24 Novembre 2007

cari clowni buonasera, sabato sono stato in ospedale con la Dott.ssa Panzanella (Donata) che veniva in reparto per la prima volta, aveva un bel costume con tanto di rosmarino nel taschino, orecchini con peperoncini e una bella cipolla al collo come collana, è stata brava, ha parlato molto con un ragazzo in dialisi che normalmente dorme ed era la prima volta (a parte una breve chiacchierata con me due mesi fa) che interagiva con noi ed ha fatto tutto lei, sono contento di questo.Ha inoltre letto il giornale a un paio di persone…insomma si è data da fare e poi fa anche i palloncini per cui non ha fatto poco, quando nel report leggerete di me che la mando via dalla
stanza in realtà non l’ho buttata fuori l’ho solo mandata a fare un palloncino fuori dalla porta perchè c’era una mamma che dormiva e non volevo svegliarla, per adesso vi saluto. Ciao e buona lettura del report.
Nuvola

Parto alla volta di ponte a Niccheri con il mio bolide giallo, ore 8.00, strade deserte,naso rosso, camice in volo e puzzo di cipolla e rosmarino che mi portavo attaccata al collo. Parcheggio il mezzo e il mio sguardo incontra una macchietta azzurra, era lui, Nuvola. Lo seguo, mi attacco come un cane che ha paura ad allontanarsi dal padrone, così era, un misto tra l’emozione di fare una cosa nuova e la paura di non aver nulla da dire o da fare. Nuvola fa le sue cose mi da due dritte ed entriamo.
Bolgia alla sala prelievi, qualcuno allunga già lo sguardo ma per ora passiamo oltre. Pediatria diretti, senza sbagliare.. deserto, deserto, saluti alle infermiere, al dottore (veramente gentile)e via..Passiamo alle stanze, incontriamo Joyce(?), un colosso di bambino di 9 anni, era più grosso di me e Nuvola messi insieme (ok va bene, ci vuole poco), di origini venezuelane,ci racconta dell’incidente e che lo dimetteranno in giornata. Tra magie e palloncini scambiamo due parole anche con la nonna, forse è proprio lì la parte più difficile, arrivare a stabilire un contatto anche
con chi si sente forte. Usciamo dalla stanza Nuvola va in bagno,io lo aspetto nel corridoio e vedo risbucare Joyce, gli dico due cavolate e poi gli faccio “che c’è? Avevi bisogno di qualcosa?” Lui: “no, volevo darvi un abbraccio!” e lì mi stavo per mette a piangere…
Passiamo a salutare Elisa, nata mercoledì e riesco pure a fare casino nel gonfiare i palloncini… Nuvola mi butta fuori con Joyce . Prossima fermata,Valentina, una creaturina che non arrivava ai due chili, la mamma molto impaurita, per il parto del giorno precedente, per la preoccupazione della bambina e compagnia bella, mi ha veramente un po’ scosso , deve essere proprio una bella botta sia di gioia che di preoccupazione.. poi tra una lacrimuccia e un sorriso abbiamo lasciato il
posto al dott..quello vero. Giro in sala prelievi, Nuvola prende in giro quello, sfotte quell’altro.. scambi di numeri,fissa con una vecchina per portarle le camicie a stirare e io sto lì, me la rido di brutto, ma è forse il posto dove mi sono sentita più fuori luogo, avrei preferito non essere vestita, ho avuto paura che la gente “pretendesse”, passatemi il termine,qualcosa da me.
La dialisi, il reparto più temuto e da cui ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Un sacco di persone interessanti, con tanto da raccontarti. Lettura di un racconto di “Le mille e una notte” a una signora che secondo me ha apprezzato molto, per passare ad un altro signore, alle sue lezioni di golf e ai racconti dei suoi viaggi nelle riserve indiane, stavo li come un bambino ascolta le favole, fantastico.Giriamo il culo, seconda stanza, lettura de La Nazione e avevamo rimosso quanto fosse esilarante tale giornale, grasse risate .Qui l’elemento più resistente, una vecchina che proprio non ne ha voluto sapere, l’abbiamo lasciata fare, e sinceramente non mi sono neanche sentita rifiutata o trattata male, secondo me ancora non abbiamo trovato la strada per arrivare a lei, anche se comunque sia qualcosa ti arriva…
Ultima stanza, gran divertimento, rilettura del giornale. Parlo con Matteo , 18 anni, da sei mesi in dialisi (così all’improvviso) ma è stato proprio bello,ci ha raccontato di tutto: amici famiglia ragazza ecc.. e soprattutto di un positivo che ti lascia basito. Intanto Nuvola prende ripetizioni di
letteratura Greca, con lettura de I Persiani di Eschilo (la sua intenzione iniziale era addirittura di cantarla…ma lasciamo fare..). Usciamo, mi sento piena… di storie, di volti, di saluti, di calore. Finisco lasciandovi l’ultima perla, con Nuvola che tentando di tornare in pediatria, sbaglia piano, va in ostetricia e pensando di essere al secondo piano cerca l’entrata laterale,rischiando la musata sul muro, solo un genio può farle ‘ste cose..
Che altro dirvi, a parte lo stare bene, mi son proprio spisciata dalle risate. Poi ti rilassi, non è difficile, credo sia importante stare a guardare, ad ascoltare, perché fra l’altro si imparano un sacco di cose… Certo non son stati pochi i momenti , che poi ti sembrano delle eternità ,in cui ti senti un paletto vestito da pagliaccio piantato in mezzo alla stanza, ma anche quello secondo me non è fuori luogo, ti rende vulnerabile agli occhi della gente, ed è importante, è come dirgli “guardami, sono un bischero come te!”. Basta, quanto son prolissa…
Grazie a tutti,ancora una volta, perché è vero che quando si va in reparto anche se fisicamente siamo due in realtà siamo tutti.
Buona settimana e non correte.

Dott.ssa Panzanella
Nov 26, 2007 | Posted by in Blog | 0 comments

19 Novembre 2007

Cari Clowns,
innanzitutto grazie per domenica…è sempre più bello e familiare stare con voi e parlare e creare sempre nuove cose!!! alle improvvisazioni il mio cervello strabordava di quante cose e collegamenti mi venivano in mente da ogni azione…Valeria accerterà la mia pazzia!!!
Lunedì è stata la mia quarta mattina in ospedale…e come hanno detto alcuni di voi.. c’è stata la stessa emozione di sempre! il camioncino giallo di Formaggino è stata la prima visione!Ormai l’ambiente è ogni volta più familiare!!! quasi tutti ci accolgono con sorrisi e anche quelli che non lo fanno non lasciano traccia dentro di noi essendo grande la soddisfazione per quelli che rispondono ai nostri gesti!! è bello sentirsi familiari,e grazie a Nuvola e Formaggino quando vado sento sempre più protezione sento d’essere me stessa nella spontaneità. In pediatria appena siamo entrati abbiamo subito incontrato una bambina di 3 anni…aveva pianto dai visibili occhi lucidi,ma alla vista di Formaggino le si sono subito illuminati gli occhi…Formaggino ha iniziato a fare un cigno con i palloncini (voglio farlo anche io prima o poi anche se per ora verrebbe fuori solo un cane storpio!!!!) e avrebbe proprio avuto bisogno di supporto alle prove allergiche! avanti per il corridoio,abbiamo poggiato la roba e saputo che c’era solo una ragazza ricoverata..e le prove allergiche!!! diretti in sala di aspetto ci siamo fermati alla vista di un bambino che era a controllo post partum…erano due gemelli!!!!mi sono messa a fare le bolle che mi scoppiavano in faccia perchè le avevo corrette col detersivo…..Sandro e Formaggino le avevano usate a mo’ di birra finta in un’improvvisazione domenica:-)))))))))!!!!! il bambino sorrideva giusto vedendoci e io mi sono un po’ fermata con i due gemelli mentre Formaggino si era avviato dai bambini delle prove allergiche!!! il tempo non passava mai,era così bello giocare!! ed era così bello scambiarsi sorrisi e gesti anche senza comunicare niente a parole!! bè devo dire fra parentesi grazie a questo progetto perchè mi dà tanta possibilità di giocare nel vero e sano senso della parola,di riscoprire le cose semplici che però ti fanno stare bene!riflettendo sulle prove allergiche,Formaggino e io come assistente ci siamo dedicati più che altro ad una bambina,è stato molto bello quando Formaggino le ha preso la mano insieme alla mamma e ha iniziato a spiegarle CHE COSA erano le prove allergiche,è stato detto piu’ volte,lo so, ma voglio risottolineare come mi è sembrata rassicurata la bambina… sapere perchè si fa una cosa,sapere che anche se si sentirà un po’ male è per un motivo preciso dà molto sollievo,e credo che in questo caso la presenza di Formaggino abbia fatto tanto!!!La ragazza ricoverata stava abbastanza bene,aveva 16 anni..Formaggino ha dato sorrisi e parole e palloncini anche a lei,e ad una bambina nuova venuta!!! festa e accoglienza !!!!! anche in ospedale!!!!
Corriamo in dialisi!!!!!!!!!!!
Il turno era lo stesso del mio turno del mese scorso!!!!
Ho ritrovato una signora che si ricordava di me ma le avevano cambiato stanza,abbiamo un po’ parlato mentre Formaggino si rivolgeva ad una signora che aveva avuto un’operazione per un trapianto che poi non le avevano potuto fare…che situazione…io penso che davvero ragazzi lì ci sia un grosso bisogno di noi!!!è molto bello dare calore a chi non ha neanche magari più la forza per recepirlo…eppure sorride ai tuoi sorrisi..certo c’era sempre il signore del telefono,chi dormiva etc. ma dal mese scorso ho visto la situazione molto più rilassata e spontanea,…ragazzi mi sembra che ci vogliano bene,che abbiano bisogno di noi!!!!!!!!!!!!!!! Vi dico l’ultima cosa e poi finisco il sermone!!!!!!!!
Nella sala di Gino e Gino Formaggino si è messo a leggere una lettura che parlava di Casanova di Achille Campanile…é stato veramente bravissimo,la recitativa ha fatto sorridere e stare attenti i Gini e l’infermiera,e immaginandomi la noia che loro possono avere lì,penso sia il metodo giusto!é stato come un mini-spettacolo personale!!! poi,nella sala dove sta Ernestina mi ha affidato il compito di leggere al ragazzo fisioterapista( ormai lo chiamo così) la stessa lettura comica…lui era contento di sentire e rideva con me e mi seguiva…è stato molto bello,voglio ancora provar a fare qualche lettura…mi ricorda quelle che mi faceva mia madre da piccola!!!Grazie Formaggino della pazienza e dell’aiuto!!! graaaazie a tuutti per domenica!!!! Fine-Sermone:Giraffa!!!!!!!!!!!

P.S. di Formaggino: non vi amerò mai abbastanza!

Nov 21, 2007 | Posted by in Blog | 0 comments

Riunione 18 Novembre 2007

Quello che più mi ricordo della riunione è l’enorme fatica, questa volta è stata più dura del solito per tutti noi, abbiamo lavorato molto e su molte cose, abbiamo discusso di cose importanti e abbiamo organizzato gli interventi alla fiera di Rimini che si terrà dal 26 al 30 Gennaio, siamo riusciti perfettamente a coprire tutti i turni di Dicembre in ospedale e avremo una folta e bella partecipazione alla fiera, siamo riusciti ad essere ben 9 per il sabato e la domenica e 6 dal lunedì al mercoledì e sono sicuro che verrà una bella cosa, divertente e umanamente appagante per tutti noi e per chi ci troverà sulla sua strada.
Abbiamo inoltre iniziato a lavorare sui giochi di prestigio e sui palloncini anche se dovremo lavorarci ancora parecchio e lo faremo senz’altro alla prossima riunione il 9 di Dicembre e vi porterò anche delle fotocopie con scritto i giochi da poter fare.
Le improvvisazioni sono iniziate a rilento e un poco scoordinate ma dopo un poco che ci lavoravamo su sono decollate e son venute fuori cose degne di rispetto. Devo purtroppo dire che ancora pochi del gruppo preparano pezzi da fare alla riunione che farebbero decollare le improvvisazioni in maniera più veloce e vi rinnovo l’invito a preparare delle piccole cose a tema sulla pioggia, l’amore e il mare (che a Rimini possono sempre tornare utili). Devo anche aggiungere che sono arrivate tre splendide ragazze nuove Giulia, Serena e Margherita che sono state catapultate in una stanza piena di matti che non conoscevano o conoscevano poco ma si sono difese benissimo, due di loro hanno già preso un turno in ospedale (Serena e Margherita) e l’altra sarà a Rimini (Giulia) che dire? Ogni volta che arriva qualcuno nuovo e dà fiducia al nostro progetto mi riempie di gioia e mi domando quanto straordinario sia il fatto che ragazzi e ragazze così giovani e pieni di cose da fare decidano di dedicare il loro tempo a questa cosa, non considero mai tutto questo normale ma straordinario poiché realmente lo è e le vorrei ringraziare veramente di cuore per il tempo che ci hanno dedicato, spero si siano trovate bene e che possano continuare.
Ogni volta che si conclude una riunione mi rimane addosso una sensazione di gioia persistente che dura un paio di giorni….questa volta siamo a tre e deve ancora andar via, grazie a tutti voi splendidi clowni che così tanto ci sostenete.

Con enorme stima e affetto per tutti voi (compresi gli assenti)

Nuvola

Nov 20, 2007 | Posted by in Blog | 0 comments

17 Novembre 2007

Ciao a tutti voi, amici clowni!
Oggi sono stata nuovamente in ospedale con Nuvola e devo ammettere che anche ‘stavolta ero emozionata, se non come la prima volta quasi!!! Quando sono arrivata diciamo che faceva assolutamente freddissimo e nel parcheggio io e Nuvola abbiamo rischiato di assiderarci nei nostri camici leggerissimi, mentre lui rimetteva tutti gli aggeggetti favolosi a posto nei due miliardi di tasche che c’ha…
Finalmente entrati in ospedale ho notato di nuovo come la gente ci accoglie con felicità… a me proprio ‘sta cosa mi piace un monte e non posso fare a meno di sorprendermene ogni volta!! Insomma, a parte questo, siamo subito saliti in pediatria dove ci hanno accolti un bambino di due anni ed il suo babbo. Questo bimbo aveva avuto ieri sera le convulsioni ed era un po’ tanto arrabbiato e timido quindi si è subito accollato al suo papà e non ci ha considerati per niente, nemmeno quando nuvola gli ha regalato un cane-palloncino viola…
Via, nulla da fare con questo piccolino entriamo in una stanza dove c’era una famigliola con un piccoletto di soli 10 giorni, la mamma e il papà. Stavano tutti bene e Nuvola ed io ci siamo fermati a chiacchierare con loro per una decina di minuti, poi via, verso la sala d’aspetto ! Qui nulla, il vuoto più totale. Abbiamo incontrato due gemellini minuscoli in una saletta con un’infermiera, abbiamo constatato che non c’era effettivamente molto da fare ed abbiamo abbandonato il reparto di pediatria, visto che non c’era effettivamente quasi niente da fare!
A questo punto per evitare di dirigerci subito in dialisi abbiamo fatto un salto al CUP dove le ragazze (e il ragazzo) al bancone ci hanno fatto un po’ di feste ma dove comunque non c’era nessuno (nessuno!!!! Che impressione, a confronto con l’altra volta quando era super pienissimo). Quindi optiamo per il centro prelievi dove c’era effettivamente un casino terribile. Un monte di gente che aspettava il suo turno prima per l’accettazione e poi per il prelievo vero e proprio ed un monte di gente che aspettava che i parenti finissero le suddette cose per potersene andare a casa. E qui Nuvola mi è quasi sembrato avesse ingranato una marcia in più… È partito a razzo ed ha intrattenuto tutti tra risate e racconti per un po’. Io invece mi sono completamente bloccata, a stare lì così al centro dell’attenzione di fronte a tutta quella gente, e non sapevo che cosa fare e che cosa dire… perciò mi sono ammutolita e mi sono limitata a seguire Nuvola silenziosamente… mi rendo conto che su questo devo lavorare un po’ perché lì per lì non avevo proprio idea di cosa potessi fare… boh, sarà che io tutte le volte che devo ricominciare un turno faccio tipo un passetto indietro rispetto a tutti i progressi fatti negli ultimi mesi e ho bisogno di sentirmi più sicura prima di ripartire. Probabilmente oggi non mi sentivo molto sicura quando siamo arrivati al centro prelievi (era presto e non avevamo fatto quasi niente in pediatria) e per acquistare sicurezza una stanza piena di 70 persone che ti guardano non è il massimo, per me… 😀
Perciò vabbè, ho scambiato due chiacchiere con quelle persone che mi rivolgevano un sorrisone (oh a me i sorrisoni mi sciolgono, che ci posso fare?? :D). Ho anche incontrato un fan di Patch Adams!!!!!!!!!!!! Grandeeeeeee! Gli ho detto che l’avevamo portato pure a Firenze e lui era tutto contento, che ganzo. Insomma, abbiamo fatto il giro di tutta la sala d’attesa e anche delle salette per i prelievi (e le infermiere sono state carinissime e contente di vederci!) e tra uno scherzo e l’altro si erano fatte le 10. quindi abbiamo deciso di spostarci in dialisi ma c’è stato…. IL FURTO DELLA VALIGETTA DI NUVOLA. Ovvero, un’infermiera aveva sequestrato la valigetta che era stata mollata nella sala e l’aveva data alle due ragazze che stanno al baracchino all’ingresso, quello subito a destra. (non so come si chiama!!) Quindi facciamo per andare via e Nuvola si accorge che la valigetta non c’è più… si da la caccia a questa valigetta (ben inteso, all’inizio credevo di sapere dove fosse ma poi sono andata a controllare e non c’era più!!!) con tutte le persone che si facevano delle grasse risate finché non abbiamo intercettato l’infermiera che aveva effettuato il “furto”. Una volta capito dove l’aveva lasciata abbiamo dovuto pagare un “salatissimo” (:P) prezzo per il riscatto: due palloncini a testa per le due infermiere lì all’ingresso, per i loro nipoti.
Riottenuta la valigia siamo andati in dialisi e, fissata la riunione per il contratto con il caporeparto, siamo finalmente entrati nella prima stanza. Devo ammettere che all’inizio ero un po’ spaventata per tutti i racconti che avevo letto, invece… appena sono entrata c’è stato un attimo solo in cui non sapevo che cosa fare, ma mi sono subito accorta che tanti vecchini mi stavano osservando (se non apertamente di sottecchi) e mi sono gettata su di uno, chiacchierando del più e del meno, di me, di cosa faccio, di lui, di come stava oggi, di che lavoro faceva, dei suoi nipoti e dei suoi figlioli. Insomma, delle questioni di tutti i giorni. E anche se guardavano la tv io mi presentavo dandogli la mano e chiedendo se davo fastidio e quando mi rispondevano di no (perché mi rispondevano di no) gli chiedevo che cosa c’era in tv ed ho avuto l’occasione di constatare che non c’era ASSOLUTAMENTE niente da vedere. Poverini, tutto quel tempo senza nulla da fare… a qualcuno ho chiesto se avevano niente da leggere ma principalmente mi hanno detto che non riuscivano a sfogliare le pagine con una mano sola e che quindi avevano rinunciato. Perciò ragionandoci mi pare che anche un approccio di questo genere (letture varie) non possa essere male, anzi (per quelli che sono interessati). Ho parlato in questo modo con quasi tutte le persone che c’erano, alternandomi a Nuvola che nel frattempo è riuscito a raccogliere diverse richieste su che cosa si può fare (ad esempio due signori hanno proposto che gli si legga il giornale, un altro delle tragedie greche, per un altro vecchino ed una signora abbiamo proposto le mille e una notte)… abbiamo così girato le tre stanze, ho incontrato un tipo che conosce la mia coinquilina (aaaah com’è piccolo il mondo, si diceva con Nuvola)… però insomma, non mi è sembrato nulla di particolarmente traumatizzante anzi, oserei dire che mi sono trovata bene! Mi sono imbambolata dieci mila volte di più al centro prelievi che lì in dialisi! In fondo se uno non si fa condizionare dal fatto che queste persone sono ferme 4 ore ogni 2 giorni su un lettino senza nulla da fare ma ci va semplicemente per far passare loro un po’ il tempo allora alla fine basta poco. Magari poi oggi sono stata fortunata io che non c’erano tantissime persone super-depresse e magari sta facendo effetto il lavoro che stiamo facendo tutti noi a lungo tempo (anzi, indubbiamente. Perché sono sicura che fosse tutta un’altra cosa quando abbiamo cominciato in questo reparto!)… però quello che ho fatto io è stato di non bloccarmi davanti alla malattia, al fatto che la gente soffriva, ma ho quasi cercato di commentarla casualmente del tipo “come va oggi, sta un po’ meglio?”. Insomma, ho cercato di vedere la gente che era lì come persone che hanno hobby, avevano-hanno un lavoro, degli interessi, ecc e su questo alla fine abbiamo chiacchierato un sacco…
Piano piano col tempo uno poi riesce a tirare fuori anche gli interessi “speciali” (come quello per le tragedie di quel tipo che non mi ricordo) e a quel punto il nostro lavoro diventa più facile perché si conoscono un po’ meglio i dializzati (? Ma si dice?) e si sa che cosa piace loro…
Ah, una nota che ho riscontrato, oggi mi sono accorta che in dialisi diverse persone ci stavano aspettando!!!!!!!!!!!!!! Belloooo. Cioè, una vecchina mi ha chiesto se ero Coccinella, che le era sembrato di leggere quel nome sul foglio appeso all’entrata, ad esempio! Poi in tanti mi hanno chiesto dov’era il pollo (pan) (ahahahahah avrei voluto vederlo! Ma non ci sono foto???) e questo è successo anche al centro prelievi diverse volte…
Aaaaah bello. Bello bello bello. Sono proprio entusiasta di far parte di questo splendido progetto e sono contentissima che ci rivedremo quasi tutti alla riunione domani!!
Un bacione grande grande,
Lucilla

Nota di Nuvola: Il fatto che Lucilla si sia bloccata ai prelievi è abbastanza normale considerando il fatto che praticamente abbiamo iniziato il lavoro davanti a 70/80 persone che non conoscevamo. Sono invece lieto che si sia trovata bene in dialisi, è un reparto al quale tengo molto, se riusciamo a stabilire buoni legami con le persone che sono più difficili da coinvolgere è un bene per loro e per tutti noi, devo dire che Lucilla è stata fenomenale (uno mi ha anche detto che la preferiva al pollo e che era più carina….come dargli torto?) a interagire con le persone, non si è fatta fermare dalla malattia e ha fatto uno splendido lavoro e tutti le sorridevano, non tutti devono essere a duemila, contano molto anche le piccole cose fatte una persona alla volta, anzi, alla fine saranno quelle che vi rimarranno più impresse e vi aiuteranno a trovare la vostra vera natura di clown, sono molto felice di aver trovato tutti voi, siete stati veramente un bel regalo dopo anni di lavoro quasi solitario e in sordina coi miei colleghi e ci date tanto, tutti voi…nessuno escluso….nemmeno il pollo”!

Nov 17, 2007 | Posted by in Blog | 0 comments

12 Novembre 2007

Ciao a tutti sono la dott.ssa Gomitolo e il 12 novembre sono stata all’ospedale con il dott. Formaggino e sono ancora una volta molto entusiasta dell’esperienza… Cinque minuti di ritardo canonico (da parte mia), un breve scambio di saluti, convenevoli, scarico del famoso ( e aggiungo bellissimo) carretto- musicale e poi via… verso un’altra fantastica giornata… Ero curiosissima di vedere il carretto- musicale ( così ribattezzato da me medesima) che quando Formaggino ha aperto lo sportello posteriore dell’auto non credevo ai miei occhi… una sensazione strana mi ha invaso.. come quando ad un bambino piccolo viene regalato il balocco che tanto desiderava.. Formaggino infila dentro la radio una cassetta di musica classica e poi via verso la nostra avventura… Entriamo in ospedale e ci dirigiamo verso pediatria; dopo aver salutato le infermiere, la caposala e qualche dottore ci avviamo verso la stanza delle prove allergiche. Nella stanza c’era una ragazzina di 14 anni che stava ultimando le prove, ci intratteniamo con lei parlando di vari argomenti ( scuola…etc) e soprattutto scherzando sui risultati delle allergie ( il colmo: essere allergica alle graminacee e all’ulivo e abitare a Reggello!!!). Siccome non c’erano altri appuntamenti abbiamo fatto una tappa nella sala d’attesa di pediatria dove abbiamo trovato due mamme con i loro relativi bambini ( una di 2 mesi e una di 1 mese), siamo stati un pò a chiaccherare; da bravi genitori ( sia io che Formaggino) siamo stati letteralmete rapiti dai due esserini piccini piccini e ci siamo completamente dimenticati del tempo che passava… Quando siamo usciti dalla sala d’aspetto ho chiesto a Formaggino di farmi delle ripetizioni veloci sui palloncini ( bellissimi il barboncino e il bassotto). Dopo siamo andati in dialisi, avevamo dei compiti ben precisi… continuare a comporre filastrocche, leggere delle novelle tratte da ” 1001 notte ” a Francesco, leggere delle novelle a Giorgio e poi portare un pò di sollievo e serenità agli altri… Siamo entrati nella prima stanza dove l’infermiera subito ci ha detto che una signora ( di cui non ricordo il nome) era un pò giù perchè nel pomeriggio si sarebbe svolto il funerale del marito. In questa stanza abbiamo parlato di attualità con un signore molto gentile del Friuli , abbiamo composto una filistrocca molto bella sul cinema ( Charlot) con Alvaro, poi siamo andati a salutare Giorgina che ci ha raccontato un’altra filastrocca di quando era bambina ( capra satolla (?) ), poi siamo andati a portare un pò di conforto alla signora che aveva perso il marito ( momenti di umanità molto forti). Altro giro altra stanza dove troviamo sia Francesco che la mitica Ernestina che dormono.. ( Francesco verrà svegliato in modo brusco dall’infermiera* e immaginatevi la scena di lui che si sveglia con noi davanti… ci sarebbe voluto la telecamera per riprenderlo ). Abbiamo parlato con la signora che stava accanto a Francesco, dopo Formaggino ha letto una fiaba tratta dalle 1001 notte ( se non mi ricordo male la 3 o la 4)a Francesco che sembrava molto entusiasta, poi siamo andati a svegliare molto dolcemente Ernestina che come sempre era molto contenta di vederci.. Ultima stanza.. la stanza di Gino e Gino .. che risate, in più c’era anche una signora (la contessa, così battezzata da Formaggino) che di solito viene nel pomeriggio . Grandi risate, scherzi, battute e poi via con il nostro carretto musicale di nuovo verso pediatria. Quando arriviamo a pediatria rimaniamo un pò delusi, infatti c’erano state due prove allergiche con due fratelli e non ce l’avevamo detto… **Ci fermiamo a scherzare con i due fratelli e Formaggino sfoggia una maestria spettacolare nel fare 1 palloncino-motocicletta e 2 palloncini-cigni. Dopo torniamo in sala d’aspetto dove c’erano altre mamme con i loro bambini.. giro di bolle, battute ; poi siamo tornati dalle infermiere che volevano farci delle foto con i bambini.. Ho trovato in sala d’aspetto un bambino di nome Vittorio ( che già conoscevo quest’estate ai giardini) e l’ho convinto ( mica poi tanto…) a fare le foto con noi.. questa la disposizione: io a fare le bolle pseudo giganti, Vittorio nel mezzo, dietro il carretto-musicale e poi Formaggino che tentava di giocare con le bolle, le foto che ci hanno fatto vedere sono venute molto bene ( Formaggino la prossima volta ricordati di scaricare le foto) Dopo siamo ripartiti alla volta di casa.. nel parcheggio breve scambio di opinioni ( c’è molto dispiaciuto il fatto che siamo arrivati tardi a praticamente tutte le prove allergiche; non c’è stata sinergia nonostante noi ce l’abbiamo messa tutta). Anche questa volta sono state colpite delle corde molto importanti e anche questa volta i silenzi ci sono stati, ma penso e spero di essermi resa utile; ho cercato di buttarmi di più, di essere più partecipe, non solo spettatore… e se devo essere sincera questa avventura mi piace sempre di più… un abbraccio gomitoloso.. Gomitolo
p.s. non vedo l’ora di conoscervi alla riunione.

(*) INVOLONTARIAMENTE: le era caduto rumorosamente il telefono!!
(**) Nota di Formaggino: a proposito di questo, vorrei che domenica ne parlassimo. Io sono sempre più dell’idea che far convivere nello stesso turno i due reparti di pediatria e dialisi sia difficoltoso. Noi avevamo chiesto alla dottoressa di chiamarci, quando i bambini fossero arrivati, ma ciò non è stato fatto, probabilmente non per cattiva volontà della dottoressa. Inoltre, mi sono accorto che i pazienti di dialisi hanno bisogno che noi stiamo più a lungo con loro (almeno 2 ore, in quel reparto, sono necessarie!).
Il dibattito aperto.

Nov 17, 2007 | Posted by in Blog | 0 comments

05 Novembre 2007

Cari clauni, mi scuso immensemente per l’irresponsabilità dimostrata in questa occasione, nonostante sia motivata da eventi molto spiacevoli che mi son accaduti.Avverto adesso Nuvola e Formaggino che domani non potrò essere dei vostri per le medesime circostanze.Quello che a questo punto posso fare è aggiungere al report di Nuvola le mie impressioni.Per la prima volta a lavorare con lui, ma mi son trovata benissimo ed ho avuto modo di esperire un modo diverso di agire in reparto.In particolare mi ha colpito la nuova sfida della dialisi, che mi incuteva un po’ di timore sulle prime. Probabilmente il terreno era già stato preparato dalle precedenti visite dei clauni.a sortito un effetto stupendo l’idea di Nuvola di fingere un’estrema unzione ai pazienti più ritrosi, ma anche ad altri utenti dell’ospedale nelle sale d’aspetto.Anche nella sala d’aspetto della maternità c’è stato un bellissimo momento di interattività in cui, oltre che regalare palloncini, Nuvola ha catturato tutti con il “gioco dei numeri” nella varie lingue. Spero mi perdonerete per la mancanza.Vi auguro un’ottima giornata per domani e prometto che se ne avrò la possibilità cercherò di venire, altrimenti vi sarò vicina spiritualmente. Melina

Il 5 di Novembre sono andato in ospedale con Melina, in pediatria non c’era molto da fare per cui siamo stati un poco al CUP e agli ambulatori di diabetologia dove abbiamo scherzato con le persone presenti che dovevano fare le visite, poi siamo stati al centro prelievi e anche là è andato tutto bene, abbiamo allentato un poco le tensioni delle persone che stavano aspettando di togliersi il sangue e fare esami vari, queste visite nelle sale d’aspetto stanno diventando veramente una cosa molto divertente. Poi ci siamo diretti in dialisi dove avevo l’idea di stravolgere un poco i ritmi e le abitudini delle persone, in questo reparto molti si sentono stanchi, depressi e annoiati, hanno inoltre poca voglia di vivere e lo manifestano continuamente deprimendo anche gli altri e l’ambiente e io stavolta ho deciso di fare un azione forte e di rottura alla quale mi ero preparato psicologicamente il sabato e la domenica precedenti e ho spiegato brevemente a Melina cosa doveva fare e siamo partiti. Praticamente abbiamo iniziato dalle persone più stanche e depresse e da quelle che oramai da due o tre volte dicevano che volevano morire, ci siamo presentati al capezzale del letto, io avevo portato un uovo per fare il tè (avete presente quegli ovetti di metallo tutti bucati dove si mette il tè o i fiori di camomilla e poi si lasciano in infusione? Bene uno di quelli) solitamente questi ovetti hanno anche una piccola catenella che permette di alzarli e muoverli senza ustionarsi una volta che sono caldi, bene agitando l’ovetto avanti e indietro sembra proprio un brucia incenso da chiesa (quelli che usano ai funerali…scusate se sembra blasfemo ma in realtà non lo era), Melina teneva l’ovetto e lo spargeva sulle persone e io con una piccola boccetta d’acqua le benedivo dicendo : “sa…siete malati….chissà se la prossima vi ritroveremo ancora vivi…intanto vi benediciamo non si sa mai….” e le persone che reagivano chi toccandosi, chi dicendo che non voleva morire davvero ma stava solo scherzando e uno ci ha anche chiesto di leggergli delle storie perchè non voleva sembrare morto (e di solito lui porta una mascherina sugli occhi e neanche ci guarda)….insomma la terapia d’urto è servita molto più che stare là a compatirli e piangere con loro sulle varie disgrazie…molti si sono riscossi dal torpore….ovviamente non si può fare spesso ma se dovessero decidere di morire ancora ecco che io gli porterò due ceri ai lati del letto e starò a vedere le reazioni, non dico che l’operazione non presentava dei rischi ma alla fine ha avuto ottimi risultati che poi ha apprezzato Formaggino la volta dopo che è andato in ospedale poiché ha potuto lavorare meglio…..a proposito anche quelli che erano costretti a sopportare la depressione degli altri nella loro camera si son messi a ridere e nessuno si è offeso, anzi….che aggiungere? Diciamo che il mio report non è precisissimo su tutti i particolari poiché scritto con forte ritardo e tutto tutto non mi ricordo ma visto che Melina ha avuto problemi col computer o altro ho deciso di scrivere io il report per stavolta…..buona giornata a tutti voi.

Nuvola

Nov 17, 2007 | Posted by in Blog | 1 comment

Report 3 Novembre 2007

Mesi or sono:

Per l’otto maggio scorso avevo da animare una festa assieme a degli amici e stanco delle solite cose come karaoke e giochi col pubblico mi venne l’assurda idea di vestirmi da gallina e fare il cretino con il costume; al che i miei amici mi dissero:”fai fai” convinti che avessi detto una bischerata, tanto per dire una cosa stupida…
Ordinai il costume.
Poi la festa venne annullata, mi dispiacque molto non aver dato luogo a quella stramba idea.
A giugno fu organizzata, sempre quassù nel mio paesello, una cena all’aperto…mi sembrò l’occasione giusta per riproporre la mia idea pazza.
Riordinai il costume.
Un caldo atroce alle 9.00 di sera, io che ballettavo su e giù come un demente, facevo versi strani col fischietto che comprai al Pistoia blues, davo allegramente fastidio ai commensali e mi improvvisavo un inglese con degli ospiti ucraini, polacchi, tedeschi e francesi (mi spiego: non è che ci fossero persone che avessero contemporaneamente 4 nazionalità, ma c’erano persone provenienti da 4 nazioni diverse).
Mi divertii “un monte”.
Questo per spiegarvi un poco da dove nasce questa idea di andare al Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri con Federico Magherini in arte Nuvola come tutti quanti sapete vestito da gallina.

Sabato scorso:

Arrivo con quei 7 minuti di ritardo (scusa Nuvola) e mi metto il costume nel parcheggio, avrei voluto guidare col costume ma era troppo ingombrante e avrei rischiato di andare all’ospedale come paziente e non è che ci avessi poi tanta voglia.
Mi metto ance il becco giallo costruito da me la sera prima con una scatola di cartone, un elastico, le matite gialle del mio fratello, lo scotch, la colla, della carta e le forbici. (Nota di Giovanni Muciaccia: ma con la punta arrotondata) non sarà opera di Filistrucchi ma me lo sono fatto da solo, volete mettere!
In pediatria non c’è un gran da fare e quel poco non è stato un successo per gallinaPan, non ha fatto miracoli (e forse neanche doveva farli), ci si sposta al CUP dove si intrattiene i tranquilli e poco impegnati addetti alle prenotazioni, ganzo il giochino con la carta stagnola (chissà poi perché si chiama carta stagnola, io so che è alluminio e non stagno..forse mi sbaglio?!). (Nota di Nuvola: solo perché dire carta allumignola veniva male)
Poi si intrattiene i pazienti che aspettano la visita diabetologica, li mi diverto tanto, su delle bischerate vengon fuori degli sketch divertentissimi! Già con gli adulti il mio costume ha un altro effetto, spiazza di più, la gente non se lo aspetta. Una vecchina inizia a farci i complimenti “ma quanto siete belli. ma quanto siete belli” secondo me…vabbè lasciam perdere!
In dialisilogia (?!) è prestino e allora si va in sala d’attesa prelievi…c’è tanta gente ma tanta e lì con la folla il costume rende ancor più anche li mi son divertito e non è che dovessi fare niente di che solo esserci, si entra anche in sala prelievi mentre fanno i prelievi (che strano eh!) e ci si sta abbastanza e gli agopuntori o meglio agoinfilzatori parevano contenti, così come gli infilzati, (Nota di Nuvola :per non parlare poi delle siringhe che ridevano a crepapelle) della nostra presenza e del brio che è entrato nella stanza…..una di loro aveva attaccato al muro le foto dei cavalli che aveva allevato e mi diceva che in casa teneva pappagalli da un metro (tanto così per la cronaca)..ok tanti complimenti e sorrisi e ringraziamenti e…era tempo di andare in dialisilogia.
Nuvola discute con l’infermiere capo (credo) e io mi guardo un po’ intorno mentre quelli intorno a me mi guardano.
E si parte.
Prima stanza, seconda e poi terza e poi quarta..questo, mi spiegava Nuvola, era l’altro turno e neppure lui li conosceva bene. La metà non ci ha neanche considerati alcuni perché dormivano e altri perché probabilmente non ne avevano voglia oppure anche per altri motivi più che validi. Con i più ricettivi e con le infermiere c’era un bel contatto, molto produttivo e anche soddisfacente secondo me, ma con alcuni invece no.
Mentre Nuvola inondava di magie strane le stanze io mi son messo a parlare con la signora Rina che non stava un granché bene..dopo i convenevoli e qualche scambio di parola le ho posto una domanda “di cosa ha bisogno?” pensando che mi rispondesse qualcosa tipo un libro, della musica, una foto, non so. Invece mi chiede se potevo andarle a prendere le medicine, ganzo!
Sicché vo a prendere le medicine, in nonchalance scendo giù e chiedo alla gente dov’è la farmacia in modo normalissimo e ciò stonava col mio assurdo costume tanto da produrre sorrisi e risposte gentili…dentro la farmacia una scena bellissima, scusate se dilungo ma provo a riportarla in parola scritta.
La farmacista a testa bassa con dei fogli su cui scrive senza neanche alzar lo sguardo avverte la mia entrata e mi dice “aspetti un minuto” al che io “ok”. passan due minuti in cui io la fisso aspettando che lei alzi lo sguardo. Mi vede rimane quei 3/4 di secondo bloccata come un statua senza respirare e poi dice “oddio”. Del tutto sorpresa! Divertentissimo, non se l’aspettava di certo (l’ha presa bene eh) diciamo che l’ho piacevolmente scossa. No via a raccontarla non rende.
Tornato su con le medicine per Rina, ci si sposta nell’altra stanza dove più o meno c’è la stessa situazione, prima ci si mette a chiacchiera con una donna e poi mi avvicino come ho fatto prima ad un l’atra paziente (mi pare Tatiana). Era lucidissima rispetto agli altri ma ormai rassegnata…ho provato a dire qualcosa di confortante ma rispondeva negativamente anzi un po’ ci si arroccava pure su questa rassegnazione, c’ho parlato venti minuti (Nuvola infatti aveva cambiato stanza mentre io ero ancora a parlare con lei) credo forse qualcosa meno. Mi ha raccontato un po’ di cose, che faceva dialisi da ormai 25 anni che quando era arriva in questo ospedale neanche esisteva la nefrologia, che si sentiva un peso per la famiglia sia come tempo perso che economicamente, che da quando aveva perso il marito aveva perso tutto. Aveva accettato la sua situazione era lucidissima mentre diceva tutto ciò, calma non disperata, non cercava un qualche conforto ma solo uno sfogo con me (lei me lo ha detto) perché sapeva che se avrebbe parlato così ai suoi figli si sarebbero dispiaciuti e non voleva dargli altri dispiaceri.
Non è stata una situazione molto diversa da una casa di riposo.
Poi siam tornati su a salutare i pediatrologi, riprendere un cane che Nuvola aveva lasciato in custodia e intrattenere una giovane madre con marito e amici.

Ok, conclusioni: positivo il costume ma molto stancante però più di quel che mi aspettavo. L’ho provato son contento ma al momento probabilmente non lo rifarei, in effetti potrebbe essere superfluo ma comunque divertente per me, per Nuvola (no?) e per la popolazione ospedaliera. Insomma vedremo il destino di quel costume con dentro me più avanti. Altra nota positiva: un’ infermiera della dialisi ha richiesto di persona a Nuvola degli interventi anche il pomeriggio, la nota positiva sta nel fatto che mi pare proprio un attestato di apprezzamento nel lavoro che è stato fatto e che si sta facendo.

P.S. grazie a Nuvola, Timmy e i loro gatti per l’ospitalità e il pranzo.
PPS. magari la prossima volta sarò più breve prometto

Note conclusive di Nuvola: spero si sia capita la “citazione colta” di Giovanni Muciaccia, sennò pace, per quello che riguarda invece le sensazioni di lavorare con una gallina, che dire….non le posso mettere sul blog per decenza, ma ho le foto di Pan gnudo nel parcheggio in bilico sulle scarpe che tenta di infilarsi il costume a circa 8-9 gradi sopra zero (che mostrerò alla riunione del 18), grazie del sacrificio e dell’impegno che tutti voi state mettendo in questo progetto, per quello che riguarda invece le reazioni delle persone sono state divertenti, tenete conto che passavamo per i corridoi io avanti urlando Pio..pio…pio come quando si dà il becchime alle galline e dopo arrivava una gallina di un metro e ottanta tutta gialla e con la faccia stranissima come a dire:ma chi me l’ha fatto fare? Ad onor del vero devo aggiungere anche che passare dagli otto gradi del parcheggio ai quasi 35 dell’ospedale vestito con un costume di pelliccia ecologica non dev’essere facile, inoltre bella la gag delle uova, ogni volta che vedevamo una sedia io ci mettevo su tre uova e Pan si precipitava alla cova (tre uova di legno da rammenda calzini dipinte di bianco) che anche quelle sotto al sedere non dovevano essere molto comode….praticamente non ho lavorato con un clown ma con un fachiro!!!!!

Nov 8, 2007 | Posted by in Blog | 1 comment

31 ottobre 2007

Anche se in ritardo di quasi una settimana….alla fine è arrivato anche il mio primo report!!!!!
Mi piacerebbe potervi comunicare le mie sensazioni con la stessa capacità di emozionare che ha avuto il Dott. Pungolo……ma non credo di essere altrettanto brava…….il mio scopo comunque non è quello di fare un mero resoconto della mattinata, ma di farvi percepire le belle emozioni che ho provato….spero di riuscirci!
Allora, comincio subito con il farvi conoscere un po’ quello che sono le mie caratteristiche peculiari….o meglio, i miei “piccoli difettucci”….primo tra tutti il RITARDO in tutto quello che faccio (vedi data report)! Come qualcuno di voi già saprà, non avevo ancora un costume da clown all’ultima riunione, né un nome, né la più pallida idea di quale sarebbe stato …..ma per fortuna ho avuto un piccolo aiuto da un “ospite occasionale” che qualcuno di voi ha conosciuto come “cavallo”……ed ecco che sono diventata Dott.Pennellina….o Dott. Stella Pennella per Formaggino…inutile sottolineare che la preparazione è stata ultimata alle 1: 30 di martedì notte, con un risultato tutto sommato soddisfacente….
Appuntamento fissato con Formaggino alle 8:00….e io arrivo, ovviamente, intorno alle 8:30…non è colpa mia se mi si è staccata la tavolozza da pittrice che avevo attaccato sul camice e aveva iniziato a volteggiare nell’aria…e io a cercare di rincorrerla….ecco la mia prima performance da clown (in realtà non richiesta)!
Ci incamminiamo verso l’ospedale, un traffico indescrivibile, ma siamo riusciti a chiacchierare tanto da non accorgerci troppo del viaggio interminabile!
Allora, da qui in poi comincerebbe il racconto delle varie azioni della giornata…il punto è che non ho voglia che il mio report sia così, quindi, preferisco sacrificare qualche particolare di telecronaca cercando di soffermarmi un po’ di più sulle sensazioni che ho provato…….ma non è così semplice…e ora vi spiego meglio: chi di voi mi conosce già bene, sa che ho una spiccata incapacità a manifestare le mie emozioni, e soprattutto a descriverle a parole…quindi suggerisco di amplificare quello che dico almeno un pochettino….giusto del 100% ed ecco che avrete la percezione reale delle mie sensazioni!
Iniziamo dalla neonatologia…..Formaggino mi presenta alle infermiere, tutte carine e simpatiche..ma una ha qualcosa che attira la mia attenzione…un fringuellino meraviglioso di appena 1 ora di vita….non riuscivo a smettere di fissarlo…e senza accorgermene avevo gli occhi lucidi lucidi…..poi vediamo un po’ a chi andare a rompere le scatole e troviamo una ragazzina di 14 anni operata di appendicite ormai in fase di dimissione, quindi andiamo da lei e Formaggino inizia un po’ a scherzare, parlando del suo pigiama, dei suoi genitori, della scuola, …momento di imbecillità assoluta……tranquillo non mi riferisco a te Formaggino, parlo di me….non avevo la più pallida idea di come comportarmi, cosa fare, cosa dire, ero giusto un po’ impanicata……….ma tutto sommato, credevo peggio! Superato un attimo di panico quindi, non è che mi sia sciolta poi più di tanto, ma c’è stato un piccolo miglioramento, quantomeno non mi sono limitata esclusivamente a ridere delle battute di formaggino come se fossi stata io quella operata di appendicite e non Melissa!
E cercando di aiutare Formaggino (che però bocciava senza tante carinerie tutte le mie idee effettivamente penose) abbiamo scritto una filastrocca!
Cmq ad essere sincera avevo messo in conto la possibilità di paralizzarmi completamente in questa situazione e quindi, tutto sommato è andata meglio delle più floree* previsioni!
Nel nostro girovagare per la neonatologia siamo poi andati a fare visita ad un neo-mamma che aveva partorito da 3 giorni una bimba che aveva una piccola infezione, ma niente di preoccupante…secondo me doveva più che altro riprendersi da un travaglio che a sentire la povera mamma era stato infinito! E lì abbiamo più che altro chiacchierato con lei e la sua mamma che ci hanno un po’ chiesto del progetto, finchè non è arrivato il papà….il papà…vorrei sottolineare che la cosa che più mi commuove di tutte in questi momenti è il totale rincxxxxxnimento dei papà davanti a quel fagottino di 3 kg!
E dopo aver incontrato altri piccoli mimmi per il corridoio ci incamminiamo per la dialisi, sapendo però di poter passare a fare solo un saluto veloce causa contrattempi per pratiche burocratiche. E ad essere sincera mi è dispiaciuto starci così poco, era il reparto che mi spaventava di più pensandoci, ma poi, quando mi ci sono trovata non mi sono sentita affatto a disagio….molto secondo me dipende dal fatto che ora è già un po’ di tempo che i pazienti (che presto vorrei chiamare solo per nome) conoscono il gruppo clown e forse spesso aspettano che qualcuno arrivi a far scorrere in modo un po’ più veloce il tempo per la dialisi…infatti qualcuno di loro secondo me era dispiaciuto che non potessimo trattenerci di più!
Cmq ho avuto modo di conoscere la ormai celeberrima Ernestina, Gino e Gino, la ragazza giovane di cui non ricordo il nome,…..
E poi via a cercare la signora Pecorini della direzione sanitaria…che però non abbiamo trovato…peccato per il tempo tolto alla dialisi…..ma pace…sarà per la prossima volta…………………….che per me è già venerdi! non vedo l’ora!
Facendo una breve valutazione della mia prima uscita, vorrei ringraziare Formaggino per essere riuscito a non farmi sembrare completamente idiota ma solo un po’……………vorrei ringraziare voi per essere arrivati fino a qui a leggere il mio pallosissimo report, e poi vorrei dire che secondo me la bellezza di questo progetto non è nel progetto stesso, nei suoi scopi, nell’idea, nei bei propositi che si propone, in realtà il bello di questo progetto è che non se ne vedono i confini….io voglio sottolineare che quello che mi piace di più è che mi ha permesso di conoscere delle persone davvero belle, di vedere che anche nel nostro ambiente ci sono tanti ragazzi che riescono a distinguersi dalla massa dei “piccoli medici strafottenti crescono” …………ma per quanto mi riguarda in modo più stretto, questo progetto mi sta permettendo di superare tanti piccoli blocchi che ho di carattere, è una sfida per me e ho voglia di accoglierla, soprattutto per la bella sensazione che ti dà lo sguardo sereno di queste persone quando ti vedono lì per loro!

Stella

(*) Nota di Formaggino: meraviglioso neologismo claunesco (un incrocio tra “floride” e “rosee”) coniato – involontariamente? – dalla nostra Pennella. Siamo tutti invitati ad imitarla senza freno.

Nota 2 di Formaggino:
chiedo scusa alla cara Pennella per le “stroncature”, che in realtà fanno parte del gioco comico del finto intelligente e del finto imbranato. Se poi Stella era imbranata vera e io deficiente autentico, al pubblico non va che bene…
Aggiungo solo che Pennella è partita con il piede giusto (il terzo) e sono contento di aver avuto l’onore di essere io a “battezzarla”.

Smarp! (via di mezzo tra un bacio e una leccata sulla guancia)

Nov 6, 2007 | Posted by in Blog | 2 comments

29 ottobre 2007

Ciao a tutti , sono Rachele, o meglio la Dott.ssa Gomitolo; è la mia prima esperienza come clown in corsia e come tutte le prime volte che si rispettino dentro di me c’era un misto di paura e eccitazione. Ma iniziamo dal principio. La sera precedente prendere sonno non è facile, mi giro e mi rigiro nel letto rosicchiandomi le unghie. Mille interrogativi popolano la mia mente… Quale splendida avventura mi appresto ad iniziare? Che cosa mi aspetterà domani? Con questi pensieri nella mente mi sento scivolare via in un dolce riposo. Poi finalmente la sveglia suona e la mia esperienza ha inizio. Trucco/parrucco e via verso l’ospedale. A differenza di altri report che ho letto riesco subito a trovare Nuvola nel parcheggio dell’ospedale. Un breve scambio di opinioni sui reciproci vestiti…(per la verità Nuvola mi ha dato dei preziosi consigli sul mio costume) e per la cronaca Nuvola aveva dimenticato a casa sia il naso che il cappello (nota di Nuvola: anche il fiocco…..ma sarò rincoglionito?) e poi via verso l’ospedale. Già al semaforo che ci separa dall’entrata scorgo i primi timidi sorrisi. Sia entrando che lungo il corridoio che ci porta all’ascensore, un brivido di paura/eccitazione mi percorre tutta la schiena; la mia paura si trasforma in energia quando si spalanca la porta di pediatria. Dopo un breve saluto alle infermiere ci dirigiamo nella stanza delle prove allergiche dove troviamo Flavio (circa 3 anni) piangente che stava ultimando le prove. La mamma ci accoglie con un ampio sorriso, mentre Flavio manco si accorge di noi tanto sente dolore. Interveniamo dove possiamo cercando di distrarre Flavio suonando il flauto e usando parole dolci. Dopo pochi secondi la prova è finita e finalmente possiamo giocare con Flavio, per rompere il ghiaccio usiamo le bolle di sapone, poi Nuvola si cimenta in alcuni giochi di magia e dopo avere controllato i risultati tiro fuori dal mio zainetto/cane una marionetta e inizio a raccontare le favola dei tre porcellini ( nel frattempo Nuvola era alla disperata ricerca di un rossetto per farsi il naso e lo trova grazie alla dott.ssa di turno)nota di Nuvola: la dottoressa aveva un bel rossetto e io ieri ho lavorato con uno splendido naso rosa shokking….mamma mia come son messo male. Dopo poco ci congediamo da Flavio non prima di avergli regalato un palloncino e un bellissimo camioncino rosso fiammante. Dopo aver lasciato pediatria andiamo verso la sala d’aspetto di ostetricia, dove Nuvola intrattiene le future mamme e i futuri nonni in attesa con battute veramente divertenti ( degne di nota il cagnolino incinta fatto coi palloncini e il gioco di prestigio della carta stagnola) In questo frangente mi limito a guardare e a fare l’aiutante quando serve. E’ inimmaginabile quante cose si possono imparare anche solamente stando ad osservare. Dopo andiamo verso il cup dove troviamo un sacco di persone in attesa del proprio turno, dopo aver scherzato con alcune di queste la nostra attenzione viene attratta da una signora anziana che a stento riesce a trattenere le lacrime. Ci sediamo accanto a lei e raccogliamo le sue confidenze: dalle 7 di stamani aveva già visitato tre ospedali perchè doveva effettuare delle medicazioni perchè aveva, ed ha tutt’ora una nefrite diabetica ( spero di aver capito bene, in caso contrario i signori medici mi scusino), ma il dolore è lancinante e faticoso da sopportare. Per prima cosa Nuvola va a cercare una sedia a rotelle per cercare di farla camminare il meno possibile e poi cerchiamo, insieme alla figlia, una soluzione al problema.Dopo un breve consulto decidiamo di andare verso il pronto soccorso per cercare almeno di alleviare il dolore. Ci dirigiamo al pronto soccorso dove subito capiscono il problema e gli affidiamo la signora. Nel frattempo si sono fatte le 10 ed è il momento di ritornare in pediatria perchè ci doveva essere un’altra prova allergica. Ci fermiamo nella sala d’attesa dove troviamo tre giovani ragazzi: in rigoroso ordine di apparizione; Stefano 40 giorni, Niccolò 5 giorni, Giorgio 30 giorni con i rispettivi genitori. Mentre Nuvola intrattiene i babbi con giochi di magia io mi occupo delle mamme. Mi piace molto e allo stesso tempo mi sento utile nel mio ruolo di dispensatrice di consigli alle neo-mamme ( essendoci passata anche io so che cosa vogliono dire delle parole-amiche in queste situazioni). La mamma di Stefano ha dei problemi di allattamento con un seno e la mamma di Niccolò( 5 giorni!!!)ha dei problemi perchè Niccolò non ne vuole sapere di dormire nel suo lettino ma vuole solo la sua mamma (5 giorni!!!!!!!!!) io poverino lo capisco è piccolo e ha bisogno della sua mamma; di quel calore/abbraccio che solo le mamme sanno dare.( per inciso la mia bambina ha 20 mesi e ancora dorme con noi nel lettone tutta abbracciata alla sua mamma e al suo babbo). Aspettando sempre il bambino per le prove allergiche continuiamo, io a dispensare consigli e Nuvola a fare palloncini e magie. Dopo aver ormai capito che del bambino non c’erano tracce ci apprestiamo ad uscire dal reparto quando la nostra attenzione viene catturata da Melissa (?) Vanessa (?), una bellissima ragazzina di 12 anni dell’isola di Mauritius operata di appendicite. Entrando in stanza esordiamo dicendo: ” non puoi ridere”. Ci intratteniamo con la ragazza e con la mamma cercando di farla ridere il meno possibile ( che paradosso). La mamma si presta volentieri al gioco delle carte dei gatti e del topo ( geniale e divertente), mentre la ragazza trattiene a stento le risate… Usciti da questa stanza decidiamo di entrare in un’altra dove c’è una mamma e un babbo con problematiche molto serie che, con la loro bambina, attendevano di essere trasferiti in una struttura più idonea e adatta ai loro problemi. Ci affacciamo in punta di piedi, ma appena ci accorgiamo che siamo ben accetti, entriamo più decisi, pronti a portare un pò di allegria e gioia. Dopo una breve presentazione , dove non mancano le battute e i fraintendimenti, chiediamo , o meglio, Nuvola chiede la motivazione del loro essere in pediatria, la ragazza ( di cui mi sfugge il nome) parla molto candidamente dei suoi problemi e di quelli del suo compagno. A questo punto Nuvola fa un piccolo gioco e alla fine, dopo una bonaria insistenza della ragazza, Nuvola regala alla ragazza un gioco che a noi può sembrare di poco significato, ma che per lei aveva acquistato un grandissimo valore. Siccome Nuvola doveva andare a sbrigare delle faccende burocratiche ci siamo incamminati verso la Direzione sanitaria in una palazzina attigua all’ospedale. Passando per la sala d’aspetto del Centro sangue ci fermiamo per una breve “visita” ; Nuvola si intrattiene con una mamma e il suo ragazzo affetto da una patologia genetica, mentre io mi diletto con Vincenzo ( 3 anni ); gli faccio le bolle di sapone e suono il flauto per la gioia di tutti i presenti. Mentre Nuvola continua a parlare, parlare, parlare, io comincio a fare le bolle di sapone per tutti e in poco tempo la sala d’attesa si trasforma in un mondo surreale, magico; sembra quasi che le bolle navigassero sospese per un tempo infinito, danzando tra le persone per poi scomparire nell’aria. Dopo un tempo imprecisato riprendiamo la strada verso la Direzione sanitaria. Sbrigate le pratiche burocratiche torniamo in ospedale. All’entrata dell’ospedale ritroviamo la figlia della signora del diabete che ci ringrazia con le lacrime agli occhi; è un momento di grande tensione psicologica e di grande umanità. Per andare verso la dialisi siamo passati davanti alle sale d’aspetto di ortopedia e cardiologia, creando non poco scompiglio tra le persone sedute ad aspettare. Bolle e palloncini agli unici due bambini presenti e poi… via verso la dialisi. Non nascondo che avevo una certa inquietudine nell’attraversare quella porta soprattutto perchè sono facilmente impressionabile ( comunque ho scoperto che non sono la sola) poi la paura è passata subito. Il tempo a nostra disposizione non è stato molto , ma ci abbiamo dato dentro… A Francesco Nuvola ha proclamato la seconda parte del 1 canto dell’Inferno e dopo gli ha fatto una proposta; dalla prossima volta gli racconterà una favola tratta dal romanzo “Le 1000 e 1 notte”; Francesco ha accettato con entusiasmo. ( io nel frattempo ero completamente rapita dalle parole di Nuvola). Dopo aver salutato tutte le altre persone presento nella stanza di Francesco, entriamo in un’altra dove incontriamo Ernestina ( vecchia conoscenza di Nuvola) dopo i saluti Nuvola fa il gioco della stagnola agli infermieri e infine lasciamo dei bigliettini con frasi più o meno serie che tutti accettano ben volentieri. Ultima stanza con gli ultimi giochi e gli ultimi bigliettini. Scesi dal reparto ritorniamo verso l’uscita passando nuovamente dalle sale d’aspetto di ortopedia e cardiologia trovandoci le stesse identiche persone ad aspettare; altre scenette comiche, altre magie ( memorabile :dall’ambulatorio esce un infermiere e chiama “Galli ? ” no qui abbiamo polli con relativo lancio del pollo finto all’infermiere.) Infine sosta al bar per un caffè e per l’ultimo scherzo ad un signora che ignara beveva il caffè. Per concludere abbiamo fatto da dog-sitter ad un bellisimo cane di nome Filippo….

Sono tante le sensazioni e gli stati d’animo che popolano adesso il mio cuore sono felice, molto felice dell’avventura che ho appena iniziato… Sono rimasta spesso in silenzio… che mi conosce bene sa che è difficile farmi stare in silenzio….Sono state toccate delle corde molto importanti……………

Gomitolo

Nov 6, 2007 | Posted by in Blog | Commenti disabilitati su 29 ottobre 2007
Premium Wordpress Themes by UFO Themes