7 Novembre 2018

Pubblicato da Claudia Brunori il

Sole…. perché dopo la notte più buia spunta SEMPRE l’alba..

L’arcobaleno… perché, dopo la più grande pioggia,  spuntano sempre i suoi colori…

Glitter… perché, vivere con un po’ di leggerezza, non fa mai male…

Un nuovo inizio dopo una grande notte….

Gomitolo 

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Il mercoledì 07 novembre, dopo un arresto forzato per una malattia durata due anni e quattro mesi che mi è costata l’amputazione della gamba sinistra sono tornato in turno, con una gamba sola, in carrozzina. Ho deciso di ricominciare adesso e non quando avrò la protesi poiché fare il clown dentro m’illumino vuol dire sfidarsi, andare oltre i propri limiti, capire che i limiti non  ci sono, ce li mettiamo noi, sono tornato perché dopo oltre vent’anni che giro per gli ospedali a dire che la malattia è un’occasione non è che poi quando capita a me non lo è, anzi, lo è di più ed è una bella cosa perché così posso davvero dimostrare la coerenza con ciò che dico.

Sono tornato in carrozzina perché volevo rivedere le persone, alcune erano più di due anni che non le vedevo e mi mancavano, per me fare un turno così è come ritornare a casa, il luogo dove più o meno vorrei sempre stare, a volte ci sto vestito da clown, a volte mi devo portare il pigiama.

Devo dire che negli ultimi due anni l’ospedale non mi è mancato quasi mai, c’ero comunque sempre dentro, a me mancava il fare il clown, il poter essere d’aiuto, adesso poi ho capito ancora di più quanto avere persone intorno quando stai male quanto sia importante.

Abbiamo girato i nostri tre reparti, pediatria, dialisi e psichiatria ed in ognuno di essi abbiamo costruito. Una cosa che mi preme far notare è che coi bambini in pediatria la mia sensazione è stata che la carrozzina non c’era, che io non ero senza una gamba, lo ero ovviamente, ma ai bambini non interessa se hai una gamba o due.

In psichiatria invece avere una difficoltà come la carrozzina può anche essere d’aiuto, sei quasi più vicino ai pazienti.

Il Nuvola di adesso porta in giro però un cappello con sopra attaccato un orologio che prima non aveva perché aver conosciuto la morte più da vicino ed aver rischiato la pelle fa sì che adesso per me il tempo sia molto più importante e non lo do più per scontato. Una cosa che mi è rimasta da questa esperienza è che il tempo è importante, è importante con chi lo passi, cosa ci fai, quanto ne dedichi a una cosa e quanto ad un’altra. Ognuno di noi ha un tempo prestabilito e non ci toccherà né un minuto in più né uno in meno e quindi non conta quanto ne abbiamo ma come lo usiamo, se ne abbiamo poco ma lo usiamo bene il tempo ha anche il potere di dilatarsi, prova ne è che se andate a farvi trapanare un dente dal dentista un minuto dura molto di più di quando siete sulla spiaggia al mare quindi il tempo lo si può dilatare quasi all’infinito se lo si sa fare e per farlo va deciso con chi passarlo e come, perché anche se non lo decidete quello passa lo stesso. Io avrei deciso di usarlo al meglio, di stare con mia moglie, con il mio cane pazzo, coi miei familiari, al mare, alle terme a mollo, a dedicare il tempo a trovare amici lontani, uno al giorno magari per una settimana o due, con gli amici, coi clown, coi pazienti, vorrei passare le ore a leggere storie belle, a stare bene insomma.

Abbiamo finito che erano quasi le due e a me pareva passato si e no un paio d’ore invece che sei perché quando stai bene il tempo vola.

Ringrazio Gomitolo per essere stata una preziosa alleata, per avermi spinto nelle salite e non solo in quelle fisiche, ho trovato accanto a me una Gomitolo tanto migliorata, attenta, precisa e disponibile.

Ringrazio ovviamente tutti i clown di m’illumino per aver fatto sì che esista ancora un progetto clown, per aver badato a m’illumino al posto mio e per averlo fatto crescere così bene che sento davvero che non è necessario che io faccia più nulla, sento che adesso posso anche stare in disparte (ovviamente per me non è la cosa più semplice del mondo per cui ancora farò degli errori di intromissione, e li chiamo errori poiché davvero non sono più necessari).

Sono contento di ciò che ho visto e di come sono belli i vostri rapporti con la struttura e con le persone, questo è davvero meraviglioso, è come assistere alla laurea di un figlio, ovviamente la laurea sarà solo l’inizio della sua vita e avrà ancora davanti tantissime difficoltà, ma quel traguardo l’ha raggiunto da solo e sa che come ha raggiunto quello potrà sicuramente raggiungere tutti gli altri che via via si presenteranno.

Adesso ho davanti un mese o due per decidere se il prossimo turno lo farò con Nuvola in piedi sulla protesi, con Nuvola in carrozzina o con Nuvola in carrozzina con la protesi in mano a mò di bastone…vedrò.

Nuvola

Categorie: Blog

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