Racconto di Silvia su…Silvia

Pubblicato da Radic il

Carissimi clauni e amici, vi inoltro uno scritto di Silvia per tutti voi. Siccome i report di Silvia sono stai condivisi solo fra noi del gruppo a parte uno o due , quello che diceva che l’avremmo portata via dal Pergolino, quello dell’incontro in ospedale e pochi altri, magari non tutti sano chi è Silvia. Silvia è una persona straordinaria che abbiamo conosciuto grazie al lavoro congiunto con l’assistente sociale dell’ospedale (una persona che ha capito il senso della nostra presenza là dentro…infatti per i bambini un c’ha chiamato, lo dico perchè quasi ogni turno dobbiamo rispondere alla domanda…che siete per i bambini?…all’inizio era dificile…ora quasi quasi mi ci diverto e mi pare strano se un me la fanno…se un me la fa nessuno quasi quasi mi preoccupo e me la faccio da solo mentre torno “normale”…per così dire, negli spogliatoi prima di lasciare l’ospedale). Silvia l’avevano messa al pergolino per dargli assistenza visto che non poteva fare le cose da sola per un periodo e no sapeva da chi farsi aiutare, così la nostra storia più importante parte dopo l’ultimo sms che ricevo da Silvia (è la frase conclusiva del suo racconto per cui o scendete giù o lo leggete alla fine)…decido che non si può lasciarla là e in due giorni con i clauni riusciamo a organizzare un servizio di assistenza domiciliare, una cosa nuova per noi ma devo dire molto bella, vi lascio adesso al suo racconto non prima di ringraziare tutti voi clauni dell’amore straordinario e dell’impegno che ci avete messo….io sono solo andato a prenderla, da là avete fatto tutto voi, un grazie immenso di cuore

Nuvola

Quando scrivo, e scrivo su un’esperienza fondamentale della mia vita, legata alla salute psico-fisica, c’è un momento di silenzio assoluto eppure pieno di colori, aromi, in cui vivo un abbraccio caloroso e umano (ma anche con gli animali si prova egual emozione) , con veli svolazzanti, vibrazioni musicali virtuali, camici che cambiano colore, disegni e bolle di sapone che corrono dietro l’angolo del corridoio est dell’ospedale di S. Maria Annunziata, nel mio caso. Ma questo accade anche in altri reparti e ospedali nel mondo e lì volo con la fantasia.
Fantasia-Claudia è stata l’ultima clown a prestare servizio volontario nella mia casa.. Non a caso, sono una persona che non crede nelle coincidenze ma in una sinergia felice di eventi che, apparentemente casuali, invece accadono nel tempo e nel momento giusto, non importa adesso sapere filosoficamente, o ontologicamente, il perché. Fantasia nella sua pratica di vita, oltre a essere architetto- clown, è dedita alla meditazione e, come in un bel mazzo di fiori ben fatto, l’ultimo fiore aggruppato l’ha reso, permettetemi di dirlo, perfetto, proprio come l’incontro con lei e con gli amici Clowncare di Ponte a Niccheri. In comune con la Dott.ssa Fantasia un amore viscerale per l’India, esperienze simili nella vita. Così domenica 18 Marzo dissi ciao al servizio di 1 ora e ½ che per 12 giorni i Clown, pionieristicamente, nella loro avventura di lavoro con pazienti ospedalizzati o transitori, mi hanno accordato, con il coordinamento del grande Dott. Nuvola e poi di tutti loro: Dott.ssa Piffero,Dott. Cignale, Dott.ssa Pluffa, e Dott.ssa Fiorella Toppa insieme a Dott.ssa Pallina, Dott.ssa Kotelka, Dott.ssa Fragola, Dott.ssa Dora e Dott.ssa… Fantasia! Una girandola di bontà colori profumi e aiuti concretissimi in una reciproca conoscenza piena di tatto e umiltà, con soffi di poesia nata da sguardi, sorrisi, battute di spirito per risollevarmi lo spirito abbattuto dall’imprevisto incidente spontaneo che ha visto la vertebra lombare incrinarsi, e conseguente uso di un busto a tre punte. Ovvero una mezza gabbiotta aperta davanti sull’addome, con due supporti anatomici sul petto e sotto la pancia che continuano dietro in un sostegno di compressione sulla zona lombare. Un modellino proprio…carino..!. E poi, come uno sfiorarsi con la mente ma anche con il corpo, ad esempio nell’abbraccio delicato con cui ci salutavamo, nelle mani che si sfioravano quando mi passavano il regalino con cui ognuno di loro sempre si è presentato da me. Silvia, timida e un po’ ombrosa ma vinta da tanta simpatia e Amore, nel senso universale, si è lasciata pilotare verso una ripresa dello stato di salute in tutti i sensi. Quello che noi ( umani nel cuore) vorremmo per tutto il Pianeta e i suoi viventi. Quell’amore che muove il cielo e l’altre stelle
Sì, da una parte più e da un’altra meno, ma per fortuna sono entrata e sono in molti con me,nell’onda energetica di questi Clowncare, davvero portatori di luce, gioia e, come anche a loro piace dire, poesia e condivisione. Questi amici mi hanno aiutata in vario modo: sia, dopo il mio ritorno a casa, a riordinare armadi e cercare di limitare il caos generale, sia nelle pulizie. Sono stati e sono davvero fondamentali per il mio recupero psico-fisico.
Mi chiamo Silvia, ho 53 anni, varie utenze (psichiatrica, invalidità) e il 17 febbraio… patatrak senza preavviso: dolori lombari molto più forti di quelli a cui mi ero abituata negli anni. Una vertebra si era incrinata, precisamente la seconda lombare. Questo evento abbastanza forte ha innescato una girandola di aiuti da parte di persone che ora sono diventate amiche, sostenendo non solo la mia schiena, ma il mio umore e anche la mia creatività : persone speciali per la mia sensibilità oserei dire stratosferica…fors’anche un pochetto patologica. Qui mi riavvolge un grande riposante silenzio
Non sto dormendo. Neppure sognando. La Reale presenza di questi amici Clown che, ovvio, ricoprono altri ruoli nella vita quotidiana (anche se so, ed è vero, che pure là ognuno di loro porta la volontà di salute, rispetto, e cura per sé e per gli altri). Non sto ascoltando la musica
Sto con me e con il vostro profumo di gioia e realismo…cari Clowncare!
A questo punto alzo gli occhi sullo schermo: ecco, pensi come al solito a ruota libera, eh, Silviotta! Perciò adesso mi tuffo in un bicchiere di aranciata e continuo a incubare in me quello che voglio portare alle persone, della mia esperienza, dal trauma al ricovero in una lungo-degenza e alla dimissione che è stata risolta dal lavoro congiunto della onlus “M’Illumino d’Immenso” Clowncare, la mia psichiatra e l’assistenza sociale. Già, mi scordavo di accennare alla situazione scarmigliata e difficile, senza scendere nei particolari, in cui mi trovo, anche a causa mia, da almeno due anni e mezzo. Comunque adesso che sto pagando i miei debiti e sregolatezze, anche alimentari ( con il diabete si scherza poco), ne sono lieta.
Anche io adesso mi pongo un limite, un contenimento: raccontare meglio che posso ciò che vivo nello spazio che mi resta di una seconda pagina. La sintesi è stata d’aiuto nel lavoro svolto dai Clown dell’onlus M’Illumino d’Immenso.
Quando sono stata dimessa dopo 7 giorni dalla degenza breve, sono stata trasferita alla casa di cura Il Pergolino. Dico il nome perché ritengo giusta una trasparenza nel parlando della mia esperienza. Nome e indirizzo. Colline sopra Careggi. Apparentemente un luogo lindo, di fatto un luogo dove, parole di un paziente, si prende il passaporto per l’aldilà.
Vorrei sintetizzare quello che è stato il breve (10 giorni) soggiorno- breve perché, grazie alla sinergia fra i Clowncare, la mia psichiatra e l’assistente sociale, è bastata una mia semplice firma per portarmi fuori dall’inferno-trascrivendo un paio di sms che inviavo ad amici, compresi i grandi amici del gruppo Liete Dissonanze, composto da cantautori, attori, musico terapisti, medici, educatori, infermieri, per restare in contatto con la Vita.

29/2/2012 h. 02:58- Le urla silenziose dei vecchi dimenticati, ma comunque lavati nelle loro povere pelli, mi ricordano i documentari dei primi anni ’80 psichiatrici…e qui cresco tra le ossa artrosiche del tempo. E la radio manda Anni ruggenti dei tropici alle 6 di questa alba ancora buietta. Il gruppo mi salva…Mondo Piccione e oltre…un abbraccio a tutti. Silvia

3/3/2012 8.37.09- Buongiorno a tutti. Sabato…Beh, non proprio del villaggio. Le uniche ore che passano sono quelle trascorse col gatto Romeo in giardino. Una cosa bella. Domani mi lavo la testa dopo una vita…una cronaca dal Pergolino. Ciao Silvia

5/3/2012 5.59.27- Scusa se scrivo…sono molto lontana…Ieri h.21 muore un babbo proprio vicino a me ;ascolto la tel. della figlia, pompe funebri. Provo a dormire, la bombola dell’ossigeno vecchia gorgoglia…E un’altra signora nel delirio del dolore parla. Accanto a me. Stamani alle 5 e un quarto vengo svegliata dall’acre odore delle feci mescolate a quello della morte, un altro uomo alle 5 è morto. Cosa ci faccio io qui se non testimoniare che la morte se ne porta via almeno 2 al giorno. Scusate,ma è una brutta e insonne vita la mia ora…Silvia.

POI
8/3/2012 7.09.43
La prima notte è indimenticabile,la casa mi ha abbracciata e io lei. Grazie di tutto l’affetto e l’attenzione che mi date.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *