8 agosto 2007

Pubblicato da Radic il

Cari e adorati clowni,

consapevoli del fatto che gran parte di voi è fisicamente in ferie (la restante parte lo è quanto meno a livello cerebrale), siamo qui a riportarvi quanto avvenuto stamattina in reparto. Voglio però lasciare che sia la mia partner – moglie, Formaggina, a raccontare i fatti come solo lei sa fare (concisa come un vecchio prete di campagna, chiara come Nostradamus, grammaticalmente impeccabile come Biscardi). Mi riservo di aggiungere brevi commenti a latere e una rispettosa nota conclusiva.

Buona lettura.

Formaggino

Buondì a tutti voi, stamani in reparto c’erano molti bimbi piccoli, massimo di 7 giorni*, con casi tranquilli e mamme tanquille**. C’era un ragazzino di 13 anni … tranquillo con la flebo attaccata per gastroenterite dovuta ad una bella mangiata di bignoline alla crema e successiva abbuffata di paninazzi al “Mac Donald’s“. Formaggino mi ha fatto conoscere Aereon***. Stava bene ed era molto incuriosito da me: nel senso che mi scrutava in sottecchi. E’ stata una indimenticabile mattinata, iniziata tranquilla e finita movimentata! Abbiamo fatto i “clown in vetrina” o “nell’acquario” (se preferite) insieme a Aereon nella sala di attesa. Ma questo ve lo spiego dopo.
Dopo due anni che non tornavo in reparto, sono stata ben contenta di riabbracciare tutti: l’ausiliario Fabio che girella per tutto l’ospedale, la donna delle pulizie che pulisce, la caposala Chiara che era tutta abbronzata e che mi è parsa molto… tranquilla (forse perché ha appena fatto le ferie) e le infermiere sempre stupende e coi sorrisi pronti e abbaglianti.
Allora, torniamo alla sala d’attesa: io ero intenta a costruire una decorazione per il lapis di Aereon e Formaggino suonava l’armonica a bocca. In attesa di essere visitato c’era un piccolo di 3 giorni, sono usciti dalla visita di controllo un piccolo con la mamma e il nonno, sono entrati nella sala di attesa, dove eravamo noi, per sistemare il piccolo e andare via. Intanto entravano per il controllo i genitori che erano in attesa col loro bimbo di 3 gg. Il nonno nell’andar via ci saluta e…chiude la porta! Poco dopo ci siamo resi conto che la maniglia per aprire la porta c’era… ma solo dall’altra parte! Ci siamo messi tutti e tre a suonare: Aereon sulla pianola ed io e Formaggino sulla porta, devo dire con un bel ritmo. Siamo stati così per ben 20 min. ma… tranquilli****. Poi un’infermiera è finalmente uscita dalla stanza del medico e ci ha visti. Ci ha, ovviamente, aperto ed ha detto: “io sentivo bussare ma pensavo che giocaste con le percussioni insieme al bambino”. Ci siamo fatti delle belle risate ed io ho pensato: “pero’…che bello, dopo due anni che mancavo, sono stata chiusa a fare il clown in vetrina!” E’ stato bello!

Formaggina

(*) incredibile a dirsi, però, non vi era alcun bambino di nome Massimo e di 7 giorni!!!

(**) dicesi “tanquilla” di mamma dall’aspetto sereno ma dallo sguardo leggermente spiritato, simile a quello di un’anguilla di Sottomarina di Chioggia.

(***) trattavasi di Erion, il bimbo albanese ferito al fianco, ormai in via di completa guarigione.

(****) già, tranquilli come possono esserlo degli oranghi claustrofobici, chiusi in una cabina telefonica sigillata con silicone Saràlatoga° (senza acqua, né modella… sigh!) e digiuni da 15 giorni.

(°) il famoso silicone preferito dai magistrati…

A parziale integrazione dell’esaustivo resoconto della mia signora, va sottolineato che:
1) le mamme “tanquille” erano per lo più intente ad allattamento o meritato riposo (in questi casi, evitiamo ragionevolmente di disturbare)
2) il ragazzino che da solo aveva mangiato quanto un quartiere stava benino, ma dimostrava di essere pronto a ripetere l’impresa… mirerà ad entrare nel Guinness?
3) le decorazioni a lapis e matite fanno parte di una naturale propensione di Formaggina al fine artigianato
4) l’episodio della sala d’attesa ha seminato ilarità e buonumore in tutto il reparto nobilitando di fatto il nostro intervento. Proporrei di rintracciare lo svagato nonno chiudiporte e di ingaggiarlo per ripetere la gag all’infinito.

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