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28 luglio 2018

 Turno cominciato in compagnia di Pan e del suo dito medio gonfio, in cerca di una qualche diagnosi da parte di infermieri e dottori: pediatria vuota, così ci siamo spostati in neonatologia dove una conversazione abbastanza interessante con una bimba di 5 giorni, siamo stati raggiunti dalla piccola B. che stava per andare a fare il prelievo: siamo andati con lei, ci ha presentato il suo compagno di pezza Bio e dopo qualche bolla, un palloncino a forma di fiore e qualche lacrimuccia per via del prelievo, le nostre strade si sono divise per via di una ottima colazione che l’aspettava.
Arrivati in dialisi, le camere erano molto silenziose, molti dormivano così io e Pan ci siamo messi a chiacchera con due vicine di letto (una la signora filippina che ho incontrato anche sabato scorso in turno con Dora): mi ha parlato di sua figlia, del rapporto che ha con lei e poi ci siamo messe a leggere qualche barzelletta presente nel suo cruciverba; in tutto questo, Pan ha cercato di interagire anche con un altro signore nella stanza, che però ha detto esplicitamente di non voler parlare così, di lì a poco, abbiamo cambiato stanza e abbiamo incontrato la signora C. che ci ha parlato anche della sua enorme famiglia (una cosa come 3 figli 5 nipoti 11 pronipoti e chissà se si fermano qui).
Ci spostiamo in psichiatria, ci fanno entrare e la nuova infermiera ci dice che a parte per L. che a volte si agita un po’ e E. che fa qualche dispetto, possiamo andare tranquilli: E. ci raggiunge, e cominciamo a sentire qualche canzone. Dopo un momento di commozione per la canzone “A te” di Jovanotti, passiamo a Lady Gaga, i Queen, per poi scendere fino a Celentano, Morandi & Co., intonati perfettamente da Pan e ogni tanto anche dalla mia imbarazzante quanto stonata voce. Gli ultimi minuti li passiamo nella di M.: Pan e lei finiscono per parlare della situazione a Gaza, e io rimango affascinata quanto destabilizzata dalle cose da loro raccontate. Usciamo da psichiatria e ci dirigiamo verso gli armadietti, con un Pan indeciso sul da farsi: se immergerlo in acqua e sale o coprirlo di voltarengentalyn con un pezzo di celofan, con diagnosi che passavano dalla puntura di ragno ad una infezione da taglio.
Il turno termina sulla scia delle canzoni di Queen, nel viaggio di ritorno in una autostrada trafficata, ritrovandoci a cantare e ballare con degli olandesi.Turno molto divertente ed emozionante, grazie a Pan per avermi accompagnata (anche se il clown accompagnatore sono io, però ci siamo capiti via).
Colorina
Lug 28, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

25 luglio 2018

Turno bello che ci ha permesso di entrare in empatia con le persone..
Abbiamo avuto un incontro molto ravvicinato con un paziente di psichiatria ma che è stato gestito al meglio ..
Energia sta migliorando ogni giorno di più e sono contenta che m’illumino sia servito a questo.

Gomitolo

Premetto che sto attraversando un periodo molto delicato, non sono al massimo della serenità e mi scuso.
Iniziamo il turno al cup dove non c’erano molte persone ma solo qualche bambino, Gomitolo inizia con i suoi giochi e battute con adulti e bambini: minuti piacevoli ma ci siamo trattenute  poco. Alle 10 circa abbiamo fatto la riunione con la direzione sanitaria, qui trovo una persona molto disponibile e aperta ad ogni bella e interessante iniziativa proposta da Gomitolo e associazione, il piacere è  stato nel vedere la direttrice attenta a trovare la soluzione più adatta e completa. Abbiamo parlato di un progetto molto carino e unico in un ospedale ma che illustreremo  meglio alla prossima riunione.
Dopo siamo andati in pediatria dove abbiamo interagito con  una famiglia che accompagnava suo figlio e abbiamo fatto un po’ di palloncini; nella stessa  stanza c’era questa ragazzina che ci chiede un palloncino per provare a fare un cane: devo ammettere che è stata molto brava.
Salutiamo e andiamo in psichiatria dove mi sono trovata in difficoltà in quanto ho avuto un po’ di paura ma superata benissimo: entriamo e non ci sono molti degenti fin quando esce questo uomo grande e grosso che si dirige verso di me, inizia a guardarmi  e mi ha tolto il cappello per metterlo a Gomitolo

“Il breve attimo di paura è stato propio lì, nel non sapere cosa potesse altro fare”,quindi un’infermiera carinamente mi dice che non è birbone ma gli piace fare i dispetti quindi mi rilasso  giusto un po’ ma rimango molto attenta e lui inizia a tirare il filo del  naso rosso che avevo e dopo afferra il fiocco arancione che ho sul camice e ne strappa un pezzo lì   interviene un infermiera e lo invita ad andare a lavarsi dopo pochi attimi salutiamo e usciamo,ultimo reparto la dialisi dove non ci siamo intrattenute molto perché alcuni dormivano e nell’ultima stanza un ragazzo non stava molto bene.
Vi ringrazio per queste belle e forti esperienze,
Energia
Lug 25, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

21 luglio 2018

 Grazie a Colorina, e
alla sua sensibilità.
Dora
Turno cominciato con quel pizzico di felicità in più dato dalla musica: arrivate al bar per il solito caffè, Dora e Alice, la ragazza del bar, si lasciano trascinare dal vortice delle canzoni degli 883 – con tanto di applausi da parte delle altre persone presenti.

Saliamo in pediatria, dove troviamo tre ragazzi sui 12/13 anni e Dora tira fuori i suoi indovinelli: entra il dottore e ci spostiamo nella stanza con i giochi, dove troviamo un bimbo più piccolo al quale regaliamo un palloncino e qualche bolla di sapone.
In dialisi, molte persone dormono, dunque entriamo nell’unica stanza dove non è così: Dora si mette a chiaccherare con una vecchia conoscenza, e pian piano la commozione si trasforma in una conversazione tra amiche, io mi sposto a parlare con una signora filippina che mi racconta del suo lavoro, di quanto lo amasse e di come le è dispiaciuto lasciarlo per via della malattia per poi, anche qui, spostare la conversazione verso argomenti più leggeri come i suoi animali, racconti del suo Paese di provenienza etc…
In psichiatria non ci fanno entrare per via di un po’ di confusione causata da un nuovo arrivo, quindi con Dora saliamo al CUP: semivuoto, troviamo una signora a leggere, e anche qui i magici indovinelli di Dora riescono a sciogliere il ghiaccio, tant’è che la situazione si capovolge ed alla fine è la signora a farli a noi, mettendoci anche abbastanza in difficoltà!
Ci sono delle cose che accadono quotidianamente, e spesso non ci facciamo caso, invece grazie al lavoro in ospedale sto provando a lavorare anche su me stessa a proposito: avere la facoltà di regalare un piccolo attimo di spensieratezza e gioia, che sia con una conversazione su un piccolo bassotto o con un bambino che appena ci vede entrare si siede sulle gambe della madre, per me è un regalo grande che faccio anche a me stessa.
Esco come sempre svuotata, ma piena…una sensazione a cui pian piano darò un senso…o forse no…

Ringrazio Dora, che mi ha accompagnata ancora un po’ più vicina ad una nuova consapevolezza.

Colorina
Lug 21, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

14 luglio 2018

Ciao a tutti!!!

Non vi nego che stamani il pensiero è volato a Nuvola, responsabile del mio essere qui…calpestando questo luogo sento la sua forza e sono grata al suo grande impegno, entusiasmo, amore che ha trasmesso alla Caramella che è in me……

Turno sereno e ricco di cose…

Sono rimasta colpita da psichiatria dove, essendo riusciti a portare tutti in veranda in piena condivisione, l’infermiera, via, via che facevano rientro nelle camere, ha potuto parlare con loro perché un piccolo muro era stato abbattuto e quella piccola apertura ha permesso un dialogo.

Caramella

Report su una zampa sola

La sera come sempre decido cosa portare con me per il turno e stranamente sono abbastanza veloce e all’ultimo tutto decido di preparare un sacchetto con qualche strumentino musicale, pensando a pediatria o psichiatria: l’obiettivo è di non essere sovraccarichi ma di avere con strumenti utili per lavorare con i pazienti e in mente avevo una esperienza precedente in psichiatria quando la cosa non funzionò particolarmente. Ma ogni volta è una storia a parte e quindi decido di prenderlo e di rimandare la decisione di portarli o meno in reparto con Caramella.

La mattina avverto un po’ di fatica, un misto di sensazioni che in qualche momento mi fa rimpiangere quel letto lasciato presto presto anche di sabato. Forse questo fa parte di quell’entrare nelle situazioni, e quindi nelle stanze, “con il piede sinistro”, come dicevamo al corso, in modo da sperimentare quella difficoltà che in realtà aumenta il nostro stato di allerta, la nostra concentrazione e consapevolezza. Come al solito so anche che una volta entrati e bene staccare (non del tutto) il cervello e lasciarsi andare a quello che incontriamo e ascoltiamo.

Ricordo che da adolescente, confrontandomi con una situazione di cecità, mi trovai a domandarmi se avessi dovuto perdere qualcosa di me, cosa avrei ritenuto la cosa peggiore: la vista, le gambe, le mani…. Ricordo che la cecità mi colpiva molto e la ritenevo una cosa tremenda, ma la cosa che mi avrebbe preoccupato di più sarebbe stato la perdita dell’uso delle mani, perché molto legate “al fare”. Poi la vita e le esperienze mi hanno portato a confrontarmi con limiti, limitazioni, perdite, handicap…. Ed ho riflettuto che spesso ci troviamo a “bloccarci” e lamentarci sempre per quello che non abbiamo o non abbiamo più e non per quello che abbiamo o abbiamo ancora. L’esperienza e le reazioni di mio figlio e di Nuvola mi hanno rafforzato ancora più in questo e confrontarmi con chi, nonostante le paure, la sofferenza, si è concentrato sulla vita, su ciò che avevano ed hanno, su ciò che “moriva” e su quello da far “nascere”, sulla “meraviglia, stupore, novità, difficoltà da superare” e che sarebbero arrivate. Federico sulla porta di camera, prima della operazione per la protesi, scrisse a pennarello “la vita non è ciò che vorresti, è il modo in cui l’affronti che fa la differenza”. Chi è capace di reagire così non è un supereroe, non è immune dalla sofferenza, ma ci è di esempio per capire come a volte si debba per forza “entrare con il piede sinistro” (in questo caso il destro) e non per questo farsi bloccare ma scoprirci per l’appunto meraviglia e una occasione. Grazie “Federichi”.

E’ così che mi ritrovo presto al mattino agli armadietti con Caramella pensando che sarebbe bello fra u po’ fare un turno con Nuvola o con lui scoprire un altro, scusate il temine, cammino da fare assieme.

Ci prepariamo e con Caramella, che mi permette di andare sempre con il “pilota automatico”, decidiamo di lasciare negli armadietti la clavietta e portare la borsetta con gli strumenti. Partiamo presto per stare un po’ di più in pediatria e per prima cosa ci fermiamo in psichiatria per capire “che aria tira” e regolarci con i tempi per accelerare negli altri reparti o dedicare di più a seconda della risposata. Ci viene detto di provare verso le 11.30 e così ci dirigiamo verso pediatria.

Ci sono molti bambini e anche ragazzi un po’ più grandi e 5 “piccole pulci” bellissime nate da poco che ti fanno alzare la glicemia istantaneamente.

Ci soffermiamo un bel po’ di tempo in una stanza con un bambino spagnolo, con una sospetta appendicite, con la splendida principessa M. in dimissione da una brutta otite perforante e, finalmente, dopo 2 juventini un ragazzo di 16 anni con pantaloncini viola. Si crea una bella situazione con piccole magie, palloncini e un po’ di musica coinvolgendo anche le madri. Più difficile col bambino spagnolo che stava piuttosto male e spesso con le lacrime e quindi dovevamo cercare di distrarlo ma senza essere troppo invasivi. Nelle altre stanze troviamo una piccola “teppa” attaccato alla flebo e affascinato dalle bolle di sapone ed i grandi sorrisi di un’altra principessa in sala di aspetto. Salutiamo il personale scambiando qualche sorriso e ci dirigiamo verso dialisi chi ci chiede con molta dolcezza del perché era tanto che non ci si vedeva (ma le altre volte dormiva) scambiamo un po’ di parole e di cura, un fiore per casa 3 con altri pazienti cerchiamo, a volte dividendoci, di capire lo stato d’animo e condividere i loro pensieri. Avvicinandomi con cautela a A. scambio un saluto e approfittando che non si trova nel pieno della crisi di emicrania mi soffermo, raggiunto anche da Caramella, a condividere i problemi delle vacanze, le fatiche, sofferenze della condizione anche per i familiari, la necessità di affrontare la difficoltà, consci che anni fa la situazione sarebbe stata molto peggio: quando ci fa vedere la foto della nipote le si illuminano gli occhi e questo fa aprire il cuore anche a noi.

Ci fermiamo nella stanza di M. e la troviamo con l’ossigeno e ci racconta che è ricoverata perché non sta bene: vediamo la fatica nei suoi occhi ma questo non impedisce di regalarci un sorriso e condividere la mano nella mano.

Piccolo pit stop prima delle scale ci dirigiamo verso psichiatria. Richiediamo se possiamo entrare ed alla risposta positiva ci incamminiamo verso le stanze. Ci fermiamo subito alla prima dove ritroviamo un signore di una certa età che era già stato ricoverato, mentre gli altri ci chiedono di suonare qualcosa e, su loro richiesta, ci dirigiamo verso il terrazzino. Dopo un po’ di parole con tutti metto la chitarra in modalità juke box cercando di rispondere alle richieste di tutti. L. parte con De Andrè e partecipa e si impegna in prima persona, poi su richiesta nomadi, Celentano, Vasco…. Questo permette di riunire assieme molti dei pazienti e a quel punto orna utile la borsetta degli strumenti dove ognuno deve tenere il ritmo assieme agli altri, inserire varianti e note. Questo lavoro con i pazienti permette al personale di lavorare su alcune situazioni e questo rende ancor più positivo l’intervento. Nel mezzo un abbraccio molto forte con R. finalmente nuovamente in piedi e in condizioni migliori del mese prima.

Alla uscita dell’ospedale mi ferma con aria molto disperata il padre del bambino spagnolo, facendomi capire che era stato ricoverato d’urgenza al Meyer con l’ambulanza accompagnato dalla madre ma che lui non sapeva come raggiungerli sentendosi “perso in quella situazione. Allora con Caramella decidiamo di scortarlo fino al Meyer con lui che ci saluta con delle grandi lacrime miste di grande preoccupazione per il figlio e, forse, anche un po’ di riconoscenza per questa piccola attenzione. Un abbraccio con lui e così il turno oggi termina al Meyer.

Pasticca

Lug 14, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

4-11-18 luglio 2018

Turni tutti uguali.. turni in solitaria…. dove il tempo scorre accanto ai palloncini dei bimbi, ai loro sorrisi, alle bolle di sapone sospese per aria….

scorre accanto ai letti della dialisi che sembrano tutti uguali ma ognuno con le proprie storie fatte di tristezza, stanchezza, solitudine….

scorre nei corridoi dell’ospedale dove il caldo fa da padrone e dove il cigolio  delle ruote delle carrozzine fa da eco…

Scorre nei volti stanchi degli operatori sanitari che aspettano con ansia un po’ di riposo…

Scorre soprattutto nella porta chiusa di psichiatria sintomo di un grande disagio dell’anima….

E scorre dentro Gomitolo, in questo periodo riflessiva come non mai…. in piedi su un precipizio intenta a guardare giù ma pronta a spiccare il volo…..

Lug 4, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

30 giugno 2018

Oggi giornatuccia nei vari reparti…non mi era mai successo….e mi sono sentita impotente.
Grazie ad Energia per il sostegno.
Ps: ci tengo a precisare che tutto il personale è stato carino con noi nell’allontanarci.Ci hanno fatto capire che quel giorno era un po’ cosi…
Dora
Il mio primo turno con Dora.
Andiamo in pediatria dove troviamo un solo bambino.
Con una bella parlantina, Dora inizia con i suoi indovinelli e ci siamo divertiti tutti, genitori compresi, e anche il bimbo ci fa un paio di indovinelli, grandi risate e dopo diversi minuti salutiamo e ci dirigiamo in dialisi.
Passando dalla sala gessi, incontriamo diverse persone sedute ad aspettare e quindi Dora ha iniziato con i suoi indovinelli.
Io ho provato a fare il mimo, abbiamo coinvolto dalla bimba alla mamma, un ragazzo, le nonne…insomma, proprio tutti.
Sono stati minuti di bella condivisione e tante risate.
In dialisi, ci siamo trattenute poco, perchè in un paio di stanze dormivano, e in un’altra  la signora M. stava molto male e dopo poche chiacchiere con un’altra signora, siamo dovute uscire.
Nell’ultima stanza una signora non gradiva la nostra presenza e l’infermiera ci ha chiesto di non entrare.
Uscite ci dirigiamo in psichiatria dove non siamo potute entrare  perchè l’infermiera ha detto che non era possibile.
Giornata no.
E’ stato un turno breve ma bello.
Grazie,
Energia
Giu 30, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

23 giugno 2018

È un turno questo che é cominciato qualche giorno prima di sabato, è passato tanto tempo dall’ultima volta che Primavera ha fatto un turno. Che farò? Che dirò? Sarò in grado? Il rituale inizia il giorno prima con il lavaggio del camice e la preparazione di tutte le borse, trucco parrucco accessori vari e poi sabato mattina mentre in casa tutto tace esco con un caldo Sole che mi illumina il viso e vado a prendere il mio tutor. C’è Arancina con me e questa è già una garanzia. Si chiacchiera in macchina e inizio a rilassarmi, sento che oggi tutto andrà bene, l’unica cosa da fare è drizzare le antenne e mettersi in ascolto. E così faccio, indossato il costume clown seguo Arancina e mi metto ad ascoltare…
La prima tappa ci porta al CUP. Non ci sono molte persone ma ci mettiamo lo stesso a chiacchierare con quelle che ci sono e allora scopriamo tante storie di pazienti in attesa davanti all’ambulatorio dei melanomi; alcuni chiacchierano con noi amabilmente e ci raccontano pezzi importanti delle loro vite, altri invece sembrano quasi infastiditi dalla nostra presenza non capiscono perché due clown come noi siano lì invece di andare dai bambini in pediatria, ma forse il loro atteggiamento è la conseguenza della paura che il loro stato di salute gli ha portato, o almeno questa è la sensazione che ho avuto io . Si chiacchiera , si chiacchiera tanto ed è bello vedere come le persone dopo il nostro passaggio restino in contatto, vicini di sedia che prima non si erano neanche rivolti lo sguardo trovano subito argomenti di conversazione.
La seconda tappa ci porta in pediatria e devo ammettere che qui ho la mia sorpresa più bella.  Con la mente ritorno a quando ho iniziato la mia vita di clown al Buccheri, perché allora in pediatria ci si andava ma l’aria era proprio diversa. Siamo state accolte sulla porta da un’infermiera che ci ha letteralmente prese per un braccio e portate in una camera in cui stazionavano due belle principesse è un principe un po’ annoiato dal lungo digiuno imposto. Un po’ di chiacchiere, un po’ di palloncini e qualche bolla di sapone….. Ci aggiriamo per il corridoio alla ricerca di altri piccoli ospiti e allora via con altri palloncini un po’ di solletico e qualche chiacchiera con babbi e mamme.
Incontriamo qualche piccolo ospite che si é appena affacciato alla vita in compagnia della mamma, è la prima volta che torno in un reparto di neonatologia da quando è arrivata la mia piccola Eleonora e provo una sensazione davvero strana,  un misto di nostalgia e allo stesso tempo una grande empatia nei confronti di quelle mamme che da poche ore hanno tra le braccia quei piccoli fagotti, quegli esseri indifesi che fino a ieri erano presenti solo nei loro pensieri ma che da ora in poi saranno con loro sempre ogni momento, ogni istante.
Salutati tutti ci dirigiamo alle scale e scopriamo che praticamente è l’ora del pasto quindi ci avviamo agli armadietti per riporre i nostri clown nelle borse o meglio i loro abiti, perché la loro essenza sarà come al solito con noi in ogni gesto che faremo e in ogni cosa che diremo.
Grazie ad Arancina che con la sua serenità e la sua allegria mi ha riportato in questo fantastico mondo e come ogni volta mi ha fatto ricoprire perché ho fatto questa scelta e soprattutto perché penso che sia la scelta giusta.
Primavera
Giu 23, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

20 giugno 2018

Parlando di ombrelli, di mamme, di protezione e di riflessioni varie arriviamo al turno con Safeya e Occhio di Drago…
Sempre meraviglioso confrontarsi con Arancina… fucina di dialetti, mimi, e risate…
Avevo bisogno di tutta questa ventata di leggerezza…
Gomitolo

Turno all’insegna del sorriso e del buonumore!!!
La generosa Gomitolo mi e’ venuta incontro in piazza Beccaria.
Arrivate all’ospedale.
Mentre mi preparavo sono stata agganciata da una centralinista con cui si e’ conversato dell’atteggiamento verso noi stessi.
Pediatria:

Abbiamo incontrato tre bimbi: N. con la mamma russa che pero’ parlava anche inglese alla quale ho potuto manifestare che conosco la parola dasvidania….il bimbo pero’ aveva la febbre e quindi piu’ di tanto, molto piccolo tra l’altro, non abbiamo potuto fare molto di piu’.
Nella stessa stanza c’era E. con la mamma R. per cui con l’aiuto dei pupazzi di Gomitolo abbiamo intrattenuto.
In un ‘altra stanza abbiamo conosciuto un’  altra bimba con p. col padre che poi per telefono ci ha fatto conoscere la mamma brasiliana.
Nell’andare in dialisi abbiamo incontrato una coppia , la signora aveva operato l’alluce valgo, ovvero la cipolla e che ci  ha tenuto a rassicurarmi sull’intervento che si e’ rivelato fattibilissimo.

Dialisi:
Salutato O. che non vede l’ora di rivedere S.
Abbiamo trovato B. , che non vedevo da tempo poiche’ riesco a fare turni infrasettimanali sporadicamente,col quale abbiamo conversato.

Psichiatria:

 Accompagnate da un’infermiera, mattinata particolare con R.
Siamo state in compagnia di S., col quale abbiamo parlato di dinamiche di rapporti. Si e’ rivelato un confronto interessante.
Al turno e’ seguita la pizza e Giorgio.
Consuetudine dei turni miei e di Gomitolo.
Grazie Gomitolo.

Arancina

Giu 20, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

16 giugno 2018

Turno non previsto con Caramella, ma data la situazione e la conoscenza si può mettere il “pilota automatico” e partire….
In realtà alcune condizioni di contorno non rendono il turno poi così semplice, soprattutto in quei momenti  in cui ti devi mettere il naso rosso anche in situazioni della vita quotidiana e dei rapporti personali, dove forse è ancora più difficile.Cerchiamo di fare il più presto possibile per iniziare in pediatria e lasciare il tempo adeguato a dialisi e psichiatria.
Appena entrati ci sono due bambine di colore in sala di aspetto, la piccolina si gira un po’ impaurita mentre la sorellina, la mamma e il babbo ci accolgono con un grande sorriso e apprezzamento per la nostra presenza. Bastano un po’ di palloncini e qualche piccolo gioco per allietare questo momento di attesa. Tanti ringraziamenti quando se ne vanno, come se avessimo fatto una cosa straordinaria.
Ci dirigiamo in reparto e li trovo S. che c’era anche nel turno di chirurgia ed il sabato precedente: sembra che lunedi finalmente verrà dimesso. Non appena mi vede si lancia in un grande abbraccio, il padre sorride e S. si pone nel ruolo di assistente. L. un’altra bambina è più timida, anche se segue con sorrisi e attenzione, mentre un’altra bambina si affianca quasi subito a Stefano: Palloncini, magie, musiche, nasi e pance che suonano…, una bellissima atmosfera facilitata anche dai 3 genitori. Mi colpisce la presenza continua del padre di S., visto che è più abituale trovare le madri accanto ai bambini.  Il clou si raggiunge forse con la canzone mimata dove le madri vengono messe a dura prova e questo aumenta l’ilarità dei bambini.
Usciamo fra tanta riconoscenza e abbracci e questo è tanto carburante anche per noi.
In dialisi siamo contenti di vedere ancora meglio M. e ci soffermiamo a parlare con tutti cercando di allentare e staccare da quella noia del tempo che non passa: il furetto aiuta ad allietare e scherzare un po’ con i pazienti mentre una infermiera scappa dicendo poi che l’aveva scambiato per un serpente!Corriamo verso psichiatria per dedicare anche qui il tempo dovuto alla interazione con i pazienti, ma mentre scendiamo le scale Caramella riceve la notizia che Paolo se ne è andato: la sera prima LEI era da lui per alleviare le sofferenze con un massaggio, la settimana prima cantavamo assieme qualche brano che ci univa nei diversi percorsi della nostra vita ma la fine è arrivata ancora più veloce di quanto si pensasse. Caramella viene toccata dalla situazione ma vedo che continua il turno con il solito spirito e ascolto.
In psichiatria ci affianchiamo e ci dividiamo nelle diverse situazioni e relazioni a seconda di quanto ci veniva richiesto. L. un pochino meglio, anche se non è facile il rapporto con lui, soprattutto quando si tratta di lavorare assieme agli altri pazienti. Anche in questo caso la musica aiuta a unire e facilitare un pensiero positivo e più sereno. Qualche saluto con nuovi pazienti ed è l’ora di pranzo. è l’ora di ricaricare un po’ le pile anche noi….
  1. Pasticca
Giu 16, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

13 giugno 2018

Ormai tra me e Birichina basta pochi sguardi per intenderci…
questo rappresenta la potenza del fare squadra ….

Gomitolo

Nuovo turno…
Ansia di far tardi….cambio agli armadietti molto conviviale come sempre con Dott.Ssa Gomitolo e via….con i nostri camici e borsette….

Partiamo dalla pediatria salutiamo le infermiere che ci spiegano la situazione una camera con tre bambini con broncopolmonite….un bimbo autistico che corre su e giù per il corridoio…..andiamo nella saletta con il tavolo dei giochi e troviamo un bimbo che sta leggendo un libro, ci presentiamo e iniziamo a chiaccherarci; con un po’ di vergogna ci dice il suo nome, la classe che fa e il motivo per cui è li….finalmente con l’ aiuto delle fantastiche spade con i palloncini fatte da Gomitolo si scioglie un po’…..passiamo da un libro ad un gioco fino ad arrivare alle bolle magiche che incantano anche gli adulti….

Felici dei suoi sorrisi lo lasciamo giocare a spade con il padre e ci dirigiamo nella prima camera…qui troviamo tre bambini, due ragazzine e un bambino di 9 anni simpaticissimo…

Parliamo con loro ci raccontano il motivo per cui sono li…scherziamo sulla scuola sul cibo poi con un fiore ciascuno, fatto con i palloncini, salutiamo.Ci fermiamo dalla caposala Gomitolo mi presenta mentre le fa un bel fiore anche a lei, molto gentile e felice nel vederci…nel frattempo vedo un bimbo piccolo nel corridoio che fa su e giu, mi avvicino e inizio a giocarci, lì per terra tra il suo stupore iniziale sfociato poi in grasse risate…con il cuore pieno di soddisfazione salutiamo quel reparto e attraversando ortopedia per dirigerci in dialisi ci fermiamo a scherzare con i pazienti in attesa di visita….la maggior parte di loro sono giovani quindi ci scateniamo!…salutiamo con la scommessa che quando ripasseremo di lì ci saranno sempre…..
Arriviamo in dialisi;salutiamo gli infermieri e iniziamo il giro dei saluti nelle camere:nell’ ultima in fondo era sveglio solo un ragazzo, qualche scambio di parola e poi altra camera.È quella che io definisco dei mitici tre!B. Ci accoglie come sempre molto festosamente, ci racconta la sua vacanza al mare, leggiamo qualche notizia sul giornale riguardante la Fiorentina e poi scopro che abita vicino a dove abitavo io prima…..conoscenze in comune, bar e negozi conosciuti da entrambi….mi racconta che era volontario alla misericordia e tutto questo lo fa con soddisfazione…parliamo anche con gli altri.Chi ci racconta della nipotina, che ha un problema con un ciglio che cresce dentro l’ occhio,insomma gli argomenti non mancano mai in questa stanza.

Continuiamo il giro ma nelle altre due stanze c’è chi dorme e chi come sempre finge di farlo….quindi decidiamo di uscire.
È la volta di psichiatria….
Ripassando da ortopedia troviamo le stesse persone di prima, come previsto, anzi ne sono arrivate di nuove quindi ci rifermiamo a parlare e scherzare con tutti…..

Ci incamminiamo verso la psichiatria e nel corridoio ci viene incontro una signora sorridendo e chiamandoci colleghe ci dà il buongiorno….lei è del soccorso clown!

Arriviamo alla porta di psichiatria, di quel mondo che io definisco ” mondo a se”dove le menti viaggiano per conto loro, distaccandosi tal volta anche dal corpo stesso…suoniamo il campanello, ma stamani non è consigliabile entrare….
Purtroppo succede….
Dovevo essere preparata….
Abbiamo un attimo di riflessione con Gomitolo….
Decidiamo a questo punto che per oggi il turno è finito….un’ ora e mezzo…..

È vero che sia un secondo o un’ ora del nostro tempo hanno lo stesso valore, però rimani con il dubbio di non aver fatto abbastanza…..

Avrei voluto rifare tutto il giro…..
Grazie a Gomitolo che con la sua dedizione mi spiega e insegna sempre cose nuove…
Birichina
Giu 13, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

9 giugno 2018

Turno che portava dentro di me un po’ di apprensione mista all’entusiasmo di fare un vero ingresso in pediatria.

Lo spazio lo ha trovato l’entusiasmo che si è trasformato nella gioia di giocare e interagire con bambini, genitori, personale.

Caramella felice!!!!

Il tempo è volato e sembrava non bastare tanto è vero che mentre stavamo per venire via sono riuscita ad entrare in una camera dove due giovani genitori erano molto preoccupati per il piccolo ricoverato dalla sera prima…non c’è stato molto tempo per interagire e sono uscita un po’ dispiaciuta…vero è che non sempre possiamo riuscire a toccare tutti i tasti, dolenti o meno dolenti.

GRAZIE per questa grande, nuova opportunità di crescita.

GRAZIE al mio Pasticca per il supporto e la condivisione…

Un ABBRACCIO a tutti

Caramella

Arriviamo agli armadietti con l’interrogativo di un turno che per la prima volta per noi comprenderà, oltre a dialisi e psichiatria, anche pediatria.

Saliamo al secondo piano ed io ho il piccolo vantaggio di una precedente esperienza in pediatria e del turno di 2 giorni prima per l’accompagnamento in sala operatoria.

Ritrovo alcuni bambini compreso uno che la volta precedente era molto restìo a relazionarsi e suo padre che ci segue con il sorriso negli occhi vedendo la felicità del figlio nel giocare con noi e di riferimento stesso verso gli altri bambini. Con Caramella è subito naturale integrarsi nell’utilizzo della musica o di un gioco o separaci quando le necessità lo richiedevano. Quasi da subito anche il personale del reparto interagirà con noi e anche 2 ragazze delle scuole superiori che seguono uno stage di 2 settimane, alla fine diventeranno parte integrante del gruppo clown. Lavorare con gli adulti è stata per me una scoperta e un arricchimento enorme, rivedere il sorriso di un bambino attaccato a una flebo e la contentezza e partecipazione dei genitori è sicuramente grande cosa ed a volte la sensazione è quasi di “magia”.

Il personale ci tiene ad avere una foto di gruppo con i disegni fatti da una collega in sala di aspetto: fatte le dovute precisazioni sulla privacy è forte la sensazione dell’apprezzamento per la nostra presenza in reparto.

Un’infermiera ci chiede di fare un tentativo con un bambino che risponde molto male alle cure, alle medicazioni e alle visite. Con Caramella non ci tiriamo indietro e stile “Musicanti di Brema” ci portiamo dietro gli altri bambini, qualche genitore e le 2 ragazze dello stage. All’entrata nella stanza ci accoglie un grande sorriso della madre ed il bambino si infila immediatamente sotto le coperte: qualche tentativo di gioco con lui da sopra le coperte, con qualche cosa che funzionava e altre che creavano irritazione. Allora abbiamo deciso di coinvolgere la madre e gli altri bambini chiamandolo ogni tanto per sentire se volesse partecipare. Il primo piccolo muro lo ha abbattuto le bolle di sapone, con la manina che usciva dalle lenzuola per farle scoppiare. Poi, dopo diversi tentativi, la stessa manina è uscita con la testa per guidare una magia. Il suo sorriso alla fine e la contentezza della madre sono stati una grande soddisfazione per noi. I ripetuti ringraziamenti della madre ci sono sembrati quasi eccessivi visto che per noi avevamo fatto una cosa più che normale.

Un po’ di corsa ci rechiamo in dialisi dove ci dividiamo con Caramella nell’interazione con i pazienti. Sono molto contento che dopo alcuni turni in cui la trovavo chiusa sotto le lenzuola una paziente si sofferma a parlare di nuovo con me, parlandomi delle difficoltà date dalla cataratta e della felicità per aver riacquisito la possibilità di vedere. Ascolto il suo racconto e alla fine ci scappa anche una cantatina con la chitarra. Salutiamo anche il nostro caro infermiere prossimo al viaggio – raccolta di lamponi (….) e ci dirigiamo verso psichiatria cercando di dedicargli il tempo minimo necessario per lavorare con i pazienti ricoverati.

Anche qui ci troviamo in modo naturale a lavorare a volte in coppia con una o più persone, a volte separatamente. Mi dispiace di vedere R. ancora così male ma riesco a interagire con lui con qualche parola e una vigorosa stretta di mano che si conclude con un abbraccio. Chissà se queste piccole gocce in questo mare in tempesta potranno a servire a qualcosa. L. vuole cantare e dobbiamo stare continuamente attenti a non urtare la sua suscettibilità: in certe situazioni entra in difesa di R. per eventuali disattenzioni da lui avvertite nei confronti del compagno di viaggio. Non ci possiamo esimere da qualche altra richiesta musicale e della consueta richiesta da parte di una ragazza della interpretazione di “tappeto di fragole” dei Modà. Chissà cosa rappresenterà per lei quel brano, che storie, emozioni, delusioni ci saranno dietro.

La sensazione è di una leggera rinnovata positività in reparto e questo ci conforta nel lavoro e la voglia sarebbe stata di restare tutta la mattina in ogni reparto visitato in questo turno.

Grazie a Caramella per la ricca guida e condivisione

Pasticca

Giu 9, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

7 giugno 2018 – pediatria: sala operatoria

Inizio subito col dire che questa tipologia di turni rappresenta sempre un incognita..

Questo perché i fattori e le variabili sono tantissime; l’età dei bimbi, la nazionalità, la pressione psicologica dei genitori, l’ansia dei genitori….

Oggi turno difficile …sul finale un po’ drammatico perché ero sola e perché l’ultimo bimbo è stato difficile da gestire sia per me, per i medici, per le infermiere…

L’età e la paura giocano davvero tanto in questa tipologia di Turno…

Quindi andare sereni, motivati, sorridenti ma allo stesso tempo andare pronti a tutto;  a qualsiasi cosa possa succederci e mi raccomando affidiamoci e chiediamo agli altri, a chi ci lavora, a chi è più esperto di noi..

Facciamo casomai un passo indietro ma non fate mai niente di iniziativa personale….

Grazie a Pasticca grande compagno di avventura….

Gomitolo

Report 7 giugno 2018 – Chirurgia Pediatrica

Per vivere questa nuova esperienza decido di prendere ferie e mi affianco alla super Gomitolo di turno. Possiamo avere tutta l’esperienza o doti di questo mondo ma mi avvicino con la coscienza che si tratta di una cosa nuova e diversa dalle altre, che dovrà essere affrontata con umiltà e impegno che si andranno a sommare alla normale ansia pre-turno.

Predispongo la sveglia per un largo anticipo, già sapendo che l’ansia mi farà perdere un po’ di tempo la mattina. Il fatto di arrivare agli armadietti alle 7:15 con Gomitolo che già si sta preparando, che ti semplifica le cose e spiega le cose è già tanto. Apprezzo, oltre i consigli e le spiegazioni, anche il lasciare a me fare e portare quello che sento “più nelle mie corde”.

Partiamo e seguo Gomitolo cercando di capire come si svolgeranno le attività, le stanze in cui si lavorerà etc…. le istruzioni molto precise e anche qui il lasciar fare quello che a me e lei veniva di fare nelle situazioni aumenta a mio avviso la nostra capacità di risposta e integrazione fra noi.

Dopo un po’ di interazioni con bambini ricoverati e gli altri che si dovranno preparare per l’intervento, ecco il momento di accompagnare il primo verso la sala operatoria: alla fine abbiamo deciso che sarà furetto Johnny a accompagnarci e che interagirà con il pupazzo di Gomitolo, il bambino e gli operatori stessi.

All’inizio seguo Gomitolo nel suo accompagnamento accanto alla barella lungo il percorso che ci porterà alla sala operatoria: emerge la necessità di rassicurare i genitori stessi e giochiamo la prima carta col bambino del “è il momento di chiedere il regalo che vuoi”!…. Nella vestizione, Gomitolo è precisa nelle indicazioni e nel darmi supporto e così possiamo affiancare il bambino nel tentativo di abbassare l’ansia, la paura, di distrarlo e tranquillizzarlo. A volte questo avverrà con maggiori risultati a volte meno, ma credo dobbiamo sempre essere coscienti di non essere maghi o dotati di super poteri e in alcune situazioni può essere buona cosa “staccare” un po’ per non diventare noi stessi fonte di stimoli eccessivi ed eccitazione.

Al rientro nelle stanze, tranquillizziamo il genitore rimasto fuori, riprendiamo ad interagire con i bambini prossimi all’intervento e con gli altri del reparto. In alcune situazioni i palloncini, il gioco, qualche magia e un po’ di musica aiutano a migliorare la relazione fra noi e i bambini, i genitori, gli operatori stessi. La sensazione è che il personale apprezzino il nostro lavoro.

Alle 12:30 vado a cambiarmi e lascio Gomitolo per l’ultimo accompagnamento perché dovevo scappare a un importante appuntamento per Francesco.

Alla fine sarà una giornata impegnativa ma ricca di ritorni positivi e quando è così anche la fatica si sente meno.

Grazie a chi ci sa fare da guida in tutto questo.

Pasticca

Giu 7, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

6 giugno 2018

È sempre bellissimo fare in turno col sorriso di Onda, è bello cercare di tranquillizzarla, spronarla, incoraggiarla….

è un’amica stupenda e con lei tutto scivola via senza grandi intoppi, in mezzo a sorrisi, palloncini, bolle…

Gomitolo

Il turno di oggi mi ha regalato tante emozioni, è stato lungo e molto impegnativo ma sono stata ripagata di tutto.Siamo partite con la Dott.ssa Gomitolo dai più piccoli, ovvero al CUP e Pediatria, dove abbiamo riso e scherzato con dei bambini dolcissimi: è sempre un onore avere a che fare con loro perché ti insegnano la spontaneità, l’allegria e una capacità di sognare che spesso dimentichiamo di avere…Riuscire a far sorridere dei bambini in un ospedale pensavo fosse una cosa difficile da raggiungere e invece con l’aiuto della super Gomitolo abbiamo creato un bel clima tra i piccoli pazienti, ognuno con una  storia da raccontare, un disegno da mostrare e tante belle risate che ci siamo fatti tutti insieme prendendoci qualche volta anche in giro.Quei sorrisi me li custodisco dentro di me come primo turno nel reparto di pediatria riuscito davvero bene.

In dialisi invece tanti pazienti erano in vacanza però i nostri mitici nonnetti erano lì ad aspettarci…Il grande R. sta aspettando ancora Red e gli abbiamo promesso che tornerà presto a fare un turno per farsi prendere in giro un po’, il suo vicino di letto invece mi aggiorna sui suoi nipoti sempre presenti nella sua vita….

Arrivati in psichiatria siamo andate a salutare un signora che stava guardando dei video sul tablet e così ci intratteniamo con lei vedendo performance di “American’s got talent” e ci ha mostrato un video emozionante che rappresentava uno spettacolo di un mago che raccontava il miracolo di sua moglie affetta da tumore che è riuscita comunque a partorire sua figlia…Con un nodo alla gola per l’emozioni che ci ha fatto vivere questa signora, siamo andate via e abbiamo incontrato un insegnante che invece ci ha parlato di film, di una comunità che vive in un bosco come gli elfi che  è andato a trovare personalmente…

Di solito quando esco da un turno ho bisogno di fare i conti con tanta sofferenza che vedo in ospedale, di rielaborarla per poter trarre il meglio da queste esperienze che ho la fortuna di vivere grazie a questa associazione stupenda di cui faccio parte: oggi per la prima volta sono uscita molto stanca ma felice fin da subito, contenta di aver condiviso con queste persone stupende delle ore spensierate, perché avevamo tanto da dirci sia tra i più piccoli che tra i più grandi e questo significa che il nostro ruolo all’interno dell’ospedale è determinante perché abbiamo l’opportunità di rispondere  a un bisogno evidente di vivere, emozionarsi e condividere bei momenti come oggi.

Grazie a Gomitolo che con il suo entusiasmo e la sua allegria contagia chiunque!

Vi abbraccio tutti,

Onda

 

Giu 6, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

1 giugno 2018

Fare un turno con Jacopo è sempre bello, divertente e una continua scoperta…

Abbiamo passato dei momenti molto “leggeri” insieme alla bilancia della dialisi…

Abbiamo strappato sorrisi ai bimbi della pediatria..

Abbiamo conversato in “leggerezza” con la psichiatria..

Grazie a Scamerita e al suo entusiasmo.

Gomitolo

Finalmente dopo aver superato i miei problemi di salute riesco a rifare un turno clown e sono con la mia Gomitolo. Dopo colazione si parte subito e per la prima volta vado in pediatria; non c’è preoccupazione per una cosa mai fatta prima-c’è piuttosto molta curiosità. Incontro subito I: I. è una ragazza di Greve a cui diverso tempo fa ho fatto l’animatore nel centro estivo di Cascina Vecchia. Ci siamo abbracciati forte, ho salutato la sua mamma e abbiamo rammentato con piacere i giochi fatti al centro estivo. I. è stata portata in pediatria perché da una settimana aveva una febbre alta che non accennava a diminuire, delle placche in gola e le dita delle mani molto gonfie così le devono fare accertamenti. Era un po’ preoccupata per la sua situazione, ma non più di tanto. Mi ha parlato della scuola e del fatto che le piacerebbe diventare animatrice a Cascina Vecchia, perché avendo avuto un bel ricordo da bambina, in un certo senso vorrebbe ricambiare. Le ho fatto il disegno del trampolino e mentre mi stava parlando di progetti per l’estate è arrivata la dottoressa per delle analisi, pertanto mi sono dovuto allontanare. Nella stanza con I. c’erano anche Mat. ed un bambino asiatico col quale però non sono riuscito ad interagire perché ha sempre avuto il cellulare in mano e non sono riuscito a vedere un cenno da parte della mamma. Io e Rachele siamo stati tanto da Mar. e da sua mamma (un’artista) ed abbiamo fatto tanti giochi con la bimba. Lei è un’appassionata di magie e ci ha fatto vedere un gioco coi dadi, quello del cubo colorato ed ha indovinato la carta che avevo scelto nel mazzo. Mar. è una bimba solare e vivace a cui piace ballare, così Gomitolo ha tirato fuori il flauto; lei si è un po’ vergognata così mi sono messo a ballare io con delle mosse improbabili. Poi la Rachele ha fatto molti palloncini (cani, cani con la polpetta nello stomaco, fiori) che ha elargito a tutti ed io mi son messo a giocare con la piccina con delle marionette che mi ha lasciato Gomitolo <maremma miseria, nei prossimi giorni mi attrezzerò meglio e comprerò qualche strumento utile per rompere il ghiaccio>. Sono stato da Mat. un ragazzo molto tranquillo che fino a poco tempo fa faceva nuoto ad alti livelli e con sua mamma ci siamo messi a parlare del più e del meno. Finita la pediatria, prima di salire in dialisi abbiamo salutato T. un bambino che accompagnava il babbo C. all’ospedale per un controllino, in quel momento rapito dal cellulare e da un giochino coi pesci. In dialisi abbiamo visto una stanza solamente, perché nelle altre le persone dormivano oppure era entrato uno psicologo. Ho incontrato B. un uomo molto sorridente e dal buonu more contagioso e si è parlato di un po’ di tutto: cucina, Firenze e il nuovo governo di Conte. In seguito ho salutato R. e sono andato da A. Siamo stati molto a parlare di Greve, perché lui è stato lì diverse volte con la moglie ed ha rammentato con piacere il borgo di Montefioralle e Casa al Sole. Abbiamo finito in pediatria il turno. Lì oltre a parlare con gli ospiti è stato un ottimo momento per parlare con Gomitolo. Ho conosciuto un professore di chimica che conosce molti aneddoti legati alla storia di Firenze e della famiglia dei Pazzi, M. (una donna che ci ha parlato dei suoi figli, uno tornato dagli USA recentemente) e R. (un signore che sente le voci). Non siamo usciti in terrazza ma siam rimasti su un tavolino seduti e poi un po’ tutti si sono avvicinati. La prima è stata S. una signora che ha parlato pochissimo ed è stata molto ad ascoltare, poi due infermiere tirocinanti ed infine G.. G. è una ragazza giovanissima e da che ho capito è finita là per tensioni legate alla scuola; è molto appassionata di serie tv ed infatti siamo stati molto a parlare di televisione. Prima di andare via abbiamo anche salutato velocemente L., un’altra ragazza giovane che avevo già visto in un turno fatto con Paolone tempo fa dove si era ballato il sirtaki.

Dott. Scamerita

Giu 1, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments

30 maggio 2018

Fa sempre in certo effetto tornare in ospedale dopo esperienze come quelle di Gaza e fa ancora più effetto farlo con il mio compagno di viaggio…Pan…

Sono contenta che stiamo lavorando bene in pediatria e sono ancora più contenta che gli operatori stessi siano felici del nostro ritorno in reparto…
Continuiamo così!!!
Gomitolo
Nuovamente i camici di Pan e Gomitolo che si ritrovano dopo l’esperienza di qualche settimana prima.Nuovamente in ospedale con un nuovo “nuovo” inizio..la pediatria.
Ore 9 partiamo,diretti con un saluto al bar e alla tazzina di caffè. Il CuP ci accoglie con un bimbo e la sua sorellina. I genitori giovani e la voglia di combatter come pirati che prevale sul padre che inizia a giocar subito con il piccolo. Poche parole e arrivano altri due bimbi che subito ci fanno capire con lo sguardo che, palloncino bambino-borsa clown-palloncino bambino-borsa clown, ne vogliono uno anche loro. Basta poco ed ecco due nuove forme che nascono da due palloncini sgonfi.Nei corridoi osserviamo dei bambini che indicano le nostre foto, ci scambiamo sorrisi e ci fermiamo con Safeya e Bruno ( i nostri pupazzi) a mangiar le dita di una bimba che con il sorriso addosso resta a giocar qualche minuto con noi.
La dialisi è calma…in alcune stanze dormono, in altre ci son i medici e le infermiere a lavoro…tiriamo dritto per non disturbare. Poche parole con alcuni e un sempre piacevole CIAO NANNI del buon Bruno che ci saluta dal suo letto.
Ma eccoci li a rivarcar quella porta…la pediatria. Andiamo dalla Capo Sala a chieder come sono andati gli interventi in sala operatoria…gli interventi clown. Son felici del nostro lavoro e di quel che abbiamo fatto. Ci ricordadell’importanza, al rientro dall’operazione, del lasciar i bimbi a dormire…è il miglior modo per loro di recuperare e lasciar passare l’effetto dell’anestesia.
Camminando per i corridoi butto l’occhio dentro una stanza dove una piccola principessa lacrimosa si stà facendo medicar il braccio…il Messer Medicantiere Leonardo mi invita ad entrare nella stanza e subito gli sguardi cambiano. La complicità nel gioco di Leonardo poi è fondamentale…pochi istanti ed ecco che arriva anche Gomitolo con Safeya.
Ma cosa ci facciamo tutti in quella piccola stanza? Via! Tutti fuori…tutti in camera. E li parte la magia con bastoni per le flebo che diventano aste per microfoni palloncinosi, Leo che canta con noi, i genitori che si divertono a giocare nella camera che ormai è diventata una sala delle feste. Da un letto un piccolo mago soffia via le bolle a colpi di tosse…che deve fare per star meglio. Apprendisti palloncinieri regalano spade e fiori, Bruno continua a mangiar dita dei piedi, Gomitolo ascolta e parla con un bambino un pochino tanto più grande, gli infermieri complici con noi…l’armonia illumina la stanza. Da oggi alla domanda…ANDATE DAI BAMBINI?…possiamo dire…ANCHE!
Salutiamo tutti e ci dirigiamo verso la psichiatria. Passiamo davanti le camere…gli occhi ci seguono e tirano con se i corpi.
In sala pranzo..siamo li, quasi tutti…come non vedevo da tempo. Parliamo con il Biondo, la Ricciola e sua mamma, l’Insegnante, la Principessina Triste, l’Americana..sul finale arrivano anche altri amici. Parliamo del 48, 5 di piede, dei piedi grandi e dei piedi piccoli, parliamo di feste, lingue straniere e del piacere che trovano gli americani a bere il caffè americano…beh. Parliamo di siti internet, di come mi garba rispondere o far domande in francese e poi mi frego perchè la gente parla francese ma io l’unica cosa che sapevo era quella domanda o quella risposta, parliamo di lacrime e fenicotteri, parliamo di proverbi e di mente e cuore…parliamo di buon appetito.
Andando via entriamo in una stanza…Lui..seduto che guarda la finestra. Libri d’arte davanti a se, foto di un grande amore. Ma lì gli amori sono due…l’arte e la complicità di una donna…una compagna di viaggio. Cerchiamo di rubargli due cucchiai di ricotta o purè…riusciamo a far poco. C’è rassegnazione in quello sguardo…come un senso di abbandono. Quella mano che ti stringe come a ringraziarti…nonostante tutto grazie.Son quelle mattine che torni a casa pieno di pensieri…vuoto nel corpo e con la mente che scoppia.
Il turno finisce…abbraccio Gomitolo…instancabile compagna e in sella al mio cavallo a due ruote torno verso casa sotto la pioggia che cerca di lavarmi mia dalla testa qualche pensiero.
Pan
Mag 30, 2018 | Posted by in Blog | 0 comments
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