REPORT MISSIONE BIELORUSSIA DAL 28/04/2015 AL 03/05/2015

Pubblicato da Dottor Nuvola il

Quest’anno son sintetico, di solito non riesco mai ma questa volta ci sta bene, mi hanno appena chiesto dalla Bielorussia la mia impressione sulla missione appena conclusa e qualche foto, quando fanno così di soltio le cose che mando finiscono sul loro giornale, e allora quest’anno dico a voi quello che ho detto a loro e che è il senso profondo della missione, questo è il mio report ufficiale, non ho scritto quasi un libro come l’anno scorso, forse perché ogni missione ha un messaggio da portare avanti, quest’anno il messaggio finale è solo questo per me per varie ragioni e non posso dire altro se non questo, non ho volgia di descrivere ogni giornata ma solo l’idea fondamentale di base che mi ha spinto in Bielorussia ancora una volta.Buongiorno e grazie ancora per tutto quello che avete organizzato per noi, in allegato invio qualche fotografia. Descrivere la missione oggi è per me molto diiffcile perché sono tornato da pochissimo, è la mia prima mattina in Italia e ho ancora addosso un’emozione fortissima, gli sguardi, gli abbracci e le parole nel cuore che passano velocemente agli occhi ed escono le lacrime a velare il viso, lacrime di gioia ma anche di impotenza per non essere in grado di accogliere e risolvere tutto quello che abbiamo visto e che ci è stato chiesto, abbiamo trovato come sempre in Bielorussia moltissime donne forti, determinate e coraggiose, donne splendenti di amore che speriamo possano davvero innescare un vero cambiamento in Bielorussia, questa è la mia sensazione più forte e vera oggi, la forza enorme delle donne che reggono e sostengono il paese, questo l’augurio che la nostra missione vuole fare a voi tutti, che le donne possano avere sempre maggiore rispetto, aiuto e fiducia da parte degli uomini, che gli uomini imparino il rispetto profondo e sincero verso di loro, che possa venire il tempo delle donne che mandano avanti il paese, la Bielorussia a mio avviso (e non solo la Bielorussia) in questo periodo storico ha davvero necessità di mettere la forza ,il coraggio e l’umanità delle donne al comando del mondo.

Dottor Nuvola

Quest’anno il report per tanti motivi non poteva essere “normale” rischiando sempre di essere incompleto o falso. Allora, a rischio di retorica, è venuto così, e così lo condivido…

La fiamma di Gomel

Lentamente,

mentre alcune strisce dell’autostrada

scompaiono

lasciando il posto al pensiero degli incontri

e alla stanchezza,

facciamo fagotto dei nostri bagagli,

dei nostri pensieri

e dei residui nel cuore

e ci perdiamo in queste strade dentro di noi.

Le note ci uniscono

e creano il contatto

con quegli occhi

spersi,

a volte sorridenti

nonostante tutto,

e le mani fanno cosi meno fatica

ad incontrarsi

ed accarezzarsi.

E’ come un ballo

che cambia tempo ed armonia continuamente

ed è bello che queste danze spesso

ci avvicinino

non solo con i bambini…

La fatica più grande la portiamo con noi

perché ogni altra viene ripagata

senza nulla chiedere …

Ripassiamo sul terreno arato nel tempo

e scopriamo i fiori e le piante

cresciuti dalle carezze passate,

e incontriamo nuovi terreni,

spesso inaspettati,

meravigliosamente bisognosi di cure

ma incredibilmente accoglienti

e pieni di colori.

A volte  non sembra di meritare tutto questo,

a volte dietro le baracche e le rovine

troviamo la ragione dell’essere li:

il muro e l’ostilità di Stefan

che si infrange in una magia

e nei colori di Pan,

le armonie inaspettate di Danil,

il ballo con Vlada.

Ora sono cazzi tuoi

mettere tutto questo

nella valigia del cuore

e sarà leggero o sopportabile

solo se condivisa con gli altri:

ogni emozione,

ogni sguardo perso,

ogni sorriso,

ogni carezza incontrata.

La paura del momento,

la stanchezza e la vergogna

vengono travolte dai bambini:

così la mano di Ksyusha mi strappa

alla resistenza fatta dall’anima,

che non riusciva più

a scorrere sul bianco percorso….

Il cuore torna sul cappello,

il sorriso dentro una piccola bolla.

Lasciamo andare questa mongolfiera

colorata di rosso

in alto,

più in alto che potrà:

dove vorrà andare,

comunque avrà volato

e nemmeno la pioggia spengerà la fiamma.

Il mio cuore è con te Mariam,

non lasciare l’abbraccio…

Dottor Pasticca

 

Passa poco più di un anno ed ecco che sono di nuovo qui, a Gomel. Quel posto che difficilmente ti esce dal cuore…quei volti, quei sorrisi, quella forza. Quest’anno non abbiamo nemmen avuto il tempo di posare le valigie che subito siamo stati catapultati nel primo centro. Pochi bambini, sguardi che ci osservavano, ci scrutavano…paura di un palloncino..Pasticca che suona, Red che colora i loro volti e Nuvola che li porta per mano. Ogni giorno sin dal primo è stato un susseguirsi di emozioni…dall’urlo liberatorio di Maxwell faccia a faccia con il mio naso rosso, dall’entrare tutti insieme dentro i mutandoni giganti cuciti da mia nonna (su spunto di Patch), fino ad arrivare a quell’immagine che mai dimenticherò, ovvero vedere e sentire ridere gli occhi…e questo perché la bocca è coperta da una mascherina… Veder ridere un padre, riuscire a scherzare con lui… vederli che si abbracciano, vederli ridere insieme davanti la semplicità di una bolla di sapone…quella stessa bolla che piu’ di una volta è riuscita a trasformare una lacrima in un sorriso. Trovarsi nel mezzo di un corridoio protetto dall’amore di tante mamme. Ammalarsi in missione e trovare il tasto stop ogni volta che il naso rosso di Pan si preoccupava di coprire il naso di Andrea. Il disarmo e la voglia di aver braccia lunghe 100 metri quando ci troviamo in una corte coperta di finestre dove da ognuna minimo vedevi spuntare una decina di piccole teste che ti salutavano. Andare nelle case delle persone..e mentre sei li per andar via che ti sei seduto in macchina veder Anastasia…nemmen cinque anni che si avvicina alla tua macchina con un’umiltà devastante che ti spacca il cuore e ti allunga la manina per dirti ciao, per toccare la tua di mano. Ma è un caos di emozioni…Andrey che diventa mago, io che mi spacco il labbro su un muro, il mio furetto che si chiama Faustino, le tensioni, l’emozioni, le lacrime, la stanchezza, gli spettacoli, le bolle che ci tolgono la pesantezza dall’animo, una bimba che mi dice che io “mangio e dormo ” e basta, un papa’ che suona, il the, il caffè lungo, i cioccolatini, le patate e il freestyle, Tatiana, Irina..ogni persona che abbiamo avuto accanto… i miei compagni di avventura…GRANDIOSI! Ed io che spero vivamente anno nuovo di non tornar in Bielorussia, si…perché il mio sogno più grande è veder M’illumino, illuminare altri volti, che sia Africa, Italia, Palestina, India…il mio sogno è che anno nuovo possa legger il report di altri clown che son stati in Bielorussia al posto mio…cosi’ che io e chi vorrà possa partire per altre mete, altri sorrisi, altre esperienze. Non dobbiamo mai chiudersi…dobbiamo seminare e trovar dei buoni contadini a cui lasciar il raccolto…e noi siamo tanti. Restiamo Umani Pan


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