24 Febbraio 2018

 Quello di oggi con Andrea, Pan, è stato un turno bello denso, nel quale abbiamo anche avuto l’opportunità di conoscerci meglio, confrontandoci rispetto alle esperienze di vita, di viaggio, di lavoro. Il primo posto in cui siamo stati è stato il centro sangue di Ponte a Niccheri, la nuova locazione della sala prelievi. Da principio c’era un po’ di caos, perché dalla notte i computer avevano smesso di funzionare, causando un allungamento dei tempi d’attesa e la conseguente perdita di pazienta di alcune persone. Ad accoglierci c’è stato Gianni, l’addetto che gestisce la sala, pregandoci di fare qualche “magia” per aiutarlo a provare a gestire meglio la situazione, così Pan ha tirato fuori gli attrezzi del mestiere facendo divertire una bimba inizialmente timida ed i suoi genitori. Nel frattempo ho parlato con A. e L., una coppia che aspettava da più di un’ora per poter fare le analisi, e mi hanno detto che hanno una figlia che si è trasferita da qualche anno a Dublino, così abbiamo approfittato del discorso per parlare della birra Guinness. Poi è arrivata un’altra bambina, S., accompagnata dai genitori, C. e C., e mentre le facevo un disegno, Pan le faceva la magia del fazzoletto rosso. Siamo stati con una famiglia marocchina-berberina: M. accompagnava i genitori anziani e tutti e tre erano lì per le analisi; è stato un breve utile momento di scambio culturale e Pan, essendo stato in Palestina, ha tirato fuori le parole arabe che conosceva (gentilmente una volta finito il turno mi ha spiegato che per rispetto del loro costume sarebbe meglio evitare di essere entranti e avere contatti fisici con le donne arabe anziane). Infine abbiamo parlato con un signore appassionato di pesca e con un signore super tifoso juventino. A mio parere il centro sangue – era la prima volta che ci andavo – ti offre un’opportunità di contatto differente rispetto alle altre zone che visitiamo all’interno di Ponte a Niccheri: pensando magari alle visite in dialisi, che ti permettono di creare legami duraturi perché c’è la possibilità di vedere le stesse persone e gli stessi volti, le visite in sala prelievi, invece, creano delle brevi confidenze che comunque ti rinfrancano, ed anche riuscire a regalare un sorriso ad una persona alla quale di lì a poco verrà messo un ago in vena è una bella sensazione. Dopo aver giocato con dei bambini nella sala d’attesa del piano terra siamo saliti in dialisi. Con mio piacere ho ritrovato M. una donna dalla forza increbidile che nonostante la recente perdita del marito ed i vari problemi di salute, trasmette dagli occhi forte attaccamento alla vita e forte gioia; abbiamo parlato dei suoi nipoti della sua adolescenza e che nella vita è importante viaggiare per vedere nuovi orizzonti, ampliare le nostre conoscenze e capire che le differenze non sono una preoccupazione ma una possibilità che andrebbe colta. Ho ritrovato pure J., la signora filippina sempre sorridente e nella stanza a fianco ho parlato un po’ con M. che però era molto provato e con B., una signora sorridente a cui piace molto la musica (è una “sorcina” come mia mamma) e mi ha parlato con molto entusiasmo di sua figlia J. che sta frequentando il penultimo anno dell’Elsa Morante e che adesso sta facendo uno stage.

La psichiatria invece c’ha accolto con 3 tre G + 1 con le quali abbiam parlato di lavoro, vita, libri ma soprattutto di lampredotto! E’ stato un intervento quello in psichiatria molto tranquillo.

Un abbraccio a tutti quanti.

Scamerita & Pan

 

Feb 2, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

17 Febbraio 2018

 Mattina che inizia con una buona energia da parte di entrambe sulle note di un meraviglioso Barry White nel nostro percorso in macchina.
In sala prelievi siamo accolte a grandi mani da colui, non ricordo il nome, che ci chiede se gentilmente possiamo iniziare il nostro turno alle 8.30 perché in quella palazzina la mattinata si conclude prima e il bisogno della nostra presenza è tanto, soprattutto per gli anziani.Il nostro intervento infatti, data l’ora, è stato rivolto alle persone che attendevano il prelievo per la donazione ed è stato un vero divertimento coinvolgere una giovane coppia con una allegra gag improvvisata sul momento.Nel corso di tutto ciò si sono coinvolte le altre persone presenti e ad un certo punto una signora americana a iniziato a cantare in inglese ai due giovani.
Questo intervento ha rafforzato la nostra energia tanto è vero che, andando verso la dialisi, ci siamo fermate spontaneamente davanti all’ambulatorio di cardiologia e da un palloncino a forma di fiore è nata la storia di una principessa nei confronti di una timida bambina che era là con i genitori in attesa…da questo si è creato un coinvolgimento delle altre persone e ci siamo divertite tantissimo con cavalieri e principesse adulte, con cuori donati e nomi da indovinare.
In dialisi molti dormivano ma non abbiamo mollato…pensando a Nuvola, Arancina ha letto Urlapicchio ed io l’ho accompagnata, sulle note, senza note, con l’armonica a bocca, con gran finale del nostro caro vecchio Lonfo.
La nostra M. ci accoglie sempre con grande affetto assieme a J.
Abbiamo organizzato il pranzo imminente alla trattoria “dalla zia di Soffiano”con il grande cuoco Umbe che ci avrebbe preparato un pranzo luculliano e cena di avanzi….in tutto questo gioco il caro infermiere P. ha partecipato con allegria…Felici e contente ci dirigiamo verso la psichiatria con bolle che come sempre salgono sulla tromba delle scale attratte dalla ventilazione, Bellissime…Entriamo con il piede sinistro perché sapevamo che forse non sarebbe stato semplice….tante, troppe ragazze giovani e già conosciute sono di nuovo là, vado volentieri in quel reparto nonostante mi assale sempre la tristezza e l’impotenza per ciò che osservo, ascolto e percepisco.G. A. e D. sono lì, con un aria diversa dal solito che adesso non saprei definire, comunque sono state partecipi con piccoli giochi di magie che abbiamo eseguito insieme per coinvolgerle tutte, abbiamo suonato e ballicchiato…nel frattempo un uomo arrivato la mattina stessa urlava al telefono….G. passeggiava su e giù nel corridoio, gli infermieri facevano le loro cose…ad un certo punto mi sono estraniata un attimo come se osservassi il tutto da un altro punto e ho provato davvero quel po’ di dolore che non puoi non avere là, misto alle gratitudine per esserci e vivere, vivere quegli attimi…arriva il pranzo e qualcuna delle ragazze lo boicotta e rimane in camera, mangiando un panino o della frutta.
Sono sicura che avere vari strumenti nella borsa alla Mary Poppins sia importante, importantissimo perché crea tranquillità, unita alla possibilità di provare ad entrare da più parti secondo la situazione che si presenta, come è vero che altre situazioni richiedono mani nude e il nostro vero strumento da usare sempre e che non crea ingombro: ascolto. Grazie Arancina per le ore passate veloci, in allegria e in perfetta sintonia di gioco e improvvisazione….
Un abbraccio a tutti voi…
Caramella
P.s.
Grazie a te Ivana cara.
Arancina
Feb 2, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

10 Febbraio 2018

Stamani primo turno in solitaria, in quanto il mio compagno clown Spadino non stava bene.Ero un po’ preoccupata nell’ affrontare il turno da sola. ..ma mi sono fatta coraggio.Primo arrivo alla sala prelievi…non c’erano molte persone…e le poche che c’erano andavano via veloci…ho chiacchierato un po’ con il personale…oramai in confidenza. Pausa bar e poi dialisi.Tanti sonnecchiavano ma in una stanza abbiamo parlato un po’ tutti insieme, infermiere comprese…e il tempo è volato. In un’altra stanza ho conosciuto M.che è poco che fa dialisi. ..una signora che ,nonostante tutto… è ancora fiduciosa.Una donna solare.Visto l’ora son partita alla volta della psichiatria:la situazione era molto tranquilla ma son riuscita a chiacchierare un po’ con due ragazze e mi ha fatto piacere quando D.mi ha detto che non sapeva perché mi stava raccontando le sue cose.Abbiamo ascoltato dal telefonino le sue canzoni preferite del momento e poi arrivata l’ora del pranzo, me ne sono andata.Contenta di questo turno diverso, nel quale ho sfidato qualche paura. Grazie a tutti i clown che , anche se non fisicamente ,erano con me.

Dora

Feb 2, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

7 Febbraio 2018

Accompagnare i nuovi clown fa sempre un bel l’effetto: misto di paura e responsabilità.

Brava Birichina, attenta, composta, brava ascoltatrice, mai fuori luogo.
Buona lettura
Gomitolo

La mia prima volta …..ancora non mi sembra vero, arrivata e già passata ma con un carico emozionale indescrivibile…..Erano giorni che preparavo il camice, cercando di metterci su un po’ di me, un po’ di ciò che vorrei trasmettere,giorni in cui cercavo di immaginarmi come potesse essere questa mia ” prima volta”….consapevole di non dovere assolutamente aspettarmi niente, né da me,né da nessuno,ma con tanta paura di non essere all’altezza della situazione:abbastanza forte, abbastanza dolce, abbastanza me.
Erano giorni in cui guardavo il naso rosso di gomma piuma impaziente di indossarlo,rivelatosi poi un po’ scomodo e finalmente eccoci:camice e naso indossati, ho fatto tutto parlando molto tranquillamente con Gomitolo che mi ha fatto sentire subito a mio agio trasmettendomi leggerezza, questa è stata la prima sensazione, anche quando per prima cosa mi ha spiegato del reparto di dialisi delle persone e dei loro comportamenti da interpretare, i loro silenzi da rispettare ; i letti da non toccare, le macchine che segnano il tempo residuo di terapia, raccomandandomi di non fare la forte, di segnalarle qualsiasi disagio erano parole; che comunque mi entravano ma la voglia di intrufolarmi tra quelle persone era troppo forte,di scambiarci una parola un sorriso anche un solo sguardo.
Gomitolo ha iniziato a salutare tutte le persone che conosce e che comunque davano segnale di voler essere salutate, altre dormivano alcune fingevano d farlo ma lei con i suoi sorrisi si è avvicinata ad uno ad uno presentandomi, alcuni mi hanno regalato subito un sorriso e per me è stata una gioia, qualcuno si è anche presentato:c’ è stato chi come B.ha voluto parlare con Gomitolo d fiorentina, chi come A.del soggiorno al mare, poi ha chiesto molto amorevolmente a Gomitolo di Red, del suo sogno che si sta realizzando e questo mi ha fatto capire quanto bene seminino queste persone speciali che ho conosciuto. C’ è stato chi ha chiesto di Nuvola, chi a Gomitolo stessa come stava, loro si preoccupavano.
Fatte 4 chiacchiere con le infermiere siamo uscite e li abbiamo trovato un bimbo L.con cui gomitolo si è scatenata facendolo ridere e divertire molto:devo dire che anche gli adulti oltre ai genitori del bimbo hanno sorriso e apprezzato.
Arriva ora il momento della psichiatria: scendiamo e durante il tragitto incontriamo persone che con richieste mediche  alla mano non sanno dove andare, ma gomitolo indirizza tutti!!
Davanti al reparto di psichiatria arriva di fretta una signora inglese che suona il campanello in maniera un po’ agitata era in ritardo diceva che aveva un appuntamento con un dottore, le infermiere non riuscivano a comunicare con lei ma gomitolo con la sua prontezza d riflessi ed il suo ottimo inglese cerca d farle capire che i medici sono in riunione e che lei avrebbe dovuto aspettare:risolta anche questa vengo presentata a G. responsabile del reparto che conversa con noi in maniera molto pacata, e con sguardo ammirevole.
Salutiamo alcuni pazienti rimanendo sulla porta delle camere per poi avviarci alla saletta da dove proviene della musica, lì troviamo un ragazzo che ci saluta, Gomitolo ci scambia quattro chiacchiere e poi usciamo da quel reparto… da quel mondo….
Scendiamo al piano terra dove incrociamo G., una bimba piccola che nel vederci rimane un po’stralunata, meravigliata, confusa, per paura di non spaventarla la salutiamo in fretta per andare a cambiarci.
Turno finito, che dire?
Sicuramente soft x iniziare immagino che la realtà possa essere molto più impegnativa ma immagino , anzi sono certa che con persone come voi tutto sia possibile.
Grazie di esistere.
Birichina

Feb 2, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

3 Febbraio 2018

 Quello di oggi è stato un turno ricco di emozioni. Con arancina si è creato da subito un bel legame, e siamo andati al bar a far colazione dove A.  ci ha accolto con affetto ed euforia. Prima di salire in dialisi, abbiamo incontrato nella sala d’attesa JU. un ragazzo giovane accompagnato da mamma e sorella che si era infortunato ad una gamba giocando a basket ed arancina lo ha rincuorato dicendo che i brutti avvenimenti ci aiutano a vedere la vita con occhi nuovi. Una volta saliti in dialisi un’infermiera ci ha detto di aspettare fuori perché era un po’ troppo presto ed alcuni stavano facendo colazione, pertanto ci siamo accomodati nelle seggioline esterne e ci siamo conosciuti meglio: arancina mi ha raccontato le sue esperienze claune e come si è unita a M’illumino ed io ho fatto lo stesso raccontandole anche delle mie esperienze di soccorritore. Quando ci hanno lasciato il permesso di entrare siamo andati da M. una signora tenerissima di s.Casciano che arancina conosceva già da diverso tempo. M. ci ha raccontato che purtroppo aveva perso suo marito L. la settimana scorsa e si amavano da 48 anni. Mentre ci raccontava di suo marito, dei tanti viaggi che hanno fatto insieme (il più bello di tutti nelle Filippine) e dei suoi due nipoti, mi teneva dolcemente la mano. Nel letto accanto c’era J. una signora d’origini filippine molto sorridente che aveva legato con la M. Era molto disponibile ed abbiamo parlato con lei un po’ in inglese e un po’ in italiano. Mi ha detto che ha una figlia che abita a Grosseto e che vorrebbe che la telefonasse un po’ più spesso. Dopodiché abbiamo incontrato R. un bellissimo bambino febbricitante accompagnato dal babbo al quale si è fatto le bolle e poi siamo andati in psichiatria dove siamo stati con C. un confuso ragazzo americano di 22 anni. Dopo un’incomprensione legata alle sigarette siamo riusciti a parlare con lui e fortunatamente arancina conosce benissimo l’inglese. Mi ha colpito la sua necessità d’affetto e parlando con C. abbiamo capito che a lui piace molto disegnare e che sta frequentando un’università privata fiorentina. Un po’ lo abbiamo capito, peccato che non siamo riusciti a conoscere la madre che sarebbe passata di lì a breve, così magari avremmo potuto essere più utili a questo ragazzo. Prima di andare via abbiamo avuto occasione con arancina di parlare ulteriormente e conoscersi ancora meglio; lei mi ha raccontato di quando ha perso la mamma ed io di quando ho perso mio babbo e questo ci ha uniti molto. Ho messo solo le iniziali dei nomi come feci nel report con Rachele.
A presto Arancina,
un abbraccione
Scamerita
Feb 2, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments
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