25 agosto 2018

Il turno comincia presto in una pediatria praticamente vuota. Ci sono due coppie di genitori con i loro piccoli di pochi giorni, li osservano con uno sguardo innamorato e pieno di adorazione ed è impossibile non commuoversi. Le infermiere ci chiedono di andare a fare visita ad un piccolo scricciolo di 14 mesi che non parla italiano e che inizia a piangere ogni volta che un camice bianco le si avvicina. La magia è presto fatta, N. si scioglie, inizia a giocare e anche per i suoi genitori che non chiudono occhi da tre giorni sembra arrivare un po’ di sollievo: la stanchezza rimane, ma vedere la loro piccola tranquilla a giocare li fa comunque sentire meglio. Mentre siamo nella stanza accade una cosa che ci colpisce e ci rende molto felici: entra una dottoressa che era venuta per visitare la piccolina e vedendoci decide di lasciare noi a fare il nostro lavoro e di tornare lei a fare la visita più tardi.

 

In dialisi c’è la stessa aria tranquilla e sonnacchiosa, molti dormono, molti accennano un saluto e si capisce che per oggi va bene così. Il messaggio che mi arriva dalla visita di oggi mi ricorda quanto le persone possano scegliere di essere forti di fronte alla malattia e affrontarla a testa alta invece di lasciarsi sopraffare da lei; oggi ho avuto anche la conferma che nel rapporto con gli altri entrare in punta di piedi per me è sempre la carta vincente.

Arriviamo in psichiatria e anche qui il sonno regna sovrano. Le infermiere cercano di stimolare i pazienti ad alzarsi dal letto e uscire dalle stanze e qualcuno in effetti risponde all’appello. Un po’ di musica, qualche magia, tutto per far aprire gli altri, farli aprire agli altri. I semi sono stati lanciati…..

Alla fine di ogni turno cerco sempre di riflettere su quello che può essere stato (se c’è stato) il filo conduttore della giornata oppure di capire il messaggio che quella giornata mi ha dato; oggi ho avuto una grande conferma, magari banale, ma che per me ha un senso profondo: per poter dare agli altri prima di tutto devi essere pieno tu, non è una forma di egoismo pensare prima di tutto a stare bene noi stessi anzi è forse l’unico modo che abbiamo per aiutare davvero gli altri.

Primavera

Ago 3, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

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