30 luglio 2008

Ieri ho fatto il mio primo turno con Formaggino che per ora avevo conosciuto solo di fama. Siamo partiti da casa sua (abitiamo molto vicino!), facendo così tutta la strada insieme: abbiamo parlato molto di varie cose. E’ stato piacevole perché così ci siamo un po’ conosciuti e io ho esposto certe mie paure che sono un freno nell’ospedale, trovando consigli utili per non angosciarsi per le aspettative che possono avere i pazienti nei nostri confronti! Arrivati nel parcheggio ci siamo vestiti: Formaggino col suo ambaradan musicale, cappello, occhiali e scarpette ed io con camicino da Talpina e chitarra.
Molte persone ci guardavano con interesse e simpatia, soprattutto un bimbo sulle strisce pedonali! Prima di entrare, Formaggino ha intrattenuto due genitori col figlioletto: in un silenzio, colorato solo dal suo sottofondo musicale, con un semplice metro da sarti e tre penne, facendo cose senza senso (tipo misurare la circonferenza delle teste) è riuscito ad ottenere sorrisi ed approvazione. E’ vero che non serve saper far tanto, ma solo crederci, perché il costume fa già la sua parte e una cosa banale, fatta da un clown, è già qualcosa di particolare! Siamo passati a salutare le infermiere e in sala prelievi per fare giusto un saluto così da avere più tempo per gli altri reparti. Non c’erano tanto persone, ma hanno subito interagito con un bello spirito, cosa che mi ha sorpreso, perché l’altra volta era stato più difficile iniziare un dialogo o ottenere sorrisi e risposte da parte dei pazienti. In pediatria c’erano diversi bambini: uno piccolissimo (Gabriele) dormiva sul petto della mamma! Altri due erano in sala d’aspetto che avevano accompagnato i propri fratellini all’ecografia (con i genitori!!): uno era molto vivace e non voleva che gli mettessi il mio naso, così l’ho fatto provare ai suoi genitori; l’altro non se lo sarebbe tolto per tutto l’oro del mondo, anzi se lo schiacciava sulla faccia per paura di perderlo! Ho suonato una canzoncina e Formaggino ha costruito loro due spade che sono corsi a mostrare alle mamme! C’era una bambina di 6 anni che era lì per accertamenti perché aveva toccato un pesticida, ma niente di grave. Faceva finta di dormire, perché si vergognava: le ho suonato una musichetta e mi ha fatto piacere che abbia sorriso; Formaggino le ha fatto un bel cigno con degli occhioni languidi! Infine abbiamo salutato due ragazzotti: Alessandra e un maschietto di cui non ricordo il nome. Formaggino è stato molto bravo ad interagire con loro: ha letto delle poesie e ha cercato di intrattenere le mamme. Per me è stato più difficile perché entrambi avevano 12 anni e sembravano grandi per la loro età! Abbiamo fatto un mini concerto insieme! Mentre andavamo via, sono tornati i due piccoli guerrieri che avevano rotto una spada!
Sono stata felice per come si è svolta la mattinata in sala dialisi: abbiamo visitato con calma tutte le camere: un gelo invernale (ehm… non in senso figurato: il nuovo impianto di climatizzazione funziona… anche troppo bene – n.d.F.)! Ho suonato una musichetta da nonni. Formaggino ha chiacchierato tanto con tutti: è molto bravo a trovare gli argomenti giusti per dialogare. Io mi sentivo un po’ in imbarazzo perché l’altra volta mi erano arrivate delle partacce e avevo paura di invadere troppo la sfera personale. Però mi ha fatto piacere che una signora, che a mio avviso guardava un po’ storto (come per dire, non abbiamo bisogno, grazie), dopo che l’ho salutata per nome, quando andavamo via, mi abbia sorriso e detto “grazie”. In una stanza accanto un signore mi ha raccontato parte della sua vita e si è commosso perché lui preferiva morire, quando ha saputo di dover fare la dialisi, ma la sua famiglia, riconoscente che il padre aveva speso tutta la sua vita a fare sacrifici per lei, ha chiesto di permetterle di fare qualcosa per lui e di vivere. Mi è sembrato di ricevere un tesoro di inestimabile valore ad accogliere quello sfogo. Abbiamo salutato anche Giorgio, che si è tolto un fazzoletto dagli occhi per parlare meglio dei suoi pesci e dei suoi gatti che vorrebbero papparseli. Sono stata felice di averlo visto così, ha anche sorriso! Abbiamo visto Francesco che ci ha ricordato della riunione: l’ho visto molto bene. Ho conosciuto Gino e Gino che hanno molta forza; mi ha stupito soprattutto quella del Gino più giovane, quando ho saputo che veniva da un trapianto fallito.
Siamo usciti a suon di marcia, incamminandoci verso la Brigitta!
Sono felice di questa mattinata: pure in questo turno ho guardato ciò che faceva Formaggino con gran disinvoltura e gli sono stata appiccicata per avere le dritte su cosa fare, più che agire con spontaneità. Sono un po’ bloccata, ma sono felice di avere l’opportunità di partecipare a queste giornate, perché riscaldano il cuore.
Un abbraccio a tutti!
Talpina

Nota di Formaggino:
Talpina ha riferito tutto quanto con una certa precisione. Aggiungo solo due piccole notizie. La prima riguarda uno dei cari infermieri del reparto di emodialisi, che ci ha informati con gioia di avere pubblicato il suo primo romanzo (la copertina è bellissima e presenta bene un contenuto che potrebbe non essere da meno). La seconda cosa è questa: come ho riferito la settimana scorsa, Giorgina (una delle pazienti di dialisi, con cui avevamo un dialogo particolarmente affettuoso) è morta, lasciando solo il suo marito ottantenne, che qualcuno di voi ha avuto occasione d’incontrare poco tempo fa. Ebbene, Giorgina mi aveva dato il proprio numero di telefono, affinché io potessi chiamarla nel caso mi trovassi a Firenze e potessi andare a trovarla a casa. Con quel biglietto tra le mani, ho a lungo riflettuto se fosse il caso e poi ho deciso che lo era: ho telefonato al marito di Giorgina per esprimergli le condoglianze da parte di tutti noi (peraltro, mi sono presentato semplicemente come “uno dei clown di Ponte a Niccheri”) e per dirgli che se avesse bisogno di qualsiasi cosa, può contare sulla nostra disponibilità. L’uomo mi ha risposto con commossa gratitudine e mentre parlavamo avevo come la sensazione di stringergli la mano e mi sentivo di fare la cosa giusta.
Concludendo, sinceri complimenti a Talpa per la sua surreale freschezza. Ora, mi chiedo: non è che siete tutti allievi di una scuola di comicità fondata – che so – da Peter Sellers, e state facendo un “simpatico scherzo” a me e Nuvola, spacciandovi per studenti di medicina e altre cose varie?
Se fosse così, ditecelo e magari indicateci da che parte sta la telecamera, così cominciamo a sorridere…

Bachi e abbacchi a tutto il mondo.

Formag

Lug 31, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

28 Luglio 2008

Il turno di Lunedì è stato molto bello, eravamo in 3, io, Stringa e Ola, per loro due era il primo turno, ecco a voi i report:
Ecco il report fresco fresco della giornata di oggi, che è stata senz’altro particolare perché ad accompagnare Nuvola per i meandri dell’ospedale eravamo due novelle, ovvero due “prime-turniste”: Io e Farfallina. Saperla con me mi ha un po’ tranquillizzato perché eravamo per così dire “sulla stessa barca” ed è stato bello poter fare il mio primo turno con lei, soprattutto perché poi abbiamo chiacchierato un sacco. Comunque la giornata è iniziata con un treno di prima mattinata, dopodiché l’autobus che mi ha condotto all’ospedale stato il “pre-scena” (parola d’improvvisa invenzione) per me, perché i miei pantaloni “arancioni-tipo-quelli-degli-omini-delle-autostrade” hanno attirato abbastanza l’attenzione, in più ho dipinto il naso di rosso sull’autobus, e questo costruirsi-clown lungo il tragitto mi ha aiutato a sentirmi un po’ più Stringa. Arrivati all’ospedale, date le prime istruzioni e dritte su come si sarebbe svolto il turno (ovvero sala prelievi, dialisi, pediatria), siamo partiti: In sala prelievi non erano molte le persone ad aspettare di farsi togliere il sangue, c’erano due o tre donne in stato interessante, una delle quali sposata ad un pasticciere, che ha ricevuto le lusinghe di Nuvola per il mestiere interessante e soprattutto UTILE che svolgeva. Un’altra ragazza incinta, originaria del Brasile, è stata un po’ a chiacchierare con noi, stato un bell’incontro. Dopo la carica accumulata in sala prelievi (dove la parte interessante, a mio parere, è proprio quella di poter dar noia a chi si preferisce, cercando di strappare sorrisi e sguardi complici anche a chi sembra il più distaccato, perché forse il costume da clown non a tutti comunica la stessa cosa: mi è sembrato quasi che qualcuno, trovandolo un po’ estraneo, sia restio ad avvicinarvisi, sarà un’impressione?) siamo passati dal giornalaio per avere informazioni sui libri che Nuvola ha ordinato per smettere di fumare, qui abbiamo attaccato bottone con la donna delle risposte (perché in sala prelievi tante persone non erano a togliersi il sangue, ma ad aspettare risposte, a detta loro, e questa donnina era l’addetta alle risposte, che però si rifiutava di darne!!!). Nota di Nuvola: non è che si rifiutava è solo che il suo lavoro inizia alle 10.30 ed ancora non era orario. Poi abbiamo scorrazzato un po’ per i corridoi, dove abbiamo incontrato un ragazzo che aveva accompagnato il nonno, che si chiamava Gianni Gatti, a fare un esame. Questo ragazzo ha poi ha letto l’oroscopo a Nuvola, e ci è parso molto contento di parlucchiare un po’ con noi. Siamo poi saliti in Emodialisi, dove l’atmosfera decisamente è diversa; entrare nella stanza dei pazienti è un po’ come chiedere permesso nello spazio appartenente ad altri. Abbiamo incontrato Gino e Gino, due personaggi, da uno dei quali ho imparato a non-bere il caffè con il limone! Siamo poi passati nella seconda stanza, dove sono stata contentissima di incontrare Francesco, che ci ha fatto mille feste e come ha già ha scritto Nuvola nella mail precedente, ci ha invitato nuovamente a casa sua per settembre, e penso che questo sia stato veramente il culmine della giornata. Nella stessa stanza c’erano la signora Sara e un altro signore con i quali abbiamo parlato per un po’, ma con “delicatezza” direi, perché ancora in fase di assimilazione di ciò che con la dialisi è diventata la loro vita. Dopo questa stanza ne abbiamo dovuta saltare una perché là ci hanno detto che non era il caso di entrare, quindi siamo passati oltre. Siamo poi passati nella terza stanza, dove abbiamo conosciuto il famoso Ernesto (Nota di Nuvola: sarebbe Anselmo), al quale è stato regalato un topolino giallo, e che ci guardava con grande dolcezza, per poi finire al letto del signor Giorgio, dove io e Ola abbiamo assistito ad un forte momento di “incontro umano” tra lui e Nuvola, che è riuscito a fargli tirar fuori lacrime di liberazione e non di rabbia. Ai miei occhi, è stata l’espressione massima della clownterapia, concentrata in pochi più di 10 minuti, in un angolo dell’ospedale. Finito il giro in dialisi, siamo passati in pediatria, dove oltre a qualche bambino appena nato, abbiamo incontrato Simone, un bambino di 7 anni e mezzo che era stato ricoverato per una polmonite ma che veniva dimesso oggi, e una ragazzina di 12 anni che, chiedete conferma a Nuvola, era alta quanto me e che doveva fare una piccola operazione. Dopo averli intrattenuti un po’ abbiamo fatto un altro giro delle stanze per poi scendere nel parcheggio per una delle ultime sigarette di Nuvola dove, non poteva mancare, abbiamo incontrato la svitata della giornata che voleva farsi regalare il cappello di Nuvola. (Nota per Smemo: ancora PURTROPPO non è arrivato il mio libro per smettere di fumare per cui sarò COSTRETTO MIO MALGRADO a rimandare questa cosa a dopo le ferie, NON SAPETE QUANTO MI DISPIACE) Finito il turno, la donnina delle risposte dovrà farmi sapere di che cosa sono fatte le manette (Nuvola sostiene che siano fatte di burro e pancarrè ma io non gli darei troppo credito..), ho richiesto e sorprendentemente ricevuto un cazzotto in fronte da Nuvola (esperienza da ricordare, l’ho chiesto più di una volta, ma nessuno mi aveva mai dato retta..)e sono contenta matta e soddisfattissima di aver fatto tutto questo e di poter continuare a farlo e di conoscere persone meravigliose come voi che lo fanno e ci credono, GRAZIE!
Stringa

Nota a conclusione di Nuvola: Spiego sia la storia delle manette che del cazzotto in fronte, iniziamo con le manette, siccome fuori c’erano 2 carabinieri a far niente abbiamo parlato con loro e gli ho raccontato di quando ero in gita con dei ragazzini a una caserma e il più scemo dei bambini mi ha ammanettato per scherzo rischiando però di frantumarmi i polsi grazie all’enorme colpo e da lì la discussione su che materiale usino per costruire le manette dato che Stringa me l’ha chiesto, io ho risposto di acciaio e non di burro e pancarrè ma siccome Stringa è totalmente matta passiamo alla spiegazione del cazzotto, arrivati al bar a fine turno ho ordinato un caffè e chiesto alle ragazze cosa volevano, Ola ha chiesto un succo di pesca e gliel’ho ordinato, Stringa ha invece chiesto un cazzotto in fronte e, siccome il barista era lontano, gliel’ho tirato io, ha poi detto che scherzava e che voleva un succo, ma il cazzotto era lieve lieve e non gli ho fatto male anche se lei ora me lo rinfaccerà a vita, mi ha confessato che chiede spesso cazzotti in fronte al bar ma nessuno glieli tira mai per cui se qualche claun fosse libero può andare a trovarla a casa e tirargli tutti quelli che non gli hanno dato finora pur avendoli chiesti insistemente per anni, che gentaccia che c’è a giro che non dà i cazzotti a chi glieli chiede e magari poi per dispetto nei confronti dei pretendenti li tira invece a chi non li vuole.
Nuvola

E passiamo adesso al resoconto di Ola
Ciao a tutti!Lunedì mattina è stato il mio primo turno all’ospedale e anche il mio primo e vero contatto con tutti quei pazienti. Per me è stato un giorno indimenticabile e devo ammettere che in quelle 4 ore (che in realtà mi sono sembrate 4 minuti) ho imparato tanto,molto di più di quanto potevo imparare in tutto quest’anno di università (Nota di Nuvola: a Ola piace esagerare). Già prima di arrivare all’ospedale ero emozionatissima e ho pregato tutto il tempo che andasse bene e di non rimanere là come un idiota senza dire o fare niente (però ho capito solo là che non era per forza detto che si dovesse dire o fare qualcosa, qualche volta bastava solo uno sguardo amichevole, bastava la tua presenza,il tuo costume,la faccia sorridente e il naso rosso per sentirti davvero bene e per rubare dei veri sorrisi che ti riempivano il cuore).
Anche se io di solito sono un po’ timida e ho paura di esprimermi in un modo che nessuno possa capire(anche per via della lingua) essere insieme a Nuvola, che è davvero unico e così speciale e a Stringa così brava e sempre a scherzare, non ho sentito la timidezza e nemmeno la paura di esprimermi,anzi mi è sembrato come se fosse da una vita che conoscevo quella gente e mi sono sentita veramente accolta. La maggior parte all’ospedale ci ha accolto con entusiasmo e infatti la prima cosa che ho sentito all’entrata era:”Buongiorno allegria”,c’erano tanti che ci facevano i complimenti ma purtroppo c’erano anche quelli che dicevano:”che siete venuti a far ridere i bambini” e ciò dava fastidio davvero, però pazienza. All’inizio siamo stati in sala prelievi a parlare e a scherzare un po’ con tutti: c’erano dei signori e delle signore ad aspettare le risposte;una mamma che doveva partorire dopo 3 giorni accompagnata dal marito e dalla madre; un’altra mamma brasiliana incinta di 6 mesi che aveva già avuto una prima gravidanza e purtroppo a 5 mesi aveva abortito…quando lei ci ha raccontato del suo primo bimbo sia io che Stringa siamo rimaste male e senza dir niente, invece Nuvola con le sue parole d’angelo ha continuato a parlarle facendola sorridere e scherzare con noi.
Poi siamo saliti in dialisi dove abbiamo incontrato Francesco che subito ci ha parlato della prossima riunione riconfermando il suo desiderio di ospitarci a casa sua; Anselmo purtroppo non era in grado di riconoscere e di parlare con noi, Nuvola è stato là ad accarezzarlo, gli ha fatto un topolino che lui poi teneva tra le mani sorridendo.
Anche l’incontro con Giorgio è stato molto commovente,un grande uomo che aveva sofferto molto nella sua vita,che aveva lottato tantissimo per andar avanti,aveva perduto il padre quando era giovanissimo e che dire…….ci ha raccontato della sua vita dura,si è sfogato e ha pianto…C’erano anche delle signore anziane che pregavano solo di morire …qui è stato duro, ti facevano così tanta pena e mi sono chiesta se potevo fare qualcosa per far sparire tutte quelle sofferenze che ti facevano male all’anima…però Nuvola come sempre è riuscito a far sparire un po’ quell’aria pesante, si è messo a raccontare delle storie divertenti su sua nonna, sua zia…facendoci ridere davvero.

Ola

Lug 30, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

26 Luglio 2008

Ciao a tutti!!
Quello di oggi è stato un turno abbastanza stancante, però bello e gratificante allo stesso tempo! Sia io che Nuvola siamo partiti con l’idea che probabilmente l’ospedale sarebbe stato piuttosto vuoto, e così infatti è stato per quanto riguarda la sala prelievi: non c’erano tantissime persone e abbiamo passato un’oretta o più a chiacchierare con chi ci capitava a tiro, Nuvola irrefrenabile come al solito ha conquistato sorrisi e risate da parte di numerosissime persone, io sono rimasta per lo più ad osservare, anche se piano piano mi sento più a mio agio anche nella sala prelievi e riesco a fare un po’ di più…
Dopo la sala prelievi siamo stati in dialisi, dove Nuvola è finalmente riuscito a parlare con Franco, che è da quando gli hanno amputato la gamba un mese fa che non ci aveva ancora parlato. quindi i due si sono fatti una lunga chiacchierata mentre io parlavo con un altro signore (leo qualcosa??? Non mi ricordo il nome… sigh) che era l’unico sveglio e disposto a parlare nella stanza. Abbiamo chiacchierato un po’ e dopo lui mi ha chiesto se potevo passare in farmacia a ritirargli dei farmaci. Questo mi ha fatto moltissimo piacere perché mi sono sentita utile! ho sentito che i pazienti (non tutti magari, ma poco alla volta sempre di più) si rendono conto che se serve loro qualcosa ce lo possono chiedere tranquillamente e noi faremo il possibile, ed è stata proprio una bella sensazione! Quindi sono scesa in farmacia (mi sono persa e ho dovuto chiedere informazioni tipo 3 volte… e invece la strada è semplicissima!) e quando sono rientrata nella stanza c’era Nuvola che parlava ancora con Franco del fatto che Franco deve smettere di fumare perché le sigarette gli fanno proprio male e, pensate un po’, hanno fatto un patto: provano a smettere di fumare insieme!!! Siamo andati a comprare il libro “è facile smettere di fumare” per Franco al tabacchino dell’ospedale e Nuvola ne ha ordinato uno anche per sé (perché non ce ne avevano un altro sul momento..)! Quindi in bocca al lupo Nuvola per questo “progetto” perché così non solo dai una mano a Franco in un momento in cui ne ha più che bisogno, ma dai una mano anche a te stesso! Bravo!
Siamo poi passati nelle altre stanze della dialisi tranquillamente, prendendoci il nostro tempo con chi era sveglio e voleva chiacchierare e lasciando in pace chi invece dormiva o voleva riposare, abbiamo ammirato il nuovo taglio di capelli di Matteo (è giusto il nome? Parlo del nostro giovanissimo dializzato) e ci siamo poi diretti in pediatria.
Qui direi proprio che le vacanze non hanno per niente influito sul numero dei piccoli pazienti, anzi! C’erano molti bambini appena nati, due gemellini stupendi e altri due bimbi che dormivano tranquilli tranquilli, c’era poi una mamma egiziana con la sua bambina appena nata ed il suo bellissimo bimbo di un anno e mezzo. La mamma sfortunatamente non parlava quasi italiano e le infermiere avevano grossi problemi di comunicazione. Sfortunatamente né io né Nuvola parliamo arabo quindi non siamo stati in grado di aiutare molto, tranne che per rintracciare il numero del mediatore culturale.
Invece siamo stati in grado di aiutare almeno un pochino un’intera famiglia belga che era in vacanza a Figline Valdarno quando il figlio di 10 anni ha avuto un attacco di appendicite. Arthur era stato operato stanotte ed era un po’ giù, anche perché doveva stare in un letto d’ospedale straniero invece che a divertirsi… appena lui e la sorellina di 8 anni mi hanno visto (Nuvola era in un’altra stanza) si sono tutti illuminati, ed anche i genitori quando hanno scoperto che parlo inglese! Ho fatto una miriade di palloncini ai due bambini e ho insegnato loro come fare il cane, ovviamente tutto a gesti perché loro l’inglese non lo parlavano molto.. invece ho chiacchierato molto con i genitori che oltre ad essere preoccupati erano pure abbastanza spaesati. Arrivato Nuvola ha fatto un’apprezzatissima motocicletta-palloncino al bambino, un gioco di magia e qualche chiacchiera con me come traduttrice che alla fine parlavo a Nuvola in inglese e ai due genitori in italiano… aiutati poi loro a spedire un fax in Belgio abbiamo concluso il turno al bar e fuori con una delle ULTIME sigarette di Nuvola.
Mando un bacione grossissimo a tutti,
Lucilla

Nota di Nuvola: e meno male che stamani entrando abbiamo detto che sarebbe stato un turno tranquillo, in ospedale non si sa mai cosa si trova e questo è un poco il bello di questo lavoro, spero che con la storia dello smettere di fumare non mi sia sbilanciato troppo, per adesso ho solo promesso che avrei letto il libro e fatto il possibile, vedremo cosa succederà ma se la gamba di Franco servisse a tutti e due a smettere di fumare avremmo dato un senso migliore alla cosa, speriamo in bene, devo inoltre ringraziare Lucilla per la traduzione che è stata molto utile perché io con l’inglese non sono bravissimo, lei invece è velocissima a tradurre e alla fine quando si rivolgeva a me in inglese invece che ai genitori quasi quasi capivo anche io.

Un abbraccio

Nuvola

Lug 27, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

23 luglio 2008

23 Luglio: primo turno…
Un po’ con il cuore in gola, compiuta la vestizione con la corona di rose, ho raggiunto Formaggino al punto d’incontro… salita sulla Brigitta (la Renault gialla di Formaggino) il cuore si è apprestato a riprendere la propria posizione grazie a quella capacità, così spiccata nei formaggini, in Nuvola e in tutti gli altri ragazzi clown, di metterti a tuo agio, di far apparire come l’azione più quotidiana quella di indossare un naso rosso, un cappello degno della stravaganza e della ridicolezza della Regina d’Inghilterra, e di sorridere quando magari quegli occhi che vorresti far brillare di gioia per regalarla agli altri, vorrebbero far scendere una lacrima… Viaggio con tante chiacchiere, un po’ di coda a tratti e odore di petrolio… arriviamo all’ospedale. Formaggino con il suo ‘deretano’ sonante si è fatto strada in uno spazio, a suo dire, insolitamente vivibile… meglio, c’erano poche persone. Ci siamo diretti in pediatria e dopo i saluti, abbiamo incontrato due bambini, Matteo e Sofia… avevano il braccio ingessato, entrambi accompagnati dalle mamme… Matteo si è mostrato in tutta la vivacità e voglia di divertirsi di un bambino di sette anni… continuava a sorridere ascoltando Formaggino e i suoi occhioni azzurri sembravano proprio contenti… anche la mamma sembrava aver apprezzato questa curiosa incursione, ed ha accettato volentieri il fiore donatole da Formaggino, con l’approvazione entusiasta di Matteo! Sofia, qualche anno più grande, era di umore un po’ peggiore, sembrava le dolesse la mano del braccio ingessato, la toccava facendo muovere le dita forse indolenzite… però ha preso parte al gioco di Formaggino, fingendo di non conoscere la mamma, attribuendosi un nome falso… e alla fine ha fatto anche dei bei sorrisoni! Dirigendosi in dialisi, passando nei corridoi abbiamo incontrato tante persone che gentilmente salutavano e le loro labbra si aprivano in un accenno di sorriso… In dialisi c’erano un sacco di pazienti… Non essendovi mai stata me ne ero fatta un’idea, che solo in parte corrispondeva a realtà… Pensavo fossa asettico e austero, un ambiente dove un silenzio pesante fosse rotto solo dal rumore ripetitivo delle macchine… invece vi sono infermiere che cercano di rendere più lieve il ricovero, parlando degli argomenti più futili a cui spesso si sente il bisogno di pensare nei momenti troppo a lungo difficili… e forse lo facevano proprio perchè c’era Formaggino che con la sua presenza aveva portato una ventata di aria più distesa… Una signora in poche parole ha espresso la sua gratitudine per quella macchina, somigliante ad un enorme giradischi, preziosa per la sua vita; abbiamo salutato la signora Stella, che mi è parsa una donna dal carattere forte, con tanta voglia di vivere, nonostante la debolezza fisica e la disgrazie della vita… fa uno strano effetto sentirsi ringraziare per aver fatto piacere ad una persona, anche solo ascoltandola… Ecco sembrava proprio che tutti avessero voglia di parlare e farsi ascoltare, di raccontare quella vita difficile e faticosa che devono affrontare, e di quella passata che la malattia non ha loro negato e che volentieri richiamano alla memoria… come il signore con la barba che leggeva un libro in gotico, aveva scritto una lettera al Corriere Della Sera, che nonostante dicesse di non farcela a continuare in tali condizioni, appariva sotto le vesti di un vero lottatore, pronto a non rinunciare alle proprie idee per migliorare questo paese (In progetto uno sciopero del reparto dialisi per protesta, e una riforma sulla patente degli automobilisti)… Poi Gino&Gino… che belle persone… piene di vita… si mettevano a scherzare con Formaggino come se fossero seduti in un bar davanti ad una tazza fumante di caffè. Anselmo mi ha fatto tanta tenerezza, il cuore è diventato piccolo piccolo a vedere un uomo così gracile e fragile, debole da non riuscir a sostenere il peso della testa dritta sopra il collo… ma per un istante dopo che Formaggino, insieme agli infermieri, lo ha chiamato e accarezzato sulla mano, ha aperto gli occhi ed ha sorriso… solo per un istante… ma in quell’istante quegli occhi languidi sembravano aver compreso ed apprezzato che qualcuno si fosse fermato al suo letto per regalargli un istante di vita da vivere… Sperando di non esser scaduta nel melodrammatico… Sono stata un po’ un’osservatrice colorata… è stata proprio una bella mattina… e sulle note della marcia dell’mp3 di Formaggino, Formaggino con al seguito Rosetta hanno fatto la loro uscita!
Grazie Formaggino per avermi regalato questa mattina!
Un bacio a tutti!
Rosetta

Nota di Formaggino

Io ringrazio Rosetta, che ha dimostrato doti di attenzione e ascolto non comuni e che con il sobrio cappello realizzato alla sua mamma ha riscosso un successo tale da oscurare il mio deretano suonante!

Devo poi aggiungere un pensiero per Giorgina (una delle pazienti del reparto di emodialisi), che ci ha lasciati. Giorgina era stanca da tanti mesi e ogni volta che ci vedevamo, pur regalandomi tremolanti sorrisi, mi confidava di non poterne più. Voglio dedicarle una preghiera speciale e sono sicuro che anche voi vorrete fare lo stesso.

Un fraterno abbraccio a tutti.

Formag

Lug 24, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

12 Luglio 2008

Eccoci signori! per voi un report-ino sul turno di sabato.
Un sole forte e deciso mi ha accolto alle 8 e un quarto nel parcheggio semivuoto dell’ospedale, senza pietà per il camice addobbato e pesante che portavo addosso.. ma sembrava portare un invito.. l’invito a concedersi una tregua dopo un anno di lavoro.. ed effettivamente anche all’ospedale si annusava un calma insolita. Meno personale..meno pazienti?Il primo show è stato per la sala prelievi dove Nuvola ha strappato non pochi sorrisi, credo sia di grande soddisfazione riuscire a conquistare la complicità di persone che non conosci, e sabato in quella sala d’attesa secondo me è successo. Chi stava al gioco, chi era spettatore, chi era stupito.. guardandomi intorno sentivo quanto la nostra presenza fosse apprezzata. E appropriata. Poi un rapido salto in pediatria, dove abbiamo incontrato una ragazza operata al piede, in realtà forse troppo debole in quel momento, sembrava non avesse molta voglia di interagire…e due MAGNIFICI -aiutatemi a dire magnifici!!- gemellini di una settimana cullati da due giovani genitori altrettanto belli.. eh beh.. vengono dalle Honduras!! Tante mamme sanno essere radiose, ma lei -un sorriso meraviglioso e complici stoffe colorate- scaldava la stanza, davvero. Per quando riguarda la dialisi non siamo potuti entrare in una stanza.. e le nostre parole tranquille hanno accarezzato solo alcuni dei pazienti. Sto imparando a conoscerli, e con alcuni di loro rivedersi è come riprendere un discorso lasciato a metà, c’è qualcosa da chiedere, qualcosa da dire..
Buona settimana a tutti!!!
Pennarello
Nota di Nuvola: io ho poco da aggiungere, è stato un bel turno e Pennarello è sempre molto carina con tutti, aggiungo poco anche perché sto lavorando con Formaggino a Mercantia e sono stordito dalla stanchezza, m fa male un braccio e devo scrivere solo con un dito per cui adesso vi saluto e ci sentiamo presto.

Con affetto

Nuvola

Lug 18, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

09 luglio 2008

Ciao a tutti! Stamattina ho fatto il mio secondo turno all’ospedale come dottor Latte e ne sono felice! Ho fatto il viaggio fino all’ospedale insieme a Formaggino, che ancora non conoscevo, ed è stato molto piacevole parlare con lui.
Arrivati dott.Formaggino si è bardato tutto mettendosi anche quel suo marchingegno per diffondere la musica, dopodiché ci siamo incamminati verso l’ignoto. Dato che ultimamente c’era stato poco tempo per il reparto di pediatria, in particolar modo per le visite allergiche, abbiamo saltato sia la sala prelievi che la dialisi, con la promessa che se non ci fosse stato nessuno in pediatria saremmo tornati sui nostri passi. Comunque, mentre camminavamo nei corridoi, un signore della dialisi, di cui ora non mi ricordo il nome, ma che è quello che ha fatto il rappresentante della Perugina, ci ha bloccati e salutati calorosamente, quindi diciamo che un contatto con la dialisi lo abbiamo avuto ugualmente.
Arrivati in pediatria siamo stati accolti a braccia aperte, Formaggino è un clown popolare, si è fatto dire se ci fossero pazienti e quale fosse la loro condizione, così abbiamo appreso che c’era una ragazza che si era operata ai piedi e, nella stessa stanza, un altro ragazzo che si sarebbe operato nella tarda mattinata; inoltre, era giorno di visite allergiche. Abbiamo così iniziato dalla sala d’attesa per le visite e vi abbiamo trovato due bambine di tre anni e due bambini appena nati. Formaggino ha fatto dei palloncini alle bambine, io invece ho parlato con una mamma e cercavo di fare da spalla a Formaggino. Poi siamo andati nella stanza dei ricoverati e lì Formaggino si è “improvvisato” medico, così ha visitato il ragazzo che si sarebbe dovuto operare misurandogli anche la febbre in gradi ”babultz”, o simili, ed auscultandolo con un fonendoscopio rotto. Ha ottenuto così due risultati, il primo è che il ragazzo ha smesso di giocare con una specie di videogioco portatile, il secondo, che la sua mamma non smetteva di ridere. Comunque anche la ragazza già operata si è divertita ed ha ricevuto in premio per l’operazione un bel fiore.
Poi ci hanno chiamato nella stanza delle visite, la prima ad entrare è stata Rebecca, una delle due bambine di tre anni, e, dato che mancava l’infermiera (cosa che mi ha fatto ripensare alla parole della signora che avevo incontrato l’altra volta in sala prelievi con Nuvola), la dottoressa ci ha “assunti” come assistenti-clown!!! La bambina, accompagnata dalla mamma e dalla nonna, non ne voleva sentire parlare nemmeno alla lontana di sottoporsi alla prova, allora io ho dato il mio naso alla nonna (io indossavo un naso prestato da Formaggino), ma senza ottenere grandi risultati, visto che tanto le cadeva continuamente! La mossa successiva è stata quella di farmi fare le bolle di sapone per distrarla, ma le bolle non venivano e se venivano scoppiavano subito, quindi anche questo non ha sortito alcun risultato. Tra pianti, strilli e quattro persone che cercavano di calmarla la dottoressa è riuscita a finire le punturine, ma mi è dispiaciuto che non si sia riusciti a tranquillizzarla. Usciti c’erano ancora altre persone che aspettavano il loro turno, allora nuovi palloncini, nuovi racconti, nuove domande ecc… Abbiamo assistito ancora ad altre due prove allergiche e Formaggino era addetto alle boccette dei test, mentre io alla scrittura dei dati dei pazienti, ormai, davvero, eravamo stati assunti!!!
Quando, terminato il turno, ce ne siamo andati ero felice per essere ritornato in ospedale; come l’altra volta più che agire sono stato a guardare, ma spero che sempre più mi sciolga e riesca ad interagire al meglio con le altre persone, altrimenti davvero mi dovrò chiamare dott. Latteaiginocchi!!! Scherzo, comunque voglio ringraziare Formaggino, perché ho imparato molto e mi ha aiutato a parlare con gli altri, specie quando siamo andati a misurare la febbre in gradi Babultz. Sempre più sono contento di poter fare queste esperienze, perché si ritorna sempre un po’ più ricchi a casa e si impara cose che solo in questo modo si possono capire. Grazie!! Ciao!
Dott. Latte

Postilla di Formag:
Grazie, dottor Latte, per il tuo report… condensato. Non voglio aggiungere molto, magari una notarella alle prove allergologiche di Rebecca: la bimba ha dovuto sottoporsi a prove particolarmente tortuose, effettuate con uso di alimenti freschi! Non vi dico le boccette e i barattoli (in totale, più di 20!!)… e passami il barattolo… e aprilo… e metti il pezzo di frutta nel bicchierino…. e tritalo… e intingici la lancetta… e scrivi sulla tabella a che numero siamo arrivati… Insomma, se mercoledì mattina non ci fossimo stati io e Latte, la dottoressa sarebbe diventata allergica al suo lavoro.
Comunque, è finito tutto in allegria. Bravissima la mamma di Rebecca!!
Mi è assai dispiaciuto non riuscire ad andare a Dialisi: ci siamo comunque premurati di telefonare agli infermieri e chieder loro di salutarci tutti i pazienti.
Ah… per la cronaca: Rebecca è poi risultata allergica al Latte e ai Formaggi.
he he he… non è vero! O forse si?…

Formag

Lug 10, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

05 Luglio 2008

Iniziamo col report di Gorkji e poi passiamo a Rimba
Caro Nuvola, Sabato mattina verso le 8.30 sono arrivato all’ ospedale di Ponte a Nicchieri in sala prelievo con Nuvola e Fiore, due colleghi e amici. Abbiamo fatto delle risate, c’erano tante persone poi sono stato al pronto soccorso per tranquilizzare la gente.
Tanti saluti dall’amico Gorki
Non andavo in ospedale da due mesi e devo dire che all’inizio del turno di ieri ho avuto qualche difficoltà…!abbiamo iniziato come al solito dalla sala prelievi e Nuvola è partito come un vulcano, tant’è che non sono riuscita a stargli dietro per tutto il tempo che siamo stati nella sala!ho passato la prima ora interamente con Gorkji! Ho sentito questa necessità,forse per imparare a conoscerlo meglio,ma soprattutto perché mi ha coinvolta talmente tanto che era impossibile non assecondarlo!!tutte le persone che ci vedevano parlare e scherzare non potevano che sorridere,è stato divertente e strano perché infondo non abbiamo coinvolto molte persone,tendevamo a fare combriccola noi due,solo in alcuni casi lui si concentrava su alcune persone che evidentemente lo colpivano più di altre….io gli ero sempre dietro,ero la sua spalla,ci prendevamo in giro a vicenda,e la gente vedendoci sorrideva,è stato bello!dopo un po’ siamo andati a fare una capatina in pronto soccorso tutti e tre e anche qui abbiamo causato un po’di scompiglio….io stavo un po’ sulle mie,mi sentivo un po’ a disagio perché mi sembrava di disturbare,invece Gorkji era pienamente disinvolto e nuvola parlava con alcuni pazienti….io non sono riuscita a fare praticamente nulla se non a scambiare qualche parola con due pazienti e con le infermiere!verso le 10 Gorkji se n’è andato e così io e Nuvola abbiamo proseguito da soli…siamo andati in dialisi dove io ho parlato con un nuovo paziente (mi ha detto di essere in dialisi da 3 mesi) e con Tatiana (se ricordo bene il nome,oramai lo avete capito che non sono molto ferrata..:D). Tatiana è una signora un po’ particolare…io non l’avevo mai incontrata,ma lei mi ha detto di essere lì da parecchi anni!comunque,ho provato ad instaurare una conversazione ma è stato molto difficile!lei mi teneva a distanza e ad un certo punto era anche un po’ scocciata,infatti dopo un po’ mi ha detto che non aveva più voglia di parlare….mi ha raccontato un po’ di cose inerenti alla sua vita da malata ed ho capito abbastanza facilmente che è parecchio,ma parecchio arrabbiata…non ho insistito e sono andata da nuvola che stava parlando con un altro signore di cui non ricordo il nome (eheh) e mi sono aggregata (lo sapevate che Nuvola passa un’intera giornata all’anno a fare conserve di pomodoro??:D). La visita in dialisi si è conclusa qui perché le altre stanze erano vuote e nella prima c’era una signora (provate a indovinare??non mi ricordo il nome) che non stava tanto bene e tanto per cambiare non ci anno fatto entrare benché lei sembrasse contenta di vederci! siamo passati in pediatria…vuota…non c’era quasi nessuno,solo alcune mamme con i rispettivi neonati…abbiamo passato una mezz’oretta a parlare con la mamma di Alessio e la mamma e il papà di Irene e qui io ho sfoggiato la mia idiozia con discorsi che non avevano senso del tipo”i macellai sono persone muscolose perché stanno tutto il giorno ad accettare bistecche di maiale…”vabbé….Nuvola ha cercato di tamponare la cosa cercando di farmi sembrare un pochino meno scema…grazie Nuvola!abbiamo poi incontrato una ragazza con la sua bambina ed appena ci siamo messi a parlare con lei ha iniziato a piangere…ci ha raccontato i suoi disagi ed è stato bello vedere che si fidava di noi!abbiamo poi parlato anche col padre e nuvola è stato bravissimo nel cercare di tirarli su di morale…il turno era finito e siamo così andati nel parcheggio per ritirare le auto (ovviamente dopo la sigarettina di rito di Nuvola…).qui abbiamo avuto una interessante conversazione per la quale lo ringrazio ancora una volta,è bello sentirsi dire certe cose!!sono tornata a casa stanca morta,è stato un turno faticoso e per questo uno dei più belli e gratificanti!!un bacio a tutti!!

Rimba

Ps:dimenticavo di dirvi che mentre Nuvola si fumava la sigaretta,uno dei pazienti di psichiatria ci ha raccontato la barzelletta del cammello mattonato…la conoscete?se no,fatevela raccontare da Nuvola….io sono una ragazza troppo fine per scrivervela..:

Nota di Nuvola: Rimba è stata come sempre bravissima, questo turno io ero un poco fiacco, mi facevano male i piedi e zoppicavo, meno male che c’era Rimba e Gorkji, soprattutto Gorkji è stato molto bravo, mi piace il modo spontaneo col quale approccia le persone e la semplicità con cui le fa ridere, ognuno con lui si sente a proprio agio e non è una cosa facile da fare. Rimba poi è riuscita a parlare con Tatiana che è stata sempre molto scontrosa ed è forse la seconda volta che parla con noi e questo è un bel segno, due noti tristi invece vengono dalla stanza numero due, la prima è che qualcuno stava male e non ci hanno fatto entrare (questa cosa dovremo risolverla alla svelta), la cosa triste è che la persona che stava male era una signora che è con me sempre molto gentile e che, pur attorniata dalle infermiere si è voltata verso di me e m’ha chiamato, io mi sono dovuto limitare a salutarla e andare via e devo dire che non m’è piaciuto per niente e ho tenuto dentro una sensazione di disagio per almeno un paio d’ore, non vorrei disturbare medici e infermieri ma non voglio neanche non entrare nelle camere dove mi chiamano, in quella camera poi c’era Franco che dormiva ma si vedeva bene dal lenzuolo che purtroppo gli hanno tagliato una gamba come vi dicevo qualche tempo fa e io non ho potuto parlarci nemmeno un attimo, sabato prossimo a costo di dormire fuori dalla stanza col sacco a pelo aspetto che abbiano finito gli infermieri e poi entro e se non mi fanno entrare vorrà dire che li aspetterò fuori dal reparto ma con Franco voglio parlarci, abbracciarlo e guardarlo negli occhi, ne sento proprio il bisogno, come se fosse successo qualcosa a un amico che non ho potuto vedere e allora è chiaro che lui è diventato un amico, alla faccia del non coinvolgimento e chissenefrega. Adesso aspetto il report di Gorkji e poi ve lo invio, per adesso ciao a tutti voi.
P.S: la barzelletta del cammello mattonato non ve la posso raccontare perché sono troppo poco fine e ci sono solo due o tre parolacce dentro ed io ho ne dico almeno 20 o niente.

Saluti

Nuvola

Lug 6, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

2 luglio 2008

Ciao a tutti !!!
Finalmente sono riuscita a fare il mio primo turno…e sono felicissima perché è stata un’esperienza davvero particolare.

Quando siamo entrati in ospedale ero leggermente preoccupata (anche più che leggermente) e stavo dietro a Formaggino come se fossi stata la sua seconda ombra. Mi è servito un po’ di tempo per capire cosa dovevo fare (perché oltre a Briachella sono anche un po’ Rintronella) ma le battute e le bischerate di Formaggino mi hanno dato la carica per cominciare e così senza nemmeno accorgermene ho iniziato anch’io a parlare coi pazienti e a scherzare con loro.
In sala prelievi molti ci hanno accolto con un sorriso (erano felici della nostra presenza) e questo per me è stato davvero rinfrancante.
In Neonatologia e Pediatria l’accoglienza è stata molto meno calorosa di quello che mi aspettavo anche se bambine e bambini sono stati molto felici di vederci arrivare.
In particolare siamo riusciti a far ridere Giulia, una bambina di undici anni, che quando siamo arrivati era davvero giù perché voleva tornare a casa dopo una settimana di ospedale e non era sicura che la dimettessero (poi per fortuna invece l’hanno lasciata andare).
Sofia, invece, una splendida bambina di 3 anni, voleva uscire a tutti i costi dall’ospedale e allora io e Formaggino abbiamo cercato di distrarla in ogni modo (anche sfoggiando le nostre modeste doti musicali e canore: povera bambina…).

In Dialisi parecchi vecchini erano giù di morale ma alcuni davvero felici di vederci.
Mi ha colpito particolarmente Giorgina, che era molto triste e continuava a ripetere che non aveva più voglia di nulla, ma che quando mi sono avvicinata mi ha stretto la mano e sorriso debolmente .

Insomma… è stata una bella esperienza, sono proprio felice.
Ringrazio particolarmente Formaggino per aver sopportato il mio disagio iniziale e le mie preoccupazioni .

A presto

Briachella

Nota di Formaggino:

Briachella è stata un’esordiente brillante e umanissima. Io oggi avevo poche energie e lei ha finto benissimo di non accorgersene.
Non ho pressoché nulla da aggiungere, salvo una sottolineatura per quanto la “novizia” dice, riguardo all’accoglienza in pediatria (invito alla riflessione… visto che si tratta di una sensazione che pervade la maggioranza dei ragazzi che entrano in “M’illumino d’immenso”) e una piccola amarezza tutta mia: ancora una volta, le infermiere di dialisi ci hanno chiesto di non fermarci nella prima stanza, dove c’era Stella, che oggi stava particolarmente male. Ma io a questo punto mi rivolgo – e rivolgo a tutti voi – una domanda: è giusto che noi andiamo a trovare solo quelli che stanno bene o benino? A questo punto, non sarà il caso di sottolineare che noi siamo lì anche per risollevare, nei limiti del possibile, lo stato vitale di chi non sta bene?

Il dibattito è aperto.

Formag

Lug 2, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments

28 giugno 2008

Buongiorno cari Clauni!
Ecco il Report di Sabato 28 Giugno!
Come sempre io e Formaggino ci siamo trovati al Rincao, e nonostante la mia sveglia non abbia suonato (beh, forse il mio cellulare si è risentito dopo che l’ho buttato in terra….), sono arrivata quasi puntuale!Giunti all’ospedale, Formaggino si è messo le chiappe canterine e…via! Passando davanti al punto prelievi abbiamo visto una gran calca e abbiamo deciso di allietare un po’ gli animi. Siamo entrati e il clima era abbastanza buono, anche perché almeno in quest’occasione il sistema dei numerini funzionava!Abbiamo fatto compagnia ad un bimbo che doveva fare il prelievo, ma purtroppo sono arrivate un sacco di “pance” (che hanno la priorità) e non abbiamo potuto entrare con lui. Ci siamo diretti, poi, in Pediatria, dove abbiamo fatto visita ad un bimbo rom, che per cercare di raggiungere il 45 di scarpe, si era fatto transitare un camion sul piedino. Poi abbiamo incontrato due ragazze albanesi che erano in visita alla mamma e alla sorellina neonata e abbiamo scherzato un po’ con loro. Poi ci siamo indirizzati verso una coppia di genitori con un bimbo sui 7 anni, erano sordi (ma al contrario di ciò che si pensa di solito riuscivano a parlare, anche se l’articolazione dei suoni era distorta). In questo caso è successa una cosa che non mi era mai accaduta prima: il medico ha chiesto il nostro ausilio per visitare il bimbo, finalmente qualcuno che si avvale del nostro aiuto!C’erano anche delle neomamme, ma erano tutte intente nell’allattamento e non le abbiamo disturbate. Spostandoci per raggiungere dialisi, transitando da radiologia, abbiamo trovato una signora abbandonata da sola su una barella davanti alla sala per i raggi, che però non si preoccupava più di tanto della cosa e ci ha detto “Di qui non mi muovo, speriamo che qualcuno venga a riprendermi!” Giunti in dialisi (dove c’era un gran casino per i lavori che stanno facendo!) abbiamo deciso, in accordo con gli infermieri che non era il caso di insistere troppo sugli inviti alla riunione, perché qualcuno si era già trovato in imbarazzo, dovendo declinare l’invito. Ci siamo limitati quindi a parlarne con i pazienti, dicendo loro che abbiamo intenzione di rifare la cosa a settembre, quando il caldo sarà smorzato. La visita alla dialisi è scorsa bene come sempre, nelle prime due sale, mentre nella terza (quella vicino all’entrata) ci è stato chiesto di non entrare perché c’erano varie situazioni instabili. Come sempre sono stata benissimo, mi sono trovata a mio agio e sono uscita raggiante da questo nuovo turno! Un saluto a tutti voi clauni… Anzi due parole sulla riunione di domenica: una cuccagna!!! Grazie di cuore a tutti!
Baci baci
Melina
Brevi note di Formag:

1) il “Rincao” è un locale sito tra Pistoia e Prato, luogo ideale come punto di partenza collettivo, per chi (come me e Melina) vive in zona.
2) le “chiappe canterine” altro non sono che il mio amato amplificatore portatile con lettore MP3 collegato (funziona sempre bene)
3) ovviamente, le “pance” non sono signori pingui come il sottoscritto, ma le signore in gravidanza…
4) il bambino rom, in camera assieme ai genitori, era in discrete condizioni di salute e di ottimo umore!
5) la visita in “affiancamento” al dottore ha funzionato egregiamente (lui sa come si fa!)
6) l’impossibilità di entrare a far visita a chi non stava bene, mi ha lasciato un po’ perplesso…

Un abbraccio a tutti

Melina e Formag

Lug 2, 2008 | Posted by in Blog | 0 comments
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