26 Settembre 2015

Giardino bagnato giardino fornunato…no! Giardino bagnato…Spadino pure!
Oggi farò il turno con il cappello da Babbo Natale…si..perchè a natale siam tutti piu’ buoni e quindi, se trovo qualcuno arrabbiato gli posso dire…OH OGGI è NATALE! DEVI ESSER BUONO!
Con Spadino poi inventiamo la storia che io viaggio di cervello due mesi avanti…
Ed entriamo in sala prelievi, i volti son rilassati e il mio sguardo si intreccia con quello di Marco! Un bimbo con in testa un cesto di riccioli biondi! Un bimbo curioso…un bimbo mago! si, curioso d’imparare le mie magie, e quindi lo nomino mio assistente!
Nel tragitto che ci accompagna verso la dialisi invece trovo altri due curiosoni che vogliono sfidar  la mia magia.
La dialisi si presenta calma, silenziosa, addormentata…. Scambiamo due parole con alcuni amici e andiamo via…verso la psichiatria. Ma anche li, per fortuna abbiamo solo il tempo di scambiar poche parole con una ragazza e con un ragazzo Australiano…ma li io scambio pochissssssime parole; PARLA SOLO INGLESE!

Un turno tranquillo, un turno sereno…un turno sempre piacevole se accompagnato dal mitico Spadino.

Vi abbacchio a tutti!

Pan

Ott 5, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

25 Settembre 2015

Salve cari clowni J il turno di venerdì 25 settembre è iniziato dalla sala prelievi come al solito.

Ho iniziato parlando con una signora anziana dei suoi disturbi e delle sue operazioni, era molto scoraggiata sia rispetto alla sua salute sia rispetto al fatto che pur avendo 3 figli e 7 nipoti (se non ricordo male) vanno poco a trovarla perché ognuno ha la sua vita e poco tempo da dedicare a lei. Nonostante la vicinanza dei vicini di casa si ritrova spesso a passare le giornate da sola, avendo perso anche il marito. Dopo la sala prelievi, in cui non abbiamo passato tanto tempo, siamo andati al reparto dialisi: molte persone dormivano , altre invece erano come al solito ben disposte a chiacchierare e sempre felici di vederci, soprattutto di vedere Nuvola, che ha sempre la battuta pronta e qualcosa di saggio da dire. Passati invece al reparto psichiatrico un’infermiera che sembra molto preparata e gentile ci ha raccontato delle persone che soggiornavano in quei giorni: un signore che aveva avuto una crisi depressiva e si stava facendo una flebo (ma sfortunatamente le infermiere si sono poi rese conto che era difettosa quindi era colata tutta l’acqua in terra e la doveva rifare dall’inizio), un ragazzo marocchino ricoverato con problemi di tipo religioso o psichiatrico (ancora non l’avevano ben capito) a cui non ci siamo avvicinati perché la situazione era più delicata di altre, un signore che sembrava stare poco bene ed era nel letto con al suo fianco, sul comodino, una pila di libri e giornali, un ragazzo australiano in vacanza in Italia perché era appena stato lasciato dalla sua ragazza e aveva deciso di fare il giro del mondo per superare questo triste momento ma purtroppo aveva avuto una crisi depressiva, un ragazzo che era in procinto di tornare in una comunità e che era stato ricoverato lì molto a lungo e infine una signora sposata, madre di un’adolescente che alterna da anni periodi di salute a periodi di depressione e ansia. Io e Nuvola abbiamo parlato con questa signora e l’ho vista molto giù di morale, ci ha raccontato di quanto questa sua condizione pesi sulle spalle dei suoi familiari.. perché ogni tot si ripresentano questi periodi “no” in cui non è in grado di fare ciò che vorrebbe, anche semplicemente mettere una pentola dell’acqua sul fuoco. E’ sconvolgente vedere quanto una persona in alcuni casi non riesca in nessun modo ad avere controllo sulla propria vita, a reagire davanti ad una quotidianità tutto sommato normale..e allora ti rendi conto che i cosiddetti disturbi mentali non sono risolvibili facilmente e che un essere umano così vulnerabile ha bisogno di qualcosa di più rispetto a dei farmaci..ha bisogno di abbracci, di parole giuste e di impegno costante affinchè possa condurre una vita normale e non ricadere nel baratro ogni due per tre senza neanche capirne il motivo, senza ragioni scatenanti nell’immediato presente. Nuvola l’ha abbracciata ma lei non sembrava molto presente, né a se stessa, né nella situazione. E’ come se ergesse un muro davanti a lei, sia con sé stessa che con gli altri, come se chiudersi a riccio fosse l’unica soluzione possibile per autoproteggersi da qualcosa che la spaventa. Io penso che queste persone andrebbero aiutate in un altro modo, ne sono fermamente convinta..e a quel punto anche i farmaci, in alcuni casi chiaramente, non servirebbero più e questo contribuirebbe a far sentire meglio la persona in questione, libera da una sostanza che altera i meccanismi neuronali. Avrei voluto parlare più a lungo con questa signora, ascoltarla, ma purtroppo il tempo è quello che è. Infine io e Nuvola abbiamo parlato con la mamma e la sorella di un ragazzo che ora ha accettato di andare a vivere in una comunità e sembra molto molto migliorato a detta loro e di chi lo conosce. Erano veramente felici di vederlo così migliorato, e tutto questo grazie ad una comunità in cui ha la possibilità di essere sempre seguito e di fare uno svariato numero di attività. Da questo si capisce quanto il supporto psicologico e seguire persone con questi problemi passo per passo permette anche a dei casi gravi di migliorare molto. Ci vuole di sicuro impegno, dedizione,pazienza..mentre non poter fare niente tutto il giorno se non rimanere in una stanza, in un letto e imbottito di farmaci aggrava sicuramente una situazione già di per sé molto critica. Detto questo aggiungo che credo che tutti abbiano la possibilità di migliorare, se seguiti nel modo giusto e nel posto giusto!!

Un abbraccio a tutti,

Pixie J

Ott 5, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

11 Settembre 2015

Turno in solitaria, dispari, veloce.
Sto scrivendo il report del turno appena concluso, direttamente dal giardino della rete di indra.
Ovviamente ho avuto più di una scusa per saltare a piè pari la sala prelievi… ero infatti da sola e soprattutto avevo da attaccare i volantini per il prossimo ospedalindo a giro per l’ospedale (anche se all’inizio ancora non erano arrivati).
In dialisi parecchi dormivano, gino mi faceva presente quanto sia difficile conciliare il lavoro con la dialisi, una tipa scorbutica mi ha fatto malamente presente che stava leggendo e che non voleva che la distraessi, mentre con patrizia sempre grandi chiacchiere: delle vacanze, di expo, del gattino in stallo da silvia e ovviamente del prossimo turno clauno.
In psichiatria la situazione era tornata sotto controllo solo da poco, ho trovato M., che conosco da tempo visto che abita vicino a me e che è abituè del reparto, che oggi andava “in gita” a Panzano, poi c’era M., ragazzone di quasi due metri e F., poliglotta magrissimo. Due parole sulle sagre e le feste di paese con ciascuno loro e con una ragazza che ora abita a Santa Brigida e un bello scambio di idee e opinioni con gli infermieri… sul loro ruolo e sul fatto che alcuni pazienti ti lasciano il segno, sebbene li veda per poco tempo. Ho fatto con loro riferimento a situazioni passate che ricordo in maniera nitida e che mi hanno condizionato, se non addirittura cambiata.
Stavo venendo via e nella sala dei colloqui con i medici ho visto E., una ragazza che sia io che Pallina conosciamo bene. Poco prima avevo letto il suo nome e cognome su delle buste, ma ovviamente pensavo che fosse un’omonimia e poi, essendo lei psicologa, sul momento credevo che fosse lì per uno stage, come aveva fatto altre volte in passato.
Stavolta invece era nel ruolo di paziente ricoverata, con uno sguardo spento che mi ha molto rattristita.
Quasi in imbarazzo, non me la sono sentita di aspettare che uscisse dalla sala e sono venuta via, sperando che si riprenda velocemente.
FT

 

Ott 5, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

05 Settembre 2015

Ciaoooooo !!!!
Turno piuttosto intimo perché concentrati su poche persone…..dalle quali abbiamo ricevuto uno spiraglio per entrare in punta di piedi e con toni bassi….mi rendo sempre più conto che quando scendo le scale per arrivare agli armadietti mi dimentico completamente del mio quotidiano, nonostante i mille problemi che possono esserci, perché Caramella lascia Ivana ad attendere sulle scale… Tutto questo non accade magicamente ma arriva con il tempo, dato dal desiderio di essere in ospedale per offrire la tua piccola parte….ognuno per quello che è perché tutti abbiamo tanto bello dentro e se siamo qui é perché abbiamo voglia di farlo uscire e condividerlo con tutti i meravigliosi incontri che facciamo in ospedale, non sempre facili, alle volte complicati ma, come dice Nuvola, quei cinque minuti in più di sforzo e fatica ci garantiscono dei risultati…magari non per noi sul momento ma forse per chi farà il turno successivo, per avere più confidenza e accoglienza dal personale o per una nostra successiva riunione…non ha importanza…importante è  il qui e ora che ci stimola ogni volta a voler esserci… Grazie Pasticca, la tua esperienza é semplice, umile maestra.
Vi abbraccio…
Caramella

Ott 5, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

29 Agosto 2015

Ciao a tutti!!!

Avere “la gioia nel cuore” , secondo il mio modesto parere, significa abbandonare tutte le nostre barriere, sentire il corpo completamente collegato che si lascia andare finalmente a se stesso….questo è quello che ho provato oggi !!!!

Un ruolo importante lo gioca sicuramente la musica perché, alla fine, riesce a coinvolgere anche chi inizialmente non vuole saperne….

Sguardi che fanno più rumore di mille parole, attraverso i quali riesci infine ad entrare e comunicare….

Sentirsi chiamare da un’infermiera che fa richiesta, per conto di una paziente di dialisi, di andare a cantare al suo letto la prossima volta perché gli piace la musica (sottolineo che questa ragazza non l”ho mai vista comunicare con nessuno di noi, per lo meno quando ero presente io).

Intonare una canzone (che adoro) e sentirsi dire: Siiii !!!! Dai….era la preferita di Lucio

Concludo dicendo che ognuno di noi ha un dono e un compito: Pasticca ha questo…

Caramella

A volte le “…le parole non contano conta la musica”….

Questo potrebbe essere il titolo di questo report del turno di oggi. Sapete ed ho già detto in altre occasioni dei positivi ritorni e delle positive impressioni sull’utilizzo della musica, spesso alternata con delle piccole magie: per coinvolgere e stabilire un filo di comunicazione con il malato, le persone in generale, qualunque sia il loro ruolo, infermiere, medico, familiare, compagno clown,,, E se molte volte bastano le parole, o l’ascolto, o addirittura il silenzio accompagnato da una carezza, altre la musica è davvero uno strumento potente per entrare in rapporto con gli altri.

Oggi, fra le cose che avevo preparato per il turno (questa operazione ancora mi comporta decine di minuti, mezz’ore o addirittura ore come ieri sera…. per scegliere le cose più adatte per portare con me e variarle) c’era anche un flauto per Caramella. Così arrivo agli armadietti e la trovo che si sta preparando, poso le mie cose e mi sento dire “senti Pasticca, guarda cosa ho preparato”! Tira fuori un flauto e inizia a farmi sentire Titanic in versione SIb cagionevole… !!!!….. Poteva non essere un segno per il turno questa sintonia? Ci vestiamo, un po’ di trucco leggero, ci scambiamo le cose da portarci dietro e…saliamo le scale al suono del grande transatlantico che naviga imperterrito verso l’iceberg gigante e io allargo le braccia seguendo Caramella immaginando di poter imitare maldestramente Di Caprio….

L’effetto sui pochi pazienti della sala prelievi è pressoché inesistente, eccetto una ragazza che ci balena un timido sorriso, non si sa se per piacere o compassione. Ma queste note sono servite a noi per creare una sintonia per un proficuo lavoro di coppia, come in ogni turno dovrebbe essere.

In realtà veniamo presto interrotti da E.,, un bambino che avevo supportato con quasi tutto il mio repertorio d magie, per un passato prelievo prolungato nel tempo, con l’intento di strapparlo all’ansia (sua e del padre) e del videogioco elettronico. Appena ci ha visti non abbiamo avuto scampo: “facciamo le magieeeeeeee”!… Tirandoci per il camice, avvertendoci però con molta dolcezza che oggi a fare il prelievo era suo padre e di aiutarlo, anche perché sua madre non c’era più…. Con sfide a rischio di baci, il padre viene così coinvolto nelle abilità del neo assistente mago!…. e anche un signore distinto viene tirato in ballo assieme alla moglie.

 

Uscendo dalla sala prelievi, facciamo una fermata al bar e, appena entrati, le espressioni ed i volti cambiano non appena iniziamo delle note con l’accompagnamento della chitarra. Dopo un po’ di immortale Battisti-Paoli facciamo presente che dobbiamo andare in dialisi sfuggendo alla delusione del personale del bar.

Lungo i corridoi Titanic impera, assieme alla marsigliese per il personale e qualche romantica escursione con familiari in attesa.

L’entrata in dialisi è “cauta” date le tante persone sopite, ma il nostro amico-paziente napoletano fa da traino con un po’ di magie (che qualcuno vuole sempre scoprirne il trucco prima ancora di averle viste) e di canzoni napoletane, coinvolgendo piano piano il personale e gli altri pazienti. Il virus si diffonde velocemente, cambiando il clima della stanza. Ci alterniamo e integriamo con la super tutor Caramella e, quando ci spostiamo nell’altra stanza, R, purtroppo dorme, P. ci fa uno sguardo tetro e ci sussurra “oggi non è giornata”… anche perché aveva passato 4 notti pressoché insonni per la diarrea: e qui la risposta di un dottor clown al dubbio “Dottore ma poso fare il bagno con la diarrea”? è stato decisivo: “Se ne fa tanta, va bene!!!”………… J . Quando usciamo anche lui sorride, partecipa e canticchia, così come R., dopo aver infamato i suoi cani, partecipa al canto della “Città Vecchia” di De André e soprattutto di “Marinella”…. Anche l’infermiera seduta da una parte, assorta nelle sue letture piano piano si fa trascinare dalle note e continua a canticchiare mentre usciamo. Un saluto veloce alla “mia fidanzata che mi tradisce con suo marito” mentre un medico ci indirizza verso un neo-paziente, come a dire, “ha bisogno di voi…” e usciamo per dirigerci verso psichiatria. Buon segno questo.

 

Ott 5, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

27 Agosto 2015

Ora 7.30 casa di Nuvola.
Era tanto che non avevamo un turno insieme.
Arrivati al parcheggio notiamo subito che ci son molti ceppi di albero che posson servire per contornare il laghetto del giardino…
Prima di cambiarsi cerchiamo di portar le riviste che giornalmente si portano via e spiegare alla responsabile che finchè non mette un cartello con scritto NON SON DA PORTAR VIA…la gente farà l’opposto. Ma lei non cè..e quindi andiamo via.
La sala prelievi ci accoglie con non molta gente ma due in particolare attirano la nostra attenzione…sono mamma è figlia..lei in dolce attesa di Aurora (nome scelto dalla sorellina piu’ piccola, Emma). Ci perdiamo nei discrosi e le parole, nei racconti dell’infanzia di Nuvola, nel lavoro, i figli, il futuro, il sud…parliamo di studio, prelievi e dell’Inno del corpo sciolto.
Un fiore viola e giallo andrà via con loro.
Andiamo a trovar C. Pacciani per parlar con l’oncologia di un progetto video che vorrebbero realizzare insieme a Saverio Tommasi. Nuvola è un fiume positivo in piena. Nascerà qualcosa di buono. Scendiamo giù a veder l’area dove possiamo posizionare le piante che ci son state donate. Due chiacchiere…ed una signora ci fà notare che all’interno dell’ospedale un associazione fà ludoterapia….ci porta il volantino…è quello di OSPEDALINO NOVEMBRE 2014. Ringraziamo ed andiamo via.
La dialisi è calma…Gino che mi parla dei suoi maiali (cotti), e Bruno che si fà firmare il gesso…un saluto veloce…oggi abbiamo fatto tardi.
Passiamo a prender i legni e li posizioniamo intorno al laghetto.
Turno sereno… e piacevolmente dopo tanto tempo con Nuvola.
Un abbraccio a tutti
Pan
Ott 5, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

22 Agosto 2015

Primo turno in assoluto con la vicepresidente, turno bello e tranquillo.
Dopo una breve sosta al bar partiamo subito con la sala prelievi che troviamo quasi vuota.
Ci fermiamo a parlare con una ragazza in attesa del suo secondo bambino, poi in dietro mi accorgo di un ragazzo marocchino tutto solo, mi avvicino e mi dice che sta aspettando sua moglie in cinta, intanto mi metto a parlare della bellezza del suo paese e soprattutto mi dice ci sono posti meravigliosi fuori dalle mete turistiche, ah interessante ! rispondo io, quasi quasi ci faccio un pensierino, (giuro non gli ho chiesto il dpliant questa volta)
Dopodiché andiamo a giocare con un bambino che si era appena tolto il sangue.
Prima di andar via dalla sala prelievi andiamo a salutare la moglie del ragazzo marocchino che nel frattempo era ritornata.
Nel ritornare verso il bar troviamo a sedere una famiglia con un bambino, Gomitolo si mette a parlare con loro, poi io gli raggiungo dopo. Ci parlano un pò della loro situazione, la mamma ci parla del fratello che in seguito a un vaccino da piccolo si é ammalato di epilessia e ha dei disturbi del sistema nervoso, quindi il pensiero fisso di questo fratello che vive in calabria con i genitori che praticamente gli devono fare tutto ma che ora non ce la fanno piu .
Dev’essere molto dura per questa ragazza, prima il fatto della lontanza che non puoi aiutare i genitori e poi il pensiero per il suo futuro.
Ci congediamo e andiamo verso la psichiatria che troviamo quasi tutti a letto che dormivano.
l’unico in piedi é un ragazzo tunisino che lo invito a venire in terrazza insieme a noi e li ci racconta che ha fatto diversi lavori dal muratore al commerciante.
Per ultima la dialisi anche qui quasi tutti dormivano, ci fermiamo solamente con una signora mai vista prima, infatti prima veniva a farsi la dialisi nel pomeriggio, ora le resta più comodo la mattina, parliamo di firenze dove in alcuni posti non é tenuta bene e poi non poteva mancare le riflessione sulla bufera di vento e pioggia che si é abbattuta nei gg scorsi a firenze. In questa discussione é coinvolta anche un infermiera che abitava anche lei a firenze.
Salutiamo tutti e ce ne andiamo.
Il turno finisce qui.
Sosta al bar, ritorno agli armadietti per cambiarci , e poi via verso le rispettive macchine ,ma prima un piccola sosta con gomitolo al ns meraviglioso giardino che tra poco ospiterà altre bellissime piante.
Grazie Gomitolo e buone vacanze
un abbraccio a tutti
Spadino

Ott 5, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

10 Agosto 2015

Turno dispari, per me praticamente nuovo.
Arrivo un pò tardi dopo un mega temporalone estivo e trovo nuvola già in sala prelievi. Abbiamo parlato un pò con una ragazza che fa l’attrice, con il suo “tra amico e ragazzo” (per nuvola: ora si dice trombamico… quella figura che sta a mezzo tra amico e ragazzo ufficiale…) che fa il cioccolataio in un’industria dove lavoraro il cacao e con i coumadiniani, in particolare con giovanni, volontario da sempre alla misericordia di firenze, che mi ha chiesto espressamente di salutare primavera!
In dialisi non conoscevo quasi nessuno, apparte la patrizia, con la quale siamo stati a parlare oltre 40 minuti fitto fitto dei suoceri, di expo, delle ferie…
Nelle altre sale abbiamo trovato un omone lungo lungo con cui si parlava della patente, poi bruno che faceva il rappresentante della perugina e bianca, vecchiettina che abita a 100 metri da casa mia e che non avevo mai visto prima.
In psichiatria siamo stati per tutto il tempo solo in una camera, in cui all’inizio le pazienti stavano ognuna da sè e poi hanno iniziato a parlare insieme, fino a ritrovarci con le sedie in cerchio in una chiacchierata generale, coinvolgendo anche l’infermiera. Mi è piaciuto molto come persone che fino ad allora, sebbene accanto di letto, fossero silenziose e non coinvolte con le altre, si siano poi scambiate opinioni sugli innesti degli alberi, sulla guerra e il loro vissuto e siano sembrate interessate sia a condividere le loro esperienze che ad ascoltare quelle delle altre. Il potere del cuore.
Finito il turno, ho vinto un lavorino bellino bellino, quello di aiutare a portare i vasi delle piante dall’ingresso dell’ospedale giù per la rampa con un carrello fino al giardino… meno male che c’era un ragazzo dell’antincendio a darci una mano!
Grazie nuvola per il turno di lunedì, per aver pranzato insieme e per il sollevamento pesi!
Ci vediamo a settembre direttamente al corso…. baci
FT
Ott 5, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

09 Agosto 2015

Io non aggiungo niente se non un grazie a Tarantela e, leggendo il report e la sua intensità, si capisce il perxché del mio grazie…

Nuvola

REPORT TURNO 18.08.15

Ciao a tutti, turno Tarantella e Nuvola:

 

Sala Prelievi: è una sala prelievi semi deserta quella che ci accoglie qualche giorno dopo ferragosto.

Ci fermiamo a parlare con i signori in attesa, Nuvola si ferma da due ciclisti ed io incontro la madre di uno dei due.

E’ una anziana signora di quasi 90 anni, facciamo una lunga chiacchierata, ma – al mio solito – preferisco sia lei a parlare, quindi mi metto seduta e la ascolto incuriosita.

Ha molta voglia di parlare questa bella signora, e lo si evince anche da quello che dice, vive sola e non vuole mai dare fastidio ai figli che hanno le loro famiglie.

Scopriamo di avere una cosa in comune: siamo entrambe molto ansiose, abbiamo mille paure, fra cui quella del buio.

La piacevole chiacchierata viene interrotta dalle urla di un bambino in sala prelievi, Nuvola – che nel frattempo era entrato per assisterlo – mi fa cenno di andare a dare una mano.

Volo anche io all’interno della sala e la scena che mi trovo davanti la descriverei piuttosto tragicomica:

bimbo che si dimena sdraiato sulla poltrona quasi come in preda a un esorcismo, ben due infermieri accovacciati in prossimità del minuscolo braccino, mamma che lo stringe così forte da fargli venire la tosse, una Nuvola completamente sdraiata sul povero piccolo nel tentativo di immobilizzarlo e, due passi più in là, il fratellino minore seduto su una seggiolina con un video-game in mano, completamente indifferente alle urla e a tutto quello che sta succedendo dinanzi a lui.

Nuvola mi chiede di prendere il suo posto e scappa fuori.

Così mi catapulto sul povero bambino che ancora non è riuscito a donare il suo prezioso sangue a quei vampiri degli infermieri.

E’ stata dura vederlo soffrire così tanto, era stremato, non ne poteva veramente più.

Poi finalmente, sangue fu.

Usciamo sollevati dalla sala prelievi e Nuvola ci viene incontro, io pensavo si fosse allontanato perché gli suonava il telefono, in realtà ci racconta della sua emofobia (?!?) non so come definirla, insomma, ci allontaniamo salutando la madre e i fratellini che se ne vanno a fare una bella colazione premio, e ci dirigiamo verso al bar per un caffè volante mentre Nuvola mi racconta le sue disavventure con sangue, vene, e svenimenti vari… che ridere!!!

Psichiatria: al bivio psichiatria-dialisi decidiamo il sentiero della psichiatria, ci accoglie anche qui un reparto semi deserto. Nuvola percorre tutto il corridoio e arriva fino al terrazzino, io mi fermo fra la prima e la seconda camera. Incontro un uomo, per giunta tunisino come il mio babbo, ci mettiamo a parlare perché intuisco che ne ha voglia.

Ci raggiunge anche Nuvola, così parliamo un po’.

Lui ci guarda con il suo sguardo arcigno, duro, sembra quasi un tipo burbero – probabilmente lo è – ma oltre a quello strato così torvo scorgo degli occhi buoni.

Poi, quando Nuvola lo ha fatto ridere sono riuscita perfino a vedere com’era da bambino, sì perché il suo viso ha fatto una smorfietta così ingenua ed innocente, che mi si è riempito il cuore di tenerezza.

La psichiatria è un reparto che ogni volta mi regala significati preziosi.

E’ sempre stato così, ne ho frequentati diversi per via del Servizio Civile che ho fatto e del Tirocinio per l’università, ed ogni volta rimango sbalordita dalle perle di saggezza che mi regalano le persone che incontro.

Il dialogo con quest’uomo non è facile fra i suoi problemi con la lingua ed i farmaci che probabilmente gli rallentano l’eloquio, ma riusciamo comunque a parlare.

Nel discorso ad un certo punto lui mi chiede cosa faccio nella vita e cosa vorrò fare nel futuro.

Gli racconto che studio, ma che non ho la minima idea di cosa farò un domani, perché purtroppo in questo preciso periodo storico non ci sono molte sicurezze per noi studenti che usciamo da un percorso universitario.

Mi interrompe e mi dice che mai, e ripete MAI nella vita bisogna perdere le proprie coordinate,

dobbiamo sempre ricordarci che ognuno di noi è un punto su di un piano cartesiano, ogni punto ha sempre, in qualsiasi momento, almeno due coordinate che lo definiscono, una coppia di numeri reali x,y che lo individuano.

Così anche quando mi sento persa, devo ricordarmi che non lo sono, perché ci sono sempre almeno due coordinate che mi definiscono, possono cambiare, si possono spostare, ma ci sono sempre.

Questo suo discorso è stato come un dono, come se mi avesse regalato un diamante prezioso che in quel momento mi ha illuminato tutto il volto.

Sarei voluta rimanere tutto il giorno in quel reparto, come al solito, ma la dialisi ci aspettava!

Dialisi: la dialisi è segnata da vari incontri, ma quello che vorrei riportare qui, è un concetto che mi ha colpito molto, che è ben evidente in questo reparto, ma che Nuvola è riuscito a sottolineare perfettamente attraverso le sue parole di conforto a due diversi signori:

il problema non è quello che ti succede, un fallimento lavorativo, la morte di una persona cara, la malattia o qualsiasi altra cosa. Questi non sono problemi, questi sono eventi esterni che accadono e che possono accadere a chiunque. Quello che fa si che questi avvenimenti diventino problemi è il modo in cui ci poniamo loro.

La dialisi è un avvenimento, un brutto avvenimento, siamo tutti d’accordo, ma nello stesso reparto, in letti adiacenti, coesistono persone colpite dal medesimo evento esterno, che vivono la vita in due modi completamente diversi.

C’è chi dopo la dialisi dorme tutto il giorno, chi si rimette a lavoro, chi ha sempre lavorato, chi non ne ha mai avuto voglia, chi vive rassegnato lamentandosi della disgrazia subita, chi si rimbocca le maniche e si rimette in piedi malgrado l’invalidità.

Allora cos’è che conta realmente?

Conta la fortuna o la sfortuna che ci capitino certe cose come fare un incidente in macchina, contrarre una brutta malattia, uscire di casa e beccare una tegola in testa?

O contano le risorse che abbiamo, la rete sociale che ci supporta, la forza e la perseveranza che ci caratterizza, i semini che piantiamo nella nostra vita e che poi potranno regalarci frutti meravigliosi di cui potremo godere nonostante gli eventi avversi?

Io credo nella resilienza e credo che il reparto della dialisi sia una limpida rappresentazione di quello che la resilienza fa quando c’è e non fa quando non c’è.

 

Grazie Nuvola per il bel turno.

Grazie Clauni sempre e comunque.

 

Tarantola 🙂

 

Ott 5, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

08 Agosto 2015

Il turno con Spadino e’ stato un buon turno.
In sala prelievi non c’era nessuno per cui ci siamo recati per una sontuosa colazione ai bbarre.
Qui abbaiamo incontrato un nonno che ci ha raccontato di come , purtroppo, sua figlia avesse perduto il bimbo che aspettava.
Pareva , ovviamente non veder l’ora di sfogarsi un po’. Poi  siccome mi avete insegnato l’attenzione, dietro a me in fila alla cassa ho visto una ragazza C. con un musino bianco ed un po’ triste l’ho fatta passare subitamente prima di me per paga’ la colazione, prima che la mi svenisse…
Allora  mi ha raccontato che aveva un problema ad una spalla ma ancora non avevano potuto fare una diagnosi certa.
Con Spadino , conversando ci siamo confrontati, sul problema delle posture , quando si fanno lavori in ufficio…ecc.ecc.
Quando l’abbiamo salutata pareva un po’ sollevata.
Il b. sta era in attesa della seconda bimba…..
Quindi abbiamo conversato anche con lui.
Ci siamo recati in dialisi dopo aver salutato gli infermieri dei prelievi e le impiegate dell’accettazione.
In dialisi siamo stati a chiacchiera con M. che mi ha chiesto a bruciapelo una canzone….dopo di che ci ha raccontato delle sue ferie.
E. ha avuto un arresto cardiaco, aveva una voce flebile flebile, ci ha ringraziati e ci ha rimandati alla prox occasione.Dolce E.
R. mi ha raccontato di del   sogno di un cane che sia  un  “dogo argentino” e gli ho raccontato della mia new entry in the family
Doresi, questa gattina che si trasforma di notte in ninja!!!
Siamo stati a conversare con P.M.che aveva una bella camicia e lui ci ha spiegato che aveva un appuntamento importante.
Lui usualmente sempre scocciato, annoiato comunque due chiacchiere con noi le fa’ e ci saluta sempre cordialmente, dopo…..
Mentre O.aP. lui che non chiacchiera mai e che riposa sempre ci ha voluto raccontare che era stato ricoverato con una febbre altissima e forse un infezione….che stava meglio..
Insomma siamo arrivati tardi in psich.e mentre andavamo avevamo incontrato la S. che ci aveva espresso il suo entusiasmo, poiche’, ci spiegava, era in atto una situazione nella quale il nostro intervento cadeva come il cacio sui maccheroni….
In realta’ con Spadino siamo riusciti ad entrare nella stanza dove c’era una ragazza molto giovane, che pero’ e’ stata chiamata in colloquio dal medico ed allora abbiamo conversato con una signora , sempre nella stessa stanza, che ci ha raccontato di come era stata ricoverata,perche’ al momento dell’arrivo dell’ambulanza rifiutava l’aiuto,  degli accertamenti al cuore fatti con esito, fortunatamente, negativo .
Salutata la signora in corridoio un ragazzo si e’ scusato ma ci ha subito detto che non voleva la nostra compagnia. Arrivati
in terrazza anche il secondo ragazzo ( da noi gia’ conosciuto di cui non mi ricordo il nome e mi scuso) ci ha detto la stessa cosa.
Abbiamo visto che veniva consegnato il pranzo e quindi li abbiamo salutati .
La S. ritrovata  mentre andavamo via ci ha detto che era tentata di telefonarci per avvertirci della necessita’ particolare emersa in questa occasione, ma in realta’ poi non l’ha fatto….E comunque ma in questa occasione ci eravamo dedicati piu’ in dialisi.
Grazie
Saluti
Arancina

Ott 5, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

01 Agosto 2015

Ciao a tutti!!!! Mi sono svegliata con quella sensazione che ormai conosco molto bene….quando la provo quella giornata, di solito, sarà sotto tono…a meno che non faccia uno sforzo notevole e affronti tutto tenendo stretti “i miei pensieri felici” (come dice Peter Pan)….
Trovo fondamentale incontrare il tuo compagno agli armadietti , dove in una frazione di secondi, hai dentro di te TUTTI NOI e puoi partire immergendoti nel mare di m’Illumino….
Grazie Primavera!!!!
Caramella

Oggi è stato un turno sottotono per Primavera, meno male che con me c’erano Caramella e il mitico Geremia! Ci siamo presi a braccetto, fatti forza a vicenda e siamo entrati in sala prelievi.

La sala inizia a ripopolarsi, c’è da aspettare un po’ di più ma nonostante questo incontriamo facce sorridenti. Qualche chiacchiera qua e la, poi ci giriamo e dalla spalla di un babbo vediamo spuntare un ciuccio. E’ quello della piccola Mia, 13 mesi, che deve fare un prelievo. Cerchiamo di farla sorridere un po’ prima che vada su in pediatria per il prelievo.

Saliamo in dialisi, sarà il caldo, sarà la noia ma dormono quasi tutti. Ci fermiamo a salutare Giuseppe, che oggi è contento, gli si legge negli occhi: notizie positive sul fronte salute, tra qualche giorno si parte e si va a trovare la famiglia… E’ un fiume in piena, ci racconta un sacco di cose e noi, forse complice il fatto che non siamo in piena forma, stiamo soprattutto ad ascoltare.

Ultima tappa psichiatria. Solo tre pazienti, uno dorme profondamente, una è dal medico, rimane solo A. ma l’infermiera ci dice che probabilmente non riusciremo a fare gran che, e invece…. Passiamo un bel po’ di tempo a parlare con lui, ci racconta della sua vita, di come sente che l’ospedale lo ha cambiato, lo ha domato come dice lui, ma sta meglio A. lo confermano anche medici e infermieri e alla fine questa è una soddisfazione per tutti. Poi prima di andare via proviamo a passare da N. che è uscita dal colloquio col medico e passiamo con lei un po’ di tempo. Lei ha voglia di stare con noi, lotta contro il sonno e l’intorpidimento che le danno le medicine e ci racconta di se, ci riporta alla sua infanzia e in pochi minuti ci siamo anche noi li a Greve alla mietitura del grano, passiamo vicino al forno che ora non c’è più e sentiamo vivo il profumo del pane fresco appena sfornato……. Ci mandano via perchè arriva il pranzo e mentre ci cambiamo, mentre vado verso casa mi rifrulla nella mente una cosa che ha detto N. mentre eravamo con lei: io avrei tante cose da dire ma nessuno mai vuole ascoltarmi….

Sono contenta di essere stata li con lei sabato e spero che riuscirò sempre ad esserci, con m’illumino o senza, quando qualcuno avrà questo bisogno…..

Un grazie a Caramella, al suo sorriso e alla sua forza, che in questo turno sono stati indispensabili.

Primavera

Ott 5, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments

31 Luglio 2015

Ciao clowni venerdì ho fatto il turno con Nuvola e come la volta scorsa ne sono uscita arricchita.
Abbiamo iniziato dalla sala prelievi in cui ho conversato con un signore molto simpatico di Firenze: mi raccontava della sua vita passata a fare volontariato per la croce rossa, cosa che non può più fare perché troppo anziano; mi raccontava della tipografia che aveva, di quanto le cose prima andassero meglio sul piano lavorativo, della  casa venduta, anzi svenduta, da poco perché ormai troppo grande per lui e sua moglie e dell’eventualità di andare un giorno in una casa di riposo piuttosto che prendere una badante di cui difficilmente si potrebbe fidare visti i tempi che corrono. Noto che c’è molta sfiducia verso gli altri al giorno d’oggi, sembra che nessuno si fidi più del genere umano, nessuno si sente più di fare affidamento sugli altri.
Salutato questo signore ho chiacchierato con un’anziana signora, nata nel 1921, era lì con suo figlio che aspettava di fare delle analisi. Mi ha raccontato che da giovane faceva la contadina, si è sposata molto tardi per l’epoca, a 33 anni, ha conosciuto suo marito mentre era a lavorare con suo fratello in un paese vicino al suo e quando si è sposata questa unione non era ben vista dagli abitanti del suo paese perché il suo compagno non era di lì; mi ha raccontato che nella sua famiglia avevano molti animali: galline, una mucca, capre, maiali e che facevano il formaggio, diceva che quello che faceva lei non era mai buono come quello che facevano suo nonno e sua sorella, che invece avevano la stessa manualità. Mi ha raccontato che le sono morti 2 figli su 3, uno di polmonite e l’altro non se lo ricordava. Mi ha fatto molta tenerezza e mi ha fatto stringere il cuore perché non si ricordava alcune parole dato che non è abituata a parlare con nessuno del suo passato, della sua gioventù. Le ho parlato della vita di mia nonna, di suo fratello morto in guerra e si è commossa perché anche suo fratello è morto in guerra. Si è bloccata un attimo e non sapeva più cosa dire ricordando evidentemente quei momenti tristi e senza speranza, momenti che segnerebbero la vita di chiunque. Mi ha raccontato che il suo matrimonio è stato molto felice, che non è mai stata ricca ma che non le è mai mancato da mangiare e che suo marito era una persona molto umile e buona con lei. Parlare con persone così anziane è sempre emozionante perché ti fanno veramente capire come era diversa la vita prima, come erano diverse le abitudini, la mentalità, così come i valori. C’è un tale divario da 100 anni fa ad oggi che mi porta a domandarmi tra 100 anni dove andremo a finire, quante cose ancora cambieranno in modo così drastico e radicale.
Dopo la sala prelievi siamo andati nel reparto dialisi e alcune persone le avevo già viste mentre altre no. C’era un signore di 60 anni circa che sta facendo la dialisi da 1 mese ed era molto demoralizzato, diceva che la sua vita ormai era finita, che non aveva più prospettive future vista la costrizione di andare 3 volte a settimana tutti i giorni dell’anno a fare la dialisi. Nuvola cercava di fargli capire che ci vogliono un po’ di mesi prima di digerire e accettare la situazione, che la vita non finisce perché si trovano degli ostacoli. Perdersi d’animo sicuramente non è la soluzione giusta,non porta a niente di positivo anche se di ostacoli purtroppo ce ne sono anche di oggettivi: è brutto rendersi conto che in alcuni casi queste persone non possono neanche andare in vacanza perché l’ospedale dove potrebbero andare in zone limitrofe è troppo lontano.
Dopo la dialisi ci siamo avviati in psichiatria e abbiamo parlato, anche se per poco tempo, con una signora molto raffinata che stava per essere dimessa. Era già l’ora di pranzo e siamo usciti dal reparto dopo aver salutato gli altri pochi presenti. Venendo via ci siamo resi conto che il contenitore dei medicinali era pieno fino all’orlo e c’erano anche 4 sacchetti pieni di medicine, così siamo andati in direzione per informare della situazione visto l’alto rischio della presenza di medicine vicino ai reparti e sono stati molto disponibili chiamando subito chi di dovere.
Questo turno è stato molto intenso come il primo, è bello poter parlare con le persone, sentirsi raccontare la propria vita e sono cose che succedono difficilmente perché in altri contesti le persone che non si conoscono non hanno molta voglia di aprirsi e parlare di sé. Mi sono resa conto che fare il clown permette di avvicinarsi alle persone in punta di piedi, senza essere invadenti o inopportuni e questo è bellissimo perché aiuta le persone a stare un pochino meglio, ad annoiarsi meno in un posto che non è così divertente o rilassante ma soprattutto permette di arricchirsi, di sentirsi in minima parte utile.
Un bacio a tutti i clowni,
Pixie
Ott 5, 2015 | Posted by in Blog | 0 comments
Premium Wordpress Themes by UFO Themes