22 Marzo 2008

E venne il sabato. Dopo un periodaccio mi tuffo in un nuovo turno, ne ho bisogno, un po’ ho paura di non esserci con la testa, infatti a volte mi distraggo. Varchiamo la soglia della pediatria e c’è sempre quell’aria per me strana, tanti disegni ma non è ambiente giocoso. Entriamo nella stanza delle infermiere,due parole e presentazioni con la caposala, cerchiamo di fissare una riunione e poi si rimanda tutto a dopo Pasqua. Tanti tanti piccini piccini picciò..in attesa di essere liberati, mi sembra strano vederli lì, a volte penso a quanto l’ambiente ospedaliero carichi di ansia qualcosa che dovrebbe essere del tutto naturale ed umano (o animale?), allora davvero mi verrebbe voglia di liberarli. Arriva Evelina tutta contrariata, ha mal d’orecchi e il collo come un torello, Nuvola si stende a terra , mi fa impazzire chi si abbassa all’altezza dei piccoli, io potrei dire di non averne bisogno.. ma non è così. Deve farsi visitare ed entriamo tutti nella stanza, la pediatra sgrana gli occhi: “Ah ci siete anche voi” e Nuvola “Sì, si può restare vero?”. Così mi son sentita un po’ fuori luogo, non sapevo bene come muovermi, Evelina inseguiva con lo sguardo le mie bolle, nel suo silenzio. Nuvola esce, lascia me. La pediatra non è stata accogliente e non le do tutti i torti; in una stanzina minuscola eravamo io, lei, il padre e due infermiere a fare il tampone alla piccina. Mi metto in un angolo e mi concentro sulle bolle. Alla fine della visita, per me infinita, Evelina non ha pianto e anche la pediatra si è un po’ sciolta e ha “giocato” sulle nostre bolle…Operazione-distrazione riuscita. Dialisi. Mi diverto sempre un sacco. Nuvola ne tira sempre fuori una, sabato racconta dell’assiolo (nota di Nuvola: dicesi assiolo una specie di uccello rapace simile alla civetta ma più piccolo, io l’ho imparato dopo averne trovato e raccolto uno parecchio piccolo) , io lo spalleggio, lo prendo in giro lui risponde, mi sembra di conoscerlo da una vita. Altri grossi argomenti di discussione son stati il menù di Pasqua e naturalmente la ricerca della mia anima gemella. Son stati tutti molto carini, chi mi offriva figli, chi nipoti…. fantastico.
C’è solo la solita signora che proprio non si fa avvicinare, un po’ ci provo, un po’ non ho voglia di essere pesante, qualcosa, rimbalzando da un letto all’altro le arriva lo stesso. Mi sento sempre a mio agio, grazie anche all’amichevole appoggio di dottori e infermieri che sono splendidi.
Dulcis in fundo: Nuvola ha recuperato il libro o meglio l’auto-biografia di Ernestina, aspetto con ansia la lettura….come non sentirsi partecipi di tutto questo?L’ultima visita veloce spetta al pronto soccorso. Arriviamo fino alla sala d’attesa dove Nuvola offre la sua ombra, io lo osservo, non so bene come muovermi, preferisco non forzarmi dove non mi sento spontanea, credo che prima o poi troverò il mio ruolo..vi lascio inebetita (più del solito eh..) dal turno, con quella spinta che ti accompagna per un po’, almeno fino al prossimo turno, spero.
Vostra Panzanella, che a volte fatica e si agita per le cose a cui tiene ma alla fine ne esce contenta, piena.
Mar 25, 2008 | Posted by in Blog | 1 comment

Comments (One Response)

  1. Silvia ha detto:

    scusa ma mi commuovo davvero….
    Silvia

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