13 febbraio 2008

Pubblicato da Radic il

Stamattina mi sono svegliata proprio male… Appena ho aperto gli occhi e me ne sono accorta,ho sperato di cambiare umore una volta arrivata in ospedale!! Non appena siamo arrivati in pediatria, io e Formaggino abbiamo cominciato il nostro tour nelle stanze, cercando come al solito di alleviare la degenza dei bimbi e l’attesa dei genitori. E’ stato grazie ai sorrisi inizialmente timidi di Tommaso (un bambino di 10 mesi) che il mio umore è cominciato a migliorare. E’ buffo.. io ero là per far sorridere lui.. e lui ha fatto stare meglio me! E’ una cosa talmente bella!! Abbiamo poi parlato con due neo-mamme e fatto un po’ di compagnia ad una bambina di 4 anni che aveva una bruttissima tosse asmatica! Siamo corsi in dialisi perché Formaggino doveva andare via alle 11 ed erano già le 10 passate! abbiamo fatto un breve giro dei letti e, mentre in pediatria non ci siamo mai divisi, in dialisi abbiamo preso “strade” diverse. La prima persona con cui ho parlato è stata la signora Margherita. Con lei ho intrapreso un discorso davvero difficile e forse ho anche sbagliato ad insistere su certe cose. Come molti di voi sapranno, Margherita è stanca di vivere. Ha perso il marito quattro mesi fa e da allora ha deciso che vuole lasciarsi andare pure lei. Io ho voluto provare a farle capire che ci sono tante cose belle che può ancora vivere: i figli, i nipoti, i ricordi. Lei mi ha giustamente detto che noi giovani certe cose non le possiamo capire, che lei questa malattia senza la forza del marito non la può affrontare. Ho insistito dicendole che comunque lei è stata fortunata perché ha avuto accanto a sé il marito per ben 53 anni, i ricordi potrebbero ora darle la forza necessaria per andare avanti. Questa forse me la potevo risparmiare, in fondo lei ha ragione, io sono giovane e certe cose non le posso capire. Avevo paura di averla ferita, invece mi ha salutata con affetto quando mi sono allontanata dal suo letto. Mi sono quindi avvicinata a Bruna con la quale non ho parlato molto perché dovevamo andare nell’altra stanza. Qui ho trovato Maria che mi ha salutato con gioia e ha scambiato volentieri due chiacchiere con me. Ho infine parlato con uno dei due Gino che mi ha praticamente fatto una lezione sulla dialisi.. Ho scoperto un sacco di cose che non sapevo, è stato davvero interessante! Purtroppo la nostra visita era terminata, Formaggino doveva andare, così abbiamo salutato e siamo tornati al parcheggio. Tirando le somme, questa è stata una giornata memorabile… non sono svenuta!!!:) direi che sto facendo un sacco di passi avanti!! Scherzi a parte, a fine turno mi sono resa conto che il mio umore era tornato in splendida forma e questo grazie alle splendide persone e ai meravigliosi bambini che ho incontrato durante il turno! Grazie a tutti voi e grazie ai pazienti dell’ospedale, sto crescendo molto e mi sto arricchendo. Noi siamo sicuramente di aiuto quando scambiamo due parole con loro, ma loro sono altrettanto “utili” a noi e forse dovremmo dirglielo prima o poi.. Non smetterò mai di dirvi quanto io vi sia grata per tutto questo!! Un bacio a tutti quanti.
Rimba

Postilla di Formaggino
Questa volta avrei tanto da scrivere, ma cercherò di risparmiare a tutti voi quel canto alla luna da pastore errante dell’Asia che mi prorompe dal cuore. Insomma, cercherò di essere conciso… Innanzitutto, una notazione sulla puntualità – mia e di Rimba – al nostro appuntamento: partenza in scioltezza e inizio turno effettiva alle 8.30 o poco più. Il viaggio insieme (fare il viaggio da Prato a Ponte a Niccheri in due nella stessa automobile, oltre che giovare all’aria, fa bene anche al nostro affiatamento, ci aiuta a conoscerci meglio) ha permesso a me e a Rimba di confidarci i rispettivi stati d’animo, tutt’altro che splendenti: lei faceva addirittura il compleanno (ancora auguri, Rimba nostra!), ma come spesso accade a quelli come noi – un po’ “estrosi” – il genetliaco è poco idilliaco… Per quanto riguarda me, sto lottando con la mia salute, che mi presenta certi “conticini” arretrati, e con certi impegni del mio lavoro teatrale, in cui sento che non sto dando il meglio di me. Avessi viaggiato da solo, avrei potuto solo rimuginare, mentre il fatto di avere accanto Margherita mi ha permesso di ammorbare lei con il mio piagnisteo da vecchio babbione poco realizzato… Insomma, un viaggio d’andata pieno di energia “very positive”!
Come spiegato da Rimba, la parte pediatria si è svolta comunque piuttosto bene: non solo abbiamo fatto amicizia con Giuditta, la sua mamma e la sua nonna, ma la permanenza nella camera di Tommaso è stata davvero un bel momento. I genitori del bimbo si sono rivelati persone davvero belle e ci hanno fatto sentire …adeguati. Ho potuto apprezzare la buona disinvoltura di Rimba, nel rapportarsi al bambino, mentre io relazionavo con i genitori. Lo stesso è accaduto in altri frangenti, nel corso della mattinata e la bravura e l’umanità di Margherita mi hanno permesso di “rilassarmi”.
Altro sapore mi è rimasto i bocca dopo la visita in dialisi. Ho trovato Anselmo assai triste per la perdita della vista a un occhio (trombosi) e con tutta sincerità gli ho detto: “Questa storia non è bella, ma c’è di buono che adesso ti basterà chiudere un solo occhio per non vedere la mia brutta faccia”. Gli ho strappato un timido sorriso, ma intanto i mio cuore gridava di dolore, frustrazione e paura. Ho confidato ad Anselmo la mia sensibilità verso l’argomento “occhi”, perché il mio amico diabete ha già fatto qualche dispetto alle mie retine. Ma che potevo fare, mettermi a piagnucolare? No. Ho cercato nelle mie tasche quel po’ d’ironia… La cosa è andata avanti tra strette e carezze alle mani di quelle persone e un occhio a Rimba, che però teneva duro e non sveniva. Non so che faccia avevo, quando sono uscito da dialisi. Non so che faccia avevo quando sono uscito dall’ospedale. Meno male che c’era Rimba con me e tutti guardavano lei.
Grazie, Rimba.

Formag