Mostra Oblò e Oblio

MOSTRA L’OBLO’ E L’OBLIO

INSTALLAZIONE PERMANENTE DI FOTOGRAFIE DI ORME

E LEGNI LAVORATI DAL MARE

Con l’installazione “L’oblò e l’oblio” desideriamo profondamente che chiunque entri in ospedale possa comprendere quanto è importante dare valore alle cose che ci appaiono fuggevoli e che hanno durata brevissima, come le emozioni, le notizie belle o brutte, gli incontri casuali, gli sguardi di persone che condividono un attimo della nostra vita anche semplicemente percorrendo il nostro stesso percorso in direzione di un reparto o di un esame.

Per questo abbiamo dedicato uno spazio alle orme sulla sabbia. Orme che restano visibili per pochi minuti, a volte per istanti brevissimi giusto il tempo dell’arrivo della prossima onda che le spazzerà per sempre dalla faccia della terra. Questo non significa che esse non siano esistite o che non abbiano “impresso” un’emozione. Probabilmente i loro ignari autori non immaginavano che quel passo, in quel luogo, in quell’istante, avrebbe aiutato una persona a distanza di chilometri, di giorni, mesi, anni, a riflettere sulla vita o ad essere, magari, di conforto in un momento difficile come ogni giorno capita all’interno di un ospedale.

Abbiamo poi aggiunto foto scattate da un oblò di una nave poiché anche questa visione del panorama è irripetibile. E’ il risultato di molti fattori che si combinano tra loro: il mare calmo o tempestoso, l’attimo prima o quello dopo, la nave che passa accanto, sopra o sotto l’onda e in base a questa si alza o si abbassa, il vento, il clima …

Infine i legni lavorati casualmente dal mare… ma sarà veramente casuale? Nessuno può sapere se il mare ha una coscienza e un intento proprio, sappiamo solo che anche questi legni sono il risultato di una serie di fattori che, combinati casualmente, ci restituiscono delle sagome d’animali. Una casualità che è durata giorni, mesi, anni… e chissà forse fra le variabili entra anche la volontà del legno che si “butta” in acqua o che è stato buttato… magari dalla stessa persona che, anni dopo, passeggiando, ha creato una delle orme di questa mostra… Ma questo è impossibile saperlo.

Ecco, questa è l’essenza che vogliamo trasmettere, che si chiama semplicemente poesia.

Le fotografie sono di: Federico Magherini (Dottor Nuvola)

L’interpretazione artistica dei legni è curata da: Rosita Liperoti (Dottoressa Piffero Shmoo)

L’idea poetica è del Dottor Nuvola ed è stata rivista e corretta da: Rossella Tarchi (Dottoressa Pituffo)

Le fotografie delle orme sono state realizzate nelle spiagge di: Isola d’Elba, Barletta e Tunisia

Le fotografie dall’oblò sono state realizzate all’Isola d’Elba

I legni provengono dall’Isola d’Elba

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