04 Aprile 2015

Pubblicato da Radic il

Carissimi clauni e amici buongiorno, siccome ancora non ho ricevuto il report da Arancina io mando il mio, se poi arriverà il suo lo invierò a parte. Il turno di sabato è stato ovviamente complesso quasi quanto quello di venerdì perché in psichiatria i n un giorno ovviamente la situazione era molto simile. Ho portato degli scritti che avevo promesso a una signora e ho deciso con Arancina di dedicarci totalmente alla psichiatria saltando la dialisi perché  mi pareva più urgente. Nel frattempo G. dopo l’intervento di venerdì ci hanno comunicato che aveva mangiato un paio di biscotti per merenda e che era riuscita a stare a tavola con gli altri la sera anche se non aveva mangiato, due cose che non faceva da almeno 5 giorni. Ho provato ad incoraggiarla ancora una volta in maniera forte dedicandole almeno un ora di tempo durante la quale ho cercato di stabilire un rapporto tale che mi permettesse di farle mangiare qualcosa, l’accordo del giorno prima era che le avrei portato almeno del succo di frutta e quello metà l’ha bevuto quando glielo ho dato, poi l’abbiamo lasciata riposare un poco e fare la sua flebo, dopo un ora circa siamo tornati da lei e io le volevo dare almeno un poco di purea di frutta ma lei non la voleva, mi ha detto che tollerava solo il liquido, così gliel’ho messa nel succo di frutta, ho aggiunto acqua per renderlo liquido e l’ha bevuto, stranamente il reparto ha fatto uno scambio con un altro reparto di materiali e quindi avevano succo di frutta a disposizione, cosa che non hanno mai di solito, così con gli infermieri e le infermiere abbiamo fatto l’accordo che ogni tre quattro ore le avrebbero dato del succo con la mela grattata, siccome la mela non c’era sono andato nelle cucine a prenderla, per fortuna (o forse non proprio per fortuna perché penso che quando le cose si incanalano in una certa maniera è normale che troviamo aiuto esterno che sembra casuale) ho trovato la moglie di un paziente della dialisi che lavora nelle cucine e che conosco bene per cui le ho chiesto un favore e lei mi ha dato la frutta che mi serviva per G. Il turno si è concluso verso le  12.30, eravamo abbastanza stanchi perché lavorare con problematiche così difficili, e per me per due giorni consecutivi, non è rilassante, è molto bello poter essere d’aiuto ma è parecchio stancante, devi trovare e cercare risorse dentro di te alla svelta, utili e proporle con l’energia giusta, alla fine sei sfinito, quindi abbiamo chiuso la giornata e siamo andati a riposarci.

Nuvola

 

Esordio in sala prelievi con alcuni bimbi per i quali nube ha preparato i palloncini a forma di cane ed in un caso sinanche a forma di elefante. Nuvola non apprezza il mio contributo mentre opera, trattasi in realtà di caldeggiare il suo lavoro rendendomi partecipe con quello che so fare…mimando…un po’..comunque sono stata molto contenta di aver ritrovato, non certo per il luogo ma per la dolcezza che mi trasmette la coppia merciaia e falegname di cui mi scuso ma non ricordo il nome….l’entusiasmo per il suo lavoro e la dedizione del marito per il proprio lavoro mi aveva colpito, una bella coppia.

Dopo essersi rifocillati aibbarre siamo andati in psichiatria, siamo stati in compagnia di C. che aveva voglia di raccontare, e comunque con Nuvola si conoscevano e quindi ha continuato a raccontarsi. Poi siamo andati aibbarre a prendere un caffè con questo ragazzo giovane con la passione per la moto, che mi ha colpito particolarmente per quello che mi ha raccontato. Poi c’è stato il rivedere G. che non rivedevo da un pezzo, ci ha lavorato Nube col calore umano, con sincerità, incoraggiandola, io mi sono limitata ad accarezzarla e ad ascoltare. Poi successivamente allorchè mi ci son trovata da sola a guardare il volto di G. , era in assoluto la prima volta che ci trovavamo così quindi è stata tosta. La risorsa l’ho trovata nella mia esperienza con la malattia, con sincerità ho condiviso la sofferenza di non trovare intorno chi possa comprendere quanto è grande questa sofferenza. Ho tirato fuori un esempio che rendesse l’idea di come stiamo quando ci viene di restare chiusi nel dolore e come un piccolo passo alla volta possa permetterci di emergere e di poter vedere come uscirne. La cosa che mi ha colpito è stato rispondermi, perché comunque mi ha risposto, in modo grave ed inesorabile, però lo ha fatto. Npon è stato poco.

Guardo di far tesoro di questa esperienza.

Grazie, ciau

Arancina


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