03 Dicembre 2016

Pubblicato da Dottor Nuvola il

Turno in solitaria, dopo essermi fermato al giardino d’ Indra per abbellire l’abete con le palle di natale fatte con le cannucce dalla dottoressa Primavera, vado verso gli armadietti, mi cambio e vado in sala prelievi. Qui non trovo tanta gente, mi viene incontro subito una bambina sorridente ….come non fargli un palloncino!!! Poi quando glielo ho consegnato tutta contenta va via con la mamma e,dopo alcuni passi,  si ferma, ritorna indietro e mi da un bacino, non potete immaginare  l’emozione e la gioia che ho provato in quel momento, e non solo, la cosa belle è che la gente presente in sala ha osservato tutta la scena e ha sorriso in segno di approvazione. Mi guardo attorno e mi cattura lo sguardo, una persona anziana che era con la figlia, il quale anche lui aveva sorriso alla scena di prima ma i suoi occhi erano tristi e spenti. Mi avvicino e gli dico: come va? lui: male, e non mi dice altro, non ha voglia di parlare, cerco di incoraggiarlo come meglio posso, gli spiego che le nostre vite sono piu forti delle sofferenze e difficoltà che incontriamo e se riusciamo a comprendere questo, questo puo fare la differenza, per non farsi travolgere dagli eventi ,e avere un senso della  qualità della vita alto, parlavo a lui e anche alla figlia, non so se sono riuscito nell’intento comunque alla fine mi ha strappato un sorriso. Dopo incontro altre persone di tutte l’età, incontro un’altra persona anziana che mi racconta che ha fatto tutta la vita il legnaiolo, non solo lui ma tutta la sua famiglia, poi mi fermo con un giovane che fa l’autista dell’ataf, mi racconta che è un lavoro molto noioso, ma tutto sommato mi dice che è fortunato perchè ha un lavoro fisso, e di questi tempi non è facile. La sala prelievi si è quasi svuotata e io vado a far colazione offerta dalla moglie del legnaiolo incontrato in sala prelievi e mi dirigo in dialisi.

Praticamente dormivano quasi tutti, mi fermo col ragazzo di Napoli che oggi non poteva parlare, penso perchè gli avevano dato un medicinale per cui doveva stare zitto per qualche ora, allora ho parlato io per un pò. dopodichè mi avvicino a un altro letto  dove un signore mi parla del suo amore per i viaggi, praticamente ha visto quasi tutto il mondo, a me affascina questo modo suo di raccontare dei suoi viaggi, riesce a trasmetterti tutta la sua passione, e riesce a farti vivere quei posti anche se te non ci sei mai stato.

Dopo mi dirigo in psichiatria dove mi viene incontro C. mi dice subito che è stata miss mondo, e mi mostra un rivista dove indicandomi una foto mi dice che è la sua foto quando era miss mondo.

Vado avanti nel corridoio, c’era chi  dormiva, chi ascoltava la radio, arrivo in fondo e nel salotto vedo che 4 pazienti stavano giocando a carte, non faccio a tempo a a parlare che un dei giocatori mi risponde in malo modo. Ritorno indietro nel corridoio parlo con l’infermieri, mi ero ritrovato in una situazione di stallo dove nessuno ti considerava o per lo meno ti sembrava, ritorno indietro nel salotto e con mia grande meraviglia vedo che i pazienti avevano smesso di giocare, sembrava quasi che mi aspettassero, mi metto a parlare con loro e anche L. quello che era un po scontroso all’inizio, incomincia a parlare in maniera tranquilla. Poi una di loro vuole fumarsi una sigaretta in terrazza e mi dice se la seguo, cosi vado, mi racconta una parte della sua storia, mi racconta che odia i suoi parenti che l’hanno rinchiusa in ospedale e non le fanno vedere la sua figliola, io mi sono limitato ad ascoltare anche perchè certe volte non sai dove inizia la verità e finisce la fantasia o viceversa.

Rientro in salotto ritrovo L. che vuole raccontarmi la sua storia, una storia fatta di stupefacenti che sta riuscendo a smettere dopo sette anni, poi mi racconta la sua difficile realtà che sta vivendo in quel momento. E’ giunto quasi l’ora di pranzo, avrei voluto incontrare e dialogare con altre persone, ma non c’era tempo.

Mi congedo e saluto tutti.

Così è giunto alla fine anche questo turno, è stato un turno in alcuni momenti, difficile ma molto intenso a livello emozionale. Essendo da solo, capisco l’importanza di lavorare in due nei turni soprattutto nei momenti più difficile ci si sostiene e dove non arriva l’uno arriva l’altro e viceversa.

un abbraccio a tutti/e

Spadino


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