio Caramella alla prox riunione.

 A metà mattina siamo andate al bar ,e li abbiamo appreso la brutta notizia di Luciano….e mentre andavamo via,ancora incredule, sono entrati nel bar una coppia di neo genitori ,dove il padre era completamente ubriaco di gioia per la nascita di questo figlio al quale non riusciva a staccare gli occhi di dosso….mi sono commossa nel vedere tanto amore, e di come è strana la vita…quasi nello stesso momento mi sono commossa per due emozioni cosi contrastanti tra loro…la morte e la vita…….

 E poi siamo state da Luca…anche qui Caramella è stata preziosa….senza di lei non ce l’avrei fatta, ha aiutato non solo lui, ma anche me, ed ha conquistato le confidenze di un’infermiera che è stupenda nel suo lavoro, ma anche profondamente pessimista sull’umanità in generale, sperando in una estinzione dell’uomo……….

 E’ stato un turno pieno di emozioni contrastanti, forti, belle  e pesanti. Sono tornata a casa distrutta ma orgogliosa di aver fatto un passo in più in questo viaggio.

Grazie mille a Caramella che mi ha accompagnato in questo turbinio di emozioni.

 Un abbraccio a tutti,

Dora

Giu 17, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

06 Giugno 2015

E dopo tanto ritorno a far il turno non da tutor! ma da accompagnatore ad un graaaande tutor….rullo di tamburi….ooooooh….SPADINO! Ci troviamo al giardino della rete, e dopo aver dato un’annaffiata a tutte le piante si parte- Una sala prelievi non molto piena, ma allegra grazie alla presenza di una signora di 79 anni che ci fa compagnia per un bel po’ di tempo raccontandoci del suo intervento, dei suoi nipoti, della sua merceria e di suo marito falegname che era seduto li accanto a lei. Parliamo della Firenze che fu e soprattutto di ” ACQUA, VINO E ZUCCHERO” …una rivisitazione di Spadino di Pane, vino e zucchero.
Verso le 10 andiamo verso dialisi…l’ultima stanza è completamente vuota. Pian piano passiamo per un saluto in tutte le stanze…parliamo dei giovani d’oggi, dell’importanza di metter la quinta marcia in superstrada, della vera composizione di un tempio thailandese, parliamo del militare e del vivere in campagna, si parla della gioventù e del tempo che passa. Sono quasi le 11 e scivoliamo giù in psichiatria…un po’ di titubanza per il nostro ingresso. Io che mi fermo a parlare con C. , mentre Spadino esce in terrazza con B. ed altre due persone. Passa poco che un’infermiera mi s’avvicina e mi chiede gentilmente se possiamo fare un turno breve per via che B. era un po’ nervoso ed agitato. Salutiamo C…. salutiamo tutti e scendiamo giù. Rimettiamo i libri al banchino…parliamo con qualche persona e ci sediamo per aspettar 12.30 per andar a trovar Luca. Nel mentre facciamo un po’ di trucchi di magia con Spadino, prendiamo un caffè e ci incamminiamo verso Luca.
Dorme, l’infermiera ci comunica che ha la febbre a 39 e mezzo. E’ meglio lasciarlo dormire. I genitori di solito dice arrivano verso le 13.30/14.00 . Forse, penso, sia meglio scender in reparto verso le 13, in modo di trovar poi il padre e la madre.

Un turno allegro grazie a Spadino, un turno di parole e scambio…un turno di ricordi.

Grazie Spad!

Un abbraccio a tutti.

Pan

Giu 8, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

01 Giugno 2015

Primo turno con la PRESIDENTESSA!!!!

Colazione al bar offerta da Fiorella Toppa e si parte.

Sala prelievi abbastanza tranquilla, incontriamo una coppia di anziani sposati da 50 anni, sorridenti alla vita e occhi solo per i loro nipoti e per il piccolo Mattia appena arrivato (sono diventati Bisnonni!!!). In Dialisi qualche stanza è vuota visto che i pazienti sono al mare in vacanza, ci fermiamo a parlare con Patrizia e l’argomento non può che cadere sulle votazioni del giorno prima. Risultato? Come al solito un puttanaio generale!!! In psichiatria non siamo entrati visto la presenza di E. dopo gli ultimi eventi. Concludiamo il nostro turno iniziando una nuova esperienza nel reparto di Rianimazione grazie all’infermiera che ha chiesto il nostro intervento. Non nascondo di avere un po’ di agitazione dentro di me nell’affrontare questa situazione ma mi faccio forza e insieme a Fiorella Toppa ci addentriamo in questo percorso. Davanti ai nostri occhi compare Luca, ragazzone di 29 anni. Sono rimasto un po’ da solo con lui e ho cercato di trasmettergli tutto lo spirito che m’illumino ha trasmesso a me in questi anni e cioè la voglia di trasmettere sorrisi e buone sensazioni a chiunque mi si trovi davanti. E quindi tra bolle, palloncini, carezze, sguardi, sorrisi e sopratutto lo splendido gatto “FUFFI” di Luca esco sperando di aver lasciato in quella stanza e in quel reparto tutto il Sarciccia che è in me!!!

P.S. Nuovo carico effettuato quindi di nuovo Full per chiunque abbia bisogno di “Sarciccia”

Ciao a tutti splendidi clauni!!!!

Dr Sarciccia.

Giu 8, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

27 Maggio 2015

Cosa ho messo in valigia di questo turno: il sorriso della piccola Aamira, gli sguardi innamorati tra due ottantenni, L. che in psichiatria ci accompagnava a me e Fischio mentre cantavamo “Andrea” di Fabrizio De André, un paziente che dopo mesi ho visto ridere di gusto, l’esser riconosciuto anche senza naso rosso. La valigia cresce… e grazie a Fischio per il bel turno.

Pan


Il mio sesto turno. Non mi era mai successo di essere costretta a scrivere il report tre giorni dopo. Maggio mi ha sommerso di lavoro, ma quella mattina io ero li, Fischio a lasciato Sara a casa ed è andata a vivere 4 ore di pura gioia, per 4 ore si è lasciata illuminare e basta. Alle 9 inizio dalla sala prelievi, eravamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia. Tutti erano li ad aspettarci. La sala prelievi è la mia preferita! Forse non dovrei dirlo, perché in realtà ogni turno cambio preferenza, succedono sempre cose inaspettate e imprevisti che ti fanno saltare da un sentimento a un altro da un’emozione a un’altra; ma nonostante ciò la sala prelievi mi ha proprio conquistato il cuore. A. ha preso la situazione in mano. Era un clown perfetto, si divertiva e faceva divertire tutti. Per un momento mi sono messa a sedere accanto a tutte quelle signore che guardavano A. con gli occhiali arancioni e il naso rosso e ridevano tanto; mi sono seduta e ho guardato, sono stata zitta per un secondo, forse anche meno e ho pensato ma che bello!

Come sempre in sala prelievi il tempo vola. Andiamo in Psichiatria. Ecco al mio sesto turno, posso dire che questa mattina ho avuto un attimo di “paura”. Forse era la prima volta che trovavo il reparto di psichiatria pieno, pieno di “persone” diverse, pieno di “diverse sfumature”. Entriamo e andiamo diretti sul terrazzo. G., che avevo conosciuto al mio primo turno e un nuovo ragazzo erano li a chiacchierare. L., il nuovo arrivato, ci ha mostrato il suo capolavoro: tre “dipinti” fatti da lui stesso sui muri del terrazzo. Li non ho resistito, forse ho anche sbagliato, forse non dovevo, ma non ce l’ho fatta, dovevo documentare quel momento li, ma non la foto dei disegni, ma l’emozione che ho provato mentre L. ce li mostrava. Nessuno, da quando io sono li, aveva mai fatto una cosa del genere: disegnare sui muri, dipingere, l’Arte che tira fuori il meglio di noi, che ci fa “stare bene” anche se siamo in un reparto di psichiatria. L. avevo uno sguardo molto bello mentre ci mostrava il tutto.

Arrivano anche S. e “nonsocomesichiama”; nonsocomesichiama non parlava, non so nemmeno cosa avesse, so solo che mi ha per un attimo messo a disagio. Ecco se fossi stata li da sola non so come avrei reagito. Ma il fatti di avere il mio camice, il mio nome Fischio, il fatto di essere li con Pan e L. mi ha reso più tranquilla. Sono uscita da li e mi sono detta, cavolo sono riuscita a gestire la situazione che una Sara, fuori per strada, magari poteva venire in maniera diversa e forse con più ansia. Per la prima volta suscita da psichiatria ho avuto la necessità di confrontarmi con Pan per dirgli: Bello! Bello che ho avuto la possibilità di venire quell’ora li con quelle persone, e sicuramente Sara non avrebbe mai avuto l’occasione di essere “illuminata” in un giorno qualunque, per star da quelle persone, invece il fatto di aver scoperto Fischio e di riuscire a sentirmi al mio agio, ballando e cantando con L. e Pan, è una soddisfazione unica. Grazie.

Per finire in Dialisi. Molti dormivano, molti se n’erano già andati. Li però ogni volta che entro, ritrovo i “miei amici”. È bellissimo vedere come tante persone ti riconosco, ti salutano, ti abbracciano e ti chiedono come stai. Un signore che ho conosciuto al mio secondo turno, quindi Febbraio, mi saluta ogni volta con un affetto che mi sconvolge ogni volta. Sono felice di aver iniziato questo viaggio; forse l’unico viaggio della mia vita che è solo andata, non torna mai indietro.

Fischio.

Giu 8, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

23 Maggio 2015

Primo turno con pasticca, abbiamo lavorato bene insieme, ho trovato una bella sinergia con lui, mentre lui faceva impazzire di gioia i bambini con i suoi giochi io mi occupavo degli adulti, come in sala prelievi, si arriva con un sacco pieno di agende da regalare, e li c’è un bambino che si deve fare due prelievi, va subito pasti a distrarlo con le sue magie.
Prima di entrare in sala prelievi mi accorgo di una donna anziana che molto timidamente fa il cenno di alzare la mano in segno di un saluto, anche dal suo sguardo ho sentito che questa persona aveva una gran voglia di parlare e sfogarsi. vado dentro con pasticca a consegnare le agende e mentre pasti va verso il bambino, io me ne esco e vado diretto da questa signora. Infatti, mi racconta la sua storia piena di soddisfazioni e anche e soprattutto di tanta sofferenza, madre di ben 8 figli, con tutta la gioia di dare amore ma anche con tutte le difficoltà che comporta allevare un così elevato numero di figli, e la sofferenza straziante che ha dovuto sopportare per la morte a 35 anni di uno dei figli sofferenza che ancora oggi non riesce a superare e mentre parlava gli scorrevano le lacrime sul viso.

Un po più avanti mi fermo da un signore che a vederlo non gli dai più di 75 anni, invece pensate quanti anni aveva? Quando me lo ha detto non ci volevo credere, aveva ben 89 anni, una persona con vari interventi al cuore una persona luminosa, mi diceva che per lui ogni minuto o ogni giorno potrebbe essere fatale, anche se era da 7 anni non aveva piu disturbi, “del resto io sono fortunato” mi diceva, “mio fratello ha avuto un ictus e non cammina più”, lui sta peggio di me. Bellissimo il grande senso di gratitudine nei confronti della vita che ha questa persona. Poi più avanti mi fermo con un bambino, nel frattempo esce pasti, fa dei giochi e palloncini. Dopo andiamo con l’inseparabile amica di pasticca,la chitarra, strimpellando qualcosa, verso la dialisi. Qui, molti dormono, con pasticca andiamo da una signora che ora mi sfugge il nome, sempre sorridente e allegra nonostante i vari tumori e dialisi, pasti con la chitarra, si parla di musica anni 60 dei vari cantanti fiorentini, poi pasticca va nell’altra stanza, io mi fermo ancora un po’ a parlare con la signora e dopo un po lo raggiungo, stava parlando col cerimoniere di stato.
sono già le 11.30 e andiamo in psichiatria, li ci dicono che siamo arrivati tardi e che tra poco c’
è il pranzo, non ci volevano far entrare. boh!! Mancava ancora mezz’ora al pranzo…sia io che pasti rimaniamo un po perplessi, quando è venuta di persona l’ infermiera, pasticca è riuscito a convincerla di farci entrare anche per pochi minuti.
Troviamo dei ragazzi giovani con cui pasticca interagiva suonando la chitarra e intonando musica anni 60, intanto nella stessa camera c’era a letto un signore di mezza età che in un primo momento sembrava completamente assente da quello che avveniva nella camera, mi ci metto a parlare e mi dice che è
bipolare da 20 anni e che ha perso la casa, e che comunque i suoi figli lo stanno aiutando. Poi si alza e va un po a interagire con pasticca e i suoi giochi di magia, era cambiata l’espressione del suo viso, sembrava più sereno.
Pastiii!! Prima o poi mi devi insegnare qualche gioco di magia!!! É gi
à mezzo giorno e i pazienti devono mangiare, cosi finisce anche questo turno. Anche in questo turno ho dialogato con tante persone, persone le più diverse, ma che le accomuna una cosa, la grande voglia di umanità, la voglia di comunicare, e soltanto col naso rosso tutti noi riusciamo a rompere dei muri, che senza quel meraviglioso naso non riusciremo a fare.
vi abbraccio con tutto il cuore.

Spadino

Giu 8, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

20 Maggio 2015

Ci sono giorni che l’Allegria del clown cede il passo a quello che il
clown e’ veramente dentro…alle volte gomitolo fa spazio a Rachele e
viceversa…Red fa spazio a Lucrezia e via dicendo…
Ci sono giorni che i reparti, i pazienti, le infermiere e forse
semplicemente noi stessi abbiamo bisogno di fare spazio a noi piuttosto
che al clown dentro di noi….
Turno di parole…
Turno di riflessioni…
Turno di occasioni mancate … ( in psichiatria perché il sonno cedeva il
posto alla voglia di essere presenti)
Turno di silenzi intrisi di mille parole….
Turno di carabinieri, di uova di faraona rubate, di fili del computer che
ti fanno cadere e rompere una spalla, di Patrizia, di Gino e la sua
bronchite, di Alejandro, di violoncello, di kgb, di Papa Ratzinger, di una
camera da trovare a Signa, di panchine scartate, di separazioni difficili,
di Isola d’Elba, di figlie mancate, di occasioni colte al volo…
E in mezzo ci siamo state io e Lucrezia…per una volta poco red e gomitolo
ma molto più loro stesse….

Gomitolo

Giu 8, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

16 Maggio 2015

Turno con Pazticca.

Stamani siamo entrati in sala prelievi con “La fiera dell’est”Non avevo mai utilizzato la musica a bomba …anche perché va visto com’è la situazione…… la mattinata delle coppie….La prima coppia era molto presa dalla propria situazione, soltanto più tardi in mattinata Pasticca li ha riagganciati ed ha accompagnato la signora al momento del prelievo. Insomma abbiamo iniziato in allegria. In sala prelievi non eravamo mai entrati cantando , che io mi ricordi, ha funzionato poiché due mammine in attesa, una più dell’amica ha partecipato cantando… Salutato una piccina alla reception…una frugolina che doveva andare a farsi il prelievo. Pazticca le ha dato un pupazzino dopo averle fatto delle bolle. Pazsticca, si sa’ com’è..mi ha fatto fare di tutto fino a farmi danzare, con il marito di un’altra signora, molto magra e pensierosa per me,; lui si e’ rivelato cosi’ carino da stare al gioco..e pensare che era a fine di un libro…quando gli abbiamo stroncato l’attesa che stava trascorrendo….Si sono divertiti, li abbiamo intrattenuti. Io mi sono divertita parecchio a farli divertire. Poi si sa, Pazticca rasenta il sadismo…..Dott. Pasticca aveva portato una sacchettata di agendine per consegnarle all’infermiere , quello degli attestati per i bimbi, per intendersi..che non mi ricordo il nome. Fermati a fare la colazione siamo stati oggetto di selfi di una persona che stava facendo colazione al bar e che doveva andare a lavoro. Pazticca gli ha chiesto in cambio, visto che ha voluto immortalaci insieme a lui, di fare richiesta di una canzone da cantare insieme.
Cosi’ e’ stato…In dialisi siamo stati per la maggior parte del tempo nella sala dov’era R. e c’era anche “camicia di jeans” arrabbiato perché lo avevano spostato di stanza…vedere lui sorridere e’ stata una grande soddisfazione .In realta’ la musica e’ stata davvero una chiave magica, sabato. Anche un altro signore, giovane tra l’altro che era di fronte a R. ha partecipato nel cantare e nel chiedere una canzone napoletana. Insomma e’ stato un rivoluzionamento..ma anche le infermiere partecipavano. Insomma..che dire…che bello!!!!Nella stanza di E. Pazticca ha regalato dei buoni per gli abbracci…. In altre stanze si ronfava ed essendo sopraggiunto il momento che ero andata in botta per la pausa siamo scesi. Fatta pausa non trovando più Pasticca , che si stava dedicando alla coppia della sala prelievi ..di cui ho detto prima..non vedendolo…cercandolo…non avendolo trovato …mi sono diretta in psichiatria. Qui ad una prima occhiata nella quale parevano tutti dormienti..ho chiesto all’infermiere che mi ha detto che qualcuno in terrazza ci doveva essere….Li’ ho trovato B. che si preparava una sigaretta. Fumando insieme gli ho chiesto come stava,,,era intento, mi ha detto nel finire di scrivere una lettera agli amici per vedere se lo avrebbero aiutato. Desidera andare con loro in ferie. Mi ha chiesto se mi ricordavo di una ragazza che era stata li’ e che gli mancava…ma non aveva modo di rintracciarla…
Mi e’ riuscito di carezzargli le spalle mentre guardava fuori ridendo da solo…
Ci ha raggiunti M. un sedicente 62enne, che non dimostrava la sua eta’ e che pareva non vedesse l’ora di parlare un po’ di se’ ..della sua vita.. il problema del lavoro …. della depressione..
Poi si e’ seduta senza dire molto A. che voleva la chitarra di Pasticca, che gliel’ha data. Ha imbracciato la chitarra ha pizzicato un po’ le corde….Un altro ragazzo ha fatto ” entra esci” dalla terrazza ma solo interpellato da Pazticca ha poi conversato un pochino. All’ora del pasto ce ne siamo andati. Grazie Pazticca e’ sempre un piacere ed imparo sempre tanto con ognuno di voi.

Arancina

Giu 8, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

15 Maggio 2015

Intitolerei il turno di venerdì scorso: La Rete di Indra

Sì perché la vera protagonista del turno è stata lei, che ha dato i suoi frutti, ha fatto nascere nuovi diamanti pronti a riflettere la luce di altri gioielli ed ha piantato nuovi semini che in futuro daranno altrettanti frutti.

Durante il turno ho provato:

SORPRESA

STUPORE

MERAVIGLIA

E’ stato anzitutto un turno inaspettato, perché Nuvola ed io abbiamo avuto la preziosa compagnia di Micaela.

Micaela è una splendida ragazza che lavora per l’Azienda Sanitaria di Firenze come Mediatrice Culturale, in particolare si occupa della comunicazione con persone rumene.

Micaela è incuriosita dalle nostre attività e, mossa dalla volontà di creare un servizio veramente efficiente, ci ha accompagnati nei reparti così da potersi presentare ai tanti coordinatori di reparto che ancora non la conoscono e tanto meno sono aggiornati sull’esistenza di un servizio del genere che possa agevolare la comunicazione fra persone di diverse culture in qualsiasi momento.

La sua presenza è stata per me un piccolo tesoro, si è accostata a noi con delicatezza così come si è presentata al personale con una dolcezza unica, mostrandosi accogliente e pronta ad esserci per qualsiasi necessità.

Durante il turno ci siamo fermate spesso a parlare, abbiamo molte cose in comune, primo fra tutti l’amore per un ambiente: l’Hospice, luogo di cura e di vita.

E’ stato sorprendente trovare una persona che la pensasse come me, che avesse la mia stessa idea di cura e di serenità anche dinanzi ad uno degli eventi più forti che caratterizzano la vita, la morte.

E’ stato sorprendente ed inaspettato anche il lungo momento di condivisione che Nuvola, Micaela ed io abbiamo avuto circa l’assistenza a persone morenti, eravamo davanti all’ambulatorio di ortopedia perché Nuvola doveva parlare di alcune cose con delle infermiere ed una operatrice della direzione sanitaria.

C’era caos, molta gente in attesa, chi passa, chi parla a voce un po’ troppo alta, chi arriva e interrompe i discorsi senza preoccuparsi troppo di invadere uno spazio intimo; ma a noi non importava, ci siamo chiusi in una sorta di bocciolo, ognuno di noi era un petalo che poggiava soavemente sull’altro e in mezzo a tutto questo caos ci siamo trovati uniti e coesi nel condividere i sentimenti più profondi.

Ed ecco la meraviglia, perché questo è uno dei momenti di cura che i clown sanno dedicare anche a loro stessi, è una forma di auto-aiuto, è la bellezza che si crea dalla Rete di Indra, rete che ci ha accompagnati e sostenuti continuamente per tutto il turno.

GIOIA

E’ stato bello incontrare una luminosissima mamma egiziana felice delle sue figlie, felice della sua famiglia, felice di vivere in Italia e felice di poter tornare ogni tanto a Il Cairo.

E’ stato buffo quando Nuvola ha completamente destabilizzato una giovanissima ragazza incinta dicendole che il nome che avrebbe scelto per sua figlia era terribilmente brutto (!!!!) non vi dico il terrore misto a perplessità negli occhi della giovane mamma.

(il nome, se non ricordo male, è Ofelia, che magari effettivamente non è un bellissimo nome).

E’ stato gioioso trovare un paio di pantaloni e una maglietta per un paziente di psichiatria che non si cambiava da giorni perché – a causa di un T.S.O- era venuto via di casa senza portare niente con sé.

Fede ha fatto molte telefonate fra i reparti poi finalmente il Pronto Soccorso ci ha accolti donandoci dei pantaloni inutilizzati. Ed ecco che tornano i frutti della Rete di indra.

E’ stato emozionante poter leggere negli occhi di un ragazzo ricoverato in psichiatria la felicità di poter uscire per pranzo per andare a mangiare un bel panino con il babbo.

E’ stato forte accompagnare una anziana signora della dialisi nei suoi ricordi di gioventù, e perdersi in una Firenze del dopoguerra, in quei meriggi passati sull’Arno, quando era una bella e giovane fanciulla desiderata da tanti impavidi corteggiatori (!!!).

TRISTEZZA

FRUSTRAZIONE

E’ stato per me triste un sottile momento vissuto in dialisi, mentre Nuvola Micaela e il grande Gino erano coinvolti nei racconti di Gomel e nell’esperienza di Nuvola, il mio sguardo si è posato su Umar, un giovane e vigoroso ragazzone senegalese che attendeva la fine della dialisi nel letto accanto a quello di Gino.

Sono tante le domande che mi sono passate per la testa in quei momenti, ma subito i pensieri sono stati spazzati via da un sentimento di tenerezza enorme, dall’incredibile voglia di avvicinarmi al letto di Umar e di abbracciarlo.

L’ho immaginato un ragazzo solo, senza famiglia in Italia, senza padronanza di una lingua che possa permettergli di comunicare con gli altri, senza un lavoro, senza una rete in cui risplendere.

E allora mi è venuta una voglia incredibile di abbracciarlo.

E l’ho abbracciato, l’ho abbracciato donandogli così tanti sorrisi che dovrebbero averlo avvolto tutto, anche se è bello alto.

Ci siamo scambiati dei lunghissimi sorrisi molto intensi.

I suoi occhi erano tristi, ma sorrideva Umar, ed io con lui.

E’ stato per me frustrante il dover andarmene dal reparto di Psichiatria lasciando a mezz’aria un intenso incontro con Luca.

In troppi reparti c’è bisogno di dare spazio alla Relazione Umana ma per me la psichiatria è uno dei reparti in cui questo bisogno è più forte.

La voglia di Stare Insieme risuona fra le mura di questo reparto – come in altri reparti di Psichiatria che ho visitato – queste persone hanno voglia di parlare, hanno voglia di fare, non hanno un braccio rotto o una gamba amputata per cui debbano stare a letto. Hanno un corpo funzionante e stanno organicamente bene. Perché non c’è nessuno che si prenda cura delle loro anime?

Sono anime che camminano lungo un corridoio sempre uguale, lo sguardo è assente, i passi sono piccoli, così che la passeggiata possa sembrare più lunga, e trascorrono le loro giornate nei silenzi di parole negate e nel rumore delle loro menti agitate.

Ecco io sarei voluta stare lì, anche tutto il pomeriggio -se necessario- a parlare con Luca di ufo, di microchip, di tecnologie pericolose che ci spiano e ci controllano il cervello.

Si avrei voluto fare questo, perché è quello di cui Luca aveva bisogno.

Molto semplicemente.

IMPOTENZA

Mi sono sentita impotente non in quanto me stessa, ma in quanto persona, nella mezz’ora in cui Nuvola, varie infermiere e l’operatrice della Direzione Sanitaria si sono ritrovati a parlare

del nulla”.

Mi spiego meglio, hanno parlato di cose molto importanti che riguardano il rendere più agevole la sala di attesa di ortopedia: facilitare la comunicazione e la continuità assistenziale, renderlo un ambiente più accogliente etc…

Tutte cose molto utili.

Il punto è che l’organizzazione burocratica di certi ambienti (vedi Azienda Sanitaria), è talmente complicata, ingegnosa, articolata, malagevole, tribolante – e qui per rendere l’idea mi servirebbe un po’ della metasemantica di Maraini – ecco è così lombidiosa, gongruta e budriosa; che anche spostare due seggiole e mettere una scrivania con un po’ di libri e fogli per disegnare diventa un’impresa da agente 007.

Così mentre i suddetti erano impegnati a parlare di quanto è stato eroico il gesto di un’operatrice di spostare le sedie della sala d’attesa a semicerchio, oppure del tipo di scrivania che potesse stare bene in quell’ambiente, dei settimanali da poterci mettere sopra “Chi”, “Donna Moderna”, “Vogue” etc… io mi sono sentita una persona completamente inutile.

Mi sono sentita inutile ed impotente in quanto essere vivente potenzialmente in grado di fare molto, ma effettivamente immobilizzato nelle sabbie mobili di regole che spesso sfiorano i limiti del paradosso e del ridicolo, togliendoci quella naturalezza, quella spontaneità e quel senso pratico che ci caratterizza.

Concludo con l’augurio che la Rete di Indra che da sempre i clown nutrono ed alimentano, possa dare i suoi frutti facendoci arrivare questo benedetto scrittoio per l’angolo di accoglienza.

Un abbraccio a tutti.

p.s (scusate la prolissità tarantelliana) alle elementari la maestra voleva morire piuttosto che leggere un mio tema.

Ma come vedete ciò non mi ha affatto intimidita 😉

a presto, Tarantola.

Giu 8, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

REPORT MISSIONE BIELORUSSIA DAL 28/04/2015 AL 03/05/2015

Quest’anno son sintetico, di solito non riesco mai ma questa volta ci sta bene, mi hanno appena chiesto dalla Bielorussia la mia impressione sulla missione appena conclusa e qualche foto, quando fanno così di soltio le cose che mando finiscono sul loro giornale, e allora quest’anno dico a voi quello che ho detto a loro e che è il senso profondo della missione, questo è il mio report ufficiale, non ho scritto quasi un libro come l’anno scorso, forse perché ogni missione ha un messaggio da portare avanti, quest’anno il messaggio finale è solo questo per me per varie ragioni e non posso dire altro se non questo, non ho volgia di descrivere ogni giornata ma solo l’idea fondamentale di base che mi ha spinto in Bielorussia ancora una volta.Buongiorno e grazie ancora per tutto quello che avete organizzato per noi, in allegato invio qualche fotografia. Descrivere la missione oggi è per me molto diiffcile perché sono tornato da pochissimo, è la mia prima mattina in Italia e ho ancora addosso un’emozione fortissima, gli sguardi, gli abbracci e le parole nel cuore che passano velocemente agli occhi ed escono le lacrime a velare il viso, lacrime di gioia ma anche di impotenza per non essere in grado di accogliere e risolvere tutto quello che abbiamo visto e che ci è stato chiesto, abbiamo trovato come sempre in Bielorussia moltissime donne forti, determinate e coraggiose, donne splendenti di amore che speriamo possano davvero innescare un vero cambiamento in Bielorussia, questa è la mia sensazione più forte e vera oggi, la forza enorme delle donne che reggono e sostengono il paese, questo l’augurio che la nostra missione vuole fare a voi tutti, che le donne possano avere sempre maggiore rispetto, aiuto e fiducia da parte degli uomini, che gli uomini imparino il rispetto profondo e sincero verso di loro, che possa venire il tempo delle donne che mandano avanti il paese, la Bielorussia a mio avviso (e non solo la Bielorussia) in questo periodo storico ha davvero necessità di mettere la forza ,il coraggio e l’umanità delle donne al comando del mondo.

Dottor Nuvola

Quest’anno il report per tanti motivi non poteva essere “normale” rischiando sempre di essere incompleto o falso. Allora, a rischio di retorica, è venuto così, e così lo condivido…

La fiamma di Gomel

Lentamente,

mentre alcune strisce dell’autostrada

scompaiono

lasciando il posto al pensiero degli incontri

e alla stanchezza,

facciamo fagotto dei nostri bagagli,

dei nostri pensieri

e dei residui nel cuore

e ci perdiamo in queste strade dentro di noi.

Le note ci uniscono

e creano il contatto

con quegli occhi

spersi,

a volte sorridenti

nonostante tutto,

e le mani fanno cosi meno fatica

ad incontrarsi

ed accarezzarsi.

E’ come un ballo

che cambia tempo ed armonia continuamente

ed è bello che queste danze spesso

ci avvicinino

non solo con i bambini…

La fatica più grande la portiamo con noi

perché ogni altra viene ripagata

senza nulla chiedere …

Ripassiamo sul terreno arato nel tempo

e scopriamo i fiori e le piante

cresciuti dalle carezze passate,

e incontriamo nuovi terreni,

spesso inaspettati,

meravigliosamente bisognosi di cure

ma incredibilmente accoglienti

e pieni di colori.

A volte  non sembra di meritare tutto questo,

a volte dietro le baracche e le rovine

troviamo la ragione dell’essere li:

il muro e l’ostilità di Stefan

che si infrange in una magia

e nei colori di Pan,

le armonie inaspettate di Danil,

il ballo con Vlada.

Ora sono cazzi tuoi

mettere tutto questo

nella valigia del cuore

e sarà leggero o sopportabile

solo se condivisa con gli altri:

ogni emozione,

ogni sguardo perso,

ogni sorriso,

ogni carezza incontrata.

La paura del momento,

la stanchezza e la vergogna

vengono travolte dai bambini:

così la mano di Ksyusha mi strappa

alla resistenza fatta dall’anima,

che non riusciva più

a scorrere sul bianco percorso….

Il cuore torna sul cappello,

il sorriso dentro una piccola bolla.

Lasciamo andare questa mongolfiera

colorata di rosso

in alto,

più in alto che potrà:

dove vorrà andare,

comunque avrà volato

e nemmeno la pioggia spengerà la fiamma.

Il mio cuore è con te Mariam,

non lasciare l’abbraccio…

Dottor Pasticca

 

Passa poco più di un anno ed ecco che sono di nuovo qui, a Gomel. Quel posto che difficilmente ti esce dal cuore…quei volti, quei sorrisi, quella forza. Quest’anno non abbiamo nemmen avuto il tempo di posare le valigie che subito siamo stati catapultati nel primo centro. Pochi bambini, sguardi che ci osservavano, ci scrutavano…paura di un palloncino..Pasticca che suona, Red che colora i loro volti e Nuvola che li porta per mano. Ogni giorno sin dal primo è stato un susseguirsi di emozioni…dall’urlo liberatorio di Maxwell faccia a faccia con il mio naso rosso, dall’entrare tutti insieme dentro i mutandoni giganti cuciti da mia nonna (su spunto di Patch), fino ad arrivare a quell’immagine che mai dimenticherò, ovvero vedere e sentire ridere gli occhi…e questo perché la bocca è coperta da una mascherina… Veder ridere un padre, riuscire a scherzare con lui… vederli che si abbracciano, vederli ridere insieme davanti la semplicità di una bolla di sapone…quella stessa bolla che piu’ di una volta è riuscita a trasformare una lacrima in un sorriso. Trovarsi nel mezzo di un corridoio protetto dall’amore di tante mamme. Ammalarsi in missione e trovare il tasto stop ogni volta che il naso rosso di Pan si preoccupava di coprire il naso di Andrea. Il disarmo e la voglia di aver braccia lunghe 100 metri quando ci troviamo in una corte coperta di finestre dove da ognuna minimo vedevi spuntare una decina di piccole teste che ti salutavano. Andare nelle case delle persone..e mentre sei li per andar via che ti sei seduto in macchina veder Anastasia…nemmen cinque anni che si avvicina alla tua macchina con un’umiltà devastante che ti spacca il cuore e ti allunga la manina per dirti ciao, per toccare la tua di mano. Ma è un caos di emozioni…Andrey che diventa mago, io che mi spacco il labbro su un muro, il mio furetto che si chiama Faustino, le tensioni, l’emozioni, le lacrime, la stanchezza, gli spettacoli, le bolle che ci tolgono la pesantezza dall’animo, una bimba che mi dice che io “mangio e dormo ” e basta, un papa’ che suona, il the, il caffè lungo, i cioccolatini, le patate e il freestyle, Tatiana, Irina..ogni persona che abbiamo avuto accanto… i miei compagni di avventura…GRANDIOSI! Ed io che spero vivamente anno nuovo di non tornar in Bielorussia, si…perché il mio sogno più grande è veder M’illumino, illuminare altri volti, che sia Africa, Italia, Palestina, India…il mio sogno è che anno nuovo possa legger il report di altri clown che son stati in Bielorussia al posto mio…cosi’ che io e chi vorrà possa partire per altre mete, altri sorrisi, altre esperienze. Non dobbiamo mai chiudersi…dobbiamo seminare e trovar dei buoni contadini a cui lasciar il raccolto…e noi siamo tanti. Restiamo Umani Pan

Giu 8, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

09 Maggio 2015

Ciao a tutti clauni!!!! Permettetemi una piccola premessa al report perché proprio in questi giorni è l’anniversario di un anno CON VOI !!!! Primissimo turno con dott. Pan e stamani, casualmente, con chi ero? Dott. Pan!!!!
Ho conosciuto m’Illumino in un momento di vita non facile e non sereno…mi stavo chiudendo a causa di tante cose dalle quali non venivo a capo di nulla ma piuttosto me le rimescolavo da sola affondando sempre più.
M’Illumino mi ha fornito una sana zattera per continuare comunque a navigare, anche in alto mare e con la tempesta ma con una consapevolezza diversa e con una serenità ritrovata. Ringrazio tutti voi dal primo all’ultimo perché vi porto tutti dentro semplicemente per come siete e quelli che siete e vi assicuro che per ognuno ho un ricordo speciale. Grazie, vi abbraccio…
Sala prelievi affollata e con il dott. Pan ci siamo un po’ divisi….ho parlato con tre mamme in attesa al sesto mese, piuttosto timide ma hanno gradito la chiacchierata. Avevo con me il mio sacchettino rosa da dove gli ho fatto pescare dei piccoli pensieri che avevo trascritto…la mamma del nascituro Pietro ha pescato una frase di Mandela e commossa mi ha detto che la metterà subito nel diario di nascita…la frase era: Possano le tue scelte rispettare sempre le tue speranze e non le tue paure….

Passando davanti alla sala gessi ho visto un signore seduto che si stava addormentando e sembrava che cadesse…siamo andati da lui per parlare un po’ ma quel po’ non finiva mai…non ci mandava più via!!!! Dopo un po’ é arrivato Amin che piagnucolava con bastone e fogli in mano dicendo che non gli davano le medicine o che non erano sufficienti..un grande intruglio!!! A un certo punto dott.Pan li ha presentati tra di loro e siamo venuti via.
Su questo devo lavorarci un po’ perché in alcune circostanze mi faccio prendere troppo ma non sempre è possibile, dobbiamo anche avere la fermezza di staccare quando è necessario.

Mentre andavamo in psichiatria speravo, egoisticamente, di vedere G. ma consapevole che se non ci fosse stata sarebbe stato meglio…non c’era ma ci hanno detto che non è voluta andare nel posto che le avevano destinato…é tornata a casa, le auguro ogni bene a quella ragazza così preziosa.

Abbiamo fatto salotto nella verandina con tre signore e tre ragazzi, purtroppo , tanto giovani!!! Finalmente ho fatto due parole con C. che ha soltanto 21 anni, B. che ne ha 29, A. che ne ha 38!!!! Fai due parole, ti raccontano, sospirano, ti guardano, osservano con lo sguardo perso, sorridono mentre tu ti senti un pugnale allo stomaco perché non si può accettare che una persona cosi giovane si riduca cosi….a parole sembrerebbe facile uscirne e ti verrebbe la voglia di dargli una spinta per poterli smuovere e per dirgli: Dai che la vita e bella e c’è sempre un’altra possibilità per tutti, basta credere in noi…ma non è così semplice…

Nel frattempo dott.Pan parlava con le signore dell’India, delle religioni, del buddismo e infatti A. ha spiegato che é buddista ma ha abbandonato da due anni, in ospedale ha un po’ ripreso la pratica e pian piano spera di riprendere a pieno…
Storie di vita, di famiglie, di abbandoni, di orgoglio che non ti permette di fare il primo passo verso l’altro ma così facendo rimani sola e la collera ti divora senza lasciare lo spazio alla gioia e all’amore di poter inondare il cuore…
In dialisi siamo stati pochissimo perché era quasi mezzogiorno e iniziavano a staccare le macchine…salutino a R. e velocemente gli altri che chiedevano notizie sulla Missione che ha spiegato dott.Pan….

Caro dott. Pan, che dire? É stato un onore e un piacere festeggiare il mio anniversario con te…
Grazie!!!

Bacione a tutti

Caramella

Giu 8, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

08 Maggio 2015

Buongiorno carissimi clauni e amici, il turno di venerdì è stato il primo turno che ho fatto dopo il rientro dalla missione in Bielorussia, ero da solo. Ho iniziato dalla sala prelievi che essendo quasi del tutto vuota mi ha impegnato poco tempo, allora ho deciso di andare a fare un saluto in direzione sanitaria, abbiamo concordato che a settembre faremo la mostra dei quadri che ha donato all’ospedale mia suocera e che il 27 settembre faremo ospedalindo. Sono quindi andato in dialisi ma anche qua quasi tutti dormivano, ho parlato con qualcuno e poi sono andato in psichiatria, là ho trovato una signora con cui abbiamo parlato a lungo e che mi ha anche aiutato a fare il punto su un paio di cose da sistemare sulla Bielorussia, come il senso di impotenza e lo smarrimento per non poter fare tutto ciò che davvero servirebbe, abbiamo parlato a lungo del senso di impotenza e siamo giunti insieme alla conclusione che ognuno di noi dovrebbe fare il massimo che può fare convinto che poi le persone che hai incoraggiato troveranno la forza di incoraggiarne altre e queste altre ancora, insomma abbiamo riparlato ancora una volta della rete umana e solidale che alla fine è l’unico modo di preoccuparsi di tutti, ognuno fa il suo lavoro e lo trasmette a chi ha vicino, così la mia energia arriva, tramite gli altri, a tutti.

un abbraccio

nuvola

Giu 8, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

25 Aprile 2015

 

Ciao a tutti clowni!!!!
Partenza diretta in dialisi dal momento che essendo giorno festivo, la sala prelievi era chiusa…
Siamo rimasti a lungo dato che c’era tutto il tempo e secondo me è positivo perché permette di entrare veramente in punta di piedi sia dai pazienti assonnati, sia dal personale che sempre più si unisce a ciò che facciamo noi, diventando una bella interazione tra infermieri, pazienti e clowni.
Essendo festa della Liberazione abbiamo stimolato un po’ sulle note di Bella Ciao e la mitica E.mi ha raccontato un po’ di storie del tempo di guerra che adoro ascoltare…in tutte le stanze l’atmosfera era molto serena e tra canzoni, racconti di guerra e di vita mi sono soffermata a riflettere quanto sono in grado di darti e trasmetterti queste persone che, in realtà, riesco a vedere una volta al mese ma il tempo passato con loro é un grande arricchimento personale….tempo fa leggevo un articolo di R.Morelli che diceva, riportandolo con mie parole: Chi riesce a trovare il tempo per dedicarsi agli altri mantiene meglio il proprio benessere psichico, ancor più se di questo non ne fa tanta pubblicità perché rimane un qualcosa dentro noi stessi che favorisce la crescita interiore.
Pasticca ha teneramente cantato e suonato per R.che ha richiesto varie canzoni al nostro menestrello…
Abbiamo fatto una gara addobbando le infermiere con palloncini e altre cose che avevamo con noi…ma ho perso!!! La giuria ha eletto vincitore Pasticca!! La cosa meravigliosa di questo è che le due infermiere sono state al gioco e non solo!!! Dopo si sono fotografate, taggate e andate a farsi vedere in tutte le stanze… Questa é una gran cosa perché vuol dire che il nostro fare entra trovando notevole riscontro….
Nel percorso verso la psichiatria le persone incontrate si sono felicemente unite ai nostri canti alcuni dichiarando: Menomale che ci siete!!!
Siamo rimasti tutto il tempo con G…..se ci fermavamo all’impatto iniziale sarebbe stato di andar via subito perché sguardo assente a ripiegata nel letto in semi posizione fetale..
Veramente più che in punta di piedi siamo rimasti non facendoci scoraggiare….una parola, una canzone, due canzoni, un balletto, due balletti, una domanda, una carezza…per quasi finire che G.ce la siamo ritrovata supina nel letto a raccontarci che andrà presto a vedere il luogo dove la manderanno…
Le ho fatto anche un piccolo e veloce massaggio al piede che ha gradito….
Veramente riempita e ricaricata da questa mattinata che in modo molto leggero e tenero mi ha lasciato tante emozioni….
Grazie Pasticca ….ho sentito una buona sintonia!!!!
Abbraccione a tutti voi!!
Caramella

Aggiungo / rimarco solo 2 cose a quanto ben descritto da Caramella:

Sì, è importante e fondamentale la sintonia fra i 2 clauni, non è un caso che si vada in 2 in reparto, non solo o non tanto perchè i clown hanno fondamentalmente 2 tipizzazioni (come ormai sapete anche dal bellissimo corso), ma perché ci si integra nella relazione con il paziente, con il malato, la persona, gli operatori del reparto…. appoggiandosi l’uno all’altro nella creazione del rapporto e nel superamento delle difficoltà, magari improvvisando un gioco, anche un finto contrasto o quello che alla fine si inventa li per li. Gran parte di quello che abbiamo fatto al corso e rifaremo a settembre infatti non sarà tanto per imparare qualche nuova tecnica o trucco (cosa sempre utile) ma per lavorare su questa relazione (cosa fondamentale).

G. – psichiatria: devo ammettere che quando si incontrano persone come G. istintivamente la voglia sarebbe quella di fare di più : arrivare in reparto e vederla con gli occhi così “spenti” dopo 50 giorni che è li mi porterebbe a fare qualsiasi cosa per aiutarla ad uscire da quella ragnatela…. ma sappiamo che non abbiamo poteri magici e forze infinite e dobbiamo anche essere coscienti dei nostri limiti e del nostro ruolo. Vederla partecipare, non solo con le parole, le note, le canzoni, ma anche con lo sguardo dopo un po’ che interagiamo con lei è già tanto, anche se resta dentro la voglia di fare di più. Non so se in casi particolari e condivisi, ci potremo prendere l’impegno di una visita a queste persone anche quando escono, per andarle a trovarle nella casa famiglia, nell’istituto dove andranno. Le nostre forze e risorse sono limitate e quindi non potremmo garantire qualunque tipo di supporto, ma in casi specifici, magari concordati o suggeriti dal Reparto…… già in altre occasioni ci siamo trovati in questo tipo di situazione e con questa  voglia. Forse potrebbe essere uno stimolo in più anche per loro.

La musica: anche qui, quando soprattutto si crea la sintonia con il clauno del turno, è bello e magico, vedere gli operatori, i pazienti i familiari che canticchiano, ballettano per il corridoio…. anche questo è un messaggio che diamo con la nostra presenza che va a pervadere l’ospedale, a partire dai reparti dove andiamo, ma anche durante il percorso, nel bar, nei corridoi; non dimentichiamoci del naso rosso anche mentre ci spostiamo da un reparto all’altro, mentre prendiamo u caffè o un succo al bar……

E poi arriva R. che, parlando di Cateno, ti guarda senza poterti vedere e ti fa: “mi fai Fabrizio?…….” e allora………… “In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità!!…….. la, la la, lààààààààà!!!………” e lui ti segue canticchiando. Abbiamo fatto il pieno nel cuore, possiamo tornare a casa….

Abbracci sparsi da Pasticca

Giu 8, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments
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