28 Ottobre 2015

Pubblicato da Dottor Nuvola il

L’ultimo bottone è stato chiuso, la cravatta è sistemata, gli occhiali rigorosamente senza lente son sul naso e….già il naso!
ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZip…. apro la borsa e prendo il naso. Naso rosso su naso rosa. Buongiorno Pan.

Oggi il mio primo turno in solitario… I pochi gradini diventano una sclalinata infinità che mi porta in un’isola di sorrisi accoglienti dentro la sala prelievi.
Gli occhi diventano lucidi quando sento dire grazie…grazie per esser passato nella giornata di un’anziana signora, da ben 52 anni sposata, con il suo bel marito seduto affianco a lei. Parliamo d’amore, di figli e di gentilezza. Una ventata mi porta qualche sorriso piu’ in la e trovo lei… una Wendy che mi racconta mille storie, proprio come nel libro di Peter Pan faceva con i bimbi sperduti. Si parla di Dante, di Savonarola, della Firenze che fù…mi narra vecchi detti popolari, mi parla del futuro e del suo passato difficile da ritrovar nei giorni d’oggi. Oggi tutti sorridono.

Volo tra i corridoi dell’Ospedale, bimbi “sperduti” che tengono per mano i loro genitori ormai grandi. Eccomi al porto della Dialisi… le barche son tutte li che galleggiano sul mare calmo…molti riposano. Entro in alcune barche e con i guardiani del porto iniziamo a parlare di pesca, viaggi e luci boreali. Ci salutiamo…e via…via verso l’accampamento della Psichiatria… i giovani indiani mi accolgono sorridenti…tranquilli…chi gioca a carte, chi gentilmente parla con me e mi chiede gentilmente di lasciarlo solo per fumar la sigaretta… o Calumet.

Volo verso il mio albero salutando quest’isola oggi serena e sorridente…

Un abbraccio

Pan