13 Febbraio

Eccoci qua… dopo quasi due anni che non faccio un turno… se devo dirla tutta non ho dormito bene tutta la notte perché ero un po’ agitata, anche preoccupata che tutto andasse bene, che io andassi bene… e invece adesso mi ritrovo qua e mi sento come un bambino che possiede delle braccia troppo piccole per contenere tutti i regali che ha ricevuto in questo meraviglioso turno con Arancina.

-Il primo regalo si chiama FIDUCIA: nella sala prelievi abbiamo conosciuto una ragazza che ha fatto un intervento allo stomaco per dimagrire e mi ha lasciato senza parole per la determinazione e la fiducia con cui guardava la futuro; ci ha raccontato tante sue avventure ma ho ancora in mente il suo sorriso dolce che guarda al domani con tanta speranza e determinazione. In bocca al lupo G.!

-Il secondo regalo si chiama ACCETTAZIONE sempre nella sala prelievi abbiamo chiacchierato con una donna che stava accompagnando i suoi genitori, ormai ottantenni con dei problemi di salute e una demenza senile, e mi ha trasmesso un senso di consapevolezza della situazione che non è facile trovare ma penso che amare una persona sia soprattutto questo: accettare l’altro per quello che è … incondizionatamente senza limitazioni…

-Il terzo regalo sono UNA MANCIATA DI RISATE che abbiamo fatto con un signore e un infermiere nel corridoio che ci hanno raccontato alcuni aneddoti della loro vita

-Il quarto regalo si chiama AMORE PER GLI ANIMALI, in dialisi ho chiacchierato con un signore che mi raccontava la sua passione per i canarini così io gli ho descritto la ciurma di bestioline che frequentano casa mia … è stato un bel momento di condivisione, se ci ripenso mi fa sorridere…

-Il quinto regalo è invece GRATITUDINE e l’ho ricevuto quando ci siamo avvicinate al letto di E., ormai superata la soglia dei novanta con un spirito che fa invidia a chiunque!!!! …Ci ha raccontato della stupenda collaborazione tra figli e nipoti nell’aiutarla perché lei vorrebbe fare tutto da sola ma non ci riesce e vorrebbe che i loro figli e nipoti facessero la loro vita senza prestare troppa attenzione a lei… Un altro momento forte di questa mattina dove l’amore tra genitori- figli-nipoti trasmette davvero qualcosa di magico, una preoccupazione reciproca verso l’altro prima che verso se stessi…

-Il sesto regalo invece si chiama SOGNARE UN FUTURO SERENO ricevuto da una ragazza che si trovava in psichiatria che ha cercato espressamente Arancina per parlarle dei suoi problemi e delle sue avventure che l’anno portata fino a quel reparto in quanto ha avuto una brutta avventura con un cane e la sua padrona…. Nonostante stesse sempre a ripetere quella triste vicenda piano piano ha cominciato con l’aiuto di Arancina a vedere altro… a vedere oltre … e dietro tutto quel rimuginare si nascondeva una donna piena di interessi, voglia di fare e di rimettersi in gioco, mi ha lasciato una bella determinazione pensando a un domani a colori…

L’ultimo regalo invece l’ho ricevuto da Arancina, la mia stupenda tutor che con la sua semplicità e la sua dolcezza mi ha accompagnato in questo primo turno dopo tanto tempo… Devo dire che l’emozione era tanta e tante volte mi prendeva un nodo alla gola a vedere quanto sia magico questo lavoro perché questi gesti di amore gratuiti non si incontrano nella vita di tutti i giorni tanto che quando sono uscita mi sono sentita un po’ in debito con queste persone che senza fare niente mi hanno regalato tanto… Anche Arancina è stata speciale in questo perché mi ha trasmesso una tranquillità che con il mio non sentirmi mai all’altezza delle cose che faccio mi ha permesso di apprezzare a pieno questo turno meraviglioso…

alla prossima…Un abbraccio a tutti

Onda

Feb 15, 2016 | Posted by in Blog | 0 comments

12 Febbraio

Carissimi clauni e amici buongiorno, ecco a voi il report di Arcobaleno, il turno è andato molto bene, ho iniziato io da solo a fare la sala prelievi perché Arcobaleno prima del turno deve portare suo figlio a scuola. Sala prelievi affollata ma non troppo, c’è stato modo di parlare con tante persone e di tanti argomenti, la cosa che mi piace tanto della sala prelievi è che ogni volta noi clauni facciamo da apripista e poi le persone inziano a dialogare tra di loro, allora mi sposto più avanti e ricomincio con altre persone, alla fine tutti parlano con tutti e io esco sereno, quelli del coumadin invece che incontriamo spesso sanno già parlare da soli e li trovo già a parlare quando arrivo, diciamo io mi inserisco ma mi piace soprattutto quando sto parlando con qualcuno e da dietro entra una persona che mi conosce, magari io non l’ho visto entrare e allora mi salutano loro dandomi un colpetto sulla spalla, una carezza e una signora tutte le volte che mi vede mi saluta battendomi la borsa sul sedere da dietro e poi ride, è una signora che ha perso sia il marito che un figlio e ci ho parlato una vota diversi mesi fa e piangeva tanto, adesso mi vede, mi saluta e sorride, certamente il dolore c’è sempre e non le passerà mai, ma è bello vedere che persone con cui abbiamo affrontato argomenti tristi ti ricordano con gioia e sorridono quando ti vedono.

In psichiatria abbiamo trovato L. che è entrato in argomenti suoi abbastanza personali e pesanti e ha messo me e soprattutto Arcobaleno in difficoltà parlando del sesso , aveva un modo di fare a tratti strano e almeno un paio di volte sono dovuto intervenire con maggior fermezza per cambiare discorso e gestire la cosa, ma diciamo che l’esperienza in questi casi aiuta a glissare, cambiare argomento e non aver paura di dire che certe cose non van bene senza temere di offendere nessuno. Vi lascio adesso al report di Arcobaleno.

Nuvola

Buongiorno a tutti. Sto cominciando a sbloccarmi. All’inizio ero più concentrata al non far errori adesso ho visto più in profondità senza pensare alle mie difficoltà ma calarmi in quelle degli altri. Ho ascoltato le parole di Nuvola, l’aiuto che da agli altri. Quel buttare un’ancora come ripartenza. Confermo che il reparto psichiatria da tanto. Ho avuto anche l’insegnamento che se si entra in argomenti scottanti e’ meglio allontanarsi. Un Clown non e’ ne’ maschio ne’ femmina, ne bimbo me adulto. Un clown e’ un clown. E’ un sorriso. L’esperienza di L. uomo affermato mi ha fatto capire che tutti potremmo cadere nei tranelli della vita.

 

Arcobaleno

Feb 15, 2016 | Posted by in Blog | 0 comments

6 Febbraio

Difficile descrivere a parole l’emozioni che ho provato in questo turno con caramella. Un susseguirsi di stati d’animo, dalla gioia delle future mamme alla tristezza di un uomo anziano il quale comincia a raccontarmi la storia della sua vita. In dialisi troviamo quasi un clima di ” festa”, vediamo i pazienti della prima camera che scherzano con l’infermieri in primis G., anche A. che ultimamente  dormiva sempre ,ora l’ho trovata molto sorridente e in vena di scherzare per non parlare di W. che sta decisamente meglio rispetto a quando è venuta. E’ stato molto bello constatare il progresso di miglioramento delle persone. L’emozione forte è stata in psichiatria con MG che grazie alla musica si è sciolta in un pianto liberatorio. Su questo ve ne parlerà più approfonditamente Caramella nel suo report. Il bello è che anche nell’intervallo tra un reparto e un altro trovavamo sempre persone con cui parlare e incoraggiare e ricevevamo affetto ovunque. Avevo voglia di abbracciare tutti e ho percepito che lo spirito di m’illumino sta  contagiando sempre più ogni angolo dell’ospedale.

Un abbraccio forte

Spadino

……su suggerimento di un infermiere di radiologia che, casualmente, abbiamo incontrato inizio turno e fine turno e con il quale abbiamo parlato del nostro operato in ospedale daremo un titolo a questo sabato:

“il gioco dell’amore e del caso”

Ciao a tutti!!! Sono state ore intense dove veramente abbiamo giocato, amato, se per amare intendiamo lasciar andare il nostro cuore facendolo vibrare di intense emozioni…infine niente è venuto a caso ma tutto sembrava avesse un filo conduttore. La sala prelievi non era molto affollata ma abbiamo trovato un gruppetto di mamme in dolce attesa con le quali abbiamo parlato a lungo e fatto qualche piccolo gioco scherzando sulle sorti che derivano dal dare un nome piuttosto che un altro a un bambino……la spontaneità di Spadino é sempre tanto bella e ricca. Durante il percorso verso la psichiatria abbiamo fatto diverse fermate con persone desiderose e curiose di condividere momenti con noi: Al bar e lungo i corridoi ….veramente piccole collezioni di attimi da custodire con cura. La psichiatria, dove inizialmente sembrava luogo da uscire immediatamente, ci ha riservato grandi sorprese e momenti preziosi….. Ci siamo soffermati nella stanza di M.G. la quale, come il sabato precedente non dava segnale….ho messo nuovamente una canzone dal telefono e ancora una volta le lacrime hanno rigato copiosamente quel viso quasi sconfitto dalla sofferenza…….questa volta abbiamo insistito e forse quel tremito alle mani sembrava diminuire per lasciare spazio ad un’emotività a lungo trattenuta……nel frattempo D. una giovane ragazza faceva discorsi senza senso e girava nelle altre stanze rubacchiando un po’ di merendine e succhi…… Ci sentivamo un po’ scossi e pronti ad uscire ma come poter rinunciare a balli con musica Afro insieme ad O.? É stato prezioso perché Spadino ed io attraverso questi balli abbiamo ritrovato il gioco e il giusto sorriso per continuare il nostro viaggio…..Nel reparto di dialisi grande festa e sintonia nella prima stanza tra pazienti, infermieri e noi prendendo spunto dal fischio che avevo al collo per richiamare un’infermiera un po’ tanto gobba ( tifosa juventina). Nel resto delle stanze abbiamo potuto interagire poco perché iniziavano a staccare e medicare però ho mantenuto la promessa fatta a R……al di fuori della stanza gli ho suonato una canzone di Battisti che ha apprezzato e la cosa bella è stata che l’infermiera all’interno della stanza faceva da tramite nel dialogo tra me e lui… Trovo sia veramente magica la sintonia che si sta sempre più consolidando tra personale e noi attraverso piccole grandi cose che ogni volta nascono lasciandoci sul momento stupiti e poi arricchiti e belli carichi per la prossima volta…. Vero Spadino? La stanchezza iniziale portata agli armadietti ha fatto spazio alla voglia di fare un prossimo turno con nuovi volti e nuove avventure…. Grazie magico Tutor Spadino e grazie a tutti voi per l’ascolto e la vostra immaginazione perché se fate come me, quando leggo un report vi vedo all’interno dell’ospedale e sorrido mentre vi mando un abbraccio….

Caramella

 

Feb 15, 2016 | Posted by in Blog | 0 comments

30 Gennaio

Vi lascio subito al bellissimo report di caramella, volevo solo sottolineare il fatto come la musica possa trasformare lo stato di una persona, questo è successo in psichiatria con una persona chiusa dalla sofferenza, al momento in cui caramella a tirato fuori il flauto e ha incominciato  a intonare le note di una famosa canzone, M.G ha incominciato a lentamente a dire le parole di quella canzone, fino a emozionarsi

cosi tanto alle parole di una canzone messa su youtube.

Questa cosa mi ha colpito molto.

Questo é il potere straordinario della musica.  Grazie infinite caramella.

E ora godetevi il suo report

Spadino

 

” ……ed è soltanto sulle note di una canzone d’amore che quel corpo si abbandona lasciando spazio a quelle lacrime, forse trattenute da tanto, troppo tempo…..”

Qualche volta  un’emozione lasciata andare riesce a sciogliere piccoli, grandi nodi…

” Capire tu non puoi,

tu chiamale se vuoi..

EMOZIONI…

Ciao a tutti miei compagni di viaggio dal naso rosso !!! Vi confesso che dopo un mese che non facevo un turno ne sentivo la mancanza… Turno piuttosto tranquillo iniziato con una sala prelievi poco affollata ma accogliente….. Gli anziani rappresentano grandi fondamenta in questo luogo perché tanta é la loro voglia di raccontare piccoli aneddoti del loro passato quasi a dimostrazione del fatto che anche se noi riusciamo a vedere un corpo ormai stanco e forse rassegnato, quello che c’è dentro é tanto e molto prezioso…..come la sig. Maria di ben 90 anni portati da dieci e lode con una testa super brillante. Si è formata la coppia Pietro / Piero (Spadino) che hanno fatto la gara a chi era più alto (o più basso..non so) e il grande Spadino si è cimentato in un piccolo gioco di magia  che ha coinvolto alcune signore intorno a noi…. Il fatto di essere in due durante un turno non è a caso….é importante perché si crea sempre un sostegno, una spalla, oltre al fatto che durante i tragitti per raggiungere i reparti, se non troviamo persone da coinvolgere, scambiamo due chiacchiere fondamentali per una conoscenza maggiore della coppia clauna. In dialisi sono felice di ritrovare un P. dei vecchi tempi che subito si cimenta in sue vecchie e un po’ pesanti battute ma segno evidente che sta meglio…un R. un po’ mesto ma la sua dolcezza é infinita…..gli tengo la mano e parliamo di diverse cose descrivendo l’oggetto con il quale gli mando un bacino un po’ ventoso: una bocca di plastica che suona leggermente soffiandoci dentro….lo lascio con la promessa che la prossima volta gli suonerò una canzone di Battisti a flauto…..aiuto!!!!

Coinvolgendo il personale, qualche volta, trasciniamo l’intera stanza ed ecco che le bolle fatte alla meravigliosa I. muovono la stanza e si scattano foto con bolle ovunque e strani occhiali da inviare ai figli…..Spadino da buon tutor mi richiama per raggiungere psichiatria….il tempo vola!!! In questo luogo dove entriamo in punta di piedi o con il piede a noi non consono ci sono diverse persone….tranquille ma senza tanta voglia di interagire con noi, tanto é vero che nel terrazzino ci viene detto esplicitamente di non avere voglia.. Ci avviciniamo a M.G. che presta attenzione soltanto quando faccio qualche nota con il flauto e in seguito metto una canzone dal telefono….per la paura che fosse troppa l’emozione, date le sue lacrime, spengo tutto e lasciandole la mano la lascio riposare tranquilla..nel frattempo Spadino parla con gran cuore con altre persone già conosciute…. L’arrivo del pranzo é sempre troppo in anticipo e ancora una volta il tempo vola……..

Scendiamo le scale a braccetto cercando di lasciare, scalino per scalino un bagaglio, forse pesante ma che, ancora una volta, ha riempito noi stessi di gratitudine e forza…..

Grazie Spadino per la tua vicinanza e grande spontaneità….

Un abbraccio a tutti voi…

Caramella

Feb 15, 2016 | Posted by in Blog | 0 comments

29 Gennaio

Cari clauni e amici buongiorno, scusate il ritardo nell’invio. Venerdì 29 Gennaio turno ancora in solitaria, tutto sommato è stato un turno tranquillo con poco di eclatante da segnalare, sala prelievi tranquilla, a loro poi a fine turno ho consegnato le due scatole di materiali che ci aveva regalato Stefano dell’Alcas per poterli dare come premio ai bambini che si fanno il prelievo.

Dialisi abbastanza tranquilla, unica nota particolare è che una persona che conosco da tempo si è aperto un poco in più del solito e si è fatto consigliare su come affrontare meglio alcune privazioni (come ad esempio quella del bere perché chi fa dialisi può bere pochissimo ed è una cosa fastidiosa), dare anche questo tipo di indicazioni è importante, noi parliamo con quasi tutti e alla fine son tante persone e fra di loro c’è qualcuno che ha avuto buone idee per affrontare meglio le cose e magari una persona non lo sa perché non lo conosce, perché viene nei turni dispari e l’altro nei pari o semplicemente perché non hanno mai parlato di queste cose, quindi per noi far passare informazioni buone da un paziente all’altro è un’ottima cosa (però verificate sempre coi medici se la cosa è buona davvero prima di diffonderla sennò fate più danni della grandine e MAI DEVE ESSERE UNA COSA CHE RIGUARDA LE MEDICINE). Un piccolo esempio è quello di suggerire di succhiare un cubetto di ghiaccio, che rinfresca più a lungo di un bicchiere d’acqua e contiene molta meno acqua, con un bicchiere solo si posson fare diversi cubetti e assumere così meno liquidi nella giornata, oppure far notare a chi porta troppo liquido e non sa perché che un paziente ha fatto caso che 80 grammi di pasta da crudo una volta cotti pesano 180 grammi circa, e quindi prendi 100 grammi di acqua mangiandola, sembra una cosa ovvia ma non tutti ci pensano che la pasta contiene acqua, per dire.

Psichiatria molto tranquilla, ho accompagnato una signora al bar per un caffè (anche questa cosa va fatta solo dopo averla chiesta ai medici o agli infermieri OGNI VOLTA ANCHE SE ABBIAMO GIA’ PORTATO GIU’ LA PAZIENTE LA VOLTA PRIMA perché le giornate non son sempre uguali e perché le terapie posson cambiare, siamo elastici, attenti e osserviamo bene tutto). Penso sia tutto

 

Nuvola

Feb 15, 2016 | Posted by in Blog | 0 comments

23 Gennaio

Dopo diversi mesi per non dire un anno che non faccio un turno, arrivo puntuale agli armadietti, con quel pizzicorino di agitazione dentro che provi al primo turno…. Dopo poco arriva arancina, sconvolta per una scampata rissa in macchina…..

Sala prelievi quasi vuota, qualche indicazione a chi attende il proprio numero e aveva difficoltà a capire quanti numeri aveva avanti…. Parliamo con una zia e una nipote che chiedono notizie di M’illumino e di come poterci contattare e incontrare..

Sosta al bar e lì incontriamo una dolcissima signora di soli 91 anni che, accompagnata dal figlio, era stata a fare una medicazione.. Si apre molto, ci racconta della sua famiglia, dei 12 fratelli, di come a 7 anni si é fortemente bruciata con il paiolo ed il fuoco, perdendo gran parte dei capelli..

Ripartiamo direzione Psichiatria, e troviamo nel corridoio Serena che stava accompagnando 4 pazienti alla macchinetta del caffè, ci chiede di aiutarla a gestire la situazione.. Preso il caffè rientriamo con loro in reparto… Ci viene chiesto di provare ad interagire con F., in punta di piedi entro da sola nella sua stanza e cerco di parlare con lui… Lo vedo molto in difficoltà, quindi decido di salutarlo e raggiungere Arancina nella saletta in fondo e le chiedo di provarci lei… Nel frattempo iniziamo un momento di aggregazione davvero bello… Sole donne a chiacchiera, a turno parlavano con noi raccontandoci le loro storie, si vedeva davvero il piacere nei loro occhi di averci lì….. Abbiamo riso e parlato di tutto un po’ con loro… In un battibaleno sono arrivate le 12 e le abbiamo salutate con abbracci Clauni, di quelli veri…

Grazie Arancina, bel turno e belle persone.

Pallina

Feb 15, 2016 | Posted by in Blog | 0 comments

22 Gennaio

Buongiorno a tutti clauni e amici, il turno di ieri è stato un turno in solitaria, Nuvola con Nuvola, turno bello e particolare, in sala prelievi ho trovato un paio di persone anziane che fanno il coumadin e che conosco da diverso tempo e con le quali si parla sempre bene, abbiamo parlato della guerra, di quanto questa esperienza che a noi sembra tanto lontana nel tempo sia invece così viva e presente nei ricordi e nelle scelte delle persone più anziane che se la sono vissuta e che sentono l’impellenza di raccontarcela sempre, questa cosa è importante rammentarsela perché la memoria evita di ripetere le stesse cose, ma noi non abbiamo memoria e ripetiamo all’infinito le stesse scelte stupide, ancora non riusciamo a trovare una valida alternativa a quella di ammazzare chi ci da fastidio. Una cosa invece molto bella, che solo chi ha la pazienza di ascoltare gli anziani può percepire, è il racconto di questo signore che , dopo aver parlato della guerra, mi ha raccontato di lui e sua moglie, della loro passione del ballo e del fatto che lei adesso non sta più tanto bene, non capisce tutto e non cammina bene, ma lui ogni giorno, ogni giorno davvero (e mentre lo raccontava era felice, lo si leggeva nei suoi occhi) mette non so quale canale televisivo che fa vedere le orchestre romagnole che cantano canzoni per ballare e lui ogni giorno nel pomeriggio alza sua moglie da letto, la porta in salotto e la fa ballare 10 minuti, e poi aggiunge, lei non ce la fa ma la sorreggo io, l’ho trovato davvero un bel modo di invecchiare, accanto a lui c’è una signora anziana che aggiunge: anche mio marito non c’è più con la testa e è allettato…ma è vivo, non è poco, a me basta e va bene anche così. Accanto e intorno a noi persone che aspettano il llro turno per togliersi il sangue o consegnare campioni da analizzare ci guardano come un regalo mentre aspettano, e in effetti quando parliamo cuore a cuore siamo un regalo per chi ha la fortuna o la pazienza di dedicarci un poco di tempo.

In psichiatria trovo ancora la signora che ha perso il figlio e accanto a lei una giovane donna che l’altra volta era spenta oggi è accesa, la signora che ho incoraggiato l’altra volta sta meglio, non bene ma meglio, mi vede, mi abbraccia e ritorniamo indietro di una settimana in un secondo, lei mi guarda e mi chiede: tu come stai? Come hai passato la settimana? E allora mi siedo e mi racconto apprezzando che in un posto così si confonda chi aiuta e chi è aiutato, siamo solo persone davanti uno all’altra che parlano. Stavolta il lavoro si concentra con la giovane donna che è stata ripetutamente trattata male dal marito e picchiata (stranamente arriviamo al discorso parlando della sala prelievi e dei signori che ballano in salotto, le cose sono unite se riusciamo a trovarne il filo), la incoraggio a opporsi a queste cose, anche lo psichiatra l’ha messa in contatto con delle realtà sul territorio che possono aiutarla e la signora accanto le da riferimenti, indirizzi e ascolto, tutti insieme le diciamo che è bella, che lei vale e che deve amarsi per prima nonostante sia difficile, quando vado via la guardo e le chiedo: Tu come sei? E lei risponde: Bella…lavoro fatto per oggi

 

Passo alla dialisi ma siccome la vita è vita e le storie son storie mi intrattengo con una cara amica a parlare dello stesso argomento del trattar male le donne, ci analizziamoa vicenda e vediamo che siamo tutti su un leggero filo…

 

passo velocissimo in dialisi perché è quasi mezzogiorno, oggi devo dedicare loro meno tempo del solito.

 

Nuvola

Feb 15, 2016 | Posted by in Blog | 0 comments

16 Gennaio

Le mani fredde

hanno il calore

di un camino acceso,

ti danno l’abbraccio

negato dalla quotidianità.

 

Lo sguardo,

perso nella stanza,

non impedisce l’incontro immediato

e di riconoscerci ancor prima di chiedere

“come stai Romano”?

 

Un po’ di parole sui nostri giorni sospesi

non sono altro che il ponte

per distogliersi da quel giro di sangue

e iniziare questo piccolo viaggio assieme

fatto di parole, silenzi e qualche antica carezza…

 

“Mi fai Fabrizio”?

 

Il cambio agli armadietti, il naso rosso, qualche magia e palloncini nella borsa, la piccola chitarra e mi avvio per a salire le scale cercando di essere anche la spalla di me stesso.

La sala prelievi non è piena e molti sguardi sono chiusi e calano verso il pavimento o un giornale. Qualche saluto, un breve gioco con un bambino e mi fermo con una anziana signora, accompagnata da sua figlia, che deve fare dei controlli per una brutta infezione alla gamba. Non è un caso che con loro ci troviamo a parlare di assistenza agli anziani, ai familiari malati o infermi e di un sistema che scarica quasi esclusivamente sulle famiglie questo peso: il peso e la gioia di “prendersi cura” dell’altro… Un bacio di saluto alla anziana signora e mi soffermo con una giovane coppia “in attesa”:  solo 3 mesi, ma il bambino si fa ben notare dalla pancia…. Anche qui un po’ di parole e qualche gioco soprattutto con il padre per prepararlo a quella che spero sarà una parte importante del rapporto con il figlio. Quando sono entrato nella sala prelievi hi pensato “Mah! Qui da come si mette la situazione va a finire che finisco il turno un’ora prima”!…. invece alla fine il tempo mancherà e gli incontri saranno veramente tanti.

Un saluto agli amici del bar e passando mi trovo a soffermarmi ala sala di aspetto di cardiologia con 8-9 bambini che  cercano di far passare il loro tempo accanto ai genitori. Iniziato qualche gioco con loro il primo sguardo sorridente è quello dei genitori ed in particolare del padre di una bambina dolcissima e timida che nascondendosi dietro il velo dei suoi occhioni inizia a sorridere senza voler mai dire il suo nome. Qualche bambino più scatenato da tenere a bada, ma alla fine tutti sono  coinvolti nel gioco;  dopo un po’ di minuti li lascio a malincuore per recarmi verso il reparto dialisi. Oggi molte parole con tanti, al contatto con i primi anche gli altri si svegliano piano piano dal torpore e iniziano a cercarti. Oggi Pasticca si deve davvero dividere davvero in tante pasticche per dare retta a tutti. Qualche scherzo  d’amore e gelosia con Mirella, con la quale scopriamo qualche nuovo vecchio pezzo di repertorio musicale. La cosa più bella è quando l’arcigna Eleonora inizia a cantare anche lei: la musica ha questo potere di passare i nostri tanti livelli di corazza e andare direttamente all’anima. Anna e Giuseppe danno man forte e, nonostante il primato in classifica del Napoli,  Giuseppe partecipa anche al coro di “alè Fiorentina”…..

Da solo il tempo decuplica per dar conto a tutti e alle richieste di relazione, mi dirigo così nella stanza di Paolo, Vanda, Sabrina e Romano: mi fa piacere vedere Paolo più in forma dopo molti mesi veramente giù, ma dopo un po’ di buone parole lo lascio a seguire Focus con le sue cuffie e mi trattengo con Sabrina, Romano e questa volta anche con Vanda. Oggi però non chiedevano attenzione  solo i malati, ma anche il personale si trova ad aprirsi a qualche ferita e difficoltà e anche questo merita il suo tempo. Positivo che alla fine anche qui l’umore e la disposizione dello stato d’animo cambi: quel poco che possiamo fare. Bello vedere tante spille di M’illumino attaccate sulle giacche degli infermieri. Segno di una condivisione di ciò che stiamo facendo.

Scendendo le scale incontro Ezio con sua figlia (una signora, non una bambina) che quando mi vede fa: “ci vorreste voi per farla sorridere un po’, non ride mai”!… Lei i guarda con lo sguardo di chi ti dice “non fatemi perdere tempo, tanto non serve a niente”!…. Allora saluto Ezio con affetto e prima di lasciarlo gli fo suonare la pancia col trucco degno dei grandi maghi! Sonora risata della figlia che lo sfotte un po’ e me ne vado verso psichiatria con questi sorrisi in sottofondo. L’entrata in psichiatria sembra di quelle “vuoto attorno a me”. Mi fermo nella stanza di una ragazza di pochissime parole, appoggio gli “strumenti” e le chiedo il permesso di soffermarmi con lei. Lei risponde a monosillabi ma col sorriso e quindi proviamo a stabilire un dialogo. Dopo un po’ arriva la signora “ballerina” che avevamo incontrato anche la vigilia di Natale. Allora sfruttando la sua maggiore energia coinvolgiamo l’altra persona in qualche piccola magia che le permette, attraverso  lo stupore, di scaldare i cuori e della possibilità di crederci in cose che a volte sembrano irraggiungibili o difficili. Entra in stanza anche O. ed è bello e positivo come gli stessi pazienti facciano da tramite verso gli altri, stringano una migliore relazione fra loro. Il gioco del sacco scambio che passa per l’abbraccio, anche se fatto con grande cautela n questa situazione, dà un grande risultato fra loro e permette di coinvolgere anche il personale che, all’inizio viene preso un po’ di mira nel gioco e poi viene istruito proprio dai pazienti.  E’ bello e più facile per tutti andare a pranzo con un po’ di buon umore e anche il personale apprezza. Prima di andar via la sig.ra amante  del ballo e della musica chiede espressamente se è possibile tornare a fare qualcosa con loro e un piccolo spettacolino visto che la settimana prossima dovrebbe andar via. Le prometto che parleremo di questo e che comunque ci saranno altri  turni. Con la responsabile del reparto ci soffermiamo a parlare di quanto sarebbe bello, anche se non facile, organizzare qualcosa del genere, come ipotizzato nella bozza di progetto con loro, qualcosa cha faccia da ponte e filo di continuità fra la degenza e l’inserimento in altre strutture, centri diurni o il ritorno in famiglia. Bello pensarci fra le difficoltà del tema e delle risorse necessarie per sostenerlo.

 

Poso la chitarra, mi cambio. Il freddo è fuori non dentro….

 

Pasticca

Feb 15, 2016 | Posted by in Blog | 0 comments

15 Gennaio

 

Buongiorno cari clauni e amici, oggi Barbara (Arcobaleno) ha iniziato il suo percorso clauno facendo il suo primo turno in ospedale, era già stata a consegnare i regali il 24 dicembre ma non era un turno vero e proprio per cui oggi è stato il suo inizio. Per me è stato un turno particolare perché l’argomento di oggi era la morte (che poi a dirla tutta sarebbe anche il mio argomento preferito durante i turni) , un argomento apparentemente triste e difficile, in realtà è solo un poco difficile ma triste no se lo si sa prendere nella maniera giusta, i n realtà è un argomento che ti permette di andare davvero in profondo con le persone e parlare davvero delle cose complesse della vita e conoscerle bene in poco tempo, a me insomma piace affrontare queste cose e così parlo della morte in sala prelievi, oggi ho lavorato esclusivamente con due signori anziani marito e moglie, splendidi che mi hanno impegnato per oltre un ora, un dialogo bello , sincero e aperto, poi arriva Barbara, andiamo in psichiatria e qui una signora ricoverata perché le è morto il figlio poco piu che quarantenne, e altra ora a parlare della morte, a trovare soluzioni e metodi per soffrire meno e comprendere un poco in più, la conclusione è che la morte fa paura solo perché non la conosciamo, e non la conosciamo perché ci rifiutiamo sempre di parlarne in una sorta di esorcizzazione, in realtà sappiate che la morte arriverà alla fine per tutti noi e la cosa migliore da fare è conoscerla per affrontarla nella maniera giusta, è molto importante come moriamo e per farlo bene va conosciuta, diciamo che la morte è come un esame molto importante e agli esami ci si prepara studiando e non facendo finta che non esistano. Con questa signora siamo giunti alla conclusione (per la prima volta in tanti anni di dialogo con gli altri per quello che mi riguarda) che la morte non è né esistenza né non esistenza, è come la mente, non possiamo dire che c’è perché non la tocchiamo ma non possiamo nemmeno dire che non esiste perché percepiamo i nostri pensieri che la attraversano continuamente (questa è la spiegazione in breve della mente data dal buddismo per far capire cosa vuol dire che la realtà di tutte le cose è la via di mezzo) e se questo è vero allora potremmo dire che la morte e la vita sono esse stesse né esistenza né non esistenza, che a volte serve per fare il nostro percorso di vita che le persone a noi care siano presenti e altre volte che non lo siano, ma restano comunque entità a noi vicine, cambia in realtà solo la storia della presenza fisica, che è uno degli aspetti della persone ma non il tutto…son discorsi complessi per mail e scritti ma penso davvero che la signora abbia percepito la morte del figlio in maniera diversa perché è successo quella magia che a volte accade (a dire il vero a me abbastanza spesso se sono in forma) che dentro di te senti di aver risolto una cosa e aver fornito una spiegazione logica e accettabile del problema, di aver eseguito bene l’esercizio del ribaltamento del pensiero e illuminato ilproblema da dietro, da quella parte che raramente vediamo, appunt la vera via di mezzo che è la realtà ultima di tutte le cose, e allora lo spirito vola alto, senti che il clown ha un senso, essere là ha un senso per lei e per te, ad un certo punto eravamo in quella camera ma in realtà eravamo in una sorte di realtà parallela e eravamo uno davanti all’altra e quando, senza neanche sapere da dove usciva quel pensiero, vedi? Adesso siamo io e te, accanto a te c’è tuo figlio e accanto a me mia nonna e si stanno parlando, e stanno guardando noi con comprensione, ci dicono che son qua come essenza e energia perché non so dove va a finire ma so per certo che l’energia non si può distruggere, ci siamo guardati, abbracciati, salutati e avevamo risolto. Vi lascio al report di Arcobaleno.

 

Nuvola

 

Buonasera a tutti fratellini clauni….

 

Oggi è stato il mio primo turno in reparto con Nuvola. Mi ha chiesto di lasciare un pensiero sull’esperienza…. Anche solo 3 righe mi ha detto….. impossibile…..Ci vorrebbe un libro per esprimere l’emozione dal momento che sono arrivata. Ascoltare le parole di Federico con i pazienti, l’amicizia e tanto amore…. Lo guardavo e ne carpivo i messaggi…. Tanti, belli e molto concreti…. L’esperienza per me più forte nel reparto psichiatria…Sono stata accolta da un abbraccio da chi si ricordava delle cantate fatte per Natale…Nuvola poi è rimasto con una paziente ed io tra chiacchiere ed abbracci ad un certo punto ero circondata da 5 pazienti. Abbiamo parlato, cantato e ballato…. Ed ancora parlato. Anche un paziente un po’ ombroso si è girato verso di me e gli ho detto che aveva degli occhi verdi bellissimi e si è illuminato con un bellissimo sorriso…

Ho vissuto la loro solitudine e la loro voglia di non stare più soli tant’è che non riuscivo a staccarmene e sarei voluta rimanere. Non me lo aspettavo francamente….. Ed è stato bellissimo.

 

Feb 15, 2016 | Posted by in Blog | 0 comments
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