08 Dicembre

Pubblicato da Radic il

Robobob & Bobiroby!!!

Buongiorno a tutti!

Bislacche sono le emozioni, le motivazioni, e le intenzioni:
bislacco il modo in cui vediamo il mondo!
A seconda del punto di vista, dell’approccio che usiamo, tutto cambia: le emozioni che sentiamo quando vediamo una cosa, le motivazioni che ne ricaviamo, le intenzioni che quindi maturiamo nella mente e le azioni che infine ne derivano: il risultato, il mondo stesso cambia a seconda del modo che abbiamo di percepirlo, si potrebbe quasi addirittura azzardare……
“bislacco il mondo in cui vediamo il modo”!!!

Oggi sono tornato in ospedale dopo tanto tempo e adesso sono qui a redigere il buon vecchio consueto report e mi chiedo: il mio approccio a questa meravigliosa occasione quale è stato? Ho davvero vissuto al meglio quello che questa giornata mi ha donato?
E io non credo di averlo vissuto al meglio.
Ciononostante, signori, sono lieto di presentarvi questa nostra GRANDE giornata!!
Anche se mai avessi potuto fare di più di quello che ho fatto gli abitanti dell’ospedale hanno sorriso e riso e si sono svagati, e sicuramente almeno un po’ di quel mondo che avevamo attorno l’hanno potuto vedere da un punto di vista decisamente meno arrugginito e noioso!
ma procediamo con ordine.

Si era io e Formaggino, e arriviamo in ospedale.
La pediatria (grazie a Dio) era desolatamente vuota, decidiamo perciò di andare subito in dialisi (devo far notare che Formaggino è stato molto accorto e premuroso con me, chiedendomi se me la sentissi di partire dalla nefrologia, e se per me non era un problema dato che a volte alcuni prefersiscono andarci già “caricati” da altri reparti).
Dopo un rapidissimo salto nella sala d’aspetto della maternità, in cui una bambina inspiegabilmente preferiva soffocare nel flatulento effluvio della boschiva pettorale del suo sicuramente fetentissimo padre piuttosto che guardarmi in faccia (oddio devo essere davvero orribile!!!), giungiamo nel reparto dei reni infranti.
Quivi scopro con piacere che le persone erano molto ben disposte.
Davvero credo di essere capitato in un terreno molto addolcito dal profondo lavoro che i clàùSn prima di me hanno colì svolto… credo proprio che abbiate fatto un lavoro imbarazzantemente buono!
I degenti ci hanno perlopiù accolti col sorriso, nondimeno anche le infermiere hanno fatto altrettanto, ora però non voglio dare tutto il merito a voi perché io e quel panzone del Formaggino un po’ del nostro ce lo abbiamo anche messo: non è che per nulla dopo una strimpellata a voce alta col coro delle infermiere che ci accompagnava (o meglio del coro mio e del Formaggio accompagnante loro) i degenti della stanza successiva ci accoglievano con un sorriso così!
Eh insomma un po’ ganzi siamo stati ancho noi!
E difatti devo dire che il merito di tanto ma proprio tanto è stato proprio della chitarra, perché cantare una cosa come “la canzone del sole” funziona, c’è poco da fare funziona, fa ambiente per così dire, e così tutto il restante reparto a sentire quegli strepitii non vedeva l’ora che fosse il suo turno di cantare e di non pensare a quegli ammassi meccanici che svolgono (e solo in parte e solo parzialmente bene) il lavoro di quei miracoli che sono i nostri reni, e questo ci ha decisamente aiutati!..
Il resto delle cose vorrei non passasse come un elenco, ma cercherò comunque di essere conciso, dunque farò un elenco:
– non ho disdegnato di presentarmi semplicemente come Sandro, raramente e senza convinzione mi son fatto avanti come bomboloncammello;
– Formaggino ha proposto di creare filastrocche assieme agli allettati e alle infermiere: l’idea secondo me è perfetta, perfetta vi giuro! la trovo assolutamente pertinentissima ed efficacissima, ma che vi avevo detto poc’anzi? che non sentivo di aver accolto questa giornata nel migliore dei modi e quindi… non ce l’ho fatta ad accompagnare ciccio-Mirko! … Quindi scusami Mirko, sento in questo di non averti dato quello che tu ti meritavi e quello che a tutti e 2 ci sarebbe piaciuto fare. Mi dispiace.
– Abbiamo incontrato decisamente diverse persone, e ci abbiamo parlato. Per esempio:
°un uomo mi ha raccontato della Grande Guerra, che ha combattuto; degli Americani che erano venuti a liberare l’Italia e che per poco per errore non hanno sparato in testa a lui e a suo padre (e poi non gli hanno nemmeno chiesto scusa); della legge Basaglia, che ha visto approvare quando lavorava in manicomio e di cui mi ha descritto il grosso pregio dell’aver umanizzato i “matti” ed il grosso difetto dell’averne lasciati per strada tanti; della gamba che pochi mesi fa gli hanno dovuto mozzare, perché il sangue aveva deciso che non ci sarebbe arrivato più..
° mi è entrato in testa lo sguardo e il sorriso del giovane Matteo, sedicenne attaccato ad un rene di ferro, strano ammennicolo per un ragazzo di quella età, Matteo dallo sguardo sorridente e dalla vita toccata , mi viene da dire, toccata da un dito troppo metallico per risultare caldo, Matteo che dormiva quando siamo andati via, a cui abbiamo lasciato un bigliettino di saluto, per farlo non svegliarlo, per farlo dormire ancora, all’ombra di quel grottesco cassone di ferro e rumore..
° le infermiere che cantavano di gusto “bocca di rosa” e altre canzoni che non ci importava di riuscire a finire, che tanto bastava la giovialità!..
° quella meravigliosa – meravigliosa vi dico! – e anziana donna che teneva una mascherina a ossigeno (non credo fosse a marijuana (quella se l’era già fottuta Formaggino)) e che è stato un onore scambiarci qualche parola per 5 minuti: il suo scioccante modo di prendersi addosso quel dolore lancinante, le sue risate spezzate da lamenti giustificati, con quel fiato che manca e quelle spalle che dolgono, e dolgono..
° la signora Occhiali-Ciccia, con le gambe ingessate e credo portanti una qualche malformazione o che semplicemente non la reggevano più, e che di solito mi hanno detto è scorbutica ma questa volta ci ha sorriso ad almeno 69 denti ma che dico 69: cin cquantadue!, e conosceva tutte le canzoni, o perlomeno tutte quelle che non conoscevo io,
° ci era poi l’insegnante di golf, uomo che conosce i ricchi ed ha visto il razzismo, dallo sguardo consapevole e la parola pensata, con diversi paesi alle spalle e una coscienza pesata: è stato un piacere parlarci da uomini, è stato un piacere conoscerlo e parlare di problemi e speranza..
° quello che preferiva la televisione a me e a Formaggino.. (ah ma alla fine però l’ho fatto sorridere e parlare… RAGAZZI NON E’ VERO CHE NON VUOLE PARLARE: SI DIFENDE! avvicinatelo delicatamente, senza pretesa di risposta, semplicemente magari sfiorandogli una mano, allontanandovi se dà segno di non volervi tra i piedi, andando via con un tenue e caloroso “ciao”, perché magari c’ha i suoi cazzi, e allora i cazzi degli altri magari non è che a me piaccia molto farmeli, magari Formaggino non lo so magari lui è più esperto dei cazzi, degli altri, ma magari io no)
° come non ricordare… (ehm)… come si chiamava? Lucilla? comunque Occhiali-Taciturna: lei preferiva ascoltare, era timida, introversa anzi, le sono andato vicino prima di uscire dalla stanza e ci ho scambiato una parola, che non avevamo parlato tanto io e lei, ma a lei andava bene così, le piaceva ascoltare, ascoltare.. NON DIMENTICHIAMOLA DA UNA PARTE RAGAZZI!!! MI DA’ L’IDEA DI ESSERE UNA CHE E’ STATA DIMENTICATA MOLTE VOLTE!
° C’era Franco, meraviglioso omaccione dalla barba fluente e la lacrima facile, meraviglioso Franco dai figli di nome Isacco e Zaccheo: ci teneva a specificare che era la moglie che sceglieva i nomi, e a parlare bene dei suoi ragazzi… meraviglioso, ruvido Franco! che ama Guccini e la Canzone Italiana, e gli si bagnano gli occhi se solo gli suoni “Generale”… meraviglioso Franco..
° c’era un signore che a me all’inizio pareva una signora, epperò era un signore e col volto incazzato per giunta, e che comunque chiacchierandoci si è scazzato, ma che poi schiacchierandoci si è riincazzato, ma che cmq una signora non ci è mai tuttosommato ridiventato, che le puppe non ce le aveva più grosse di Formaggino, dopotutto
° Tutti quelli i cui volti e le impressioni non sono descrivibili in un reporto, e che perciò non vi reporto.

… A conti fatti (non i professori Conti Antonio e Marcellino, o comunque si chiami il figliolo del Conti senior), non sono stato affatto conciso. Bene così.

Per finire siamo in pediatria: 10 minuti non di più!
E’ qui che abbiamo incontrato una situzione davvero interessante… SILVIA! Favolosa Silvia dallo stress alle stelle, con quell’esserino che si poteva provare a metterlo al volante di una micromachine, partorito prematuro di non ricordo quante settimane, ma mammamia quanto piacere mi ha fatto conoscere Silvia (non nel senso che Silvia si è prestata a giochini erotici di particolare efficacia, nel senso che sono contento di aver conosciuto Silvia!), e quanto bisogno aveva di svagarsi, capperi, da 2 settimane all’ospedale e con pure la possibilità del Natale prenotato,… e quel suo primo figlio, un esserino grande così, che beve latte artificiale (della Nestlè per giunta!) perché la mamma non ne aveva, e secondo me si sentiva in colpa, per averlo fatto prematuro, e per non avere il latte, povera, meravigliosa donna, che ancora non si rendeva ben conto che cosa vuol dire essere mamma..!

Mi pare che quei momenti in quella stanza siano stati PIENI, i momenti che più di ogni altro mi abbiano visto davvero partecipe di quello che ero a fare, al di là dei dubbi e delle paure…
(Piccola chicca finale, su quell’altro lettino c’era un neo-babbo che lo si pigliava in giro perché pareva che stesse allattando al seno il su’ frugoletto, ah ah ah ah ah!!! Si è riso tutti io lui Formaggino e Silvia che gli chiedeva se ne dava un pochino anche alla sua bambina ah ah ah!)

Ora, le faccende più o meno finiscono qui, spero di aver reso almeno un poco l’idea di quella che è stata la realtà, per la verità questo che ho scritto non corrisponde del tutto al vero, anzi forse solo poco, è solo il mio racconto, e come tale,
pixel neri su sfondo bianco,
niente di più
il resto mettetecelo voi
grazie:)


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