26 Marzo 2011

Pubblicato da Radic il

Mi sveglio presto sabato mattina, ho paura di fare tardi e poi sono agitata al pensiero di rimettere il camice e il naso rosso dopo più di un anno. In fondo mi sento al mio primo turno, anzi peggio, perché la prima volta che sono andata in ospedale mica lo sapevo cosa mi aspettava e invece adesso…Puntuali si comincia, sala prelievi, dialisi e infine pediatria. Entrare nei panni di Primavera è stato un po’ come indossare un paio di jeans appena lavati: all’inizio ti vanno precisi precisi, quasi stretti, poi ti ci muovi un po’ dentro e allora riprendono forma e ti si adattano perfettamente. Il momento magico di oggi per me è stato in sala prelievi.E’ arrivata la piccola Federica di 3 anni e mezzo con mamma e papà e grazie all’intervento di Nuvola ha fatto il prelievo li anziché andare in pediatria. Abbiamo cercato di dare una mano per distrarre la piccola e gli infermieri sono stati spettacolari. La mamma non la smetteva più di ringraziare mentre il papà, che si è scoperto essere chirurgo vascolare, ha commentato che incontrarci era stata la loro fortuna. Il momento critico è passato, la famigliola va via, noi continuiamo a interagire con infermieri e pazienti. Poi dopo una decina di minuti mi ritrovo accanto il babbo di Federica che mi piazza in mano un vassoio di paste per ringraziare noi e gli infermieri. Credetemi questo gesto mi ha colpita enormemente, soprattutto perché fatto da un medico. In dialisi mi sono sentita un po’ a disagio, non con i pazienti, ma con il personale. Aver saputo i risultati dei questionari mi ha messa un po’ sulla difensiva. Infine pediatria dove abbiamo trovato un paio di bambini e un paio di bimbi cresciutelli (due quattordicenni!). Ci siamo anche fermati a salutare una neo-mamma nigeriana e siamo entrati a vedere la bambina. Ho avuto un tuffo al cuore, sono tornata indietro di sette mesi e mi sono rivista al posto di quella mamma! Lei, la neo-mamma, era così bella e pacifica, d’altra parte cosa vi potreste aspettare da una che si chiama Gioia, è sposata con Innocenzo e ha messo al mondo Coscienza e Prudenza?

Finiamo il turno a mezzogiorno e mezzo ma mi sembra di aver passato in ospedale tutta la giornata! Mentre torno a casa mi fermo a riflettere, avevo qualche dubbio sul prendere un turno perché il pediatra della mia piccola Arianna mi aveva detto di aspettare, ma io mi sono buttata ugualmente e adesso sono felice di averlo fatto; mi sento viva, piena di energie, col cuore colmo di emozioni, e spero di essere riuscita anche io a lasciare qualcosa di buono a tutti quelli che oggi mi hanno incontrata sulla loro strada!

Un bacio a tutti. Alla prossima.

Primavera

Stranamente tranquilla mi sono alzata per il mio primo turno ….parto decisamente in anticipo ed in anticipo sono a firenze sud…peccato che sbaglio l’uscita e costringo nuvola a raccogliermi allo shell…e ad improvvisare una strada alternativa…così parcheggiamo..troviamo primavera davanti l’ingresso dell’ospedale…ci cambiamo..prendiamo un caffe’.. e mentre nuvola mi spiega un po’ quello che faremo..io inizio a sentire il cuore in gola per l’ansia…mi dico che non c’è motivo ..razionalmente lo so…ma qualcosa nella mia testa non riesce a convincersene..cosi’ salite le scale che portano alla sala prelievi col mio naso rosso nuovo nuovo…incrociamo una bimba bellissima che si ferma incuriosita e a cui nuvola regala il primo palloncino…non so perchè mi rilasso…la magia dei bambini!entriamo in sala prelievi e percepisco stranamente lo stupore delle persone nel vederci..non so se è davvero cosi’ o me lo immagino io..ma lo sento..e mi basta per sentirmi bene..al posto giusto al momento giusto…ma a tratti, altrettanto nettamente sento che la mia natura riservata si affaccia e si scontra con il mio camice bianco ed il mio naso rosso.. in qualche modo me lo aspettavo, non mi sorprende!! e cosi’ con naturalezza, riesco a non sentirmi a disagio..grazie certamente a nuvola e a primavera che mi hanno fatta sempre sentire parte di…e non fuori da…

e dentro al turno..in ciascuno dei reparti..con ognuno dei visi che ho incrociato… è stato uno strana miscela di sensazioni…non tutte bellissime…ma sicuramente ognuna mi ha fatto sentire viva…e forse la cosa che piu’ mi ha stupita è stata l’aver realizzato che convinta di partire di casa per fare qualcosa per gli altri sono rientrata consapevole di aver fatto qualcosa per me..per il mio clown..che forse neanche sapeva di esserci..fino a sabato…cosi’ mi sembra poco utile a me che scrivo e a chi legge soffermarmi su un elenco di nomi, facce o situazioni…e preferisco soffermarmi sulla cosa piu’ bella, quella meno bella e quella piu’ simbolica del mio primo turno………

La piu’ bella è accaduta in sala prelievi..con una bambina dolcissima che doveva fare le analisi del sangue e aveva la paura tipica dei bimbi e (dei grandi) che non sanno cosa gli sta per accadere…semplicemente perchè non sanno…e devono affidarsi a chi non conoscono…ed è stato bellissimo vedere con che rispetto e che dolcezza l’infermiere e nuvola e anche primavera sono riusciti a fare di un atto meccanico e freddo come un prelievo del sangue in una qualunque sala prelievi di un qualunque ospedale..un momento di splendida umanità…e calore umano….ed io che certo ero un po’ piu’ impacciata di loro, ho avuto la fortuna di poter ossevare…e compiaciuta rubare il momento sotto tutte le angolazioni …l’infermiere..l’infermiera..la bimba..la mamma..nuvola..primavera… e un signore austero…serioso…inizialmente accanto alla bimba per proteggerla…poi appoggiato ad un muro a sorvegliare con un sorriso impercettibile ma intensamente pieno di consapevolezza..ed infine accanto alla bimba..la sua bimba..sussurrare alla mamma della bimba, “siamo stati fortunati a trovare loro..mica ci sono sempre!!!” ..e poi scoprire che il signore austero e serioso ..inizialmente diffidente, era un medico cardiochirurgo…che per ringraziarci è tornato a portarci un vassoio pieno di paste..che ha messo in mano a me e primavera con un sorriso sempre impercettibile…ma pieno di ripetto..stima e gratitudine!a me ha riempito il cuore…

La piu’ brutta è accaduta in dialisi…non so se posso scriverla perchè sembra una critica ma non vuole esserlo…è solo una sensazione…ma negativa purtroppo…forse perchè non ho ancora gli strumenti per capirne il perchè…ma non mi è piaciuto vedere il personale del reparto nelle stanze …con la schiena rivolta ai malati a leggere libri…non mi è piaciuto…mi è sembrato poco rispettoso…e non so perchè mi ha colpito cosi’ tanto…ma mi ha fatto male..forse perchè l’impatto con quel reparto è stato molto forte per me…e vedere la sofferenza intorno alla stanza…scontrarsi con apparente indifferenza al centro della stanza..beh non sono riuscita a condividerla…

La cosa piu’ simbolica…una donna nigeriana col nome che significa gioia…gli occhi che significano serenità…una bimba meravigliosa con un nome che significa coscienza…un marito con un nome che significa prudenza….un messaggio che per me significa speranza…

Pampuria


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