22 Gennaio

Pubblicato da Dottor Nuvola il

Buongiorno a tutti clauni e amici, il turno di ieri è stato un turno in solitaria, Nuvola con Nuvola, turno bello e particolare, in sala prelievi ho trovato un paio di persone anziane che fanno il coumadin e che conosco da diverso tempo e con le quali si parla sempre bene, abbiamo parlato della guerra, di quanto questa esperienza che a noi sembra tanto lontana nel tempo sia invece così viva e presente nei ricordi e nelle scelte delle persone più anziane che se la sono vissuta e che sentono l’impellenza di raccontarcela sempre, questa cosa è importante rammentarsela perché la memoria evita di ripetere le stesse cose, ma noi non abbiamo memoria e ripetiamo all’infinito le stesse scelte stupide, ancora non riusciamo a trovare una valida alternativa a quella di ammazzare chi ci da fastidio. Una cosa invece molto bella, che solo chi ha la pazienza di ascoltare gli anziani può percepire, è il racconto di questo signore che , dopo aver parlato della guerra, mi ha raccontato di lui e sua moglie, della loro passione del ballo e del fatto che lei adesso non sta più tanto bene, non capisce tutto e non cammina bene, ma lui ogni giorno, ogni giorno davvero (e mentre lo raccontava era felice, lo si leggeva nei suoi occhi) mette non so quale canale televisivo che fa vedere le orchestre romagnole che cantano canzoni per ballare e lui ogni giorno nel pomeriggio alza sua moglie da letto, la porta in salotto e la fa ballare 10 minuti, e poi aggiunge, lei non ce la fa ma la sorreggo io, l’ho trovato davvero un bel modo di invecchiare, accanto a lui c’è una signora anziana che aggiunge: anche mio marito non c’è più con la testa e è allettato…ma è vivo, non è poco, a me basta e va bene anche così. Accanto e intorno a noi persone che aspettano il llro turno per togliersi il sangue o consegnare campioni da analizzare ci guardano come un regalo mentre aspettano, e in effetti quando parliamo cuore a cuore siamo un regalo per chi ha la fortuna o la pazienza di dedicarci un poco di tempo.

In psichiatria trovo ancora la signora che ha perso il figlio e accanto a lei una giovane donna che l’altra volta era spenta oggi è accesa, la signora che ho incoraggiato l’altra volta sta meglio, non bene ma meglio, mi vede, mi abbraccia e ritorniamo indietro di una settimana in un secondo, lei mi guarda e mi chiede: tu come stai? Come hai passato la settimana? E allora mi siedo e mi racconto apprezzando che in un posto così si confonda chi aiuta e chi è aiutato, siamo solo persone davanti uno all’altra che parlano. Stavolta il lavoro si concentra con la giovane donna che è stata ripetutamente trattata male dal marito e picchiata (stranamente arriviamo al discorso parlando della sala prelievi e dei signori che ballano in salotto, le cose sono unite se riusciamo a trovarne il filo), la incoraggio a opporsi a queste cose, anche lo psichiatra l’ha messa in contatto con delle realtà sul territorio che possono aiutarla e la signora accanto le da riferimenti, indirizzi e ascolto, tutti insieme le diciamo che è bella, che lei vale e che deve amarsi per prima nonostante sia difficile, quando vado via la guardo e le chiedo: Tu come sei? E lei risponde: Bella…lavoro fatto per oggi

 

Passo alla dialisi ma siccome la vita è vita e le storie son storie mi intrattengo con una cara amica a parlare dello stesso argomento del trattar male le donne, ci analizziamoa vicenda e vediamo che siamo tutti su un leggero filo…

 

passo velocissimo in dialisi perché è quasi mezzogiorno, oggi devo dedicare loro meno tempo del solito.

 

Nuvola

Categorie: Blog

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