25 Luglio 2015

Turno tranquillo…sala prelievi con poche persone, ma abbiamo chiacchierato molto con una coppia di fratelli di circa 70 anni, molto affiatati, che ci hanno raccontato della loro vita e delle loro pene.

Negli ultimi turni mi sono accorta che meno gente c’ è in sala prelievi e più si trova un contatto particolare con le persone che incontriamo.

Dialisi tranquillo, qualche chiacchiera con le persone sveglie (mitica sarta!) e poi Psichiatria.

C’erano poche persone (e questa è una bella notizia!), si è parlato poco perché stavano riposando, e poi era quasi ora di pranzo.

Abbiamo messo qualche libro allo scambio di copia e poi cambio d’abito e siamo stati al giardino.

E’ stato bello vedere come veramente tante persone si fermano a sedere, a leggere un giornale o il totem (si, la gente si ferma a leggerlo!!) o solo ad apprezzare quello che quel piccolo ma colorato pezzetto di giardino può donare, avvertendone la “leggerezza” (passatemi il termine) e poterne godere.

Un abbraccio,

Dora

Ago 3, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

22 Luglio 2015

Turno strano iniziato all’alba…turno difficile sia dal punto di vista fisico che mentale…ho dato tanto ma forse ho ricevuto troppo e male ….

Penso che la prossima volta mi fermerò alla sala prelievi convincendomi che per quella mattina ho fatto fin troppo…..

Farfallina stupenda un vortice…. Gomitolo un filo di lana un po sfilacciato….

Ciao a tutti, primo turno con la mitica Gomitolo!

Inizia il turno con Gomitolo che dipinge la panchina coi colori dell’arcobaleno e riassetta gli armadietti (che disordine ragazzi…..).

Sala prelievi quasi vuota ma intensa: due sposi, anziani ma innamoratissimi ancora l’uno dell’altro, hanno negli occhi la paura….parlando col marito mi comunica che sua moglie 2 giorni dopo avrebbe dovuto operarsi e i medici le hanno dato pochissime speranze di sopravvivere all’operazione. Non riesco a credere che sto vedendo una persona che fra 2 giorni è probabile finisca la sua vita per sempre. Non ci credo, il mio cuore e la mia mente non sente possibile una sentenza del genere! Salutiamo i due sposi calorosamente come fosse davvero l’ultima volta ma io sento di calcare il mio arrivederci e spero che davvero sarà un arrivederci!

In dialisi la maggior parte dorme, incontriamo un signore che ci chiede dei conigli…..inizia un dibattito e riceviamo anche una brutta risposta da un’altra signora che zitta zitta ascoltava e appena ha aperto bocca ci ha ghiacciate! Hai capito le acque chete? 🙂 Proseguiamo il giro un po’ interdette e incontriamo una cara signora con cui parliamo di libri, di ferie, di lavoro, le classiche chiacchiere che distolgono per un po’ dall’essere attaccati a una macchina……

In psichiatria poche persone, entriamo nella prima stanza e mi colpisce una signora che aveva un bel numero di tatuaggi…..era buffa, non c’entravano niente col suo aspetto da signora ma magari proprio per questo in quei tatuaggi venire fuori la sua trasgressione 🙂 sul suo comodino un libro scuro, non ricordo bene il titolo, tipo il buio della notte o una cosa simile, comunque rispecchiava perfettamente il suo stato d’animo…..depressa da più di 15 anni! Quindi anni a lottare per vivere e non cedere a quel dolore! Quanta forza eppure lei si sente solo malata e a quella forza che la tiene in vita non fa neanche caso!

Nel terrazzo un ragazzo a fumare, sembra stare bene, viene da chiedersi che ci fa li……i primi discorsi sono logici poi….boh….restiamo un po’ cosi!

Finisce il turno ancora una volta con la gioia di esserci stata, di aver dato qualcosa! E anche il mio cuore sente di aver ricevuto….ancora una volta!

Un abbraccio a tutti

Farfallina

Ago 3, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

18 Luglio 2015

turno con la brava caramella!! dopo la colazione offerta dal generoso spadino che era venuto a curare ed annaffiare il giardino d’Indra.. Abbiamo conversato in Sala prelievi con bimbe, una delle due doveva fare l’analisi…. G. ed I. In realtà siamo state tantissimo con loro.

Caramella ha , per magica fortuna una borsa alla meri poppins…..dove c’è di tutto….. anche pupazzetti… abbiamo intrattenuto queste bimbe, molto molto carine… ed il babbo ci ha confessato che si sente piuttosto accerchiato da tutte queste donne..moglie compresa……Caramella ha fatto bolle..e continuava a tirar fuori molte cose dalla sua borsa incantando le bimbe. Ha fatto un bel gioco di prestidigitazione…con una coppia di conigli di spugna che avevano perduto i loro cuccioli, che poi ritrovavano nella mano del partecipante al gioco…. .Caramella mi ha prestato un pupazzino messo un po’ male….pareva la maschera di venerdi’ 13…lascio immaginare la belluria..che ho soprannominato Fukuru fu fu o qualcosa del genere , chiedendo a tutti se non avessero visto su superquark questo straordinario animale……che pero’ con un bacino porta ..fortuna per un numero considerevole di anni …….e’ inutile dire che le persone hanno accettato di farsi dare un bacino…..anche A. in dialisi…. Abbiamo trovato in dialisi E. che era caduta, pareva, poverina al primo sguardo irriconoscibile, ma ha avuto fortuna perché ci ha raccontato che e’ caduta ma c’era suo figlio in casa. Abbiamo salutato R. e G. Mentre l’adorabile P.S. e’ stato l’unico che mi ha detto che avrebbe mandato a f. clo il Fukuru fu fu…. In psichiatria siamo arrivate un po’ tardi. Abbiamo conversato io con I. che mi ha parlato di un suo canino e Caramella con una sig.ra di San Casciano che le ha raccontato una serie di vicissitudini bastanti ad una squadra di calcio. Infine abbiamo rimesso gli ultimi libri rimasti ( ci sono ancora diversi Topolini…)

Un buon turno anche questa volta

Grazzzie!!!!

Arancina

Ago 3, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

13 Luglio 2015

Turno iniziato da gomitolo alle 7,30 per dipingere la panchina che però ancora non ho finito…. Turno sereno in una giornata per me particolare che aveva bisogno di essere passata esattamente in modo così sereno… Grazie a pan fedele compagno di turno ed oltre che è riuscito in alcuni casi a farmi dare ben 10 anni di meno…

Gomitolo!!!

Sarà la Festa Sarda della sera prima, sarà il porceddu non lo so…ma oggi mi alzo con un mal di pancia da pazzi. Ma monto in auto e arrivo al giardino dove trov….. no, non la vedo! Dov’è Gomitolo?! ah eccola li…sdraiata per terra a verniciare la panchina! �� Ci cambiamo e andiamo in sala prelievi a scambiar due chiacchiere con alcuni signori e dove con molta gioia ritrovo Amira! Una bimba dolcissima con la quale insieme alla DottoressA Gomitolo passiamo un po di tempo tra bolle, palloncini e ranocchi gonfiabili. La Dialisi è molto tranquilla. Scambiamo due parole con Gino, Gomitolo parla con Patrizia..ed io con “Veleno” discuto su due cose:

1. la simpatia degli infermieri.

2. che non è il massimo entrar in camera e veder che la tua infermera legge il libro di Faletti “IO UCCIDO”.

Tra i sorrisi ci salutiamo…nelle altre camere molti dormono. All’ingresso della sala gessi troviamo la piccola Sara con sua sorella ed altri bimbi con i quali passiamo un po’ di tempo…chiediamo se oggi era presente il primo premio del modo piu’ buffo di rompersi qualcosa..ma nulla…oggi le rotture erano ammesse.

La psichiatria ci accoglie nella quiete….troviamo solo L. che dopo pochi minuti si sdraia sul letto e lo lasciamo riposare. Un turno tranquillo….sereno, con la mia coetanea Gomitolo.

Vi abbracchio

Pan

Ago 3, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

11 Luglio 2015

Turno con spada.

Ci saremmo dovuti trovare al giardino, per aiutarlo ad innaffiare… ma, da buon giardiniere, quando sono arrivata aveva già finito! Siamo andati subito a fare una cool action e dopo essersi cambiati, in sala prelievi. Fortunatamente non c’era tanta gente, la sala era quasi vuota ed abbiamo fatto solo due chiacchiere e qualche palloncino. In particolare abbiamo conosciuto il mitico gino, 88 anni con un passato di contadino boscaiolo e giardiniere, e una ragazza incinta, la cui nonna ha ben 103 anni e va ancora sulla ciclette.

In dialisi abbiamo trovato quella signora gioviale e sempre allegra, con cui abbiamo parlato delle terme e un ragazzo di soli 43 anni, che 6 mesi fa se l’è vista proprio brutta ma che ora si sente davvero meglio. Ha sempre accanto la moglie infermiera, che ha conosciuto a firenze sebbene siano entrambi di napoli.

Un passaggio al bar, dove con il dipendente dell’ufficio anagrafe ci siamo intrattenuti a parlare delle varianti di caffè e di latte e via in psichiatria.

Il reparto era abbastanza tranquillo, c’era L., giovane ricoverato stanotte sicuramente per problemi d’alcolismo, M. parecchio mesto e sottotono e C., del camerun, che vive a loppiano e sta per diventare consacrato (tipo un prete). Stavamo per venire via presto, quando in corridoio abbiamo incontrato C., buddista e fino a pochi anni fa infermiera di psichiatria a figline, con due figli (di cui il più grande autistico), che l’ex marito non le fa vedere… una storia di sofferenza e di senso di fallimento. Una donna abbastanza forte nonostante tutte le delusioni che ha avuto, un’esteta e con la passione per l’astrologia. Una bella persona, che con la fede cerca di superare i problemi quotidiani, felice perchè era di dimissioni proprio oggi.

Turno abbastanza tranquillo e finito presto, grazie spada di tutto.

Baci

FT

Ago 3, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

04 Luglio 2015

La giornata comincia molto presto e di conseguenza anche l’agitazione. E’ così ogni volta prima di un turno, sarà che non ne faccio molti, ma esco di casa con le farfalle che mi si agitano nello stomaco.

Arrivo agli armadietti e ci trovo Caramella, con il suo bel sorriso, è una persona speciale, di quelle che solo a guardarle ti danno la carica. Ci cambiamo, sbrighiamo le nostre cose e partiamo. E mentre salgo le scale succede qualcosa…mi sento strana, entro in una specie di trance e faccio tutto il turno in quello stato. Non è facile spiegarlo a parole ma è quasi come se fossi fuori da me, mi muovo per l’ospedale e per i vari reparti come se galleggiassi e come se osservassi tutto standomi accanto.

Ed è con questo senso di leggerezza che entro in sala prelievi.

Ci sono poche persone, salutiamo due mamme che hanno passato la mattinata in attesa per fare la curva glicemica e poi mi sposto a salutare due signori, presumibilmente marito e moglie, seduti in attesa davanti ad una porta chiusa. Non ci si può sbagliare…..CUMADIN!

Amedeo è un signore di 85 anni, molto gioviale e chiacchierone ma stamattina è li per errore, non ci doveva essere e me lo ripete almeno 10 volte. La notte ha avuto qualche battito in più e TAC, di colpo non è più buono a niente e deve stare ad aspettare li di sabato mattina…

Cerco di sdrammatizzare, di farlo ridere, ma lui è molto risentito; la moglie cerca la mia complicità, il suo è stato un grande gesto di amore, è preoccupata ed io lo so che lo ha fatto per questo. Mi parlano dei loro figli, dei loro nipoti, delle cose per cui sono preoccupati, ma poi Amedeo torna a ribattere sul fatto che lui non è malato, sta bene, lui va a piedi fino a Fiesole e sale su fino a San Francesco, e i suoi battiti sono sempre gli stessi!

Non c’è storia, non si riesce a smuoverlo e mi fa tanta tenerezza perchè fondamentalmente ha paura e come molti non ha capito che la paura si supera solo affrontandola con l’aiuto di chi ti vuole bene ed è pronto a sostenerti.

Usciamo dalla sala prelievi, ci muoviamo per i corridoi chiacchierando e decidiamo di andare in dialisi; io sono sempre in trance e seguo Caramella come se fosse il mio pifferaio magico, ma anche lei deve essere in trance perchè invece che essere andate in dialisi ci ritroviamo davanti alla psichiatria. Dato che ormai siamo qui……suoniamo.

Accidenti, ritornano le farfalle nello stomaco e il timore che sale di nuovo: è la mia prima volta in psichiatria, nello scorso turno era una mattinata no e l’abbiamo dovuta saltare.

Entriamo, giornata tranquilla, solo 5 pazienti.Incontriamo subito V. che ci sorride affabile, andiamo con lui verso la veranda e iniziamo a parlare. Io soprattutto ascolto e così scopriamo che V. tornerà libero finalmente a dicembre. E’ da 10 anni che non torna a casa sua, ha girato un sacco di carceri a giro per l’Italia e poi diverse comunità; il sorriso non abbandona il suo viso e lui non si spiega come mai chi commette omicidi dopo 5 anni è già fuori e lui invece per un litigio a casa è stato dentro 10 anni!

Pensiamo che forse non è stato solo un piccolo litigio……. E invece scopriamo che per una delle tante contraddizioni del nostro paese è proprio così. Ce lo dice Serena che arriva dopo un po’ con quel suo viso dolce e solare, ci dice che purtroppo è tutto vero.

Apro una parentesi, per una mia considerazione personale che va al di la del turno.

Penso a tutte le cose belle e importanti che sono entrate nella mia vita grazie a m’illumino, ma soprattutto alle belle persone. Persone speciali, con un cuore grande, che sono circondate da un’aura d’amore e di forza che spargono tutto intorno. Serena è una di queste, lei che nel suo lavoro ci mette tutta se stessa e lo si capisce da come si muove nel reparto, da come parla ai pazienti, dalle proposte che lancia anche a noi del gruppo (magari ne parliamo alla prossima riunione).

Passiamo un po’ di tempo anche con M. due grandi occhi scuri persi chissà dove. Il suo modo di camminare, di stare seduta, il filo di voce con cui parla, tutto fa capire il suo dolore. Il dolore di non avere accanto la sua famiglia, i suoi figli, lei non ha fatto niente…… La guardo e penso: sarà lei quella che ha ragione, che vuole solo essere amata?

Ce ne andiamo in dialisi dopo aver fatto il carico di forza positiva da Serena. Dormono quasi tutti e in qualche stanza stanno già staccando i pazienti, quindi facciamo un saluto veloce a Giuseppe e usciamo.

Proviamo a passare in terapia intensiva, ma come vi ha già detto Caramella facciamo un buco nell’acqua….. e meno male! L. è uscito è in un centro di riabilitazione e noi interpretiamo la notizia come molto positiva.

Senza rendermene conto la mattinata è passata; fuori mentre camminiamo per andare a riprendere le macchine inizio a uscire dallo stato di trance e a riprendere contatto con la realtà. Mi sento più forte, più ricca e spero di poter portare in giro anche io un po’ di questa energia.

Primavera

Ago 3, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

27 Giugno 2015

Turno con il grande Spadino!

Sala prelievi stranamente vuota….però ci siamo intrattenuti un bel po’ con una giovane coppia in attesa del secondo bimbo…ci hanno ringraziato per avergli fatto passare meglio il tempo. ..che carini. ..dopo aver messo un po’ a posto lo scambio di copia(pochi libri,tanti topolini),siamo andati in dialisi,dove abbiamo portato una scatola fatta da Pan, con vista S.Francisco(perché non l’aveva mai vista…dal vero) a quella signora tanto simpatica e vitale di cui non ricordo il nome…ma è veramente una forza…e poi vari saluti ad altri pazienti svegli,tra cui P. e quel ragazzo giovane di 43 anni che ha avuto il collasso all’intestino e che sta aspettando di sapere quando lo operano..Mi sono resa conto che a fare i turni più spesso, si crea una sorta di…non so come dire…di confidenza e familiarità che rende piano piano tutto più semplice. ..

Saluti e poi psichiatria. ..abbastanza tranquillo anche qui…abbiamo chiacchierato con S….una piacevole conversazione dalla quale imparare molto…sia a livello umano che di sapere…non si sa davvero mai chi si può incontrare e cosa ci può insegnare…mai lasciare il posto a facili pregiudizi…a volte tendiamo a dimenticarlo.

Poi,a parte una piccola perdita di tempo dovuta alla scomparsa delle chiavi del l’armadietto,ma ritrovate….siamo andati da L.in terapia intensiva,dove lo abbiamo trovato sveglio e a sedere..Abbiamo chiesto l’intervento degli infermieri perché non capivamo se L.voleva mettersi meglio sulla sedia e noi certo non l’abbiamo mosso,per paura di far danni…ma non siamo stati capiti,né noi né lui e ci hanno un po’ umiliato dei commenti sul nostro lavoro ..ma la cosa che mi ha ferito più di tutte è che L.capisce e ogni commento sulla sua situazione lui lo capisce. …così l’umiliazione è più che raddoppiata!!!!

Comunque non ci siamo lasciati scoraggiare più di tanto e siamo stati ancora un po con lui.

Poi ce ne siamo andati…un po’ stanchi,un po’ interdetti. …un po’ migliori….forse….

Un bacio a tutti,

Dora

Ago 3, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

22 Giugno 2015

Lunedi ore 8,45 ritrovo agli armadietti. Primo turno con la Dottoressa Gomitolo. Come sempre iniziamo il nostro giro dalla Sala prelievi. Aggiungo una piccola parentesi, che per me è fondamentale; questo turno l’ho fatto appena rientrata dal Dynamo Camp, e ammetto di averlo fatto con una consapevolezza totalmente diversa.

Chiusa parentesi. Sala prelievi era come sempre piena di persona di età diversa. Chiacchiero, abbraccio e saluto. Ridiamo e scherziamo. Non trovo mai nessuno che non ha voglia di fare due chiacchiere, anzi. Poi andiamo un attimo in ortopedia che Gomitolo doveva risolvere delle questioni burocratiche, dunque io rimango li, in piedi ad aspettare. Ma la sala d’attesa era abbastanza piena di persona, tra cui un bimbo. Che facciamo? Sono Fischio o Sara in questo momento? Ho deciso di essere Fischio, mi sono avvicinata al bimbo e alle atre signore che erano li seduta ad aspettare e abbiamo “ammazzato” il tempo tutti insieme: io dovevo aspettare Gomitolo e il piccolo A. doveva aspettare la nonna, che era venuta a fare un controllo alla gamba.

Non solo il piccolo A. mi ha fatto compagnia ma avevamo creato un piccolo gruppetto di chiacchiere e risate.

Saliamo in Dialisi.

La maggior parte delle persone dormiva, ma c’è sempre qualcuno che ha voglia di chiacchierare, di ridere e scherzare. L’ho cercato e alla fine ho ritrovato il mio caro amico E.

Abbiamo scherzato, riso e ci siamo “raccontati”.

La mattinata era quasi terminata, ed era arrivato il momento di andare in psichiatria.

I corridoi erano tranquilli, molti pazienti dormivano, abbiamo salutato qualcuno che doveva aspettare di entrare dal dottore e poi siamo andati da L.

Non conoscevo L., poiché sono stata molto assente nel mese di Giugno. Gomitolo prima di entrare mi ha spiegato tutto, ci siamo lavate le mani secondo la procedura e via.

Beh sono rimasta un po’ sulle mie all’inizio, ho avuto un attimo di “panico”, che però ho risolto subito grazie alle marionette di Gomitolo.

Grazie.

Fischio.

Ago 3, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

20 Giugno 2015

Questo report, particolare per me, invito a leggerlo con diversi sensi e tramite diverse direzioni, anche attraverso le metafore e la musica, i pigri che non hanno mai tempo si possono fermare all’oggetto.

Mi ritrovo con Pasticca agli armadietti, un po’ di preparazione, soprattutto per gli strumenti e “eccoci qua”…

https://www.youtube.com/watch?v=IEXo97_q3BA

poco oltre le 8:30 siamo già in sala prelievi, la prima sensazione, come sempre, già durante il viaggio è quella della inadeguatezza, “ma saprò rispondere alle necessità delle persone che incontro”? “Sarò all’altezza”?… Poi, come ogni volta ci si tuffa nella realtà, con questo senso di debolezza che ci permette di aprire il cuore. Un mio modo per rassicurarmi è quello di portarmi più cose, musica, magie, piccole bolle, piccoli regalini… questo per 2 motivi, il primo è che, come il naso rosso, sono in parte “la coperta di Linus”, il secondo è la consapevolezza, data anche dalla esperienza, che questo ti permette di dare più risposte alle esigenze e alle richieste che recepiamo e incontriamo. E’ molto utile e funzionale questo, ma l’errore sarebbe far diventare questi mezzi il fine e non il contrario, ovvero farli rimanere uno strumento per creare e ampliare il contatto emotivo con chi si ha davanti, tenerli come se si fosse a “mani nude”… allora spesso diventano davvero una grande cosa e un modo per essere più efficaci….

Il programma che avevo immaginato mi aveva fatto pensare a una presenza mordi e fuggi in sala prelievi per dedicarmi un po’ di più a dialisi e, soprattutto, a psichiatria…. ma i programmi servono per andare in altre direzioni ed in effetti, benché la sala prelievi non fosse gremitissima, era bisognosa di molta presenza.

Il primo contatto è stato con una coppia con “pancione” (in realtà lui era magro, ma questo non c’entra…) in attesa della nascita di Lorenzo a Settembre (Pan segnatelo che quando li ritrovi con il bambino sei preparato…), ma subito dopo un bambino di colore in carrozzina deve essere “trasportato” in altri luoghi con un po’ di magiche bolle: la sua faccia seriosa si illumina subito di grandi sorrisi ad ogni soffio…

Il furetto Johnny mi porta però verso un gruppo di donne, esteriormente tranquille, ma che in realtà nascondevano paure ancestrali per gli aghi, in particolare una ragazza albanese, da oltre 15 anni in Italia, operatore sociale e clown in Albania e cuoca qui in Italia… i suoi sguardi mi porta ad accompagnarla al prelievo e con Johnny abbiamo un bel da fare a farla girare e non guardare l’ago.

Con un po’ di fatica la missione è compiuta e le consegno anche il nostro volantino, un grande sorriso di ringraziamento anche dal marito e torniamo in sala.

Una bambina bionda che chiameremo “Alice” mi vede e si attacca alla gonna della mamma con curiosità e timore. Prima Johnny la insegue un po’, poi parte la gara a chi raccoglie più bolle ma sta per entrare il piccolo Mattia e ,fra qualche anziano divertito e incuriosito, decidiamo di accompagnare al prelievo anche lui. Ma questa volta ci troviamo di fronte a un vero professionista, una piccola smorfia all’entrare o al muoversi dell’ago, ma non perde mai il suo aplomb da very English!!… Se ne va con tanti meritatissimi premi e l’infermiera che mi chiede informazioni per far iniziare la figlia verso il percorso clown. Un po’ di spiegazioni, un altro volantino e usciamo con il piccolo ometto.

Fuori ritroviamo la futura mamma di Lorenzo in attesa dell’ultimo prelievo e decidiamo di trasferire un po’ di voglia di giocare al futuro Papà che diventa immediatamente vittima di un po’ di magie e assistente, con grande divertimento della mamma che così riesce a distrarsi un po’ nell’attesa. Lorenzo però continua a dormire tranquillo nella pancia e quindi ci lasciamo con un po’ di sorrisi sparsi.

Il passaggio dal bar non è dei più facili, un saluto al personale, una carezza ad una mano, qualche sorriso e me ne vado senza usare la musica o altro…

La sensazione più forte, ancor più di quella provata o che proverò nei reparti a non essere in due durante il percorso e lo spostamento verso un altro reparto è la mancanza di quel momento in cui ci si spalleggia a vicenda, si interagisce per dare un messaggio all’intero ospedale e non solo in reparto. La sensazione è che “il clauno solo al comando” non sia la cosa migliore si conferma nella pratica e viene suffragata dalla mancanza di quel gioco di “sponda” e di supporto reciproco che è possibile solo in due… Qualche faccia sorridente lungo i corridoi che risponde al suono della clavietta o a qualche bolla ci rinfranca.

Arrivo in dialisi con le aspettative sopradette, ma alla buona accoglienza del personale fa da contraltare una accentuata atmosfera soporifera. Nessuno sveglio e gli unici due che lo erano non disposti all’interazione. Lasciamo qualche “buono per un abbraccio”, in modo da far capire che eravamo li e ripartiamo senza fermata verso psichiatria con la convinzione di avere più tempo per il reparto. La porta è aperta, il personale tutto all’entrata e accogliente ma non appena nel corridoio partono i primi urli di G. “ma che c…. ci fate qui, ma andate a fare queste c…… al Meyer!!… Si può stare in pace???….”

Capisco che non è il caso di provocare stress a lei e agli altri compagni di stanza, ma nella prima c’era B. a scrivere (oggi sono anche da solo quasi quasi evito contatti del terzo tipo….) nell’altra M. che dorme…. Ci dedichiamo allora al personale, ma senza magie o musica… ci confrontiamo con loro sulla situazione del reparto, di alcuni problemi, soprattutto di quelli fuori, ovvero di cosa fare quando un malato viene “stabilizzato” e deve iniziare un percorso efficace per lui e di protezione, verso se stesso e verso gli altri, nel caso di espressioni violente del suo agire.

B. passa e si ferma a salutarmi con la faccia a metà di chi dice “l’ho fatta grossa” ma “non è colpa mia…” lo saluto da dentro la mia armatura da Ufo Robot e finalmente esce S. dalla doccia e mentre continuano le urla e gli sbatacchiamenti di porta di G. ci spostiamo con cautela con lei verso il balcone / sala pranzo per cantare un po’, cercando di coinvolgere gli altri. S. ce la mette tutta ma A.L. nonostante la promessa di venire più tardi non lo farà. Però riusciamo a coinvolgere a tratti A., M. e anche il personale. Molto del lavoro lo ha fatto S., praticamente si è sostituita lei alla spalla clauna che mancava…

E’ ora di pranzo, c’è più fiscalità da un po’ di tempo su questo e quindi come arriva il mangiare mi allontano. La fatica fatta in questo turno mi consiglia di non andare da solo da Luca in quanto lo spirito e la stanchezza non mi facevano sentire sufficientemente a posto e sereno per dare quello che si deve in una situazione come questa e quindi, in questi casi, è importante anche essere coscienti dei propri limiti e fermarsi… E’ il primo turno fatto da solo, e anche se è possibile fare i turni da soli, se mai ce ne fosse stato bisogno, è stata la conferma che il lavoro di clauno, il clowncare, è fatto per essere in due…. o comunque è meglio farlo in due…

Pasticca si toglie la bombetta e Paolo corre a preparare il pranzo per il bambino di un metro e 90….Ora se volete rimanere collegati a questo sentire potete spararvi un po’ di….

Un abbraccio molto lungo più che grande, in modo che possa raggiungere anche quelli più lontani… o pigri….

Pasticca & Pasticca/ www.youtube.com/watch?v=VNW3aMAHws8

Ago 3, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

19 Giugno 2015

Tarantola e Pan si ritrovano al solito posto, si cambiano e iniziano il giro. La sala prelievi non è molto affollata, ci fermiamo salutare qualche sguardo in attesa, ma sono tutti abbastanza taciturni, facciamo un cruciverba al volo con una signora che poi servirà per conoscere tutta la sua vita ed infine incontriamo Camilla, lo splendido fagottino che Pan aveva avuto l’onore di conoscere quando ancora era nella pancia della mamma, è stato bellissimo rivederle in sala prelievi così belle e radiose.
In psichiatria passiamo una bella oretta in compagnia di S. , per chi non l’ha mai vista, è una signora di mezza età, madre di due splendide ragazzine, divorziata e fondamentalmente molto fragile. Dice di non sentirsi viva, di non avere più stimoli per fare niente, ma si capisce subito che non è così quando inizia a cantare tutto il repertorio dei Nomadi, prima con noi e poi per M.
M. invece è un signore di mezza età, molto magro del quale non abbiamo potuto conoscere la storia perché visibilmente sotto effetto di sedativi ed altri psicofarmaci. E’ stato emozionante trovarsi di fronte alla forma più esplicita di auto-aiuto: S. era lì, ricoverata nel reparto di psichiatria dopo un tentativo di suicidio, che prendeva per le mani M., completamente inerme e privo di forze e gli cantava “io vagabondo” con un sorriso pieno di gioia e di tanti altri significati. P.S: S. è molto socievole ed interagisce volentieri con noi, se a qualcuno va di prepararsi un po’ di canzoni dei Nomadi (tutte) e di Guccini (in particolare mi ha segnalato “La Collina” e “La bambina portoghese”) a lei piacciono tantissimo e le sa tutte a memoria – fra l’altro canta pure molto bene – abbiamo provato ad ascoltarle sul suo telefono ma non aveva la connessione internet quindi le ha canticchiate lei.
La dialisi è stata piuttosto rapida, fra le persone che solitamente interagiscono di più con noi nella prima stanza Gino ed Umar riposavano, abbiamo trovato un Bruno informissima, tutto abbronzato e appena tornato da una bella vacanza in Sicilia (in un paesino fra Trapani ed Agrigento in cui – da quel che s’è capito- ha preso di molto sole e s’è ubriacato di buon vino), poi c’era la signora Bianca sempre molto solare e rilassata con cui abbiamo fatto volentieri delle chiacchiere.
Siamo passati anche dallo splendido Luca in Terapia Intensiva, innanzi tutto devo dire che il personale del reparto è molto accogliente, si sono mostrati molto cordiali. Era la mia prima volta da Luca, Pan mi ha detto che stava decisamente meglio dell’ultima volta, poi le infermiere lo hanno confermato, tant’è che stanno aspettando la disponibilità di una struttura ricettiva per dimetterlo, così che possa iniziare la riabilitazione. Che dire, Luca è uno spettacolo, siamo stati con lui un bel po’, ce lo siamo coccolati bene bene e alla fine ci ha buttato una marea di baci, e quando l’ho visto sorridere stavo per svenire dalla gioia.
Un bel turno denso, sono proprio contenta, l’unica cosa che non ci è rientrata è la sala d’attesa dell’ortopedia, un’infermiera a inizio turno ci aveva chiesto di passare ma purtroppo davvero si era fatto tardi.

GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE Tarantolina p.s. Scusate la rapidità ma con una mano sto scrivendo il report, con l’altra sto sottolineando il libro, con un piede sto scappando a lavoro e con l’altro……mmmmmm…… con l’altro vorrei tornare da Luca

Pan

Ago 3, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments
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