Dal campo di Coppito (l’Aquila) i clown di ridere per vivere

Pubblicato da Radic il

Vi scrivo da Coppito.
Al mio ritorno qui, stentavo a riconoscere il campo… in trentasei ore si è trasformato completamente: decine di nuove tende, un’altra grande tensostruttura per i pasti, container gabinetti-docce, ghiaia la posto del prato e niente più Giorgio, il capobranco dei cavalli bradi, niente più puledri e giumente…I tre sindacati principali, che gestiscono il campo, non lesinano sui mezzi ed il risultato si vede: il campo è molto più vivibile, ma l’aria di grande comunità, che precedentemente vi avevo descritto, non sembra intaccata .
L’asilo dove espletiamo le nostre necessità di base si è trasformato in deposito di aiuti, così è curioso andare in bagno in mezzo ai pannolini per bimbi o lavarsi i denti seduti su pile di scatole di fagioli… vi dormono ancora persone e l’aria della mattina è surreale, carica com’è di odore di caffè, misto a quello di un normale supermercato: fantasmi di volontari e locali in fila per il bagno con le occhiaie “giro-mento” e i sorrisi – comunque- sempre pronti…
La tensostruttura più importante per noi è la ludoteca. Fortemente voluta ed organizzata da Stefano Moser, aggregato alla missione e prezioso tessitore di reti, ha già tutto quello che serve…il parquet, l’angolo dei piccoli, l’angolo didattico, due postazioni web… Da martedì ospiterà la materna, qualche ora di mattina e poi spazio a laboratori creativi, giochi ed attività varie…una delle scommesse è quello di farlo abitare anche dagli anziani…
Sarà gestito congiuntamente dalle maestre, dai ragazzi della LUDU (universitari romani) e da due dei nostri Clown Dottori, oltre che da operatori del Consorzio Sinergie di Roma, specializzati in lavoro con i piccoli.
La nuova squadra di Clown Dottori
Il quarto turno è detto degli omonimi: Silvia, Silvia, Silvio…. E poi Chiara, Francesco, Alessandra, Matteo, Alessia.
Al campo di Piànola continuano gli interventi dei Clown Dottori.
Si tratta sempre del giro visite alle tende e anche qui le sorprese non mancano. Intanto gli operatori di un’associazione di Vicenza di clown dottori (si autodefiniscono)… hanno messo uno stendardo accanto alla porta del centro operativo, punto nevralgico del campo, un po’ come Armstrong sulla luna…; sono vestiti da clown dottori ma oggi uno di loro mi diceva che –dopo due giorni- sono un già in burn out… ne deduco che forse hanno poca dimestichezza del lavoro nel vero disagio.
E’ uno dei motivi per cui FNC insiste tanto sull’importanza di una formazione accurata…
I personaggi
I nostri hanno scovato anche qui bisogni inespressi e situazioni particolari.
Kokoska si trova tu per tu con Berlusconi, in giuliva visita ai terremotati… Lei lo schiva volentieri, chè la visione diretta, pare, un po’ repelle e cade in bocca al dott. Bertolaso… Lei non sa chi sia ( beata innocenza clown)…immagina, dal codazzo un pezzo grosso… ma lo apostrofa comunque a modo clown: “ Santità ! Stanotte abbiamo dormito benissimo ! “ lui sorpreso sembra dire la verità…”io non dormo da cinque giorni” Kokoshka è lesta a toccargli gli addominali e a dire…” del resto c’hai un fisico bestiale…” Lui è imbarazzato, gli altri ridono, lei svicola e le dicono chi era…
Nicolas è un bimbo albanese…. Se cadesse nelle mani “giuste” lo riempirebbero di ritalin, perché, non è vivace… non ha l’argento vivo… sembra un tornado in azione su una tendopoli… Persino gli scout, pazienti come sono mentre organizzano i giochi con gli altri… gli chiedono di stare alla larga. Lui, mosca cavallina, sta lì e disturba, disturba, disturba… Cos’ha nell’animo non lo sappiamo, ma quando vede i clown si placa e li segue, tranquillo.
Sua madre, provatissima, tiene la tenda-famiglia come un gioiello, fa entrare i ragazzi e dice “ non so come fare con lui…ma quando sta con voi, mi piace di più…”.
Lascio spazio a due brani di diario: il primo di Federico, dott. Nuvola, dell’Assoc. Castellinaria. Il secondo della nostra coordinatrice Sara, in turno di riposo a Roma.
Da Roma
Da Sara Frattale dott. Pappamolla
Tornata ieri, per un turno di riposo, ancora mi sento un po’ fuori luogo…la vita qui ha altri ritmi e sembra, guardando la tv che l’emergenza sia passata…non si sa che alcuni ancora non hanno ne acqua calda ne docce, che le persone vivono in tende senza riscaldamento e che la notte per dormire servono almeno 4 coperte. (…)
La signora Assunta (over 80’) con cui il giorno prima scherzavi è triste perché la sera per andare in bagno al freddo e al buio è inciampata nel tirante della tenda ed è caduta, ora aspetta il medico, e tu cerchi di farla pensare ad altro..
Un signore giovane racconta che ha preferito spostarsi nell’albergo a Pescara, perché con due bimbi piccoli non poteva stare nelle tende senza riscaldamento “la prima notte ho provato a stare qui, volevo essere tra la mia gente e vicino la mia casa , ma quando ho allungato la mano e ho sentito il viso di mia figlia gelido ho capito che fin quando la situazione non sarebbe cambiata, non potevo stare lì”
E poi ancora, per 10 gg non ho messo mano al portafoglio se non per comprare le sigarette, si vive di baratto, io faccio l’intervento clown, tu offri cibo e letto, ti aiuto a scaricare la merce dai camion e posso usufruire del tuo appoggio, una tuta in cambio di un’accendino…un mondo dove i rapporti sono veri e puri…forse c’è anche la particolarità del campo autogestito dove siamo capitati, ma esiste davvero il caso?
E per caso tra le tante, voglio raccontarvi due storie…
L’assistente clown
Kokoska racconta di di due bimbi, orami a tutti gli effetti eletti ad assistenti dei ClownDottori, due bimbi molto irrequieti, che necessitano attenzione e bisogno di essere coinvolti (altrimenti anche il lavoro dei Clown sarebbe difficile)…così si parte i 2 Clown con i due assistenti fanno il giro tende, uno dei due S. rimane sempre fuori dalla tenda, quasi disinteressato, mentre l’altro entra e si siede mentre i clown procedono con le visite…a fine turno la dott.ssa Kokoska nota nelle mani di S. un squadernino con una penna e gli chiede cosa avesse disegnato o scritto, con sua grande sorpresa S. aveva annotato tutti i malanni e le problematiche e i consigli dati dai clown nelle tende, annottando anche il num della tenda. La dott.ssa gli dice che siccome i clown nel pomeriggio non vanno sarebbe stato suo compito passare a controllare che le persone stavano bene e che se non serviva nulla bastava inviare un bacio…il giorno dopo una delle signore “sa dott.ssa ieri pomeriggio è passato il bambino quello piccolo, ha aperto la porta della tenda, ha mandato un bacio ed è andato via”
La festa a sorpresa
Al campo di piazza D’armi, venerdì pomeriggio c’è stata la festa di Caterina, una ragazza adolescente che aveva prenotato in un agriturismo…ed ora come poteva fare???
I clown con la complicità della protezione civile che ha messo a disposizione il tendone centrale, e di tutto il campo hanno organizzato una festa a sorpresa…un passaparola per dare l’appuntamento, tutti insieme che si son messi a gonfiare palloncini all’interno del tendone. Sandokan (ufficiale della protezione civile) che oltre a chiedere via radio con il naso rosso l’autorizzazione per il tendone si trasforma in un provetto dj.
Nonni che ballano con la protezione civile, bimbi che si divertono TUTTI INSIEME e Caterina entusiasta della sua festa…la mamma ringrazia per aver trasformato quel giorno un po’ triste in un giorno speciale.
Ci siamo dilungati….
Chiudo qui per oggi, nell’attesa di una nuova giornata di ordinario terremoto: è umido, freddo ed uggioso…ma ho già visto i colori dei clown …
Un grazie a tutti
Leonardo
Categorie: Missioni