22 ottobre 2018

Arrivo al nostro bel giardino e vedo Gomitolo con le cuffie che mi sta aspettando… La saluto e mentre chiacchieriamo ci dirigiamo agli armadietti, così mettiamo i nostri vestiti da clown e il nostri nasi rossi e Gomitolo e Onda si catapultano nei corridoi…..
Entriamo al bar e salutiamo tutti, ci svegliamo con un buon caffè e andiamo dirette in pediatria.
Siamo andate da una bimba di due anni che appena ci ha visto insieme a Safeya, il pupazzo di Gomitolo, ha cominciato a sorridere, le piaceva proprio tanto e così abbiamo giocato un po’ fin quando nel lettino accanto una bimba un po’ più grande non voleva prendere l’antibiotico.
Ci siamo avvicinate e con un po’ di pupazzi e delle bolle di sapone ma soprattutto una super mamma dolcissima in attesa per la seconda volta siamo riuscite a farglielo prendere senza ricorrere a metodi un po’ più duri…. Cambiando stanza ci siamo imbattute in una simpatica bambina che stava guardando i cartoni, poi ne è arrivata un’altra un po’ più piccolina…. Due bellissime principesse con cui abbiamo riso, giocato un bel po’: quanto sono potenti i bambini, rendono tutto magico!…
Arrivati in dialisi dormivano tutti fuori che il nostro B. che come sempre ci ha fatto la rassegna stampa e aggiornato sulla partita della Fiorentina: ormai ci aspetta sempre per fare due chiacchiere e due risate, cambiamo stanza e un altro signore manda i saluti di sua moglie a Gomitolo che si sono conosciute un giorno nel corridoio, ci ha aggiornato delle esperienze dei suoi nipoti, è sempre così gentile e buono con noi … Proprio un nonno!!!
Con grande stupore in psichiatria quattro pazienti ci stavano aspettando al tavolino e quindi ci siamo seduti tutti insieme e Gomitolo ha fatto da jukebox, abbiamo ascoltato e cantato un po’ di canzoni: da Eminem siamo arrivati al Carrozzone di Renato Zero passando dagli ABBA e Massimo Ranieri, ci siamo divertiti.
Cambiando stanza siamo andati da una signora che stava facendo il cruciverba: ci ha fatto capire che preferiva continuare con le sue parole incrociate piuttosto che interagire con noi così come la signora accanto al suo letto che appena ci ha visto ha preso la sua borsa e si è chiusa in bagno…
Dalle persone che ci aspettano, a quelle che chiacchierano con noi ormai in modo confidenziale come i nostri nonnetti della dialisi, a quelle che vedendoci se ne vanno, ai bambini della pediatria con la loro capacità di stupirsi per quasi niente … Rimane sempre quella sensazione che la nostra presenza si fa sentire e suscita sempre una reazione, qualunque essa sia, e per questo motivo il nostro lavoro acquisisce un valore immenso …
Grazie Gomitolo e grazie clauni, sono orgogliosa di far parte di questo meraviglioso gruppo,
Onda

Ott 3, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

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